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Discussione: Radio Vaticana: storia, programmi, iniziative e notizie

  1. #1
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    Radio Vaticana: storia, programmi, iniziative e notizie

    13/05/2008 13.57.11
    Il Rosario recitato dal Papa in 4 CD realizzati dalla Radio Vaticana. Padre Lombardi illustra l’iniziativa e sottolinea la dimensione mariana del Pontificato di Benedetto XVI



    Pregare il Santo Rosario guidati dalla voce di Benedetto XVI è ora possibile per tutti i fedeli, grazie alla registrazione realizzata dalla nostra emittente. Disponibile in 4 CD, raccolti in un cofanetto al prezzo di 15 euro, la registrazione della preghiera mariana può essere richiesta direttamente alla nostra emittente o alla Libreria Editrice Vaticana in Piazza San Pietro. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    (canti)

    “Il santo Rosario non è una pia pratica relegata al passato, come preghiera di altri tempi a cui pensare con nostalgia. Il Rosario sta invece conoscendo quasi una nuova primavera”: è quanto sottolineato da Benedetto XVI il 3 maggio scorso, durante la recita del Rosario nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Per tanti fedeli romani è una gioia poter recitare il Rosario con il Papa. Una possibilità che ora viene estesa a tutti, superando i confini dell’Urbe, grazie alla registrazione - realizzata dalla Radio Vaticana - delle quattro serie dei Misteri. L’origine di questa iniziativa ci viene illustrata dal nostro direttore generale, padre Federico Lombardi:

    R. - E’ nata come risposta ad una domanda che veniva dagli ascoltatori e da diverse radio cattoliche. Bisogna pensare che nel lungo Pontificato di Giovanni Paolo II, molte volte il Papa aveva recitato il Rosario in diretta ai microfoni della Radio Vaticana, con grande consolazione degli ascoltatori, e quindi molti si erano abituati a recitare il Rosario guidato dal Papa stesso. Negli ultimi anni, Papa Giovanni Paolo II non aveva più potuto recitare in diretta il Rosario, ma siccome esistevano diverse registrazioni, allora gli ascoltatori, i fedeli potevano utilizzare delle cassette messe a loro disposizione, in cui c’era la registrazione di un Rosario guidato dal Papa e questo facilitava la loro preghiera e la loro devozione. Con il nuovo Pontificato, questa domanda naturalmente si è rinnovata, desiderando pregare insieme con il Santo Padre. Papa Benedetto XVI ha recitato varie volte dei Rosari, anche con i fedeli: però erano magari in situazioni molto particolari oppure erano in italiano in una celebrazione in cui i Misteri venivano pronunciati da altre persone, e così via. Quindi, non avevamo ancora di per sé un Rosario in una forma sufficientemente “generale” da poter essere presentato come risposta ad ascoltatori molto diversi, anche di lingue e nazionalità differenti. Adesso, con la gentilezza anche del Santo Padre, abbiamo potuto realizzarlo.

    Primum Mysterium. Angelus Domini nuntiavit Mariae…

    Nella registrazione, il Santo Rosario è recitato in latino. Padre Lombardi spiega le ragioni di questa scelta:

    R. - Il Papa ha recitato una volta il Rosario in una delle Cappelle del Palazzo Apostolico in latino, e noi lo abbiamo potuto registrare. Inoltre, il Papa ha potuto anche aiutarci a completare l’opera, riprendendo magari i titoli dei diversi Misteri, e così via. E così, abbiamo potuto presentare la serie completa del Rosario con le quattro serie di Misteri differenti. E’ in latino proprio perché le richieste noi le ricevevamo non solo dall’Italia, ma certamente numerose anche dalla Germania e da altri Paesi. E quindi abbiamo usato questa lingua che per il Rosario tutti facilmente capiscono e che è la lingua universale della Chiesa.

