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Discussione: L'Osservatore Romano-storia, iniziative ed eventi inerenti il quotidiano della S.Sede

  1. #31
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    Come annunciato da L'Osservatore Romano in un articolo del 19 dicembre (ripreso da Paolo Rodari in questo post del suo blog), nel 2011, in occasione dei 150 anni dalla nascita, il quotidiano della Santa Sede rinnoverà completamente il suo sito web. Speriamo che ciò avvenga presto in quanto attualmente, a parte il sito fotografico, l'OR è presente in rete solo con una pagina molto scarna, la cui pecca principale è l'eliminazione dell'edizione precedente quando viene pubblicata quella nuova (infatti, nell'articolo di Rodari, è presente un link che portava all'edizione del 19/12 ma che ora porta a quella odierna).
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  2. #32
    Saggio del Forum L'avatar di lucpip
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    Secondo l'agenzia ASCA, domani sara inaugurato il nuovo sito internet de "L'osservatore Romano": www.osservatoreromano.va. L'edizione quotidiana sarà free fino al 31 agosto 2011.

    http://www.asca.it/news-VATICANO__ON...nicati=1-.html
    Ogni giorno che passa è un giorno in meno - COMING SOON!

  3. #33
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    Speciale de L'Osservatore Romano per la beatificazione di Wojtyla



    In edicola, in Italia, a partire dal 27 aprile



    ROMA, venerdì, 22 aprile 2011 (ZENIT.org).- L’Osservatore Romano dedicherà un numero speciale per la beatificazione di Giovanni Paolo II, che si terrà il 1° maggio prossimo. La pubblicazione di cento pagine interamente a colori sarà disponibile in sette lingue (italiano, polacco, inglese, spagnolo, tedesco, francese, portoghese). La rivista viene inoltre stampata in sette Paesi di quattro continenti: Australia, Brasile, Canada, India, Italia, Regno Unito e Spagna, con una tiratura complessiva di circa quattrocentomila copie.
    In particolare, in Italia lo speciale sarà in edicola dal 27 aprile e verrà stampato e diffuso anche da tre storiche testate del gruppo Quotidiano Nazionale: “Il Resto del Carlino” di Bologna, “La Nazione” di Firenze e “Il Giorno” di Milano.
    Oltre al testamento di Giovanni Paolo II e all’omelia funebre tenuta dal Cardinale Joseph Ratzinger, la rivista raccoglie le omelie di Benedetto XVI in ricordo del suo predecessore, testi di Karol Wojtyła, articoli, interviste e una dettagliata cronologia.
    Lo speciale è un vero e proprio numero da collezione, illustrato da bellissime e rare fotografie.

    Fonte: zenit.org

  4. #34
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    MESSAGGIO DEL SANTO PADRE AL DIRETTORE DE "L’OSSERVATORE ROMANO" NELLA RICORRENZA DEL 150° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DEL QUOTIDIANO , 30.06.2011

    Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato al Direttore de "L’Osservatore Romano", Prof. Giovanni Maria Vian, nella ricorrenza del 150° anniversario di fondazione del Quotidiano:

    MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

    All’Illustrissimo Signore

    Prof. GIOVANNI MARIA VIAN

    Direttore de "L’Osservatore Romano"

    Per un giornale quotidiano centocinquant’anni di vita sono un periodo davvero considerevole, un lungo e significativo cammino ricco di gioie, di difficoltà, di impegno, di soddisfazioni, di grazia. Pertanto, questo importante anniversario de "L’Osservatore Romano" – il cui primo numero uscì con la data del 1° luglio 1861 – è innanzitutto motivo di ringraziamento a Dio pro universis beneficiis suis: per tutto quello, cioè, che la sua Provvidenza ha disposto in questo secolo e mezzo, durante il quale il mondo è cambiato profondamente, e per quanto dispone oggi, quando i cambiamenti sono continui e sempre più rapidi, soprattutto nell’ambito della comunicazione e dell’informazione.

