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Discussione: Il Maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie

  1. #1
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    Il Maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie

    l'intervista è un po' vecchiotta ma non ricordo che se ne sia mai parlato nel forum!


    Vaticano/ Monsignor Piero Marini, cerimoniere del Papa, ad Affari: "Ecco chi è Benedetto XVI. I Lefebvriani? Accettino il Concilio"
    Lunedí 20.03.2006 15:30


    Lo scisma di Lefebvre si potrà mai comporre? “Assolutamente sì, ma a patto che i lefebvriani accettino totalmente il Concilio Vaticano II e i suoi insegnamenti”, altrimenti “non c’è niente da fare”. Parola di monsignor Piero Marini, cerimoniere della Casa pontificia, che parla con Affari a margine della conferenza di presentazione del suo libro Liturgia e bellezza. Nobilis pulchritudo Memoria di una esperienza vissuta nelle celebrazioni liturgiche del Santo Padre tenutasi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E rincara la dose: “Sono ormai quarant’anni che usiamo la nuova liturgia: fedeli di ogni età si sono adattati, dagli anziani fino ai giovani, e sono la maggioranza. Loro no. Perché? Che differenza c’è tra i due riti?”.

    Ma non solo: per Marini, “perché sia chiaro una volta per tutte: andare al di là di questo (della riforma liturgica, N.d.R.) è andare oltre la Chiesa".

    Monsignor Marini è stato segretario di Annibale Bugnini, il sacerdote che pose mano, durante il Concilio Vaticano II, alla riforma del Messale Romano. Da più di vent’anni è cerimoniere del Papa e, dice, “ogni Papa è una storia a sé. Con Giovanni Paolo II ero un po’ più libero, avevamo fatto un patto implicito perché lui era uomo di preghiera e non di liturgia”, e ricorda un curioso episodio: “Anni fa andammo a visitare una diocesi. Sul finale, mentre stavamo per salire in macchina, non abbiamo trovato il Papa. Non si era perso: era rimasto a pregare in sagrestia, appoggiato ad un lavandino”.

    E di Benedetto XVI monsignor Marini parla con soddisfazione: “Con lui devo stare un po’ più attento, perché è esperto di liturgia. Ma mi dà soddisfazione, perché riconosce sempre il lavoro fatto e ne parliamo insieme”. Anzi, “ultimamente stiamo rielaborando il cerimoniale papale. Io gli mando i miei appunti e lui me li restituisce con la sua firma in segno di approvazione; altrimenti suggerisce, integra, corregge”.

    Ecco l’intervista

    Monsignor Marini, dopo il Concilio la riforma liturgica è costata uno scisma, quello di monsignor Marcel Lefebvre. Lei che ne pensa?
    “Dopo ogni Concilio c’è sempre stato un periodo di tensione. C’è sempre qualcuno che non è d’accordo o non approva quello che si è fatto. Ora, il fatto è che noi non abbiamo i carabinieri da mandare in giro per obbligare i fedeli ad accettare quello che ha deciso il Concilio Vaticano II (ride)”.

    E quindi?
    “E quindi dobbiamo prima di tutto capire che la liturgia è segno di unità, e che come diceva papa Paolo VI: ‘La Chiesa non è quella del passato o del futuro, ma del presente, per cui dobbiamo accettare la Chiesa vivente oggi. Qua non è questione di liberalizzare il messale o altro, è solo questione di accettare la Chiesa di oggi, punto e basta. Per essere chiari, le riassumo la storia del rito Tridentino”.

    (Segue: "I lefebvriani usano un messale del 1962, e vengono a dire a me che ho fatto una riforma eretica. Invece non accettano il Concilio, e vanno contro la Chiesa...")

