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Discussione: Festival di musica e arte sacra

  1. #1
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    Festival di musica e arte sacra

    Citazione Originariamente Scritto da wilpapa Visualizza Messaggio
    VII Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra


    Il VII Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra si presenta quest’anno come una forbita e densa partitura, suddivisa in tre atti, nella quale trovano idealmente posto l’arte della musica e l’arte della vita. Il “tempo” del Festival, infatti, si stende nell’intero arco di due mesi – ottobre e novembre – essendosi arricchito di proposte che spaziano nei secoli e toccano i generi, dall’antico al romantico, dal classico al contemporaneo.




    Il cardinale Angelo Comastri parla del settimo Festival di Musica e Arte Sacra che vedrà la presenza di Benedetto XVI: la musica è una "inondazione" della bellezza di Dio</B>


    E’ intitolata all’Anno Paolino la VII edizione del Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra, organizzata dalla fondazione Pro Musica e Arte Sacra nelle basiliche patriarcali e nelle chiese storiche di Roma. Una manifestazione che intende richiamare nei luoghi di culto il più vasto pubblico attraverso concerti prestigiosi e restauri, e che quest’anno avrà un ospite d’eccellenza. Ascoltiamo l’intervista di Arianna Voto al cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per lo Stato della Città del Vaticano e presidente onorario della Fondazione Pro Musica e Arte Sacra:

    “L’annuncio bello è la presenza del Santo Padre al concerto che si terrà nella Basilica di San Paolo, lunedì 13 ottobre al quale parteciperanno anche tutti i padri sinodali, presenti al Sinodo straordinario sulla Parola di Dio”.

    E’ affidato al cardinale Angelo Comastri, il messaggio più atteso nel presentare la manifestazione: Benedetto XVI assisterà all’esecuzione della Sesta Sinfonia di Bruckner, interpreti d’eccellenza, i Wiener Philharmoniker, diretti da Christoph Eschenbach. Un ulteriore attestato dell’amore del Pontefice per la grande musica e un omaggio al Festival internazionale di Musica e Arte Sacra, che intitola la sua VII edizione al Giubileo Paolino. Continua il porporato, che a San Paolo ha dedicato il suo ultimo libro:

    R. - E’ molto bella la presenza del Santo Padre a questo concerto nella Basilica di San Paolo nell’Anno paolino. Questo anno è dedicato ad un uomo che ha saputo far suonare le corde del cuore e della teologia, ed è l’apostolo Paolo. Un uomo che ha una storia straordinaria che ancora oggi commuove. Paolo è il paradigma dei convertiti. La storia del cristianesimo è piena di conversioni, ma la storia di Paolo si può dire riassuma tutti i tormenti ed anche tutti gli entusiasmi di coloro che trovano Dio nella vita adulta e restano affascinati dal mistero di Dio. Per questo, Paolo è un uomo da riscoprire, è un uomo al quale bisogna continuamente ritornare, per capire che anche noi siamo chiamati a fare un cammino di conversione e la conversione è la vera intonazione della vita. Quando si è convertiti a Dio, allora tutto si armonizza dentro di noi e Dio è Gesù Cristo perché Dio si è fatto vicino ed avvicinabile in Lui. Ed è soltanto incontrando Gesù Cristo che si fa l’esperienza di Dio, che si sente l’abbraccio di Dio, si ritrova l’equilibrio interiore, si armonizzano - si può dire - tutte le forze interne dell’uomo e la vita si intona sulla nota della carità, la nota dell’amore che è la nota prevalente di Dio. Allora, questo concerto nell’Anno paolino è un invito a tutti a guardare verso Paolo per andare con lui verso Cristo.


    D. - Quale funzione ha la musica sacra in questa particolare occasione?


    R. - La musica è uno strumento, è una bellezza che si traduce in note. E allora è un invito a tutti a togliere le brutture che ci sono nella vita personale, tutte le brutture che ci sono nel mondo e nella storia nella quale noi viviamo. La musica è un’inondazione di Dio perché non esiste bellezza vera, autentica, che non parta da Dio. In questo senso, la musica, indubbiamente, è anche un apostolato: bisogna però che ognuno di noi interiorizzi il messaggio che viene dalla musica, che non si limiti a dire “è bello, è piacevole”, ma quello che è bello renda belli anche gli ascoltatori: entri nell’anima e tolga ogni sporcizia, ogni stonatura, ogni bruttura e avvenga il restauro della vita.


