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Discussione: Consiglio Pastorale Parrocchiale: ruolo, norme ed esperienze

  1. #11
    Iscritto L'avatar di athanatos
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    Secondo me le varie commissioni devono essere formate al di fuori del CPP. Ogni commissione avrà un responsabile che riferirà al e farà da tramite tra CPP e la propria commissione. Di tanto in tanto le varie commissioni si confronteranno insieme tra di loro e col CPP. Secondo me così è ottimo.

  2. #12
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    30/03/2009 11.54.14
    Benedetto XVI: i Consigli pastorali dono dello Spirito Santo che ravvivano la Chiesa fra la gente grazie alla collaborazione tra sacerdoti e laici



    I Consigli pastorali sono un dono dello Spirito Santo perché permettono alla Chiesa di radicarsi in modo vitale in un territorio, grazie alla collaborazione tra parroco, sacerdoti e laici. Con questo messaggio, Benedetto XVI si è congedato ieri mattina dalla visita alla chiesa romana del Santo Volto di Gesù, nel quartiere della Magliana, dove ha presieduto la Messa intrattenendosi con i fedeli e i bambini della parrocchia. Ai membri del Consiglio pastorale, il Papa ha detto di aiutare il loro sacerdote a seminare la Parola di Dio fra la gente e ad essere sensibili alle esigenze dei poveri e dei malati. Il servizio di Alessandro De Carolis:

    Costruire una Chiesa viva in mezzo a una società che vorrebbe Dio morto o in disparte. E’ compito dei cristiani in generale e, in particolare, di chi lavora all’interno di un Consiglio pastorale parrocchiale. Benedetto XVI lo ha voluto ricordare ieri, durante la sua visita alla chiesa romana del Santo Volto di Gesù. Il Papa ha alternato i suoi pensieri a parole di gratitudine per i laici impegnati nel Consiglio pastorale, un organismo definito “uno dei doni del Concilio Vaticano II” che aiuta a costruire “una Chiesa viva” nel cuore di un quartiere, portando alla gente la Parola di Dio e i Sacramenti:

    “Nel nostro tempo, in cui il secolarismo è forte, e tutte le impressioni del nostro tempo ci chiudono alla presenza di Dio - alla capacità di percepire questa presenza - è tanto più importante che il sacerdote non sia un ‘solista’, ma sia circondato da credenti che con lui portano in sé questo seme della Parola e aiutano perché sia vivo e cresca anche nel nostro tempo”.

    Con i parrocchiani della Magliana, Benedetto XVI ha rievocato la sua recente sosta al Centro di assistenza per malati e disabili di Yaoundé in Camerun, fondato dal cardinale canadese, Paul Emile Léger. Più forti dell’Aids o della lebbra spiccavano, ha affermato il Papa, “la forza della fede” delle tante persone a servizio degli infermi. Grazie al loro amore, ha soggiunto, la “sofferenza viene trasformata”:

    “E le persone che aiutano vengono trasformate, diventano più umane, diventano più cristiani, si sente qualcosa dell’amore di Dio. Così, nelle nostre dimensioni, vogliamo anche noi sempre essere sensibili verso la sofferenza e i sofferenti, i poveri, le persone bisognose, in diverse forme di povertà, anche spirituale, che ci aspettano e nelle quali ci aspetta il Signore”.

    Benedetto XVI ha concluso il suo breve saluto facendo risaltare la grande utilità del Consiglio pastorale, nel solco della tradizione ecclesiale:

    “Il Consiglio è un dono dello Spirito Santo e proprio un parroco, e tanto più anche un Papa ha bisogno di consigli, di essere aiutato a trovare le decisioni. E così questi Consigli realizzano anche un’opera dello Spirito Santo e testimoniano la sua presenza nella Chiesa”.

    fonte: Radio Vaticana
    Ultima modifica di Vox Populi; 19-04-2015 alle 18:23
    Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube
    cum potestate et gloria magna.
    (Luc. 21, 27)

  3. #13
    Nuovo iscritto L'avatar di penuel
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    Funzionamento del Consiglio Pastorale Parrocchiale