    Allo stesso tempo, la presente lieta ricorrenza offre anche l’occasione per alcune riflessioni sulla storia e sul ruolo di tale quotidiano, chiamato abitualmente "il giornale del Papa". Siamo invitati, quindi, – come disse Pio XI, di v.m., nel 1936, esattamente settantacinque anni fa –, a dare "una occhiata al cammino percorso e darne un’altra al cammino che resta da percorrere", sottolineando soprattutto la singolarità e la responsabilità di un quotidiano che da un secolo e mezzo fa conoscere il Magistero dei Papi ed è uno degli strumenti privilegiati a servizio della Santa Sede e della Chiesa.

    "L’Osservatore Romano" ebbe origine in un contesto difficile e decisivo per il Papato, con la consapevolezza e la volontà di difendere e sostenere le ragioni della Sede Apostolica, che sembrava essere messa in pericolo da forze ostili. Fondato per iniziativa privata con l’appoggio del Governo pontificio, questo foglio serale si definì "politico religioso", proponendosi come obiettivo la difesa del principio di giustizia, nella convinzione, fondata sulla parola di Cristo, che il male non avrà l’ultima parola. Tale obiettivo e tale convinzione furono espressi dai due celebri motti latini – il primo tratto dal diritto romano e il secondo dal testo evangelico – che, sin dal primo numero del 1862, si leggono sotto la sua testata: Unicuique suum e, soprattutto, Non praevalebunt (Mt 16,18)

    Nel 1870 la fine del potere temporale – avvertita poi come provvidenziale nonostante soprusi e atti ingiusti subiti dal Papato – non travolse "L’Osservatore Romano", né rese inutili la sua presenza e la sua funzione. Anzi, un quindicennio più tardi, la Santa Sede decise di acquisirne la proprietà. Il controllo diretto del giornale da parte dell’autorità pontificia ne aumentò con il tempo prestigio e autorevolezza, che crebbero ulteriormente in seguito, soprattutto per la linea di imparzialità e di coraggio mantenuta di fronte alle tragedie e agli orrori che segnarono la prima metà del Novecento, eco "fedele di un istituto internazionale e supernazionale", come scrisse il Cardinale Gasparri nel 1922.

    Si susseguirono allora avvenimenti tragici: il primo conflitto mondiale, che devastò l’Europa cambiandone il volto; l’affermarsi dei totalitarismi, con ideologie nefaste che hanno negato la verità e oppresso l’uomo; infine, gli orrori della shoah e della seconda guerra mondiale. In quegli anni tremendi, e poi durante il periodo della guerra fredda e della persecuzione anticristiana attuata dai regimi comunisti in molti Paesi, nonostante la ristrettezza dei mezzi e delle forze, il giornale della Santa Sede seppe informare con onestà e libertà, sostenendo l’opera coraggiosa di Benedetto XV, di Pio XI e di Pio XII in difesa della verità e della giustizia, unico fondamento della pace.

    Dal secondo conflitto mondiale "L’Osservatore Romano" poté così uscire a testa alta, come subito riconobbero autorevoli voci laiche e come nel 1961, in occasione del centenario del quotidiano, scrisse il Cardinale Montini, che due anni dopo sarebbe diventato Papa con il nome di Paolo VI: "Avvenne come quando in una sala si spengono tutte le luci, e ne rimane accesa una sola: tutti gli sguardi si dirigono verso quella rimasta accesa; e per fortuna questa era la luce vaticana, la luce tranquilla e fiammante, alimentata da quella apostolica di Pietro. «L’Osservatore» apparve allora quello che, in sostanza, è sempre: un faro orientatore".

    Nella seconda metà del Novecento il giornale ha iniziato a circolare in tutto il mondo attraverso una corona di edizioni periodiche in diverse lingue, stampate non più soltanto in Vaticano: attualmente otto, tra cui, dal 2008, anche la versione in malayalam pubblicata in India, la prima interamente in caratteri non latini. A partire dallo stesso anno, in una stagione difficile per i media tradizionali, la diffusione è sostenuta da abbinamenti con altre testate in Spagna, in Italia, in Portogallo, e ora anche da una presenza in internet sempre più efficace.

