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Discussione: L'Elemosiniere di Sua Santità e l'attività del Dicastero per il Servizio della Carità

  1. #21
    Gran CierRino
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  2. #22
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    Dopo le docce per clochard, arriva la «barberia del Papa»
    Promosse dall’Elemosiniere polacco, mons. Krajewski, saranno operative dal 16 febbraio: «La prima cosa che noi vogliamo è dare dignità alla persona»


    Redazione
    Roma


    Sono tantissimi i volontari che hanno già donato tutta l'attrezzatura necessaria, forbici, spazzole, rasoi, uno specchio e, ovviamente, la poltrona da barbiere. Così, da lunedì 16 febbraio, i clochard che gravitano attorno al Vaticano potranno usufruire non solo delle docce e dei bagni che Papa Francesco ha autorizzato ad adibire per loro sotto al colonnato di piazza San Pietro ma anche di un servizio di taglio barba e capelli che va a completare le esigenze di pulizia ed igiene dei senzatetto.

    La «barberia del Papa» è l'ultima iniziativa per i poveri della città promossa dall'Elemosineria apostolica, il braccio operativo della carità del Pontefice guidata da monsignor Konrad Krajewski, l'arcivescovo polacco cui Bergoglio, nominandolo, aveva ordinato di non rimanere dietro la scrivania ma di divenire il suo prolungamento concreto a favore degli ultimi.

    Così Krajewski dopo aver organizzato la costruzione delle docce, che ha subito qualche ritardo sui tempi di ristrutturazione previsti, ha fatto riservare un'area dei nuovi locali ampliati sotto al Colonnato ad una sala da barbiere. «La prima cosa che noi vogliamo - spiega mons. Krajewski all'ANSA - è dare dignità alla persona. La persona che non ha la possibilità di lavarsi è una persona socialmente rifiutata e tutti noi sappiamo che un clochard non può presentarsi in un posto pubblico come un bar o un ristorante per chiedere di usufruire dei servizi perché questi gli vengono negati».

    «Ma certo - fa sapere sull'ultima iniziativa - fare la doccia e poter lavare la biancheria non basta. È necessario anche essere in ordine con i capelli e la barba, anche per prevenire malattie. Un altro servizio che un senzatetto difficilmente potrebbe avere in un negozio normale perché magari potrebbe sollevare il timore di diffondere ai clienti qualche malattia, come ad esempio la scabbia». Così, pensando anche al fatto che tanti senzatetto girano nei pullman e nella metropolitana mischiandosi alla gente comune, la barberia del Papa, aggiunge Krajewski, aspira a svolgere un servizio «per il bene comune della città».

    Questione di un paio di settimane, dunque, e il servizio sarà pronto a partire assieme alle tre nuove docce. L'armamentario necessario c'è già tutto e tanti sono i barbieri volontari che con entusiasmo si sono messi a disposizione. Due sono dell'Unitalsi, altri frequentano l'ultimo anno della scuola di barbieri di Roma. Taglio e barba saranno effettuati di lunedì, il giorno in cui i negozi sono chiusi e i barbieri sono quindi liberi dalla loro attività.


    fonte: Vatican Insider
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  3. #23
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    La barberia del Papa...
    Che bel progetto!
    Tutto passa: ciò che non è eterno è niente! -San Giovanni Bosco-

  4. #24
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    Docce e barbiere sotto il Colonnato di San Pietro per i senzatetto

    In questi giorni si sono conclusi i lavori per la realizzazione di nuove docce sotto il Colonnato del Bernini, completando così il progetto di aumentare questo servizio per i poveri di Roma attraverso le parrocchie che vi hanno aderito, soprattutto in quelle dove già esistono mense per i poveri o dove c’è una maggiore concentrazione di senzatetto.

    Tre docce e postazione per il barbiere
    I lavori sono stati progettati, guidati e realizzati dai tecnici e dalle maestranze del Governatorato della Città del Vaticano: tre docce e una piccola postazione per il barbiere sono stati inseriti nella ristrutturazione completa di una sezione dei bagni presenti sotto il Colonnato di destra. Il tutto – riferisce la Elemosineria Apostolica - è stato fatto con grande sobrietà e dignità, ma utilizzando anche tecniche moderne: ogni lavandino è dotato di acqua calda, dispenser per il sapone e getto di aria calda per asciugare le mani, tutti azionati da fotocellule; al posto delle piastrelle è stata usata una particolare resina per rivestire i muri, facilmente lavabile e che assicura massima igiene.

