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Discussione: Oblati diocesani dei santi Ambrogio e Carlo

  1. #1
    Iscritto L'avatar di Giovanni Buono
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    Oblati diocesani dei santi Ambrogio e Carlo

    Mi piacerebbe conoscere di più la spiritualità dei preti della nostra Diocesi Ambrosiana che fanno riferimento alla Congregazione degli Oblati dei Ss. Ambrogio e Carlo, istituita dallo stesso S. Carlo Borromeo, di cui ricorrono quest'anno i 400 anni della Canonizzazione.
    Ultima modifica di Giovanni Buono; 18-01-2011 alle 21:49

  2. #2
    Iscritto L'avatar di Giovanni Buono
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    Posto qui quanto trovato su www.wikipedia.org

    Oblati dei Santi Ambrogio e Carlo

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


    Gli Oblati dei Santi Ambrogio e Carlo (in latino Congregatio Oblatorum Sanctorum Ambrosii et Caroli) sono un'associazione di sacerdoti secolari e laici dell'arcidiocesi di Milano: i membri del sodalizio pospongono al loro nome la sigla O.SS.C.A.
    Storia

    La congregazione venne fondata a Milano dall'arcivescovo Carlo Borromeo nel 1578, anche se aveva iniziato a progettarne l'istituzione già nel 1570. Era formata da sacerdoti diocesani legati da due voti di particolare obbedienza al vescovo e di permanenza nell'istituto: costituiva un corpo di volontari a disposizione del vescovo, ben addestrati e formati disposti ad assumere incarichi difficili, anche in caso di emergenza. Vennero impiegati per la direzione dei seminari e, soprattutto, per la predicazione delle missioni al popolo.
    Il loro nome deriva dall'oblazione, cioè dalla speciale offerta che i sacerdoti facevano di loro stessi al loro vescovo: in origine erano detti semplicemente "oblati di Sant'Ambrogio" ma nel 1611 il cardinale Federigo Borromeo aggiunse al loro titolo il riferimento al fondatore. La loro sede originale era presso la chiesa di San Sepolcro di Milano; nel 1928 la casa madre venne trasferita nell'attuale sede di via Settala.
    Carlo Borromeo si era ispirato agli oratoriani fondati a Roma da Filippo Neri: le costituzioni degli Oblati di Sant'Ambrogio vennero elaborate da Agostino Valier e dal barnabita Carlo Bascapè, poi vescovo di Novara: dopo un'esperimentazione pratica di due anni e l'esame di una commissione di cui vennero chiamati a far parte Filippo Neri e Felice da Cantalice, la regola venne promulgata il 13 settembre 1581. Gli Oblati non erano vincolati dal voto di povertà né erano tenuti alla vita comune (non possono essere, pertanto, considerati religiosi).
    Vennero soppressi da Napoleone Bonaparte nel 1810: in epoca di restaurazione, il cardinale Carlo Gaetano Gaisruck ne ostacolò la rinascita. Vennero restaurati dall'arcivescovo Carlo Bartolomeo Romilli nel 1854.
    Nella loro spiritualità, che pur non si riallaccia ad alcuna scuola particolare, si ravvisano forti elementi ignaziani.
    Organizzazione

    La congregazione è attualmente organizzata in quattro gruppi (famiglie):
    • gli Oblati Missionari di Rho, nati nel 1714 per opera di Giorgio Maria Martinelli e dediti specificatamente alla predicazioni dei ritiri, degli esercizi spirituali e delle missioni popolari. Tra gli esponenti più celebri, i cardinali Angelo Ramazzotti ed Eugenio Tosi e il vescovo Ernesto Piovella;
    • gli Oblati Vicari, fondati nel 1875 per assumere la supplenza delle parrocchie vacanti: approvati da Andrea Carlo Ferrari il 24 gennaio 1908, il cardinale aggiunse al loro scopo principale la direzione dei santuari diocesani;
    • gli Oblati Diocesani (il gruppo più numeroso) sono sacerdoti con uffici per lo più stabili nella diocesi (amministrazione di parrocchie, insegnamento). Nel 1931 il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster affidò loro la direzione dei seminari e dei collegi diocesani; vennero riformati dall'arcivescovo Giovan Battista Montini nel 1956;
    • gli Oblati Laici (detti Oblatini), fondati nel 1932 dall'arcivescovo Schuster. Sono laici che emettono voti temporanei di castità e obbedienza. In origine si dedicavano solo al servizio (amministrativo, infermieristico, tecnico) nei seminari e negli istituti diocesani ma, dopo il Concilio Vaticano II, hanno iniziato a collaborare anche alle opere missionarie della Chiesa di Milano. La loro sede è a Seveso.

