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Discussione: Biblioteca Apostolica Vaticana

  1. #31
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    Dopo la riapertura al pubblico a conclusione dei lavori di restauro

    La visita di Benedetto XVI
    alla Biblioteca Vaticana



    Un'ora tra gli antichi manoscritti e gli incunaboli della "sua" biblioteca, per benedire quanti, frequentandola "per coltivare le scienze e le arti", "da onesti indagatori del vero" orientano "i loro sforzi alla costruzione di un mondo più umano". Sabato mattina, 18 dicembre, Benedetto XVI si è recato in visita alla Biblioteca Apostolica Vaticana, riaperta al pubblico lo scorso 20 settembre dopo tre anni di restauro e di ristrutturazione.
    È tornato per la seconda volta, dopo esservi già stato il 25 giugno 2007, poco prima della chiusura triennale per i lavori. Più di recente, nel messaggio inviato lo scorso 9 novembre per il convegno e la mostra promossi in occasione della riapertura, il Pontefice aveva ricordato come la Biblioteca sia parte integrante degli strumenti necessari allo svolgimento del suo ministero, un mezzo prezioso al quale il vescovo di Roma non può e non intende rinunciare. E a quel messaggio ha fatto riferimento nel congedarsi, quando ha salutato i presenti all'uscita che dà sulla Galea. "Cari amici - si è rivolto loro - vorrei dirvi grazie per il vostro lavoro. Nel mio messaggio ho già detto quanto penso circa la necessità e la grande importanza della Biblioteca", ha concluso prima di impartire la benedizione conclusiva e augurare buon Natale a tutti. L'attenzione di Joseph Ratzinger per questa istituzione, che ha scelto di visitare nel giorno di chiusura per non togliere spazio all'attività di ricerca che vi viene svolta, è stata ricambiata con tre doni (descritti nella scheda in pagina): una medaglia in bronzo, un'agenda rilegata in pelle bianca e un volume.
    Giunto in auto davanti all'ingresso principale sul piazzale del Belvedere, il Papa aveva trovato ad accoglierlo il cardinale Raffaele Farina, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, il prefetto monsignor Cesare Pasini e il viceprefetto Ambrogio M. Piazzoni - che lo hanno accompagnato per tutta la visita - e il consiglio della Biblioteca. Con il Pontefice erano l'arcivescovo Harvey, prefetto della Casa pontificia, il vescovo De Nicolò, reggente della prefettura, e monsignor Gänswein, suo segretario particolare.
    Nell'atrio d'ingresso, ai piedi dello scalone, presso la grande statua marmorea di Ippolito, il Papa ha recitato una breve preghiera per la benedizione dei locali rinnovati. Ha diretto il breve rito il maestro delle celebrazioni liturgiche monsignor Guido Marini.
    Salito al terzo piano, Benedetto XVI ha quindi raggiunto la sala consultazione stampati. Qui si è affacciato da una delle finestre che danno sul cortile per vedere i due ascensori esterni: uno completamente nuovo e uno rinnovato per poter raggiungere i livelli più alti della struttura. Il prefetto Pasini gli ha mostrato un volume dotato di badge, che consente di mantenere traccia degli eventuali spostamenti, così da poter ricostruire il percorso dei libri ricollegandoli alle persone che li prendono in carico. Infine il direttore del dipartimento degli stampati, Adalbert Roth, in tedesco, ha presentato al Pontefice i due antichi volumi della Bibbia di Gutenberg conservati dalla Biblioteca Apostolica Vaticana.
    Trasferitosi nella sala consultazione manoscritti 2, il Papa si è soffermato su una stampa antica, presentatagli dal curatore delle stampe Barbara Jatta. È l'acquaforte "Vero dissegno deli stupendi edefitii giardini boschi fontane et cose maravegliose di Belvedere in Roma" del 1579, del milanese Ambrogio Brambilla e mostra un'immagine complessiva del Vaticano al tempo di Gregorio XIII, offrendo in primo piano una visione della basilica di San Pietro in costruzione, del cortile del Belvedere e dei giardini Vaticani inseriti nelle mura del Sangallo. Una veduta dello stato dei luoghi antecedente al 1587, quando venne costruita per volontà di Sisto V una nuova sede per la sua Biblioteca. L'architetto Domenico Fontana progettò il nuovo edificio, che ospita tuttora la Vaticana, collocandolo tra il cortile del Belvedere e quello superiore, detto oggi cortile della Biblioteca. L'incisione si trova inserita nella nota raccolta dello Speculum Romanae Magnificentiae di Antoine Lafréry. In particolare è stato mostrato l'esemplare dello Speculum che reca la segnatura Riserva.S.7, il più antico che si conserva in Biblioteca e anche quello che più si avvicina alle prime copie rilegate della raccolta che uscivano dalla stamperia del Lafréry. Il volume proviene dalla biblioteca del cancelliere francese Séguier, politico al tempo dei re Luigi XIII e XIV, tra i fondatori dell'Accademia francese. Esso presenta ancora la legatura originale in pelle marrone, con una decorazione dorata, formata da un seminato di gigli che occupa l'intera superficie dei piatti, mentre al centro sono presenti rami dorati incrociati con altri fregi a formare un ovale. Il volume entrò poi in possesso di Hippolyte Destailleur, quindi dell'archeologo inglese Thomas Ashby e, agli inizi del XX secolo, fu acquistato dalla Biblioteca Vaticana.
