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Discussione: Organo nella tua chiesa (elettrico, a canne...)

  1. #111
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    Citazione Originariamente Scritto da Nikolaus Visualizza Messaggio
    Tratto da : 1958-INSTRUCTIO de musica sacra et sacra liturgia-recepito in Editio typica Messale 1962.
    E' ancora in vigore questo documento? Chiedo perchè ho rilevato drastiche limitazioni dell'uso dello strumento, come ad esempio:

    F) DEL TEMPO NEL QUALE È PROIBITO IL SUONO DEGLI STRUMENTI MUSICALI

    a) Nel tempo d’Avvento, cioè dai primi Vespri della prima domenica di Avvento fino a Nona della Vigilia di Natale;

    b) Nel tempo di Quaresima e di Passione, ossia dal Maturino del mercoledì delle Ceneri fino all’inno Gloria in excelsis Deo nella Messa solenne della Veglia pasquale;

    c) Nelle ferie e nel sabato delle quattro Tempora di settembre, se si fa l’Ufficio e la Messa di esse;

    d) In tutti gli Uffici e le Messe dei defunti.

    82. Il suono degli altri strumenti, eccettuato quello dell’organo, è proibito inoltre nelle domeniche di Settuagesima, Sessagesima e Quinquagesima e nelle ferie che fanno seguito ad esse.

  2. #112
    Veterano di CR L'avatar di Nikolaus
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    Nel 1988 è uscita "Paschalis sollemnitatis", lettera circolare della congregazione per il culto che aggiorna le norme per la preparzione e celebrazione della feste pasquali.

    http://www.celebrare.it/documenti/feste_pasquali.htm

    Leggi in particolare i numeri:
    5, 17, 25, 50, 61, 65,

  3. #113
    Nuovo iscritto L'avatar di andre2009
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    la liturgia si esprime chiaramente... l'organo a canne strumento eccelso nelle celebrazione liturgiche... ma oggi vediamo parroci e anche ordinari del luogo (soprattutto loro basti vedere lo scempio che fanno quando celebrano, mi dico con quale cognizione abbiano avuto la dignità Apostolica), che si lasciano coinvolgere da gruppi inventati per caso, tanto per farsi vedere con batteria, pianola, chitarre e quant'altro..... una rovina per il patrimonio culturale musicale che la chiesa conserva.... e non si può nemmeno dare colpa al Concilio Vaticano II che su questo tema è stato preciso.... ma il modernismo deve essere introdotto per forza, come il prezzemolo sta bene in ogni dove, senza però tener presente di cosa sia la liturgia e la musica sacra...

  4. #114
    Veterano di CR L'avatar di Dossofilo
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    "Si abbia in grande onore l'organo a canne"

    “Si abbia in grande onore l’organo a canne”




