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Discussione: Santa Faustina Kowalska e la devozione alla Divina Misericordia

  1. #1
    Arjuna
    visitatore

    Santa Faustina Kowalska e la devozione alla Divina Misericordia




    Santa Faustina, l'apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo.

    Santa Faustina nacque il 25 agosto 1905, terza di dieci figli, da Marianna e Stanislao Kowalski, contadini del villaggio di Glogowiec (attualmente diocesi di Wloclawek). Al battesimo nella chiesa parrocchiale di lwinice Warckie le fu dato il nome di Elena. Fin dall'infanzia si distinse per l'amore, per la preghiera, per la laboriosità, per l'obbedienza e per una grande sensibilità verso la povertà umana. All'età di nove anni ricevette la Prima Comunione; fu per lei un'esperienza profonda perché‚ ebbe subito la consapevolezza della presenza dell'Ospite Divino nella sua anima. Frequentò la scuola per appena tre anni scarsi. Ancora adolescente abbandonò la casa dei genitori e andò a servizio presso alcune famiglie benestanti di Aleksandrow, lodl e Ostrowek, per mantenersi e per aiutare i genitori.

    Fin dal settimo anno di vita avvertì nella sua anima la vocazione religiosa, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare nel convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata poi da una visione di Cristo sofferente, partì per Varsavia dove il 10 agosto del 1925 entrò nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Col nome di Suor Maria Faustina trascorse in convento tredici anni in diverse case della Congregazione, soprattutto a Cracovia, Vilnius e Plock, lavorando come cuoca, giardiniera e portinaia.

    All'esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Svolgeva con diligenza tutti i lavori, osservava fedelmente le regole religiose, era riservata, silenziosa e nello stesso tempo piena di amore benevolo e disinteressato. La sua vita apparentemente ordinaria, monotona e grigia nascondeva in sè una profonda e straordinaria unione con Dio.

    Alla base della sua spiritualità si trova il mistero della misericordia Divina che essa meditava nella parola di Dio e contemplava nella quotidianità della sua vita. La conoscenza e la contemplazione del mistero della misericordia di Dio sviluppavano in lei un atteggiamento di fiducia filiale in Dio e di misericordia verso il prossimo. Scriveva:

    O mio Gesù, ognuno dei Tuoi santi rispecchia in s‚ una delle Tue virtu; io desidero rispecchiare il Tuo Cuore compassionevole e pieno di misericordia, voglio glorificarlo. La Tua misericordia, o Gesù, sia impressa sul mio cuore e sulla mia anima come un sigillo e ciò sara il mio segno distintivo in questa e nell'altra vita (Diario, p. 418).

    Suor Faustina fu una figlia fedele della Chiesa, che essa amava come Madre e come Corpo Mistico di Gesù Cristo. Consapevole del suo ruolo nella Chiesa, collaborava con la misericordia Divina nell'opera della salvezza delle anime smarrite. Rispondendo al desiderio e all'esempio di Gesù offrì la sua vita in sacrificio. La sua vita spirituale si caratterizzava inoltre nell'amore per l'Eucarestia e nella profonda devozione alla Madre di Dio della Misericordia.

    Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell'ubiquità, il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico. Il contatto vivo con Dio, con la Madonna, con gli angeli, con i santi, con le anime del purgatorio, con tutto il mondo soprannaturale fu per lei non meno reale e concreto di quello che sperimentava con i sensi. Malgrado il dono di tante grazie straordinarie era consapevole che non sono esse a costituire l'essenza della santità. Scriveva nel "Diario":

    Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargito la rendono perfetta, ma l'unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell'anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio (Diario p. 380).

    Il Signore aveva scelto Suor Faustina come segretaria e apostola della Sua misericordia per trasmettere, mediante lei, un grande messaggio al mondo.

    Nell'Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l'umanità con la Mia misericordia. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso (D., p. 522).

    La missione di Suor Faustina consiste in tre compiti:

    - Avvicinare e proclamare al mondo la verità rivelata nella Sacra Scrittura sull'amore misericordioso di Dio per ogni uomo.