    Dica…
    “Il rito Tridentino o di San Pio V, che poi in realtà è il Missale Romanum aggiornato secondo le ultime disposizioni del 1962 ad opera di Giovanni XXIII, fu lasciato in vigore a certe condizioni per evitare di rendere traumatico il passaggio dal vecchio al nuovo rito per i fedeli più anziani. Poi papa Wojtyla ha permesso che si potesse, in certe chiese, celebrare secondo il rito di San Pio V, tutto qua. Ma andare oltre questo è andare oltre la Chiesa, e questo non si può. Se la liturgia è segno di unità per la Chiesa, non posso creare gruppi di fedeli che il giorno tale all’ora tale pregano in un modo, poi un altro gruppo l’ora dopo prega in un altro. E veniamo ai lefebvriani”.

    Ecco, veniamo a loro. Che cosa ne pensa?
    “Che sia chiaro una volta per tutte: devono accettare quanto ha deciso il Concilio Vaticano II, altrimenti non sarà possibile alcuna conciliazione. Ma poi, che cosa vuole questa gente? La maggioranza dei fedeli si è adattata, senza il nuovo rito, che non fu figlio della Curia ma opera di respiro internazionale, le celebrazioni e i viaggi all’estero di papa Wojtyla sarebbero stati impossibili da fare. Allora, perché non si adattano, qual è la differenza? Le voglio raccontare un aneddoto”.

    Prego…
    “Qualche anno fa sono venuti a trovarmi, e io li ho ricevuti. Uno di loro ha preso la parola e detto: ‘Eccellenza, il nuovo rito è un’eresia’. ‘Perché?’, ho chiesto: ‘perché – mi ha risposto questo lefebvriano – nel vecchio rito il celebrante s’inginocchiava, adorava l’Ostia, si rialzava, l’ostendeva ai fedeli e poi s’inginocchiava di nuovo per adorarla’. ‘Ah – dico io - , e allora?’ ‘E allora questa è un’eresia perché il celebrante, siccome s’inginocchia solo dopo l’ostensione, in realtà chiede il consenso alla comunità prima di procedere alla consacrazione”.

    (Segue: "Sì, ho tanta nostalgia del Concilio. Però ci furono certi eccessi... ecco come si deve celebrare la Messa...")

    E lei allora che ha fatto?
    “Che ho fatto? Ma come, noi abbiamo semplicemente voluto abolire un doppione, e lui mi viene a parlare di eresia? ‘Tenga, qui c’è il mio numero di telefono’, gli ho detto, ‘quando avete bisogno mi chiamate’”.

    Senta, nelle sue parole, mentre presentava il libro, ho letto una certa nostalgia per il passato. Come mai?
    “Sì, a volte provo tanta nostalgia. Perché all’epoca in cui fu varata la riforma liturgica avevo appena 23 anni, perché ho visto gli ultimi tre mesi del Concilio, ma questo fa parte dei miei sentimenti. Semmai, da un punto di vista storico, noi avevamo allora un traguardo lontano, quello della completa riforma della liturgia, che volevamo raggiungere. Noi abbiamo lavorato nell’ottica del rinnovamento e del ritorno alla Chiesa dei Santi Padri, togliendo ogni incrostazione del tempo dalla liturgia Romana. Però l’entusiasmo ha avuto qualche degenerazione…”.

    Di che genere?
    “Pensi che in Belgio e Olanda, sull’onda dello sperimentalismo, sono nate più di 300 preghiere eucaristiche, poi lentamente si è tornati alla normalità. Solo che io temo questo, il ritorno al neoritualismo, cioè al prete che celebra la Messa pensando: ‘Bene, ho detto la mia Messa seguendo alla lettera il rito, sono a posto’. E questo non va bene, la celebrazione non è solo il rispetto pedissequo delle norme liturgiche, c’è sempre un po’ di spazio per il celebrante”.