    Nel 1980 i Missionari di Rho erano 17, i Vicari 24, i Diocesani 160 circa e gli Oblatini 60 circa.
    Bibliografia

    • P. Calliari, Oblati dei Santi Ambrogio e Carlo, in Dizionario degli istituti di perfezione, vol. VI, Milano, Edizioni paoline, 1980, coll. 647

  3. #3
    Iscritto L'avatar di Nene
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    A Milano il Santuario di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso è retto da loro, ecco il link
    http://www.santamariadeimiracoliesan...ti-vicari.html
    non è molto, ma volendo magari si può chiedere direttamente a loro qualche informazione.
    Il cerimoniere del Card. Tettamanzi, Mons. Giacomo Mellera, fa parte degli Oblati...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Giovanni Buono Visualizza Messaggio
    gli Oblati Missionari di Rho, nati nel 1714 per opera di Giorgio Maria Martinelli e dediti specificatamente alla predicazioni dei ritiri, degli esercizi spirituali e delle missioni popolari. Tra gli esponenti più celebri, i cardinali Angelo Ramazzotti ed Eugenio Tosi e il vescovo Ernesto Piovella;
    Gli Oblati Missionari di Rho risiedono presso il collegio annesso al Santuario della Beata Vergine Addolorato di Rho, sul cui sito si possono trovare informazioni utili anche relativamente alle attività e alla spiritualità degli oblati:
    http://www.santuariorho.it/

    Il Santuario della Beata Vergine Addolorata non è soltanto un gioiello d'arte, ma è soprattutto un grande segno di fede, lasciatoci dalle generazioni passate, che l'hanno voluto grande e bello per amore di Dio e in onore della Madonna.
    E’ uno dei grandi Santuari diocesani, in cui viene curata con particolare attenzione la celebrazione dell’Eucaristia e del Sacramento della Riconciliazione, per il quale i Padri Oblati Missionari sono sempre a disposizione.

    Accanto al Santuario sorge la Casa dei Padri Oblati, denominata “Collegio degli Oblati Missionari di Rho”, dove si svolgono prevalentemente ritiri ed esercizi spirituali per sacerdoti, religiosi e laici, corsi biblici e teologici, corsi di formazione per animatori dei Gruppi di ascolto.
    Il ministero dei Padri Oblati contempla anche la preparazione e la predicazione delle Missioni popolari.
    Il termine "missionari" è relativo proprio a quest'ultima attività propria degli oblati di Rho, ossia quello di promuovere all'interno delle comunità diocesane (e non solo) le "missioni popolari". Generalmente gli oblati svolgono un periodo di missione appunto all'interno di una parrocchia o un decanato (ovviamente di concerto con la comunità locale) strutturata in diversi appuntamenti di predicazione e di preghiera. La promozione delle missioni popolari è seguita e affiancata dalla preparazione dei responsabili ed animatori di queste, attraverso specifici corsi che si svolgono periodicamente presso il loro collegio o in altre sedi.
    Per spiegare come sono strutturate queste missioni popolari, vi rimando al sito specifico:

    Missioni popolari.

    Di cui riporto solo la definizione:

    “E' anzitutto l'azione dello Spirito “che sospinge la Chiesa a testimoniare al mondo il Crocifisso risorto, l'autore della vita (At 1,8; 3,11)”.
    Possiamo dunque parlare di “Missione” come di un'attività pastorale specifica, a carattere eminentemente popolare, che rende i battezzati protagonisti nell'impegno di annunciare il vangelo al maggior numero possibile di persone che abitano nel territorio delle singole parrocchie.
    Nella mia parrocchia i Padri oblati missionari di Rho hanno svolto la loro missione qualche anno fa (circa dieci) e i frutti sono stati molto buoni e ancora presenti ed apprezzati: da quell'esperienza sono nati numerosi gruppi di ascolto della parola nella comunità parrocchiale, ancora attivi e partecipati.

  5. #5
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
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    Ma quanti sono attualmente i padri missionari di Rho?

  6. #6
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    Il loro elenco si trova sulla Guida della diocesi di Milano, che purtroppo non ho sottomano nell'edizione più aggiornata (2010).

    Un loro ramo particolare sono gli Oblati Missionari, dediti integralmente alla predicazione al popolo ambrosiano nelle parrocchie, che risiedono presso il santuario dell'Addolorata di Rho. Tra di essi si conta anche il fratello del mio parroco.

    La loro dottrina, molto rigorosa, si basa sullo studio assiduo delle fonti cristiane e della letteratura cattolica di tutti i tempi. Formulano un giuramento speciale di fedeltà all'arcivescovo di Milano, alla pari di quello che i gesuiti devono al Papa. Tuttavia, sono rigorosamente fedeli anche al Magistero petrino, di cui devono tradurre gli stimoli nella diocesi.

    Agli Oblati spetta la vigilanza, quindi, sulle dottrine e i comportamenti del clero ambrosiano, facendolo sempre collimare con le indicazioni diocesane e la sana orotodossia della Chiesa cattolica. Pertanto degli oblati possono essere inviati come parroci laddove si rivelassero situazioni incresciose.

    Nei secoli dagli Oblati sono stati tratti fior fiore di vescovi per le diocesi di gran parte d'Italia, proprio per la loro disciplina e la loro fedeltà.

  7. #7
    Iscritto L'avatar di Giovanni Buono
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    Sallende che gli oblati dei ss. Ambrogio e carlo usano recitare ogni giorno

    In onore della Beata Vergine Maria

    Nel tuo amore misericordioso
    cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio;
    rendi pura la nostra preghiera
    e liberaci dai pericoli,
    tu che sola sei casta e benedetta.

    Prega per noi, santa Madre di Dio,
    perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

    La tua Chiesa, o Padre, come vergine pura e fedele, custodisca la tua alleanza e, imitando la vita della Madre di Dio, mantenga integra la fede, salda la speranza, ardente l'amore. Per Cristo nostro Signore.


    In onore di S. Giuseppe

    Si sorprese Giuseppe per la Vergine Madre:
    il Verbo si è fatto carne ed abita tra noi.

    Prega per noi, S. Giuseppe,
    perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

    O Dio provvido e buono, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di S. Giuseppe, concedi alla tua Chiesa di cooperare con fedeltà alla salvezza del mondo, Per Cristo nostro Signore.


    In onore di S. Ambrogio

    "Su chi volgerò lo sguardo? - dice il Signore -,
    sull'umile, su chi ha lo spirito contrito,
    su chi teme la mia parola".

    Dio Onnipotente ed eterno, che alla nostra e a tutte le Chiese del mondo hai dato Ambrogio come maestro di fede, fa' che si radichi nei cuori e fiorisca l'insegnamento della sua sapienza, e il suo desiderato patrocinio ci assista presso il tuo trono.
    Per Cristo nostro Signore.


    In onore di S. Carlo

    Questi è l'amico dei suoi fratelli;
    il Signore gli ha dato un cuore grande
    come la vastità smisurata del mare.

    Custodisci nel tuo popolo, o Dio, lo spirito che animò S. Carlo, nostro vescovo, perché questa tua Chiesa si rinnovi incessantemente e, sempre più conforme al modello evangelico, manifesti al mondo il vero volto di Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Per l'Arcivescovo

    Dice il Signore:
    "Avrò cura delle pecore del mio gregge,
    mi sceglierò un pastore
    che le conduca al pascolo
    e io sarò il loro Dio".

    O Padre, al tuo servo N.N., che nella successione apostolica hai posto a guidare la diocesi ambrosiana, dona lo spirito di consiglio e di fortezza, spirito di pietà e di scienza, perché, fedele alla sua missione pastorale, egli possa edificare la Chiesa, sacramento universale di salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    Per il Papa

    Tu sei Pietro,
    e su questa pietra edificherò la mia Chiesa,
    e le potenze dell'inferno
    non prevarranno contro di essa.
    E a te darò le chiavi del regno dei cieli.

    O Dio, che hai scelto il tuo servo N.N. come successore di Pietro, vicario di Cristo in terra e pastore di tutto il tuo gregge, donagli la grazia di confermare i fratelli; e guidarli, con la parola e l'esempio, alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

  8. #8
    Saggio del Forum L'avatar di lucpip
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    Per diventare oblato missionario vi è una formazione particolare con relativo seminario, oppure prima si diventa sacerdoti secolari e poi si chiede di diventare oblati?
    Ogni giorno che passa è un giorno in meno - COMING SOON!

  9. #9
    Iscritto L'avatar di Giovanni Buono
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    Citazione Originariamente Scritto da lucpip Visualizza Messaggio
    Per diventare oblato missionario vi è una formazione particolare con relativo seminario, oppure prima si diventa sacerdoti secolari e poi si chiede di diventare oblati?
    Gli Oblati missionari sono sacerdoti diocesani che dopo essere diventati presbiteri per la Diocesi di Milano chiedono al vescovo di poter esercitare il loro ministero in questa particolare forma. Pertanto il seminario è quello diocesano.

  10. #10
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
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    Oblati, raccontare il passato per presentare il futuro

    I tre secoli di attività missionaria al servizio della Diocesi celebrati con la mostra «Svegliare l’Aurora»: pannelli, animazioni fotografiche, un documentario e diversi reperti storici



    Trecento anni al servizio della Diocesi.I Padri Oblati di Rho celebrano con una mostra i tre secoli di assidua presenza presso il Santuario e il Collegio di Rho. Un lungo periodo di intensa attività missionaria dai forti risvolti sociali e culturali, che nasce da un’intuizione di Giorgio Maria Martinelli per portare a compimento il grande disegno di rinnovamento della Chiesa di Milano tratteggiato da San Carlo Borromeo e progressivamente attuato dai suoi successori.
    Lo scopo della mostra è quello di «raccontare il passato per presentare il futuro». «Svegliare l’Aurora», questo il titolo dell’esposizione, propone un cammino affascinante alla scoperta della storia, del carisma e delle opere della famiglia di missionari che si identifica con il Collegio Rhaudense e il Santuario dell’Addolorata. Il percorso si snoda attraverso 14 grandi pannelli, animazioni fotografiche, un documentario e diversi reperti storici provenienti dall’Archivio dei Padri Oblati.
    «Nella mostra - spiega padre Francesco Ghidini, uno dei curatori insieme a padre Gianfranco Barbieri e Cristiano Cameroni - si ripercorre l’intero arco di storia che ci ha visti protagonisti della vita ecclesiale e sociale. Trecento anni durante i quali si sono alternate figure di grande levatura: dal fondatore Giorgio Maria Martinelli ai missionari più eminenti del periodo ottocentesco, come padre Taglioretti e padre Ramazzotti, per arrivare ai giorni nostri e alle prospettive future».
    Al momento storico si affiancano, lungo il percorso espositivo, spazi e approfondimenti dedicati agli elementi fondanti della spiritualità dei padri di Rho. Si delineano così con chiarezza le motivazioni, il senso e la portata delle attività che costituiscono da 300 anni la principale cura degli Oblati di Rho: le missioni popolari e gli esercizi spirituali. Attraverso la viva voce dei protagonisti, con l’aiuto di diagrammi e pannelli esplicativi, viene quindi offerto ai visitatori, grandi e piccoli, uno sguardo privilegiato che raggiunge il cuore della comunità.
    La mostra verrà inaugurata domenica 21 settembre alle 11, dopo la solenne celebrazione eucaristica dell’Addolorata, presieduta dal vicario episcopale mons. Giampaolo Citterio. La visita avviene in gruppo, con la guida di un Padre e conduce all’interno degli ambienti raccolti del Collegio.
    Info e prenotazioni: 02.9320801, info@collegiorhodense.it

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