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Discussione: L'ottocento organistico

  1. #1
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    L'ottocento organistico

    Cosa ne pensate, organisti ed appassionati, di questo genere oggi sminuito ed abbandonato? Io l'adoro, anche più del barocco. Padre Davide da Bergamo, Morandi, Quirici, Tavoni, e tantissimi altri che ci hanno donato pagine di musicalità profonda sono quanto di meglio possa esserci per un organista. Certo, bisognerebbe avere lo strumento adatto, possedere una certa cultura su quel periodo e respirare quell'aria di patriottismo emanata da tali brani, patriottismo oggi negletto e considerato antiquato.
    Per chi non conoscesse il genere, consiglio, di Padre Davide da Bergamo, la "Sinfonia col tanto applaudito inno popolare", basata sulla melodia dell'odierno inno tedesco. E', a mio parere, la più patriottica tra le sue composizioni, dopo la "Rivoluzione di Milano".
    Abbasso il romanticismo d'oltralpe!!!!
    Ultima modifica di Fiat Lux; 04-11-2007 alle 20:12

  2. #2
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    Certo, è evidente che non sono il meglio del meglio. Ma sicuramente sono una testimonianza dell'organo italiano, del patriottismo e di tante altre cose che oggi si vanno perdendo. Sinceramente, il romanticismo francese, inglese e tedesco non mi piacciono per nulla: troppo esibizionismo e virtuosismo.

  3. #3
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiat Lux Visualizza Messaggio
    Certo, è evidente che non sono il meglio del meglio. Ma sicuramente sono una testimonianza dell'organo italiano, del patriottismo e di tante altre cose che oggi si vanno perdendo. Sinceramente, il romanticismo francese, inglese e tedesco non mi piacciono per nulla: troppo esibizionismo e virtuosismo.
    Concordo pienamente.

    Di Padre Davide e soci ne avevamo parlato anche circa un anno fà in toni sostanzialmente positivi. Vedi qui a pag. 3 agli interventi N. 21, 22, 23 e 24:
    http://www.cattoliciromani.com/forum...ead.php?t=1947

  4. #4
    Amo particolarmente questo genere, che propongo spesso se ho occasione di suonare gli strumenti adatti. In gran parte si tratta di brani poco adatti alla liturgia, che quindi trovano il loro spazio adeguato a celebrazione terminata, o in un concerto. Indubbiamente dal punto di vista della difficoltà tecnica e del "pedigree" sono certamente inferiori ai "grandi" della letteratura europea... ma è necessaria una capacità di interpretarli (lo ammetto, divertendosi pure parecchio) che non tutti gli organisti hanno. C'è infine da considerare l'impatto sul pubblico: ho personalmente constatato la frustrazione di una organista locale al termine di un concerto (certamente stupendo, specie all'orecchio di un appassionato) in cui ha proposto da Frescobaldi a Bach, da Zipoli a Pachelbel. Il pubblico l'ha applaudita, certo... l'ha apprezzata, sicuramente... ma poi si è raccolta tutta estasiata intorno al sottoscritto che suonava la "Polka marziale per dopo la Messa" di Giovanni Quirici... un pezzetto che si mette su in un pomeriggio scarso...

  5. #5
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    La maggior parte di queste opere è di notevole facilità, molto melodiche e ricche di effetti bandistici. La difficoltà non sta infatti nella tecnica, ma proprio nell'interpretazione e in un'adeguata registrazione. Abbiamo negli splendidi organi dei registri del tutto particolari, vicini a sonorità orchestrali e bandistiche, adattissimi a tale tipo di musica. E' appunto questa la differenza intercorrente con i romantici europei: in essi è presente una grande difficoltà tecnica, spesse volte al fine di impressionare l'ascoltatore, ma sono quasi sempre di una piattezza timbrica molto deprimente; ad esempio, la celebre "Toccata" dalla V sinfonia di Widor è sì travolgente nella sua grande massa sonora, ma è piatta nella sua fragorosità, alternata raramente col fortissimo delle tastiere minori.

  6. #6
    Confermo. L'essenziale è suonare questi brani sullo strumento adatto, e possibilmente con il giusto spirito un po'scanzonato e un po'circense che male si adatta alla liturgia, ma ha la giusta resa nelle occasioni adatte, specie se il pubblico non è troppo raffinato...

  7. #7
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    Io amo tantissimo questo genere di pezzi, soprattutto quelli di padre Davide, che hanno, soprattutto alcuni, una particolarità che è quasi unica! Cerco, per quanto sono capace, di suonarli sul nostro organo, che è costruito apposta per loro, e dove Bach è molto difficile suonarlo per la caratteristica dello strumento. Hanno anche inciso un Cd sul nostro organo di questi autori insieme a d' opera che gli si avvicinano moltissimo!

  8. #8
    Partecipante a CR L'avatar di OrganistaPavese
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    Non è proprio il mio genere....Non so proprio suonare questo repertorio, sono un bachiano.
    Però....ogni tanto mi viene voglia di ascoltare un mio vecchio cd registrato sul grande Serassi di Santa Maria in Campagna (Piacenza), lo strumento del Padre Davide...
    A parte le classiche sinfonie fragorose, con gli applauditi inni popolari e le obbligazioni di bombarde.....C'è anche un brano minore ma molto interessante, del buon francescano..
    "Benedizione del Santissimo": un esordio abbastanza inquietante, quasi il timore reverenziale di fronte alla Divinità; poi la campanella , mentre il sacerdote innalza l'ostensorio, e un tema cantilenante e ripetitivo che ricorda le giaculatorie (sia lodato..); poi i flauti intervengono con un movimento rapido e ad arpeggi, quasi a rappresentare l'uscita festosa dei fedeli.

    Di grande effetto anche l' "Incendio con campane a martello" e, visto che siamo quasi in avvento, l' "Arrivo dei pastori al Santo Presepio e loro partenza dal medesimo".
    All'aurora, Cecilia esclamò: "Soldati di Cristo, gettate le opere delle tenebre, e prendete le armi della luce!"

  9. #9
    Sono composizioni che non conosco: ne possiedi lo spartito?

  10. #10
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    Conosco molto bene l'Arrivo dei Pastori al Santo Presepio, mentre le altre non le ho presenti. Potreste inserire le partiture?

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