    Le docce saranno funzionanti ogni giorno, tranne il mercoledì per l’udienza generale e quando si svolgeranno celebrazioni in San Pietro o in Piazza. Nei giorni di lunedì, giovedì e sabato il servizio e la gestione delle docce è assicurato dai volontari dell’Unitalsi della Sezione di Roma. Il barbiere sarà disponibile nella giornata del lunedì, dalle ore 9 alle 15. Il servizio è garantito da diversi barbieri volontari e anche dagli studenti dell’ultimo anno di una scuola per parrucchieri di Roma.

    Kit per i senzatetto
    I pellegrini senzatetto riceveranno, per la doccia, un cambio completo per l’intimo e un kit con asciugamano, sapone, dentifricio, rasoio e schiuma da barba, deodorante, a seconda delle diverse esigenze. La maggior parte del materiale sarà offerto gratuitamente da diverse ditte e persone che hanno voluto partecipare a questo progetto a favore dei poveri. Il materiale mancante verrà acquistato di volta in volta dalla Elemosineria Apostolica con il denaro ricavato della distribuzione delle pergamene con la Benedizione Papale.

    Il grazie della Elemosineria a quanti partecipano al progetto
    In alcuni giorni della settimana l’accoglienza dei poveri sarà compiuta da diversi volontari, come le Suore di Madre Teresa di Calcutta, le Suore Albertine che prestano servizio nella Guardia Svizzera, le Vincenziane e tanti altri volontari di Roma che hanno voluto offrire il loro tempo e la loro collaborazione. L’Elemosiniere, mons. Konrad Krajewski ringrazia di cuore tutte le Parrocchie che hanno partecipato a questo progetto e, in particolare, tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione delle docce sotto il Colonnato e quanti si adopereranno in diverso modo a favore dei poveri.


    fonte: Radio Vaticana
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  5. #25
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    Musei vaticani: Elemosineria Apostolica, il 26 marzo porte aperte per 150 senzatetto

    Visita speciale ai Musei vaticani e alla Cappella Sistina per un gruppo di 150 senzatetto. Per iniziativa dell’Elemosineria apostolica, guidata dall’arcivescovo Konrad Krajewski, giovedì 26 marzo le bellezze artistiche vaticane potranno essere ammirate anche dai poveri che solitamente di san Pietro conoscono solo i gradini del colonnato. La visita, riferisce “L’Osservatore Romano”, “è fissata nel primo pomeriggio: gli ospiti faranno il loro ingresso in Vaticano all’entrata del Petriano dove saranno divisi in tre gruppi, ciascuno affidato a una guida, e dove riceveranno gli auricolari per ascoltare le spiegazioni. Prima di arrivare ai Musei i gruppi godranno di un privilegiato percorso all’interno dello Stato, passando davanti alla Casa Santa Marta, proseguendo dietro l’abside della basilica di San Pietro, poi attraverso il piazzale della Zecca, lo stradone dei Giardini e il Cancello di Gregorio”

    “La prima sezione dei Musei a essere visitata - riferisce ancora ‘L’Osservatore Romano’ - sarà quella recentemente riallestita del padiglione delle Carrozze, dopodiché i visitatori, attraverso la Scala Simonetti, accederanno alle gallerie superiori (dei Candelabri e delle Carte geografiche) fino ad arrivare alla Cappella Sistina. Il capolavoro di Michelangelo sarà uno spettacolo totalmente riservato agli ospiti dell’Elemosineria: per l’occasione, infatti, la chiusura al pubblico sarà anticipata (ultimo ingresso alle ore 16). Dopo la spiegazione delle guide e una preghiera comune, l’intero gruppo sarà accompagnato nel posto di ristoro dove verrà offerta la cena”. La fine della visita è prevista per le 19.30.