    Salve, ho una serie di dubbi circa il funzionamento del C.P.P.
    nello specifico: Come vengono scelti i membri che ne fanno parte?
    Se non viene rappresentata una parte della comunità (due ipotesi: 1- manca di fatto qualcuno che rappresenti un intero "gruppo" parrocchiale; 2- vengono scelte persone di fatto non rappresentative della comunità o di parte di essa) si può chiedere un chiarimento a riguardo? Il C.P.P. è pubblico?
    Queste domande nascono perché mi sono trovato in due situazioni diametralmente opposte di gestione del C.P.P. e non capisco se vi siano delle regolamentazioni specifiche o sia lasciato completo spazio alla libertà decisionale del Parroco.
    Spero di non aver creato una discussione già fatta ma guardando in giro non mi sembra...

  4. #14
    Di solito ci sono delle norme diocesane in materia che si rifanno a delle indicazioni della Conferenza Episcopale. Ogni parroco poi le adatta alla paricolare circostanza...

  5. #15
    Veterano di CR L'avatar di Abaz
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    Nel CJC ad occuparsi di cpp è il can. 536, che non specifica quali fedeli debbano parteciparvi.
    Dice solo che sono membri di diritto (ovviamente) il parroco e quanti in forza del proprio ufficio partecipano alla cura pastorale della parrocchia.

    Non vi sono però norme speciali per l'accesso al cpp. Infatti non è un organo obbligatorio per le parrocchie (come lo è il consiglio economico), ed ha solo un valore consultivo.
    Spetta al Vescovo vedere se farlo istituire nella propria diocesi. Ti consiglio pertanto di informarti se la tua diocesi ha dei regolamenti propri, visto che il Vescovo ha facoltà di stabilire norme in merito.

  6. #16
    CierRino d'oro
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    Da noi semplicemente... non funziona!

  7. #17
    Nuovo iscritto L'avatar di penuel
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    Citazione Originariamente Scritto da monacus Visualizza Messaggio
    Di solito ci sono delle norme diocesane in materia che si rifanno a delle indicazioni della Conferenza Episcopale. Ogni parroco poi le adatta alla paricolare circostanza...
    E come si può visionare questa normativa? Si chiede al vicariato? (ps: parlo di un caso specifico di Roma)

  8. #18
    Si. Nel caso di Roma esiste uno Statuto per i consigli pastorali parrocchiali emanato nel 1994 dal Cardinal Vicario poichè la loro costituzione nella Diocesi di Roma non è facoltativa.



    Statuto dei Consigli parrocchiali nella Diocesi di Roma
    Art. 1.– Natura e funzione
    Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, costituito in Roma a norma del Decreto del Cardinale Vicario, in data 1 gennaio 1994, in conformità a quanto prescritto dal C.I.C., can. 536, par. 1-2 e dal Sinodo diocesano, Prop. 9/3, è l'organo di partecipazione responsabile dei fedeli alla vita e alla missione della parrocchia; esso rappresenta l'intera comunità parrocchiale nell'unità della
    fede e nella varietà dei suoi carismi e ministeri.
    Il Consiglio ha voto consultivo (can. 536, par. 2). I suoi membri, «insieme con coloro che partecipano alla cura pastorale della parrocchia in forza del proprio ufficio, prestano il loro aiuto nel promuovere l'attività pastorale» (can. 536, par. 1).
    Art. 2.– Finalità
    Il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha i seguenti scopi:
    a) promuovere l'evangelizzazione di tutta la popolazione del territorio, nel contesto della sollecitudine pastorale e missionaria della Chiesa di Roma;
    b) curare in questa prospettiva la comunione tra i fedeli di diversa formazione culturale, sociale, spirituale e tra le diverse realtà ecclesiali operanti nell'ambito della parrocchia;
    c) valutare la situazione della comunità parrocchiale in riferimento al territorio;
    d) elaborare il programma pastorale parrocchiale, in rapporto al piano pastorale diocesano, e verificarne l'attuazione.
    Art. 3.– Composizione
    Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è composto dal Parroco, il quale lo istituisce e ne è il Presidente, dai Vicari Parrocchiali, dai Sacerdoti collaboratori, dai Rettori delle chiese, dai Diaconi, da un membro del Consiglio per gli Affari economici, dai Rappresentanti dei laici che collaborano nelle diverse attività parrocchiali, dai Rappresentanti degli Istituti religiosi, delle Associazioni e realtà ecclesiali presenti nel territorio parrocchiale e da altri membri eletti dall'Assemblea o designati dal Parroco, in particolare tra coloro che possono offrire l'apporto della loro competenza « soprattutto per quanto attiene alla presenza cristiana sul territorio, alla promozione della cultura e alla solidarietà sociale » (Sinodo diocesano, Prop. 4/1).
    Tutti i membri sono nominati dal Parroco, che ne dà comunicazione al Vicariato.
    Art. 4.– Compiti del Presidente
    È compito del Presidente:
    a) designare un Segretario con mansioni da precisare nel Regolamento;
    b) determinare l'Ordine del giorno e presiedere le riunioni;
    c) ricercare e ascoltare attentamente il parere del Consiglio, dal quale non si discosterà se non per giusti e ponderati motivi, che illustrerà al Consiglio stesso;
    d) le decisioni del Consiglio, approvate dal Presidente, valgono per tutto il territorio parrocchiale, nei limiti delle competenze che il diritto comune e particolare attribuiscono al parroco.
    Art. 5.– Durata
    Il Consiglio Pastorale Parrocchiale dura tre anni. Il mandato triennale dei Consiglieri può essere rinnovato, ma non può essere revocato se non per giusti motivi, riconosciuti dal Vescovo Ausiliare del Settore.

