Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 1 di 7 123 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 67

Discussione: Beato Giuseppe (Pino) Puglisi, Sacerdote e Martire

  1. #1
    Cronista della sezione «Liturgia» L'avatar di salvatore6unmito
    Data Registrazione
    Dec 2007
    Località
    Palermo
    Messaggi
    1,381

    Beato Giuseppe (Pino) Puglisi, Sacerdote e Martire


    Il 15 settembre ricorrerà il XV anniversario della nascita al cielo di questo straordinario sacerdote della Chiesa di Palermo che ha tolto dalla strada moltissimi giovani e ha lottato contro la mafia. Il suo esempio ci guidi, ci illumini sulla via giusta seguire.

    Don Pino Puglisi verrà ricorda in una solenne celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Paolo Romeo Arcivescovo di Palermo alla presenze dell'intero presbiterio palermitano e della città intera nella Chiesa Cattedrale il 15 settembre alle ore 18:30.

  2. #2
    Cronista della sezione «Liturgia» L'avatar di salvatore6unmito
    Data Registrazione
    Dec 2007
    Località
    Palermo
    Messaggi
    1,381




    Don Giuseppe Puglisi nasce nella borgata palermitana di Brancaccio il 15 settembre 1937, figlio di un calzolaio e di una sarta, e viene ucciso dalla mafia nella stessa borgata il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno.
    Entra nel seminario diocesano di Palermo nel 1953 e viene ordinato sacerdote dal cardinale Ernesto Ruffini il 2 luglio 1960. Nel 1961 viene nominato vicario cooperatore presso la parrocchia del SS.mo Salvatore nella borgata di Settecannoli, limitrofa a Brancaccio, e rettore della chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi.
    Nel 1963 è nominato cappellano presso l'istituto per orfani "Roosevelt" e vicario presso la parrocchia Maria SS. ma Assunta a Valdesi.
    Sin da questi primi anni segue in particolare modo i giovani e si interessa delle problematiche sociali dei quartieri più emarginati della città.
    Segue con attenzione i lavori del Concilio Vaticano II e ne diffonde subito i documenti tra i fedeli con speciale riguardo al rinnovamento della liturgia, al ruolo dei laici, ai valori dell'ecumenismo e delle chiese locali.
    Il suo desiderio fu sempre quello di incarnare l'annunzio di Gesu' Cristo nel territorio, assumendone quindi tutti i problemi per farli propri della comunità cristiana.
    Il primo ottobre 1970 viene nominato parroco di Godrano, un piccolo paese in provincia di Palermo - segnato da una sanguinosa faida - dove rimane fino al 31 luglio 1978, riuscendo a riconciliare le famiglie con la forza del perdono.
    In questi anni segue anche le battaglie sociali di un'altra zona della periferia orientale della citt., lo "Scaricatore".
    Il 9 agosto 1978 è nominato pro-rettore del seminario minore di Palermo e il 24 novembre dell'anno seguente direttore del Centro diocesano vocazioni.
    Nel 1983 diventa responsabile del Centro regionale Vocazioni e membro del Consiglio nazionale. Agli studenti e ai giovani del Centro diocesano vocazioni ha dedicato con passione lunghi anni realizzando, attraverso una serie di "campi scuola", un percorso formativo esemplare dal punto di vista pedagogico e cristiano.
    Don Giuseppe Puglisi è stato docente di matematica e poi di religione presso varie scuole. Ha insegnato al liceo classico Vittorio Emanuele II a Palermo dal '78 al '93.
    A Palermo e in Sicilia è stato tra gli animatori di numerosi movimenti tra cui: Presenza del Vangelo, Azione cattolica, Fuci, Equipes Notre Dame. Dal marzo del 1990 svolge il suo ministero sacerdotale anche presso la "Casa Madonna dell'Accoglienza" dell'Opera pia Cardinale Ruffini in favore di giovani donne e ragazze-madri in difficoltà.
    Il 29 settembre 1990 viene nominato parroco a San Gaetano, a Brancaccio, e nel 1992 assume anche l'incarico di direttore spirituale presso il seminario arcivescovile di Palermo. Il 29 gennaio 1993 inaugura a Brancaccio il centro "Padre Nostro", che diventa il punto di riferimento per i giovani e le famiglie del quartiere.
    La sua attenzione si rivolse al recupero degli adolescenti già reclutati dalla criminalità mafiosa, riaffermando nel quartiere una cultura della legalità illuminata dalla fede.
    Questa sua attività pastorale - come è stato ricostruito dalle inchieste giudiziarie - ha costituito il movente dell'omicidio, i cui esecutori e mandanti sono stati arrestati e condannati. Nel ricordo del suo impegno, innumerevoli sono le scuole, i centri sociali, le strutture sportive, le strada e le piazze a lui intitolate a Palermo e in tutta la Sicilia.
    A partire dal 1994 il 15 settembre, anniversario della sua morte, segna l'apertura dell'anno pastorale della diocesi di Palermo.
    Il 15 settembre 1999 il Cardinale Salvatore De Giorgi ha insediato il Tribunale ecclesiastico diocesano per il riconoscimento del martirio, che ha iniziato ad ascoltare i testimoni. Un archivio di scritti editi ed inediti, registrazioni, testimonianze e articoli si è costituito presso il "Centro ascolto giovani don Giuseppe Puglisi" in via Matteo Bonello a Palermo.
    La sua vita e la sua morte sono state testimonianze della sua fedeltà all'unico Signore e hanno disvelato la malvagità e l'assoluta incompatibilità della mafia con il messaggio evangelico.
    "Il credente che abbia preso in seria considerazione la propria vocazione cristiana, per la quale il martirio è una possibilità annunciata già nella rivelazione non può escludere questa prospettiva dal proprio orizzonte di vita. I 2000 anni dalla nascita di Cristo sono segnati dalla persistente testimonianza dei martiri"
    (Giovanni Paolo II, Incarnationis Misterium, n.10)