    (Canto del Salve Regina)

    Una registrazione, dunque, a lungo attesa che viene pubblicata proprio nel mese mariano. L’iniziativa, sottolinea il nostro direttore, rappresenta allora anche un rinnovato invito del Papa a lasciarsi guidare da Maria nell’incontro con il Figlio:

    R. - Anche Benedetto XVI ha una grande devozione mariana. Recita ogni giorno il Rosario insieme con i suoi segretari, passeggiando, e quindi ci invita proprio ad utilizzare questa preghiera - una preghiera semplice, umile, quotidiana che tutti possono recitare con devozione e che ci aiuta anche a meditare i misteri della vita di Cristo insieme con Maria, che è la persona più vicina - evidentemente - a Cristo. Ecco quindi la devozione mariana di Benedetto XVI si pone in profonda continuità con quella che abbiamo conosciuto di Giovanni Paolo II e ci aiuta a pregare anche oggi il Rosario.

    fonte: Radio Vaticana
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  2. #2
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    :) Radio vaticana

    Scusatemi amci,vorrei sapere,per sentire radio vaticana,(a Napoli),a quale stazione fm mi devo sintonizzare,itendo il numero,(tipo 57.5 e così via).
    Ringrazio in anticipo tutti coloro che cortesemente mi risponderanno.

  3. #3
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    intanto se scarichi la nostra toolbar potrai averla sempre a disposizione anche quando chatti!!

  4. #4
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    Non è facile sentirla al di fuori della zona di Roma, in quanto in FM trasmette solo in Roma e zone limitrofe, mentre nel resto dell'Italia trasmette solo su onde medie e, se il segnale non è più che pulito, non si sente quasi nulla.
    In ogni caso sul sito della Radio ci sono i link per seguire le trasmissioni via web, e in quel caso ovviamente il segnale è pulitissimo.
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  5. #5
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    La morte di padre Pasquale Borgomeo già direttore generale della Radio Vaticana

