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Discussione: Venerabile Servo di Dio GIOVANNI PAOLO I, Papa (17/10/1912 - 28/09/1978)

  1. #251
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Comunicato, 26.08.2020


    La Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I, istituita da papa Francesco con Rescriptum ex audentia il 17 febbraio scorso affinché siano favoriti a livello internazionale la ricerca, gli studi e l’approfondimento sul pensiero e gli insegnamenti di Giovanni Paolo I, fin dalla sua recente costituzione sta lavorando alacremente per consolidare la sua struttura e predisporre attività che contribuiscano a far risaltare l’opera di Giovanni Paolo I.

    Nel 42° anniversario della sua elezione a Pontefice, la Fondazione è lieta di comunicare che, nel corso del Consiglio di Amministrazione del 3 luglio scorso, il Presidente, cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, ha provveduto a nominare, come previsto all’Art. 11 dello Statuto, il Comitato Scientifico con personalità «di comprovata competenza ed esperienza» e ne ha disposto l’attività conferendo l’incarico di Coordinatore del Comitato Scientifico alla dott.ssa Stefania Falasca, Vice Presidente della Fondazione. Il Comitato, i cui membri sono nominati ad quinquennium, risulta così composto:

    1. Prof. Carlo Ossola, filologo cattedratico al Collège de France di Parigi;

    2. Rev. Prof. Dario Vitali, ordinario di Ecclesiologia e direttore del dipartimento di Teologia Dogmatica della Pontificia Università Gregoriana;

    3. Mons. Prof. Gilfredo Marengo, ordinario di Antropologia Teologica e Vice Preside del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia presso la Pontificia Università Lateranense;

    4. Prof. Mauro Velati, collaboratore della Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII e della Causa di canonizzazione di Giovanni Paolo I per la quale ha redatto la parte relativa agli anni veneziani nella Biographia ex documentis della Positio;

    5. Rev. Diego Sartorelli, direttore della Biblioteca e dell’Archivio storico del Patriarcato di Venezia;

    6. Dott. Loris Serafini, archivista, direttore del Museo Albino Luciani di Canale d’Agordo.

    In questa prima fase delle attività della Fondazione, il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deliberato, a tenore del comma 5 dell’Art. 11 dello Statuto, di cooptare nel Comitato Scientifico per le loro competenze il Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano, Mons. Sergio Pagano e il Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, Mons. Cesare Pasini.

    Città del Vaticano, 26 agosto 2020

    [00975-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0425-XX.01]


    [Fonte: Bollettino quotidiano – Sala Stampa della Santa Sede].
    «Regina Sacratissimi Rosarii,
    ora pro nobis».




  2. #252
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    «Stella: in Giovanni Paolo I la “trasparenza” del Vangelo».

    «Il prefetto della Congregazione per il Clero ricorda papa Luciani a 42 anni dalla sua elezione. La sua umiltà, dice, ha tracciato una strada, quella di un Papa prossimo alla quotidianità che ricorda lo stile di Francesco».

    https://www.vaticannews.va/it/vatica...ta-umilta.html.
    «Regina Sacratissimi Rosarii,
    ora pro nobis».




  3. #253
    Partecipante a CR L'avatar di andrealonghin
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    Causa beatificazione papa luciani

    Si accelera la causa di beatificazione di Papa Luciani

    C’è una “riserva assoluta” riguardo all’“evento miracoloso” verificatosi a Buenos Aires nel 2011 e che coinvolge una bambina “guarita inspiegabilmente” per presunta intercessione del “Papa del sorriso”.Dal Vaticano è stato confermato il progresso della causa: “i medici che hanno esaminato il fatto lo hanno riconosciuto come ‘scientificamente inspiegabile’”, ha rivelato ad Aleteia una fonte della Congregazione delle Cause dei Santi.
    “La cosa più importante è che il verdetto medico sia stato positivo, si tratta del tema più delicato. I nostri medici sono molto rigorosi”, ha osservato.
    L’ultima commissione medica è stata formata da sette esperti. “Per ottenere la maggioranza qualificata si deve arrivare a cinque verdetti positivi su sette”. Nel caso di Giovanni Paolo I si è ottenuta la maggioranza.

    Il riconoscimento del miracolo che porterebbe Albino Luciani ad essere dichiarato beato è in fase avanzata, e già all’analisi di una commissione teologica e tecnica.
    “La causa richiederà una valuazione esaustiva che durerà vari mesi, e finora non ci sono stati problemi. Nel caso di un miracolo, però, la questione è molto delicata”.