    - Implorare la misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, tra l'altro attraverso la prassi delle nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesù: l'immagine di Cristo con la scritta: Gesù confido in Te, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, la coroncina alla Divina Misericordia e la preghiera nell'ora della Misericordia (ore 15). A queste forme del culto e anche alla diffusione della devozione alla Divina Misericordia il Signore allegava grandi promesse a condizione dell'affidamento a Dio e dell'amore attivo per il prossimo.

    - Ispirare un movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la misericordia Divina per il mondo e di aspirare alla perfezione cristiana sulla via indicata da Suor Faustina. Si tratta della via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale in Dio, che si esprime nell'adempimento della Sua volontà e nell'atteggiamento misericordioso verso il prossimo.

    Oggi questo movimento riunisce nella Chiesa milioni di persone di tutto il mondo: congregazioni religiose, istituti secolari, sacerdoti, confraternite, associazioni, diverse comunità degli apostoli della Divina Misericordia e persone singole che intraprendono i compiti che il Signore ha trasmesso a Suor Faustina.

    La missione di Suor Faustina è stata descritta nel "Diario" che essa redigeva seguendo il desiderio di Gesù e i suggerimenti dei padri confessori, annotando fedelmente tutte le parole di Gesù e rivelando il contatto della sua anima con Lui. Il Signore diceva a Faustina:

    Segretaria del Mio mistero più profondo, ...il tuo compito più profondo è di scrivere tutto ciò che ti faccio conoscere sulla Mia misericordia, per il bene delle anime che leggendo questi scritti proveranno un conforto interiore e saranno incoraggiate ad avvicinarsi a Me (D., p. 557).

    Quest'opera infatti avvicina in modo straordinario il mistero della misericordia Divina. Il "Diario" affascina non soltanto la gente comune ma anche i ricercatori che vi scoprono una fonte supplementare per le loro ricerche teologiche. Il "Diario" è stato tradotto in varie lingue, tra cui inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, ceco, slovacco e arabo.

    Suor Faustina, distrutta dalla malattia e da varie sofferenze che sopportava volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturità spirituale e misticamente unita a Dio, morì a Cracovia il 5 ottobre 1938 all'età di appena 33 anni. La fama della santità della sua vita crebbe insieme alla diffusione del culto della Divina Misericordia e secondo le grazie ottenute tramite la sua intercessione. Negli anni 1965-67 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù e nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Il 18 aprile del 1993, sulla piazza di San Pietro a Roma, il Santo Padre Giovanni Paolo II l'ha beatificata e il 30 aprile 2000, Anno del Gande Giubileo del 2000, l'ha canonizzata.

    Le reliquie di Suor Faustina attualmente sono sparse nel mondo in varie chiese. La tomba con i pochi resti corporali sono conservati nella cappella della casa a Cracovia dove si recava a pregare. Le reliquie sono anche esposte nel Santuario della Divina Misericordia, Chiesa Santo Spirito in Sassia.



    http://www.divinamisericordia.it/



    La Coroncina alla Divina Misericordia

    La Coroncina alla Divina Misericordia è stata dettata da Gesù a S. Faustina a Vilnius nell'anno 1935. Nelle rivelazioni successive Gesù ha mostrato il valore e l'efficacia di questa preghiera assieme alle promesse ad essa legate.
    In questa preghiera offriamo a Dio Padre "il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità" di Gesù Cristo e ci uniamo al Suo sacrificio sulla croce per la salvezza del mondo intero. Offrendo a Dio Padre il Suo Figlio Prediletto usiamo il più potente argomento per poter essere esauditi. Imploriamo la misericordia per noi e per il mondo intero. L'espressione "noi" intende colui che recita la Coroncina e tutti quelli per i quali vuole pregare. Invece l'espressione "mondo intero" intende tutti gli uomini viventi sulla terra ed anche le anime del purgatorio. Pregando con le parole della Coroncina compiamo un atto d'amore fraterno che, accanto alla fiducia, costituisce condizione indispensabile per ottenere le grazie.
    Gesù Cristo dopo aver raccomandato a S. Faustina: Figlia mia, esorta le anime a recitare la coroncina che ti ho dato - ha promesso che - per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno (508); aggiunge però la condizione: se questo sarà conforme alla Sua volontà (cf. 568). Le promesse concrete si riferiscono all'ora della morte e cioè alla grazia di poter morire serenamente e in pace. La possono implorare non solo le persone che hanno recitato con fiducia e perseveranza la Coroncina, ma anche i moribondi accanto ai quali essa verrà recitata. Gesù Cristo ha raccomandato ai sacerdoti di consigliare la Coroncina ai peccatori come ultima tavola di salvezza, promettendo che anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia dalla Mia infinita misericordia (263). Sarebbe auspicabile, e questo si presume, che questa preghiera sia recitata con atteggiamento di fede, di fiducia, di umiltà e soprattutto con profondo e sincero pentimento dei peccati.

