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Discussione: Servo di Dio Luigi Giussani, Sacerdote (15 ottobre 1922-22 febbraio 2005)

  1. #131
    Moderatrice L'avatar di AntonellaB
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    Il sorriso di don Giussani

    di Angelo Busetto



    A sorpresa, prima della benedizione finale della Messa, l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola chiede il microfono e parla a braccio. Ricorda il modo di sorridere di don Giussani, la sua risata ampia e sonora, ma soprattutto il sorriso con il quale ti guardava quando gli parlavi. Quel sorriso non ti risparmiava nulla, non ti risparmiava il tuo desiderio di felicità, il compimento della tua vita, non ti risparmiava il tuo vero bene.

    La capacità di incontrare e di ridestare l’umano, è stata un dono grandissimo di Giussani. Quante persone risvegliate alla vita, scovate nella profondità del loro io e riportate in superficie nell’incontro con lui hanno ricominciato a desiderare e a vivere. Don Giussani era un uomo: si faceva incontrare così e incontrava la tua umanità nella sua interezza. Preso dal fascino di Cristo, ne comunicava l’attrattiva, raccontando di quest’Uomo-Dio in maniera tale che ti sentivi partecipe degli avvenimenti della sua vita e il Vangelo diventava un fatto che accadeva davanti ai tuoi occhi.

    Nell’amicizia con don Giussani – un’amicizia estesa a un numero sterminato di persone – cominciavi a sperimentare che il cristianesimo non è una verità o una morale accanto alla vita, ma una risposta a te, la risposta che il tuo cuore desidera, una modalità di vita che ti corrisponde quanto più la abbracci e la pratichi.

    In questi tempi si è ritornati a parlare della contemporaneità di Cristo.
    Ebbene, Giussani faceva percepire Cristo come un uomo presente, come il Dio e Signore salvatore di cui la tua umanità e tutti gli uomini insieme, hanno bisogno. Profondamente innestato nella Chiesa, il carisma di don Giussani ha informato tanti ambienti di vita, inserendosi con la forza della fede e con l’intraprendenza di un forte carisma. E’ quindi una buona notizia l’annuncio, nella ricorrenza del settimo anno dalla morte, mercoledì 22 febbraio, dell’inizio della causa di beatificazione di don Luigi Giussani. Si apre cioè tutto l’iter, complesso e accuratissimo, che dovrà percorrere i vari passaggi dal ‘processo’ diocesano alla verifica e conferma della Congregazione dei santi, guidata dal Cardinale Amato.

    La vita di don Giussani è stata intensissima come estensione di rapporti, ampiezza di iniziative e profondità di accenti. Da lui è nato ‘movimento di persone’ che continua ad estendersi, persuadendo alla fede e all’amicizia di Cristo, all’appartenenza vivace e attiva alla Chiesa di Dio, al vigore della testimonianza e alla dedizione della missione, in tanti ambienti e in tante parti del mondo.

    Il carisma di don Giussani è fiorito nella Chiesa ambrosiana, ed ora tocca a un suo discepolo, Angelo Scola, divenuto vescovo di quella Chiesa, avviare i primi passi del necessario iter che potrà condurre don Giussani a essere proclamato maestro di fede e modello di vita nella Chiesa e nel mondo. Come diceva appunto il cardinal Scola nell’omelia della Messa di anniversario nel Duomo di Milano, “monsignor Giussani ha espresso questa sensibilità ambrosiana con forza profetica fin dalla fine degli anni ’50, educando all’assunzione integrale di ogni aspetto dell’umana esistenza. Per la logica dell’incarnazione il cristiano è colui che testimonia - in famiglia, al lavoro, nel sociale a tutti i livelli fino ad arrivare all’impegno politico - l’opera salvifica del Crocifisso Risorto”.

    www.labussolaquotidiana.it
    Finchè....non ritorni....il Signore!

  2. #132
    Saggio del Forum L'avatar di lucpip
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    "Don Giussani santo subito". Il popolo di Cl lo vuole sugli altari
    La Diocesi di Milano annuncia il via all’iter di beatificazione del sacerdote. Il cardinale Scola: "In lui una forza profetica"
    di Sabrina Cottone - 23 febbraio 2012, 09:01

    Milano - «Ma voi credete davvero in Cristo?» chiedeva con la sfrontatezza dell’amore ai suoi liceali. È il 1954, l’Italia è cattolicissima o almeno così appare. A molti, quasi a tutti, ma non a lui, don Luigi Giussani.