    Sacerdote e giornalista
    al servizio della Chiesa e della verità




    Si è spento serenamente nel primo pomeriggio di giovedì 2 luglio il gesuita Pasquale Borgomeo, sacerdote, studioso di sant'Agostino e giornalista, che ha servito la Santa Sede nella Radio Vaticana per trentacinque anni. Il religioso, settantaseienne, è morto nella clinica romana dell'Annunziatella, dove da tempo era ricoverato. I funerali si svolgono sabato 4 luglio alle 9.15 nella chiesa romana di Santo Spirito in Sassia, accanto alla curia generalizia della Compagnia di Gesù. Il rito è presieduto dal cardinale Roberto Tucci.
    Per lungo tempo sicuro punto di riferimento per l'emittente vaticana, padre Borgomeo si è arreso solo dinanzi al male che lo ha lentamente consumato, dopo averlo costretto a lasciare il suo incarico di direttore generale, nel novembre 2005. Un incarico che il gesuita ha svolto con una passione pari solo alla sua dedizione, profuse nel suo lavoro e trasmesse a quanti con lui hanno condiviso anni, periodi o anche soltanto momenti occasionali di collaborazione.
    Pasquale Borgomeo era nato a Napoli il 20 marzo 1933 in una famiglia profondamente cattolica che seppe trasmettergli una fede vigorosa e rimasta sempre aperta alla speranza anche durante gli sconvolgimenti provocati dalle vicende della seconda guerra mondiale. Del tutto naturale sembrò così la sua vocazione religiosa a soli quindici anni, che il 3 ottobre 1948 lo portò a entrare nella Compagnia di Gesù. Iniziò così un lungo periodo di studi, la sua seconda passione dopo la Chiesa di Cristo. Conseguita la licenza in filosofia a Milano nel 1956, quattro anni più tardi discusse a Napoli una tesi dal titolo "Lingua e stile in sant'Agostino" con Francesco Arnaldi. Il 7 luglio 1963 fu ordinato sacerdote nella sua città, sempre amata. Dopo l'ordinazione, padre Borgomeo continuò gli studi: nel 1964 conseguì la licenza in teologia magna cum laude, due anni più tardi a Parigi conseguì il diploma di studi superiori moderni francesi e il 7 novembre 1970, alla Sorbona, ebbe il dottorato in lettere con la tesi "Ecclesia quae nunc est. L'ecclesiologia pastorale di sant'Agostino", diretta da uno dei maggiori studiosi dell'antichità cristiana del Novecento, Henri-Irenée Marrou, che ottenne la menzione Très honorable e fu pubblicata due anni dopo, nel 1972.
    Il primo ingresso nella redazione della Radio Vaticana avvenne nel dicembre 1970 con la nomina a capo della Redazione centrale dei Programmi. Divenne poi responsabile dell'Ufficio promozione e sviluppo, quindi responsabile delle Relazioni internazionali, poi direttore dei Programmi, vice-direttore generale e infine, dal luglio 1985, direttore generale. Dal momento in cui entrò in radio, e sino all'ultimo degli oltre tredicimila giorni passati tra redazione, studi tecnici, uffici dirigenziali, viaggi internazionali, padre Borgomeo non ha perseguito che un obiettivo: far giungere la voce del Papa il più lontano possibile, a ogni angolo della terra.
    Chi ha avuto la fortuna di lavorare in quegli anni sotto la sua direzione - o anche soltanto di collaborare con lui, come è spesso capitato a molti giornalisti de "L'Osservatore Romano" - non può che ricordare la sua ansia continua di ricercare il nuovo, di non fermarsi agli aspetti mediati degli eventi, di moltiplicare le occasioni di dialogo con le diverse realtà italiane e internazionali, di rendere sempre più a misura d'uomo la comunicazione.
    È stato per molti giovani maestro di etica professionale e di equilibrio. Viene ricordato oltre che come sacerdote esemplare, come uomo dal tratto amabile nella sua schiettezza, dal sottile senso dell'umorismo, dalle grandi risorse intellettuali, che contagiò la Radio Vaticana con una vitalità tutta giovanile. Professionista della comunicazione - tra l'altro per oltre un decennio, dal 1984 al 1994, fu presidente del gruppo "Radiodiffusione Internazionale" della commissione radio dell'Unione europea di radiotelevisione (Uer) - seppe sempre infondere in quanti avvicinava la spiritualità alla quale attingeva la sua anima professionale, ispirata alla sobrietà dell'insegnamento di Giovanni XXIII quando sottolineava "la delicatezza del medico, la versatilità del letterato, l'accortezza del giurista, il senso di responsabilità dell'educatore" e - aggiungeva lui - "del giornalista". Principi che cercava di infondere nei giornalisti cattolici dell'Unione cattolica stampa italiana (Ucsi) nei dodici anni della sua esperienza di consulente ecclesiastico. "Ha sempre raccomandato ai giornalisti cattolici - ricorda l'Ucsi in un comunicato - di raccontare la verità, di essere sensibili testimoni dell'informazione attraverso competenze professionali e deontologiche".
    E proprio il suo profondo senso di responsabilità lo aiutò a superare il difficile momento del distacco da quella radio che aveva contribuito a far crescere. Era il mese di novembre del 2005. La malattia cominciava a minarne le forze. Passò la mano al confratello padre Federico Lombardi. Ma la Compagnia di Gesù non cessò di avvalersi del suo grande talento. Padre Peter-Hans Kolvenbach, allora generale, gli affidò l'incarico di preparare la congregazione del 2007 e il nuovo preposito, padre Adolfo Nicolás, lo scelse come suo segretario personale per potersi avvalere della sua grande e profonda preparazione. Padre Borgomeo parlava correntemente il francese, l'inglese, il tedesco e lo spagnolo. "Ha servito fedelmente il suo generale - si legge in una nota di padre Ignacio Echarte, segretario della Compagnia di Gesù - sino all'ultimo momento, sino a quando cioè la malattia non gli ha tolto le ultime forze". Questo era padre Borgomeo.
    In queste ore, come nei giorni che verranno, vogliamo ricordarlo con il suo sorriso che non l'ha abbandonato mai, neppure nei giorni difficili, negli ultimi anni, quelli della sofferenza fisica. Ne ricordiamo la tensione continua, che nasceva dalla dedizione al lavoro e si traduceva nella preoccupazione quotidiana di fare di più. Conserviamo nel cuore i suoi gesti grandi, donati ogni giorno con semplicità a chi lavorava al suo fianco.
    Molti oggi evocano la sua personalità e i meriti. E nel nostro giornale - non ce ne vogliano gli amici e colleghi della Radio Vaticana - la memoria assume inevitabilmente il carattere di "famiglia". È stato uno dei principali artefici, insieme al confratello Roberto Tucci, ora cardinale, della sempre più proficua e stretta collaborazione tra "L'Osservatore Romano" e l'emittente radiofonica vaticana. Durante i viaggi internazionali al seguito di Giovanni Paolo II, era un punto di riferimento certo e costante. Non ci ha mai "lasciato a piedi", qualunque fosse l'esigenza. E se il suo pensiero è ancora tanto vivo nel cuore e nella mente di chi lo ha conosciuto, vuol dire che ha saputo lasciare dentro ciascuno la certezza che comunque continuerà "a non lasciarci a piedi". E così lo sentiamo ancora con noi. (mario ponzi)


    (©L'Osservatore Romano - 4 luglio 2009)
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  6. #6
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    TELEGRAMMA DI CORDOGLIO DEL SANTO PADRE PER LA MORTE DI P. PASQUALE BORGOMEO, S.I.

    Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio del Santo Padre per la morte del gesuita P. Pasquale Borgomeo, già Direttore Generale della Radio Vaticana, avvenuta giovedì 2 luglio scorso. Il telegramma, a firma del Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone, è stato letto questa mattina nel corso dei funerali che si sono svolti a Roma, nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia:


    TELEGRAMMA DEL SANTO PADRE

    REVERENDO PADRE ADOLFO NICOLAS PACHON
    PREPOSITO GENERALE COMPAGNIA DI GESÙ - GESUITI
    BORGO S. SPIRITO 4 00193 ROMA

    INFORMATO DECESSO PADRE PASQUALE BORGOMEO PER TANTI ANNI FEDELE COLLABORATORE DELLA SANTA SEDE SPECIALMENTE COME APPREZZATO DIRETTORE GENERALE DELLA RADIO VATICANA SOMMO PONTEFICE DESIDERA ESPRIMERE SENTITE CONDOGLIANZE AT FAMILIARI ET COMPAGNIA DI GESÙ COLPITI DA SUA SCOMPARSA ET MENTRE NE RICORDA CON ANIMO GRATO GENEROSA ET COMPETENTE OPERA AT SERVIZIO COMUNICAZIONI SOCIALI AFFIDA SUA ANIMA AT MATERNA INTERCESSIONE VERGINE SANTA ET DI CUORE INVIA AT CONGIUNTI AT CONFRATELLI ET FEDELI RIUNITI IN CELEBRAZIONE SUO SUFFRAGIO CONFORTATRICE BENEDIZIONE APOSTOLICA

    CARD. TARCISIO BERTONE
    SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITÀ

    fonte: sala stampa santa sede

  7. #7
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    Il sostituto della Segreteria di Stato celebra la messa per i dipendenti della Radio Vaticana

    La verità non va manipolata
    ma trasmessa con fedeltà e rigore

    L'arcivescovo Fernando Filoni, sostituto della Segreteria di Stato, ha celebrato martedì mattina, 29 settembre, nella cappella dell'Annunciazione di Palazzo Pio, sede della Radio Vaticana, la messa in occasione della solennità di san Gabriele arcangelo, patrono degli addetti alle telecomunicazioni. Con l'arcivescovo Filoni hanno concelebrato il cardinale Roberto Tucci, padre Federico Lombardi, direttore generale della Radio Vaticana, del Centro Televisivo Vaticano e della Sala Stampa della Santa Sede, padre Andrzej Koprowski, direttore dei programmi, monsignor Walter Erbì, officiale della Segreteria di Stato, sacerdoti e religiosi gesuiti che operano nelle varie sezioni in lingua dell'emittente. Tra i numerosi dipendenti e collaboratori, erano presenti anche Alberto Gasbarri, direttore amministrativo, e Sandro Piervenanzi, direttore tecnico. Al termine della messa, il sostituto della Segreteria di Stato ha consegnato quattro onorificenze pontificie a dipendenti della Radio Vaticana. Di seguito pubblichiamo i passi salienti dell'omelia dell'arcivescovo Filoni

