Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 7 di 10 PrimaPrima ... 56789 ... UltimaUltima
Risultati da 61 a 70 di 95

Discussione: La Guardia Svizzera Pontificia: storia e attività

  1. #61
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,305
    Neocomandante Guardie Svizzere: Papa non pensa a scioglimento



    Sabato scorso il Papa ha nominato il colonnello Christoph Graf nuovo comandante della Guardia Svizzera Pontificia. 53 anni, sposato, due figli, il colonnello Graf era finora vicecomandante. E’ entrato nella Guardia Svizzera nel 1987 come semplice alabardiere. Mario Galgano lo ha intervistato:

    R. – Prima vorrei ringraziare il Santo Padre, Papa Francesco, per la sua fiducia nei miei confronti e devo dire che sono molto orgoglioso e fiero di essere al suo servizio.

    D. – Ha qualcosa da dire al suo predecessore?

    R. – Sì, un altro ringraziamento va al comandante uscente Daniel Anrig da parte mia. Lui, durante i suoi 6 anni al comando della Guardia Svizzera, ha migliorato soprattutto il reclutamento e la formazione e noi siamo molto grati per il suo servizio al Corpo.

    D. – I media ultimamente hanno molto parlato molto Guardie Svizzere, anche con diverse speculazioni…

    R. - Sì, la domanda di alcuni giornali era se con il congedo del comandante ci sarebbe stato anche uno scioglimento del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia. Confermo che il Santo Padre dimostra un grande interessamento al nostro Corpo oltre che affetto e stima nei nostri confronti e posso affermare con tutta tranquillità che il Santo Padre non pensa ad una decisione in tale senso.

    D. – Com’è stato il suo primo giorno da neocomandante delle Guardie Svizzere?

    R. – Sabato pomeriggio sono stato accolto dai membri del Corpo e dalle famiglie delle guardie nel cortile d’onore della nostra caserma e nel mio discorso ho raccomandato a tutti che uniti nella preghiera e con la fiducia nel Signore riusciremo ad andare aventi per un buon futuro della Guardia.


    fonte: Radio Vaticana
    Oboedientia et Pax

  2. #62
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,305
    Il Papa alle Guardie svizzere: venite con me anche fuori dal Vaticano
    Francesco ha affidato loro questa nuova missione. Lo hanno seguito già ad Ariccia, nella parrocchia romana e a Napoli

    Antoine-Marie Izoard
    Città del Vaticano


    Quelli che avevano ipotizzato uno scioglimento del corpo della Guardia svizzera pontificia hanno proprio sbagliato. Al contrario, papa Francesco ha appena affidato una nuova missione di fiducia alle sue Guardie elvetiche. Infatti, ha chiesto agli uomini della Guardia svizzera di accompagnarlo durante le sue visite in Italia, come a Napoli.

    Di recente, papa Francesco si sarebbe infatti stupito che l'istituzione che custodisce il sommo pontefice da più di cinque secoli non lo accompagni dappertutto. Ha quindi chiesto al neo-comandante della Guardia svizzera pontificia, Christoph Graf, che alcuni dei suoi uomini lo accompagnino in Italia, e non solo durante i viaggi apostolici fuori Italia, come in passato. Infatti, fino a ora, solo gli uomini della Gendarmeria vaticana assicuravano la sicurezza del Papa sul territorio italiano, accanto ovviamente alle forze dell'ordine della penisola.

    Per la prima volta, alcuni uomini in borghese della Guardia svizzera si sono occupati della sicurezza di papa Francesco durante il ritiro di Quaresima della Curia romana, a fine febbraio, ad Ariccia. Alcuni l’hanno anche accompagnato durante la sua ultima visita in parrocchia in periferia della capitale. Infine, sempre in borghese, sette guardie hanno badato alla sicurezza di papa Francesco durante la sua visita a Napoli, sabato scorso. Nei prossimi viaggi del Papa, come in Bosnia a giugno o in America Latina a luglio, saranno anche più numerose del solito le guardie del Papa di nazionalità elvetica.