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  6. #26
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  7. #27
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    La carezza del Papa ai 150 senzatetto incontrati in Sistina

    “Una piccola carezza”: così Papa Francesco ha definito la visita ai Musei Vaticani, offerta dall’Elemosineria Apostolica a 150 senzatetto che poi ha incontrato a sorpresa nella Cappella Sistina. Un momento di grande commozione per i poveri che al termine della giornata hanno cenato nel punto di ristoro dei musei. C’era per noi Benedetta Capelli:

    “Benvenuti”. Papa Francesco accoglie così, in Cappella Sistina, i 150 senzatetto che per la prima volta hanno visitato i Musei Vaticani. E’ un incontro inatteso, personale, senza immagini ufficiali, bagnato anche dalle lacrime di commozione dei poveri che davvero non pensavano di poter ricevere la “carezza” del Papa. E’ lo stesso Francesco a definire così l’abbraccio caloroso con i suoi ospiti sotto le volte della Sistina, “la casa di tutti, la vostra casa – continua – dove le porte sono sempre aperte per tutti”. E ringrazia per “la testimonianza di pazienza” che è la loro vita. Un pensiero lo rivolge pure all’Elemosiniere, mons. Konrad Krajewski: “vi ama tanto”, dice il Papa, e i poveri seduti sulle sedie rosse, usate per le cerimonie ufficiali, rispondono che lo sanno e lo sentono. “Ho bisogno di preghiere di persone come voi” è la sua richiesta alla quale segue la benedizione. “Il Signore vi custodisca, vi aiuti nel cammino della vita, vi faccia sentire il suo amore e la tenerezza di Padre”. L’incontro si chiude con il saluto personale del Papa ad ogni povero, la carezza si fa gesto concreto, vicinanza, senso di prossimità. Il Padre Nostro recitato tutti insieme è l’ultimo atto di ringraziamento per il dono ricevuto: un pomeriggio passato tra il Museo delle Carrozze, il Cortile della Pigna, la Galleria degli Arazzi e delle carte geografiche; una parentesi di bellezza tra le difficoltà di una vita che però fa scoprire il valore della solidarietà e dell’affetto per gli altri. E’ la storia di Massimo, di Sergio, di Motiur e di tanti senza nome:

    Massimo

    R. - È come andare in paradiso… siamo sempre lì no? C’è il paradiso, c’è la fede che poi non pesa, perché non è una valigia che devi portarti dietro! Trilussa diceva: “Nun è che te costringe nessuno; nun te devi domandà né li perché, né li chissà e né li come”. Ecco, detto alla romana…

    D. – Lei che storia ha?

    R. – Ho fatto più danni io a me stesso, che solo Lui lo sa! La separazione, i figli… Lasciamo perdere, lasciamo perdere! A settant’anni sto qui a Sant’Egidio… Si vede che è un percorso che dovevo fare. Io poi non ho titoli, non ho studiato: io ho il dizionario della vita… quello ho e basta!

    D. – Oggi è contento?

    R. – Felice no, sereno. La serenità, non la felicità: la serenità! La serenità ti porta equilibrio, ti fa affrontare un sacco di cose tranquillamente, anche i problemi più difficili… Li chiamano difficili… Ma se tu li affronti con serenità, invece di andarti ad ubriacare o a drogare o a fare altri danni, perché il discorso è che non li riesci ad affrontare… E basta! Sereno, sereno! Papa Francesco dà la serenità, fa passare pure la depressione questo Papa: chi ha la depressione gliela fa passare! Lo capiscono tutti, dalla A alla Z, tutti! Il Papa è formidabile!

    Nelly
    D. – Quanti anni hai?

    R. – 18. Sono tanto felice di vedere cose che non ho mai visto. Noi siamo nel Convento di Ripa, dei frati francescani. Siamo venuti tutti qua con la comunità. Mi trovo bene là, è un posto familiare… Stiamo bene, c’è amore come tra fratelli e sorelle. Non avevo un posto dove stare e l’assistente sociale mi ha portato là. Due o tre giorni fa sono venuta a dare i libricini del Vangelo e a vedere Papa Francesco. Penso che sia un uomo buono.

    Motiur
    R. - Mi chiamo Motiur, ho 21 anni. Sono arrivato in Italia da quasi due anni.

