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Discussione: La Diocesi di Cremona: un po' di storia

  1. #1
    Monsignor
    visitatore

    La Diocesi di Cremona: un po' di storia

    I nostri Vescovi:


    Dono di Dio alla Chiesa che è in Cremona



    S.E.R.

    Monsignor Geremia Bonomelli

    Vescovo di Cremona

    1871-1914


    Geremia Bonomelli (Nigoline, 22 settembre 1831Nigoline, 3 agosto 1914)
    Nato in una famiglia contadina da Giacomo e Antonia Lucia Zanola; egli stesso ricorderà il padre come «uomo di stampo antico, pieno di fede [...] amatissimo del lavoro manuale, coltivò sempre i suoi campi, né mai mutò tenore di vita fino al 1883, in cui santamente morì».
    Frequentò la scuola elementare a Nigoline e il liceo a Lovere; entrò nel 1851 nel seminario vescovile di Brescia e fu ordinatosacerdote il 2 giugno1855.
    Nello stesso anno iniziò a studiare teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e dal 1858 al 1870 insegnò teologia nel seminario di Brescia, servendo contemporaneamente per due anni la parrocchia di Adro. Verso la metà del 1866 è nominato parroco a Lovere dove insegna anche nel locale collegio di S. Maria.
    Il 26 novembre1871 fu consacrato vescovo di Cremona.
    Compì la Visita Pastorale tra il 1872 e il 1879; in seguito indisse il Sinodo Diocesano, dopo 200 anni dall’ultimo, che era stato condotto dal Vescovo Alessandro Litta.
    Morì il 3 Agosto 1914 a Nigoline, suo paese natale, dove era stato ricondotto per motivi di salute..
    Opere

    Tradusse nel 1881 l’Esposizione del dogma cattolico del Monsabré, e scrisse I misteri cristiani e Seguiamo la ragione nel 1894, "La scuola laica" nel 1888,'Tre mesi al di là delle Alpi nel 1901, Dal Piccolo San Bernardo al Brennero del 1903, Viaggiando in vari paesi e in vari tempi nel 1908.
    Fra le lettere pastorali si ricordano Proprietà e socialismo, Capitale e lavoro, La questione morale è questione sociale, La Chiesa e i tempi nuovi - condannata dalla Chiesa - Una parola amica a tutti gli operai, L’emigrazione.
    Furono criticati dalle autorità ecclesiastiche anche Un autunno in Oriente del 1891 e Un autunno in Occidente del 1897, ove il Bonomelli cercò di sottolineare i punti di comunione fra le confessioni cattoliche e ortodosse.



    S.E.R.


    Monsignor Giovanni Cazzani


    Arcivescovo


    Vescovo di Cremona


    1915-1952

    (Semperone, 4 marzo1867Cremona, 26 agosto1952)
    Venne ordinatosacerdote il 1 novembre1889.
    Nel 1892 si laureò a Pavia in Lettere e Filosofia, mentre l’anno successivo conseguì a Milano le lauree ecclesiastiche in Teologia e Filosofia.
    Nel 1902 fu nominato rettore del seminario di Pavia.
    Il 5 agosto1904 il Santo Padre lo nominò vescovo di Cesena, ricevette l’ordinazione episcopale il 28 agosto.
    Fu trasferito alla sede di Cremona il 15 dicembre1915.
    Il 18 maggio1944 il sommo ponteficePio XII elevò Mons. Cazzani alla dignità arcivescovile come attestazione personale di stima per il suo operato e come segno di attestazione per la fermezza manifestata nei confronti del Ras di Cremona, Roberto Farinacci.
    Con umiltà compì l’atto di delega di ogni facoltà all’ausiliare, Monsignor Paolo Rota, poi Vescovo di Fidenza, a causa delle cattive condizioni di salute.
    Compì sei Visite Pastorali della Diocesi.
    Si spense il 26 agosto1952.
    Riposa nella cripta della Cattedrale di Cremona.