  3. #3
    Cronista della sezione «Liturgia» L'avatar di salvatore6unmito
    Data Registrazione
    Dec 2007
    Località
    Palermo
    Messaggi
    1,381
    LA CAUSA DI BEATIFICAZIONE



    La causa per il riconoscimento del martirio si è conclusa il 6 maggio 2001, dalla fine di settembre 2001 l'incartamento è all'esame della Congregazione per le cause dei Santi. Lo ha annunciato il cardinale Salvatore De Giorgi al termine della solenne cerimonia in Cattedrale, nell'ottavo anniversario dell'omicidio, il 15 settembre 2001.
    Attualmente (marzo 2006) è stata stampata la Positio, che è la raccolta delle prove testimoniali e documentali e degli atti giuridici essenziali per poter rispondere al dubbio se veramente si può parlare di eroicità delle virtù o di martirio del Servo di Dio.
    Quanto prima la
    Positio, sarà oggetto di discussione presso la Congregazione delle Cause dei Santi. Padre Pino Puglisi, nel settimo anniversario della sua uccisione ordinata dai mafiosi, è stato commemorato il 15 settembre 2000 in Cattedrale dal cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo di Palermo, che ha presieduto una solenne celebrazione eucaristica.
    Il presule ha ricordato che don Puglisi fu assassinato «per servire la Chiesa ed educare i giovani» e ha affermato che l' intera diocesi attende con fiducia «la sua glorificazione da parte della Chiesa, mentre il suo processo di beatificazione super martirio nella fase diocesana sta per volgere alla conclusione, a gloria di Dio e a nostra edificazione e insegnamento».
    La valenza del delitto (anche nella sua portata intimidatrice nei confronti di tutti i sacerdoti) e la figura di "3P" vennero subito valutate con piena consapevolezza dalla Chiesa.
    Il 17 settembre '93 Giovanni Paolo II alla Verna, il monte dove San Francesco ricevette le stimmate, lo volle ricordare con queste parole:
    "In questo luogo di pace e di preghiera, non posso che esprimere il dolore con il quale ho appreso ieri mattina la notizia dell'uccisione di un sacerdote di Palermo, don Giuseppe Puglisi. Elevo la mia voce per deplorare che un sacerdote impegnato nell'annuncio del Vangelo e nell'aiutare i fratelli a vivere onestamente, ad amare Dio e il prossimo, sia stato barbaramente eliminato. Mentre imploro da Dio il premio eterno per questo generoso ministro di Cristo, invito i responsabili di questo delitto a ravvedersi e a convertirsi. Che il sangue innocente di questo sacerdote porti pace alla cara Sicilia".
    E il cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, aggiunse, pochi giorni dopo: "Don Puglisi era un prete esemplare, che ha testimoniato con la realtà della sua vita e con la sua stessa morte come la Chiesa sulla via che conduce da Cristo all'uomo non possa essere fermata da nessuno". Un anno dopo, nel novembre '94, per due volte - durante le visite a Catania e a Siracusa - il Pontefice, mentre invocava la protezione di alcuni santi e beati siciliani, rammentò il sacrificio di "3P" definendolo "coraggioso testimone del Vangelo".
    Dal '94, per volontà del cardinale Salvatore Pappalardo, l'anno diocesano a Palermo si apre il 15 settembre nel nome di don Puglisi, in modo che il giorno della morte non sia simbolo di sconfitta ma momento dell'incontro con il Cristo-vita, attimo simbolico del futuro "kairòs", il tempo della liberazione e della salvezza.
    Durante l'omelia per il primo anniversario l'allora arcivescovo sottolineò come "in un contesto mafioso la dignità e la libertà umane vengono ignorate e calpestate, mentre don Puglisi, in nome del Vangelo e della missione educatrice da esso affidatagli, cercava di ottenere che ciascuno comprendesse la necessità di sottrarsi ad ogni pesante giogo e di disporre della propria esistenza senza umilianti asservimenti. Per diventare, da schiavi, uomini liberi".
    Nell'autunno dell'anno successivo ('95) lo stesso cardinale in Cattedrale, a conclusione delle commemorazioni, invitò a iniziare la raccolta di tutte le testimonianze su "3P".
    Dal '96 al '97 si susseguono le raccolte di firme per chiedere l'apertura del processo di beatificazione.
    Il nuovo arcivescovo di Palermo, Salvatore De Giorgi, mostra di ben conoscere la storia e l'itinerario di don Puglisi: già nel primo messaggio, inviato alla città subito dopo la nomina (maggio '96), cita il parroco di Brancaccio e lo addita a "esempio per tutta la nostra comunità".
    Nel settembre '97 in Cattedrale lo accomuna a Madre Teresa di Calcutta, da poco scomparsa, e li definisce entrambi "testimoni credibili e coraggiosi della speranza che non delude".
    Le ultime parole di don Pino, infatti, - "me l'aspettavo" - "rivelano la consapevolezza di questo sacerdote di andare incontro al proprio martirio proprio perché fedele al suo ministero di evangelizzatore".
    L'anno dopo ('98) si compiono i cinque anni dalla morte, termine minimo per l'avvio delle procedure canoniche. E il cardinale De Giorgi dà l'annuncio della decisione presa nel corso dell'omelia per il 25° anniversario della sua ordinazione episcopale (29 dicembre '98).
    Il 22 febbraio '99 nomina la commissione diocesana e il 15 luglio - durante la processione per Santa Rosalia - comunica ai fedeli di aver chiesto alla Santa Sede il nulla osta all'avvio ufficiale del "processo". Nulla osta che arriva pochi giorni prima del sesto anniversario.
    Il 15 settembre 1999 si insedia il Tribunale ecclesiastico.
    I componenti del Tribunale sono: don Giorgio Scimeca (delegato arcivescovile), mons. Domenico Mogavero (postulatore), don Vincenzo Talluto (promotore di giustizia), Agostina Ajello (notaio).
    I componenti della Commissione diocesana per l'istruttoria preliminare sono: mons. Salvatore Di Cristina, don Francesco Michele Stabile, mons. Francesco Pizzo, don Francesco Conigliaro, don Mario Golesano, mons. Carmelo Cuttitta, don Giorgio Scimeca, Agostina Ajello e Francesco Deliziosi.