    di Aurelio Porfiri




    MACAO, martedì, 3 maggio 2011 (ZENIT.org).- Cominciamo con una citazione dalla Sacrosanctum Concilium: “Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti. Altri strumenti, poi, si possono ammettere nel culto divino, a giudizio e con il consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale, a norma degli articoli 22 § 2, 37 e 40, purchè siano adatti all’uso sacro, o vi si possono adattare, convengano alla dignità del tempio e favoriscano veramente l’edificazione dei fedeli” (n. 120).
    Qui tocchiamo un altro dei punti dibattuti nel postconcilio tormentato dei musicisti di chiesa: il problema dell’organo. Come si vede l’indicazione data dalla Sacrosanctum Concilium non sembra lasciare spazio ad interpretazioni contrastanti: si abbia in grande onore l’organo a canne! Certo, dobbiamo stare attenti nel pensare che un’affermazione in favore di qualcosa si deve trasformare automaticamente in una affermazione contro qualche altra cosa. Insomma, sì all’organo ma attenzione anche ad altre opzioni. Qui varrebbe la pena di riflettere se, da un punto di vista meramente pratico, l’organo è ancora uno strumento utile e pratico per le attuali liturgie, o se le stesse possono essere meglio sostenute da altri tipi di strumenti. Allora, per riflettere su questo, farò un piccolo percorso attraverso questo paragrafo (soffermandomi specialmente sulla prima parte e includendo riflessioni sulla seconda), per vagliarne l’aderenza a quanto è poi effettivamente accaduto negli ultimi 40 anni.
    ORGANUM TUBULATUM IN ECCLESIA LATINA MAGNO IN HONORE HABEATUR”
    Tenere in grande onore un qualcosa significa dargli un posto importante tra altre cose. Quindi, l’organo sia tenuto in grande onore tra altri possibili strumenti. Ricordiamo che per alcuni secoli la Chiesa latina è andata avanti anche senza l’organo. Nondimeno, lo stesso strumento ha portato dei notevoli vantaggi alle celebrazioni liturgiche (e li vedremo dopo). E’ interessante confrontare questo passo con quanto diceva molti anni fa la Divini Cultus di Pio XI, la quale affermava che:
    c’è uno strumento musicale che è proprio della Chiesa e che viene dagli antenati, l’organo, il quale, per la sua meravigliosa grandiosità e maestà, fu ritenuto degno di associarsi ai riti liturgici, sia accompagnando il canto, sia durante i silenzi del coro, secondo le prescrizioni della Chiesa, diffondendo armonie soavissime...Risuonino nei templi solo quelle armonie di organo che si rapportano alla maestà del luogo e profumano della santità dei riti; soltanto a questa condizione l’arte dei costruttori di organi e dei musicisti che useranno tali strumenti rivivrà quale efficace mezzo della sacra liturgia”.
    In quel tempo, l’uso di altri strumenti diversi dall’organo (per il quale non c’è allora neanche l’esigenza di dover aggiungere “a canne”) non era visto favorevolmente, probabilmente per reazione all’uso che si era fatto di questi strumenti nell’esecrata musica chiesastica dell’Ottocento. Pio XI, infatti, condanna in un altro paragrafo “lo smodato uso degli strumenti”. Ora, questa condanna trova ragione nel rapporto vivo che si sentiva allora tra alcuni strumenti e la musica di derivazione operistica. Quindi, è una condanna di tipo temporale e storico ma non ha valore assoluto. Mi sembra di vedere un'apertura diversa nella SC, quando si chiede giustamente per l’organo a canne un posto d’onore tra altri strumenti, ma senza escluderli. Certo, molti potranno fare qui un’opportuna considerazione sul rapporto che c’è tra alcuni strumenti e la contemporaneità culturale e sociale che viviamo. Per esempio la chitarra.
    Nessuno può negare che sia uno strumento fortemente condizionato dall’uso che se ne fa in certa cultura giovanile. Ciò non toglie che non la si può condannare in sé, come strumento. Anzi, essa è uno strumento di grande tradizione e in sé nobilissimo e che si presterebbe ad un uso interessante nella liturgia, soprattutto qualora non fosse “grattato” malamente, come spesso accade. E’ interessante quanto dice un noto esperto in materia, oltretutto già organista della Basilica di San Pietro fino ad alcuni anni fa:
    La porta della Chiesa è aperta a tutti gli strumenti musicali: qualunque strumento per sé è idoneo al culto. Esistono attualmente strumenti che per il loro particolare uso extraliturgico possono provocare associazioni psicologiche conturbanti (strumenti contaminati dall’uso profano e libertino). Ma è sempre possibile una redenzione degli stessi strumenti, attraverso il graduale mutamento del gusto e del costume. Lo stesso organo a canne, oggi tanto lodato come strumento liturgico, è un illustre 'convertito'. Il giudizio, circa la possibilità di ammettere o meno in Chiesa nuovi strumenti musicali, non spetta ai singoli Vescovi, ma alla Conferenza Episcopale Nazionale” (Emidio Papinutti, “La musica sacra dal Concilio Vaticano II° al nuovo 'Ordo Missae'”, Edizioni Francescane Roma 1971, pag. 199).
    Io credo che dovremmo spostare le nostre considerazioni, più che sul “cosa”, sul “come” si affrontano certi strumenti nella liturgia. Suonarli tanto per dire di aver suonato una chitarra, un pianoforte o qualsiasi altro strumento, non significa nulla. Quando sento anche parroci difendere un torturatore di chitarra dicendo che tanto Dio è contento uguale (sono molto fortunato, ho conosciuto molti parroci che sanno sempre quando Dio è contento e quando no…) mi verrebbe da reagire male, ma poi mi domando: ma questo parroco ha avuto la formazione liturgica adeguata, che gli permette di discernere il bianco dal nero? E, mutatis mutandis, le nostre considerazioni sopra esposte possono benissimo adattarsi proprio al nostro organo.
    Un’organista che magari mi suona splendidamente un preludio e fuga ma che agisce nella liturgia come un pesce fuor d’acqua ai miei occhi non è molto di più (liturgicamente) di un “grattatore” di chitarra (anche se ammetto che alle mie orecchie è molto più gradito l’organista, ma questa è una considerazione di tipo “estetico”, non liturgico). Non siamo ipocriti: un organista nella liturgia non è lì per fare un concerto ma per esercitare un ministero musicale importante, per cui deve essere preparato. Per esperienza personale so che sono molto pochi coloro che escono diplomati dal conservatorio e hanno poi le carte in regola per dirsi organisti liturgici. Pensiamo bene che c’è una fondamentale differenza tra un organista concertista e un organista liturgico, differenza anche di capacità diverse che vengono richieste (anche se alcune, ovviamente, possono coincidere). Si può non avere una tecnica sopraffina ma essere perfettamente in grado di “essere” nella celebrazione; si può non saper suonare brani di alto livello ma essere in grado di sostenere il canto dell’assemblea. Io se voglio un concerto vado a sentire il concertista, se voglio pregare desidero un organista liturgico. Se le due cose coincidono, meglio così. Ma non è indispensabile. E questo naturalmente non toglie che chi non ha potuto studiare la tecnica organistica in modo approfondito, dovrebbe almeno avere il desiderio di potersi migliorare per quello che è possibile. Ho domandato un opinione tempo fa sull’argomento degli organisti tecnicamente non agguerriti a padre Theo Flury, OSB, organista del monastero svizzero di Einsiedeln e docente al Pontificio Istituto di Musica Sacra:
    Innanzitutto dobbiamo essere molto grati per il loro servizio! Spesso c’è da notare tanta buona volontà, un impegno lodevole. Questo peró non dispensa dalla necessità di uno stimolo costante a imparare e a voler andare oltre i limiti di un saper fare che si è acquisito. Vedo qui una seria responsabilità da parte delle diocesi nel trovare e offrire luoghi e momenti di continua formazione per organisti liturgici di questo tipo. Come succede spesso in altri campi, anche qui un ostacolo puó essere il denaro. Peró anche in questo settore se non si vuole investire c’è poco da sperare. Per ottenere buoni risultati ci vuole sempre un adeguato sacrificio” (In “La Vita in Cristo e nella Chiesa”, Gennaio 2004).
    Si torna sempre lì, senza un impegno concreto della Chiesa, anche economico, non c’è molto margine di azione.