    Benedetto XVI ha anche ammirato due antiche monete, descrittegli dal direttore del dipartimento del gabinetto numismatico Giancarlo Alteri: un medaglione in oro del 1929, commemorativo del Concordato tra l'Italia e la Santa Sede e del giubileo sacerdotale di Pio XI, e una moneta da dieci fiorini di Camera in oro, coniata da Sisto IV in occasione del giubileo del 1475. Il primo rappresenta, al dritto, il busto di Papa Ratti; sotto, la firma dell'incisore camerale Aurelio Mistruzzi. Al rovescio la scena rappresentata e le date nel giro, in alto, si riferiscono al Giubileo sacerdotale del Pontefice bibliotecario: l'ostia sopra il calice in primo piano è il simbolo del sacerdozio; la basilica di San Giovanni in Laterano e quella di San Pietro in Vaticano, sullo sfondo, sono rispettivamente le sedi dell'ordinazione sacerdotale e dell'incoronazione papale di Achille Ratti. Il riferimento ai Patti Lateranensi è contenuto nella leggenda dell'esergo. Questo medaglione, di oltre 82 millimetri di diametro, fu presentato al Papa proprio l'11 febbraio 1929, giorno della firma dei Patti, e piacque tanto al Pontefice, che volle fosse emesso anche come medaglia annuale del 29 giugno seguente, senza varianti.
    La seconda al dritto rappresenta Gesù che affida a Pietro il gregge, che pascola in un campo alberato e illuminato dai raggi del sole. All'esergo, due angeli sorreggono lo stemma del Pontefice. Intorno si svolge la leggenda. Al rovescio è rappresentata la nave degli Apostoli sul mare agitato, mentre Gesù, in piedi sulle onde, salva Pietro che sta per annegare. La moneta fu emessa da Papa Della Rovere (1471-1485) in soli tre esemplari.
    Passato attraverso la sala consultazione manoscritti 1, e salutato alcuni benefattori, il Papa si è poi diretto nell'ufficio del prefetto. Qui ha ricevuto i tre doni. Successivamente si è recato nella sala consultazione manoscritti 1, dove il direttore del dipartimento Paolo Vian e l'archivista capo Marco Buonocore gli hanno presentato rispettivamente due manoscritti e un documento d'archivio. Il primo Reg. lat. 124: Rabano Mauro, De laude sanctae Crucis, è un manoscritto vergato e illustrato nell'abbazia di Fulda negli anni (822-847) in cui era abate lo stesso Rabano Mauro, che dunque deve avere seguito da vicino le diverse fasi dell'allestimento del codice, nel quale vi sono alcune miniature a piena pagina. Fra queste: al foglio 2v, l'immagine di Alcuino (Albinus) che accompagna Rabano Mauro (Maurus) e lo presenta a san Martino di Tours; al foglio 4v, l'immagine dell'imperatore Ludovico il Pio. Il manoscritto è appartenuto a Cristina di Svezia ed è pervenuto alla Vaticana nel 1690. Il secondo è Vat. lat. 9850: Tommaso d'Aquino, Autografo della Summa contra gentiles (ff. 2-89) e dei Commenti a Boezio (ff. 90-103) e a Isaia (ff. 105-114). Accanto alla scrittura di Tommaso, compare la mano di uno dei suoi segretari, Reginaldo da Priverno. Sono stati mostrati i fogli 14v-15r, con depennamenti di prime stesure autografe dei capitoli 53-54 della Summa contra gentiles e con la stesura definitiva redatta da Reginaldo, del quale è anche probabilmente la testa d'asino disegnata al foglio 14v. Il documento d'archivio è una Bolla di indizione del primo Giubileo (inc. Antiquorum habet fida relatio) che si trova nell'Archivio del Capitolo di San Pietro, capsa i, fascicolo 1, n. 9. Si tratta della lettera solenne (datata 22 febbraio 1300) mediante la quale la cancelleria annunciava l'indizione del primo Anno Santo. Veniva concessa l'indulgenza plenaria a chi si fosse confessato, avesse fatto penitenza nonché visitato le basiliche di San Pietro e di San Paolo fuori le Mura.
    Successivamente il Papa è sceso nel primo seminterrato al deposito manoscritti, dove ha visitato anche la sala papiri. In un ambiente tenuto a temperatura e umidità costanti, aprendo il secondo cassetto sopra il ripiano estraibile, Vian gli ha mostrato un rotolo di papiro di tre segmenti (in tutto 2,70 metri) proveniente da un fondo archivistico del "nomos" di Marmarica in Egitto, con registrazioni fondiarie (dell'anno 190 d.C). Riutilizzato poco dopo, all'inizio del III secolo, per trascrivere sul verso l'opera di Favorino di Arles, il papiro fu acquisito dalla Biblioteca Vaticana nel 1930.
    Gli ultimi ambienti visitati dal Papa sono stati i nuovi locali dell'archivio fotografico al secondo piano e, al primo, la sezione nord del laboratorio di restauro, dove ha assistito a una breve rappresentazione del lavoro artigianale che vi viene svolto, eseguita dal responsabile del laboratorio Arnaldo Mampieri.
    Sono stati sessanta minuti, quelli trascorsi da Benedetto XVI nella Biblioteca, nei quali ha percorso le grandi sale per rendersi conto di persona dei lavori effettuati e per tornare ad ammirare gli autentici "tesori dell'umanità" che vi sono conservati; ma soprattutto ha assaporato l'atmosfera di quello che avrebbe potuto essere un luogo in cui coltivare la sua passione di studioso, se non fosse stato chiamato al soglio di Pietro. (gianluca biccini)


