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Discussione: Un pensiero sul Vangelo del giorno...

  1. #141
    Iscritto L'avatar di VincenzoL
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    Venerdì 29.10.09

    Dal Vangelo Secondo Luca Capitolo 14,Versetti 1-6

    Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
    Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
    Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.
    TIMETE DEUM ET DATE ILLI HONOREM

  2. #142
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    oggi ricordiamo il proto martire S. Stefano. Egli quale valoroso soldato di Cristo ha dato la vita per la verità. Il male voleva soffocare con le sue insidie un uomo che vedeva la gloria di Dio e il Figlio dell'uomo sedere alla destra de Padre e gli astanti anzichè gioire di questo dono lo accusano di bestemmia, blasfemia, lo strattonano da tutte le parti lo tirano fuori della città lo massacrano di sassi. Quante volte anche noi nella nostra vita non gioiamo dei doni dell'altro ma lo ostacoliamo?Auguri a quanti portano il nome di questa splendida figura santa e santificatrice.

  3. #143
    Veterano di CR L'avatar di Santo
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    Il Vangelo di 26 dicembre 2009 S. Sebastiano

    Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,17-22.
    Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
    E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire:
    non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
    Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire.
    E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato.


    Dopo la Gioia del Natale annuncio ed attuazione della Salvezza, subiito ci viene indicata la via che alla salvezza conduce. Secondo la logica mondana un assurdo, ma non nell'attuazione del piano redentivo del Salvatore, Egli ci invita ripetutamente alla sequela, ci ammaestra nello scorrere delle narrazioni Evangeliche, ma seguire Gesù è il seguirlo lungo la strada che da Betlemme dove è nato, a Nazaret dove è cresciuto, passando dalla Galilea ci conduce fino a Gerusalemme ed oltre fino al Calvario.
    Del resto può essere il Discepolo da più del Maestro? Certamente no!
    Ma può soltanto cercare di avvicinarsi a ciò che il Maestro gli ha "Mostrato".
    Stefano, oggi ricordato, è stato il primo a giungere alla "meta", in imitazione del Maestro compie il suo destino senza deflettere dalla via indicata dal Cristo, lo veneriamo Santo perchè, come si legge nel Vangelo di oggi, "Chi persevera sino alla fine sarà salvato", così sia per tutti noi, amen.

  4. #144
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    Dal Vangelo secondo Luca
    41 I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42 Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; 43 ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44 Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45 non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46 Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47 E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48 Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. 49 Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? ”. 50 Ma essi non compresero le sue parole.

    Che bella la famiglia di Nazareth. Su facebook ho lasciato un evento sul gruppo "il buon samaritano". Vi invito a leggere quanto riguarda le famiglie. Auguri a tutte le famiglie per le quali prego che non abbiano mai a sfasciarsi. Oggi non è facile vivere ma occorre stare molto attenti a quello che è l'amore che uno prova per l'altro da quello che è il sentimentale o addirittura sentimento che sfocia in sentimentalismo. Il sentimento è un amore instabile come l'eros di cui ci parla la lettera del Santo Padre Benedetto XVI Caritas in veritate.Il sentimentalismo è un amore apparente, non stabile che al primo colpo è ferito e crolla (divorzi, liti familiari ecc)L'amore è simile a quello degli sposi di Cana di galilea che non si erano accorti neppure del fatto che stava per terminare la festa in quanto il vino era venuto a mancare. Tanto grande era il loro amore che Dio lo ha premiato. Ritornate, care famiglie al fervore iniziale che vuol dire anche ripartire da Cristo. Ricordatevi di quei bei momenti felici intorno ai vostri parenti a festeggiare la vostra unione con il vincolo indissolubile del matrimonio. Imparate ad affrontare la vostra vita di coppia in modo diverso, più unito. In Facebook faccio risaltare molto il fatto che oggi non esiste più il dialogo vero e proprio. Maria e Giuseppe ne vivono tante e pure le superano tutte perchè il loro fondamento si basa sul fatto che occorre in tutto e per tutto fare la volontà di Dio anche quando questa sconvolge i propri desideri (Giuseppe avrebbe tanto desiderato starsene con Maria in santa pace e vivere la sua vita con tanti figli facendo il falegname ecc).Auguri santi a tutti.

  5. #145
    Vecchia guardia di CR L'avatar di SignorVeneranda
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    VANGELO LUCA 6,17-25

    Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, 18 che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. 19 Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.
    20 Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
    «Beati voi poveri,
    perché vostro è il regno di Dio.
    21 Beati voi che ora avete fame,
    perché sarete saziati.
    Beati voi che ora piangete,
    perché riderete.
    22 Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. 23 Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
    24 Ma guai a voi, ricchi,
    perché avete già la vostra consolazione.
    25 Guai a voi che ora siete sazi,
    perché avrete fame.
    Guai a voi che ora ridete,
    perché sarete afflitti e piangerete.
    26 Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
    Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.

    PAROLA DEL SIGNORE


    Gesù non parla solo del futuro: anzi nel passo di Luca sottolinea la beatitudine dell'"ora": "beati voi che ora". La Chiesa ha sempre riconosciuto questo aspetto legato al presente. Ad esempio così insegna il Catechismo Maggiore (1905):
    Le Beatitudini non ci procurano solo l'eterna gloria del paradiso, ma sono anche i mezzi per condurre una vita felice, per quanto è possibile, in questo mondo.
    Certamente, coloro che seguono le Beatitudini, ne ricevono già qualche ricompensa anche in questa vita, perché già godono di una pace interna e di una contentezza, che è principio, anche se imperfetto, della felicità eterna.
    Fare la volontà di Dio, anche dal solo punto di vista umano, è sempre la risoluzione migliore.

  6. #146
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    25 gennnaio 2011

    Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 16,15-18.
    Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.
    Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
    E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove,
    prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

    Se leggiamo attentamente, in questo Vangelo non si parla tanto dei segni che accompagneranno gli annunciatori del Vangelo quanto di quei segni che accompagneranno coloro che accolgono questo annuncio, credendo ad esso.
    Ogni credente infatti partecipa in qualche modo della regalità e signoria di Cristo sui demoni e sul male, della profezia di Cristo che lo può rendere capace di parlare in modo nuovo agli uomini di oggi, del sacerdozio di Cristo che lo mette in grado di sanare le malattie di tanti disperati.
    “Chi non conosce la leggerezza, non conosce nemmeno la fede cristiana” San Aelredo

  7. #147
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    26 gennaio 2011

    Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 10,1-9.
    Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
    Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.
    Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;
    non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
    In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.
    Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.
    Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.
    Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,
    curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.

    Come i settantadue ognuno di noi è inviato a precedere il Signore in ogni luogo dove Egli si sta recando. E in questi luoghi, che siano i luoghi dove lavoriamo, viviamo o frequentiamo, ci manda come agnelli in mezzo ai lupi. Già Esopo, sei secoli prima di Cristo, aveva descritto l'incontro tra un lupo ed un agnello :
    Un lupo vide un agnello presso un torrente che beveva e gli venne voglia di mangiarselo con qualche bel pretesto. Standosene là a monte, cominciò quindi ad accusarlo di insudiciare l’acqua, così che egli non poteva bere. L'agnello gli fece notare che, per bere, esso sfiorava appena l’acqua col muso e che, d’altra parte, stando a valle non gli era possibile intorbidare la corrente a monte. Venutogli meno quel pretesto, il lupo allora gli disse: "Ma tu sei quello che l’anno scorso ha insultato mio padre." E l’agnello a spiegargli che a quella data non era ancor venuto al mondo. "Bene" concluse il lupo, "se tu sei così bravo a trovar delle scuse, io non posso mica rinunziare a mangiarti.
    La favola mostra che contro chi ha deciso di far un torto non c’è giusta difesa che valga.


    Nella favola di Esopo è il lupo, che scendendo a valle, incontra l'agnello. Gesù invece manda gli agnelli ad incontrare i lupi. La differenza è tutta in quel "Io vi mando" perchè sarebbe un'assurdità, senza l'autorità e l'invio del Signore, presentarsi con la mitezza degli agnelli di fronte alla prepotenza dei lupi. Nessuno infatti può annunciare il Regno di Dio senza essere inviato dall'autorità del Signore. L'invio da parte del signore è stato ricevuto da ogni battezzato quando è stato unto con l'olio del sacro crisma. Olio profumato che ci ha consacrato come profumo di Cristo. Il profumo precede sempre una presenza.Il profumo del Cristiano precede sempre, come i settandue, l'arrivo del Signore stesso. Quindi Cristo non ci manda avanti al massacro, da soli, ma ci promette di essere con noi nelle nostre missioni quotidiane. E' la promessa della Sua Presenza che ci permette di essere agnelli perchè l'Agnello è con noi, l'Agnello di Dio, Signore della storia e di ogni potere umano e sovrumano.
    “Chi non conosce la leggerezza, non conosce nemmeno la fede cristiana” San Aelredo

  8. #148
    Vecchia guardia di CR L'avatar di SignorVeneranda
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    29 gennaio 2011

    Vangelo Mc 4,35-41 Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?
    Dal Vangelo secondo Marco

    In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all'altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui.
    Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?».
    Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
    E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

    Lo presero così com'era nella barca. Così vengono tradotte le due parole greche "os en" E com'era Gesù? Che significa questa espressione di Marco se tradotta con " così com'era" ? Molti commentatori moderni ne danno questo significato: bisogna prendere Gesù nella nostra vita, così com'è senza volerlo cambiare, senza volere che sia secondo i nostri gusti, ect. ect.
    Ma torniamo all'inizio del capitolo 4.
    Gesù è salito sulla barca per insegnare e predicare le parabole del Regno.
    Gesù era seduto nella barca ad insegnare come fanno i maestri.
    Io tradurrei quelle due paroline greche con "dal momento che si trovava" nella barca. Così semplicemente. Salpano con Gesù che già si trovava sulla barca con loro.
    Non poniamoci domande esistenziali su come dobbiamo accogliere nella nostra vita Gesù, perchè Gesù si trova già con noi nella nostra barca.
    Ultima modifica di SignorVeneranda; 29-01-2011 alle 22:50
    “Chi non conosce la leggerezza, non conosce nemmeno la fede cristiana” San Aelredo

  9. #149
    Fedelissimo di CR L'avatar di Francisco
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    "Perché avete paura? Non avete ancora fede?".

    In quanto suoi discepoli, sappiamo che i miracoli di Gesù non sono semplicemente manifestazioni della Sua divinità o segni della Sua carità. Gesù non opera a caso, ma ogni miracolo assume un significato preciso, ogni miracolo è un messaggio che orienta la nostra fede e il nostro essere cristiani.
    Per cui con la tempesta sedata Gesù non vuole soltanto manifestare la Sua signoria sugli elementi del creato, ma vuole innanzitutto rispondere all'invocazione degli apostoli:"Maestro, non t'importa che siamo perduti?".
    Il Maestro era con loro, nella loro stessa barca, eppure vedendolo dormire lo sentivano lontano.
    Gesù invece insegnò agli apostoli, e continua ad insegnare a noi, ad avere fiducia nella Sua presenza "operatrice e protettrice" anche nei momenti più difficili, nonostante Egli possa sembrare assente.
    Gesù ci invita a non avere paura perchè, come ha promesso, Lui è sempre con noi. Perchè Lui è la nostra fede e la nostra speranza.
    Perciò quando tutto sembra perduto, invochiamolo con fiducia nella preghiera dicendo:"Signore aiutaci, noi confidiamo in te!"
    «Il mio Vangelo sia la tua regola; la vita mia la tua vita» (FF 2125).

  10. #150
    Fedelissimo di CR L'avatar di Lady Joan Marie
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    La liturgia della Quaresima

    Vorrei soffermarmi sulle letture del Vangelo della Quaresima. Durante la quaresima non si ricordano solamente i quaranta giorni passati da Gesù nel deserto bensì soprattutto della sua missione sulla Terra: portare l'amore di Dio a tutti gli uomini. Sono tutte liturgie molto belle che parlano di: miracoli, guarigioni e testimonianze varie. Oggi per esempio si è parlato della resurrezione del suo amico Lazzaro forse il più importante tra i miracoli di Gesù perchè durante questo episodio lui rivela soprattutto il suo lato umano: piangendo per il suo amico e consolando le sorelle dell'amico: Marta e Maria. Ma poi c'è anche il lato divino: quando ringrazia il Padre di averlo ascoltato anche in quell'occasione e chiamando Lazzaro per nome lo riconsegna alle sorelle. L'amore divino di Gesù insomma è più forte anche della morte stessa ed è su questo a cui mi voglio soffermare.

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