    D. - Questo Festival, secondo lei, contribuisce anche ad un ripristino della musica sacra, colta, classica, nella liturgia?


    R. - Certamente, il Festival ha una sua autonomia rispetto alla liturgia. E’ un invito a riscoprire la bella musica e a far capire che esiste una splendida musica sacra che non deve essere dimenticata. Nata in altri tempi, nata anche in altre circostanze, è pur sempre un patrimonio che, rivisitato e riascoltato, ci rieduca a riformulare oggi una musica sacra adatta per la liturgia di oggi.

    fonte: Radio Vaticana
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  2. #2
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    Festival di musica e arte sacra

    VII Festival internazionale di Musica e Arte Sacra

    In programma a Roma dal 12 ottobre al 30 novembre 2008


    Si terrà nelle splendide cornici di alcune chiese e delle Basiliche papali di Roma, il VII Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra.

    L'edizione di quest'anno si presenta ricca di ben tredici appuntamenti con proposte che spaziano nei secoli e toccano i diversi generi, dall'antico al romantico, dal classico al contemporaneo.

    La manifestazione, che si inserisce tra le iniziative dell'Anno Paolino, è finalizzata a sensibilizzare il pubblico verso le attività istituzionali della Fondazione pro Musica e Arte Sacra, il cui scopo, sin dalla sua costituzione nel 2002, è stato quello di destinare le proprie risorse finanziare all'attività di tutela, conservazione, promozione e valorizzazione dei beni culturali sacri italiani.

    Nell'illustrare il Festival, Hans Albert Courtial, Presidente Generale della Fondazione pro Musica e Arte Sacra, ha detto che nell'edizione di quest'anno “trovano idealmente posto l'arte della musica e l'arte della vita”.

    “Presentando opere di Johann Sebastian Bach, Johannes Brahms, Anton Bruckner, Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart, il Festival ci fa incontrare i più grandi compositori dell'area linguistica tedesca, musicisti che avevano come fine ultimo la glorificazione di Dio”, ha aggiunto.

    L'inaugurazione e chiusura del Festival si terrà nel segno di Bach: il 12 ottobre, nella Basilica di San Giovanni in Laterano con l'Arte della Fuga BWV 1080 e il 30 novembre, nella Basilica di Sant'Ignazio di Loyola, con l'Offerta Musicale, entrambe nella nuova edizione critica e strumentazione di Hans-Eberhard Dentler, eseguite rispettivamente dall'Ensemble Arte della Fuga e dai Solisti del Thema Regium, due complessi strumentali formati principalmente dalle prime parti dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

    Anche per questo appuntamento, grandi orchestre e grandi direttori: i Wiener Philharmoniker, diretti da Christoph Eschenbach, eseguiranno il 13 ottobre, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, la Sesta Sinfonia di Bruckner, una partitura densa di misticismo, alla presenza di Benedetto XVI e dei partecipanti al Sinodo dei Vescovi; mentre l'Orchestre de la Suisse Romande, diretta da Marek Janowki, sarà impegnata il 28 novembre, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, nel Deutsches Requiem di Brahms, un'opera in cui si riflette l'austero e complesso mondo protestante.

    Per la musica barocca, la Harmoniemesse di Haydn – l'ultima messa scritta dal compositore a più di settant'anni – sarà incorniciata da rarità mozartiane eseguite nella Basilica di San Pietro, il 26 novembre, dalla Youth Orchestra of the Americas and New England Conservatory, l'orchestra diretta da Helmuth Rilling; la novità contemporanea verrà invece eseguita il 22 novembre e sarà la prima esecuzione europea di Requiem for my Mother dello statunitense Stephen Edwards, un giovane e prolifico autore di colonne sonore per cinema e televisione.

    Dal 17 al 20 novembre, si svolgerà anche un piccolo Festival dell'organo con quattro concerti, organizzati dalla Fondazione pro Musica e Arte Sacra in collaborazione con il Festival europeo d'organo “In cammino verso Roma 2008”, diretto e ideato dall'organista e clavicembalista tedesco Johannes Skudlik.

    La singolare rassegna, iniziata nel giugno scorso in Baviera e che ha già fatto tappa in diverse città europee, si chiuderà con la prima esecuzione italiana di La révolte des orgues op. 69, che prevede ben nove organisti alla tastiera accompagnati da percussioni.