    (©L'Osservatore Romano - 19 dicembre 2010)
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  2. #32
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    La Biblioteca Apostolica mette on-line i codici vaticani
    di Franca Giansoldati


    Sì i miracoli tecnologici esistono. Eccome se esistono. A partire da oggi a chiunque, in qualsiasi latitudine del pianeta si trovi, è consentito sfogliare col proprio computer, pagina dopo pagina, i 256 codici miniati che fanno parte del Fondo Palatino della Biblioteca Apostolica Vaticana. Manoscritti rarissimi conservati gelosamente in un bunker sotto il Palazzo Apostolico in condizioni ideali - al buio totale, ad un tasso di umidità relativa del 50%, tra i 18 e i 20 gradi centigradi - ma che una gigantesca operazione di digitalizzazione intrapresa da Benedetto XVI ha reso finalmente fruibili. E’ facile. Basta andare sul sito della Biblioteca (http://www.vaticanlibrary.va) per iniziare uno straordinario viaggio nel tempo e nello spazio. Ci sono voluti due anni, una montagna di lavoro, una equipe di 12 persone impiegate in pianta stabile e una tecnologia all’avanguardia per arrivare ad una riproduzione perfetta e ad altissima definizione.

    UN CLIC SUI CAPOLAVORI
    Basta un clic e voilà. Dall’elenco dei numeri che appaiono sul sito, dall’uno al 256, tanti sono i volumi riprodotti, si materializzano i capolavori, prendono corpo le immagini, si svelano i colori sapientemente miscelati dai monaci che nel Medio Evo operavano silenziosi facendo arrivare fino a noi questo sterminato giacimento. Evangeliari, commentari, trattati di morale, studi sulla geografia, atlanti di Battista Agnese ma anche opere filosofiche, commedie. Tra i libri, spulciando, ci sono pure Petrarca e Alighieri. E poi pergamene, classici come il De Officis, un'opera filosofica di Cicerone che tratta dei doveri a cui ogni uomo deve attenersi in quanto membro dello Stato; c’è il registro delle epistole di Gregorio Magno, i Fatti e detti memorabili di Valerio Massimo che passa in rassegna dei vizi e delle virtù illustrandoli attraverso personaggi ed episodi storici. L’oro dei capolettera sfavillano illuminando i colori vividi dei fregi arabescati a tempera, racchiudendo frasi latine sulle quali, si sono esercitate schiere di liceali per le versioni.

    Eccone una, presa tra tante: «Presso gli antichi nessuna azione, non solo pubblica, ma anche privata, veniva compiuta, se prima non fossero stati presi i relativi auspìci. Questa consuetudine ha fatto in modo che anche oggi gli àuspici partecipino alle nozze: ed anche se costoro non chiedono più gli auspìci, il loro stesso nome rivendica ad essi le vestigia dell'antica usanza».

    IL TRATTATO DELL’IMPERATORE
    Forse l’opera più curiosa del fondo Palatino, ricchissima di illustrazioni e catalogata al numero 1071 è il trattato di falconeria di Federico II, il De arte venandi cum avibus. L’imperatore tedesco, a capo del Sacro Romano Impero era letteralmente affascinato dalla caccia con il falco da introdurla e diffonderla in occidente. La considerava non solo uno svago ma una manifestazione simbolica del potere legata a precisi rituali. Federico II (1194-1250) si documentò a fondo, convocando a corte diversi falconieri arabi. Dal mondo arabo imparò l'uso del cappuccio in sostituzione della tecnica «di cigliare», che consisteva nel cucire le palpebre dei rapaci per poi allentare gradualmente la chiusura della sutura con l'avanzare del livello di addestramento. Il trattato sulla falconeria fu miniato subito dopo la sua morte e contiene due particolarità. La prima è il ritratto, quasi fotografico, dell’imperatore che appare nella pagina di introduzione.

    «Chi lo realizzò conosceva sicuramente quest’uomo» spiega Ambrogio Piazzoni, vice Prefetto della Biblioteca Vaticana. La seconda cosa singolare riguarda la completezza delle illustrazioni sulle specie di uccelli esistenti, molte delle quali ormai estinte. Gli animali sono talmente ben disegnati e descritti da rendere possibile una analisi del panorama ornitologico in Europa all’epoca federiciana. «Questo trattato è famosissimo e viene consultato persino dagli studiosi di ornitologia».

    La fruizione planetaria grazie al digitale portata avanti dal Prefetto monsignor Pasini rientra nella filosofia costitutiva della Biblioteca Vaticana. Fra gli scopi che le diede Niccolo V (1447-1455) c’è proprio quello di raccogliere i libri per «la comune utilità degli uomini di scienza». Fino ad allora il privilegio di consultare gli allora 350 volumi era di esclusivo appannaggio della curia. Con il tempo grazie ad importanti lasciti avvenuti nel corso di cinque secoli il patrimonio librario conservato al di là del Tevere è cresciuto a dismisura fino a diventare il numero uno al mondo. I codici custoditi sono circa 80 mila; latini, ma anche greci, ebraici, copti, siriaci, armeni, etiopici, cinesi, giapponesi e coreani. Se tutto andrà avanti senza intoppi nell’arco di una decina d’anni saranno interamente digitalizzati. Si tratta di una operazione imponente che richiede però notevoli risorse finanziarie. In Vaticano non hanno timori, la Provvidenza farà il resto...


    fonte: http://www.ilmessaggero.it/tecnologi...e/248235.shtml
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  3. #33
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    ● CONFERENZA STAMPA DEL 20 MARZO 2014

    Si informano i giornalisti accreditati che giovedì 20 marzo 2014, alle ore 11.30, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione della firma dell’accordo tra la NTT DATA e la Biblioteca Apostolica Vaticana per il progetto di digitalizzazione di 82.000 manoscritti.

    Interverranno:

    S.E. Mons. Jean-Louis Bruguès, O.P., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa;

    Mons. Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana;

    Sig. Toshio Iwamoto, Presidente e CEO della NTT DATA Corporation;

    Sig. Patrizio Mapelli, Presidente e CEO della NTT DATA EMEA.

    Sarà disponibile il servizio di traduzione simultanea giapponese-italiano.

    [00371-01.01]

    [B0175-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  4. #34
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    CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’ACCORDO TRA LA NTT DATA E LA BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA NELL’AMBITO DEL PROGETTO DI DIGITALIZZAZIONE DI 82.000 MANOSCRITTI, 20.03.2014

    Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, ha luogo una conferenza stampa in occasione della firma dell’accordo tra la NTT DATA e la Biblioteca Apostolica Vaticana per la digitalizzazione - nell’arco di quatto anni - di tremila manoscritti, nell’ambito del più vasto progetto di digitalizzazione di tutti i 82.000 manoscritti conservati presso la Biblioteca.
    Intervengono alla Conferenza Stampa S.E. Mons. Jean-Louis Bruguès, O.P., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa; Mons. Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana; il Sig. Toshio Iwamoto, Presidente e CEO di NTT DATA Corporation; il Sig. Patrizio Mapelli, Presidente e CEO di NTT DATA EMEA; il Sig. Toshio Iwai, Vice Presidente esecutivo di NTT DATA.
    Pubblichiamo di seguito gli interventi del Sig. Toshio Iwamoto, di S.E. Mons. Jean-Louis Bruguès, del Sig. Patrizio Mapelli, di Mons. Cesare Pasini, assieme ad una nota informativa sul progetto:

    ● INTERVENTO DEL SIG. TOSHIO IWAMOTO

    (...)