  4. #4
    Veterano di CR
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    carini
    Messaggi
    1,132
    Se almeno una parte dei sacerdoti avesse il suo coraggio, oggi la Chiesa non giacerebbe moribonda su un letto di morte.

  5. #5
    Fedelissimo di CR L'avatar di Andrea71
    Data Registrazione
    Sep 2007
    Località
    Savigliano (CN)
    Età
    49
    Messaggi
    4,575
    Citazione Originariamente Scritto da eranuova Visualizza Messaggio
    Se almeno una parte dei sacerdoti avesse il suo coraggio, oggi la Chiesa non giacerebbe moribonda su un letto di morte.
    Non credo che la Chiesa sia moribonda su un letto di morte, perchè nonostante le abissali debolezze degli uomini di Chiesa siamo assistiti dallo Spirito Santo. Condivido invece l'augurio di una più incisiva testimonianza.

  6. #6
    Nuovo iscritto
    Data Registrazione
    Sep 2007
    Località
    Sicilia
    Età
    38
    Messaggi
    27
    Citazione Originariamente Scritto da eranuova Visualizza Messaggio
    Se almeno una parte dei sacerdoti avesse il suo coraggio, oggi la Chiesa non giacerebbe moribonda su un letto di morte.

    Di cero la Chiesa non è su un letto di morte attualmente. Ma se come dici tu, ci fossero più sacerdoti come Don Puglisi, la Chiesa sarebbe senz'altro meno criticata, meno contestata e senza dubbio più ascoltata.