    S.E.R.


    Monsignor Danio Bolognini


    Vescovo di Cremona


    1952-1972


    Nato nel 1901 ad Amola di S.Giovanni in Persicelo, diocesi di Bologna, fu ordinato sacerdote nel 1926.
    Conseguì a Bologna la laurea in teologia dogmatica e , a Bergamo, in Sociologia.
    Fu Ausiliare del Card. Nasalli Rocca e il 26 novembre 1952 fu nominato Vescovo di Cremona.

    Queste le tappe del suo Ministero Episcopale:

    • il 30 novembre 1962 fu eletto membro della Commissione Conciliare per la disciplina dei Sacramenti
    • partecipa alle varie sessioni del Concilio: è presente a 146 Congregazioni e a nove sessioni pubbliche in San Pietro. 58 volte si reca da Cremona a Roma in auto.
    • Eletto dalla Conferenza Episcopale plenaria italiana membro della Commissione per l’Ecumenismo
    • e’ incaricato regionale per l’Ecumenismo
    • ha celebrato in diocesi l’Anno Mariano e l’Anno della Fede
    • ha visitato chiese e parrocchie della diocesi 2437 volte
    • ha ordinato 1 vescovo e 172 sacerdoti
    • ha accompagnato all’ultima dimore 291 preti

    E’ tornato al Padre il 2 dicembre 1972, dopo vent’anni di episcopato cremonese.





    S.E.R.