    Testo in lingua italiana

    Buon giorno a tutti.

    Io sono Toshio Iwamoto, Presidente e CEO di NTT DATA Corporation.

    Vorrei esprimere la mia gratitudine a Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Jean-Louis Bruguès, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa e a Monsignor Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, per averci invitato qui oggi.

    Voglio anche ringraziare tutti gli ospiti ed i giornalisti per la loro partecipazione a questa memorabile conferenza stampa.

    Infine, un ringraziamento al Dottor Ambrogio Piazzoni, Vice Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, che purtroppo non potrà essere con noi oggi, per il suo inestimabile supporto e dedizione al progetto.

    Oggi, NTT DATA e la Biblioteca Apostolica Vaticana hanno siglato l’accordo iniziale per la partecipazione al progetto di digitalizzazione e conservazione di circa 80.000 volumi e 40 milioni di pagine di manoscritti che possono essere considerati un patrimonio storico dell’umanità e che risalgono a epoche diverse tra il II secolo e il XX secolo d.C.

    Tutti i manoscritti digitalizzati grazie a questo progetto saranno resi disponibili sul sito della Biblioteca Apostolica Vaticana nella forma di immagini ad alta definizione. In questo modo, numerosi ricercatori in ambito accademico e studiosi nei vari campi del sapere avranno la possibilità di conoscere e interpretare questi manoscritti di inestimabile valore – rimasti fino ad oggi di accesso limitato – nella loro versione originale.

    Io stesso, mi sento particolarmente emozionato all’idea che dei manoscritti così antichi appartenenti alla storia dell’umanità, siano resi accessibili agli studiosi in maniera più diretta contribuendo così a dare un nuovo e importante impulso alla ricerca.

    Da oltre 50 anni, NTT DATA contribuisce allo sviluppo della società grazie alla creazione di nuovi sistemi e nuovi valori attraverso l’information technology, in linea con la nostra filosofia aziendale: contribuire alla realizzazione di una società più ricca e armoniosa.

    Oggi, come azienda di servizi IT integrati, forniamo ai nostri clienti servizi e soluzioni su misura in aree specifiche di oltre 40 Paesi in tutto il mondo.

    Tenendo fede alla vision del Gruppo di diventare un "Innovatore IT a livello globale", operiamo secondo i tre valori che come azienda ci stanno più a cuore: "Il Cliente al primo posto", "Lungimiranza" e "Lavoro di squadra". Tutti i dipendenti di NTT DATA nel mondo, ciascuno con la propria personalità e con le proprie opinioni, formano un tutt’uno condividendo le proprie esperienze e collaborando tra di loro per raggiungere un obiettivo comune. È così che la nostra azienda è in grado di raggiungere risultati che non potrebbero essere ottenuti da un singolo individuo.

    È un privilegio poter collaborare in qualità di partner a questo progetto, in cui la nostra azienda contribuirà alla conservazione del patrimonio dell’umanità attraverso l’IT, pensando prima di tutto ai benefici per la Biblioteca Apostolica Vaticana, per i suoi stakeholder e per le persone di tutto il mondo. In quest’ottica, lavoreremo insieme come un unico team, superando le distanze, le etnie e le culture differenti, nonché le diverse lingue. Ritengo questo progetto traduca perfettamente in realtà i tre valori fondanti che sono al cuore di NTT DATA.

    Mi impegno affinché la nostra azienda, che si è sempre distinta per la propria esperienza, possa mettere a frutto tutte le tecnologie di cui dispone e affinché ogni dipendente sia completamente dedicato alla missione di preservare questi documenti di inestimabile valore per le generazioni future.

    È un grande onore per NTT DATA far parte di questo progetto di grande portata storica.

    A nome di NTT DATA, voglio ringraziare ancora una volta Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Jean-Louis Bruguès, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa e Monsignor Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, il Dottor Ambrogio Piazzoni, Vice Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, e tutti i rappresentanti della Santa Sede coinvolti, per aver dato il loro contributo alla realizzazione dell’accordo siglato oggi.

    Molte grazie a tutti.

    [00421-01.01]

    ● INTERVENTO DI S.E. MONS. JEAN-LOUIS BRUGUÈS

    La Biblioteca Apostolica Vaticana è lieta di iniziare una nuova impresa con NTT Data, una società di servizi tecnologici di particolare rilievo in Giappone e in tutto il mondo per la sua competenza nell'ambito delle strutture informatiche e della comunicazione. Non si tratta soltanto di una collaborazione che mette a frutto le competenze della società giapponese con tutto il know how acquisito dalla Biblioteca in questo ambito nel corso di questi ultimi anni. Con questo progetto la Biblioteca si trova a compiere una della molteplici relazioni con istituzioni di varie regioni del mondo, alla luce della sua politica generale, dei suoi scopi e delle sue prospettive. Lo fa grazie ai suoi manoscritti, che sono un segno dell'universalità della cultura: i manoscritti che verranno digitalizzati si estendono dall'America precolombiana all'estremo oriente cinese e giapponese, transitando per tutte le culture e le lingue che hanno animato la cultura dell'Europa. La missione umanistica, che caratterizza la Biblioteca, la rende infatti aperta a tutto ciò che è umano, sino alle più svariate "periferie culturali" dell’uomo; e con questo spirito umanistico intende conservare e rendere disponibile l'immenso tesoro dell'umanità, che le è stato affidato. Per questo lo digitalizza e lo offre alla libera consultazione sul web.