    Dove gli altri vedono code ai confessionali, lui intuisce la secolarizzazione che avanza. Per questo compie una scelta in apparenza piccola e in verità rivoluzionaria: lasciare una prestigiosa cattedra di teologia per insegnare religione agli studenti del Berchet. Un liceo classico di quella Milano bene che si preparava a convertirsi all’indifferenza, quando non al disgusto verso la Chiesa.

    Da lì è partito tutto, la fiumana di giovani e via via meno giovani che hanno seguito quel «grande educatore» in settanta e più Paesi del mondo. Come molti fondatori, non voleva fondare nulla. Si è visto nascere tra le mani un movimento ecclesiale tra i più vivi, prolifici e contestati. Nella Chiesa, nella società e nella politica. Dici Comunione e liberazione, capita a tutte le cose fatte di uomini, anima e corpo, carne e sangue, sono molto amate e grande segno di contraddizione. Un destino che si ripete da duemila anni.

    Sette anni dopo la sua morte, avvenuta il 22 febbraio del 2005, don Juliàn Carron, presidente della Fraternità di Cl, suo erede alla guida del movimento, ha presentato all’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, la richiesta di apertura della causa di beatificazione e di canonizzazione. Insomma, don Giussani santo, anche se le tappe sono lunghe e numerose e questo è solo il primo passo.

    È stato proprio il cardinale Scola, che in gioventù fu suo allievo e esponente lui stesso di Cl, a celebrare la Messa milanese che si è conclusa con l’annuncio tanto atteso dai devoti di don Gius. «Ha avuto inizio l’iter canonico per introdurre la causa di beatificazione e canonizzazione di questo benemerito figlio della Chiesa ambrosiana» comunica ufficialmente la Diocesi ambrosiana.

    Adesso tocca al cardinale Scola, dopo una consultazione dei vescovi lombardi, decidere l’apertura del processo. Accanto all’affetto, allo studio, all’ammirazione di una vita, parla per lui l’omelia di ieri sera: «Il carisma cattolico che lo Spirito ha dato a Giussani, che la Chiesa ha universalmente riconosciuto, e di cui decine di migliaia di persone in tutto il mondo possono oggi godere, è fiorito in questa santa Chiesa ambrosiana». Ricorda «il paterno vincolo di comunione», «la forza profetica», l’«aspetto geniale» della sua proposta educativa.

    Monsignor Luigi Giussani nacque il 15 ottobre 1922 a Desio e morì il 22 febbraio 2005 a Milano. Lo hanno definito «il mungitore», per quel che riusciva a tirare fuori dalle anime. «Diceva delle cose che mai avevo sentito. Era eccezionale» racconta uno dei suoi amici sacerdoti, ma parole simili sono state pronunciate da una marea di persone innamorate di quel prete che attraeva a sé e a Cristo anche atei e agnostici professi.

    Ai suoi funerali, celebrati il 24 febbraio, il Duomo di Milano era stracolmo. A pronunciare l’omelia l’allora cardinale Joseph Ratzinger, che due mesi dopo sarebbe diventato Benedetto XVI. Come il suo predecessore, Giovanni Paolo II, Papa Ratzinger ha conosciuto personalmente don Giussani e non ha mai fatto mistero della sua stima. Fanno parte della famiglia pontificia, con l’incarico di prendersi cura dell’appartamento del Papa, quattro memores Domini, laiche consacrate del movimento di don Giussani.

    Grandi ammiratori. Ma non sempre sono state rose e fiori. Con il cardinale Colombo, suo vescovo ai tempi della nascita di Cl, l’incomprensione era totale. Ogni lunedì andava in Curia e spesso usciva in lacrime da quei colloqui infruttuosi. In mezzo a alti e bassi è passata la storia del candidato agli altari Luigi Giussani.

    Al via libera dell’arcivescovo, verrà istituito il tribunale diocesano, che con una commissione di storici e teologici nominata ad hoc, procederà ad ascoltare i testimoni convocati dalla postulatrice, la docente di Diritto canonico Chiara Minelli, vicepresidente della Fraternità di Cl. Poi la causa si sposta a Roma, alla Congregazione dei Santi, che rivede vita opere e miracoli. Infine tutto arriva nelle mani del Santo Padre. I tempi? Impossibile dirlo. Come insegna la storia, per diventare santi ci possono volere cento anni. Oppure uno.