    Antonino D'Anna


    fonte: http://canali.libero.it/affaritalian...normarini.html
    Ultima modifica di panzerkardinal; 07-08-2007 alle 15:35

  2. #2
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    dico subito come la penso io:

    un prete (anche se vescovo) non si può permettere di dire che "ho ritrovato il Papa che pregava appoggiato ad un lavandino". è vergognoso, se io ero Ratzinger l'avrei cacciato il giorno dopo con due bei calci nel sedere ma che scherziamo... il fatto che GPII fosse un papa "massmediatico" non significa che è lecito spifferare tutte le sue azioni compiute in privato ... Marini, Marini si dia una bella regolata

    poi la frase finale ... tipico ragionamento modernista!!!

    non commento il resto dell'intervista ... fatelo voi per me, è il mio compleanno e non voglio fare cattivo sangue sputando veleno sulle sue opinioni fanta-liturgiche!!!
    Ultima modifica di panzerkardinal; 07-08-2007 alle 15:42

  3. #3
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    Grandissimo Marini..... sei il migliore...
    Ultima modifica di Marcianus; 07-08-2007 alle 15:46 Motivo: è vietato usare un linguaggio da chat ("sei" per "6")

  4. #4
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    Grandissimo Marini..... 6 il migliore...
    mi auguro che tu stia scherzando!

  5. #5
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    Devo dire che, dopo aver letto questa intervista, confermo ancora una volta la mia stima per mons. Marini. Su molte cose, come per esempio la riforma liturgica, la penso proprio come lui.
    «Renditi conto di ciò che farai,
    imita ciò che celebrerai,
    conforma la tua vita
    al mistero della Croce di Cristo Signore»
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    Dal Pontificale Romano



  6. #6
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    mi auguro che tu stia scherzando!
    Suvvia ti volevo fare solo un bel regalo di compleanno

  7. #7
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    Devo dire che, dopo aver letto questa intervista, confermo ancora una volta la mia stima per mons. Marini. Su molte cose, come per esempio la riforma liturgica, la penso proprio come lui.
    vuoi forse dire che approvi anche l'ultima frase?

  8. #8
    CierRino L'avatar di Marcianus
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    vuoi forse dire che approvi anche l'ultima frase?
    “Pensi che in Belgio e Olanda, sull’onda dello sperimentalismo, sono nate più di 300 preghiere eucaristiche, poi lentamente si è tornati alla normalità. Solo che io temo questo, il ritorno al neoritualismo, cioè al prete che celebra la Messa pensando: ‘Bene, ho detto la mia Messa seguendo alla lettera il rito, sono a posto’. E questo non va bene, la celebrazione non è solo il rispetto pedissequo delle norme liturgiche, c’è sempre un po’ di spazio per il celebrante”.

    Lo "spazio per il celebrante" non va inteso nel senso che "ciascuno può fare quello che cavolo gli pare", se lo intendi in questo senso concordo con te.
    Ma penso che mons. Marini intenda dire che nel Messale è lasciato un certo margine di adattamento al celebrante: scelta delle monizioni, scelta delle orazioni, scelta delle preghiere di consacrazione. Ora, in questo senso, sebbene non abbia a simpatia gli eccessivi "oppure" presenti nel nostro Messale purtuttavia penso sia un bene lasciar giudicare al celebrante , in base alle necessità pastorali, nei limiti delle rubriche, quale formulario sia più opportuno adoperare. Il nostro Messale è una quantità infinita di risorse che molti preti nemmeno conoscono e, se non si impegnano a conoscere il Messale, mai conosceranno.
    Seguire pedissequamente le rubriche è scadere nel ritualismo, anche su questo mons. Marini ha ragione.
    «Renditi conto di ciò che farai,
    imita ciò che celebrerai,
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  9. #9
    DOMINVS IN PRIMIS
    visitatore
    avevo letto questa intervista da tempo e sapevo delle idee di mons. Marini, non le condivido affatto, oltre a trovare delle mancanze di rispetto verso il Papa, e credo che sia un pò "montato", e si creda chissacchì. Comunque è sempre un prelato, e bisogna portargli rispetto, anche se non si condividono le sue idee.

  10. #10
    CierRino L'avatar di Marcianus
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    Su, su, torniamo all'ordine... Panzer (ancora auguri intanto...) che ne pensi della mia risposta? Sempre critico verso mons. Marini?
    «Renditi conto di ciò che farai,
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