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Discussione: Insegne dei prelati non vescovi

  1. #1
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    Insegne dei prelati non vescovi

    Cosa sono le insegne dei canonici? e c'è differenza con le insegne pontificali?
    grazie

  2. #2
    Veterano di CR L'avatar di Abaz
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    Citazione Originariamente Scritto da Dizionario De Mauro
    contrassegno, simbolo che identifica una carica o la persona che la esercita: i. regale, consolare | specialmente al plurale, oggetto, paramento e sim. caratteristico di chi detiene una particolare carica: la mitra e il pastorale sono le insegne episcopali
    Con insegne si possono appunto definire gli oggetti ed i paramenti propri di una particolare carica (abate, Vescovo, Cardinale, etc...).
    Principalmente però io ne ho sempre sentito parlare riguardo agli stemmi: sono le decorazioni attorno allo stemma, e variano a seconda della carica (es. il colore del cappello ed il numero di fiocchi).

  3. #3
    Veterano di CR L'avatar di Abaz
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    Anche qui si può trovare un significato di insegne, riferito alle insegne del Santo Padre (appunto le insegne pontificali).
    I Canonici hanno insegne particolari definite dal documento di istituzione del Capitolo cui appartengono, e ne possono disporre solo nella Diocesi di appartenenza.
    Ultima modifica di Abaz; 07-04-2008 alle 19:20

  4. #4
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    grazie Abaz

  5. #5
    Iscritto L'avatar di magellanino
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
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    Instructio circa vestes, titulos et insignia generis Cardinalium, Episcoporum et Praelatorum minorum

    die 31 martii 1969


    Acta Apostolicae Sedis 61 (1969) 334-340. Qui vengono riportate solo le parti riguardanti le vesti e le insegne, tratte da Enchiridion Documentorum Instaurationis Liturgicae
    Esiste per caso una traduzione italiana di questo documento?
    Ultima modifica di Gerensis; 25-08-2022 alle 11:02 Motivo: Aggiunta del quote

  6. #6
    Veterano di CR L'avatar di Lorenzo Perosi
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    Citazione Originariamente Scritto da magellanino Visualizza Messaggio
    Esiste per caso una traduzione italiana di questo documento?
    In italiano non mi sembra di averla mai trovata. Sarebbe il caso che qualcuno in Vaticano provvedesse a fornire la traduzione ufficiale nelle varie lingue.
    Qui però se vuoi c'è in inglese, con testo latino a fronte: http://catholicsites.org/clericaldress/utsivesollicite.html

    Già che ci sono suggerisco anche la lettura della circolare Per Instructionem, altrettanto importante: http://catholicsites.org/clericaldress/perinstructionem.html

  7. #7
    Vecchia guardia di CR
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    Non so se sia la discussione adatta, nel caso mi scuso:domanda: i Capitoli delle Cattedrali che in passato avevano diritto alla mitria, ce l'hanno tuttora, almeno sulla carta?
    Penso a Venezia, Praga, Genova...esistono documenti che abbiano abolito il privilegio?

    Grazie.
    "L'anima che si dà tutta a Dio è tutta di Dio" San Filippo Neri

  8. #8
    Vecchia guardia di CR
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    Citazione Originariamente Scritto da pongo Visualizza Messaggio
    Si possono applicare integrandole con i documenti successivi, vedi esempi.
    Sarebbe interessante sapere in cosa i "documenti successivi" possano aver migliorato il De Defectibus, visto che il Messale F.O. in questo come in tante altre cose, è del tutto vago.
    "L'anima che si dà tutta a Dio è tutta di Dio" San Filippo Neri

  9. #9
    pongo
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    Citazione Originariamente Scritto da Card.Petrucci Visualizza Messaggio
    Sarebbe interessante sapere in cosa i "documenti successivi" possano aver migliorato il De Defectibus, visto che il Messale F.O. in questo come in tante altre cose, è del tutto vago.
    Ho riportato una fonte in inglese che mostra come non si tratti di “miglioramenti” ma, sovente, di prese d’atto su questioni rubricali già più o meno note e, in quanto tali, se ne conferma la validità («From these sources, it can be seen that nothing significant has changed with regard to most of De Defectibus»). La novità dei documenti successivi sta in un altro modo di affrontare la materia, come spiega l’introduzione al volume I praenotanda dei libri liturgici:

    «Quando, negli anni immediatamente successivi al concilio Vaticano II, cominciarono ad essere promulgati e pubblicati i nuovi libri liturgici, quasi come primizie della riforma intensamente voluta da papa Paolo VI, essi vennero accompagnati, praticamente tutti, da previe Introduzioni o Premesse (Praenotanda) che avevano la dichiarata intenzione di offrire un quadro di riferimenti, il più possibile ampi, per la celebrazione. Con rimandi biblici, richiami teologico-dottrinali, note storiche, aperture sociologiche, indicazioni pastorali, avvertenze rituali, normative giuridiche e quant’altro, le Premesse che introducono i libri liturgici si imposero per l’attitudine formativa che le pervade. Apparve immediatamente, fin dall’inizio, che l’intenzione del loro inserimento e della loro collocazione rispondeva al bisogno di attraversare il necessario ambito delle indicazioni circa le modalità tecnico-celebrative legandolo sempre e collegandolo in modo eloquente all’orizzonte ecclesiale del culto.

    Cosicché i Praenotanda, aumentati nel tempo per consistenza e maturati per qualità, sono certo identificabili come una delle note caratteristiche dei libri liturgici nati dal Vaticano II, ma sono ancor più diventati col tempo uno strumento validissimo e insostituibile, sia dal punto di vista della comprensione teologica sia dal punto di vista della preparazione e realizzazione rituale, per dare luce ad ogni singola celebrazione, cogliendone l’insieme e conoscendone le singole parti, accogliendone le articolazioni interne e armonizzandole con il tutto della liturgia della Chiesa. Codice teologico e codice rubricale si coniugano in un procedere testuale che certo si mantiene sinattico, ma non in vista di un percorso semplicemente prescrittivo e normativo fine a se stesso: l’orizzonte generale e la meta manifesta sono l’accompagnamento, la formazione, la trasformazione dell’intera comunità “in un popolo spiritualmente cosciente e profondamente orante”».
    Ultima modifica di pongo; 25-07-2019 alle 20:03

  10. #10
    pongo
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    Citazione Originariamente Scritto da Card.Petrucci Visualizza Messaggio
    Non so se sia la discussione adatta, nel caso mi scuso:domanda: i Capitoli delle Cattedrali che in passato avevano diritto alla mitria, ce l'hanno tuttora, almeno sulla carta?
    Nel forum è stata menzionata più volte la lettera circolare Per instructionem, del 1970, con la quale si aboliscono «omnia privilegia, etiam centenaria et ab immemorabili». La questione è stata ripresa, nel 1983, con il nuovo Codice di diritto canonico che consente al vescovo di approvare gli statuti e determinare le insegne, «tenendo presenti le norme emanate dalla Santa Sede» (can. 506 §2). Di queste norme fanno certamente parte le disposizioni pregresse della Congregazione per il clero. Ma, al di là delle norme già emanate, se tali "privilegi" risultavano anacronistici cinquant'anni fa, figarsi oggi l'ilarità che susciterebbero nei comuni fedeli...
    Ultima modifica di pongo; 25-07-2019 alle 21:05

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