    Il tempo dirà se papa Francesco riuscirà a mantenere questa decisione. Infatti, all'inizio del suo pontificato, Papa Benedetto aveva chiesto alle Guardie di accompagnarlo nella sua prima visita in Italia, a Bari. Il 29 maggio 2005, quattro guardie in divisa erano apparse durante la Messa celebrata dal Papa per il Congresso eucaristico nazionale. Nei mesi successivi però, le guardie non erano più riapparse sul territorio italiano, ma solo gli uomini della Gendarmeria vaticana.


    fonte: Vatican Insider
    Oboedientia et Pax

  3. #63
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,305
    Papa partecipa a inaugurazione nuova bandiera Guardia Svizzera

    In seguito alla nomina – lo scorso 7 febbraio - del nuovo Comandante della Guardia Svizzera, Colonnello Christoph Graf, si è svolta ieri pomeriggio in Vaticano la cerimonia della inaugurazione e benedizione della nuova Bandiera del Corpo. Alle 17.00 – riferisce il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi - il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha celebrato la Messa nella Chiesa del Camposanto Teutonico, con la benedizione della Bandiera. Poi, nel Quartiere della Guardia, ha avuto luogo l’”Atto militare”, a cui – inatteso dalla maggior parte dei presenti – è intervenuto anche Papa Francesco.

    Dopo aver ascoltato il discorso del nuovo Comandante e prendendo da esso lo spunto, il Papa ha rivolto alcune parole ai presenti, esprimendo con molta cordialità il suo augurio per il servizio del nuovo Comandante e caratterizzandone lo spirito con alcune parole ispiratrici: il Comandante deve essere uomo di unità, uomo di carità, d’amore e uomo di umiltà. Gli ha augurato di esercitare un dono di paternità nei confronti delle sue guardie e chiedere con la preghiera che lo Spirito Santo semini e faccia crescere l’amore e l’unione fra tutti i membri del Corpo. Ha concluso ricordando il motto del Corpo: “Mut und Demut”, “Coraggio e Umiltà”. Comandare evangelicamente significa servire. Al termine del breve discorso, il Papa ha impartito la sua benedizione al Comandante, al Corpo delle Guardie, ai familiari e agli ospiti.


    fonte: Radio Vaticana
    Oboedientia et Pax

  4. #64
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,305
    Un film del Centro Televisivo Vaticano al Festival di Venezia



    Sarà presentato fuori concorso alla prossima Mostra del Cinema di Venezia il film di Gianfranco Pannone “L’esercito più piccolo del mondo”, prodotto dal Centro Televisivo Vaticano e con il quale per la prima volta la Santa Sede è presente al Festival. Protagonisti alcuni giovani che prestano il loro servizio militare nella Guardia Svizzera Pontificia. Il servizio di Luca Pellegrini:

    Giurano solennemente, le nuove reclute nelle loro divise antiche e sgargianti, il 6 maggio di ogni anno, nella cornice del Cortile di San Damaso in Vaticano. La data ricorda un episodio tragico di storia, simbolo oggi di fedeltà: in quel giorno del 1527, furono 147 le guardie svizzere che perirono mentre Roma veniva saccheggiata. Sono passati secoli da allora, tutto pare immobile, tutto è, invece, cambiato, nel mondo e nelle aspettative di questi giovani che dalla Svizzera, appunto, si mettono in viaggio verso la Santa Sede per questo prestigioso servizio al Papa e alla Chiesa. Valeva la pena raccontare tutto questo per immagini e il Centro Televisivo Vaticano ha affidato alle mani discrete e competenti di Gianfranco Pannone il compito e la responsabilità di girare il primo film dedicato a quello che, come richiama lo stesso titolo, è “L’esercito più piccolo del mondo”. Abbiamo chiesto al regista come è nata l’idea del film e quali sono stati i primi passi:

    R. - Ero già in contatto con il CTV, con don Dario Viganò, su un progetto che avrei dovuto fare sulla Chiesa cattolica, come si rapporta in qualche modo alla contemporaneità. Improvvisamente però sono stato chiamato per questo altro progetto che all’inizio poteva sembrare un po’ più classico, un documentario sulla Guardia Svizzera. E’ diventato, invece, sempre più uno sguardo da dentro, una sorta di dietro le quinte in un’istituzione appunto più che centenaria che i più non conoscono o che, se conoscono, è sempre attraverso un’idea un po’ stereotipata, che si confonde un po’ nei colori sgargianti della divisa della Guardia Svizzera.

    D. - Con quali aspettative ha iniziato le riprese in Vaticano?

    R. - Io ho trovato una grande apertura dentro la Guardia Svizzera. Io stesso sono rimasto sorpreso, forse anch’io soffrivo di un pregiudizio. Credo che però questa impressione diversa e positiva sia fortemente influenzata dalla presenza del Santo Padre, Papa Francesco, che è una figura che in qualche modo compare sempre sullo sfondo, ma è importantissima e che in qualche modo determinerà anche la soluzione di alcuni dubbi di uno dei nostri testimoni, René che è una Guardia Svizzera che si interroga: lui si sta per laureare in teologia per cui ha dei dubbi sul suo ruolo di soldato che veste un abito di più di 500 anni fa.

    D. - Si capisce che nel film non è interessato solo alla storia e alla tradizione che circonda la Guardia Svizzera, ma alla vita di questi ragazzi.

    R. - Racconto la vita quotidiana di alcuni ragazzi, in particolare di Leo, René, Michele, Marco, di cui seguo questo percorso e apprendistato fino a che non giurano fedeltà al Papa e alla Chiesa diventando effettivamente guardie svizzere. E’ un dietro le quinte però, c’è quindi la quotidianità. Ho puntato molto su un aspetto che secondo me anch’esso è fortemente legato a questo papato: l’umanità, cioè non raccontare i soldati ma raccontare le persone, che cercano in qualche modo di collocarsi nel mondo. E quindi c’è la loro normalità, ci sono le passeggiate, le chiacchierate, le confidenze, i dubbi… Non è un film celebrativo quello che ho fatto e credo che forse per questo Alberto Barbera l’abbia preso al Festival di Venezia. E’ uno sguardo ad altezza d’uomo, è la vita di camerata, la mensa, le passeggiate per Roma. E’ anche però l’entusiasmo di poter correre dentro i giardini vaticani piuttosto che chiacchierare sull’emozione di fare la guardia al Papa durante la notte a cinque metri dalla sua stanza. E’ stata per me un’esperienza straordinaria da questo punto di vista, perché mi si è aperto un mondo, insomma. Da credente, che però difende fortemente la propria dimensione laica, per me è stata una grande scoperta e una straordinaria esperienza.


    fonte: Radio Vaticana
    Oboedientia et Pax

  5. #65
    Gran CierRino
    Data Registrazione
    Mar 2013
    Località
    vinci
    Età
    62
    Messaggi
    7,983