    La Fondazione pro Musica e Arte Sacra porta avanti attività per la diffusione e la valorizzazione della musica sacra – come connubio tra creazione artistica ed esperienza spirituale estetica – ma anche della cultura in una dimensione più ampia e articolata, attraverso l'organizzazione di mostre, rassegne, concorsi, corsi di perfezionamento, l'attribuzione di premi e borse di studio, nonché la diffusione di opere editoriali e discografiche.

    [L'ingresso ai concerti è libero e gratuito, fino al raggiungimento della massima capienza posti. Per partecipare ai concerti, è necessario avere un coupon d'ingresso. I coupon per i concerti del 12 e 13 ottobre possono essere ritirati (per un massimo di 2 a persona e fino ad esaurimento) nei giorni 10 e 11 ottobre dalle ore 16 alle 18 presso il Palazzo Cardinal Cesi in via della Conicliazione 51 a Roma. Per vedere il programma completo del Festival: http://www.festivalmusicaeartesacra....ebersicht.php]

    ROMA, lunedì 6 ottobre 2008, ZENIT.org

  3. #3
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    I Wiener Philarmoniker dedicano la «Sesta sinfonia» di Bruckner a Benedetto XVI

    La conquista dello spazio sonoro

    Nella basilica di San Paolo fuori le Mura per il vii Festival internazionale di musica e arte sacra

    di Marcello Filotei

    La Nona Sinfonia l'ha chiamata Decima, ma è morto lo stesso. La versione ufficiale è che il titolo Nona, dopo Beethoven non si poteva più usare per deferenza. Sta di fatto che anche per Anton Bruckner è valsa la "regola" romantica secondo la quale più di nove sinfonie non si riescono a portare a termine. Nel caso specifico è rimasta incompleta anche la Nona, punto d'arrivo di un linguaggio armonico e melodico che rompe con la tradizionale concezione tonale e, prendendo atto della lezione wagneriana, prosegue per successivi e continui ampliamenti verso la conquista di un più vasto spazio sonoro.
    Certo nel sinfonismo bruckneriano siamo ancora molto lontani dalle conquiste atonali prima e dodecafoniche poi di Schönberg, ma la tonalità è messa in seria crisi dal continuo susseguirsi di modulazioni, quei passaggi da un ambito di appartenenza all'altro per cui il riferimento sicuro a un punto d'ancoraggio tonale diventa problematico e resta più teorico che reale. La necessità di abbracciare uno spazio sonoro sempre più ampio richiede inoltre un allargamento dell'orchestra. Ecco perché le sinfonie del compositore austriaco assumono necessariamente una dimensione monumentale, che alcuni hanno ritenuto abnorme.
    Senza pretese intellettualistiche, Bruckner si riallaccia alla tradizione austriaca. Arrecando più danni che vantaggi al pacifico organista di Sankt Florian, i suoi ammiratori, guidati dal critico Theodor Helm, lo contrapposero a Brahms, la cui schiera era capeggiata dall'autorevole critico antiwagneriano Hanslich. Il risultato fu un affossamento della carriera del compositore e un apprezzamento soprattutto postumo. In vita fu sostenuto da una cerchia di musicisti e direttori d'orchestra di altissimo prestigio, come Mahler - che diresse la prima esecuzione integrale della Sesta a Vienna il 26 febbraio 1899 - Levi, Nikisch, Mottl e Loewe, ma non bastò perché né i potenti Liszt e Hans von Bülow, né lo stesso Brahms mostrarono disponibilità nei suoi confronti.
    Questo ostracismo relegò Bruckner in una posizione defilata, e alcune sue opere circolarono molto poco. Tra queste la Sesta sinfonia, che i Wiener Philharmoniker, diretti da Christoph Eschenbach, eseguiranno lunedì 13 ottobre presso la basilica di San Paolo fuori le Mura alla presenza di Benedetto XVI. Il concerto - inserito nell'ambito del vii Festival internazionale di musica e arte sacra e trasmesso in diretta dalla Radio Vaticana - è dedicato al Papa e all'Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, in corso in Vaticano.
    Scritta tra il settembre del 1879 e lo stesso mese del 1881 la Sesta, mai ascoltata per intero dall'autore, secondo Machabey appare come "una continuazione di Beethoven, poeticizzato da Schubert, drammatizzato da Schumann e trasportato da Bruckner nel mondo agitantesi intorno e dentro di lui". Il riferimento a Beethoven è suggerito principalmente "dalla tendenza (insolita in Bruckner) a elaborare dei brevi frammenti, piuttosto che utilizzare delle frasi intere per gli sviluppi", spiega ancora il critico.
    Il procedimento di derivazione beethoveniana, però, viene fuso a uno spiccato atteggiamento contrappuntistico, specialmente nello Scherzo, una delle pagine più originali mai uscite dalla penna del compositore, che evoca nel suo incantato fantasticare immagini derivanti dalla mitologia nordica. Nel finale, vivo e tempestoso, ritorna il tema principale esposto nel primo tempo e vengono ricapitolate le situazioni espressive precedenti: un tratto proprio del sinfonismo bruckneriano che mostra come il musicista concepisca la sinfonia come un'entità indivisibile, la cui unità si realizza mediante il predominio del motivo iniziale richiamato a suggello finale.
    La Sesta sinfonia mantiene però un ruolo defilato rispetto alla produzione dell'autore e non sembra corrispondere a pieno all'idea di grandiosità e di potenza strumentale cui è affidata l'immagine di Bruckner. Non mancano certo momenti di densa polifonia o di solida disposizione contrappuntistica, ma il carattere generale è più dimesso che in altri casi, soprattutto a motivo di una intelaiatura strutturale frastagliata e di ripiegamenti intimistici più frequenti che in altri casi. Forse anche per questo capita raramente di ascoltarla.