    Monsignor Giuseppe Amari


    Vescovo di Cremona


    1973-1978



    Mons. Amari, un Vescovo di famiglia che ha aperto i cuori alla speranza



    Sono state davvero molte le persone che in questi giorni si sono recate nel battistero di San Giovanni in Fonte, attiguo alla Cattedrale, adibito per l’occasione a camera ardente, per rendere omaggio alla salma e per elevare al Signore la preghiera di suffragio per l’anima di Mons. Giuseppe Amari, Vescovo emerito di Verona, deceduto all’età di 87 anni nel pomeriggio di domenica scorsa per un male incurabile. Autorità, sacerdoti e numerosi laici provenienti da Mantova, la terra che gli diede i natali; da Cremona, dove compì la prima esperienza come Vescovo; dall’intera diocesi di Verona, nella quale ha vissuto per 26 anni in un servizio instancabile per il bene del popolo di Dio a lui affidato. Nato a San Nicolò Po, frazione del comune di Bagnolo San Vito (Mantova), il 18 settembre 1916 da una famiglia di modeste condizioni economiche (i genitori erano ortolani), il giovane Giuseppe sentì precocemente la chiamata del Signore al sacerdozio. Entrato undicenne nel Seminario di Mantova, nel giro di pochi anni restò orfano di entrambi i genitori. Completato il corso degli studi teologici venne ordinato sacerdote nella Cattedrale di Mantova il 16 giugno 1940 dal Vescovo della diocesi virgiliana mons. Agostino Domenico Menna. Successivamente frequentò la Pontificia Università Gregoriana conseguendo la laurea in storia ecclesiastica con una tesi su sant’Agostino di Ippona. Quindi esercitò il suo ministero nel seminario di Mantova sia come docente che come rettore per oltre un ventennio. Il 5 marzo 1973 Papa Paolo VI lo nominò Vescovo di Cremona, e ricevette l’ordinazione episcopale il 18 dello stesso mese dalle mani di Mons. Carlo Ferrari, Vescovo di Mantova. Guidò pastoralmente la diocesi di Sant’Omobono per cinque anni, prima di essere trasferito a Verona il 15 maggio 1978, dove subentrò al Vescovo Mons. Giuseppe Carraro facendo il suo ingresso solenne il 25 giugno. Il suo ministero episcopale in terra scaligera si colloca in continuità con l’opera di riforma e di rinnovamento voluta dal Concilio Vaticano II e intrapresa dal suo predecessore. Durante i primi anni in riva all’Adige prese visione della situazione, dei problemi ma anche delle grandi potenzialità della chiesa veronese in un’attenta opera di discernimento. Lo snodo essenziale del suo episcopato risultò essere il piano pastorale del 1983-84 nel quale, con l’indizione della visita pastorale nelle allora 30 vicarie della diocesi che si svolse dal 4 novembre 1983 al 2 luglio 1984, venivano presentate quattro mete tra loro unite in circolarità dinamica e in reciproca interdipendenza, il cui fondamento era posto nelle costituzioni del Vaticano II. Ne emergeva l’immagine di una comunità cristiana che si riconosce radunata e rigenerata dalla Parola di Dio (annuncio), pone l’Eucaristia come centro della propria vita (celebrazione), edifica la comunità come segno di comunione (testimonianza della carità) e si pone come segno di salvezza per il mondo (missione). Attorno a questi imprescindibili punti di riferimento si articolarono negli anni orientamenti e disposizioni relative ai diversi ambiti della vita e dell’azione pastorale della Chiesa. In particolare Mons. Amari puntò molto al rinnovamento della catechesi a partire dagli adulti e riservò nel corso degli anni una particolare attenzione alla famiglia, cellula fondamentale della comunità sia ecclesiale che civile, nei suoi vari aspetti: dalla preparazione dei fidanzati alla vita della coppia; dalla responsabilità degli sposi alla missione dei genitori; dall’apertura alla vita parrocchiale all’impegno nella società civile. Come pure particolarmente significativi furono i convegni ecclesiali promossi dal vescovo Amari che nel mese di settembre, ovvero all’apertura del nuovo anno pastorale, vedevano clero e laici riuniti per riflettere attorno a tematiche di attualità con qualificati relatori.
    Ma l’apice dell’episcopato scaligero di mons. Amari fu la visita che il Santo Padre Giovanni Paolo II effettuò a Verona nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 aprile 1988. Annunciata alla diocesi il 13 settembre dell’anno precedente, durante la solenne concelebrazione di apertura dell’VIII centenario della dedicazione della chiesa Cattedrale, la visita del Papa si rivelò un evento storico, ancor vivo nel cuore di molti, che coinvolse al massimo grado la diocesi e l’intera realtà sociale e civile. Momenti salienti furono la beatificazione dei sacerdoti veronesi Mons. Giuseppe Nascimbeni e Don Giovanni Calabria allo stadio Bentegodi, il festoso incontro in Arena con i giovani del Triveneto e la visita del Santo Padre al santuario della Madonna della Corona, incastonato tra le rocce del monte Baldo. Durante l’episcopato di mons. Amari inoltre vennero canonizzati Maddalena di Canossa e Don Gaspare Bertoni come pure fu beatificato Don Giuseppe Baldo.
    Il Presule mantenne la guida della diocesi di Verona fino al 30 giugno 1992 quando, accolte dal Santo Padre le dimissioni per raggiunti limiti di età, venne nominato come suo successore Mons. Attilio Nicora, oggi Cardinale. Assai significativo il motto che ha guidato Mons. Amari nei 31 anni di episcopato: “Veritas in caritate”, ovvero “La verità nell’amore”. La gente che l’ha incontrato nel corso degli anni ne ricorda la semplicità e la schiettezza. Capace di rapportarsi con la medesima affabilità con le persone più umili così come con quelle più colte ed autorevoli, Mons. Amari mostrò sempre una particolare vicinanza e attenzione nei riguardi dei suoi sacerdoti. In particolare la sua predilezione era per le visite pastorali e per gli incontri con le persone nelle parrocchie dove, come lui stesso ebbe a confidare, «mi sento come un padre che ascolta ed un pastore che guida». Dopo aver lasciato la responsabilità diretta della Chiesa di San Zeno, Mons. Amari rimase comunque nella diocesi scaligera, risiedendo in questi ultimi dodici anni in località Campel a Marano di Valpolicella insieme al fedelissimo segretario, Mons. Callisto Barbolan, e ad una piccola comunità di suore della Sacra Famiglia che l’hanno paternamente assistito sino all’ultimo. Fino a quando la salute lo sorresse, continuò a svolgere un prezioso ministero, soprattutto nella predicazione di corsi di esercizi spirituali e nell’amministrazione del sacramento della Cresima a numerosi preadolescenti nelle diverse parrocchie della diocesi, dove viene ricordato per la concretezza e il fervore delle sue omelie, come pure per i numerosi incontri avuti con i genitori dei cresimandi nell’imminenza della celebrazione sacramentale. Nonostante l’avanzare dell’età e il sopraggiungere di problemi fisici tra i quali in particolare la diminuzione della vista che negli ultimi anni gli impediva di leggere, non cessò mai di provvedere ad aggiornarsi continuamente, servendosi dei più moderni strumenti della tecnologia.
    In un messaggio inviato ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose e ai fedeli della diocesi, il Vescovo di Verona Mons. Flavio Roberto Carraro ricorda la serenità di Mons. Amari nel fiducioso abbandono alla volontà di Dio. «Con la sua vita sempre esemplare – scrive il Presule – ha dato un rincuorante messaggio di amore alla sua Chiesa: ai suoi preti, ai consacrati, ai fedeli. E con la sua morte un edificante esempio di fede e di speranza». Le esequie del compianto Presule saranno celebrate domani, giovedì, alle ore 10 nella Cattedrale di Verona e saranno presiedute dal Vescovo diocesano Mons. Flavio Roberto Carraro. Al termine del rito il feretro sarà deposto nella tomba dei Vescovi all’interno della medesima Chiesa.
    Fonte: Alberto Margoni - L'Osservatore Romano