    La Biblioteca, vorrei appunto ricordarlo, vide le sue origini a metà Quattrocento, proprio in epoca umanistica e per intuizione e azione di un papa umanista, Niccolò V Parentucelli. Per questo la Biblioteca Apostolica Vaticana conserva, fin dalle sue origini, l’inconfondibile apertura, veramente "cattolica", universale, a tutto ciò che di bello, di buono, di nobile, di degno l’umanità ha prodotto nel corso dei secoli; di qui la larghezza con la quale nel tempo ha raccolto i frutti più elevati del pensiero e della cultura umana, dall’antichità al medioevo, dall’epoca moderna al XX secolo. Di qui un vivo spirito di universalità: l'universalità del sapere e l'universalità delle collaborazioni e intese con istituzioni di ogni angolo del mondo.

    Questo progetto, inoltre, reca due aspetti nuovi. Anzitutto nasce dalla condivisione che una ditta di grande esperienza qual è NTT ha compiuto riguardo alla scelta tecnologica fatta dalla Biblioteca Apostolica Vaticana: siamo confermati nella via intrapresa e speriamo proprio che sia una via buona. Inoltre vuol essere un progetto che, attuato e consolidato in tutti i suoi aspetti in una fase preliminare di quattro anni con la digitalizzazione di tremila manoscritti, potrà poi svilupparsi dopo le ovvie e necessarie verifiche in una seconda fase che comprenda la grande mole degli ottantamila manoscritti della Biblioteca.

    La Biblioteca ringrazia NTT per tutta la collaborazione a questo progetto, assicura quanti ci osservano che vorremo tutti esprimere quella professionalità e quella dedizione che, nei loro ambiti, le due Istituzioni coinvolte già hanno dimostrato, e dà appuntamento allo snodo che lo speriamo proprio fra quattro anni potrebbe far partire la seconda e definitiva fase di questo progetto.

    [00372-01.01] [Testo originale: Italiano]

    ● INTERVENTO DEL SIG. PATRIZIO MAPELLI

    Testo in lingua italiana


    Ringrazio S.E. Monsignor Bruguès.

    Vorrei adesso passare a descrivere la struttura di questo progetto e come NTT DATA contribuirà all’archivio digitale dei manoscritti.

    Fino ad ora tutte le attività di archiviazione si sono svolte in maniera frammentata da parte di enti o gruppi senza scopo di lucro, ciascuno dei quali, individualmente o collettivamente, ha dato un contributo in diverse aree del progetto. Il limite delle attività svolte da queste organizzazioni ricade, però, nella lentezza di svolgimento, e nella quantità di documenti che possono essere archiviati. Per questo motivo la Biblioteca Apostolica Vaticana ha impostato un progetto complessivo a lungo termine.

    Inserendosi in questo, NTT DATA prevede un termine temporale e un contributo nella archiviazione di tutti i manoscritti con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie e di tutta l’esperienza che l’azienda ha al suo interno e ha accumulato fino ad oggi.

    Il nostro obiettivo è quello di dare la possibilità a studiosi, ricercatori e al più vasto pubblico di accedere in maniera più semplice a tesori culturali e storici del Vaticano.

    Passiamo ora a descrivere brevemente le procedure di questo progetto che si svilupperà in 3 fasi: scanning, salvataggio e fruizione.

    Cominciamo dallo scanning.

    Lo scanning verrà effettuato da personale esperto di NTT DATA direttamente presso la Biblioteca Vaticana; personale che è stato formato su come trattare fisicamente questi delicatissimi documenti dalla Biblioteca stessa

    Verranno utilizzati speciali scanner; all’inizio opereremo con 3 scanner e prevediamo di averne a disposizione 5 verso la fine del progetto.

    Il salvataggio dei file.

    Il sistema di archiviazione digitale dei manoscritti si basa sulla tecnologia di NTT DATA AMLAD, un sistema di archiviazione sul cloud particolarmente efficace per la sicurezza e la semplicità di utilizzo.

    Le caratteristiche di AMLAD consentiranno la gestione e registrazione dei metadati con un alto livello di flessibilità. Per assicurare l’archiviazione di lungo termine, le immagini saranno salvate in formato FITS, formato che è stato largamente utilizzato in astronomia. NTT DATA ha anche preso in considerazione misure di disaster recovery, del tipo sistemi di back-up in differenti sedi, per assicurare l’accesso ai documenti da parte del pubblico.

    Infine abbiamo assicurato una facile integrazione delle tecnologie di NTT DATA con i sistemi già utilizzati dalla Biblioteca Apostolica Vaticana.

    Inoltre, NTT DATA metterà a disposizione i suoi sistemi di integrazione per creare un sistema onnicomprensivo.

    Infine, parliamo della fruizione.

    Le immagini digitalizzate saranno fruibili online. Grazie alla funzione Image Viewer di AMLAD, l’utente avrà la possibilità di effettuare ricerche da diverse angolature e accedere facilmente ai documenti ricercati utilizzando un browser online che consente di visualizzare i documenti. L’accesso a documenti specifici o addirittura ad alcune pagine potrà essere controllato e gestito.

    Inoltre, sarà possibile sostenere la digitalizzazione delle opere attraverso donazioni online. NTT DATA sta infatti sviluppando un servizio che permetterà di identificare per ciascuna immagine il nome del suo sostenitore.

    Saremo lieti di rispondere alle domande di approfondimento su queste procedure al termine della conferenza stampa.

    Prima di chiudere vorrei però sottolineare quanto dichiarato poco fa dal Signor Iwamoto, il poter partecipare ad un progetto di questa portata ed il poter aiutare a trasmettere alle generazioni future documenti storici di inestimabile valore, come questi, rappresenta per la nostra azienda un grandissimo onore. Tengo inoltre a ringraziare Monsignor Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, per il prezioso contributo alla realizzazione del progetto.