    Fonte: http://www.ilgiornale.it/interni/don...e=0-comments=1

    Discreto articolo dal pessimo titolo. Anzi falso. Nessuno in C.L. ha mai chiesto o detto od urlato Santo subito. Anzi mi sembra che nell'evidenza della grande personalità ed obbiettiva umana santità di mons. Giussani, il movimento sta combiendo tutti i passi previsti dal CJC senza richiedere deroghe.
    Ogni giorno che passa è un giorno in meno - COMING SOON!

  3. #133
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    Citazione Originariamente Scritto da lucpip Visualizza Messaggio
    Per non andare OT è meglio parlarne qui: http://www.cattoliciromani.com/forum...ione-1095.html
    Ho risposto
    Venit Ioannes Baptista praedicans in deserto Iudaeae et dicens:
    «Paenitentiam agite; appropinquavit enim regnum caelorum».
    (Matth. 3, 1-2)

  4. #134
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    Citazione Originariamente Scritto da Ulell Visualizza Messaggio
    E' dalla sua morte che sul sito c'era la richiesta dei documenti...
    Comunque grande cosa, grande cosa...
    Ciao,
    non è che tutti però vadano sul sito ... o se lo immaginino.
    Grazie delle info e grazie a Dio, spero che inizi il processo
    di beatificazione di questo uomo e sacerdote così
    pronto a servire la Sua Chiesa:
    ogni fondatore ha il suo metodo e le sue incomprensioni attorno e
    dentro l'opera stessa che inizia, perciò
    ben venga questo processo magari un po' di verità
    sulla persona stessa e la sua vita, le sue scelte, chiariranno dubbi
    e scioglieranno riserve.
    Chissà!
    Lo Spirito Santo assista tutti quelli che
    serviranno la causa eventuale.

  5. #135
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    Chiesta l'apertura della Causa di beatificazione per don Giussani. La gioia di Cl nelle parole di don Carron

    Un lungo applauso dei diecimila fedeli ha attraversato ieri sera il Duomo di Milano, quando il presidente di Comunione e Liberazione don Julian Carron ha annunciato di aver presentato all’arcivescovo di Milano la richiesta di apertura della Causa di beatificazione e di canonizzazione di mons. Luigi Giussani, fondatore di Cl. Un annuncio giunto al termine della celebrazione nel settimo anniversario della scomparsa e nel 30.mo del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione. Il servizio di Fabio Brenna:

    Il cardinale Angelo Scola, che ha presieduto la celebrazione, ha ricordato all'omelia l’“aspetto geniale della proposta educativa di Giussani”, ovvero “l’efficace riproposizione della verità cristiana che nessuno può salvarsi da sé”, ricordando poi la “forza profetica” del sacerdote ambrosiano:

    “Mons. Giussani ha espresso questa sensibilità ambrosiana con forza profetica fin dagli anni ’50, educando all’assunzione integrale di ogni aspetto dell’umana esistenza. Per la logica dell’incarnazione, il cristiano è colui che testimonia l’opera salvifica del Crocifisso risorto ovunque: in famiglia, nel lavoro, nel sociale, a tutti i livelli, fino a giungere al delicatissimo impegno politico. Tutto è vostro”.

    Parlando poi della "creatura" di don Giussani, il cardinale ha spiegato il senso di quelle parole che stanno nel nome, insistendo sull’aspetto “comunione” come premessa indispensabile per l’unità dei credenti, e affidando un preciso compito a tutti gli appartenenti al Movimento:

    “Praticare, nella cordiale assunzione del principio della pluriformità nell’unità, il principio dell’attuazione materiale della comunione. Praticare una profonda comunione con tutta la Chiesa diocesana che vive a immagine della Chiesa universale”.

    Dopo l’annuncio dell’avvio della Causa di beatificazione, il cardinale Scola ha ricordato con commozione la sua lunga frequentazione con il “Gius”, come veniva chiamato dai suoi don Giussani, sottolineando il particolare dello sguardo:

    “Un sorriso discreto come un abbraccio ma attraversato sempre da un impeto che ti impediva di assecondare la tua ‘vanitas’: don Giussani non ti risparmiava niente, ma non ti risparmiava neanche il tuo proprio bene”.

    Postulatrice della Causa di beatificazione è Chiara Minelli, docente di Diritto canonico all’Università di Brescia.