    Qual è la procedura, e cosa manca alla beatificazione di Albino Luciani? Una volta che la commissione teologica avrà esaminato la veridicità delle prove del miracolo, avrà luogo “la valutazione delle prove da parte di una ventina di cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi. Se anche loro daranno una risposta positiva passerà nelle mani del Papa, che ha l’ultima parola”.
    Quanto tempo potrebbe durare la causa? L’esperto consultato da Aleteia afferma che la beatificazione di Giovanni Paolo I dipenderà dall’esito di ogni tappa, ma ritiene probabile l’annuncio il prossimo anno.
    “Il calendario di lavoro della Congregazione è completo fino a maggio o giugno, per cui si pensa che si arriverà all’anno prossimo, ma non possiamo fornire alcuna data”, ha dichiarato.



    FONTE : https://it.aleteia.org/2020/09/14/ve...vanni-paolo-i/

  4. #254
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    «42 anni fa moriva Giovanni Paolo I: un Papa da riscoprire».

    «Il 42.mo anniversario della morte di papa Luciani ricorre a pochi mesi dell’annuncio della creazione della Fondazione vaticana a lui dedicata. La nipote Lina Petri: “Le dietrologie sulla sua morte ne hanno messo in ombra la figura”. Mauro Velati: “Luciani applicava il Concilio calando nella realtà i contenuti di fede”».

    https://www.vaticannews.va/it/vatica...-vaticana.html.
    Ultima modifica di Laudato Si’; 28-09-2020 alle 22:03
    «Regina Sacratissimi Rosarii,
    ora pro nobis».




  5. #255

  6. #256
    Fedelissimo di CR L'avatar di Verbum Domini
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    Qualcuno sa come procede il processo verso la Beatificazione del Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo I? Aspetto con trepidazione la sua Beatificazione. Anche se, per ovvie ragioni di età, non l’ho potuto conoscere, tramite testimonianze e documentari mi sono molto affezionato al Papa del Sorriso.
    Cantate al Signore un canto nuovo perchè ha compiuto meraviglie! (Salmo 97)

  7. #257
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    Le notizie più recenti riguardo l'iter del processo di beatificazione risalgono allo scorso 26 agosto e consistono in un'intervista di Vatican Insider a Stefania Falasca, vice-postulatrice della causa (il postulatore è il Card. Beniamino Stella):

    (..)
    Adesso, manca l’ultimo step necessario per la beatificazione che è il riconoscimento di un miracolo. «L’iter giudiziale è giunto alle sessioni di esami conclusive», spiega la vice postulatrice, «bisogna attendere i consueti tempi previsti dalla prassi».
    Prematuro prevedere una data per la beatificazione, seppur sia plausibile che possa celebrarsi il prossimo anno.


    Il "prossimo anno" citato nell'intervista sarebbe l'anno corrente, ma fino ad ora non si hanno notizie in merito. Va detto che la beatificazione di un Pontefice, sia che si svolga a Roma sia in altro luogo, non sarebbe un evento facilmente organizzabile in periodo di pandemia.
    Oboedientia et Pax

  8. #258
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    Comunicato della Santa Sede: Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I a un anno dalla nascita, 28.04.2021


    Il 28 aprile 2020 la Sala Stampa della Santa Sede comunicava la nascita della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I, istituita da papa Francesco con Rescriptum ex audientia del 17 febbraio 2020.

    La Fondazione, che ha la finalità di tutelare il patrimonio documentale, culturale e religioso lasciato da Giovanni Paolo I e favorire a livello internazionale la ricerca, gli studi, l’approfondimento e la divulgazione della sua opera e del suo pensiero, promuovendo convegni, istituendo borse di studio e curando l’attività editoriale, fin dalla sua costituzione ha lavorato alacremente per consolidare la sua struttura e predisporre attività che contribuiscano alla conoscenza e alla diffusione della eredità teologica e culturale di Luciani.

    I lavori sono iniziati lo scorso 22 maggio con una prima riunione del Consiglio di amministrazione presso la Segreteria di Stato Vaticana nella quale sono state definite le mansioni, delineato il Comitato scientifico e indicate le attività e i progetti da realizzare e avviare secondo gli scopi prefissati.

    Nel corso di questo primo anno sono stati compiuti passi importanti. Nonostante le avverse contingenze legate alla pandemia, il Consiglio di amministrazione della Fondazione ha potuto riunirsi altre tre volte presso la Sala dei Trattati del Palazzo apostolico vaticano: il 3 luglio e il 26 settembre 2020 e il 27 febbraio 2021, mentre il Comitato scientifico si è riunito per la prima volta il 25 settembre 2020 gettando le basi per poter perseguire il suo lavoro.