    Quotidiano "singolarissimo" per le sue caratteristiche uniche, "L’Osservatore Romano", in questo secolo e mezzo, ha innanzitutto dato conto del servizio reso alla verità e alla comunione cattolica da parte della Sede del Successore di Pietro. Il quotidiano ha così riportato puntualmente gli interventi pontifici, ha seguito i due Concili celebrati in Vaticano e le molte Assemblee sinodali, espressione della vitalità e della ricchezza di doni della Chiesa, ma non ha dimenticato mai di evidenziare anche la presenza, l’opera e la situazione delle comunità cattoliche nel mondo, che vivono talvolta in condizioni drammatiche.

    In questo tempo – segnato spesso dalla mancanza di punti di riferimento e dalla rimozione di Dio dall’orizzonte di molte società, anche di antica tradizione cristiana – il quotidiano della Santa Sede si presenta come un "giornale di idee", come un organo di formazione e non solo di informazione. Perciò deve sapere mantenere fedelmente il compito svolto in questo secolo e mezzo, con attenzione anche all’Oriente cristiano, all’irreversibile impegno ecumenico delle diverse Chiese e Comunità ecclesiali, alla ricerca costante di amicizia e collaborazione con l’Ebraismo e con le altre religioni, al dibattito e al confronto culturale, alla voce delle donne, ai temi bioetici che pongono questioni per tutti decisive. Continuando l’apertura a nuove firme – tra cui quelle di un numero crescente di collaboratrici – e accentuando la dimensione e il respiro internazionali presenti sin dalle origini del quotidiano, dopo centocinquant’anni di una storia di cui può andare orgoglioso, "L’Osservatore Romano" sa così esprimere la cordiale amicizia della Santa Sede per l’umanità del nostro tempo, in difesa della persona umana creata a immagine e somiglianza di Dio e redenta da Cristo.

    Per tutto questo, desidero rivolgere il mio pensiero riconoscente a tutti coloro che, dal 1861 fino ad oggi, hanno lavorato al giornale della Santa Sede: ai Direttori, ai Redattori e a tutto il Personale. A Lei, Signor Direttore, e a quanti cooperano attualmente in questo entusiasmante, impegnativo e benemerito servizio alla verità e alla giustizia, come pure ai benefattori e ai sostenitori, assicuro la mia costante vicinanza spirituale e invio di cuore una speciale Benedizione Apostolica.

    Dal Vaticano, 24 giugno 2011

    BENEDICTUS PP. XVI

    [01036-01.01] [Testo originale: Italiano]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  5. #35
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    Messa del cardinale Bertone per il centocinquantesimo anniversario del nostro giornale

    Lo sguardo del Papa e della Santa Sede sul mondo


    Il «rendimento di grazie a Dio per tutto il bene che ha voluto diffondere nella Chiesa e nella società mediante “L’Osservatore Romano”» è stato espresso dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, durante la messa celebrata nella mattina di venerdì 1° luglio, nella Cappella Paolina, in occasione del centocinquantesimo anniversario del nostro giornale.

    Cari fratelli e sorelle!

    In questa importante ricorrenza liturgica della solennità del Sacro Cuore di Gesù ho la gioia di celebrare stamani l’Eucaristia per voi, che formate la comunità di lavoro dell’«Osservatore Romano». Saluto cordialmente il direttore responsabile, professor Vian, e il vice direttore, dottor Carlo Di Cicco, come pure il direttore generale, il mio confratello don Pietro Migliasso; saluto la redazione, gli incaricati delle edizioni settimanali, tutti i giornalisti, i fotografi, i tecnici, tutta la vostra grande famiglia, che quest’anno è in festa per il centocinquantesimo anniversario del giornale. Pertanto, il sentimento con cui oggi noi celebriamo questa santa messa è proprio il rendimento di grazie a Dio per tutto il bene che ha voluto diffondere nella Chiesa e nella società mediante «L’Osservatore Romano». E tale riconoscenza profonda dello spirito, naturalmente si estende anche ai tipografi, si rivolge alle persone che, dalle origini fino ad oggi, hanno diretto e realizzato quotidianamente il giornale. Per i defunti offro volentieri questo Sacrificio eucaristico ricordando il loro percorso sulla terra al servizio di questa grande impresa editoriale. Io stesso posso dire di essere stato accompagnato da «L’Osservatore Romano» durante tutta la mia vita. Prima che io nascessi a casa mia, a Romano Canavese, arrivava già «L’Osservatore Romano», un’unica copia intestata a Pietro Bertone, organista, l’unico abbonato del paese. Dopo alcuni anni si aggiunse poi un sacerdote, don Paolo Bellono e «L’Osservatore Romano» mi accompagnò negli anni. In seguito divenni io stesso collaboratore dell’«Osservatore Romano». Potremmo raccogliere i miei articoli, e poi «L’Osservatore Romano» punteggiò un po’ le tappe della mia vita fino all’attuale tappa di segretario di Stato di Sua Santità. Quindi ho camminato nella mia storia personale, nella storia della Chiesa accanto a «L’Osservatore Romano».

