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Discussione: Santa Faustina Kowalska e la devozione alla Divina Misericordia

  1. #11
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    Omelia del Segretario di Stato di Sua Santità, Card. Tarcisio Bertone, durante la S. Messa per la festa della Divina Misericordia (Roma, Chiesa di S. Spirito in Sassia, 30/03/08)
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  2. #12
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    Il cardinale Schönborn apre il congresso apostolico mondiale

    La misericordia come risposta al dolore e alla povertà dell'uomo




    C'è la firma di Dio, con il nome di Divina misericordia, sotto tutto l'esplicito programma di vita incarnato da Karol Wojtyla. Non ha dubbi il cardinale Christoph Schönborn nell'affermare che la Divina misericordia forma l'immagine stessa del pontificato di Giovanni Paolo II. È dunque in questa orbita che Schönborn ha anche incastonato la memoria della morte di Papa Wojtyla avvenuta nel giorno di quella festa da lui stesso istituita: "È impossibile non ravvisare in questa coincidenza un segno del cielo, una sorta di concretissimo testamento".
    È con queste parole che il cardinale di Vienna ha aperto nella Basilica lateranense il primo congresso apostolico mondiale della misericordia, nel pomeriggio di mercoledì 2 aprile. Erano presenti anche i cardinali Camillo Ruini e Stanislaw Dziwisz. I lavori si concluderanno domenica 6 con la messa nella Basilica vaticana e la partecipazione alla preghiera di mezzogiorno con Benedetto XVI.
    Al ricordo di Giovanni Paolo II (in particolare del legame con santa Faustina Kowalska e dell'affidamento del mondo alla Divina misericordia pronunciato nel nuovo santuario di Lagiewniki, a Cracovia, il 17 agosto 2002), il cardinale Schönborn ha fatto seguire l'indicazione dei punti più importanti della dottrina della misericordia partendo dall'Antico Testamento, volgendo poi lo sguardo a Gesù e offrendo infine alcune indicazioni su come poter vivere più profondamente questo mistero nella quotidianità.



    Dio e il suo popolo



    Se l'Antico Testamento - ha detto - è davvero la grande storia d'amore di Dio con il suo popolo, "la scuola della misericordia", è soltanto in Gesù Cristo che si rileva l'intera misericordia di Dio perché la impersonifica.
    Si trovano tanti appoggi per approfondire questo mistero nel magistero di Giovanni Paolo II, sempre animato dal desiderio di testimoniare e diffondere il messaggio di amore e di speranza, proclamato attraverso santa Faustina, in tutto il mondo. Egli parlava di "scintilla della grazia di Dio per incendiare il mondo con il fuoco della misericordia" che porta la pace vera tra gli uomini. Un messaggio semplice e concretissimo, fatto di preghiera, di conversione, di Vangelo, e affidato a ciascuno.
    Ma che cos'è veramente la misericordia? È solo una reazione naturale alla miseria del prossimo o in Gesù riconosciamo un atteggiamento nuovo? Di certo l'eutanasia - ha spiegato il cardinale - è un omicidio: non è certamente misericordia nel senso di abbreviare la sofferenza di una persona malata. "La misericordia - ha detto - è un atteggiamento fondamentale dell'uomo. Non a caso equipariamo la mancanza di misericordia con la mancanza di umanità. Chi com-patisce di fronte al dolore, di fronte a chi patisce, si comporta da vero uomo. Chi si prende gioco del dolore si comporta in modo disumano. In questo senso la misericordia di Gesù ha tratti semplicemente umani".
    "Dobbiamo essere misericordiosi - ha proseguito Schönborn - per essere davvero umani. Ci chiediamo se magari non abbiamo bisogno più di giustizia. Nella mia gioventù, appartengo alla cosiddetta generazione dei sessantottini, questo era un grande tema: cambiare le strutture, non cospargere qua e là un po' di compassione. Era questa la tentazione del marxismo: dover cambiare radicalmente la società. A quel tempo si riteneva che le singole opere di misericordia cementassero solo le ingiuste strutture".



    Perché il male?



