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Discussione: La Guardia Svizzera Pontificia: storia e attività

  1. #71
    CierRino L'avatar di Heribert Clemens
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    Inserisco il video (dal minuto 20 e 10 secondi) relativo al discorso sopracitato del Colonnello Comandante della Guardia Svizzera:



  2. #72
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    Dopo 25 anni, le Guardie svizzere tornano in Ticino


    Era il 1991 quando la banda della Guardia svizzera pontificia suonò per la prima volta al di fuori dei confini del Vaticano.

    L'onore spettò al paese ticinese di Canobbio, che ospitò la banda dal 19 al 21 giugno 1991, nell'ambito dei festeggiamenti per il 700° della Confederazione.

    E ora, a 25 anni di distanza, Canobbio si appresta ad ospitare nuovamente la banda, per festeggiare questo straordinario ricordo.

    L'evento, come riporta oggi il Giornale del Popolo, avrà luogo il 4 giugno. "Vogliamo celebrare di nuovo la Guardia svizzera, i cui militi giurano di dare la vita per la protezione del Santo Padre, se necessario" dichiara il sindaco di Canobbio, Roberto Lurati.

    "È un'istituzione di cui la nostra Patria deve andare fiera e i cui valori meriterebbero maggiore attenzione da parte della società, a partire dalle nostre scuole. Anche se il filo conduttore sarà la musica, il nostro concerto vuole dunque essere un'occasione ulteriore per rimarcare quale sia stato e quale sia tuttora il valore culturale della Guardia svizzera."

    La giornata inizierà alle 8.40 con il ricevimento in Municipio. Seguiranno la cerimonia in Piazzale del Monumento, i concerti (che vedranno la partecipazione pure della Banda di Canobbio e del coro I vus da Canöbia), la Santa Messa e, alle 12, un aperitivo in Piazza Colombaro.


  3. #73
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    Lo scambio dei Rosari Tra Gsp e Gendermeria
    Foto: CTV

    Di Marco Mancini

    Guardia Svizzera Pontificia e Gendarmeria Vaticana hanno celebrato questa sera il loro Giubileo con una celebraziine officiata dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato.

    "Il pane e il vino eucaristici, qualche parola di vita, un piccolo rosario e una porta santa da attraversare sono le armi di Dio, disponibili e alla portata di tutti, apparentemente deboli, eppure più forti di ogni astuzia umana e di ogni ostacolo", ha detto il porporato nell'omelia.


    Gendarmi e Guardie Svizzere celebrano il Giubileo con lo scambio del Rosario



    CITTÀ DEL VATICANO , 08 settembre, 2016 / 7:10 PM (ACI Stampa).-

    Guardia Svizzera Pontificia e Gendarmeria Vaticana hanno celebrato questa sera il loro Giubileo con una celebraziine officiata dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato.

    "Il pane e il vino eucaristici, qualche parola di vita, un piccolo rosario e una porta santa da attraversare sono le armi di Dio, disponibili e alla portata di tutti, apparentemente deboli, eppure più forti di ogni astuzia umana e di ogni ostacolo", ha detto il porporato nell'omelia.

    Il Cardinale Parolin ha lodato il servizio prezioso reso dalle Guardie Svizzere e dai Gendarmi. Attività silenziose "perché nel momento in cui sono presenti non si notano; ad alcuni sembrano addirittura sorgere spontaneamente, mentre sono il risultato della lealtà, dedizione, professionalità e spirito di sacrificio di tutte le persone che, con il loro quotidiano lavoro, garantiscono la sicurezza all’interno dello Stato della Città del Vaticano, specie in tempi nei quali occorre la massima vigilanza".

    "Varcare la porta santa — ha aggiunto il Cardinale Parolin - significa lasciare fuori dalla casa del Signore e dalla nostra coscienza il male, la corruzione, il mondo del peccato, la vana pretesa di poter vivere santa è un atto di fede, di carità e di speranza che apre a un rinnovamento della vita e a una più convinta sequela del Signore. Il vostro gesto manifesta infine che tutti abbiamo bisogno di sostare ai piedi della croce, di meditare la parola di Dio, che ogni essere umano ha bisogno della consolazione e della misericordia divina, che tutti siamo nelle mani del Signore".