    • Tra i primi atti compiuti la Fondazione ha siglato con il Dicastero vaticano per la comunicazione un Accordo quadro in merito ai diritti editoriali per l’utilizzo degli scritti, delle registrazioni sonore e del materiale fotografico relativo a Giovanni Paolo I.

    • Considerato inoltre che il Vaticano non dispone del materiale filmato inerente a papa Luciani, dato che nel 1978 non era ancora stato istituito il CTV, la Fondazione ha richiesto l’acquisizione per finalità non commerciali dei filmati conservati presso le Teche Rai (Radio Televisione Italiana). Il 22 aprile 2021, copia di detto materiale è stata ufficialmente donata al Presidente cardinale Pietro Parolin a nome della Rai dal dottor Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano.

    • Atteso che tra le preminenti attività della Fondazione figura anche la pubblicazione degli studi sulla sua opera, si è quindi concordato con la Libreria Editrice Vaticana la creazione di una collana ad hoc dedicata a Giovanni Paolo I. La collezione dei volumi si è aperta con la riedizione di due testi: la monumentale Biografia ex documentis curata da Stefania Falasca, Davide Fiocco e Mauro Velati e la riedizione del volume Cronaca di una morte firmato da Stefania Falasca. Di quest’ultimo volume sono state effettuate anche le traduzioni in lingua inglese e spagnola di prossima pubblicazione.

    • La collana proseguirà con l’opera, attualmente in fieri, riguardante l’edizione critica degli insegnamenti di Giovanni Paolo I, con la sinossi completa degli interventi scritti e pronunciati da Pontefice e comprendente le trascrizioni dell’agenda autografa e del block notes personale di papa Luciani durante i 34 giorni di pontificato. A questa pubblicazione seguirà l’edizione critica del testo di Illustrissimi.

    • Nel corso di questi mesi la Fondazione ha inoltre lavorato per la realizzazione del proprio Sito web in italiano e in inglese, che da oggi è on-line: www.fondazionevaticanagpi.va

    • Dal 1° dicembre la Fondazione si è anche dotata di una propria sede (via della Conciliazione n. 3) che agli inizi di questo nuovo anno è diventata operativa.

    • Presso la sede è stato collocato l’Archivio privato di Albino Luciani costituito dall'insieme degli scritti autografi, i quaderni, le agende, le lezioni, la corrispondenza, il materiale a stampa e che abbraccia un ampio arco di tempo dal 1929 al 1978.

    • Il corpus delle carte – che già lo scorso primo dicembre si è provveduto a riportare presso la Santa Sede dall’Archivio storico del Patriarcato di Venezia, dove era stato trasferito nell’ottobre 1978 subito dopo la morte di Giovanni Paolo I – è composto da 64 faldoni. Dato il suo rilievo, l’attenzione prioritaria si è quindi focalizzata su tale Archivio, poiché costituisce il ‘patrimonio’ della Fondazione ed è di fondamentale importanza per la realizzazione del progetto dell’opera omnia.

    • Il 1° marzo 2021, sotto la guida del Prefetto dell’Archivio apostolico vaticano, S.E. Mons. Sergio Pagano, è iniziato il lavoro di inventariazione e, contemporaneamente, con la collaborazione della Biblioteca apostolica vaticana, il lavoro di digitalizzazione del Fondo, partendo dalla serie delle 66 agende autografe (dal 1960 al 1978), tra le quali l’agenda e il taccuino del periodo del pontificato. Al termine dei lavori, copia digitalizzata verrà consegnata anche all’Archivio storico del patriarcato di Venezia.

    • Per l’inventariazione del Fondo, per la quale è previsto un tempo di sei mesi, è stata assegnata una borsa di studio deliberata dal Consiglio di amministrazione del 27 febbraio 2021, che ha approvato l’istituzione di altre borse di studio tra cui due per tesi su Giovanni Paolo I presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Treviso.

    • Considerato inoltre che all’Archivio privato si univa, originariamente, come parte integrante di esso, una fornita biblioteca, nei progetti già approvati dalla Fondazione si inserisce anche la ricostituzione della biblioteca personale di Albino Luciani da istituire a Venezia presso la biblioteca diocesana del seminario patriarcale.

    • Nel contesto dei progetti avviati di prossima realizzazione è in programma la preparazione di un convegno sul magistero di Giovanni Paolo I con i lavori del Comitato scientifico, previsto per la primavera del 2022.