    Essere Guardie Svizzere

    Il Vaticano a Venezia con un film sulle Guardie Svizzere

    Le nuove reclute, nelle loro divise sgargianti, giurano solennemente in Vaticano il 6 maggio di ogni anno.
    La data ricorda un episodio tragico di storia, simbolo oggi di fedeltà e dovere: in quel giorno del 1527 furono 147 le guardie svizzere che perirono durante il Sacco di Roma. Tutto è cambiato da allora, nel mondo e nelle aspettative di questi giovani militari che prestano il loro servizio al Papa e alla Chiesa.
    Con L’esercito più piccolo del mondo di Gianfranco Pannone la Santa Sede sarà per la prima volta alla Mostra del Cinema veneziana, un documentario prodotto dal Centro televisivo vaticano e voluto da mons. Dario E. Viganò, attuale Prefetto della Segreteria per la Comunicazione.
    «Sono stato contattato da lui – racconta il regista – per un progetto che avrei dovuto fare sulla Chiesa cattolica e come si rapporta alla contemporaneità. Poi improvvisamente mi è arrivata la proposta di un film sulla Guardia Svizzera. Ero timoroso, poteva essere l’ennesimo film classico, ossia la storia di questo speciale corpo militare. È diventato, invece, una sorta di dietro le quinte di una istituzione più che centenaria che molti non conoscono affatto o della quale se ne ha un’idea stereotipata, che si confonde nei colori sgargianti della divisa».
    Naturalmente i timori iniziali erano di trovare qualche riluttanza, dopo tutto era la prima volta che una troupe entrava nella caserma in Vaticano. «Ho trovato una grande apertura nei superiori e nelle guardie. Sono rimasto sorpreso, forse anch’io soffrivo di un pregiudizio. Ma ho percepito da subito come questa attitudine positiva sia fortemente influenzata dalla presenza di Papa Francesco, una figura importantissima che in qualche modo compare sempre sullo sfondo del film, tanto da determinare anche la soluzione di alcuni dubbi di uno dei nostri testimoni, René, una guardia svizzera laureanda in teologia, al quale non è chiaro il suo ruolo di soldato, oltretutto vestito in un abito disegnato oltre 500 anni fa. Troverà il significato del suo compito nella libertà interiore del suo essere cristiano».
    Tutte le reclute sono state selezionate – verificando anche la loro attitudine davanti alla telecamera –, dopo veri e propri provini sotto la supervisione dei loro superiori, del regista e del personale tecnico responsabile delle riprese. Cesare Cuppone è stato l’operatore alla macchina, dal 1988 segue e riprende i Papi nei loro appartamenti, nelle udienze, nei viaggi. «Abbiamo cominciato a lavorare un anno fa in Svizzera, seguendo i ragazzi dai loro paesi di origine fino alla caserma del Vaticano.
    L’approccio che abbiamo avuto è caratterizzato dalla stessa sensibilità e attenzione che poniamo quando riprendiamo il Papa. Un atteggiamento presente ma riservato e di assoluto rispetto per i luoghi, perché giriamo sempre in contesti molto particolari. La fiducia è stata alla base del nostro lavoro. Trovo poi importantissimo che si continui a avere uno scambio con l’esterno e contatti con il mondo del cinema, perché questo confronto arricchisce l’attività ordinaria della televisione vaticana».
    Nel film più che la storia e la tradizione che circondano la Guardia Svizzera, è la vita quotidiana di questi ragazzi a essere raccontata.
    «In particolare di Leo, un guardiaboschi, René, giovane intellettuale, Michele, svizzero di origine lucana e Marco, un ticinese, di cui seguo l’apprendistato fino a che non giurano fedeltà al Papa e alla Chiesa, diventando effettivamente guardie svizzere.
    Ho puntato molto su un aspetto che secondo me è anch’esso fortemente legato a questo papato: l’umanità, cioè non raccontare i soldati, ma persone di fede che cercano in qualche modo di collocarsi nel mondo.
    Quindi li ho ripresi nella loro normalità: ci sono le passeggiate, le chiacchierate, le confidenze, i dubbi. Non è un film celebrativo, ma uno sguardo ad altezza d’uomo, con la vita di camerata, la mensa, le passeggiate per Roma. Però è anche l’entusiasmo di poter correre dentro i giardini vaticani piuttosto che chiacchierare sull’emozione di fare la guardia al Papa durante la notte a Santa Marta, a cinque metri dalla sua stanza. Mi si è aperto un mondo. Da credente, che però difende fortemente la propria dimensione laica, per me è stata una grande scoperta e una straordinaria esperienza». http://www.avvenire.it/Spettacoli/Pa...el-mondo-.aspx

  6. #66
    CierRino L'avatar di Heribert Clemens
    Data Registrazione
    Oct 2014
    Località
    Italia
    Messaggi
    5,469