    Il Cardinale ha sottolineato la duplice missione a cui sono chiamati Gendarmi e Guardie Svizzere: "la prima è quella di rafforzare la vostra fede in Cristo risorto in modo da aprire, anzi spalancare a lui la porta del vostro cuore e permettergli di portarvi la pace, quella autentica e profonda che proviene dal sapersi amati e riconciliati con Dio; e la seconda missione è quella di svolgere al meglio delle vostre possibilità i compiti che vi vengono affidati.

    Perché questo possa accadere è necessario mantenere la giusta fierezza per il fatto di essere scelti per un compito delicato, che va realizzato con alto senso di responsabilità e, d’altro canto, riconoscere che, nonostante la buona volontà di tutti, non sempre tutto potrà essere come dovrebbe, che il limite delle situazioni e delle persone rendono necessario fare quello che l’apostolo Paolo raccomandava ai colossesi, vale a dire rivestirsi di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri".

    Il Segretario di Stato ha raccomandato di pregare il Rosario: "una preghiera tanto semplice quanto potente. Non pensate che Dio ci chieda cose molto complicate o che sia necessario attraversare i mari per trovare alla fine di chissà quale impegnativa e spossante ricerca qualche frammento di verità o qualche barlume divino. Si può anche camminare in una strada polverosa o rimanere nella propria casa e, con la recita del rosario, entrare nel cuore di Dio".

    A ognuno il Cardinale Parolin ha consegnato una corona del Rosario che gendarmi e guardie svizzere - seduti intervellati a uno a uno - si sono scambiati tra loro.

    Infine l'appello ad essere costruttori di pace, come suggerito dal Papa: "la saggezza di fare la pace nelle piccole cose di ogni giorno ma puntando all’orizzonte di tutta l’umanità".


    http://www.acistampa.com/story/genda...-giubileo-4138



  4. #74
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    La curiosità. Le Guardie Svizzere a lezione di cucina giapponese



    L’anno prossimo ricorreranno i 75 anni dall’allacciamento dei rapporti diplomatici tra Giappone e Santa Sede. In vista di questo anniversario il premier Shinzo Abe ha inviato a Roma come ambasciatore presso il Vaticano Yoshio Matthew Nakamura, già vicepresidente del Keidanren (la Confindustria nipponica) e consigliere speciale nel suo Gabinetto.

    Nakamura è il primo cattolico a ricoprire questo incarico. Così come è cattolica la sua consorte Reiko, docente di letteratura inglese all’Università del Sacro Cuore di Tokyo. Da sei mesi a Roma, pensando di fare qualcosa per rendere ancora più profondi i rapporti tra la Santa Sede e il proprio Paese, la moglie di Nakamura, insieme ad una decina di altre consorti di rappresentanti diplomatici accreditati in Vaticano, ha deciso di pubblicare un libro sul tema Il cibo nella Bibbia e sulla cucina che compare sulla tavola dei Pontefici. La prima edizione sarà in inglese, poi seguiranno le traduzioni nelle varie lingue delle consorti che hanno aderito all’iniziativa. Sulla scia di questa iniziativa Reiko Nakamura ha pensato di far meglio conoscere in Vaticano la cucina giapponese, resa famosa non solo da tanti ristoranti ma anche dalle riflessioni formulate da Roland Barthes nel suo L’impero dei segni dedicato alla civiltà del Sol Levante.

    È noto – lo ha rivelato lui stesso – che papa Francesco da giovane gesuita avrebbe voluto recarsi missionario nel Giappone evangelizzato da san Francesco Saverio. Così Reiko, coltivando il sogno che anche il Pontefice possa «gustare» la cultura culinaria nipponica, ha cominciato a diffonderla all’interno delle Mura Leonine. Lo ha fatto cominciando con le Guardie Svizzere che un paio di anni fa hanno mandato alle stampe un fortunato libro ( Buon appetito! è il titolo della versione italiana) con le ricette tipiche delle loro terre, nonché dei piatti più amati dagli ultimi Pontefici. Si è trattato di un’iniziativa senza precedenti.

    Così ieri cinque di loro, accompagnati da Patrizia Giraldi, segretaria del comandante Christoph Graf, hanno varcato la soglia della residenza dell’ambasciata giapponese per prendere lezioni da Maiko Kato, cuoca con esperienza negli Stati Uniti, Francia, Germania e Indonesia. Le Guardie Svizzere hanno così imparato come si prepara il sushi, il brodo “dashi” e quello di “miso”. E hanno appreso come si fanno la pastella e l’intingolo per le “tempura”, i tipici fritti di pesce e verdura. E nell’occasione sono venuti a sapere che la parola “tempura” avrebbe lontane radici cristiane.