    S.E.R.


    Monsignor Fiorino Tagliaferri


    Vescovo di Cremona


    1978-1983



    (Borgo San Lorenzo, 7 ottobre 1921Firenze, 22 febbraio 2002)
    Venne ordinatosacerdote il 29 giugno1945 nella diocesi di Fiesole.
    Laureato in lettere all'Università di Firenze, fu assistente nazionale dei maestri laici cattolici e docente di ecclesiologia e teologia della cultura alla Pontificia Università Lateranense.
    Eletto vescovo di Cremona il 28 ottobre1978, ricevette la consacrazione episcopale il 26 novembre dal cardinaleGiovanni Umberto Colombo (concelebrarono il vescovo suo predecessore Giuseppe Amari e il patriarca di VeneziaMarco Cé).
    Nel 1982, 550esimo anniversario dell'apparizione della Beata Vergine del Sacro Fonte a Caravaggio, celebrò un anno mariano per rinnovare quell'evento di grazia e volle l'edificazione della chiesa santuario dedicata a Nostra Signora del Fonte in terra africana a Tabaka in Kenya.

    Il 26 maggio1983 rassegnò le dimissioni a seguito della nomina di assistente ecclesiastico generale dell'Azione Cattolica Italiana, avvenuta nel dicembre1982.
    Nominato vescovo di Viterbo il 14 marzo1987 rimase alla guida della diocesi sino al 30 giugno1997, giorno in cui rassegnò le dimissioni per raggiunti limiti di età e si ritirò a vita privata nell'arcidiocesi di Firenze.
    Da vescovo emerito di Viterbo, fu presidente della Federazione italiana esercizi spirituali ed autore di numerosi scritti e pubblicazioni tra cui, l'ultima, uscita postuma nel 2007, "Pensieri come preghiere"
    Si spense il 22 febbraio2002.
    Riposa nel cimitero di Viterbo.



    S.E.R.