    Considerando le letture bibliche di questa solennità del Sacro Cuore di Gesù, vorrei trarre uno spunto di riflessione per i 150 anni del quotidiano. C’è il grande messaggio del Papa, poi ci sarà la visita durante la quale ancora vi rivolgerà la sua parola. La prima lettura è tratta dal settimo capitolo del Deuteronomio, dove il Signore, per bocca di Mosè, dichiara ad Israele il suo amore preferenziale e spiega anche il motivo di tale elezione. Potremmo dire che i Papi hanno avuto un amore preferenziale per «L’Osservatore Romano» e l’hanno espresso varie volte. Il Signore dice così : «Tu sei un popolo consacrato al Signore, tuo Dio. Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete i più numerosi di tutti gli altri popoli — siete infatti il più piccolo di tutti i popoli (anche dei quotidiani forse il più piccolo, non lo so se proprio il più piccolo dei quotidiani del mondo) — ma perché il Signore vi ama, e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri».

    Questa Parola del Signore illumina il mistero della Chiesa. Fatte le debite proporzioni, illumina anche la realtà di un giornale come «L’Osservatore Romano», che è nato e vive all’interno della realtà ecclesiale, anzi, vicino al Successore di Pietro e al suo servizio. È dunque conseguente che questo giornale «singolarissimo», come lo ebbe a definire il servo di Dio Paolo VI, da una parte sia «nel mondo», cioè sia un giornale come gli altri, ma d’altra parte sia diverso da tutti gli altri quotidiani, che sia unico, singolare. Questa singolarità non gli viene da aspetti tecnici o materiali, ma dalla sua missione specifica, di guardare il mondo dal punto di vista della Santa Sede, come dice proprio il suo nome: «L’Osservatore Romano». Chiunque lo legga, dovunque nel mondo, può trovare la prospettiva del Papa e della Sede Apostolica in ogni Paese, in ogni regione, anche la più lontana. Ieri ho ricevuto dei rappresentanti delle isole Maldive, del Malawi e di altri Paesi e allora dovunque ci si trovi si possa avere la prospettiva del Papa e della Sede Apostolica, prospettiva pastorale, che diventa anche culturale, morale, politica in senso alto e ampio.

    Questa singolare collocazione esige, da chi lo dirige e da tutti coloro che vi lavorano, una costante vigilanza spirituale e morale, per poter essere — come direbbe Gesù — nel mondo ma non del mondo. Possiamo riferirci, a questo proposito, all’esortazione dell’apostolo Paolo ai cristiani di Roma, e voi siete a Roma, lavorate qui a Roma anche se non tutti siete romani, ma possiamo dirci tutti romani: «Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12, 2). Ritengo che questa sia, per i fedeli laici e per tutti, la sfida più entusiasmante, anche se la più impegnativa. Credo infatti che per voi sia una motivazione sempre rinnovata quella che vi viene dal dovere ogni giorno produrre un giornale come «L’Osservatore Romano». E quando dico questo penso a tutti: dal direttore fino a chi scatta una fotografia, a chi scrive un articolo o una cronaca.