    A quando i primi missionari portoghesi si trovarono dinanzi alla necessità di consumare pasti di magro nei giorni di astinenza delle “Quattro tempora” e quindi insegnarono agli indigeni a preparare verdure e pesci impastellati e fritti nell’olio. Così questa pietanza delle Tempora divenne il “tempura” diffondendosi per tutto l’arcipelago nipponico.


  5. #75
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    Udienza alla Guardia Svizzera Pontificia in occasione del giuramento delle nuove reclute, 06.05.2017


    Alle ore 11.15 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, in occasione del giuramento delle nuove Guardie, accompagnate dai familiari.

    Riportiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’udienza:

    Discorso del Santo Padre

    Signor Comandante,
    Reverendo Cappellano,
    care Guardie,
    cari familiari e amici della Guardia Svizzera Pontificia!

    Sono lieto di incontrarvi in occasione di questa vostra giornata celebrativa e desidero rivolgere un cordiale saluto specialmente alle nuove reclute, che hanno scelto di spendere alcuni anni della loro giovinezza al servizio del Successore di Pietro. La presenza dei vostri genitori, parenti e amici, venuti a Roma per prendere parte a questi giorni di festa, manifesta sia l’affetto dei cattolici svizzeri alla Santa Sede, sia l’educazione cristiana e il buon esempio mediante i quali i genitori hanno trasmesso ai figli la fede, il valore dell’appartenenza alla comunità cristiana e il significato del servizio ecclesiale.

    Come ogni anno, voi fate memoria del doloroso, e al tempo stesso famoso, “sacco di Roma”, nel quale le Guardie Svizzere si distinsero in una coraggiosa e indomita difesa del Papa, fino al sacrificio della vita. Oggi non siete chiamati a questo eroica offerta della vita fisica, ma ad un altro sacrificio non meno arduo: a servire cioè la potenza della fede. Essa è una valida barriera per resistere alle varie forze e potenze di questa terra e soprattutto a colui che è «il principe di questo mondo», il «padre della menzogna», che «va in giro come un leone cercando chi divorare», secondo le parole dell’Apostolo Pietro (1 Pt 5,8). Siete chiamati ad essere forti e valorosi, sostenuti dalla fede in Cristo e dalla sua parola di salvezza. La vostra presenza nella Chiesa, il vostro importante servizio in Vaticano è un’occasione per crescere come coraggiosi “soldati di Cristo”. I pellegrini e i turisti che hanno la possibilità di incontrarvi rimangono edificati scoprendo in voi, insieme con le caratteristiche compostezza, precisione e serietà professionale, anche generosa testimonianza cristiana e santità di vita. Sia questa la vostra prima preoccupazione.

    Vorrei invitarvi a vivere il periodo che trascorrete nella “Città eterna” con sincera fraternità, sostenendovi gli uni gli altri nel condurre una vita esemplarmente cristiana, che sia motivata e sorretta dalla vostra fede. Sono sicuro che la spinta più forte a venire a Roma per compiere questo servizio ve l’ha data proprio la vostra fede. La singolare missione a voi affidata in favore della Santa Sede e della Chiesa ha infatti la sorgente nel Battesimo, che vi abilita a testimoniare la fede in Cristo, morto e risorto, là dove la Provvidenza vi pone a vivere.

    Care Guardie, sentitevi parte attiva del grande popolo di Dio, discepoli-missionari impegnati a testimoniare il Vangelo nell’ambiente in cui operate e nei luoghi del tempo libero. E questo passa attraverso piccoli gesti quotidiani, a volte ripetitivi, ma ai quali è importante dare un significato sempre nuovo. In tal modo si forma uno stile di comportamento che, all’interno del Corpo, è fatto di reciproca armonia e rispettosa comunione con i vostri superiori, e all’esterno si esprime nell’accoglienza, nella gentilezza, nella pazienza.

    Vi auguro anche di poter valorizzare questa stagione della vostra vita per cogliere alcune delle molte possibilità di crescita spirituale e culturale che Roma vi offre. San Filippo Neri, la cui memoria liturgica celebreremo verso la fine in questo mese, accompagnava i suoi ragazzi alla scoperta delle tracce delle antiche comunità cristiane, sulle orme dei santi. Ecco, questa è una cosa molto interessante: percorrere Roma sulle tracce dei tanti santi e sante che hanno vissuto in questa Città. E ciò renderà ancora più indimenticabile e ricco di frutti il vostro periodo romano!

    Approfitto di questa occasione per rinnovare all’intero Corpo della Guardia Svizzera la mia riconoscenza per la diligenza e la sollecitudine con cui svolge la propria preziosa attività al servizio del Papa e dello Stato della Città del Vaticano. Vi chiedo di pregare per me e, mentre invoco su di voi la protezione della Vergine Santa e dei vostri Patroni San Martino, San Sebastiano e San Nicola di Flüe – del quale cui ricorre quest’anno il sesto centenario della nascita – di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica.

    [00679-IT.02] [Testo originale: Italiano]

    (...)


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  6. #76
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    IL COMANDANTE CHRISTOPH GRAF (1):

    NON SI PARLA VOLENTIERI DELLA VITA NON NATA E DELL’EUTANASIA.

    DOV’E’ LA VOCE DI NOI CRISTIANI?

    Venerdì 5 maggio (ore 17.30, Piazza dei Protomartiri Romani, Deposizione della corona in onore dei caduti del 6 maggio 1527 e conferimento delle onorificenze):

    (dopo aver ricordato il massacro delle guardie svizzere durante il Sacco di Roma): Ancora oggi la morte è un tema molto attuale. Ogni giorno i media ci parlano di incidenti stradali, crimini violenti, terrorismo e guerre. Purtroppo l’uomo inizia ad ascoltare solo quando l’evento è straordinario per livello di crudeltà e brutalità o quando lo tocca da vicino.

    La guerra civile in Siria ha risvegliato di nuovo l’interesse del pubblico solo dopo il bombardamento con il gas tossico. Ma sapevate che, dal suo inizio nel 2011, questa guerra ha già fatto circa 470mila vittime? (…) Nel Corno d’Africa, nello Yemen e in Nigeria circa venti milioni di persone vivono sotto la minaccia di morire per fame a causa di una grave siccità. (…) E’ un tema di scarso interesse per la maggior parte dei media, perché chi guarda volentieri sui giornali o in televisione adulti e bambini morenti, ridotti pelle e ossa? (…) Il Mediterraneo è diventato una tomba comune. Da anni si discute, ma finora non è stata trovata una soluzione soddisfacente.

    Purtroppo nel frattempo oltre 10mila profughi hanno trovato la morte.
    . E che cosa dire della vita non nata o dell’eutanasia? Sono due temi dei quali non si parla volentieri.

    L’aborto è diventato un fatto normale nella società attuale e purtroppo viene accettato in silenzio dalla maggior parte delle persone, anche da noi cristiani. L’aiuto attivo alla morte è ancora in una fase iniziale, ma temo il peggio. Che cosa accadrà in futuro, quando lo Stato economicamente non riuscirà più ad occuparsi delle persone anziane, dei malati incurabili o degli invalidi? Non esiste forse il pericolo che le persone che per lo Stato costituiscono solo un costo possano essere costrette all’eutanasia? (…) Dov’è la voce di noi cristiani?

    IL COMANDANTE CHRISTOPH GRAF (2):

    SVEGLIATEVI, CARI CRISTIANI!

    IL MONDO ATTUALE HA DI NUOVO BISOGNO DI ESEMPI, SPECIALMENTE NELLA NOSTRA EUROPA

    Sabato 6 maggio (ore 17.00, cortile di San Damaso, Giuramento):

    (erano presenti, tra gli altri, Doris Leuthard – presidente della Confederazione - Ivo Bischofberger – presidente del Consiglio degli Stati/senato svizzero – mons. Charles Morerod – presidente della conferenza episcopale svizzera, mons. Felix Gműr – vescovo di Basilea, Pascal Couchepin – già presidente della Confederazione svizzera, l’ambasciatore di Svizzera presso la Santa Sede Pierre-Yves Fux e l’ambasciatore di Svizzera presso il Quirinale Giancarlo Kessler, il governo del semicantone di Obvaldo, il colonnello divisionario Jean-Paul Theler. Da parte vaticana l’assessore della Segreteria di Stato mons. Paolo Borgia, il prefetto della Casa Pontificia mons. Georg Gaenswein, alcuni cardinali e vescovi).

    (il colonnello Graf , nel suo discorso trilingue, dopo aver ringraziato tra gli altri i genitori delle nuove guardie e aver evidenziato l’importanza di una gestione umana delle persone, ha detto in francese): Seguiamo anche l’esempio dei tre santi patroni della Guardia: san Martino di Tours, san Sebastiano e il santo fratello Klaus. Ognuno di loro ha vissuto una vocazione propria. San Martino è famoso per il suo atto di misericordia e di amore del prossimo. San Sebastiano si è distinto per il suo coraggio e la sua fedeltà alla Chiesa cattolica.

    E il patrono del nostro Paese, fratello Klaus, ha seguito umilmente la chiamata di Dio e per quasi vent’anni ha vissuto solo dell’Eucaristia. Sapevate che tutti e tre erano soldati?
    . (in francese) Anche nel mondo attuale esistono ancora molte persone esemplari (…) Penso ai molti cristiani nel Vicino Oriente e in Africa, uccisi crudelmente a motivo della loro fede. Penso alle persone che, nelle zone di guerra, si adoperano volontariamente a favore della popolazione civile provata dalla sofferenza.

    Penso anche ai figli che accolgono in casa i loro anziani genitori e non li mettono, a causa di un modo di pensare egoistico, in qualche istituto.

    Non smetto mai di essere impressionato dai genitori che si prendono cura con grande naturalezza dei propri figli disabili, che sono presenti per loro giorno e notte e danno loro il proprio amore di genitori.
    . (in italiano) Attualmente l’Europa sta vivendo una crisi profonda.

    Molte persone non riescono più a identificarsi con le idee dei politici. Un’economia ferma da anni, la disoccupazione, una povertà diffusa, un flusso incessante di profughi, il terrorismo e la crescente islamofobia fanno sì che si stiano diffondendo un certo senso di impotenza e di disorientamento.

    Ho la sensazione che gli europei non abbiano prospettive per il futuro. L’Europa potrà sopravvivere solo se si tornerà a promuovere la cellula più piccola della società, cioè la famiglia.
    . (in italiano) Una causa di questa crisi non va forse ricercata anche nella crescente scomparsa della fede, nella crescente mancanza di Dio? Non è che per caso Dio venga volutamente spinto ai margini da determinati ambienti? Svegliatevi, cari cristiani! Il mondo attuale ha di nuovo bisogno di esempi, specialmente nella nostra Europa.

    Articolo completo:

    http://www.rossoporpora.org/rubriche...a-di-graf.html

  7. #77
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    Udienza alla Guardia Svizzera Pontificia in occasione del giuramento delle nuove reclute, 04.05.2018


    Alle ore 12.00 di oggi, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, in occasione del giuramento delle nuove Guardie, accompagnate dai familiari.

    Riportiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’Udienza:

    Discorso del Santo Padre

    Signor Comandante,
    Reverendo Cappellano,
    cari ufficiali e membri della Guardia Svizzera,
    illustri Ospiti,
    cari fratelli e sorelle!

    Rivolgo a tutti voi un cordiale benvenuto, in particolare alle reclute e ai loro familiari e amici che hanno voluto condividere questi giorni di festa. Saluto con deferenza i rappresentanti delle Autorità svizzere, venuti per questa circostanza.

    Voi, care Guardie, avete la possibilità di prestare servizio per un certo periodo a Roma, facendo una singolare esperienza dell’universalità della Chiesa. Possa questo tempo fortificare la vostra fede e accrescere il vostro senso di appartenenza alla comunità ecclesiale.

    La Guardia Svizzera svolge quotidianamente un prezioso servizio al Successore di Pietro, alla Curia Romana e allo Stato della Città del Vaticano. Si tratta di un lavoro che si colloca nel solco della perseverante fedeltà al Papa, che ebbe un momento qualificante in quel 6 maggio del 1527, quando i vostri predecessori sacrificarono la loro vita durante il “sacco di Roma”. Il ricordo di quel gesto eroico è un costante invito a tenere presenti e realizzare le qualità tipiche del Corpo: vivere con coerenza la fede cattolica; perseverare nell’amicizia con Gesù e nell’amore verso la Chiesa; essere gioiosi e diligenti nei grandi come nei piccoli e umili compiti quotidiani; coraggio e pazienza, generosità e solidarietà con tutti. Queste sono le virtù che siete chiamati ad esercitare quando prestate il servizio d’onore e di sicurezza in Vaticano, come anche quando avete dismesso la divisa. Una Guardia Svizzera, infatti, è sempre tale, sia quando è in servizio sia quando è fuori dal servizio!

    È bello vedere un giovane come voi che dimostra attenzione agli altri, e che con premura è disponibile verso quanti sono nel bisogno. Non è sempre facile testimoniare questo atteggiamento, ma con l’aiuto del Signore è possibile. Pertanto non stancatevi di incontrare il Signore Gesù nella preghiera comunitaria e personale, nell’ascolto attento della Parola di Dio e nella partecipazione fervorosa all’Eucaristia. Il segreto dell’efficacia del vostro lavoro qui in Vaticano, come pure di ogni vostro progetto è, infatti, il costante riferimento a Cristo.

    Colgo questa occasione per rinnovare l’espressione della mia gratitudine all’intero Corpo della Guardia Svizzera Pontificia. Sono ammirato dalla disciplina, dal senso ecclesiale, dalla discrezione e dalla professionalità austera ma serena con cui svolgete ogni giorno il vostro servizio. Rendo grazie a Dio per i diversi doni che Egli vi elargisce e vi assicuro il mio sostegno e la mia preghiera perché possiate farli fruttificare. Anche voi, per favore, pregate per me e aiutatemi a servire la Chiesa anche con la vostra preghiera.

    La Vergine Maria, che onoriamo in modo speciale nel mese di maggio, e i vostri Santi patroni vi assistano e vi proteggano. Con questi sentimenti, di cuore imparto a ciascuno la Benedizione Apostolica, che estendo ai vostri cari e alla vostra patria.

    [00694-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    (...)


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  8. #78
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    Parolin alle Guardie Svizzere: chiamati al martirio della pazienza e della fedeltà
    Il cardinale Pietro Parolin ha celebrato messa questa mattina per il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia. Alle 17 il giuramento di 32 nuove reclute. Le novità del nuovo elmo nero realizzato in pvc con stampante 3D e la possibilità di aumentare gli effettivi del Corpo da 110 a 135

    Alessnadro Di Bussolo e Salvatore Tropea – Città del Vaticano

    Saranno trentadue le nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia che questo pomeriggio presteranno il loro giuramento in Vaticano. Prima della solenne cerimonia, questa mattina il cardinale segretario di Stato ha presieduto la Santa Messa per tutto il Corpo, presso l’altare della Cattedra della Basilica di San Pietro. "Non accontentiamoci di un'esistenza mediocre - ha detto il cardinale ai giovani e a tutte le Guardie - siamo amici di Cristo, diventiamo santi oggi". E ha concluso, citando San Gregorio Magno: "La vostra missione è una testimonianza, è un martirio della pazienza e della fedeltà, nelle occupazioni quotidiane del servizio. E quando ci saranno momenti faticosi, con difficoltà e tentazioni, non dimenticate che diventare santi, essere amici di Cristo, comporta anche una vera lotta, un combattimento quotidiano, continuo". Ma i santi ci testimoniano che è possibile. La celebrazione è stata accompagnata dal Maestro Wolfgang Sieber che ha suonato con l’utilizzo dell’organo brani della “Missa Guardia Svizzera”. La data dell'evento ricorda le 147 guardie cadute per difendere il Pontefice durante il sacco di Roma del 1527.

    La cerimonia del giuramento
    Il momento solenne si svolgerà nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico. Le 32 nuove guardie presteranno il solenne giuramento sulla bandiera del Corpo, alla presenza del prefetto della Casa pontificia, l'arcivescovo Georg Gänswein e dell’assessore della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Borgia. Le autorità svizzere saranno rappresentate dal presidente del Consiglio nazionale, Dominique de Buman, da numerosi parlamentari federali e cantonali e dall’ambasciatore svizzero presso la Santa Sede, Pierre-Yves Fux. La Chiesa in Svizzera, invece, sarà rappresentata dal presidente della Conferenza dei vescovi, monsignor Charles Morerod. Per l’esercito svizzero sarà presente il divisionario Daniel Keller, comandante della formazione superiore dei quadri dell’esercito. Il giuramento, letto dal cappellano, sarà ripetuto dalle nuove reclute nella versione ridotta: "Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente, il Pontefice regnante, Francesco e i suoi legittimi successori, di dedicarmi con tutte le forze, sacrificando, se necessario, anche la mia vita in loro difesa. Assumo gli stessi doveri nei confronti del Collegio Cardinalizio durante la vacanza della Sede Apostolica. Prometto anche al Comandante e agli altri Superiori rispetto, fedeltà e obbedienza. Così giuro, che Dio e nostri Santi Patroni mi assistono".

    Il nuovo elmo nero
    Durante la conferenza stampa di presentazione del giuramento, che si è tenuta venerdì scorso presso la caserma della Guardia Svizzera Pontificia, è stato presentato il nuovo elmo nero. La novità è rappresentata dal materiale e, soprattutto, dalla tecnica di produzione. Non più in ferro battuto ma in materiale Pvc e prodotto in Svizzera con la tecnologia d’avanguardia della stampante tridimensionale. Il nuovo elmo – del quale sono già stati realizzati quaranta pezzi – è così molto più leggero e comodo e i costi di produzione sono dimezzati. Sarà utilizzato dalle Guardie quando saranno prodotti i pezzi per tutti gli effettivi del Corpo, nell’attesa che donatori privati e sponsor ne finanzino la produzione per “donare” un elmo ad ogni militare e non gravare quindi sulle finanze della Santa Sede. I nuovi elmi, inoltre, rispetto a quelli tradizionali portano inciso lo stemma papale di Giulio II, il Pontefice che fondò il Corpo nel 1506.

    In futuro più effettivi
    Il comandante delle Guardie Svizzere, Cristoph Graf, durante la conferenza stampa oltre ad illustrare il programma della giornata di oggi e i dettagli tecnici del nuovo elmo, ha annunciato la novità dell’ aumento del contingente. Attualmente le Guardie sono 110, ma è stato chiesto di poter arrivare fino ad un massimo di 135 unità, dunque cercando nei prossimi mesi nuove aspiranti reclute.

    Oltre cinquecento anni di storia
    Da più di 500 anni la Guardia Svizzera Pontificia è in servizio dei Papi e sorveglia il Vaticano. La fondazione risale all’anno 1506, quando arrivarono i primi svizzeri su richiesta di Papa Giulio II. Il 22 gennaio di quell’anno è la data ufficiale della loro istituzione, il giorno il quale 150 svizzeri dal Canton Uri entrarono, sotto il comando del capitano Kaspar von Silenen, per la prima volta in Vaticano e furono benedetti dal Papa.

    Il sacco di Roma
    La mattina del 6 maggio 1527, mentre i lanzichenecchi invadevano Borgo Santo Spirito e San Pietro, la Guardia Svizzera Pontificia, e le poche truppe romane, resistettero disperatamente. Dei 189 svizzeri in servizio se ne salvarono solo quarantadue, cioè quelli che all’ultimo momento, al comando di Hercules Goldli, avevano accompagnato Papa Clemente VII nel suo rifugio di Castel Sant’Angelo.


    fonte: Vatican News
    Oboedientia et Pax

  9. #79
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    Il nuovo elmo nero
    Durante la conferenza stampa di presentazione del giuramento, che si è tenuta venerdì scorso presso la caserma della Guardia Svizzera Pontificia, è stato presentato il nuovo elmo nero. La novità è rappresentata dal materiale e, soprattutto, dalla tecnica di produzione. Non più in ferro battuto ma in materiale Pvc e prodotto in Svizzera con la tecnologia d’avanguardia della stampante tridimensionale. Il nuovo elmo – del quale sono già stati realizzati quaranta pezzi – è così molto più leggero e comodo e i costi di produzione sono dimezzati. Sarà utilizzato dalle Guardie quando saranno prodotti i pezzi per tutti gli effettivi del Corpo, nell’attesa che donatori privati e sponsor ne finanzino la produzione per “donare” un elmo ad ogni militare e non gravare quindi sulle finanze della Santa Sede. I nuovi elmi, inoltre, rispetto a quelli tradizionali portano inciso lo stemma papale di Giulio II, il Pontefice che fondò il Corpo nel 1506.
    Alla faccia della svolta green!


  10. #80
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    Citazione Originariamente Scritto da Pikachu Visualizza Messaggio
    Alla faccia della svolta green!
    È risaputo che i 110/135 elmetti in PVC che saranno realizzati per le Guardie svizzere costituiscono la principale causa dell’inquinamento globale… Adottare elmi più leggeri e comodi significa soprattutto aumentare l’ergonomia e quindi la salute del lavoratore.

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