    D. - Da quale Paese sei arrivato?

    R. - Dal Bangladesh. Sono venuto qui per studiare. Ora vivo con i frati francescani.

    D. - Non hai nessuno qui? Sei venuto da solo?

    R. - Non ho nessuno qui. Volevo cambiare, volevo studiare e trovare lavoro.

    D. - Che cosa ti aspetti dall’Italia?

    R. - Quando sono arrivato in Italia ho cominciato a studiare. Dopo lo terza media volevo lavorare ma ancora non ho trovato lavoro. Prima di arrivare qui sono andato in un centro di accoglienza dove sono rimasto per quasi un anno.

    D. - Qual è il tuo sogno? Dove vuoi arrivare?

    R. - Voglio trovare un lavoro.

    D. - Papa Francesco ti ha portato nei Musei Vaticani. Cosa ne pensi?

    R. - Ci ha invitato a visitare i musei. Questa è una cosa bella. Mi piace tanto. Non conoscevo la storia di Roma prima di arrivare qui. Ora la conosco un po’.

    Sergio
    R. - Sono a Roma dal 1999. Faccio la vita del pensionato; sono un anziano e ogni tanto mi fa piacere dare una mano, aiutare gli altri attraverso la Comunità di Sant’Egidio. Quando posso lo faccio volentieri. Avevo un caratteraccio e mi sono detto: “Così non può andare avanti. Come si fa?”. Allora per cercare di migliorarlo, mi sono messo a fare questo servizio a contatto con la gente, con centomila problematiche. Piano piano sono migliorato.

    D. – Secondo lei che significato ha per le persone di Sant’Egidio, per i ragazzi che voi accogliete, fare un giro all’interno dei Musei Vaticani?

    R. – Innanzitutto è un giorno che ci riconcilia con noi stessi, perché quando si viene qui e si respira quest'aria succede qualcosa di indescrivibile, non ci sono parole. Si respira un’aria di pace, di tranquillità. Quindi sono particolarmente felice. Se fosse possibile vorrei che questa iniziativa fosse riproposta in altre occasioni perché la gente pensa che siamo tutti sbandati … Invece c’è gente che apprezza molto queste cose e le viene a vedere con molto interesse e si vede dalle domande che fanno.

    Rodolfo
    R. – Non sono mai riuscito a vedere il Papa da vicino, neanche quando facevamo servizio qui a San Pietro. Questa volta, invece, sono veramente riuscito a vederlo “a tu per tu”. Sono emozionatissimo, anche perché è un Papa davvero… Pregherò per lui e per tutte le persone che sono qua, perché ne hanno proprio bisogno.

    D. – Qual è la tua esperienza di volontario?

    R. – Io ho cominciato stando negli scout e poi da lì sono passato alla Protezione Civile, avendo visto che avevano bisogno di persone. Mi sono buttato, pensando sempre di fare qualcosa di buono. E così sono riuscito. Mi piace, infatti, aiutare la gente, soprattutto da quando ho perso mia moglie. Anche lei era nella Protezione Civile. Ora sono tre anni che l’ho perduta, banalmente, e mi sento davvero perso. Se non fossi entrato da loro, penso che avrei fatto una brutta fine. Invece, visto che a lei piaceva aiutare gli altri, ora sto facendo quello che lei voleva.

    La gioia e la felicità la si vede anche negli occhi di mons. Konrad Krajewski e del capo ufficio dell’Elemosineria, mons. Diego Ravelli:

    R. – Vedere la gioia di queste persone. Adesso che siamo qui a conclusione della giornata, è veramente bello vedere il sorriso e quell’amore che hanno ricevuto durante l’incontro con il Papa. Escono davvero con il cuore pieno di gioia. Questa per noi è la cosa più bella; gli occhi aperti verso qualcosa di meraviglioso che forse non avrebbero mai potuto vedere se non proprio in questa occasione, con questa possibilità che gli è stata data. Per loro era davvero bello. Come dicevo, la gioia negli occhi e la bellezza di tante cose che sono anche loro: sono di tutti.