    «L’Osservatore Romano» non è un giornale grande e potente secondo i criteri del mondo, ma è importante agli occhi di Dio e di tanta opinione pubblica, perché guarda le cose secondo l’ottica del Successore di Pietro. Per questo vi esorto anch’io a rinnovare sempre la vostra mentalità secondo i criteri evangelici ed ecclesiali, a partire da una vita personale intensa, conforme ai criteri evangelici ed ecclesiali. In questo campo, infatti, non bisogna dare mai per scontata la nostra fedeltà alla verità. Anzi, proprio l’essere vicini al centro della cristianità richiede maggiore vigilanza e impegno di coerenza.

    Il Santo Padre Benedetto XVI è per tutti noi un modello di che cosa significhi comunicare in modo chiaro e profondo, ragionevole e fedele il mistero, perché anzitutto lo vive questo mistero. Avete sentito e letto qualche stralcio almeno della bellissima omelia che ha fatto il 29 giugno sull’amicizia, amicizia con Dio prima di tutto, amicizia con il Signore, e l’amicizia tra di noi. Per tutti il suo esempio è davvero trainante e preziosissimo.

    Cari amici, rimaniamo nel Cuore di Cristo, rimaniamo nel suo amore! Lui ci ha assicurato che se rimaniamo uniti a Lui, possiamo portare molto frutto. Con il costante sostegno della Vergine Maria, vi auguro di vivere il vostro lavoro quotidiano come concreto servizio alla diffusione della verità e della carità di Cristo, con l’umile consapevolezza che così facendo voi lavorate efficacemente per l’avvento del Regno di Dio.

    2 luglio 2011


    fonte: L’Osservatore Romano
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  6. #36
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    VISITA DEL SANTO PADRE ALLA SEDE DE L’OSSERVATORE ROMANO IN OCCASIONE DEL 150° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DEL QUOTIDIANO , 05.07.2011

    Alle ore 11 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si reca in visita alla sede de L’Osservatore Romano, in occasione del 150° anniversario di fondazione del Quotidiano, ricorrenza che cadeva il 1° luglio scorso.

    Pubblichiamo di seguito le parole di saluto che il Papa rivolge ai presenti:

    SALUTO DEL SANTO PADRE

    Cari fratelli e sorelle,

    sono lieto di potervi incontrare nella sede del quotidiano L’Osservatore Romano, dove ogni giorno voi svolgete il vostro lavoro, un lavoro prezioso e qualificato, al servizio della Santa Sede. Vi saluto tutti con affetto. Saluto il Direttore, prof. Giovanni Maria Vian, il Vicedirettore, i redattori e tutta la grande famiglia di questo giornale. Pochi giorni fa, il 1° luglio, L’Osservatore Romano ha raggiunto il notevole traguardo dei 150 anni di vita. Vorrei dirvi di vero cuore come si fa in casa: buon compleanno! Questa ricorrenza suscita sentimenti di gratitudine e di legittima fierezza, ma, accanto alle commemorazioni particolari e solenni ho voluto venire anche qui, in mezzo a voi, per esprimere la mia riconoscenza a ciascuno di coloro che il giornale concretamente lo "fanno", con passione umana e cristiana e con professionalità.

    Da molto tempo ero realmente curioso di vedere come si fa oggi un giornale, dove nasce il giornale, e conoscere almeno per un momento le persone che fanno questo nostro giornale. Ho avuto adesso la gioia di scoprire il modo moderno, totalmente diverso da quello di cinquant'anni fa, in cui un giornale nasce. Esige molta più, diciamo, creatività umana che lavoro tecnico. E così questa "officina" è certamente dedicata al fare, ma prima, soprattutto, al conoscere, al pensare, al giudicare, al riflettere. Non è nemmeno solo una "officina": è soprattutto un grande osservatorio, come dice il nome. Osservatorio per vedere le realtà di questo mondo e informarci di queste realtà. Mi sembra che da questo osservatorio si vedano sia le cose lontane come quelle vicine. Lontane in un duplice senso: anzitutto lontane in tutte le parti del mondo, come sono le Filippine, l'Australia, l'America Latina; questo per me è uno dei grandi vantaggi dell'"Osservatore Romano", che offre realmente un’informazione universale, che realmente vede il mondo intero e non solo un parte. Per questo sono molto grato, perché normalmente nei giornali si danno informazioni, ma con una preponderanza del proprio mondo e ciò fa dimenticare molte altre parti della terra, che sono non meno importanti. Qui si vede qualcosa della coincidenza di Urbs et Orbis che è caratteristica della cattolicità e, in un certo senso, è anche una eredità romana: veramente vedere il mondo e non solo se stessi.