    Monsignor Enrico Assi


    Vescovo di Cremona


    1983-1992



    Vimercate (MI), 19 luglio1919Cremona, 16 settembre1992

    Venne ordinatosacerdote il 29 maggio1943 ed inizia il suo ministero presso la diocesi di Milano.
    Eletto vescovo ausiliare di Milano, titolare di Frigento, il 7 dicembre1975, ricevette la consacrazione episcopale il 6 gennaio1976 dal cardinaleGiovanni Umberto Colombo (concelebrarono i vescovi Ferdinando Maggioni e Luigi Oldani). Il principale incarico svolto fu quello di moderatore della Curia.
    Fu nominato vescovo di Cremona il 26 maggio1983.
    Due furono le realizzazioni che su tutte segnarono il suo ministero episcopale nella chiesa Cremonese: la casa dell'accoglienza, che dà ospitalità a diseredati di ogni nazione, e il centro pastorale, che educa gli operatori diocesani.
    Il culmine del suo episcopato fu la visita di papa Giovanni Paolo II il 19, 20 e 21 giugno1992 presso il Santuario di Caravaggio.
    Si spense nel palazzo vescovile di Cremona alle 10.30 del 16 settembre1992 in seguito a una grave malattia cardiocircolatoria.
    La cerimonia funebre fu officiata dall'arcivescovo di Milano cardinaleCarlo Maria Martini.
    Riposa nella cripta della Cattedrale di Cremona.



    S.E.R.


    Monsignor Giulio Nicolini


    Vescovo di Cremona


    1992-2001


    (San Vigilio di Concesio, 7 luglio1926Cremona, 26 giugno2001)

    Venne ordinatosacerdote il 29 marzo1952 ed iniziò il suo ministero presso la diocesi di Lugano.
    Nominato vescovo di Alba il 16 luglio1987 dal papa Giovanni Paolo II, ricevette la consacrazione episcopale il 5 settembre1987 proprio dal Santo Padre (concelebrarono i vescovi Eduardo Martínez Somalo e Jean Pierre Marie Orchampt).
    Il 16 febbraio1993 papa Giovanni Paolo II lo trasferisce alla sede Cremona.
    Si spense improvvisamente nel palazzo vescovile di Cremona il 26 giugno2001.
    Le esequie furono celebrate dal Cardinale arcivescovo di MilanoCarlo Maria Martini nella Cattedrale di Cremona.
    Riposa nella cripta della Cattedrale.


    S.E.R.


    Monsignor Dante Lafranconi


    Vescovo di Cremona


    2001-ad multos annos


    E’ nato a Mandello del Lario, 10 marzo1940
    Viene ordinatosacerdote il 28 giugno1964 ed inizia il suo ministero nella diocesi di Como inizialmente come Vicerettore del Seminario e successivamente come docente di Teologia Morale, di Storia della Chiesa e Patrologia.
    Nel 1986 venne nominato Delegato episcopale per la Pastorale della famiglia e nel 1991 Vicario episcopale per la cura dei sacerdoti nel primo decennio di ordinazione.
    È nominato vescovo della diocesi di Savona-Noli il 7 dicembre1991. Riceve l'ordinazione episcopale il 25 gennaio1992 nella Cattedrale di Como dal vescovo Alessandro Maggiolini (concelebrano arcivescovo Franco Festorazzi e il vescovo Teresio Ferraroni).
    Nel 2001 pubblica, insieme al giornalista vaticanista Luigi Accattoli, il libro-intervista Non stancatevi del Vangelo. Un vescovo e un papà ai catechisti e agli educatori.
    Trasferito alla sede di Cremona l'8 settembre2001, fa il suo ingresso solenne il 4 novembre.
    Attualmente ricopre l'incarico di vice-presidente della Conferenza Episcopale Lombarda ed è membro della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi.
    Il 13 novembre 2004, solennità di S.Omobono, ha indetto la Sacra Visita Pastorale.

