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Discussione: Consiglio Pastorale Parrocchiale: ruolo, norme ed esperienze

  1. #41
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" e Saggio del Forum. L'avatar di Fidei Depositum
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    Citazione Originariamente Scritto da sere85 Visualizza Messaggio
    Però tu parli come dovrebbe essere in teoria la vita: il parroco "bravo" e i fedeli "cattivi" (perdonami i termini sciocchi ma è per farmi capire).
    Ma quando è il contrario? non tutti possono andare dal Vescovo, ne il Vescovo ha sicuramente tempo e neppure credo voglia di seguire le varie parrocchie e le loro magagne
    E' vero che ho parlato soprattutto dei fedeli, ma ho accennato anche al ruolo del sacerdote citando l'ammonimento che san Benedetto fa all'abate (e cioè a colui che è chiamato a dirigere).
    Però hai ragione: per quanto in generale i sacerdoti dovrebbero essere più preparati dei fedeli, è evidente che la confusione che regna oggi in parte della Chiesa ha toccato anche loro. Anzi, direi che questo parapiglia - che origina negli anni Cinquanta-Sessanta - ha avuto origine proprio dal clero. Tuttavia, mi sembra (è una mia impressione, che come tale può benissimo essere sbagliata) che in linea generale il clero abbia ancora una preparazione mediamente superiore rispetto ai fedeli.
    Per quanto riguarda le situazioni in cui il pastore si trasforma in lupo, non c'è, direi, una bacchetta magica. Per le situazioni più gravi è necessario ricorrere all'autorità superiore, per quanto riguarda i problemi quotidiani utilizzare le armi del dialogo e della capacità persuasoria. Ma soprattutto quella che san Benedetto ritiene l'arma più potente a disposizione dei credenti, cioè la preghiera. Se ancora la situazione non si rivolge, un'extrema ratio è, semplicemente, quella di accettare l'ingiustizia (a meno che essa non sia peccaminosa).
    Citazione Originariamente Scritto da ITER PARA TUTUM Visualizza Messaggio
    Ai tempi di San Benedetto però, ed anche nei secoli successivi, ogni Abbazia aveva un proprio Abate, che magari dirigeva un grande numero di monaci, ma non aveva 15/20 e più Abbazie da seguire nei minimi dettagli, come invece dalle mie parti sta rischiando di accadere (e in altre zone già accade) per i Parroci.
    Nei minimi dettagli no (ma neppure un parroco segue una parrocchia nei minimi dettagli, direi), ma che gli abati seguissero più fondazioni monastiche è tipico del monachesimo. Lo stesso san Benedetto (cfr. Dialoghi, II, cap. XXII) fondò un monastero a Terracina e si occupò di regolarne nei minimi particolari la disposizione degli edifici (solo di quest'aspetto parla la vita gregoriana: non sappiamo se intervenisse anche in altri modi). Ma, per esempio, una delle ragioni della crisi di Cluny fu proprio il gran numero di monasteri che dovevano essere diretti e sorvegliati dall'abate cluniacense.
    È ormai tempo di svegliarci dal sonno (Rm 13,11)

  2. #42
    coram Deo
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da Fidei Depositum Visualizza Messaggio
    una delle ragioni della crisi di Cluny fu proprio il gran numero di monasteri che dovevano essere diretti e sorvegliati dall'abate cluniacense.
    Ed infatti la ragione per cui molte organizzazioni parrocchiali stanno andando o andranno presto in frantumi, con danni gravissimi per le anime, è il fatto che un solo parroco deve attendere talvolta a troppe parrocchie, magari pressochè da solo.

    A volte il sacerdote non ha fiducia a delegare nulla ai parrocchiani, altre volte i fedeli non sono collaborativi (abituati ai vecchi parroci factotum, pensano di non dovere e di non poter fare nulla, perchè tutto spetta solo e soltanto al prete), altre volte ancora sono le due cose insieme...

    Un CPP ed un CPAE seri, in cui ci si occupi con impegno e serietà della gestione parrocchiale, sono forse l'unico rimedio su cui ancora si può sperare.

  3. #43
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    Io faccio parte del consiglio pastorale della mia parrocchia e del consiglio pastorale zonale della zona delle mie parrocchie. Ricordo che una volta i parroci hanno accolto una mia proposta sul luogo dove fare la giornata comunitaria dove poi è venuto anche il Vescovo. Stasera c'è il consiglio zonale e il don moderatore spesso mi fa parlare. Sono contento perché vedo ( e non solo naturalmente con me) che i parroci ci ascoltano.

  4. #44
    Veterano di CR L'avatar di Card.Luciani
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    Consiglio Pastorale Parrocchiale-istituzione



    Ho provato a fare una ricerca ma non ho trovato discussioni aperte, in caso contrario, prego di spostare il messaggio nella sede opportuna..
    Nella mia diocesi non esistono i consigli parrocchiali ed il parroco ha detto che a settembre vorrebbe formare il consiglio pastorale; nello stesso mese, in diocesi dovrebbero essere emanate nuove Norme sulla formazione dei consigli suddetti.
    Mi chiedo, sperando che rimanga solo un'ipotesi: nel caso uscissero nuove Norme (le attuali non si sa dove trovarle) ma il parroco formasse un CPP in spregio alle norme stesse, ad esempio nominando lui tutti i membri, il CPP sarebbe legittimo? Anche se il parroco stesso dicesse che "..il Vescovo ha detto che va bene anche così"??Cercando sul web, ho visto che solitamente il consiglio è composto da membri di diritto, membri eletti ed altri nominati dal Parroco.
    In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus charitas!

  5. #45
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    Dall'Istruzione La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa della Congregazione per il Clero:
    111. Il Consiglio pastorale è un organismo consultivo, retto dalle norme stabilite dal Vescovo diocesano, per definirne i criteri di composizione, le modalità di elezione dei membri, gli obiettivi e il modo di funzionamento.
    .

    Pertanto non esistono norme di carattere generale circa le modalità di composizione e di elezione dei membri, ma esse vengono autonomanente stabilite dal Vescovo diocesano.
    Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube
    cum potestate et gloria magna.
    (Luc. 21, 27)

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Dall'Istruzione La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa della Congregazione per il Clero:
    111. Il Consiglio pastorale è un organismo consultivo, retto dalle norme stabilite dal Vescovo diocesano, per definirne i criteri di composizione, le modalità di elezione dei membri, gli obiettivi e il modo di funzionamento.
    .

    Pertanto non esistono norme di carattere generale circa le modalità di composizione e di elezione dei membri, ma esse vengono autonomanente stabilite dal Vescovo diocesano.
    La mia domanda era retorica e volutamente provocatoria.
    Nel caso in cui, nonostante le Norme scritte, il Parroco agisse di sua iniziativa, il CPP sarebbe valido?
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  7. #47
    Veterano di CR L'avatar di Card.Luciani
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    Citazione Originariamente Scritto da monacus Visualizza Messaggio
    Di solito ci sono delle norme diocesane in materia che si rifanno a delle indicazioni della Conferenza Episcopale. Ogni parroco poi le adatta alla paricolare circostanza...

    No..se ci sono delle Norme diocesane il Parroco è tenuto ad applicarle, altrimenti sono inutili!!
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