    NTT DATA si impegna affinché tutte le tecnologie e conoscenze accumulate nel corso della sua esistenza permettano a chiunque e in qualunque luogo del mondo, di conoscere e studiare questi patrimoni culturali.

    Grazie.

    [00422-01.01]

    (...)

    ● INTERVENTO DI MONS. CESARE PASINI

    Digitalizzare gli 82.000 manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana è un compito che ci siamo assunti ormai da anni; e già abbiamo potuto creare contatti con Istituzioni culturali e con Società che condividono e sostengono la nostra impresa. Anche altre Biblioteche stanno catalogando manoscritti: il nostro proposito si caratterizza per la volontà di disegnare un progetto d'insieme per l'intera, immensa mole dei nostri manoscritti, che potrà giungere a digitalizzare 40 milioni di pagine e 43 peta byte (cioè 43 milioni di miliardi di byte, cioè 1015!). Da tempo, quindi, la Biblioteca, in tutte le sue componenti, è coinvolta in un'attività veramente intensa a questo riguardo; e, con i 3.000 manoscritti previsti nella prima fase di collaborazione con NTT, potremo raggiungere, fra quattro anni, la cifra di 15.000 manoscritti complessivamente digitalizzati. Una vera opera a favore della conservazione e della divulgazione della conoscenza, a servizio della cultura per tutto il mondo.

    Ma non sta qui la specificità dell'Agreement che abbiamo firmato questa mattina! La novità spiccata e fondamentale di questo approccio sta nel fatto che NTT non soltanto ha manifestato di condividere lo spirito di questa impresa, ma ha ugualmente colto e condiviso, dopo averlo debitamente verificato con mesi di serrato confronto, l'impostazione stessa del progetto, le sue scelte di fondo, sia per quanto riguarda il formato di conservazione F.I.T.S., sia per le tecnologie scelte e per i dispositivi di acquisizione, sia per le severe linee guida adottate nei processi di acquisizione, sia infine per la formazione del personale coinvolto nelle procedure di verifica adottate nel work- flow. NTT Data, infatti, ha assimilato questo insieme a tal punto che ha deciso di farne un modello da esportare e da applicare in tutte le realtà simili che abbiano esigenze di conservare in formato digitale per lungo tempo le immagini riprodotte.

    L’impegno di NTT Data, dicevo, è ora fissato nella digitalizzazione di 3.000 manoscritti in un periodo di quattro anni, quindi per un totale di circa un milione e mezzo di pagine e per una capienza di 2,3 peta byte di archiviazione, utilizzando fino a cinque scanner contemporaneamente. Il personale che acquisirà e opererà agli scanner sarà ugualmente sponsorizzato da NTT Data, tuttavia sotto la supervisione di personale specializzato della Biblioteca Vaticana; a questo personale competerà anche la vigile certificazione della qualità di conservazione dei dati acquisiti nonché della formazione necessaria a ogni operatore. Inoltre, sempre durante la fase quadriennale, NTT Data si occuperà anche della pubblicazione via web dei manoscritti digitalizzati, rendendoli visibili gratuitamente a una risoluzione accettabile a tutto il mondo.

    Ma, appunto, l'impegno di NTT Data non si fermerà a quanto ho sin qui descritto. Al termine dei quattro anni il coinvolgimento di NTT potrà aprirsi a una ulteriore, impegnativa fase che potrà riguardare l'intera realtà dei manoscritti. Lo diciamo in modo sommesso e con tutta la semplicità e prudenza che sono necessarie. Ma proprio la condivisione di NTT nell'impostazione del progetto e la decisione di svilupparne un modello ulteriormente perfezionato ed elaborato, potrebbe veramente aprire a un coinvolgimento così grande e a una prospettiva così importante. Poiché siamo abituati a dire, quando programmiamo qualcosa per l'indomani, che lo faremo "se Dio vuole", immaginatevi che dovremmo dire per un progetto simile. Ma "se Dio vuole", allora è un progetto che avrà il suo futuro.

    [00373-01.01] [Testo originale: Italiano]

    ● NOTA INFORMATIVA

    La conferenza stampa della Biblioteca Apostolica Vaticana (BAV) e della NTT Data è motivata dalla firma dell'Agreement fra le due Istituzioni, sottoscritto questa mattina.

    L'Agreement è importante perché impegna NTT DATA in un progetto congiunto con BAV per la digitalizzazione di tremila manoscritti, che si aggiungono ad altri gruppi già in corso.

    I manoscritti digitalizzati appartengono a varie raccolte, compresi ovviamente i Vaticani estremo orientali; vi sono inseriti, fra gli altri, una decina di manoscritti di particolare interesse e valore storico e filologico e artistico.

    La novità fondamentale di questa collaborazione sta nel fatto che NTT ha colto e condiviso, dopo averlo debitamente verificato con mesi di serrato confronto, l'impostazione stessa del progetto, le sue scelte di fondo, nei suoi molteplici aspetti (scelta del formato di conservazione F.I.T.S., le tecnologie impiegate, i dispositivi di acquisizione, le severe linee guida adottate nei processi di acquisizione, la formazione del personale coinvolto nelle procedure di verifica adottate nel work- flow). NTT Data, cioè, ha assimilato e valorizzato a tal punto il progetto della BAV da decidere di farne un modello da esportare e da applicare in tutte le realtà simili che abbiano esigenze di conservare in formato digitale per lungo tempo le immagini riprodotte.

    Nella Conferenza Stampa si annuncia quindi questa piena condivisione, che - adeguatamente messa in atto e sviluppata nei quattro anni inizialmente previsti - potrà essere ulteriormente continuata, precisamente per la condivisione complessiva dell'impostazione del progetto, sino a comprendere l'intero gruppo degli 82.000 manoscritti della BAV.