    (©L'Osservatore Romano - 12 ottobre 2008)
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  4. #4
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    Un organista timido


    Di origine contadina, Anton Bruckner - nato a Ansfelden nel 1824 e morto a Vienna nel 1896 - fu avviato agli studi musicali dal padre, che gli impartì le prime lezioni. Dopo avere completato gli studi nell'abbazia collegiale di Sankt Florian, approfondì in solitudine le sue conoscenze.
    Fino all'età di circa sessant'anni rimase totalmente nell'ombra e solo dopo la composizione della Settima sinfonia, nel 1883, conobbe improvvisamente la celebrità. Fu considerato il continuatore di Wagner in campo sinfonico, in opposizione a Brahms che invece veniva ritenuto più ripiegato sul passato. La polemica, al quale il timido compositore restò personalmente estraneo, si trascinò per qualche decennio.
    La sua formazione culturale attinge da un lato al barocco musicale austriaco e alla tradizione schubertiana, dall'altro al canto popolare. L'interiorizzazione romantica viene portata alle estreme conseguenze, sia da un punto di vista poetico, sia da quello strutturale e strumentale. L'orchestra subisce una dilatazione enorme, ripresa da Mahler, il linguaggio si fa estremamente espressivo, con elementi di concentrazione mistica.

    --------------------------------------------------------------------------------

    Lo strano caso di un'orchestra democratica

    Fino al primo Concerto Filarmonico del 28 marzo 1842 non c'era a Vienna un'orchestra concertistica composta da musicisti professionisti. In occasioni di una certa importanza - come ad esempio i concerti di Mozart nella "Mehlgrube" o per le accademie di Beethoven - suonava l'orchestra dell'Opera di corte. Dopo un tentativo di manifestazioni sinfoniche proprie, promosso dal compositore e maestro di cappella Franz Lachner, fu Otto Nicolai (1810-49) a dirigere quella "Accademia filarmonica" che è considerata il momento di nascita dell'orchestra. Già in quell'occasione vennero sanciti i principi istituzionali dell'orchestra che sono tuttora validi: solo un musicista membro dell'orchestra della Staatsoper di Vienna può essere associato ai Wiener Philharmoniker; l'orchestra è autonoma a livello artistico, finanziario e organizzativo; tutte le decisioni sono prese dagli associati; la gestione viene affidata a un comitato di dodici membri democraticamente eletti.
    Un primo concerto per abbonati ebbe luogo nel 1860 sotto la direzione di Carl Eckert. Seguirono quindi alcuni direttori con incarico stabile come Otto Dessoff - dal 1870 nella Sala d'Oro del Musikverein -, Hans Richter - il periodo del suo incarico è considerato "l'era d'oro" -, Wilhelm Jahn e Gustav Mahler, con lui l'orchestra fece le prime tournée all'estero. Dal 1908 i Wiener Philharmoniker sono un'associazione registrata e legalmente riconosciuta. Felix von Weingartner portò l'orchestra in Sud America nel 1922. Le relazioni artistiche con Richard Strauss - che diresse l'orchestra frequentemente dal 1906 al 1944 - hanno una notevole rilevanza nella storia della musica. Wilhelm Furtwängler - che rimase direttore principale fino al 1954 - e Clemens Krauss sono stati gli ultimi direttori stabili. Dal 1933 i Wiener Philharmoniker lavorano esclusivamente con direttori ospiti di primo rango scelti da loro stessi. In questo senso un momento d'eccellenza è stata la collaborazione con Toscanini. Dopo la seconda guerra mondiale tutti i più importanti direttori hanno collaborato con l'orchestra; particolare importanza hanno avuto i direttori onorari Karl Böhm e Herbert von Karajan nonché il socio onorario Leonard Bernstein. Numerose le incisioni discografiche e le onorificenze ricevute.