    Parte, dunque, a questo punto il lungo iter della raccolta delle tante testimonianze di chi ha vissuto accanto a don Giussani. Lo spiega al microfono di Paolo Ondarza don Julian Carron, presidente di Cl:

    R. – Essendo morto così di recente, in tanti hanno avuto l’esperienza di un lunghissimo rapporto con lui, e allora in tanti possono testimoniare davanti alle autorità della Chiesa quello che hanno visto e cosa li abbia colpiti di questa persona. In quetso modo, potrà essere verificata l’azione di Dio.

    D. – Alla Messa di ieri, almeno diecimila persone, forse di più, hanno riempito le tre navate del Duomo. La gente era anche all'esterno...

    R. – Sì, questo è un ulteriore segno di cosa abbia significato e cosa significhi tuttora la figura di don Giussani. Noi abbiamo tanti altri segni del grande affetto per lui. Per esempio, la continua visita alla tomba e tanti biglietti con cui il popolo gli si rivolge.

    D. – E la fraternità di Comunione e Liberazione come ha vissuto questo momento importante?

    R. – Per noi, prima di tutto, è una grande gioia e un’ulteriore responsabilità nel riconoscere quale sia stata veramente l’opera di Dio nella persona di don Giussani, come testimone di Cristo. In un momento particolarmente travagliato della storia, lui ha dato testimonianza di come Cristo renda più umano ogni aspetto della vita, se uno si lascia generare da Lui e lo segue. Don Giussani per noi è stato sempre un testimone di cosa possa diventare la vita, cosa possa diventare un uomo quando si lascia travolgere dall’attrattiva vincente, come la chiamava don Giussani, del cristianesimo.

    D. – Un testimone di Dio per l’uomo post-moderno, con tutte le difficoltà che presenta il mondo contemporaneo...

    R. – Come uomo del nostro tempo le ha vissute sulla propria carne: in una città come Milano, con tutta la sua ricchezza, con tutta la sua sfida culturale, don Giussani ha testimoniato cosa vuol dire essere cristiano oggi.

    D. – Sono passati sette anni dalla morte di don Giussani e più volte egli ha indicato come fondamentale la domanda della presenza di Cristo in ogni situazione della vita e in ogni tempo. E’ questo a renderlo ancora così attuale?

    R. – Sì, proprio per aver vissuto non fuori del reale, ma nella realtà storica in cui tutti noi viviamo. A partire dalla propria esperienza di fede, egli ha potuto dare giudizi, illuminare, suggerire modalità di risposta attuali alle sfide contemporanee. Penso, per esempio, a quando ha incominciato la sua missione nella scuola, nel Liceo Berchet: aveva intuito più in fretta di tutti quello che adesso tutti riconosciamo, l’emergenza educativa. E’ un piccolo esempio tra tanti altri di quello che il cardinale Scola ieri chiamava il suo "dono profetico". (ap) +

    Fonte: radiovaticana
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  6. #136
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    23/02/2012

    Don Giussani verso la beatificazione


    Il successore don Carrón ne ha fatto richiesta al cardinale Scola, durante la messa di suffragio per il fondatore di CL