    ------------
    *Aurelio Porfiri vive a Macao ed è sposato, con un figlio. E' professore associato di musica liturgica e direzione di coro e coordinatore per l’intero programma musicale presso la University of Saint Joseph a Macao (Cina). Sempre a Macao collabora con il Polytechnic Institute, la Santa Rosa de Lima e il Fatima School; insegna inoltre allo Shanghai Conservatory of Music (Cina). Da anni scrive per varie riviste tra cui: L'Emanuele, la Nuova Alleanza, Liturgia, La Vita in Cristo e nella Chiesa. E' socio del Centro Azione Liturgica (CAL) e dell'Associazione Professori di Liturgia (APL). Sta completando un Dottorato in Storia. Come compositore ha al suo attivo Oratori, Messe, Mottetti e canti liturgici in latino, italiano ed inglese. Ha pubblicato al momento quattro libri, l'ultimo edito dalle edizioni san Paolo intitolato “Abisso di Luce”.

    Fonte: zenit.org

  5. #115
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    Questo simpaticone sta tentando di dire, che in realtà noi organisti siamo degli incapaci, sappiamo soltanto suonare e non svolgiamo il ministero di innalzare le anime a Dio (così dice lui).
    IO SONO STUFO! Dice "non siate ipocriti", ma farebbe bene a dirselo da solo, perché non può oggettivamente proclamare la dignità di uno strumento a partire dalle intenzioni di chi lo suona. E nemmeno dall'uso che ne viene fatto; il suo scopo è dimostrare che - per la Chiesa - una fuga doppia di Bach risulta essere troppo fatta bene e come tale è da scartarsi rispetto ad un giro d'accordi strappati in do maggiore. Perché ci vuole semplicità, convinzione, atteggiamento devoto, e bla bla bla. Con i suoi modi da giornalista consumato sta dichiarando il falso, confondendo abilmente le carte della superiorità culturale con le motivazioni del cecilianesimo. Nemmeno l'estetica musicale ha più senso per lui; perché alle sue orecchie sarà anche gradito l'organista, ma il grattatore stocastico di corde ha più spirito liturgico. Roba da far venire il vomito.
    Questi articoli sono dei delitti contro l'umanità, la cultura e l'intelligenza delle persone.
    Ultima modifica di Raffaele; 25-05-2011 alle 22:31

  6. #116
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    Vedo che l'argomento non ha suscitato grande interesse. O va bene a tutti che quest'uomo getti melma sulla musica e sulla cultura di noi esseri umani, oppure non avete il coraggio di ammettere che tutta la magnifica montatura a base di articoli precedenti si trattava soltanto di un miraggio in cui avete creduto.
    Quanto a me, farò il possibile perché il mio disappunto e la mia indignazione siano manifesti.

  7. #117
    Veterano di CR L'avatar di Nikolaus
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    Caro Fiat,
    l'uomo di cui sopra è un essere pernicioso, tanto più perchè ha una buona capacità di parola ed insignito del titolo del professore, pertanto ancora più pericoloso.
    Come sai io sono per il rogo dele chitarre sul piazzale della chiesa e sul restauro di tutti gli organi presenti nei luoghi sacri e la costruzione di nuovi ove ancora non esistano.
    Il danno enorme fatto alla liturgia oltre che alla civiltà musicale che la musica sacra nell'occidente cristiano ha contribuito a costruire nel corso di due millenni è enorme e credo che nè tu nè io potremo vedere tempi migliori; ciononostante mi batto quotidianemente contro l'ignoranza secolare e clericale che deturpa le nostre liturgie e depaupera il nostro spirito della consolazione della buona musica. Un tempo la Chiesa è stata culla della vera arte, ora non più.
    Mala tempora currunt.

  8. #118
    Fedelissimo di CR L'avatar di Cavalier
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    Io ho votato Organo a canne perché lo considero il più bello...

    Ma se penso alla mia chiesa, non so dove potrebbe starci fisicamente...

    Noi abbiamo un Viscount Prestige V.

  9. #119
    CierRino L'avatar di Teofilo89
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    Fanno bene a parlare. Ovvio. Ma i c.d. organisti liturgici che sono così spesso citati altro non sono, il più delle volte, religiosi che non sanno una cippa della musica. Li usano solo perché costano gratis. Voglio qui ricordare che Palestrina veniva pagato fior di quattrini per fare il suo "servizio". Ergo, qui la tendenza ecclesiale è quella della "botte piena e la moglie ubriaca": si pretende che gli organisti lavorino a gratis, facciano i comodi dei parroci che non capiscono nulla di musica e siano pure contenti. Roba dell'incredibile!
    Non licet bovi quod licet Iovi

  10. #120
    Veterano di CR L'avatar di Selvaticus
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    Citazione Originariamente Scritto da Teofilo89 Visualizza Messaggio
    Fanno bene a parlare. Ovvio. Ma i c.d. organisti liturgici che sono così spesso citati altro non sono, il più delle volte, religiosi che non sanno una cippa della musica. Li usano solo perché costano gratis. Voglio qui ricordare che Palestrina veniva pagato fior di quattrini per fare il suo "servizio". Ergo, qui la tendenza ecclesiale è quella della "botte piena e la moglie ubriaca": si pretende che gli organisti lavorino a gratis, facciano i comodi dei parroci che non capiscono nulla di musica e siano pure contenti. Roba dell'incredibile!
    E'brutto ripetersi,ma è così ! Conosciamo tutti,più o meno...fior di organi antichi o contemporanei,che non vengono sfiorati se non dal noto concertista una volta l'anno,o dal nipote del sagrestano che si orienta come può suonicchiando la prima invenzione a due voci...quando va bene.

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