    [00556-IT.01]

    [B0254-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  9. #259
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    GIOVANNI PAOLO I

    Il ritorno alla Santa Sede

    dell’Archivio privato di Albino Luciani


    Uno dei primi atti di attività della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I ha interessato Venezia ed è consistito nel recupero e nel “ritorno” a Roma dell’archivio personale del Santo Padre, già Patriarca, Albino Luciani.

    Tale documentazione, fino ad ora, era custodita nella sede dell’Archivio storico diocesano che, comunque, ne manterrà una copia, a testimonianza e a beneficio del nostro Patriarcato.

    A Venezia, come in tante parti del Nordest, il ricordo di Albino Luciani è vivo e ben presente nel cuore di molti. Risalta tuttora la fisionomia spirituale di questo figlio della terra veneta che fu, per oltre otto anni, Patriarca di Venezia e poi Sommo Pontefice della Chiesa cattolica restando, però, sempre un mite e coraggioso lavoratore della vigna del Signore.

    Uomo obbediente a Dio e al Suo progetto, fu chiamato a compiti ardui in tempi difficili, complicati e turbolenti - in campo ecclesiale e sociale - come la stessa storia attesta in modo chiaro.

    Per Albino Luciani, anche quando divenne Giovanni Paolo I, la priorità e l’attenzione andarono all’annunzio del Vangelo senza mai lasciarlo in “seconda battuta” o banalizzandolo, stando sempre con essenzialità dinanzi al mondo senza temerlo e senza scendere a compromessi, servendo una comunità ecclesiale talora ferita, altre volte fragile, e senza cedere alla tentazione di conquistarsi facile notorietà ma caricandosi sempre della sua personale responsabilità e sofferenza.

    Per questo la sua figura, esile fisicamente e soprattutto per così breve tempo “concessa” alla Chiesa universale (come spesso si è detto «magis ostentus quam datus»), continua a diffondere una nostalgia di santità, umiltà e vera autenticità.

    Auguro che la Fondazione intraprenda sempre più l’opera di diffusione del suo patrimonio religioso e culturale affinché si possa conoscere meglio la bella “sorpresa” che Dio ha voluto riservare, un giorno, alla sua Chiesa e al mondo ponendo Albino Luciani sulla cattedra di Pietro.

    ✠ Francesco Moraglia, Patriarca


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  10. #260
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    Lo specchio di carta di Luciani


    Stefania Falasca

    Un imponente bagaglio personale aveva sempre accompagnato i suoi passaggi nelle diverse sedi episcopali e giunse anche nell’appartamento pontificio, l’indomani della sua elezione al Soglio di Pietro il 26 agosto 1978: le sue carte, quelle dell’Archivio privato di Albino Luciani, papa Giovanni Paolo I. Sono le carte di una vita: dal 1929 al 28 settembre del suo pontificato. Carte della cui esistenza si venne a conoscenza solo agli inizi del Duemila e della cui prima ricognizione fui incaricata nel 2007 dall’Inquisitio dioecesana suppletiva, disposta dal vescovo di Belluno-Feltre nell’ambito della causa di canonizzazione del Papa di origini venete. In una prima disamina si potè così identificare la natura degli scritti e ricostruire la genesi, lo sviluppo e il complesso percorso di questo archivio privato che dal Palazzo apostolico della Santa Sede, dopo la morte di Giovanni Paolo I, il 28 settembre 1978, venne rimandato presso la sede patriarcale di Venezia. Si tratta di una ricchissima raccolta di materiale documentale eterogeneo che abbraccia un cinquantennio, costituito dall’insieme di carte che comprendono gli scritti autografi, quaderni, notes, agende, materiale a stampa e fotografico, corrispondenza. La misura di queste carte, che si caratterizza principalmente come schedario personale, è in gran parte quella degli interventi, della lezione, della conferenza, delle omelie, degli articoli, delle pubblicazioni. Misura fondamentale per indagare quella officina del testo così cara ad una delle più intense stagioni delle discipline filologiche: il farsi cioè di un pensiero e di un tema e le sue oscillazioni, nelle riprese e nelle molteplici varianti della sua stesura, dove le dinamiche del costruirsi progressivo del testo offrono le chiavi più autentiche della sua interpretazione.