    MILANO, giovedì, 23 febbraio 2012 (ZENIT.org) – La copiosa lista di santi e beati d’Italia si arricchirà presto del nome di Luigi Giussani. È stato ieri sera, in occasione della messa di suffragio a sette anni dalla scomparsa, che don Julian Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha formulato la richiesta dell’apertura della causa di beatificazione e canonizzazione per il suo predecessore.
    Nel corso dell’omelia della messa di suffragio, celebrata nel Duomo di Milano, l’arcivescovo della diocesi ambrosiana, il cardinale Angelo Scola, ha messo in evidenza un passo dal libro del Qoèlet: “Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo” (Qo 8,8).
    Una citazione veterotestamentaria che, ad avviso del porporato, ben si armonizza con il pensiero di don Giussani della cui proposta educativa, ha ricordato Scola, un “aspetto geniale” fu “l’efficace riproposizione della verità cristiana che nessuno può salvarsi da sé”.
    Il fondatore di CL ricevette dallo Spirito un “carisma cattolico”, fiorito nella Chiesa ambrosiana, che “la chiesa ha universalmente riconosciuto e di cui decine di migliaia di persone in tutti il mondo possono oggi godere”, ha aggiunto l’arcivescovo.
    Il cardinale Scola è stato un figlio spirituale di don Giussani e - come sottolineato da don Julian Carrón nel saluto finale - il giorno del suo insediamento nella diocesi, ne ricordò il “genio educativo”.
    Il fondatore di CL ebbe – tra i tanti meriti – quello di aver saputo affrontare l’“acuta tentazione”, oggi dominante, di una “frattura, apparentemente insanabile, tra fede e vita” e di aver prospettato ai suoi allievi la possibilità di “vivere nell’incontro con Cristo un cammino veramente umano”, ha proseguito don Carrón.
    La sequela del carisma giussaniano ha rappresentato per molti cattolici la possibilità di “verificare ogni giorno la presenza del Salvatore come risposta a quel grido di bisogno di salvezza, che – come ha ricordato Lei stesso nel Suo intervento al recente convegno Gesù nostro contemporaneo − è del «cuore di ogni uomo di ogni tempo e luogo, per quanto confuso possa essere il suo incedere lungo la strada della vita»”, ha detto don Carrón rivolto all’arcivescovo.
    “Non desideriamo altro – ha aggiunto - che vivere con la Chiesa e per la Chiesa e servire con tutto noi stessi e secondo le nostre possibilità, in filiale obbedienza a Lei, questa Chiesa ambrosiana in cui il carisma di don Giussani è fiorito fino a portare frutti copiosi in tutti i continenti”.
    Al termine del suo intervento don Carrón ha presentato la richiesta di apertura della causa di beatificazione e canonizzazione di don Luigi Giussani. “Che la Madonna − «di speranza fontana vivace» − ci aiuti ogni giorno a diventare degni delle promesse di Cristo e della immensa grazia che nel carisma di don Giussani abbiamo ricevuto e ancora riceviamo”, ha poi concluso il presidente di CL.
    La richiesta di beatificazione e canonizzazione di don Giussani è stata inoltrata il 22 febbraio 2012, giorno dell’anniversario e festa della Cattedra di San Pietro, attraverso la postulatrice nominata dal Presidente della Fraternità, canonicamente costituitosi Attore di detta Causa: si tratta della professoressa Chiara Minelli, docente di Diritto canonico ed ecclesiastico nell’Università degli Studi di Brescia.

    fonte

  7. #137
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    CL è oggetto di un attacco ostile proveniente in particolare da ben noti partiti e dalle frange progressiste ecclesiali, che non le perdonano di aver fatto retrocedere l'influenza del marxismo prima nelle scuole, poi anche nella Chiesa. Si può dire di tutto di CL, tranne che non rappresenti un faro di fedeltà al Papa e al Magistero, molto più di tanti suoi critici.

    Inoltre, non è possibile accollare a don Giussani le colpe eventuali dei suoi epigoni. E' come dire che il peggior salesiano oscura la santità di S. Giovanni Bosco!

  8. #138
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    Esclusivo/ Don Giussani ha guarito i bambini malati. Ecco i suoi miracoli. Beatificazione vicina


