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Discussione: Rito della Beatificazione

  1. #1
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    Rito della Beatificazione

    FINO AL 1971

    La liturgia della beatificazione è stata oggetto di varie modifiche nel corso degli ultimi decenni.
    Fino al 1971, il rito, che si celebrava sempre nella Basilica di San Pietro, non era presieduto personalmente dal Papa, ma da un Cardinale da lui delegato. Il Pontefice scendeva poi in Basilica nel pomeriggio, per venerare le reliquie del nuovo Beato e rivolgere la sua parola ai fedeli convenuti per la Beatificazione.

    Da questo sito riportiamo la cronaca di una Beatificazione (precisamente quella di Vincenzo Romano) celebrata il 17 dicembre 1963, sotto il pontificato di Paolo VI:

    Il 17 novembre 1963, nella Basilica Vaticana, si è svolto il sacro Rito per la Beatificazione del Ven. Servo di Dio Vincenzo Romano.
    Alle ore 10 il Capitolo Vaticano, con l'Em.mo Cardinale Arciprete Paolo Marella, si e' recato processionalmente nell'abside per prendere posto, a sinistra dell'altare. Nella apposita bancata di destra, ricoperta di arazzi, si disponevano gli Em.mi Cardinali componenti la Sacra Concgregazione dei Riti con a capo Sua Eminenza il Signor Cardinale Arcadio M. Larraona, Prefetto.
    Erano presenti anche numerosi Arcivescovi e Vescovi.
    (...)
    Entrato il Clero nell'abside il Postulatore della Causa, Mons. Salvatore Garofalo, Rettore Magnifico della Pontificia Università di Propaganda, con accanto il vice Postulatore l'Ill.mo e Rev.mo Mons. Stefano Perna accompagnati da S.E. Monsignor Enrico Dante, Segretario della Sacra Congregazione dei Riti, al Prefetto della stessa Congregazione, Em.mo Cardinale Arcadio Maria Larraona, per rimettergli la Lettera Apostolica in forma di "Breve" e rivolgergli la preghiera di ordinarne la promulgazione.
    L'Em.mo rimandava S. E. Mons. Segretario all'Em.mo Signor Cardinale Paolo Marella, Arciprete della Basilica, per chiedere - secondo la prassi - la "venia" di leggere il Documento nella Basilica.
    Ottenutala, Mons. Emilio Rufini, Canonico Vaticano, da un piccolo podio faceva lettura del "Breve", nel quale il Sommo Pontefice Paolo VI, iscrive il Romano tra le schiere dei Beati. Il Breve reca la firma dell'Em.mo Cardinale Amleto Giovanni Cicognani, Segretario di Stato.
    Compiuta la lettura, tutti sorgevano in piedi e, mentre l'Em.mo Cardinale Paolo Marella intonava il Te Deum, tra il commosso e devoto entusiasmo e le vive acclamazioni dei fedeli, soprattutto dei pellegrinaggi di Napoli, veniva tolto il velario che ricopriva la "Gloria" nella raggiera del Bernini e veniva scoperta la reliquia del Beato posta sull'altare.
    Terminato il canto dell'Inno Ambrosiano, l'Em.mo Celebrante, fatta l'invocazione al novello Beato, ne cantava l'"Oremus" e ne incensava la Reliquia e la immagine. Quindi, deposto il piviale e assunti i paramenti per la S.Messa, iniziava il solenne Pontificale assistito da Canonici Vaticani, Ill.mi e Rev.mi Prosperini, Prete Assistente; Pioversana, Diacono; Maccarone, Suddiacono.
    Dirigevano il sacro Rito i Cerimonieri della Basilica Monsignori Fammilume, Coletti, Vinci, Vorlicek.
    Frattanto, a cura della Postulazione, coadiuvata dal Cav. Adriano Gabrielli, della S. Congregazione dei Riti, venivano distribuite le "Vite" del Beato, a Dignitari della Congregazione dei Riti.
    Alle ore 16, il Santo Padre, in mozzetta e stola rossa, è disceso - avendo al seguito i Prelati e gli altri Dignitari della Sua Anticamera - nella Basilica, ricevuto dal Capitolo Vaticano con a capo il Signor Cardinale Arciprete Paolo Marella, il quale porgeva l'acqua benedetta a Sua Santità. Il Papa, dopo essersi segnato, asperseva i presenti. Nella Cappella della SS.ma Trinità era riunito il Sacro Collegio. Erano presenti i Signori Cardinali: Tisserant, Pizzardo, Aloisi Masella, Cicognani, Ferrtto, Copello, Agagianian, Gilroy, Spellman; McIntyre; de Arriba y Castro, Lèger, Giobbe, Cento, Confalonieri, Castaldo; Marella; Lefebvre; Santos; Antoniutti, Forni, Lanzazuri Richetts, Ottaviani, Roberti e Morano.
    Ricevuto l'omaggio del Sacro Collegio, l'Augusto Pontefice, salito in Sedia Gestatoria, faceva ingresso nella navata centrale e, tra le vivissime acclamazioni dei Padri Conciliari e del popolo, si dirigeva verso l'abside. Dinanzi all'altare della Cattedra, il Santo Padre, disceso dalla sedia gestatoria, s'inginocchiava al faldistorio; e, mentre la Cappella Giulia eseguiva l'"Ave verum", veniva esposto il Santissimo. Il Signor Cardinale Copello, Primo dell'Ordine dei Preti, porgeva il turibolo al Sommo Pontefice, che incensava l'Ostia Santa. Quindi i cantori eseguivano l'inno "Iste Confessor" cui seguiva l'"Oremus" del nuovo Beato.
    Cantato il "Tantum ergo", durante il quale il Santo Padre incensava nuovamente il Santissimo, Monsignor Salvatore Sorrentino, Vescovo tit. di Gerasa, Ausiliare e Vicario Generale per Pozzuoli del Signor Cardinale Castaldo, assistito dai Monsignori Lambruschi e Puccinelli, impartiva la Benedizione Eucaristica.
    Terminata la sacra funzione, il Postulatore della Causa, Monsignor Salvatore Garofalo, accompagnato dal Signor Cardinale Castaldo, da Monsignor Sorrentino, da Mons. Stefano Perna, da S.E. l'on. Mazza, dal Sindaco di Torre del Greco, si appressava al faldistorio per la presentazione dell'artistico Reliquario, delle Immagini e Biografie; nonché del tradizionale mazzo di fiori. L'artistico reliquario, opera tipica dell'Artigianato di Torre del Greco, è un finissimo lavoro in filigrana d'argento dorato, tartaruga, corallo e cammei. Veniva pure offerta la medaglia commemorativa della Beatificazione.
    L'Augusto Pontefice, nel gradire i doni, aveva parole di compiacimento e di paterna riconoscenza per gli illustri offerenti. La vita e le immagini venivano ugualmente distribuite ai Signori Cardinali, agli Arcivescovi e Vescovi, e ai Prelati presenti; al Corpo Diplomatico; ai Dignitari laici della Corte Pontificia; alle altre Personalità. Il Santo Padre si recava poi all'altare papale per rivolgere la Sua fervida Esortazione ai Pellegrinaggi giunti in Roma per la Beatificazione.
    (...)
    Pronunziata la veneranda Allocuzione, l'Augusto Pontefice risaliva in Sedia gestatoria e lasciava la Basilica tra le entusiastiche acclamazioni di omaggio e di riconoscenza. Nelle tribune loro riservate erano gli alti prelati della Segreteria di Stato; moltissimi Arcivescovi e Vescovi, i parenti di Sua Santità, l'Ecc.mo Corpo diplomatico, la Prelatura Romana, i Dignitari della Corte Pontificia e le alte Cariche della Città del Vaticano; le delegazioni del Sovrano Militare Ordine di Malta e dell'Ordine del Santo Sepolcro del Patriziato e della Nobiltà Romana; della Pontificia Accademia delle Scienze, con il Cancelliere dell'Azione Cattolica, delle ACLI, della "Peregrinatio ad Petri Sedem".
    La Cappella Giulia, diretta dal maestro Armando Renzi, ha egregiamente eseguito, al mattino: Antonio Allegra: "Te Deum" a 4 v.; Perosi: "Missa Secunda Pontificalis" a 3 v.; Renzi: parti variabili; alla sera: Mozart: "Ave verum" a 4 v.; Renzi "Iste Confessor" a 6 v.; Remigio Renzi: "Tantum ergo" a 8 v.; Bartolucci: "Iubilate" a 4 voci.
    Ultima modifica di Gerensis; 19-10-2015 alle 22:18
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  2. #2
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    DAL 1971 AL 2004

    Il 17 ottobre 1971, nella Basilica Vaticana, Paolo VI presiedette personalmente la cerimonia di Beatificazione di Padre Massimiliano Maria Kolbe. Per la prima volta tale rito era celebrato dal Sommo Pontefice e non, come in precedenza, da un Cardinale Legato.
    A partire da quella data, Paolo VI presiedette sempre tutte le Beatificazioni.

    Giovanni Paolo II decise di fare altrettanto. Inoltre, sotto il suo Pontificato, le cerimonie di Beatificazione iniziarono ad essere celebrate non più solo nella Basilica Vaticana o in Piazza San Pietro, ma anche in vari luoghi del mondo, nei quali il Papa si recava in visita.

    Per quanto riguarda l'aspetto liturgico, dopo la riforma post-conciliare anche il rito della Beatificazione viene rinnovato, secondo questo schema:

    - dopo l'atto penitenziale, l'Ordinario della Diocesi, in cui è deceduto il candidato alla Beatificazione, accompagnato dal Postulatore della Causa, si avvicina alla Cattedra del Santo Padre e gli chiede di degnarsi di ascrivere il Servo di Dio nell'albo dei Beati. Da' poi lettura di una sintetica biografia del Servo di Dio.



    - ascoltata la lettura della biografia, il Papa proclama la formula di beatificazione:
    Nos, vota Fratris Nostri ..., Episcopi (Archiepiscopi)..., necnon plurimorum aliorum Fratrum in Episcopatu multorumque christifidelium explentes, de Congregationis de Causis Sanctorum consulto, Auctoritate Nostra Apostolica facultatem facimus ut Venerabilis Servus Dei ..., Beati nomine in posterum appelletur, eiusque festum die ... in locis et modis iure statutis quotannis celebrari possit.
    In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti.





    - viene scoperto l'arazzo con l'immagine del nuovo Beato. Nel frattempo, mentre viene cantata un'acclamazione (generalmente l'alleluia o il Christus vincit), viene solennemente esposta una sua reliquia, davanti alla quale vengono posti dei lumi e dei fiori.




    - il Papa intona il Gloria in excelsis (se prescritto dalla liturgia). Quindi la Messa prosegue more solito.

    Il rito di Beatificazione viene celebrato prevalentemente durante la celebrazione della Messa. Vi sono però dei casi in cui è stato celebrato durante un'ora della Liturgia delle Ore. Ad esempio, Giovanni Paolo II beatificò Bartolomeo Del Monte a Bologna sabato 27 settembre 1997, durante la celebrazione dei Primi Vespri della Domenica.

    La prima beatificazione presieduta da un Papa fu, come ricordato sopra, quella di Massimiliano Kolbe il 17 ottobre 1971. L'ultima, quella di Pierre Vigne, Joseph-Marie Cassant, Anna Katharina Emmerick, Maria Ludovica De Angelis e Carlo d'Austria, il 3 ottobre 2004.
    Ultima modifica di Gerensis; 19-10-2015 alle 22:19
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  3. #3
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    DAL 2005

    Il 19 aprile 2005 veniva eletto il nuovo Papa Benedetto XVI. Egli, per dare maggior risalto alla Canonizzazione rispetto alla Beatificazione e sottolineare il carattere "locale" del culto tributato ai Beati, decise di ritornare alla prassi pre-1971, affidando a un Cardinale Legato la presidenza delle cerimonie di Beatificazione.

    La prima Beatificazione celebrata in questo modo ebbe luogo nella Basilica Vaticana il 14 maggio 2005, vigilia di Pentecoste: il Cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, presiedette a nome del Santo Padre la Beatificazione delle Serve di Dio Ascensión Nicol Goñi e Marianne Cope




    Il 29 settembre 2005, la decisione di Benedetto XVI fu ufficialmente codificata con la pubblicazione, da parte della Congregazione per le Cause dei Santi, della seguente

    COMUNICAZIONE SULLE NUOVE PROCEDURE NEI RITI DELLA BEATIFICAZIONE
    Attese le conclusioni dello studio delle ragioni teologiche e delle esigenze pastorali sui riti di Beatificazione e Canonizzazione, approvate dal Santo Padre Benedetto XVI, questa Congregazione delle Cause dei Santi porta a conoscenza le seguenti nuove disposizioni.

    1. Fermo restante che la Canonizzazione, che attribuisce al Beato il culto per tutta la Chiesa, sarà presieduta dal Sommo Pontefice, la beatificazione, che è sempre atto pontificio, sarà celebrata da un rappresentante del Santo Padre, che di norma sarà il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

    2. Il rito di Beatificazione si svolgerà nella diocesi, che ha promosso la Causa del nuovo beato, o in un'altra località ritenuta idonea.

    3. Su richiesta dei Vescovi e degli Attori della Causa, atteso il parere della Segreteria di Stato, il rito di Beatificazione potrà svolgersi in Roma.

    4. Il medesimo rito, infine, si svolgerà nella Celebrazione Eucaristica, a meno che particolari ragioni liturgiche suggeriscono che esso si tenga nel corso della celebrazione della Parola o della Liturgia delle Ore.

    Città del Vaticano, 29 settembre 2005

    JOSÉ Card. SARAIVA MARTINS
    Prefetto

    S.E. EDWARD NOWAK
    Segretario


    Lo schema del rito è il medesimo introdotto a seguito della riforma liturgica.

    Se la beatificazione è avvenuta in San Pietro, al termine della cerimonia il Santo Padre scende in Basilica per venerare le reliquie del nuovo Beato e rivolgere un discorso ai fedeli presenti:



    Ultima modifica di Gerensis; 19-10-2015 alle 22:21
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  4. #4
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    Il Cardinale Josè Saraiva Martins (Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi), Legato Pontificio, presiede il rito di beatificazione dei Venerabili Servi di Dio Luigi Biraghi e Luigi Monza (Milano, 30 aprile 2006)



    Dopo la beatificazione vera e propria, il Cardinale Arcivescovo di Milano assume la presidenza della celebrazione Eucaristica
    Ultima modifica di Ambrosiano; 30-11-2016 alle 14:21
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  5. #5
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    Il testo è già stato postato nella discussione sulla Beatificazione, ma ritengo opportuno riportarlo anche in questa sede

    UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE
    DEL SOMMO PONTEFICE

    NOTA DEL MAESTRO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE PONTIFICIE SULLA CELEBRAZIONE PER LA BEATIFICAZIONE DEL SERVO DI DIO GIOVANNI PAOLO II



    II DOMENICA DI PASQUA

    BEATIFICAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II
    Svolgimento della Celebrazione


    È previsto un tempo di preparazione alla Celebrazioni Eucaristica, che avrà inizio alle ore 9 e sarà animato dal Coro della Diocesi di Roma, diretto da Mons. Marco Frisina. I testi nelle diverse lingue saranno letti da alcuni membri della postulazione che in questi anni hanno lavorato al processo di beatificazione di Giovanni Paolo II. In questo tempo verrà recitata in diverse lingue la coroncina della Divina Misericordia, considerando anche la concomitanza della Beatificazione con la II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia. L’immagine della Divina Misericordia, portata dalla chiesa di Santo Spirito in Sassia, sarà presente sul sagrato della Basilica fino all’inizio della Messa.

    La celebrazione ha le caratteristiche tipiche delle celebrazioni di beatificazione. In tal senso il Rito è inserito all’interno della Santa Messa e si svolge subito dopo i Riti di introduzione e l’Atto penitenziale. Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, domanda che si proceda alla Beatificazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II. Quindi legge alcuni cenni biografici del Servo di Dio. Subito dopo il Santo Padre pronuncia la formula di Beatificazione. Segue la collocazione all’Altare delle reliquie del nuovo Beato, mentre viene svelata l’immagine del Beato, collocata sotto la loggia centrale della Basilica Vaticana. Al termine del Rito, il Cardinale Vallini ringrazia il Santo Padre e, insieme al Postulatore, si avvicina al Papa per l’abbraccio di pace. La Santa Messa prosegue con il canto del "Gloria".

    Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre, insieme ai Signori Cardinali concelebranti, si reca all’interno della Basilica per compiere l’atto di venerazione davanti alla salma del nuovo Beato. Di seguito, dopo le Autorità presenti e i Vescovi, anche gli altri fedeli potranno compiere l’atto di venerazione.

    Alcune particolarità

    - Concelebreranno con il Santo Padre i Signori Cardinali. Ad essi si unirà Sua Eccellenza Mons. Mieczyslaw Mokrzycki, dal 1995 al 2005 2° segretario di Giovanni Paolo II.

    - La processione di ingresso si avvierà dal Portone di Bronzo e percorrerà il corridoio centrale di Piazza San Pietro

    - Il calice usato dal Santo Padre è quello usato abitualmente da Giovanni Paolo II negli ultimi anni del suo Pontificato

    - La casula e la mitria indossate dal Santo Padre sono state realizzate sotto il pontificato di Giovanni Paolo II e da lui spesso usate

    - L’immagine presente sull’arazzo della loggia centrale della Basilica di San Pietro, svelata al momento della Beatificazione, riproduce una fotografia di Giovanni Paolo II del 1995

    - La reliquia che verrà esposta alla venerazione dei fedeli è una piccola ampolla di sangue, inserita nel prezioso reliquiario fatto preparare appositamente dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice (v. nota della Sala Stampa, boll. N. 241). La reliquia sarà portata all’Altare da alcuni giovani della Diocesi di Roma e della diocesi di provenienza della suora miracolata, da Sr. Tobiana, della Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, che ha servito in appartamento Giovanni Paolo II per tutto il pontificato, e da Sr. Marie Simon Pierre, della Congregazione delle Petite Soeurs des Maternités, che è stata miracolata dal nuovo Beato

    - L’addobbo floreale della piazza è omaggio di: Regione Puglia e Società cooperativa Progetto 2000, Polifor (Ravenna), Associazione Vivai Pistoiesi, Interflora Italia

    - La parte musicale è curata dalla Cappella musicale pontificia detta "Sistina", alla quale si affiancano l’orchestra del Conservatorio di Santa Cecilia e il Coro della Diocesi di Roma

    - Il servizio liturgico è prestato dai seminaristi del Seminario Romano Maggiore. I Diaconi sono gli ordinandi presbiteri di quest’anno per la Diocesi di Roma.


    fonte: Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

  6. #6
    Triumviro emerito di Liturgie papali L'avatar di Guareschi
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    Questa non l'ho capita.

    Essendo la Messa di conclusione del Sinodo era secondo me giusto seguire le stesse modalità dell'apertura (concelebrazione riservata ai soli membri del sinodo), e, visto che vi è anche la beatificazione di Paolo VI, allargarla a tutti i cardinali e ai vescovi delle diocesi legate a Papa Montini.
    Del resto, per la beatificazione di Giovanni Paolo II, la concelebrazione era riservata ai soli cardinali (ovviamente non era la conclusione di un sinodo). Stesso discorso anche per la beatificazione di Giovanni XXIII e Pio IX (dopo Giovanni Paolo II, gli ultimi papi beatificati).

    Aprirla anche a tutti i vescovi e a tutti i sacerdoti che ne fanno richiesta (quindi a chiunque vuole) mi pare francamente esagerato.

    P.S. Se di celebrerà in verde ci saranno anche problemi di casule: i cardinali indosseranno le serponiane (), i vescovi le solite casule verdi con il ricamo centrale, e i sacerdoti le zebrate (doppio).

  7. #7
    Cronista di CR L'avatar di Venegonese
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    Questa non l'ho capita.

    Essendo la Messa di conclusione del Sinodo era secondo me giusto seguire le stesse modalità dell'apertura (concelebrazione riservata ai soli membri del sinodo), e, visto che vi è anche la beatificazione di Paolo VI, allargarla a tutti i cardinali e ai vescovi delle diocesi legate a Papa Montini.
    Del resto, per la beatificazione di Giovanni Paolo II, la concelebrazione era riservata ai soli cardinali (ovviamente non era la conclusione di un sinodo). Stesso discorso anche per la beatificazione di Giovanni XXIII e Pio IX (dopo Giovanni Paolo II, gli ultimi papi beatificati).

    Aprirla anche a tutti i vescovi e a tutti i sacerdoti che ne fanno richiesta (quindi a chiunque vuole) mi pare francamente esagerato.

    P.S. Se di celebrerà in verde ci saranno anche problemi di casule: i cardinali indosseranno le serponiane (), i vescovi le solite casule verdi con il ricamo centrale, e i sacerdoti le zebrate (doppio).
    Un passo avanti e due indietro ormai. Comunque la Notificazione dice che i sacerdoti devono portare con se la stola bianca, quindi credo si celebrerà con paramenti bianchi.

  8. #8
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    P.S. Se di celebrerà in verde ci saranno anche problemi di casule: i cardinali indosseranno le serponiane (), i vescovi le solite casule verdi con il ricamo centrale, e i sacerdoti le zebrate (doppio).
    Escludendo la Beatificazione di Giovanni Paolo II, in cui l'uso del bianco era obbligatorio trattandosi della II domenica di Pasqua, finora nelle Beatificazioni presiedute da un Pontefice dopo l'introduzione delle nuove procedure (2005) si è sempre usato il colore proprio dei Beati indipendentemente dal tempo liturgico (bianco per la beatificazione del Card. Newman il 19 settembre 2010, rosso per i Martiri Coreani lo scorso 16 agosto). Pertanto, come si evince anche dalla notificazione, verrà coerentemente utilizzato il bianco anche per la Beatificazione di Paolo VI.

    Per ora non si è detto nulla, ma vedremo se alla cerimonia prenderà parte anche il Papa emerito Benedetto XVI. A mio parere la sua presenza è molto probabile, in quanto egli fu nominato Vescovo e creato Cardinale proprio da Paolo VI. Credo però che ci si regolerà anche in base alle condizioni climatiche. Staremo a vedere.
    Oboedientia et Pax

  9. #9
    Triumviro emerito di Liturgie papali L'avatar di Guareschi
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    Escludendo la Beatificazione di Giovanni Paolo II, in cui l'uso del bianco era obbligatorio trattandosi della II domenica di Pasqua, finora nelle Beatificazioni presiedute da un Pontefice dopo l'introduzione delle nuove procedure (2005) si è sempre usato il colore proprio dei Beati indipendentemente dal tempo liturgico (bianco per la beatificazione del Card. Newman il 19 settembre 2010, rosso per i Martiri Coreani lo scorso 16 agosto). Pertanto, come si evince anche dalla notificazione, verrà coerentemente utilizzato il bianco anche per la Beatificazione di Paolo VI.
    Vero, ma mi domando: perchè per le canonizzazioni si celebra sempre la Messa della domenica e per le beatificazioni quella propria del nuovo beato?

    Comunque non è da escludersi che si celebri interamente la Messa della domenica per annum (non cioè quella del beato) utilizzando però paramenti bianchi festivi.

    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Con tutto il rispetto per il Papa e per Mons. Maestro, sembra che a volte le decisioni vengano prese a caso.
    E' da un po' di tempo che lo dico

    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    Noto con piacere che nella Messa di domenica si userà la Preghiera Eucaristica IV.
    Chiaritemi un dubbio: la preghiera eucaristica IV si può dire solo con il suo prefazio e quindi non si può dire quando è prescritto un altro prefazio. Ebbene, nelle domeniche del tempo ordinario non è prescritto uno dei 10 prefazi delle domeniche del tempo ordinario e quindi automaticamente escluso l'utilizzo della preghiera eucaristica IV?
    Del resto ricordo che anche Benedetto XVI utilizzo la IV prece per la Messa di apertura dell'anno della fede (sorvoliamo sui paramenti), ma si trattava di una feria del tempo per annum.

  10. #10
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Citazione Originariamente Scritto da Guareschi Visualizza Messaggio
    Vero, ma mi domando: perchè per le canonizzazioni si celebra sempre la Messa della domenica e per le beatificazioni quella propria del nuovo beato?
    Bella domanda.
    Azzardo un'ipotesi: può darsi che nelle beatificazioni (anche quelle non presiedute dal Papa nelle varie Diocesi) si celebri normalmente la Messa del nuovo beato (sempre se le rubriche lo permettono) per sottolineare che la beatificazione consente il culto locale di un Servo di Dio. Pertanto nella Diocesi di Birmingham si è celebrata la Messa del Beato Newman e probabilmente in quella di Roma si celebrerà la Messa del Beato Paolo VI. Ripeto che si tratta di una mia ipotesi non suffragata da alcun documento o fonte certa.

    Comunque non è da escludersi che si celebri interamente la Messa della domenica per annum (non cioè quella del beato) utilizzando però paramenti bianchi festivi.
    Potrebbe anche essere così. Del resto anche nel Pontificato di Benedetto XVI in genere si procedeva in questo modo per le canonizzazioni.

    Sempre in tema di beatificazione, vedremo quale immagine di Paolo VI sarà scelta per l'arazzo da esporre sulla facciata della Basilica Vaticana. Dato che per la canonizzazione di Giovanni XXIII e per beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II furono scelte immagini dei due Pontefici in abito bianco e tabarro rosso, presumo che si segua lo stesso criterio anche per Papa Montini. Ad esempio:


    (fonte)


    Attendiamo ancora qualche giorno, poi i nostri dubbi saranno sciolti.
    Ultima modifica di Vox Populi; 11-10-2014 alle 11:43
    Oboedientia et Pax

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