    -----------------------------------------------------------------------


    La fondazione che promuove l'arte attraverso l'arte

    Come previsto dal suo statuto, la Fondazione pro musica e arte sacra promuove e finanzia una serie di progetti a sostegno dell'arte e della musica sacra. I concerti del Festival hanno lo scopo di reperire fondi per la conservazione e il restauro di beni culturali, che in parte sono contenuti nelle stesse basiliche dove hanno luogo.
    La Fondazione ha contribuito al finanziamento di diversi lavori, tra i quali il restauro completo della cappella di Santo Stefano nella basilica di San Paolo fuori le Mura; la risistemazione dei due preziosi organi absidali del Morettini nella basilica di San Giovanni in Laterano; il restauro esterno della cupola della cappella di Sisto v nella basilica di Santa Maria Maggiore; il restauro di tutti gli affreschi di Ludovico Seitz nella cappella Tedesca del Pontificio Santuario della Santa Casa di Loreto, in provincia di Ancona; la ristrutturazione della biblioteca del Pontificio Istituto di Musica Sacra; il restauro della cappella di San Benedetto nella basilica di San Paolo fuori le Mura; il restauro nei mausolei "del Docente", "degli Ebuzi", "dei Matucci" e "degli Egizi" nella necropoli vaticana sotto la basilica di San Pietro in Vaticano e il restauro della statua di Paolo v, opera di Paolo Sanquirico del 1620, nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.
    Attualmente sono in corso, oppure in fase di avvio, altri progetti, tra i quali il restauro del Mausoleo "dei Valeri" nella Necropoli Vaticana; il restauro dell'organo Tamburini nella chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Campo Marzio; il restauro del baldacchino monumentale dell'altare papale nella basilica di San Paolo fuori le Mura; il restauro del coro ligneo della cappella del coro nella basilica di San Giovanni in Laterano e il restauro dell'appartamento di Giulio ii nel Palazzo Apostolico.
    Nel 2007, la Fondazione ha inoltre realizzato la pubblicazione di un volume di Aurelio Zorzi dal titolo Introduzione al canto gregoriano, e nel 2008 la pubblicazione del primo dei tre volumi previsti per l'opera, Il capitolo di san Pietro in Vaticano dalle origini al xx secolo, a cura di Dario Rezza e Mirko Stocchi per le Edizioni del capitolo vaticano.



    (©L'Osservatore Romano - 12 ottobre 2008)
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  5. #5
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    È un peccato che non si parli mai della Sinfonia VIII di Bruckner; io l’ho trascritta per organo (tra l’altro ho finito molto recentemente) e posso dire che è splendida. Ostica ma splendida.

  6. #6
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    Si inaugura questa sera il Festival internazionale di Musica e Arte Sacra. Domani pomeriggio, il concerto dei Wiener Philharmoniker alla presenza del Papa


    Con l’esecuzione de “L’Arte della Fuga” di Johann Sebastian Bach, si apre questa sera nella Basilica di San Giovanni in Laterano il Festival internazionale di Musica e Arte Sacra: 12 concerti, dal canto gregoriano alla composizione contemporanea, con una rassegna organistica centrale, in programma fino al 29 novembre. Domani, alle 18, l’appuntamento più atteso, con i Wiener Philharmoniker, diretti da Christoph Eschenbach, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, alla presenza di Benedetto XVI, per l’esecuzione della VI Sinfonia di Anton Bruckner. Il servizio di Arianna Voto:


    Un riconoscimento speciale per la VII edizione del Festival di Musica e Arte Sacra: Benedetto XVI presenzierà ad uno dei concerti, su invito del presidente della Fondazione, il senatore tedesco Hans-Albert Courtial:


    R. - Io so che è sempre stato un sogno del Santo Padre Benedetto XVI sentire i Wiener Philharmoniker e questo sogno adesso si realizza con lui e con tutto il Sinodo dei vescovi nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.