    Mercoledì, 29 febbraio 2012 - 09:48:00
    di Antonino D'Anna
    "Allora, come va con don Giussani? C'è il miracolo?". "Posso dire che abbiamo già raccolto delle intercessioni attribuite a lui. Dopo una cernita, le presenteremo nel corso della causa di beatificazione". La notizia, che una fonte in Comunione e Liberazione rivela ad Affaritaliani.it, ha due significati: il primo, che don Luigi Giussani avrebbe (questo sarà poi valutato nel corso del processo di beatificazione) già compiuto delle intercessioni buone per essere riconosciute come miracoli; la seconda è che quindi la causa potrebbe procedere - salvo intoppi - speditamente nei due gradi (diocesano e Vaticano, presso la Congregazione per le Cause dei Santi) previsti dal diritto canonico della Chiesa cattolica.
    BAMBINI E AMMALATI- La fonte è tenuta al massimo riserbo sul contenuto delle intercessioni (ricordiamo che per aversi la beatificazione sarà anche necessaria l'analisi di un miracolo, ossia di una guarigione scientificamente inspiegabile ottenuta per intercessione, ossia per le preghiere e per la fede, del candidato alla beatificazione e poi alla santità), ma ci dà un indizio: "Basta andare a vedere la tomba di don Giuss per capire che cosa riguardano le intercessioni. Posso aggiungere che le abbiamo raccolte dal 2005, dopo la morte di don Luigi. E ancora oggi riceviamo email con notizie di guarigioni" ottenute pregando il fondatore di Cl. Andiamo a visitare la tomba di don Giussani, al Cimitero Monumentale di Milano.
    UN PELLEGRINAGGIO CONTINUO - Al Monumentale siamo con un'altra fonte, sempre dal movimento di don Luigi. Spiega: "Quando il Giuss è morto, gli hanno dato un posto nel Famedio (la cappella in cui sono sepolti cittadini che hanno dato fama a Milano, N.d.R.). Non appena lo hanno seppellito è iniziato un pellegrinaggio, discreto ma continuo, verso la sua tomba. La gente veniva al Famedio, portava lumini su lumini, e qui tu vedi anche l'amore per il don. Lo piangono e lo hanno pianto come un parente". Così tanta è stata la gente che ha visitato la tomba di don Giussani, che "qualche anno fa lo hanno spostato in un altro posto, più accessibile. È quello dove stiamo andando", in fondo al viale centrale. Ecco la tomba di don Giussani.
    COME PAPA WOJTYLA - La sepoltura attuale è quella che accoglie le spoglie del fondatore di Cl dopo che il Famedio non solo si è rivelato inadatto a ospitare il pellegrinaggio continuo di devoti, ciellini e semplici fedeli, ma è stato anche - la notte dell'8 giugno 2006 - teatro della profanazione della tomba del fondatore di Cl. I ladri hanno rubato gli ex voto in argento deposti davanti alla tomba. Per questo il comune ha concesso a Comunione e Liberazione uno spazio apposito. Una tomba dalle pareti trasparenti, con un enorme blocco di pietra a contenere la bara di don Giussani (vedi foto). "Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza" è il motto che accoglie i visitatori. Qui la gente viene a pregare e lascia le sue intenzioni di preghiera, testimonianze, messaggi. Esattamente come accade a Roma nelle Grotte Vaticane, sulla tomba del beato Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla.

    WEEKEND DI PREGHIERE E TESTIMONIANZE - Ma è nel fine settimana che la tomba riceve le visite più numerose, anche con gruppi di fedeli che arrivano dall'estero. Vengono a ringraziare don Giussani per un'intercessione oppure a chiedere un aiuto. Che cosa vengono a cercare, qui? La fonte risponde: "Vengono o a chiedere la fede, a riscoprirsi credenti - e diciamo che in questo senso don Giuss ha fatto grazie spirituali. Oppure vengono, come è stato qualche tempo fa con un gruppo dalla Svizzera, a chiedere aiuto per qualche ammalato di cancro. E infine ragazzi e mamme con bambini, che vengono a chiedere la sua protezione". La preghiera è testimoniata anche e soprattutto nel corso delle Sante Messe festive che si tengono al Monumentale (in particolare quella delle 16), capaci di riunire tanti ciellini in cerca di un'intercessione. E non solo loro.

    http://affaritaliani.libero.it/milan...ni-290212.html

  9. #139
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    Messa del cardinale Bertone per don Giussani: un profeta dell’incontro con Dio

    Il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha celebrato ieri pomeriggio in San Pietro una Messa nel 7.mo anniversario della morte di mons. Luigi Giussani e nel 30.mo del riconoscimento pontificio della Fraternità di “Comunione e Liberazione". Il porporato ha ribadito la grande attualità della vita e degli insegnamenti di don Giussani. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    “Testimoniate al mondo la bellezza dell’avvenimento cristiano con coraggio e generosità”: è l’esortazione che il cardinale Bertone ha rivolto ai fedeli di “Comunione e Liberazione”, ai quali ha portato il saluto e l’incoraggiamento del Papa. Quindi, ha messo l’accento sull’eredità spirituale lasciata da don Giussani alla Chiesa e al mondo:

    “Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo; incontro con la Persona di Gesù nel quale ‘Dio si è fatto uomo’; incontro con la Chiesa, luogo della compagnia dei cristiani in cammino verso e dentro la vera vita”.