    In secondo luogo, da questo osservatorio si vedono le cose lontane anche in un altro senso: "L'Osservatore" non rimane alla superficie degli avvenimenti, ma va alle radici. Oltre la superficie ci mostra le radici culturali e il fondo delle cose. E' per me non solo un giornale, ma anche una rivista culturale. Ammiro come è possibile ogni giorno dare dei grandi contributi che ci aiutano a capire meglio l'essere umano, le radici da cui vengono le cose e come devono essere comprese, realizzate, trasformate. Ma questo giornale vede anche le cose vicine. Qualche volta è proprio difficile vedere vicino, il nostro piccolo mondo, che tuttavia è un mondo grande.

    C'è un altro fenomeno che mi fa pensare e del quale sono grato, cioè che nessuno può informare su tutto. Anche i mezzi più universalistici, per così dire, non possono dire tutto: è impossibile. E' sempre necessaria una scelta, un discernimento. E perciò è decisivo nella presentazione dei fatti il criterio di scelta: non c'è mai il fatto puro, c'è sempre anche una scelta che determina che cosa appare e che cosa non appare. E sappiamo bene che le scelte delle priorità oggi sono spesso, in molti organi dell'opinione pubblica, molto discutibili. E L'Osservatore Romano, come ha detto il Direttore, nella sua testata si è dato da sempre due criteri: "Unicuique suum" e "Non prevalebunt". Questa è una sintesi caratteristica per la cultura del mondo occidentale. Da una parte, il grande diritto romano, il diritto naturale, la cultura naturale dell'uomo concretizzata nella cultura romana, con il suo diritto e il senso di giustizia; e dall'altra parte il Vangelo. Si potrebbe anche dire: con questi due criteri - quello del diritto naturale e quello del Vangelo - abbiamo come criterio la giustizia e, dall'altra parte, la speranza che viene dalla fede. Questi due criteri insieme - la giustizia che rispetta ognuno e la speranza che vede anche le cose negative nella luce di una bontà divina della quale siamo sicuri per la fede - aiutano ad offrire realmente un'informazione umana, umanistica, nel senso di un umanesimo che ha le sue radici nella bontà di Dio. E così non è solo informazione, ma realmente formazione culturale.

    Per tutto questo vi sono grato. Di cuore imparto a tutti voi, ai vostri cari la Benedizione Apostolica.

    [01062-01.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0422-XX.02]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  7. #37
    Veterano di CR L'avatar di Lorenzo Perosi
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    I 150 anni dell’«Osservatore Romano» sulla Rai
    La Storia siamo noi
    Vetrina televisiva per i centocinquant’anni de «L’Osservatore Romano». Giovedì 22 dicembre (Raidue, ore 24.30) e venerdì 23 (Raitre, ore 10), infatti, andrà in onda il documentario di Antonia Pillosio L’Osservatore Romano, il giornale del Papa, realizzato per la serie «La Storia siamo noi» di Rai 150. Il documentario (che sarà trasmesso in versione più estesa il 4 gennaio alle ore 21 per «Dixit-Fatti» su Rai Storia) metterà a fuoco i momenti più importanti di una lunga storia vissuta al servizio del Papa, in significativa concomitanza con quella dell’Italia unita. Grazie al racconto di alcuni testimoni particolari — come monsignor Loris Capovilla, segretario di Giovanni XXIII o gli storici Anna Foa e Andrea Riccardi — verrà prima ripercorsa la storia del giornale. Quindi, grazie alla storica Lucetta Scaraffia e al nostro direttore, si illustrerà l’apertura attuale del foglio vaticano al dialogo, secondo le indicazioni di Benedetto XVI.
    Infine, ancora Giovanni Maria Vian insieme ad Antonio Zanardi Landi, già ambasciatore italiano presso la Santa Sede, descriveranno il rapporto speciale tra lo Stato vaticano e la Repubblica italiana, soffermandosi anche sulla particolare vicinanza tra il Papa e il presidente Giorgio Napolitano.