  2. #2
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    I Vescovi dal XVIII secolo, sui quali, occorrendo, potrei fornire notizie, sono:

    Alessandro Litta (promotore del Sinodo "Litta" del 1727)
    Ignazio Maria Fraganeschi
    Omobono Offredi Ambrosini (costruttore del Palazzo vescovile)
    Carlo Emanuele Sardagna
    Bartolomeo Casati
    Bartolomeo Romilli (poi Arcivescovo di Milano)
    Antonio Novasconi (Senatore del Regno)

  3. #3
    Utente Senior
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    Citazione Originariamente Scritto da francesco.c Visualizza Messaggio
    ben vengano le note biografiche di questi altri vescovi!!!
    debbo recuperare un libro (dell'ottocento), con tutte le biografie dei vescovi cremonesi sino a mons. Antonio Novasconi. L'ho a casa e non dove sono ora.

  4. #4
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    I mobili di casa del vescovo Cazzani furono lasciati dalla nipote Alfonsina (che ho personalmente conosciuto, perchè abitava nella mia parrocchia d'origine e veniva tutti i giorni alla messa delle 18) al Seminario. Ho dormito per tutta la seconda e la terza teologia in un bellissimo lettone in legno massiccio, che era appartenuto, appunto, a Mons. Cazzani.

  5. #5
    Monsignor
    visitatore
    Si sta avvicinando il XX anniversario della morte di Mons. NATALE MOSCONI, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio. In sua memoria, vi propongo la sua biografia.

    Nasce il 26 dicembre 1904, a Soresina, figlio di un ferroviere casellante, sulla linea Cremona - Treviglio, e di una casalinga, mamma di una decina di figli. Alunno nel 1917 del seminario di Cremona, è poi studente nel 1927 dell'Università Cattolica di Milano.

    Laurea in filosofia e lettere moderne. Ha un modello: San Carlo Borromeo. Inizia a scrivere e a insegnare: ricerche storiche e letterarie, biografie diplomatiche, profili di vescovi del suo tempo -Giovanni Cazzani e Paolo Rota-. Vicario a Sant'Imerio in città, assistente degli universitari (fucini) e dei laureati, direttore ardimentoso del settimanale diocesano La vita cattolica, è un convinto antifascista. Il gerarca della città lo tiene d'occhio come un pericoloso avversario.

    Quando il vescovo lo nomina a Sant'Abbondio ha soli trentaquattro anni: è il parroco più giovane della città. Per dodici anni è pastore a tempo pieno. Nel 1951 è eletto vescovo di Comacchio, la diocesi più povera d'Italia. Incomincia la sua missione con una prova terribile: l'alluvione autunnale. Un episcopato breve, solo tre anni, ma attivissimo: nuovo seminario minore, nuove parrocchie, nuove chiese, nuova catechesi, nuova carità. Il 4 agosto 1954, Anno Mariano, è nominato da Pio XII arcivescovo a Ferrara. Alla croce di San Cassiano succede quella estense, ma lo stile non cambia. Primo impegno il nuovo seminario; secondo, la nuova azione cattolica diocesana. L'impegno è quello di sempre:" Custodire, difendere, evangelizzare la verità". La comunità rossa ferrarese è allarmata.

    L'arcivescovo di ferro accoglie il Concilio Ecumenico voluto dall'amico Giovanni XXIII come un dono. Vi partecipa assiduamente, lo comunica ai suoi ferraresi con due opere fondamentali, prima con Vigilia Conciliare, poi con Sermoni Conciliari.
    Paolo VI lo voleva nominare Arcivescovo di Torino, ma ciò non avvenne perchè Mons. Mosconi pose come condizione di non essere creato Cardinale.

    Sceglie la festa patronale, San Giorgio cavaliere e martire, per la rinuncia alle sue Chiese, Ferrara e Comacchio, in coincidenza con il quarantanovesimo di ordinazione presbiteriale e il venticinquesimo di consacrazione episcopale:" Vi lascio perché vi amo". Paolo VI gli scrive:" Sappiamo che tu durante questi venticinque anni hai operato con molteplici iniziative, per il bene dei greggi a te affidati".