    Con il percorso della Causa di beatificazione e canonizzazione di don Giussani, ha aggiunto il cardinale Bertone, “ci attende l’esperienza di un appassionante coinvolgimento alla sua audacia di cristiano e di Sacerdote”. Ha quindi ribadito che il fondatore di Cl era un uomo profondamente libero perché animato da una fede salda nel Signore. “Sul suo esempio e alla luce dei suoi insegnamenti – ha proseguito - anche voi oggi siete chiamati a una verifica sincera della vostra fede”. Ed ha sottolineato che, come esorta Benedetto XVI, “è necessario compiere un serio percorso per mostrare la relazione della fede con i bisogni dell’esistenza”, superando “la frattura moderna fra ragione e fede, tra sapere e credere”. Si tratta, ha osservato ancora, “di compiere un reale cammino umano in cui fare esperienza che il Signore Gesù non è un’idea, un discorso, ma un avvenimento, una Persona, che dà alla vita una nuova prospettiva”. Dell’importanza di questo cammino, ha concluso il cardinale Bertone, don Giussani “era intimamente persuaso e lo ha proposto con ardore instancabile e affascinante ragionevolezza”, convincendo “moltitudini di persone, specie i giovani, a mettere Cristo al centro della loro vita”.


    fonte: Radio Vaticana
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  10. #140
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    12 febbraio
    Messa di Scola con Cl in ricordo di don Giussani

    Alle 21 in Duomo, in occasione dell’anniversario della morte e del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione





    8.02.2013 A otto anni dalla morte di monsignor Luigi Giussani e nel 31° anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione (Cl), martedì 12 febbraio l’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, presiederà una celebrazione eucaristica in Duomo alle 21. Come a Milano, in questi giorni si tengono celebrazioni di Cl in tutto il mondo (l’elenco è su www.clonline.org); il 22 febbraio, nel giorno dell’anniversario della morte, a Lodi con monsignor Giuseppe Merisi, a Mantova con monsignor Roberto Busti, a Como con monsignor Diego Coletti.
    Don Giussani nacque il 15 ottobre del 1922 a Desio e morì il 22 febbraio 2005 a Milano. Due giorni dopo il funerale il Duomo fu presieduto, come inviato personale di Giovanni Paolo II, dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, che a distanza di poche settimane sarebbe diventato Papa, e concelebrato dall’allora Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, dal cardinale Scola, allora Patriarca di Venezia, dal successore alla guida del movimento di Comunione e Liberazione, don Julián Carrón, e da centinaia di altri sacerdoti. La salma ora riposa in una Cappella posta in fondo al viale centrale del Cimitero Monumentale, anche per agevolare le numerose persone che ogni giorno si ritrovano a pregare e celebrare la Messa davanti alla sua tomba. In occasione del settimo anniversario della morte, il 22 febbraio 2012, era stato dato l’annuncio della formale richiesta alla Santa Sede per dare inizio al processo per la causa di beatificazione e canonizzazione di don Giussani: attualmente, in sede diocesana, si sta seguendo la prassi consueta in questi casi.
    Il cardinale Scola, nella sua omelia dello scorso anno, delineò il profilo del fondatore di Cl, del sacerdote ambrosiano dal geniale carisma educativo, ma anche, umanamente, dell’amico e maestro, «con il sorriso che non si dimentica», come aggiunse alla fine della celebrazione. «Don Gius» - così lo chiama anche il Cardinale - ha educato, dagli anni Cinquanta, nel solco della Chiesa ambrosiana, e «fin dai suoi primordi ha trasformato il metodo dell’azione di Dio nella storia degli uomini in una feconda proposta educativa». All’interno della quale «il cristiano è colui che testimonia ovunque, in famiglia, al lavoro, nel sociale fino ad arrivare al delicatissimo impegno politico, l’opera salvifica di Cristo risorto». «Il carisma cattolico che lo Spirito ha dato a monsignor Giussani e che la Chiesa ha universalmente riconosciuto, e di cui decine di migliaia di persone in tutto il mondo possono oggi godere, è fiorito in questa santa Chiesa ambrosiana - ribadì l’Arcivescovo -. L’amore che monsignor Giussani le portava è documentato da mille e mille segni e testimonianze. Per i fedeli di questa Diocesi appartenenti al movimento di Comunione e Liberazione questo dato di fatto costituisce una responsabilità che chiede di essere sempre rinnovata: praticare una profonda comunione con tutta la Chiesa diocesana che vive a immagine della Chiesa universale. Questa comunione è con l’Arcivescovo, con i sacerdoti, con i religiosi e le religiose, con tutte le aggregazioni di fedeli, con tutti i battezzati e con tutti gli abitanti della nostra “terra di mezzo”».

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