    Toccante la testimonianza di Carla. Il dolore della vita che si scioglie nell’essere la madre di tanti giovani provati dalle esperienze più dure:

    R. – Sono in convento, perché ho avuto un problema: tre anni fa, mi è scoppiata una bombola e tutta mia la famiglia è morta. Dopo questo incidente ho comprato una casa, che adesso è pericolante… Sto per strada. Sono stata accolta al convento dei francescani a Valmontone.

    D. – In che modo è cambiata la sua vita oggi, anche circondata da tutti questi ragazzi?

    R. – Loro mi chiamano tutti “mamma”, perché io sono la più anziana. C’è chi viene dal Libano, chi dalla Tunisia… Questo mi fa piacere. Mi chiamano tutti “mamma Carla”. Tanti dolori, tante sofferenze…

    D. – Però il fatto di avere così tanti ragazzi intorno a lei l’ha aiutata?

    R. – Mi hanno aiutato tanto, non sono caduta in depressione, sempre grazie al fatto che mi chiamano tutti “mamma Carla” e poi al convento sto bene. Ringraziamo Dio, sono contenta per tutti.

    D. – Come ha accolto questa idea di Papa Francesco di farvi visitare i Musei Vaticani?

    R. – Bellissima! È stata una cosa bella, perché non avevo mai visto una cosa del genere. Adesso ho avuto l’occasione di vederli. Mi sono piaciuti molto e sono molto contenta!

    D. – Che pensa di questo Papa?

    R. – Che è bravo, è umile, ci sa fare con i poveri: c’è tanta gente che li scansa…tanta!

    D. – Come si vede tra qualche anno: in una sua casa o continuerà a vivere lì?

    R. – Non lo so, però so che un domani, se dovessi riavere casa, quando muoio, la donerò al convento.


    fonte: Radio Vaticana
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  8. #28
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    Nel Venerdì Santo il dono del Papa ai poveri di Roma

    Per il secondo anno consecutivo, ieri sera, negli stessi momenti in cui si stava svolgendo la Via Crucis, l’elemosiniere del Papa, mons. Konrad Krajewski e il capo ufficio, mons. Diego Ravelli, hanno portato ai poveri di Roma un segno di vicinanza da parte del Santo Padre. Ce ne parla Benedetta Capelli:

    Gli occhi del mondo sono sul Colosseo, sulla Croce illuminata dalle fiaccole, per la Via Crucis nel Venerdì Santo del Signore. Ma a Roma c’è anche il buio delle sue stazioni, rifugi e dormitori di tanti poveri soli. Papa Francesco lo sa e infatti non li dimentica. Come l’anno scorso, nella stessa ora in cui si ricorda la Passione del Signore, mons. Krajewski e mons. Ravelli portano a circa 300 uomini e donne il pensiero del Santo Padre. “Una piccola carezza”: dicono, consegnando le buste nelle quali c’è un biglietto di auguri pasquali, l’immagine del Papa e una somma di denaro. La gioia è fatta di sorpresa, di commozione, di euforia. In molti baciano la foto di Francesco, chiedono di ringraziarlo personalmente, altri sono stupiti del suo pensiero e corrono da chi non ha ancora ricevuto il dono per informarli del regalo del Papa. Altri ancora nascondono la somma sotto la camicia, per custodire il prezioso tesoro. In tutte le più grandi stazioni di Roma e vicino San Pietro la stessa scena fino a mezzanotte e mezza quando l’auto dell’Elemosinerie rientra in Vaticano. “Seguendo Cristo sulla via della carità noi seminiamo speranza”: mai le parole di Papa Francesco, in questa notte, risuonano così vere.


    fonte: Radio Vaticana
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  9. #29
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    Avviso di Conferenza Stampa, 25.04.2015

    Si informano i giornalisti accreditati che giovedì 30 aprile 2015, alle ore 11.30, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si terrà la Conferenza Stampa di presentazione del Concerto organizzato per sostenere le Opere di Carità di Papa Francesco, che avrà luogo il 14 maggio (Solennità dell’Ascensione del Signore), nell’Aula Paolo VI, alle ore 18.00.

    L’evento è patrocinato dall’Elemosineria Apostolica, dal Pontificio Consiglio della Cultura, dal Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione e dalla Fondazione San Matteo in memoria del Card. Van Thuân.