    È una questione che ha definito "assillante": se Gesù ha cambiato veramente il mondo, perché continuano ancora ad esserci guerra, fame, sofferenza? "Conosciamo il dilemma - ha affermato -. A cosa serve mai la misericordia in casi singoli, per i molti altri che si trovano nella stessa situazione? Dobbiamo allora rinunciare alla misericordia, visto che essa non risolve poi un gran che?". Gesù ha risposto a tutto questo con la parola del buon samaritano e con la sua croce. La misericordia, è la risposta oggi del cardinale Schönborn, è un fatto concreto, che non riguarda vagamente tutti e un po' di tutto, ma colui che "qui e ora" ha bisogno di aiuto. E tutti gli uomini hanno bisogno di aiuto, di vincere la durezza del cuore. È proprio a causa della durezza del cuore che il messaggio di Gesù sulla misericordia viene rifiutato in diversi modi. Solo l'amore può far breccia in un cuore indurito come la pietra.
    Nel suo saluto il cardinale Ruini ha ricordato come Giovanni Paolo II abbia voluto che la chiesa di Santo Spirito in Sassia diventasse il "santuario romano" della Divina misericordia, realizzando così la visione avuta nel 1937 da santa Faustina. La decisione di Papa Wojtyla è anche il segno di come abbia concepito e attuato il ministero di Vescovo di Roma, il cui nome - amava ripetere - letto a rovescio suona Amor. Giovanni Paolo II - ha concluso Ruini - ha mobilitato la città con l'"amore misericordioso che va in cerca dell'uomo peccatore e lo conduce alla salvezza", facendosi presente ovunque, nelle parrocchie come negli ospedali, per aiutare ogni donna e ogni uomo di Roma a spalancare le proprie porte a Cristo.


    (©L'Osservatore Romano - 3 aprile 2008)
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  3. #13
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    L'intervento del cardinale Backis al congresso in Laterano