    Le carte di Albino Luciani dicono pertanto certamente molto, nel loro insieme e nelle loro parti, del profilo di chi le ha redatte e conservate. L’Archivio privato non presenta quei caratteri, così ben individuati in altri fondi di persona, di intenzionale costruzione della propria memoria e della propria identità. Non si riscontra in questo caso l’intento da parte dell’autore di assegnare alle proprie carte il compito di commemorare una vita o un progetto: l’archivio di Luciani appare come archivio di persona che rientra negli archivi definiti “specchi di carta” o “evidence of identity”. Seppure eccezionalmente sono presenti puntuali descrizioni in forma diaristica, come alcuni appunti relativi alla sua partecipazione al Concilio Vaticano II o dell’udienza privata con Giovanni XXIII in occasione della sua consacrazione vescovile, Luciani appare estraneo alla forma di una diaristica intima e privata. Agli scritti dell’Archivio si univa, come parte integrante di questi, anche una fornita biblioteca. Nel loro insieme funzionavano come laboratorio, costituivano cioè quella che può definirsi l’officina di lavoro di Luciani. Una sorta di cantiere aperto work in progress indispensabile, dove continuamente attingere e aggiungere e luogo di confluenza di diverse letture assemblate dalla sua capacità di sintesi e di interlocuzione.

    In base alla ricerca effettuata, confluita poi nella Positio, il nucleo originario dell’Archivio privato si potè individuare da tutto l’insieme di carte che comprendono gli scritti autografi dal 1929 al 1959 riguardanti in prevalenza i quaderni a tema, le raccolte di manoscritti con le materie di studio e le lezioni, redatti dal futuro Giovanni Paolo I in qualità di studente presso il Seminario Gregoriano di Belluno (1928-1935), e, successivamente di docente di diverse discipline presso il medesimo Istituto (1937-1959). E poi ancora in qualità di studente presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma per il conseguimento della licenza in teologia. A questa documentazione si aggiunge quella specifica inerente alla pubblicazione della tesi di dottorato su Antonio Rosmini e alla pubblicazione di Catechetica in briciole nel dicembre 1949, alla quale si unisce parte della documentazione e corrispondenza relativa al conseguimento del dottorato e all’incarico esercitato come provicario generale della diocesi di Belluno-Feltre (1948-1953). Questo nucleo originario si è andato arricchendo e ampliando di altri notes, quaderni, appunti, schemi, conferenze, corrispondenza e articoli negli anni dell’episcopato a Vittorio Veneto (1958-1969), dove risalta una consistente acquisizione di materiale inerente alla Conferenza episcopale Triveneta, alla Conferenza episcopale italiana e al Concilio Vaticano II, a cui Luciani è stato partecipe nel corso di tutte e quattro le Sessioni. Eletto Patriarca di Venezia portò con sé, nella sede patriarcale, tutto il materiale dell’Archivio personale, ampliandolo ulteriormente e arricchendolo con la conservazione rilevante della corrispondenza di quegli anni, che illumina le relazioni di collaborazione riservata con la Santa Sede e con i vertici dell’episcopato italiano, nonché il suo pensiero nel vivo delle contingenze che lo riguardano e lo interessano.

    È questo bagaglio personale, unito ai libri della sua biblioteca, che egli provvide a far giungere nel Palazzo apostolico l’indomani della sua salita al Soglio di Pietro. Ricostruirne l’iter è stato oggetto della prima ricerca. Il trasferimento da Venezia in Vaticano dell’ archivio e della sua biblioteca fu effettuato dalla ditta indicata dal gesuita padre Roberto Busa, (suo compagno di studi nel Seminario di Belluno) che aveva curato in precedenza il trasloco degli effetti personali di Paolo VI. Della cura del trasposto venne incaricato don Carlo Bolzan, sacerdote di fiducia di Luciani, affinché tutto il materiale giungesse nell’ordine desiderato e il 13 settembre fece ingresso in Vaticano. I contenitori vennero collocati nei locali sottostanti l’appartamento pontificio. Durante il breve periodo del pontificato solamente una parte non quantitativamente rivelante venne tolta dall’imballaggio, tra cui l’agenda personale del 1978, in similpelle blu, sulla quale continuò a scrivere da Pontefice appuntando le minute degli angelus e delle udienze. Mentre per quanto riguarda i libri della biblioteca cominciò dai volumi dall’opera omnia di san Francesco di Sales, che volle sistemata nella biblioteca del suo studio. Con la sua morte e la successiva elezione di Giovanni Paolo II (16 ottobre 1978) tutte le carte e i libri di papa Luciani, compresa l’agenda e il taccuino del pontificato, nei giorni seguenti vennero spedite all’indirizzo del Palazzo patriarcale della Serenissima, dove rimasero fino al 2001 quando vennero versate presso l’Archivio Storico del Patriarcato di Venezia. Sotto l’egida della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I, il primo dicembre 2020, dopo 42 anni, per la quarta volta l’archivio di Luciani ha risalito le acque della laguna. Ora è ritornato a casa. Dove l’attende una nuova vita di studio.


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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