    Interverranno:

    - Mons. Diego Giovanni Ravelli, Capo Ufficio dell’Elemosineria Apostolica;

    - Mons. Marco Frisina, Direttore del Coro della Diocesi di Roma;

    - Dott. Vincenzo Napoli, Sindaco di Salerno (parla a nome del Maestro Daniel Oren).

    Saranno inoltre presenti rappresentanti delle Associazioni di carità e di volontariato che collaborano alla realizzazione dell’evento:

    - Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Gran Priore del Gran Priorato di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta;

    - Dott. Leopoldo Torlonia, Presidente del Circolo S. Pietro e Delegato di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta;

    - P. Camillo Ripamonti, SJ, Direttore del Centro Astalli;

    - Filippo Sbrana, Comunità di Sant’Egidio.

    [00671-IT.01]

    [B0307-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  10. #30
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    Il 14 maggio in Vaticano concerto per i poveri con i poveri

    La carità sulle ali della musica. Sarà questa la melodia che nell’Aula Paolo VI scandirà giovedì 14 maggio, Solennità dell’Ascensione del Signore, il concerto organizzato per sostenere le opere di Carità di Papa Francesco. L’evento, patrocinato tra gli altri dall’Elemosineria Apostolica, è stato presentato stamani nella Sala Stampa della Santa Sede. Protagonisti assoluti di questa iniziativa saranno i poveri. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

    “Con i poveri per i poveri”. E’ questo lo slogan del concerto che il 14 maggio legherà musica e carità. Ma il programma musicale non sarà povero, come sottolinea padre Ciro Benedettini, vice direttore della Sala stampa della Santa Sede:

    “Abbiamo, infatti, l’Orchestra Filarmonica Salernitana Giuseppe Verdi, diretta dal maestro di fama mondiale Daniel Oren; il Coro della Diocesi di Roma, diretto dal Maestro Marco Frisina, il quale è anche autore delle musiche”.

    Il pentagramma della vita – ha detto mons. Diego Giovanni Ravelli, capo ufficio dell’Elemosineria apostolica - ha tra le proprie note quella bellissima della carità. Il concerto – ha aggiunto – avrà degli ospiti illustri:

    “I protagonisti assoluti di questo evento sono i nostri fratelli più bisognosi. Loro sono gli ospiti illustri! A loro verrà dato il posto d’onore. E non perché vogliamo del buonismo, ma perché dobbiamo imparare a vedere che in loro c’è Gesù”.

    Mons. Ravelli ha poi ricordato l’impegno quotidiano dell’Elemosineria Apostolica per i più bisognosi:

    “Quello che compiamo quotidianamente ci è reso possibile dal Fondo della carità, che è a nostra disposizione. Le entrate sono costituite dalle libere donazioni che fanno i privati, alcuni gruppi, enti o raccolte organizzate, come, appunto, questa e come quella che si sta ancora facendo della lotteria del 30 giugno; sia anche con delle offerte che ci giungono direttamente dalle mani del Santo Padre. Le maggiori entrate dell’Elemosineria Apostolica sono quelle che provengono dalla facoltà, che era stata rilasciata all’Elemosiniere da Papa Leone XII, di concedere la benedizione apostolica su pergamene”.

    Il concerto culminerà con un canto che coinvolgerà l’intera assemblea. Mons. Marco Frisina, direttore del Coro della Diocesi di Roma:

    “Non ci saranno cantori ed ascoltatori. Voglio che tutti i 7 mila ascoltatori cantino con noi. Che cosa? Il Canto di Mosè, il Canto dei Redenti, quello che si dice nell’Apocalisse ‘canteremo in Paradiso per sempre’. Quindi facciamo le prove di canto qui. Sarà bello poterlo cantare con le famiglie, con i poveri, con gli emarginati, i sofferenti, i rifugiati, i disperati e i giovani. Cantarlo tutti insieme".

    Per partecipare al concerto nell’Aula Paolo VI, dove si potrà lasciare una libera offerta, si possono prenotare i biglietti gratuiti attraverso il sito www.corodiocesidiroma.com.


    fonte: Radio Vaticana


    Qui i testi integrali della Conferenza Stampa odierna
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