    Il sistema dell’organizzazione ecclesiastica

    Art. 6.– Riunioni
    Il Consiglio Pastorale Parrocchiale si riunisce almeno tre volte l'anno. I Consiglieri partecipano di persona. Eventuali saltuarie sostituzioni sono disciplinate dal Regolamento.
    Art. 7.– Commissioni
    È opportuno che i lavori del Consiglio Pastorale Parrocchiale si articolino anche in Commissioni con compiti specifici, tenendo presenti le tre funzioni fondamentali della pastorale ordinaria –evangelizzazione e catechesi, liturgia, carità–, ed i quattro ambiti privilegiati individuati dal Sinodo diocesano: famiglia, giovani, impegno sociale, cultura.
    Art. 8.– Regolamento
    L'attività interna del Consiglio Pastorale Parrocchiale è disciplinata dal Regolamento, redatto dal Consiglio stesso e approvato dal Vescovo Ausiliare del Settore.

  9. #19
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    Question Elezioni Consiglio Pastorale

    Buona sera a tutti.

    Per il rinnovo di un consiglio pastorale parrocchiale, può un parroco vietare il voto a quei parrocchiani che non hanno partecipato alla messa durante il sabato e la domenica in cui si è svolta, appunto, l'elezione?

  10. #20
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    mmmh...

    Quindi non esiste una regolamentazione in merito. In caso di contestazioni allora come ci si comporta?

    Faccio un esempio pratico:
    Al momento di rinnovare il consiglio pastorale il parroco incarica dei parrocchiani affinché, alla fine delle funzioni del sabato e della domenica, in una sala adiacente alla chiesa, si occupino della votazione, con l'obbligo assoluto di distribuire le schede per la votazione SOLO a coloro che avevano partecipato a quella determinata messa. La scheda doveva essere compilata e inserita nell'apposita "scatola" sul posto. Era inoltre assolutamente vietato portare una copia della scheda per la votazione ad amici o parenti che per qualche motivo non avevano potuto partecipare a nessuna di quelle messe. E' stato perfino vietato di portarle a parenti che per motivi di salute non potevano muoversi da casa.

    La motivazione del parroco è stata che solo quelli che partecipano alla messa possono decidere i membri del consiglio pastorale (i membri eletti), se agli altri non interessa andare a messa allora non gli interessa neanche del consiglio pastorale.

    Una nota finale: il parroco aveva avvertito alle messe precedenti che ci sarebbero state le votazioni, ma non che sarebbero state soggette a vincoli, cosa che, da quanto ricordo, non è mai successa prima. Inoltre, se non sbaglio, la comunità parrocchiale è composta da tutti, non da pochi intimi.

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