    La logica di Dio non è quella dell'uomo: Egli tiene conto e predilige ciò che è religiosamente non qualificato e umanamente insignificante. E già qui possiamo raccogliere un primo insegnamento: dobbiamo entrare sempre più nel modo di pensare e di agire di Dio che privilegia i lontani e i piccoli. Un modo di essere e di agire che è sicuramente controcorrente rispetto alle culture dominanti di ogni epoca, ma che costituisce una via obbligata per entrare nella verità dell'amore che dà sostanza alla vita di ogni cristiano, e più in generale, di ogni uomo di buona volontà. Nel campo della comunicazione, in una società di massa come la nostra, questa logica divina costituisce certamente una grande sfida, un impegno che ci pone in guardia dal non lasciarci attrarre dalla tentazione dell'apparire sempre purtroppo incombente, e dal manipolare la verità per altri fini.
    Dio ama i "piccoli", i poveri agli occhi di questo mondo e vuole che a essi siano riservate le cure maggiori e ogni attenzione. Ecco perché anche nei mass media la Chiesa insiste nella difesa dei deboli, nella ricerca della verità e della giustizia, nella tutela dei diritti degli ultimi e degli indifesi - a partire da quanti non sono ancora nati a quelli che sono ormai sulla soglia della morte. La Chiesa si fa voce di chi non ha voce, portavoce di chi non ha accesso alle tribune dei potenti, avendo sempre di mira quanto il Signore domanda, non cede a ricatti e pressioni di alcun tipo. Cari fratelli e sorelle, la vostra missione di giornalisti, tecnici e addetti alla comunicazione radiofonica come quella di ogni altro agente della comunicazione, deve rassomigliare a quella degli angeli, messaggeri di buone notizie e di speranza, ambasciatori di giustizia e di pace, costruttori di verità nell'amore.
    Possiamo cogliere un'altra sfumatura interessante nella missione dell'angelo. Dio parla agli uomini attraverso suoi intermediari; interviene nella storia degli uomini molto spesso attraverso suoi messaggeri, ai quali affida il compito di stimolare e concretamente sostenere l'azione degli uomini. Questo deve essere per noi un incoraggiamento. Dio non ci lascia soli nella missione che ci affida, ma ci pone accanto un angelo che ci accompagna ed aiuta. La presenza divina ci custodisce perciò grazie alla mediazione degli angeli e degli arcangeli, come afferma la prima lettura. Iddio manda davanti a noi, accanto a noi un angelo per custodirci nel nostro quotidiano cammino. Non dimentichiamolo mai, cari fratelli e sorelle; non dimenticatelo in particolare voi, che avete un compito speciale che in qualche modo rassomiglia a quello degli angeli. Siate messaggeri che si fanno guidare e accompagnare da esperti messi celesti nella quotidiana attività al servizio della Chiesa.
    Ed a questo proposito, aggiungo ancora una considerazione. Il dialogo tra l'arcangelo Gabriele e Maria mostra come deve essere lo stile, l'esercizio della comunicazione. L'angelo trasmette prontamente, fedelmente e interamente alla Vergine Santa il messaggio ricevuto. Diventa così modello delle nostre comunicazioni e relazioni interpersonali e di massa: diventa modello del vostro lavoro di giornalisti e operatori della comunicazione sociale. Ogni giornalista e tecnico della comunicazione è chiamato ad essere leale e fedele trasmettitore di notizie, cultore attento e rispettoso della verità e della dignità di ogni persona. L'arcangelo comunica, annuncia un messaggio importante che ha ricevuto, non lo manipola, non lo reinterpreta a modo suo, lo esprime così come lo ha sentito comunicare a se stesso, quasi come un ordine, un imperativo. Con Gabriele, comprendiamo che la verità non va mai addomesticata a secondi fini, non va manipolata, né peggio contraffatta. Occorre allora coltivare un'etica rigorosa che ci renda consapevoli e responsabili di quanto trasmettiamo non solo a parole, ma con i gesti e con il nostro stesso modo di vivere.
    Cresca pertanto in noi, accanto alla competenza professionale, la coscienza responsabile dei messaggi che trasmettiamo. Per chi è cristiano, il lavoro della comunicazione deve diventare missione, apostolato, mezzo prezioso di santificazione personale e di evangelizzazione. Cari fratelli e sorelle, il vostro arcangelo protettore è modello di eccelso comunicatore a cui potete ispirarvi: comunicatore non superficiale né manipolatore di notizie, ma attento, sincero, essenziale, diretto e incisivo. Per chi si muove nel vasto e complicato mondo della comunicazione, è consolante avere come celeste patrono un arcangelo così potente, ma anche così dolce e forte, impegnato ad annunciare uno degli eventi più belli e significativi di tutta la storia. Gabriele annuncia all'umanità, rappresentata dalla Vergine Maria, che Dio non si è stancato degli uomini, nonostante le immancabili infedeltà: Dio continua a tessere una storia d'amore con il suo popolo e non lo abbandona. Gli invia il suo unico Figlio come salvatore. Ecco, in definitiva, la più bella notizia mai raccontata. Dovremo essere attenti allora, mentre usiamo i mezzi della comunicazione, a far sì che dentro ad ogni notizia, dentro ad ogni fatto, dentro ad ogni parola che pronunciamo e comunichiamo, sia presente questa passione di Dio per l'uomo, questa benevolenza, questa misericordia. Sappiate essere uomini di speranza che con mezzi, tutti umani, comunicano sempre una notizia divina antica e sempre nuova.