    La Coroncina della Divina Misericordia
    (si recita usando la corona del Rosario)

    All'inizio

    Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

    Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.
    Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

    Credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

    Sui grani del Padre nostro si recitano le parole seguenti:

    Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

    Sui grani dell'Ave Maria si recitano le parole seguenti:

    Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e dei mondo intero.

    Per finire si ripete per tre volte:

    Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

    http://www.totustuus.org/SacroCuore/Gesu_c...a.htm#Coroncina

  2. #2
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    Domenica della Divina Misericordia

    30 marzo 2008
    II di Pasqua
    DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA




    Il messaggio della divina misericordia è, implicitamente, anche un messaggio sul valore di ogni uomo. Ogni persona è preziosa agli occhi di Dio, per ciascuno Cristo ha dato la sua vita, a tutti il Padre fa dono del suo Spirito e offre l'accesso alla sua intimità. Questo messaggio consolante si rivolge soprattutto a chi, afflitto da una prova particolarmente dura o schiacciato dal peso dei peccati commessi, ha smarrito ogni fiducia nella vita ed è tentato di cedere alla disperazione. A lui si presenta il volto dolce di Cristo, su di lui arrivano quei raggi che partono dal suo cuore e illuminano, riscaldano, indicano il cammino e infondono speranza. Quante anime ha già consolato l'invocazione "Gesù, confido in Te", che la Provvidenza ha suggerito attraverso Suor Faustina! Questo semplice atto di abbandono a Gesù squarcia le nubi più dense e fa passare un raggio di luce nella vita di ciascuno.
    (dalla Omelia del Servo di Dio Giovanni Paolo II
    per la Canonizzazione di Suor Faustina Kowalska, 30 aprile 2000
    )



    Decreto della Penitenzieria Apostolica circa l'Indulgenza Plenaria ricevibile nella Domenica della Divina Misericordia e altre Indulgenze legate ad atti di culto in onore della Divina Misericordia

    Sito ufficiale del Santuario italiano della Divina Misericordia

    Sito ufficiale del Convegno Apostolico Mondiale sulla Divina Misericordia
    (Roma, 2-6 aprile 2008)

  3. #3
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    Santa Faustina Kowalska e la devozione alla Divina Misericordia

    30 marzo 2008
    II di Pasqua
    DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA





    PENITENZIERIA APOSTOLICA

    DECRETO

    Si annettono Indulgenze ad atti di culto compiuti in onore
    della Divina Misericordia



    "La tua misericordia, o Dio, non conosce limiti e infinito è il tesoro della tua bontà..." (Orazione dopo l'Inno "Te Deum") e "O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono..." (Orazione della Domenica XXVI del Tempo Ordinario), umilmente e fedelmente canta la Santa Madre Chiesa. Infatti l'immensa condiscendenza di Dio, sia verso il genere umano nel suo insieme sia verso ogni singolo uomo, splende in modo speciale quando dallo stesso Dio onnipotente sono rimessi peccati e difetti morali e i colpevoli sono paternamente riammessi alla sua amicizia, che meritatamente avevano perduta.