  7. #7
    Veterano di CR L'avatar di DINO
    Data Registrazione
    Mar 2007
    Località
    dalla città più bella città del mondo
    Messaggi
    1,929
    Fonte www.padrepinopuglisi.net/chiesamafia

    Il postulatore della causa di beatificazione, monsignor Domenico Mogavero, così si è espresso, nel novembre 2005, al convegno palermitano di preparazione all’appuntamento delle Chiese d’Italia a Verona: “Per favore, non facciamone un santo da immaginetta o da collocare dentro a una nicchia. Don Pino Puglisi ci rimprovererebbe…Non era un eroe, era un prete di tutti i giorni, poco amante dei riflettori, che ha fatto dell’obbedienza e del sacrificio la sua vita. Don Puglisi oggi ci interroga, ci chiede se abbiamo assimilato la sua vita e il suo martirio. Se abbiamo capito il suo messaggio di speranza”

    Nella sua omelia il cardinale Pappalardo disse: "Coloro che uccidono i propri fratelli sono cristiani ma traditori, sono cristiani ma disonorati in se stessi...

    Aggiunse poi l'arcivescovo: "Padre Puglisi è morto per aver avuto fame e sete di giustizia divina e umana. E' morto per questa sete di cose giuste. Niente lo ha fermato: né morte, né vita, né presente, né futuro. Niente e nessuno ha potuto impedire il suo grande amore per Dio che diventava, come dev'essere per ogni cristiano, interesse, solidarietà, servizio per quanti hanno bisogno di essere aiutati nel corpo e nello spirito".


    Io credo che la sua morte ,come quella di tanti altri magistrati ,liberi cittadini ,non sia stata vana .Oggi ,grazie ai loro insegnamenti ,molte cose sono cambiate in Sicilia in meglio,poichè dove c'è il sangue dei martiri,fiorisce sempre il buon seme.

  8. #8
    Iscritto L'avatar di Servum Dei
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    roma
    Età
    29
    Messaggi
    397
    Un grande uomo,un grande sacerdote,un eroe della carità,preghiamo affinchè da dove si trova ora supplichi il Signore affinchè aiuti noi poveri peccatori

  9. #9
    Iscritto L'avatar di Gianfalco
    Data Registrazione
    Jul 2008
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    86
    Citazione Originariamente Scritto da DINO Visualizza Messaggio
    Fonte www.padrepinopuglisi.net/chiesamafia

    Il postulatore della causa di beatificazione, monsignor Domenico Mogavero, così si è espresso, nel novembre 2005, al convegno palermitano di preparazione all’appuntamento delle Chiese d’Italia a Verona: “Per favore, non facciamone un santo da immaginetta o da collocare dentro a una nicchia. Don Pino Puglisi ci rimprovererebbe…Non era un eroe, era un prete di tutti i giorni, poco amante dei riflettori, che ha fatto dell’obbedienza e del sacrificio la sua vita. Don Puglisi oggi ci interroga, ci chiede se abbiamo assimilato la sua vita e il suo martirio. Se abbiamo capito il suo messaggio di speranza”

    Nella sua omelia il cardinale Pappalardo disse: "Coloro che uccidono i propri fratelli sono cristiani ma traditori, sono cristiani ma disonorati in se stessi...

    Aggiunse poi l'arcivescovo: "Padre Puglisi è morto per aver avuto fame e sete di giustizia divina e umana. E' morto per questa sete di cose giuste. Niente lo ha fermato: né morte, né vita, né presente, né futuro. Niente e nessuno ha potuto impedire il suo grande amore per Dio che diventava, come dev'essere per ogni cristiano, interesse, solidarietà, servizio per quanti hanno bisogno di essere aiutati nel corpo e nello spirito".


    Io credo che la sua morte ,come quella di tanti altri magistrati ,liberi cittadini ,non sia stata vana .Oggi ,grazie ai loro insegnamenti ,molte cose sono cambiate in Sicilia in meglio,poichè dove c'è il sangue dei martiri,fiorisce sempre il buon seme.
    Concordo in pieno..se il chicco di grano non muore non porta frutto e noi in Sicilia stiamo raccogliendo i loro frutti finalmente,ma la strada è ancora lunga.

  10. #10
    Collaboratrice del forum "Preghiera" L'avatar di Delfino5
    Data Registrazione
    Oct 2007
    Località
    A FIRENZE
    Età
    72
    Messaggi
    390

    Thumbs up

    Citazione Originariamente Scritto da Servum Dei Visualizza Messaggio
    Un grande uomo,un grande sacerdote,un eroe della carità,preghiamo affinchè da dove si trova ora supplichi il Signore affinchè aiuti noi poveri peccatori
    Sì, penso proprio che sia stato un uomo coraggioso, cristiano vero.
    Mi associo alla preghiera perchè dal Cielo ci aiuti.
    .Pace e bene

Discussioni Simili

  1. Padre Tomas Tyn O.P.
    Di Anselmo nel forum Storia della Chiesa e Agiografia
    Risposte: 95
    Ultimo Messaggio: 03-05-2016, 16:58
  2. Padre Vasyl
    Di caravaggio nel forum Principale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 18-06-2008, 11:07
  3. Una grazia di Padre Pio
    Di raffobaffo nel forum Principale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 12-03-2008, 17:49

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •