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Discussione: Santuari Mariani in Italia

  1. #21
    Iscritto L'avatar di iceborg
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    Ci sono nato e mi piace, è a Macerata; appena possibile mando delle foto
    SANTUARIO DELL'IMMACOLATA
    La storia relativamente recente della Chiesa dell'Immacolata comincia il 20 agosto 1893, con l'inizio della sua costruzione. Essa rappresenta una di quelle opere di arte sacra in cui l'ispirazione artistica non è disgiunta dalla fede. Di stile rinascimentale, è stata disegnata dall'architetto Giuseppe Rossi di Fermo. Ornata all'esterno con statue di Giulio Tadolini, mosaici e maioliche, all'interno ha 10 colonne di marmo rosso di Verona e marmi di Carrara, che compongono tre navate e sostengono uno splendido soffitto a cassettoni. I dipinti sono opera del romano Virginio Monti e rappresentano episodi della vita della Madonna e la proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione.
    Tutto il complesso è frutto di una sottoscrizione effettuata prima da don Vincenzo Jacoboni, che in Francia raccolse denaro tra gli emigrati italiani, ed in seguito dal fratello di detto sacerdote, che con la collaborazione di cittadini maceratesi riuscì a completare l'opera.
    La chiesa venne benedetta e inaugurata il 20 agosto 1905 dal cardinal Cassetta che incoronò la Madonna.
    Il 20 marzo 1921 fu consacrata parrocchia dal vescovo Mons. Pasi.

    (Per tutti gli approfondimenti, cfr. "Storia, arte e fede nel tempio dell'Immacolata" di Paci, Cingolani e d'Amico, 1995

  2. #22
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    Città di Roma
    SANTUARIO DELLA MADONNA DEL DIVINO AMORE
    (1745)









  3. #23
    Veterano di CR L'avatar di Tiziano
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    Lozzo di Cadore:
    Santuario della Madonna di Loreto
    Purtroppo molti ignoranti si ostinano a definirlo "chiesetta", ma esso è santuario mariano a tutti gli effetti!!!

    Quest'anno sono stati celebrati 350 anni del Santuario.




    Ulteriori informazioni:

    http://www.diocesi.it/bellunofeltre/lozzo/loreto.html

    http://www.diocesi.it/bellunofeltre/lozzo/avvenime.html

    http://myportal.regione.veneto.it/op...ta_Loreto.html

    http://www.amicodelpopolo.it/medio/07/medio35.htm

  4. #24
    Fedelissimo di CR L'avatar di abruzzesenato
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    Santuario della Madonna dei Lumi
    Civitella del Tronto (TE)
    Madonna dei Lumi (1470-79),Giovanni di Biasuccio,Santuario della Madonna dei Lumi

    La storia: l’origine e i prodigi della Madonna
    Il Santuario della Madonna dei Lumi,con l’annesso convento francescano,si trova poco fuori il borgo di Civitella del Tronto,paese abruzzese considerato uno dei borghi più belli d’Italia e noto per la sua fortezza borbonica,l’ultimo presidio borbonico a capitolare durante l’Unità d’Italia.
    All’inizio del Medioevo qui sorse un convento benedettino,che però fu presto abbandonato e ne determinarono l’abbandono. Secoli dopo,forse nel ‘200, cominciarono degli strani fenomeni: la sera sul perimetro dell’antico convento comparivano delle fiammelle che danzavano ordinatamente.
    Questo fenomeno si ripeté per un certo periodo di tempo,fino a quando all’ultima apparizione tra le fiammelle danzanti comparve la Vergine: da qui il nome di Madonna dei Lumi.
    Si gridò al miracolo e si intraprese la costruzione di chiesa e convento,che furono affidati ai francescani. Anche questi però l’abbandonarono,infatti nel 1345 decisero di trasferirsi nel nuovo convento di san Francesco dentro le mura di Civitella. Anche questa volta il convento cadde in abbandono e la chiesa fu mantenuta in vita solo grazie alla devozione e ai pellegrinaggi per la Madonna (che fu la prima patrona del paese,poi con l’avvento di S.Ubaldo declassata a compatrona). Nel 1466 fu affidato agli Osservanti,che intrapresero grandi opere: la chiesa fu ricostruita assieme al convento,fu fatta eseguire l’attuale statua della Vergine,e inoltre nel corso dei secoli fu arricchita da varie opere d’arte. Purtroppo gli Osservanti erano a volte,per non dire spesso,costretti a fuggire e ritornare dopo anche molto tempo per via dei lunghi assedi che la fortezza di Civitella subiva (visto che era posta a confine del Regno di Napoli e chi voleva procedere alla conquista di questo doveva per forza prendere la fortezza) e che stranamente riusciva sempre a respingere (forse proprio alla Madonna); comunque i conquistatori come campo di accampamento sceglievano sempre il convento di S.Maria dei Lumi. Gli Osservanti decisero definitivamente di trasferire la statua della Madonna all’interno delle mura cittadine e anche se arricchivano la chiesa di nuove opere,era evidente il suo stato strutturale di decadenza (nel 1557,durante l’assedio del Duca di Guisa,furono da qui sparati i cannoni e dal castello di Civitella i cannoni venivano indirizzati qui e spesso colpivano il convento).
    Con la soppressione napoleonica (1809-1811) i frati se ne andarono definitivamente e lo stato di abbandono si aggravò. I civitellesi erano però molto legati a quella chiesa e si affidarono spesso alla Madonna,anche durante una lunga siccità (1779 e 1893),quando per intercessione della Vergine piovve su tutto il territorio. L’ultimo estenuante assedio fu quello del 1861: la fortezza capitolò dopo mesi e mesi di assedio,il campo base dei piemontesi era questo convento,e nei quadri dell’epoca viene mostrata un convento ormai allo stremo,coperto di erbacce e cadente. Nel 1882 vi vennero i Minori Conventuali che presero in mano la situazione del convento: lo fecero ristrutturare completamente,e ricostruirono buona parte della chiesa (che era l’edificio più danneggiato) e vi fecero tornare la statua della Vergine. L’abbellimento della chiesa durò fino al 1949. Nel terremoto di Assisi del 1997,la chiesa subì notevoli danni,soprattutto il convento: il chiostro crollò completamente,con la perdita degli affreschi barocchi. Il restauro del complesso monastico si è concluso nel 2007. Il terremoto del 6 Aprile,invece,non ha creato nessun danno.

    La chiesa e il convento
    L’attuale complesso monastico è frutto di tutti i cambiamenti apportati a partire dal 1882: all’esterno sono stati ricostruiti la facciata della chiesa,del convento,e il portico,mentre è rimasto intatto l’antico campanile. Il portale della chiesa,in stile neo-romanico,presenta nella lunetta un mosaico con la Madonna dei Lumi. L’interno si presenta a due navate: anticamente era a tre,poi i conventuali la ridussero ad una,ma visto l’afflusso di fedeli ne fu creata un’altra. L’interno non ha molte cose interessanti: l’aspetto è quello datogli a fine ‘800,con decorazioni neoclassiche e impero; lungo il lato destro della navata centrale si trova raffigurazione ad affresco,in prospettiva,della terza navata,un tempo esistente e oggi no. Nella navata laterale si trovano una statua di S.Apollonia del ‘900,un cupolino con affreschi che recano i “simboli della Passione”. Tornando alla navata centrale,c’è una cupola affrescata nel 1949; il presbiterio presenta l’altare maggiore del 1922 con la statua della Vergine dei Lumi (l’opera più antica della chiesa),con affreschi del 1948 ed una cupola del 1922.
    Le vetrate furono realizzate dalla ditta Camper di Atri. Il convento è stato tutto ricostruito nel ‘900; l’unico spazio visitabile liberamente è il chiostro,che però non conserva più gli affreschi realizzati nel ‘600 dal polacco Sebastiano Majewski che furono perduti nel 1997,mentre è ancora al centro del chiostro il pozzo del ‘500. Anche se dal punto di vista artistico ha forse poca importanza (a parte la statua della Madonna),dal punto di vista spirituale e religioso assume grande importanza,visto che molti accorrono alla Vergine (il suo culto poi è diffuso anche in altri centri del teramano),e inoltre per una permanenza nel santuario c’è una casa accoglienza. Un luogo spirituale e naturale immerso nel verde dell’Abruzzo.

    La statua della Madonna dei Lumi
    La statua della Madonna dei Lumi si trova sull’altare maggiore del santuario. Il suo autore è Giovanni di Biasuccio,uno scultore abruzzese nativo di Fontavignone (AQ); Giovanni rappresenta uno dei principali scultori abruzzesi del ‘400,per un certo periodo collaboratore del più noto Silvestro dell’Aquila,ma l’unica sua opera rimasta è quella di Civitella del Tronto. Questa statua,datata tra il 1470 e il 1479,è il primo esempio di “Madonna abruzzese”: la Vergine,seduta in trono,con le mani giunte e il bimbo Gesù disteso sulle sue ginocchia (o,in altri casi, seduto e con un uccellino in mano).
    L’artista più noto che realizzò queste Madonne è Silvestro dell’Aquila,ma il primo interprete è proprio Giovanni di Biasuccio,che desume l’iconografia dalle pitture abruzzesi di poco più antiche.
    Questa statua dà conferme alla formazione fiorentina di Giovanni di Biasuccio,forse con Verrocchio.
    Sembra che questa statua riscosse un gran successo nel territorio e presto ogni paese se ne volle accaparrare una. Giovanni di Biasuccio morì,e il suo posto fu occupato da Silvestro dell’Aquila.
    Simbolo di come le città vicine volessero una Madonna con Bambino simile a quella di Civitella è Ancarano (TE),dove nel 1489 venne commissionata a Silvestro dell’Aquila l’esecuzione della Madonna della Pace nella chiesa di S.Maria Maggiore (poi trasferita in S.Simplicio): nel contratto si dice esplicitamente che la statua deve essere simile a quella di Civitella e,ovviamente,anche più bella.

    La festa
    Anche quando la Vergine dei Lumi fu declassata a compatrona,i civitellesi celebrarono sempre le due festività in suo onore: il 27 Aprile e il 20 Maggio. Queste due date ricordano due eventi: il 27 Aprile 1893 e il 20 Maggio 1779 la Madonna fece piovere sul paese dopo una lunga siccità. Il 27 Aprile era la festa canonica,mentre quella del 20 Maggio la festa del Ringraziamento. Queste due date erano caratterizzate da grandi feste: intanto dalla fortezza venivano sparati i cannoni a salve; poi la statua della Madonna,adorna di ori,veniva portata in processione dal santuario fino al paese,poi a sera inoltrata tornava nella sua chiesa accompagnata dalle batterie (i mortaretti) e dalla banda. La festa del 20 Maggio assumeva connotati più solenni perché la statua della Vergine era preceduta da donne vestite con il loro abito da sposa che portavano in un cesto i prodotti della terra,mentre le donne più facoltose versavano sempre un obolo per continuare i festeggiamenti. Oggi la festa del 20 maggio è stata soppressa,mentre quella del 27 Aprile può considerarsi finita: infatti,il 27 Aprile,oggi c’è solo una messa solenne solo in qualche caso presieduta dal Vescovo,e la statua della Madonna viene tolta dalla sua nicchia ed esposta alla venerazione ornata da un’aureola stellata (mobile) del ‘700,da orecchini e da una collana di perle. Per il resto è tutto finito. E’ stata solo introdotta una fiaccolata,la sera del 31 Maggio,che parte dal Santuario e finisce nella parrocchiale di san Lorenzo,dentro Civitella.
    Ultima modifica di abruzzesenato; 05-06-2009 alle 17:26

  5. #25
    Fedelissimo di CR L'avatar di abruzzesenato
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    Foto del santuario della Madonna dei Lumi- Civitella del Tronto (Te)


    Facciata del complesso monastico (chiesa-convento),affacciato su un ampio piazzale.


    Pozzo del '500 nel chiostro


    Scorcio del chiostro

  6. #26
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    Che differenza c'e fra un santuario e una chiesa ?

  7. #27
    raffaelerega85
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    S. Maria a Parete

    Nella mia zon ce ne ono tanti...prossimamente metterò le foto e la storia del Santuario di Santa Maria a Parete Immacolata Regina delle Vittori di Liveri (NA), con la sua antichissima tradizione della "scala santa", dove la Madonna apparve 2 volte nel 1516....ciao!

  8. #28
    Iscritto L'avatar di Giovanni Buono
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    Santuario della Madonna della Misericordia - Vedano al Lambro (MI)

    Il Santuario sorge nell'omonima Via della Misericordia, nel punto dove la strada fa' da confine fra i comuni di Vedano al Lambro, Biassono e Lissone. La chiesetta, poi dichiarata Santuario della Madonna della Misericordia, risale al periodo della celebre peste manzoniana. Oltre all'antica navata principale, il sacro tempio si allarga, a destra, con una navatella laterale posteriormente costruita.

    Apparizione di Vedano al Lambro (MI)
    Data:inizi del XVI° secolo
    Madonna della Misericordia



    Ed a quella terribile peste si riferisce l'affresco del catino presbiteriale, realizzato da Luigi Tagliaferri: la tradizione ci tramanda che durante l'epidemia, che tante vittime mieteva, molte famiglie del circondario di Vedano, onde evitare il letale contagio con gli appestati, si allontanavano dai centri colpiti in cerca di zone più salubri.


    Giunti sul luogo dove ora sorge la chiesetta apparve loro la Madonna, la quale invitò tutti a ritornare nelle loro case, assicurando che la peste era cessata e che nulla avessero più a temere.



    E così fu. A questo evento si è ispirato Luigi Tagliaferri nel dipingere la straordinaria, storica visione: al centro, su uno sfondo a drappeggio fissato ad un albero, appare la Vergine mossa a misericordia, seduta su un cumulo di nubi e con il celeste Bambino Gesù benedicente in grembo. Ai lati gruppi di fedeli (uomini, donne e bambini, in ginocchio od in piedi) contemplano, invocano e chiedono protezione alla Madonna, che, mossa a pietà, li rassicura del cessato flagello e li invita a rientrare nelle loro abitazioni.
    Alla corale presenza di tanti fedeli rivolti alla Madonna fà da sfondo un paesaggio campestre che sulla destra incorpora il piccolo borgo abitato, dove è stata innalzata la chiesetta e dove si è verificata la miracolosa apparizione.
    Da: "Santuari mariani della Brianza e del lecchese"
    Di: E. Mattavelli; Ed. Mambretti - Inverigo 1981

    STORIA
    È difficile stabilire l'origine della devozione verso la Madonna della Misericordia. La tradizione popolare vorrebbe che, in tempo di pestilenza, molta gente fuggendo dinanzi alla strage che il terribile morbo faceva, si accampasse in mezzo ai boschi. Ma anche qui li raggiunse il flagello, per cui non sapendo a chi ricorrere, devoti come erano, si rivolsero fervorosamente alla Madonna.


    E la Madonna apparve sopra un albero, recando in braccio il Bambino, in atto buono e consolatore. La peste subito scomparve.


    Prima però di ritornare alle loro case, con delle pietre, eressero un rozzo tabernacolo. Poi costruirono una cappellina (l'attuale vano dell'altare), con un dipinto ricordante il fatto. Nella prima metà del Cinquecento la cappellina campestre fu ingrandita ma però fu lasciata aperta e incompleta. Per ordine di S. Carlo (1579) fu completata e migliorata. Poi per un lungo periodo di tempo vengono a mancare le notizie. Nel 1913 il Santuario subì lavori considerevoli. Fu alzata tutta la chiesa, si rinnovarono le fondamenta, si modificarono le finestre, si decorò l'esterno, si costruì un piccolo campanile, vi si collocarono tre campane (attualmente c'è una sola campana), e si rinnovò tutto il pavimento. Venne la grande guerra e la devozione alla Madonna aumentò. Ancora oggi il concorso della gente è numeroso, specialmente nel giorno della festa che si celebra nella domenica di Pentecoste.

    ARTE


    Nel 1896, essendo deteriorato lo stato della pittura della Madonna, si dovette pensare a ritoccarla. Fu chiamato il pittore L. Tagliaferri, il quale pur mantenendo la forma tradizionale della scena dell'Apparizione, si sforzò di renderla più vivace e più espressiva del significato della "Madonna della Misericordia". Inoltre nel Santuario ci sono sette tele che illustrano le sette opere di Misericordia corporali. Sono lavori di P. Rossi (1884).



    TRADIZIONI
    La festa della "Madonna della Misericordia" si celebra nella solennità di Pentecoste. È una tradizione. Abbraccia anche il lunedì seguente. Pesca di beneficenza, giostre, bancarelle... fanno da contorno.



    Da: "La Pittura di Luigi Tagliaferri nelle chiese della provincia di Milano"
    Di: Salvatore Capodici, 1896 - Vedano al Lambro (Milano)
    http://www.mariadinazareth.it/appari...l%20lambro.htm

  9. #29
    Fedelissimo di CR L'avatar di abruzzesenato
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    Citazione Originariamente Scritto da laerziade Visualizza Messaggio
    MADONNA DI POLSI, Polsi di San Luca (Aspromonte), detta anche LA MADONNA DELLA MONTAGNA

    Davvero bella questa statua della Madonna! A che epoca risale? Secondo me è del XIX secolo

  10. #30
    Veterano di CR L'avatar di Tullio
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    SANTUARIO DI MARIA SS. DEI MIRACOLI DI CASALBORDINO (CH)


    (Veduta del Santuario)




    (Statua della Madonna dei Miracoli)



    (Effige della Madonna dei Miracoli - 1576)


    Essa ha la sua origine dall'apparizione della Beata vergine Maria ad un pio vecchietto di Pollutri, Alessandro Muzio, avvenuta nel lontano 11 giugno 1576. Il prodigioso avvenimento e' testimoniato nel libro unico dei battezzati, morti, matrimoni e confermati con altre notizie dal 1601 in poi, esistente nell'archivio parrocchiale di Pollutri. A scrivere la memoria dell'apparizione fu' Don Giuseppe Muzio, figlio del veggente e arciprete della parrocchia di Pollutri dall'anno 1582. Don Giuseppe Muzio, quando avvenne l'apparizione, poteva avere una quindicina d'anni, perciò lui stesso ha potuto constatare con i propri occhi il fatto miracoloso. Egli scrisse che nel tardo pomeriggio del 10 giugno 1576, solennità della festa di pentecoste, una furiosa tempesta si scatenò in tutto il territorio di Casalbordino e dei paesi circostanti, con tale rovescio di grandine che nulla rimase risparmiato: campi di grano già pronti per la mietitura, vigneti, frutteti, oliveti; in una parola, tutto, in un batter d'occhi, miseramente andò in rovina! Il giorno dopo quel tremendo cataclisma, l'11 giugno 1576, di buon mattino, un vecchietto di Pollutri, di nome Alessandro Muzio, uomo stimato ed amato per le sue virtù ed assai devoto alla Madonna, con la corona in mano, recitando il Santo Rosario, mesto ma rassegnato alla volontà di Dio, si diresse, con passo lento e pesante, verso la contrada “ Piana del lago" nel territorio di Casalbordino, per constatare la distruzione del suo campicello, seminato a grano. Il pio vecchietto, superata con sforzo ed affanno l'erta che separa Pollutri dal territorio di Casalbordino, osservando la distruzione completa di quelle colture, già vedeva il suo campicello completamente devastato. Pregando e col cuore gonfio di tristezza, proseguì il cammino. Giunto al luogo ove ora sorge il grandioso santuario, udì suonare, le campana della torre di Casalbordino: annunziava ai lontani, e in particolare a coloro che lavoravano nei campi, il momento più importante della santa messa; cioè quando il sacerdote, ripetendo le parole di Gesù, cambia il pane con il vino nel corpo e sangue dello stesso Gesù. Il suono era come un invito, perchè tutti benché lontani, si unissero al sacerdote, per offrire all'eterno padre il sacrificio della nostra redenzione. Il santo vecchio, da uomo religioso quale era, comprese il momento più importante in cui si trovava la celebrazione della S. Messa. Si tolse, riverente il cappello; devotamente si inginocchiò e disse con tutto l'affetto del cuore: « deh! Signore e redentore del genere umano, che discendesti dal cielo a prendere carne umana dalla gloriosissima vergine Maria madre tua santissima e mia principalissima avvocata, per atto di vera carità solo per redimere il genere umano, abbi compassione di me scellerato peccatore! ». Questa umile ed accorata preghiera penetrò nei cieli e non poté non essere esaudita dal signore. Infatti, appena il vecchietto pronunziò queste parole, senti nell'intimo del suo cuore una pace ed una gioia indescrivibili e nel medesimo istante si vide avvolto da una luce vivissima, più di quella del sole. Questa gioia gli si accrebbe oltre ogni dire quando vide che in mezzo alla luce c'era la Vergine Santa in persona, in veste rosa e manto azzurro, col volto mesto ma pieno di dolcezza e maestà,maternamente rassicurante!

    Dopo qualche istante di celestiale rapimento da parte del santo vegliardo, la Vergine con l'indice della mano destra alzato verso il cielo, con voce dolce e materna gli rivolse la parola dicendo: « fatti coraggio, mio devoto; non dubitare!... sappi che ieri sera il mio figlio unigenito, per i molti peccati che si commettono quotidianamente dai cristiani, aveva determinato di distruggere tutto il mondo con grandine e tempesta. Ma tu, devoto mio, fatti animo, va allegramente al tuo campo, perchè esso è rimasto intatto!... e quando tornerai al paese, va dall'arciprete e digli che predichi in chiesa ed esorti il popolo ad osservare il riposo dei giorni festivi, poichè molte volte il mio figlio, per punire coloro che col lavoro trasgrediscono il terzo comandamento, manda sulle faccia della terra grandine, tempesta e venti nocivi ». Pronunciate queste parole, la Vergine disparve, lasciando asciutto il luogo ove aveva posato i piedi, che per l'acqua del giorno precedente era tutto bagnato e fangoso. Il santo vecchio, col cuore che gli palpitava forte nel petto per la gioia, aveva avuto la fortuna di vedere, con i propri occhi, la madre di Gesù! si alzò; affrettò, per quanto poté, il passo verso il suo campicello. Quale non fu' la sua meraviglia! come gli aveva detto la Vergine santa era bello e fiorente, mentre i campi circostanti erano completamente distrutti! Senza perdere tempo, riprese con passo più celere la via del ritorno. Giunto al paese, senza neppure tornare a casa, andò subito dall'arciprete Don Mariano Diddonno per narrargli la meravigliosa visione e riferirgli il messaggio che la Vergine santa gli aveva affidato. Dopo questo evento, fu informato il superiore ecclesiastico di Casalbordino Don Giovanni Tommaso Mancino, vicario di Santa Maria Arabona e di Santo Stefano in Rivo Maris, che in quel tempo si trovava a Lanciano. Il vicario per rendersi conto dell'accaduto, andò lui stesso al campicello di grano e lo trovò illeso dalla tempesta, fatta anche una severa indagine sulla vita e condotta del vecchio Alessandro, diede conferma del prodigio e ordinò che sul luogo dell'apparizione fosse costruita una cappella come memoria del grande avvenimento. Fù lui stesso a porre la prima pietra. La notizia fece subito il giro dell'Abruzzo e del Molise e i pellegrini accorsero numerosi. L'afflusso rimase costante lungo i secoli fino ai nostri giorni. I pellegrini venivano a piedi a implorare grazie o a sciogliere i loro voti! Fino a qualche anno addietro, venivano con più giorni di cammino a piedi sotto la sferza del solleone. Giunti all'ingresso della chiesa, prostatisi sul pavimento, con affetto lo baciavano; riverenti si inginocchiavano e, così ginocchioni, si portavano fino all'altare della Vergine Santa; qualcuno, per voto, strisciava perfino la lingua sul pavimento! Tali e tante furono le grazie, talora anche strepitose elargite dalla Vergine, che la Madonna di Casalbordino fu ben presto acclamata ed invocata coll'aureo appellativo di « Madre e Madonna dei Miracoli »! La documentazione probante il particolare valore spirituale del santuario dei miracoli è da ricercarsi dagli innumerevoli « ex voto » di grazie ottenute. Purtroppo molti degli « ex voto » lungo i secoli andarono smarriti o in rovina; ma ce n'è ancora una buona raccolta gelosamente conservata. In qualche dipinto « ex voto » notiamo l'immagine di una Chiesetta che potrebbe essere stata costruita a partire dall'anno dell'apparizione. Sull'altare della primitiva cappella fu dipinto, da un ignoto autore del tempo, un affresco rappresentante la Vergine dei Miracoli con il vecchio veggente Alessandro ai suoi piedi. Questa cappella negli anni a seguire non fù più sufficente ad accogliere i pellegrini, perciò furono fatti vari successivi ampliamenti. Nel 1824 si iniziò l'erezione del classico tempio, a croce greca, progettato dall'architetto Torresi. Il tempio venne decorato nel 1843 da Nicola Arcangelis. Dal primo riconoscimento, avvenuto nello stesso tempo dell'apparizione per mezzo del Vicario Don Giovanni Tommaso Mancino, al secondo riconoscimento ufficiale da parte della stessa autorità, trascorsero tre secoli. Non sembrava vero che la Madonna dei Miracoli avesse bisogno d'altro che dell'amore ardente e riconoscente dei suoi figli. Ma i Vescovi dell'Abruzzo e del Molise chiesero al Santo Pontefice Leone XIII che la Vergine dei Miracoli avesse una incoronazione voluta dal Vaticano. Il Papa, assecondando il loro desiderio, delegò per questa cerimonia l'Arcivescovo di Chieti e Vasto Mons. Rocco Cocchia. Questa incoronazione avvenne l'11 giugno del 1899 in un trionfo indescrivibile per la partecipazione di oltre 200.000 pellegrini, con a capo i loro Vescovi: folla che per quei tempi, fù assolutamente straordinaria. In'oltre nell'anno Santo 1950 il sommo Pontefice Pio XII, con tre lettere apostoliche, dava la più alta conferma alla singolare importanza del Santuario, proclamando solennemente il celeste patrocinio della Vergine dei Miracoli sulle diocesi di Chieti, Ortona e Vasto. Perchè nel Santuario non mancasse mai l'assistenza spirituale ai numerosi pellegrini, ma vi trovasse sempre un clima di spiritualità e di preghiera assolutamente necessario in un Santuario Mariano, l'Arcivescovo di Chieti Vasto Mons. Nicola Monterisi nel 1924 prese contatto con l'Abbazia di San Giuliano d'Albaro di Genova. Dopo lunghe trattative con l'Abate Colombano Cartoni, i Benedettini, dopo secoli di assenza, tornarono in Abruzzo, stabilendosi presso il Santuario il 17 dicembre 1925. Fù un vero ritorno. Così il monastero di Santa Maria dei Miracoli, nuovo centro di preghiera, di raccoglimento, di lavoro, secondo il motto Benedettino "Ora et Labora " preghiera e lavoro! Ebbe i monaci Benedettini che hanno fatto sentire la loro presenza in terra d'Abruzzo. Chi confronta il Santuario del lontano 1925 con il Santuario di oggi, non può onestamente non pensare che tutto quello realizzato, in questi anni, è uno dei tanti miracoli della Madonna. Fu infatti opera dei monaci Benedettini la realizzazione del nuovo grandioso e monumentale Santuario. Il vecchio tempio si era reso anch'esso insufficiente ad accogliere i numerosi pellegrini; ma era soprattutto pericolante a causa dei bombardamenti nella guerra del 1940. Si avvertì la necessità di costruire un altro tempio. Molti furono gli schizzi, ma fu deciso poi di realizzare l'attuale tempio, di metri 73 di lunghezza, 20 di larghezza, 37 di altezza, progettato dal bolognese Ing. Giuseppe Zamponi. Fu consacrato solennemente l'11 agosto 1962 da Mons. Giovanni Battista Bosio, Arcivescovo di Chieti-Vasto. In questa circostanza la Vergine dei Miracoli veniva nuovamente incoronata per mano del Cardinale Carlo Confalonieri, il 12 agosto dello stesso anno. Un'altra data storica, che gli annuali del Santuario non potranno dimenticare, è stata la ricorrenza del quarto centenario dell'apparizione della Madonna dei Miracoli celebrata con grande solennità e concorso di popolo. A commemorare questo storico avvenimento fu invitato il Cardinale Albino Luciani, Patriarca di Venezia, poi Papa Giovanni Paolo I. Questo avvenimento fu preceduto da un pellegrinaggio della Madonna nei vari paesi che la richiedevano, delle diocesi di Chieti, Vasto e Ortona. Il Santuario di Miracoli non era solo luogo di pellegrinaggio e di preghiera, infatti negli anni precedenti prima che fosse costruita l'attuale chiesa, davanti al santuario si poteva assistere ad una suggestiva fiera del bestiame e tutto ciò che ne faceva da contorno. Anche oggi come la tradizione vuole, malgrado l'inculturazione tecnologica, la fiera viene allestita, ma ha perso molto del suo fascino antico. Nel 1954, per opera del Prof. Terrenzio Barbone, chiamato a provvedere alla conservazione della Sacra Effige , si riscoprì la vera ed autentica primitiva immagine della Vergine dei Miracoli, come tuttora si può ammirare posta in alto al centro del presbiterio. Lo scultore Donato Calderoni riprodusse ( allo scopo di portarla in processione) la vera Madonna dei Miracoli, in un bassorilievo di bronzo argentato e dorato, racchiuso in una artistica cornice di legno di noce, che oggi troviamo in un edicola posto sul muro di cinta del monastero, a destra. Ogni anno l'11 giugno a Miracoli è festa grande. I pellegrini arrivano numerosi da ogni parte dell'Abruzzo, e fuori Abruzzo cambiano i tempi e i modi per arrivarci, ma la devozione verso la Madre dei Miracoli è sempre intensa. Migliaia di persone in questo giorno si riversano nella piazza antistante la chiesa per partecipare alla Santa Messa e alla processione, una processione che sa di un sapore celestiale per l'intensa devozione. Viviamo il messaggio di Miracoli: santifichiamo la festa e non profaniamo il nome Santo di Dio. La Madonna ci aspetta tutti a Miracoli.

    http://www.webalice.it/sargi67/santu...20miracoli.htm

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