    I fedeli con intimo affetto dell'animo sono da ciò attratti a commemorare i misteri del perdono divino ed a celebrarli piamente, e comprendono chiaramente la somma convenienza, anzi la doverosità che il Popolo di Dio lodi con particolari formule di preghiera la Divina Misericordia e, al tempo stesso, adempiute con animo grato le opere richieste e soddisfatte le dovute condizioni, ottenga vantaggi spirituali derivanti dal Tesoro della Chiesa. "Il mistero pasquale è il vertice di questa rivelazione ed attuazione della misericordia, che è capace di giustificare l'uomo, di ristabilire la giustizia nel senso di quell'ordine salvifico che Dio dal principio aveva voluto nell'uomo e mediante l'uomo, nel mondo" (Lett. enc. Dives in Misericordia, 7).

    Invero la Misericordia Divina sa perdonare anche i peccati più gravi, ma nel farlo muove i fedeli a concepire un dolore soprannaturale, non meramente psicologico, dei propri peccati, così che, sempre con l'aiuto della grazia divina, formulino un fermo proposito di non peccare più. Tali disposizioni dell'animo conseguono effettivamente il perdono dei peccati mortali quando il fedele riceve fruttuosamente il sacramento della Penitenza o si pente dei medesimi mediante un atto di perfetta carità e di perfetto dolore, col proposito di accostarsi quanto prima allo stesso sacramento della Penitenza: infatti Nostro Signore Gesù Cristo nella parabola del figliuol prodigo ci insegna che il peccatore deve confessare la sua miseria a Dio dicendo: "Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio" (Lc 15, 18-19), avvertendo che questo è opera di Dio: "era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato" (Lc 15; 32).

    Perciò con provvida sensibilità pastorale il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, per imprimere profondamente nell'animo dei fedeli questi precetti ed insegnamenti della fede cristiana, mosso dalla dolce considerazione del Padre delle Misericordie, ha voluto che la seconda Domenica di Pasqua fosse dedicata a ricordare con speciale devozione questi doni della grazia, attribuendo a tale Domenica la denominazione di "Domenica della Divina Misericordia" (Congr. per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decr. Misericors et miserator, 5 Maggio 2000).

    Il Vangelo della seconda Domenica di Pasqua narra le cose mirabili compiute da Cristo Signore il giorno stesso della Risurrezione nella prima apparizione pubblica: "La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi"" (Gv 20, 19-23).

    Per far sì che i fedeli vivano con intensa pietà questa celebrazione, lo stesso Sommo Pontefice ha stabilito che la predetta Domenica sia arricchita dell'Indulgenza Plenaria, come più sotto sarà indicato, affinché i fedeli possano ricevere più largamente il dono della consolazione dello Spirito Santo e così alimentare una crescente carità verso Dio e verso il prossimo, e, ottenuto essi stessi il perdono di Dio, siano a loro volta indotti a perdonare prontamente i fratelli.

    Così i fedeli osserveranno più perfettamente lo spirito del Vangelo, accogliendo in sé il rinnovamento illustrato e introdotto dal Concilio Ecumenico Vaticano II: "I cristiani, ricordando le parole del Signore: "da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Gv 13, 35), niente possono desiderare più ardentemente che servire con sempre maggiore generosità ed efficacia gli uomini del mondo contemporaneo... Il Padre vuole che noi riconosciamo ed efficacemente amiamo in tutti gli uomini Cristo fratello, tanto con la parola che con l'azione" (Cost. past. Gaudium et spes, 93).

    Il Sommo Pontefice pertanto, animato da ardente desiderio di favorire al massimo nel popolo cristiano questi sensi di pietà verso la Divina Misericordia, a motivo dei ricchissimi frutti spirituali che da ciò si possono sperare, nell'Udienza concessa il giorno 13 giugno 2002 ai sottoscritti Responsabili della Penitenzieria Apostolica, Si è degnato di largire Indulgenze nei termini che seguono:

    Si concede l'Indulgenza plenaria alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pontefice) al fedele che nella Domenica seconda di Pasqua, ovvero della "Divina Misericordia", in qualunque chiesa o oratorio, con l'animo totalmente distaccato dall'affetto verso qualunque peccato, anche veniale, partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del SS.mo Sacramento dell'Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre Nostro e il Credo, con l'aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (p. e. "Gesù Misericordioso, confido in Te").