    La misericordia
    indica all'umanità
    la strada della riconciliazione



    Tutto ciò che riguarda la Divina misericordia abbraccia il mondo intero, tocca ogni donna e ogni uomo, crea solidarietà, riconciliazione, giustizia, speranza. La Divina misericordia non è dunque solo una pratica devozionale, una preghiera diffusa e semplice per tutti, ma è un atto di comunione, di unità, di pace tra le persone e i popoli. Lo ha affermato il cardinale lituano Audrys Juozas Backis, arcivescovo di Vilnius, intervenendo, nella mattina di giovedì 3 aprile, alla seconda giornata del congresso apostolico mondiale della misericordia - centrata sul tema La misericordia nel mistero della Chiesa - in svolgimento (dal 2 al 6) nella Basilica di San Giovanni in Laterano.
    Nella vicenda stessa della Chiesa lituana, rappresentata dal cardinale Backis, si riconosce anche il ruolo del mistero della Divina misericordia nella tragica storia del ventesimo secolo. "C'è un motivo storico per cui come arcivescovo di Vilnius sono venuto a parlare della Divina misericordia oggi a Roma - ha detto -. Il primo quadro di Gesù misericordioso è stato dipinto proprio a Vilnius nel 1934 da Eugeniusz Kazimirowski, seguendo le indicazioni di santa Faustina Kowalska. Ed è stato esposto per la prima volta alla venerazione dei fedeli nel 1935, per il triduo di chiusura del Giubileo della redenzione, nel santuario della Madonna della Porta dell'Aurora a Vilnius dove, da secoli, si venera l'immagine della Madre della misericordia". Santa Faustina partecipò con grande gioia a quelle celebrazioni giubilari, come ebbe ad annotare nelle pagine del suo diario. "Possiamo dire - ha affermato il cardinale Backis - che quella fu, per certi versi, la prima celebrazione della domenica della misericordia, istituita da Giovanni Paolo II durante il Giubileo del duemila".
    Significativa la storia di quel primo quadro di Gesù misericordioso: durante la seconda guerra mondiale e poi l'occupazione sovietica venne nascosto. Scampato allo scempio, è stato riportato a Vilnius nel 1986 e dal 2005 è esposto nel santuario della Divina misericordia. Oggi è, dunque, anche una eloquente testimonianza di amore, di libertà, di coraggio e di grande speranza.
    "Raccogliamo l'eredità lasciataci da Giovanni Paolo II - ha detto il cardinale Backis - che ha rilanciato la misericordia di Dio nel cuore della vita della Chiesa e del mondo. Dobbiamo essergli grati per aver operato questo ritorno al centro del messaggio cristiano, offrendoci una chiave di lettura del mistero della redenzione: Dio è amore e l'amore è misericordia. Egli ha indicato la misericordia come programma apostolico per tutta la vita della Chiesa, come luce che deve illuminare il cammino degli uomini nel terzo millennio. Benedetto XVI ha raccolto questo messaggio del suo predecessore, invitandoci a seguirne il cammino, consapevole che soltanto la misericordia di Dio, incarnatasi in Gesù, può ristabilire l'equilibrio del mondo tra il bene e il male, iniziando dal piccolo mondo che è il cuore di ogni uomo".
    Sono quattro, secondo il cardinale, i pilastri su cui poggia il mistero della Divina misericordia: la parola di Dio, l'Eucaristia, la confessione e Maria. Se, infatti, la parola di Dio permette di scoprire l'intero disegno di salvezza, la rivelazione della Divina misericordia raggiunge il suo culmine nell'Eucaristia, dono di amore di Cristo alla Chiesa. "Oso dire - ha spiegato il cardinale - che la misericordia è l'amore di Dio che si china, si abbassa, si mette alla portata del peccatore. La misericordia divina e la miseria dell'uomo s'incontrano. Ma la misericordia è più grande della nostra miseria. Chi scopre la misericordia di Dio s'incammina sulla strada della conversione per gettarsi nell'abbraccio del Padre misericordioso. La conoscenza della Divina misericordia, la fiducia nella misericordia, possono aiutare gli uomini a ritrovare il significato del sacramento della riconciliazione. Forse questo è il sacramento che risponde di più al bisogno dell'uomo di oggi, che cerca amore, misericordia. Sacramento spesso considerato in crisi che proprio il mistero della misericordia può aiutare a riscoprire perché è una delle sue espressioni più belle. Dio chiede fiducia, propone il perdono, addirittura cerca il peccatore. Non si scoraggia mai".
    La mattinata di giovedì - proseguita con le testimonianze di dialoghi interreligiosi da parte del cardinale Philippe Barbarin e di padre Daniel Ange - si è chiusa con la messa presieduta dal cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma. Nell'omelia ha delineato la portata teologica e sacramentale del mistero della misericordia, dal quale "la Chiesa nasce e trova il senso della sua esistenza e della sua missione". Restano decisive, fondamentali in ogni tempo e in ogni situazione, le parole di Pietro: "Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini".
    La Chiesa - ha detto il cardinale Ruini - non è per se stessa, per la facilità e comodità del proprio insediamento nel mondo. La Chiesa esiste per rendere testimonianza a Cristo e per dare così gloria a Dio e salvare gli uomini. Solo in questo modo essa serve la Divina misericordia, è strumento e attuazione della misericordia di Dio nel mondo. "La testimonianza nella potenza dello Spirito - ha proseguito - è il compito perenne che la Chiesa adempie con la parola ma anche con la propria vita, con l'assiduità nell'Eucaristia e nella preghiera, con la carità fraterna e solidale, con il rimanere essa per prima fedele al mistero della misericordia e della salvezza, che è il tesoro a lei affidato dal Signore". Un compito immenso che Giovanni Paolo II ha illustrato nella Dives in misericordia, la sua seconda Enciclica.
    "Questo grande mistero della misericordia di Dio - ha spiegato Ruini - non è qualcosa di lontano da ciascuno di noi, è il mistero della nostra vita concreta e quotidiana, di ogni nostra giornata, impegno, vocazione, attività, sofferenza. È il mistero da cui sgorgano la nostra preghiera, la nostra fraternità, la nostra comune missione apostolica".
    È un mistero di amore gratuito, mistero di risposta all'amore con l'amore che non si esaurisce dentro ai confini visibili della Chiesa, ma abbraccia tutta la famiglia umana: proprio la Divina misericordia è il limite non superabile del male e del peccato. "Questo nostro amore - ha concluso il cardinale vicario - vuole rendere tangibile l'amore di Dio per l'uomo e in tal modo vuole costruire un mondo di giustizia e di pace. Soltanto la misericordia, infatti, è quella forza attiva e dinamica che riesce a superare lo stallo, il punto morto generato dal rinfacciarsi le colpe e le offese reciproche, mettendo in moto il cammino del perdono e della riconciliazione".



    (©L'Osservatore Romano - 4 aprile 2008)
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  4. #14
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    06/04/2008 12.19.30
    Il cardinale Schönborn ha concluso con una Messa in San Pietro il primo Congresso della Divina Misericordia: "Questo è il nostro mandato, siamone testimoni"



    Il successo del cristianesimo non si misura nella sua influenza sulla politica, l’economia, l’informazione. La sua “chiave di comprensione” più autentica sta nel dono che Cristo fa di se stesso alla Chiesa e che i cristiani sono chiamati a perpetuare, diffondendo nel mondo l’amore di Dio. Con questi pensieri - ispirandosi come il Papa nel Regina Caeli al Vangelo dei discepoli di Emmaus - il cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn ha concluso questa mattina, presiedendo una Messa nella Basilica di San Pietro, il primo Congresso apostolico mondiale della Divina Misericordia. Il servizio di Alessandro De Carolis:


    Il paradigma perfetto dell’esperienza cristiana, che va dalla non conoscenza di Cristo alla fede, sta tra Gerusalemme ed Emmaus. In quei pochi chilometri che i due discepoli percorrono incontrando Gesù risorto senza riconoscerlo, parlandogli e ascoltandolo, accogliendolo quando lui fa segno di proseguire e poi riconoscendolo allo spezzare del pane spiegano al meglio, per il cardinale Christoph Schönborn, la difficoltà del credere, ma anche la gioia che si impossessa nell’uomo quando il messaggio del Vangelo è entrato in lui. La delusione che i due compagni di viaggio riversano sullo sconosciuto che li affianca mentre tornano a Emmaus - delusione per la morte del loro Signore e, in fondo, dei loro sogni di un Israele libero dal giogo romano - non è poi molto dissimile, ha affermato l’arcivescovo di Vienna, da certe convinzioni che hanno molti cristiani del nostro tempo:

    “Anche noi desideriamo spesso un cristianesimo vittorioso, un successo tangibile, un potere terreno del cristianesimo. E ci auspichiamo, con ciò, qualcosa di buono e di bello: che la fede cristiana determini la politica, l’economia, la “piazza pubblica” dei media. Riteniamo che ciò sarebbe una benedizione per i nostri Paesi. Invece, troppo spesso le cose sono del tutto diverse. A dominare molti Paesi sono la sete di potere, la corruzione, gli interessi economici”.

    Come i due di Emmaus, ha proseguito il porporato, ci sono “anche oggi molti delusi”, che lasciano la Chiesa perché magari riescono a cogliere in Cristo la figura di un profeta potente, ma non quella del Messia, cioè di Dio che si è fatto uomo. Tuttavia se, come i discepoli di Emmaus, c’è disponibilità di cuore a “trattenere” Cristo, ad ospitarlo come in quella sera di duemila anni fa, ecco che questo atto ci permette di sentire, di avere vicino, il Dio fatto uomo. Non a caso l’ospitalità - ha osservato il cardinale Schönborn - è annoverata fra le opere di misericordia corporali:


    “La ‘storia dei successi’ del Cristianesimo non è la storia di trionfi militari o politici, bensì ‘il trionfo’ della Misericordia vissuta. Solo lei è convincente. Le parole possono essere belle, ma sono, appunto, soltanto parole. Gli atti di misericordia, sono invece incontestabili. E su di essi verremo una volta giudicati”.


    L’ultimo passo è l’Eucaristia: gli occhi dei discepoli di Emmaus si aprono solo a quel punto. Offrire l’ospitalità ha preparato il loro cuore, il pane spezzato da Gesù glielo illumina. Quel gesto, ha sottolineato l’arcivescovo di Vienna, è “più che un simbolo”: non ricevono del pane, ricevono Gesù stesso. Era questa e non altre, dunque, ha concluso il cardinale Schönborn, “la chiave di comprensione che essi prima ancora non avevano. La sua opera non era la vittoria politica, non il potere militare, bensì l’offerta della propria vita”:

    “Questo è il mandato che portiamo con noi da queste giornate, di essere testimoni, nella nostra vita quotidiana, della Divina Misericordia. Possiamo essere testimoni della misericordia, solo se abbiamo sperimentato, noi stessi, la misericordia. Queste giornate devono rinsaldarci in questo e darcene la forza. Tale forza però non ci viene da noi, ma dal Signore. È la Sua Misericordia che dobbiamo conoscere, per testimoniarla”.

    fonte: Radio Vaticana
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    (Luc. 21, 27)

  5. #15
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    Coroncina Alla Divina Misericordia

    Cari amici v'invito a recitare ogni giorno anzi più volte al giorno la CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA. Gesù sarà felice per questo e viconcedereà grandi grazie. Se potete recitatela ogni giorno alle 15, ora nella quale Cesù è morto. Leggete il Diario di Santa Faustina perchè è veramente importante.
    Rmmarrete sbalorditi da quanto è importante ricorrrere alla Divina Misericordia.

  6. #16
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    hai ragione si io ho letto il libro di suor faustina e posso dire che mi ha affascinato per la sua intensita' spirituale......

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da semprefedelealpapa Visualizza Messaggio
    hai ragione si io ho letto il libro di suor faustina e posso dire che mi ha affascinato per la sua intensita' spirituale......
    ti confesso che mi regalarono un opuscolo con i brani più importanti del messaggio di Gesù e l'immagine di Gesù Misericordioso e mi sono totalmente convertito a Lui e grazie a quella lettura ho rinnovato il mio spirito, ho gustatoil sapore vivo della Santa Confessione e della COmunione. Perchè perdere tutto ciò per niente e mi riferisco alle miserie che quest'epoca ci propone? Credo che ci dovremmo abbandonare con FIDUCIA a Gesù perchè tutto è possibile a LUI. Noi non siamo che polvere e ma una polvere così particolare che Dio ha amato intensamente sino a morire in Croce per ognuno di noi.
    pace e bene a te e a tutti

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da paceebeneate Visualizza Messaggio
    ti confesso che mi regalarono un opuscolo con i brani più importanti del messaggio di Gesù e l'immagine di Gesù Misericordioso e mi sono totalmente convertito a Lui e grazie a quella lettura ho rinnovato il mio spirito, ho gustatoil sapore vivo della Santa Confessione e della COmunione. Perchè perdere tutto ciò per niente e mi riferisco alle miserie che quest'epoca ci propone? Credo che ci dovremmo abbandonare con FIDUCIA a Gesù perchè tutto è possibile a LUI. Noi non siamo che polvere e ma una polvere così particolare che Dio ha amato intensamente sino a morire in Croce per ognuno di noi.
    pace e bene a te e a tutti

    Bella la tua testimonianza... è solo una delle tante conversioni avvenute grazie alla diffusione della devozione alla Divina Misericordia... Ovviamente non è un caso. Gesù misericordioso non attende altro che convertire le anime. Per questo il messaggio della Divina Misericordia è proprio adatto ai nostri tempi. Poi noi abbiamo un grande Papa che ci ha ricordato questo messaggio!

  9. #19
    ORAPRONOBIS
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    paceebeate mi fa molto piacere che anche tu sia devoto alla Divina Misericordia, anche io recito la coroncina almeno quattro volte al giorno, ed è una cosa magnifica.
    ps. ricordati che il 5 ottobre ricorre la memoria di S. Faustina Kowalska.

    scrivo infine l'invito fatto da Giovanni Paolo II il giorno della Festa:
    "Siate apostoli della Divina Misericordia"

  10. #20
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    paceebeate mi fa molto piacere che anche tu sia devoto alla Divina Misericordia, anche io recito la coroncina almeno quattro volte al giorno, ed è una cosa magnifica.
    ps. ricordati che il 5 ottobre ricorre la memoria di S. Faustina Kowalska.

    scrivo infine l'invito fatto da Giovanni Paolo II il giorno della Festa:
    "Siate apostoli della Divina Misericordia"

    caro orapronobis, sono felice reciti 4 volte al girono quella coroncina, evidentemente Tu ami veramente il Signore e questo mi conforta molto, visti i tempi in cui viviamo. sono felice per te e ti auguro di poter sentire sempre Gesù in te. Ti ringrazio infine perchè non ricordavo che il 5 ottobre ricorre la festa della grande Faustina.
    tante grazie ciao

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