    Tratto da: L Osservatore Romano del 22 dicembre 2011

    Il video è disponibile cliccando qui oppure qui.
    Ultima modifica di Lorenzo Perosi; 16-01-2012 alle 12:37

  8. #38
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    Nuovo sito per l’Osservatore Romano
    Un punto di svolta


    Più notizie, più immagini, più condivisione attraverso i social network e, soprattutto, le edizioni del giornale stampate in Vaticano consultabili liberamente: www.osservatoreromano.va si rinnova e amplia l’offerta informativa. Il nuovo sito del giornale vaticano sarà online a partire da domani, martedì 17 dicembre, compleanno di Papa Francesco. Il restyling è stato realizzato con la collaborazione del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali e, per la parte tecnica, dell’agenzia spagnola 101. Prezioso il contributo reso, anche in questa fase di transizione, dall’Ufficio internet della Santa Sede che già nel 1995 aveva accompagnato lo sbarco in rete dell’Osservatore Romano su www.vatican.va, e poi nel 2011, nel settimo anniversario dell’elezione di Benedetto XVI, aveva collaborato alla realizzazione del sito del giornale.

    Con una veste grafica innovativa e con un sostanziale miglioramento dell’accessibilità, il nuovo sito segna un punto di svolta nella diffusione del giornale. Infatti, insieme all’edizione quotidiana anche i settimanali in lingua francese, inglese, italiana, portoghese e spagnola, e il mensile in lingua polacca potranno essere letti da tutti gli utenti della rete. Nessun costo, nessuna procedura di registrazione per visualizzare sullo schermo del computer, ma anche di smartphone e tablet, le pagine nel momento stesso in cui vengono stampate dalla rotativa della Tipografia Vaticana.

    La platea dei lettori online, che già oggi va dal Vaticano alla Nuova Zelanda, potrà in questo modo estendersi ulteriormente. E anche in quei territori dove è più difficile e costoso arrivare con i sistemi tradizionali di distribuzione dei giornali di carta sarà offerta a tutti l’opportunità di accedere tempestivamente a un’informazione di prima mano sull’attività del Papa e della Santa Sede. Tradotte in sette lingue, le pagine del sito riporteranno sintesi di discorsi, interventi e documenti pontifici, insieme a riflessioni e contributi sui principali avvenimenti dell’attualità internazionale, culturale e religiosa.

    Un altro aspetto particolarmente curato del nuovo sito è quello del collegamento con il mondo dei social network. Ogni pagina potrà essere facilmente rilanciata attraverso Twitter e Facebook, moltiplicando le opportunità di condivisione e di discussione. Un flusso di dati permetterà inoltre lo scambio in tempo reale di notizie tra il portale informativo www.news.va e il sito del giornale e viceversa.

    A poco più di un secolo e mezzo dalla fondazione, l’Osservatore Romano intraprende questa nuova avventura nel mondo digitale. Un grande sforzo editoriale e organizzativo al quale i lettori potranno dare liberamente il loro sostegno. Un sistema di transazione protetto e sicuro permetterà infatti di effettuare delle donazioni che consentiranno di dare continuità al servizio e di migliorarlo costantemente, ma anche di condividere quella che è da sempre la missione del giornale vaticano: coniugare comunicazione e comunione.

    Piero Di Domenicantonio


    fonte: http://www.osservatoreromano.va/port...olta&locale=it
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  9. #39
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    bello, bello!!

    devo dire una sono giorni di novità per il mondo internet vaticano
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  10. #40
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    potranno essere letti da tutti gli utenti della rete. Nessun costo, nessuna procedura di registrazione per visualizzare sullo schermo del computer, ma anche di smartphone e tablet, le pagine nel momento stesso in cui vengono stampate dalla rotativa della Tipografia Vaticana.
    Non è più scaricabile il pdf dal sito dell'edizione quotidiana? Io riesco aprire solo un jpg della prima pagina, peraltro del tutto illeggibile.

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