    Si concede l'Indulgenza parziale al fedele che, almeno con cuore contrito, elevi al Signore Gesù Misericordioso una delle pie invocazioni legittimamente approvate.

    Inoltre i naviganti, che compiono il loro dovere nell'immensa distesa del mare; gli innumerevoli fratelli, che i disastri della guerra, le vicende politiche, l'inclemenza dei luoghi ed altre cause del genere, hanno allontanato dal suolo patrio; gli infermi e coloro che li assistono e tutti coloro che per giusta causa non possono abbandonare la casa o svolgono un'attività non differibile a vantaggio della comunità, potranno conseguire l'Indulgenza plenaria nella Domenica della Divina Misericordia, se con totale detestazione di qualunque peccato, come è stato detto sopra, e con l'intenzione di osservare, non appena sarà possibile, le tre consuete condizioni, reciteranno, di fronte ad una pia immagine di Nostro Signore Gesù Misericordioso, il Padre Nostro e il Credo, aggiungendo una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (p.e. "Gesù Misericordioso, confido in Te").

    Se neanche questo si potesse fare, in quel medesimo giorno potranno ottenere l'Indulgenza plenaria quanti si uniranno con l'intenzione dell'animo a coloro che praticano nel modo ordinario l'opera prescritta per l'Indulgenza e offriranno a Dio Misericordioso una preghiera e insieme le sofferenze delle loro infermità e gli incomodi della propria vita, avendo anch'essi il proposito di adempiere non appena possibile le tre condizioni prescritte per l'acquisto dell'Indulgenza plenaria.

    I sacerdoti, che svolgono il ministero pastorale, soprattutto i parroci, informino nel modo più conveniente i loro fedeli di questa salutare disposizione della Chiesa, si prestino con animo pronto e generoso ad ascoltare le loro confessioni, e nella Domenica della Divina Misericordia, dopo la celebrazione della Santa Messa o dei Vespri, o durante un pio esercizio in onore della Divina Misericordia, guidino, con la dignità propria del rito, la recita delle preghiere qui sopra indicate; infine, essendo "Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia" (Mt 5, 7), nell'impartire la catechesi spingano soavemente i fedeli a praticare con ogni possibile frequenza opere di carità o di misericordia, seguendo l'esempio e il mandato di Cristo Gesù, come è indicato nella seconda concessione generale dell'"Enchiridion Indulgentiarum".

    Il presente Decreto ha vigore perpetuo. Nonostante qualunque contraria disposizione.

    Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 29 giugno 2002, nella solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo 2002.


    LUIGI DE MAGISTRIS
    Arcivescovo tit. di Nova
    Pro-Penitenziere Maggiore

    GIANFRANCO GIROTTI, O.F.M. Conv.
    Reggente

    Fonte

  4. #4
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    CONGRESSO APOSTOLICO MONDIALE DELLA MISERICORDIA
    Roma, 2 - 6 aprile 2008


    MERCOLEDI 2 APRILE

    Ore 10.30, Piazza San Pietro:
    S. Messa presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI

    Ore 16.00, Basilica S. Giovanni in Laterano:
    Preghiera iniziale
    Saluto ai partecipanti

    -S.E. Rev.ma Cardinale Schonborn (Austria)
    -S.E. Rev.ma Cardinale Ruini (Italia)
    -S.E. Rev.ma Cardinale Dziwisz (Polonia)

    Ore 17.00, Basilica S. Giovanni in Laterano:
    Conferenza
    S.E. Rev.ma Cardinale Schonborn (Austria)
    Preghiera


    GIOVEDI 3 APRILE
    IL MISTERO DELLA MISERICORDIA TESORO DELLA CHIESA

    Ore 9.00, Basilica S. Giovanni in Laterano:
    Preghiera delle lodi mattutine

    Ore 9.45: Conferenza
    S.E. Rev.ma Cardinale Backis (Lituania)

    Ore 10.30: Attratti dalla Divina Misericordia. Testimonianze di dialoghi interreligiosi
    -S.E. Rev.ma Cardinale Barbarin
    -P. Daniel Ange