    Lascia il palazzo arcivescovile per ridursi nel piccolo appartamento familiare di "Betlem per chi soffre" preparato per gli anziani soli della città e della diocesi. Gli sono angeli di conforto due sorelle, nel ricordo della mamma, e il segretario mons. Guido Rossi. Muore pianto da tutti il 27 settembre 1988. La salma riposa nella terra natale, il cimitero di Soresina.

  6. #6
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    E' vero che mons. Bonomelli era molto amico della regina Margherita?

  7. #7
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Card. Richelieu
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    Mons. Bonomelli era molto amico col Beato Mons. G.B. Scalabrini vescovo di Piacenza e con la Regina Margherita. Nel tesoro della Cattedrale di Piacenza vi sono Paramenti regalati dalla sovrana al Vescovo segno della profonda amicizia.

  8. #8
    Monsignor
    visitatore
    Oggi la comunità di Sant'Abbondio in Cremona ricorda il suo parroco, Mons. Natale Mosconi, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, nell'avvicinarsi del ventennale della morte. Sul settimanale diocesano "La vita cattlica", giovedì è apparso un articolo che ricordava lui e il grande arcivescovo Giovanni Cazzani. Ebbene, si ricordava che in varie occasioni Mons. Mosconi esortò i cremonesi a non dimenticare il Vescovo della libertà (definizione di Cazzani formulata da Mosconi) e a farsi promotori dell'apertura del processo di beatificazione di uno dei più grandi Vescovi della Chiesa cremonese. Purtroppo i suoi appelli caddero nel nulla e oggi è da deprecare l'oblio che avvolge la figura, il pensiero, l'opera, la spiritualità e le virtù di Monsignor Giovanni Cazzani, il Vescovo della Libertà.

  9. #9
    Monsignor
    visitatore


    Ecco la lapide che, sotto i portici della Piazza del Comune di Cremona, ricorda Mons. Cazzani.

    Trascrivo il testo della lapide commemorativa:

    DI MONS. GIOVANNI CAZZANI
    ARCIVESCOVO CITTADINO PATRIOTA
    COMUNE E POPOLO
    VOGLIONO RICORDARE AI POSTERI
    LE SINGOLARI DOTI DELL'ANIMO
    CHE DAL MCMXV AL MCMLII
    LO RESERO DELLA CITTÀ DI CREMONA
    ANTISTITE SAPIENTE E STRENUO DIFENSORE


    28 GIUGNO 1965

  10. #10
    Utente Senior
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    Citazione Originariamente Scritto da mons. cazzani Visualizza Messaggio
    Oggi la comunità di Sant'Abbondio in Cremona ricorda il suo parroco, Mons. Natale Mosconi, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, nell'avvicinarsi del ventennale della morte. Sul settimanale diocesano "La vita cattlica", giovedì è apparso un articolo che ricordava lui e il grande arcivescovo Giovanni Cazzani. Ebbene, si ricordava che in varie occasioni Mons. Mosconi esortò i cremonesi a non dimenticare il Vescovo della libertà (definizione di Cazzani formulata da Mosconi) e a farsi promotori dell'apertura del processo di beatificazione di uno dei più grandi Vescovi della Chiesa cremonese. Purtroppo i suoi appelli caddero nel nulla e oggi è da deprecare l'oblio che avvolge la figura, il pensiero, l'opera, la spiritualità e le virtù di Monsignor Giovanni Cazzani, il Vescovo della Libertà.
    Credo che l'unica biografia edita del Vescovo Cazzani sia quella scritta da monsignor Mosconi ed intitolata appunto "Il Vescovo della libertà".
    Io l'ho letta e la possiedo. E' forse un po' troppo agiografica nello stile (secondo il costume dell'epoca in cui fu scritta, circa mezzo secolo fa), ma veramente interessante ed indispensabile per la conoscenza del movimento cattolico cremonese fra le due guerre.-

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