    [00374-01.02]

    [B0191-XX.02]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  5. #35
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    Il Papa visita la Biblioteca apostolica Vaticana

    Questa mattina Papa Francesco ha visitato a sorpresa la Biblioteca apostolica Vaticana. Lo ha comunicato su Twitter l’account ufficiale @VaticanLibrary, che pubblica anche una serie di foto della visita. Ad accompagnare il Pontefice anche l’arcivescovo José Tolentino Calaça de Mendonça, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa e il prefetto mons. Cesare Pasini.


    fonte: Vatican News
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    PAPA FRANCESCO INAUGURA LO SPAZIO ESPOSITIVO PERMANENTE
    DELLA BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA
    E VISITA LA MOSTRA
    TUTTI. UMANITÀ IN CAMMINO

    Il prossimo 5 novembre il Santo Padre visiterà la Biblioteca Vaticana e inaugurerà il nuovo spazio espositivo permanente, dove per l’occasione è stata allestita un’installazione site-specific e saranno presenti opere di grandi dimensioni dell’artista Pietro Ruffo, che dialogano con le sale e il patrimonio della Biblioteca del Papa.

    Roma, 3 novembre 2021: Il prossimo 5 novembre, alle ore 17:00, Papa Francesco visiterà la Biblioteca Apostolica Vaticana e inaugurerà il nuovo spazio espositivo permanente dove, per l’occasione, è stata allestita la mostra TUTTI. Umanità in Cammino.

    L’inaugurazione del nuovo spazio espositivo, realizzato con il sostegno degli eredi dell’imprenditore e filantropo statunitense Kirk Kerkorian, costituisce un nuovo capitolo della centenaria storia della missione di conservazione e di divulgazione della Biblioteca Apostolica Vaticana. La mostra allestita per l’occasione, nel richiamarsi alle riflessioni proposte dal Santo Padre nell’Enciclica Fratelli Tutti, propone un percorso che parte dalla cartografia di viaggio per arrivare fino alle mappe utopiche e allegoriche.

    «La Biblioteca Apostolica Vaticana inaugura una nuova sala espositiva per sostenere la cultura dell'incontro. La nostra scommessa è rafforzare il ruolo culturale della Vaticana nella contemporaneità», spiega il Cardinale Bibliotecario José Tolentino de Mendonça. «Da una grande biblioteca – continua – ci si aspetta l’impegno a realizzare quello che Papa Francesco profeticamente chiama “cultura dell'incontro”. Che i libri incontrino i lettori, tracciando percorsi originali. Che la conoscenza conservata come memoria possa incontrare le domande che l’attualità ci pone. Che la storia incontri il presente, aprendo nuove prospettive non solo su ciò che siamo stati ma anche su ciò che possiamo essere».

    Realizzata in collaborazione con Pietro Ruffo, artista romano presente in importanti collezioni nazionali e internazionali, la mostra è curata da Don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo e Delio Proverbio, con l’obiettivo di instaurare un dialogo tra i tesori della Biblioteca Apostolica Vaticana e le nuove istanze dell’arte contemporanea.

    «Incontrare Pietro Ruffo per la Biblioteca Apostolica Vaticana ha significato non solo conoscere un artista contemporaneo di rilievo internazionale e dischiudergli alcuni dei nostri tesori, ma anche avere la possibilità di essere guardati da occhi radicalmente diversi», afferma il Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, Monsignor Cesare Pasini, confermando la volontà di «acquisire una prospettiva nuova su noi stessi, ripensare il nostro posseduto: abbiamo riscoperto opere che conoscevamo solo in parte e ne abbiamo acquisite altre, antiche e moderne, per arricchire le raccolte vaticane. Come Pietro Ruffo non è più quello che incontrammo qualche mese fa, così anche noi sentiamo di non essere più gli stessi; una sensazione importante per una istituzione secolare come la nostra».

    «L’incontro con l’immenso patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana è stato per me un viaggio nella conoscenza, nella geografia, nella storia dell’umanità», afferma Pietro Ruffo. «Analizzare il grande cantiere che è la Terra tramite le preziose carte qui custodite – aggiunge – ha dato vita a una serie di lavori inediti. Il dialogo tra la mia ricerca e le mappe terrestri e celesti di diverse epoche e culture delinea un'umanità sempre più interconnessa e responsabile del fragile rapporto con il proprio ecosistema».

    Saranno in mostra, tra le altre opere, la seicentesca mappa del Nilo di Evliya Çelebi, opera unica di cartografia di viaggio lunga circa sei metri, in dialogo con la reinterpretazione della stessa da parte di Pietro Ruffo; l’artista proporrà nella Sala Barberini, integrandola nella struttura lignea del XVII secolo, una installazione site-specific che trasforma lo spazio in una lussureggiante foresta tropicale.

    «Il tema della mostra è quello della “cartografia non geografica”: nel corso della sua storia, infatti, l’uomo ha impiegato lo schema rappresentativo della mappa non solo per descrivere l’oggettività della Terra, ma anche la propria interiorità, gli ideali, i viaggi, le scoperte e le convinzioni»,spiega Don Giacomo Cardinali, Commissario per lo spazio espositivo. «Il pubblico – aggiunge – troverà così esposte carte allegoriche, teologiche, satiriche e sentimentali. Mappature del desiderio e della protesta, dei sogni e delle disperazioni dell’uomo.»

    La mostra sarà visitabile fino al prossimo 25 febbraio 2022, ogni martedì e mercoledì dalle 16 alle 18, previa prenotazione sul sito della Biblioteca (https://www.vaticanlibrary.va).

    […].


    [Fonte, dal sito della Sala Stampa della Santa Sede].
    Ultima modifica di Laudato Si’; 03-11-2021 alle 20:35
    «Facciamo che la nostra vita sia una luce di Cristo;
    insieme porteremo la luce del Vangelo all’intera realtà» (Papa Francesco).




  7. #37

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    LA BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA
    INAUGURA LA MOSTRA L’ARTE DI TESSERE LA LIBERTA’. MARIA LAI INCONTRA LA BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA

    Il prossimo 27 maggio, nello spazio espositivo della Biblioteca Apostolica Vaticana, verrà inaugurata la prima mostra di Maria Lai in Vaticano, dove le opere dell’artista sarda dialogano con il patrimonio della Biblioteca del Papa.