    Ore 12.00: S. Messa internazionale
    presieduta da S.E. Rev.ma Cardinale Ruini (Italia)

    Ore 15.00, in diverse chiese del centro storico
    Coroncina della Divina Misericordia

    Ore 15.30
    Workshops

    Ore 16.30 - 18.00
    Adorazione Eucaristica con possibilità di Confessioni

    Ore 21.00 - 23.00, Piazza Navona
    Spettacolo di evangelizzazione "Non abbiate paura"
    Comunità Cenacolo

    Ore 23.00 - 24.00, Chiesa S. Agnese
    Adorazione Eucaristica e Confessioni


    VENERDI 4 APRILE
    LA MISERICORDIA PER LA COMUNIONE DELLA CHIESA

    Ore 9.00, Basilica S. Giovanni in Laterano:
    Preghiera delle lodi mattutine

    Ore 9.45: Conferenza
    S.E. Rev.ma Cardinale Arinze (Nigeria)

    Ore 10.30: Testimonianza
    -Sr. Elvira (Italia, Bosnia)
    -Vescovo Hilarion (Patriarcato Ortodosso Russo di Mosca)

    Ore 12.00: S. Messa internazionale
    presieduta da S.E. Mons. Lori (Bridgeport, USA)

    Ore 15.00, in diverse chiese del centro storico
    Memoria della Passione

    Ore 16.00
    Inizio della Missione per le strade di Roma.
    Nelle Chiese Adorazione e Confessioni

    Ore 21.00 - 23.00, Piazza Navona
    Spettacolo "Retour a' la vie - Ritorno alla vita"
    Comunità Shalom

    Ore 23.00 - 24.00, Chiesa S. Agnese
    Adorazione Eucaristica e Confessioni


    SABATO 5 APRILE
    LA MISERICORDIA PER LA MISSIONE DELLA CHIESA

    Ore 9.00, Basilica S. Giovanni in Laterano:
    Preghiera delle lodi mattutine

    Ore 9.45: Conferenza
    S.E. Mons. Ranjith (Sri Lanka)

    Ore 10.30: Testimonianza
    -Immacluée Ilibagiza (Ruanda, USA, UN)
    -S.E. Rev.ma Cardinale Dziwisz (Polonia)

    Ore 12.00: S. Messa internazionale
    presieduta da S.E. Rev.ma Cardinale Canizares (Spagna)

    Ore 20.00 - 22.00, Piazza Navona
    Festival Missionario

    Ore 22.30, Piazza Navona
    Adorazione Eucaristica e Benedizione


    DOMENICA 6 APRILE


    Ore 10.30, Basilica di San Pietro
    S. Messa
    presieduta da S.E. Rev.ma Cardinale Schonborn (Austria)

    Ore 12.00, Piazza San Pietro
    Regina Coeli
    presieduto dal Santo Padre Benedetto XVI


    fonte: Sito ufficiale del Congresso
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    La festa della Divina Misericordia

