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Risultati da 41 a 50 di 58

Discussione: Per quanto tempo un sacerdote può rimanere parroco della stessa parrocchia?

  1. #41
    Bannato
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    Citazione Originariamente Scritto da ******* Visualizza Messaggio
    Per esempio, alcune cariche dei salesiani sono di durata di sei anni.
    Mi autoquoto, adesso il tempo massimo per i salesiani come parroci è di nove anni.

  2. #42
    Saggio del Forum L'avatar di Laus Deo
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    Citazione Originariamente Scritto da SolitairWolf Visualizza Messaggio
    Allora mi chiedo e vi chiedo: A che serve la delibera della CEI, secondo la quale i parroci vengano nominati per almeno 9 anni, se poi vengono spostati o trasferiti prima del termine del novennio?
    Per essere precisi, la CEI non ha stabilito che i parroci devono essere nominati per almeno nove anni, anche perché questo sarebbe contrario al Codice di diritto canonico, il quale afferma: «È necessario che il parroco goda di stabilità, perciò venga nominato a tempo indeterminato; il Vescovo diocesano può nominarlo a tempo determinato solamente se ciò fu ammesso per decreto dalla Conferenza Episcopale» (can. 522). La CEI ha semplicemente ammesso che i parroci possano essere nominati a tempo determinato, stabilendo che - qualora il Vescovo decida di fare nomine di parroci a tempo determinato - tale tempo sia di nove anni.
    Occorre partire dal dato storico della cosiddetta inamovibilità dei parroci, in forza del quale un sacerdote, una volta nominato parroco di una determinata comunità, non poteva essere privato di quell'incarico (poco importa se in vista di un trasferimento ad altro incarico o di un "pensionamento") se non con il suo consenso. In quest'ottica, la nomina novennale consente al Vescovo maggiore libertà nella collocazione pastorale dei suoi preti.
    Personalmente, ritengo che anche la nomina novennale rappresenti un vincolo eccessivamente rigido e che non consente la necessaria flessibilità, e che solo una effettiva docilità/obbedienza da parte dei preti, insieme ad uno sguardo autenticamente pastorale e ad un buon rapporto del Vescovo con i suoi preti, consenta una distribuzione efficace dei preti nel territorio diocesano.
    Intendo dire che, anche qualora si facesse la nomina a nove anni (cosa che a Bologna almeno per ora non avviene), se il Vescovo ritiene opportuno spostare un certo prete a un nuovo incarico prima dei nove anni non potrebbe farlo senza il consenso dell'interessato (e quindi si ripropone la stessa dinamica di quando c'era assoluta inamovibilità), mentre è possibile - anzi secondo me è la norma - che allo scadere dei nove anni non ci sia una parrocchia idonea libera in cui trasferire quel prete, e allora c'è il rischio che nei mesi o anni in cui si attende l'individuazione di un buon connubio prete-parrocchia il sacerdote "tiri i remi in barca", sapendo che è ormai "scaduto" e quindi presto o tardi verrà spostato altrove.
    In sostanza, sono comprensibili casi nei quali anche dopo solo quattro o cinque anni risulta proficuo trasferire un parroco altrove (pur se ovviamente questo non può accadere in modo troppo generalizzato e frequente), così come non dovrebbe scandalizzare che un parroco rimanga nella stessa parrocchia anche per 15 o 20 anni. E concretamente, sempre a mio parere, questo può essere realizzato al meglio se si coniuga la nomina a tempo indeterminato con una reale docilità dei preti a comprendere e assecondare le proposte di trasferimento da parte del Vescovo.

  3. #43
    P.Willigisius carm
    visitatore
    Grazie,Laus Deo , delle tue ampie spiegazioni, da esperto in materia!

  4. #44
    Sarto
    visitatore
    Da me probabilmente non compie l' anno...

  5. #45
    CierRino d'oro
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    Dalle mie parti il record, almeno per il XX secolo, appartiene a mons. Solimano, Arciprete di S. Margherita Ligure (una parrocchia molto importante oltretutto) per la bellezza di 66 anni, cioè da quando era un giovane sacerdote sino ai 92.
    Parecchi altri hanno conservato l'incarico per 50 anni ed oltre.
    Tra i Parroci attuali uno solo ha ricevuto la nomina con la clausola esplicita "per il periodo di 9 anni" e quindi si conosce in anticipo la scadenza del suo incarico pastorale.
    Comunque nei casi a mia conoscenza in cui è stata necessaria, per motivi vari, la rimozione di un parroco, questa non è mai consistita in un provvedimento formale a seguito di processo canonico, ma è stata "mascherata" con provvedimenti di altro genere.

  6. #46
    Sarto
    visitatore
    Da me non è una rimozione ma una rinuncia. Ha operato bene ma nel modo sbagliato. Ci vuole coraggio e carattere.

  7. #47
    Gran CierRino di Platino e Diamanti L'avatar di sere85
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    Citazione Originariamente Scritto da Sarto Visualizza Messaggio
    Da me probabilmente non compie l' anno...
    Lo fate fuori prima?

    Credo che un tempo piu o meno fisso (non serve cronometrare i giorni, 9 anni come 11) sia necessario.. perché se a una parrocchia piangerà il cuore nel vedersi avvicinare il giorno del saluto del 'bravo' parroco, altre conteranno tutti i giorni del calendario per vedere quando il parroco 'cattivo' finalmente smetterà di fare danni

  8. #48
    Sarto
    visitatore
    sere. questione di carattere, c'è chi combatte e chi fugge, certo che fuggire dopo 4 mesi

  9. #49
    Veterano di CR L'avatar di Bessarione
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    Nella mia diocesi un sacerdote è stato parroco di una parrocchia dal 1 settembre 2007 al 31 ottobre 2007. Ma aveva avuto una crisi (depressione?) e dopo poche settimane senza dir nulla ha abbandonato la parrocchia per tornare al suo paese natale, dove è stato poi assegnato come collaboratore pastorale.
    D'altra parte abbiamo avuto un sacerdote che ha retto la parrocchia come parroco dal 1965 al 2015, rimandovi poi come collaboratore pastorale (ma in pratica continuando a fare, fino al suo decesso l'anno scorso, il parroco "non ufficiale" , giacché il suo successore si è visto solo per l'insediamento, avendo altre due parrocchie da gestire).
    Francisco Summo Pontifici et Universali Patri: pax, vita et salus perpetua!

  10. #50
    Sarto
    visitatore
    60 giorni son veramente pochini... ed io che mi lamento...

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