    Roma, 20 maggio 2022: Il prossimo 27 maggio, la Biblioteca Apostolica Vaticana inaugurerà, all’interno del suo spazio espositivo, la prima mostra di Maria Lai in Vaticano. Realizzato in collaborazione con l’Archivio e Fondazione Maria Lai e i Musei Vaticani, e con il contributo della Diocesi di Lanusei e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma Sardegna, il progetto espositivo offre uno sguardo nuovo sull'opera dell’artista sarda, attraverso una esposizione che mette in luce gli aspetti della sua ricerca artistica legati al tema del libro e della scrittura, in forte dialogo con il patrimonio della Vaticana.

    «Confesso che è con emozione che la Biblioteca Apostolica Vaticana promuove questo incontro tra l’arte di Maria Lai e il proprio patrimonio», spiega il Cardinale Bibliotecario José Tolentino de Mendonça. «Si tratta di un incontro - continua il Cardinale - che ci permette di riscoprire, tra le altre cose, che una biblioteca è una macchina per fare domande. Ed altro ancora. Che ci incita a credere nel potere artigianale della libertà inscritta nelle domande da cui ci lasciamo abitare».

    La mostra rappresenta un importante momento di confronto su diversi temi, sia culturali che spirituali, come sottolineato da Sua Eccellenza Monsignor Antonello Mura, Vescovo di Lanusei e di Nuoro: «L’arte è l’immagine della vita che desideriamo. Creativa perché liberante, spontanea in quanto non omologata, gioiosa perché incontenibile nella sua espressività, anche spirituale. L’arte sa liberare in noi delle energie che ci consentono di essere cittadini di un universo creativo, nel quale la diversità diventa una ricchezza e lo stile un atto libero. Maria Lai è creativa perché mai gregaria nei confronti della realtà».

    La mostra, curata da Don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Delio Proverbio, della Biblioteca Apostolica Vaticana, e da Micol Forti, Curatrice della Collezione d'Arte Contemporanea dei Musei Vaticani, ha l’obiettivo di instaurare un dialogo tra i tesori della Biblioteca Apostolica Vaticana e una artista che ha un posto di grande rilievo all’interno dello scenario dell’arte contemporanea nazionale e internazionale.

    Dell’articolata e innovativa ricerca di Maria Lai (Ulassai 1919 – Cardedu 2013), viene proposta una selezione incentrata sulla «crucialità che l’incontro con l’universo del linguaggio e della scrittura ha ricoperto nell’ambito della sua ricerca artistica». Così spiega in catalogo Micol Forti, che riporta anche una frase di Maria Lai, centrale nella sua produzione artistica e nell’ideazione della mostra: «La scrittura mi ha suggerito un rapporto tra l’inchiostro e il filo e la possibilità di dare corpo ad un fatto astratto. Così sono nati i libri cuciti a macchina, illeggibili. Il pane e il filo sono di per sé materie cariche di significato: il pane è “vita”, il filo nel mito di Arianna aiuta ad uscire dal labirinto (linguaggio), è il filo del discorso (la comunicazione)».

    Tra le opere di Maria Lai viene presentato al pubblico un nutrito e variegato corpus di Libri, di pane, carta, stoffa, terracotta, ceramica, cuciti, modellati o impressi, datati a partire dagli anni Settanta, due magnifici Telai (1972), gli Oli di parole (1997 e 1998), ispirati ai versi di Federico García Lorca, e il grande Lenzuolo (1989), un’opera intrisa di creatività e immaginazione.

    Al centro della Sala Barberini, circondata dalle eleganti scaffalature seicentesche e sovrastata dal bronzo berniniano di Papa Urbano VIII, troverà posto l’installazione Invito a tavola (2004), un solenne banchetto in cui la tavola, coperta da una semplice tovaglia di lino, è “imbandita” con libri e pani realizzati in terracotta refrattaria.

    «I libri di Maria Lai, una volta esposti – ed è la prima in assoluto! – all’interno di una biblioteca, hanno il potere di liberare una esplosione di suggestioni, che ci hanno guidato in un viaggio di riscoperta del nostro stesso patrimonio librario, che splende oggi di una luce nuova e inedita», spiega Don Giacomo Cardinali, Commissario della Sala Espositiva.

    «È come se l’artista sarda - continua - ci avesse additato un percorso: guardare ai libri a prescindere dal loro contenuto. Esaminarli e apprezzarli nella loro materialità, studiarne le forme, la consistenza e la multiforme possibilità di realizzazione. Tutti elementi che trovano nella biblioteca dei papi – universale e umanistica sin dalla fondazione – il terreno probabilmente più adatto».

    Saranno in mostra, tra le altre opere della Vaticana, manoscritti etiopici dalla tipica veste in stoffa (Cerulli et. 188, 191, 194 e 203), codici indiani scritti su foglia di palma (Vat. ind. 54), un calendario perpetuo scandinavo in legno (Vat. lat. 14613), ma anche preziosissimi stampati greci dai tagli dorati (Aldine II.15; Aldine III.42; Aldine III.95; Aldine III.100; Mai XI.I.I.30; R.G. Classici V.688; R.G. Classici V.986(1-2); R.G. Classici V.1000; R.G. Classici V.1520(1)), un libretto stampato su carta azzurra in inchiostro d’oro (Stamp.Ross. 7210(int. 2)) e codici rivestiti di velluto antico e pizzo d’Alençon (Sire. A.7, L.7 e T.1).

    La mostra sarà visitabile fino al prossimo 15 luglio 2022, ogni mercoledì dalle 16 alle 18, previa prenotazione sul sito della Biblioteca (https://www.vaticanlibrary.va).

    […].

    «Facciamo che la nostra vita sia una luce di Cristo;
    insieme porteremo la luce del Vangelo all’intera realtà» (Papa Francesco).




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