    D. - Perché un Festival di musica sacra?


    R. - La mia intenzione è quella di riuscire a portare alla gente la bellezza della musica sacra, nelle più belle Basiliche di Roma. Non è una serie di concerti: questa per me è una missione vera e propria, perché tutti possano conoscere la musica sacra e possano riuscire a vedere la bellezza di questa musica. Io sono certo che proprio attraverso la musica sacra riusciremo oggi a portare la gente al più bello, ma cosa è il più bello? Nostro Signore!


    D. - I concerti sono abbinati ogni anno al restauro di importanti opere d’arte:


    R. - I restauri, quest’anno, hanno riguardato l’altare papale in San Paolo fuori le Mura, la cappella del Capitolo in San Giovanni in Laterano e, attualmente, l’organo nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma.


    L’apertura è riservata alla più astratta e metafisica delle opere di Bach, “L’Arte della Fuga”, nella nuova edizione critica e strumentazione del violoncellista Hans-Eberhard Dentler:


    R. - Lì ha rinunciato alla destinazione strumentale dell’organico e questo rientra nel principio pitagorico dell’enigma. E’ metafisica in tutti i sensi, perché i pitagorici hanno rivolto il loro sguardo al cielo.


    D. - Anche questo concerto vuole essere un omaggio particolare a Benedetto XVI, Papa ma anche musicista, tedesco come Bach, che è uno dei suoi autori preferiti…


    R. - Questo sì, perché apro il festival con “L’Arte della Fuga”, uno dei più grandi capolavori dell’Occidente, e chiudo poi con un’offerta musicale che è in verità un sacrificio, perché “Musikalisches Opfer” vuol dire “sacrificium musicum”, sacrificio musicale. Su questo ho scritto un libro, dedicando queste ricerche e questo libro a lui. Volevo provare che i tre fascicoli del sacrificio musicale sono proprio da indirizzare alla musica mondana, alla musica “instrumentalis”, alla musica “humana”. Come Boezio che era uomo di Stato e filosofo - come sappiamo dal suo famoso libro “Consolatio Philosophiae” - ma che ha scritto anche un’importante opera sulla musica, facendo questa tripartizione: così è costruito il sacrificio musicale, attraverso l’ottica di Keplero, “Harmonices mundi”, libro cinque.


    D. - Ma come legare il contenuto filosofico e intellettuale della partitura all’aspetto emotivo e sentimentale dell’esecuzione?

    R. - La musica, per i Pitagorici, rappresentava la disciplina più alta per arrivare alla vera filosofia: il compimento della vita spirituale. E’ così che Bach negli ultimi anni della sua vita - da “L’Arte della fuga” si può pensare agli ultimi dieci anni - se ne è occupato sicuramente, ma il sacrificio musicale è un ramo dell’arte della fuga ed è per questo che è sempre stato circondato dal mistero. Alla base, tuttavia, c’è sempre la filosofia pedagogica nell’ottica di un uomo profondamente religioso e cristiano, come Johann Sebastian Bach.

    fonte: Radio Vaticana
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  7. #7
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  8. #8
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    Parole del Santo Padre al termine del Concerto offerto dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra in occasione del Sinodo dei Vescovi (Basilica di San Paolo Fuori le Mura, 13/10/2008)


    http://it.youtube.com/watch?v=d2BQstxmZR8
    Ultima modifica di WIlPapa; 14-10-2008 alle 18:41
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  9. #9
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    Parole del Santo Padre al termine del Concerto offerto dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra in occasione del Sinodo dei Vescovi (Basilica di San Paolo Fuori le Mura, 13/10/2008)


    http://it.youtube.com/watch?v=d2BQstxmZR8

    File Audio

    http://benedictxvi.tv/audio/2008/017...enedictxvi.mp3
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