    Un movimento scaturito
    dal carisma di Faustina Kowalska

    Roma, 29. Dalle rivelazioni di suor Faustina Kowalska, il culto della Divina Misericordia ha conosciuto una diffusione mondiale. Quest'anno, in occasione della festa della Divina Misericordia che ricorre la seconda domenica dopo Pasqua, è il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, a presiedere la celebrazione eucaristica nella chiesa di Santo Spirito in Sassia. Il porporato incoraggia il culto alla Divina Misericordia per "sottolineare che la pace autentica non può essere senza il perdono e la riconciliazione, ma solo il Signore può realmente pacificare il cuore dell'uomo".
    Subito dopo la morte della santa, avvenuta il 5 ottobre 1938 a trentatré anni, il culto a Gesù misericordioso si è esteso in tutte le parrocchie della Polonia. Le immagini di Cristo, ritratto secondo quanto richiesto da lui stesso all'umile suora della Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia, sono state esposte alla venerazione dei fedeli in numerose chiese, negli istituti religiosi e nella famiglie. Dalla Polonia, il culto si è diffuso in altri Paesi europei a cominciare dall'Italia.
    Un fondamentale impulso lo ha dato Giovanni Paolo II nel corso del pontificato. Basti ricordare l'enciclica Dives in misericordia del 1980. La beatificazione di suor Faustina il 18 aprile 1993 e la sua canonizzazione il 30 aprile 2000, hanno contribuito in maniera incisiva a far conoscere la Divina Misericordia secondo le forme rivelate da Gesù alla santa. L'istituzione, da parte dello stesso Papa Wojtyla della festa della Divina Misericordia nella II domenica dopo Pasqua, ha impresso poi un valore universale a un movimento di preghiera e di spiritualità che si stava affermando capillarmente.
    Negli Stati Uniti sono stati i padri Marianisti a propagare il culto, dopo che la congregazione aveva fatto il voto di diffondere la Divina Misericordia. Dall'America del Nord, questa spiritualità rapidamente è stata accolta nei Paesi dell'America Latina.
    A livello istituzionale, Giovanni Paolo II, il 1° gennaio 1994, ha fondato il Centro internazionale della Divina Misericordia, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia di Roma. Da allora, questa chiesa è diventata un punto di riferimento non solo in Italia per la diffusione del culto alla Divina Misericordia e a santa Faustina. Altro luogo di grande importanza per questa spiritualità è il Santuario di Cracovia costruito sulla tomba della santa e consacrato nel 2002.
    Molti sono i gruppi di preghiera sorti spontaneamente che si ispirano a Gesù misericordioso. Anche alcuni confessori, tra i quali quelli della basilica di San Giovanni in Laterano, danno come penitenza dopo la confessione, la recita della coroncina della Divina Misericordia. Dal 2 al 6 aprile è in programma il congresso apostolico mondiale della Divina Misericordia, promosso, tra gli altri, dal cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, che avrebbe ricevuto qualche anno fa una grazia per mezzo delle preghiere nel santuario romano della Divina Misericordia.

    (©L'Osservatore Romano - 30 marzo 2008)
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  7. #7
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    Il Magistero di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sulla Divina Misericordia

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  8. #8
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    Secondo il desiderio di Gesù la Festa della Divina Misericordia è celebrata nella seconda domenica di Pasqua.Ciò per sottolineare la stretta unione che esiste tra il mistero pasquale della Salvezza e la festa.La liturgia di quel giorno infatti loda Dio in particolare nel mistero della Sua misericordia.La festa della Divina Misericordia è inoltre un giorno di grazia per tutti gli uomini,poichè Cristo ha legato a questa festa grandi promesse,di cui la più grande si riferisce alla Santa Comunione ricevendo la quale si ottiene la remissione totale dei peccati e delle pene temporali,cioè si riceve la stessa grazia del Battesimo.L'importanza di questa festa consiste nel fatto che tutti gli uomini,anche quelli che si convertono proprio in quel giorno,possono chiedere tutte le grazie che corrispondono alla volontà di Dio.La Festa della Divina Misericordia è preceduta da una novena,che consiste nel recitare,cominciando dal Venerdì Santo,la Coroncina della Divina Misericordia.Gesù ha promesso che la recita di questa coroncina vicino a un moribondo gli assicurerà la salvezza eterna dell'anima!

  9. #9
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    Volevo chiedere se la Comunione presa alla Messa del sabato (ieri sera) prima della Festa della Divina Misericordia, è considerata valida per l'indulgenza. Grazie.

    Antonella

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    Citazione Originariamente Scritto da bqanto Visualizza Messaggio
    Volevo chiedere se la Comunione presa alla Messa del sabato (ieri sera) prima della Festa della Divina Misericordia, è considerata valida per l'indulgenza. Grazie.
    Sì, per due motivi:
    1) la Messa del sabato sera è già Messa della domenica
    2) a norma dell'Enchiridion Indulgentiarum, ogni indulgenza plenaria (quella della Divina Misericordia, ma anche quella del Perdono di Assisi, o quella del 2 novembre per i defunti) si può ricevere a partire dal mezzogiorno del giorno precedente
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