    (©L'Osservatore Romano - 30 settembre 2009)
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  8. #8
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    12/02/2010 12.28.46
    I 79 anni della Radio Vaticana, voce del Papa e della Chiesa tra i territori del continente digitale


    La Radio Vaticana compie oggi 79 anni. Dalla “Statio radiofonica” creata da Guglielmo Marconi per volontà di Pio XI all’emittente odierna sempre più flessibile e multimediale, sulla base delle continue evoluzioni aperte dal digitale e dal web, la Radio del Papa ha cambiato volto innumerevoli volte. Non ha cambiato mai lo spirito di fondo sintetizzato dai suoi Statuti: “Annunciare con libertà, fedeltà ed efficacia il messaggio cristiano”, collegare le Chiese locali con la Chiesa di Roma, diffondere il magistero del Papa. Il servizio si Alessandro De Carolis:

    Un anno e mezzo fa, descrivendo il felice connubio tra la Radio Vaticana e Internet, un vaticanista italiano commentava: “Senza questa sua radio la Chiesa si ritroverebbe imbavagliata e muta”. In effetti, se si confronta la crisalide dell’emittente pontificia di 79 anni addietro con la “farfalla” di ciò che è oggi la Radio del Papa basta uno sguardo, e un ascolto, per capire cosa abbia rappresentato per la comunità cattolica internazionale e non solo la possibilità di diffondere via etere, e oggi nelle mille forme del digitale, la voce del Pontefice, il suo magistero, i contenuti della fede, ma anche la visione cristiana della Chiesa sulle vicende del mondo. Certamente, non poteva esservi un’idea definita di cosa avrebbe rappresentato lo “sfondamento” dei confini offerto da un mezzo di comunicazione a un comunicatore per eccellenza come un Papa. Non poteva Pio XI – quando, dalle 16,49 del 12 febbraio 1931, pronunciò le parole del primo radiomessaggio vaticano della storia – avere la medesima consapevolezza del primo Papa eletto nel 21.mo secolo, Benedetto XVI, quando il 3 marzo 2006 si accostò al microfono della “sua” Radio per celebrarne i 75 anni di vita:

    “Sì! La vostra è la “buona battaglia della fede”, secondo le parole dell’apostolo Paolo, per diffondere il Vangelo di Cristo (...) Nel mondo dei mezzi di telecomunicazione non mancano, come sappiamo, anche voci contrastanti. E tanto più è importante che esista questa voce che vuole realmente mettersi al servizio della verità di Cristo, e così mettersi al servizio della pace e della riconciliazione del mondo”. Questi impegni che permeano le fibre del lavoro redazionale e tecnico della Radio Vaticana si colgono meglio alla luce dei numeri più recenti: 400 dipendenti, trasmissioni in 45 lingue, una dozzina di alfabeti, l’intero pianeta come target – grazie alla radiofonia su satellite, oltre che su onda, e oggi grazie al web – ascolti e innumerevoli ri-ascolti, grazie alla ritrasmissione dei programmi da parte di oltre mille radio locali e all’audio scaricabile in podcast. Nel Messaggio per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il Papa ribadisce che “anche nel mondo digitale deve emergere che l'attenzione amorevole di Dio in Cristo per noi non è una cosa del passato e neppure una teoria erudita, ma una realtà del tutto concreta e attuale”. Quella consapevolezza ancora sfumata 79 anni or sono in chi aveva aperto il primo microfono al Papa è oggi ideale e prassi di lavoro il quale, come sottolineò Benedetto XVI nella sua visita alla Radio del 2006, non può poggiare solo su una “solida preparazione culturale” e su “tecnologia d’avanguardia”, ma sull’essere in sintonia con uno spirito più alto:

    “Continuate, cari amici, ad operare nel grande areopago della comunicazione moderna (…) Ma non dimenticate che, per portare a compimento la missione affidatavi, occorre certo un’adeguata formazione tecnica e professionale, ma è necessario soprattutto che coltiviate incessantemente in voi uno spirito di preghiera e di fedele adesione agli insegnamenti di Cristo e della sua Chiesa”.

    fonte: Radio Vaticana
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  9. #9
    Utente Senior L'avatar di Paolo86
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    Radio Vaticana

    Volevo sapere una cosa il limite massimo in Italia per un antenna radiofonica è di 4 watt per metro quadro.Mi hanno detto che Radio Vaticana ne spara 50 per metro quadro possibile?
    Se i fatti e la teoria non concordano ,cambia i fatti C'est facile

  10. #10
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    Chi ti ha dato questa informazione? Mi pare strano che la Radio Vaticana abbia emissioni oltre le dieci volte superiori al consentito.

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