    Mostra Cinema di Venezia: toccante documentario sulle Guardie Svizzere


    La Santa Sede oggi per la prima volta rappresentata alla Mostra del Cinema di Venezia con un toccante documentario, "L'esercito più piccolo del mondo" sulla Guardia Svizzera Pontificia, diretto da Gianfranco Pannone e prodotto dal Centro Televisivo Vaticano. Il servizio di Luca Pellegrini:

    I saluti alla famiglia, il volo per Roma, l'arrivo al Portone di Sant'Anna, l'ingresso nella Città del Vaticano e la presa di coscienza che un servizio al Santo Padre e alla Chiesa, di altissimo livello, di storica tradizione e di grande responsabilità, è iniziato. Così accade fin dal XVI secolo, così accade per i protagonisti del bel film di Gianfranco Pannone che porta alla Mostra del Cinema le immagini, fino ad oggi sconosciute, della vita quotidiana, dell'addestramento e dell'impegno di alcune giovani Guardie svizzere: la loro giornata, la loro vita di ragazzi, la loro dimensione di fede, l'emozione di servire Papa Francesco. Il sergente Urs Breitenmoser, spiega il significato di questa produzione cinematografica per il Corpo cui appartiene da 17 anni:

    R. – Per il Corpo sicuramente è una bella possibilità per presentare la Guardia com’è veramente; dunque, il fatto di guardare dietro le quinte di un’istituzione così antica ma nello stesso tempo così moderna. La parte del servizio, invece, è molto complicata perché noi siamo qui in Vaticano, chiamati per prestare servizio e tutte le riprese sono state fatte nel tempo libero: quindi abbiamo dovuto anche provvedere all’incastro dei turni, che tutto funzionasse alla perfezione. Io personalmente sono stato chiamato a preparare il programma insieme al regista anche per considerare le sue esigenze e capire di cosa avesse esattamente bisogno. Una sfida per me, penso anche per il regista, per Gianfranco stesso, per vedere come funzioniamo all’interno del nostro Corpo.

    D. – René è il protagonista del film, insieme ai suoi colleghi d’arma. Quali sono stati i suoi primi pensieri quando gli è stato chiesto di essere uno dei protagonisti del film di Gianfranco Pannone?

    R. – Also … ich habe mir nicht allzu viele Gedanken gemacht … Die Schweizergarde an sich …
    Bè … non mi sono posto molte domande … Già il fatto stesso di entrare a far parte della Guardia Svizzera è un’esperienza grande e un grande cambiamento di vita: partendo dalla quotidianità della vita dello studente, nella quale mi trovavo, e prendere la decisione di entrare nella Guardia Svizzera, ecco, già questo è un grande passo e una grande esperienza. Il fatto poi di essere “seguito” da una telecamera, in tutto questo percorso … non mi sono posto grandi domande ... Adesso, a cose fatte, guadando il risultato strepitoso, questo film bellissimo, ricordo i bei momenti di lavoro con Gianfranco, con il cameramen … Naturalmente, è stata una bella esperienza e anche un bell’approccio alla vita nelle Guardie Svizzere a Roma.

    D. – Si è ragazzi e si è Guardie Svizzere: come un ragazzo che oggi fa la Guardia Svizzera riesce ad equilibrare queste due dimensioni?

    R. – Als ich hierher nach Rom kam, war das eigentlich so die erste …

    Quanto sono arrivato a Roma, questa è stata la prima cosa che mi ha colpito. Io sono un po’ più grande dei miei colleghi, ho 27 anni, ho già fatto qualche esperienza e girato un po’ il mondo; ma poi vedere qui come tanti colleghi, che hanno 7-8 anni meno di me, che arrivano qui che sono ancora ragazzini e assumono questo servizio importante nella Chiesa e per la Chiesa, si impegnano per esso con tanta disciplina … che bella esperienza è stata, questa! E poi, so che in Svizzera sembra ci siano molti giovani ancora che riescono a entusiasmarsi per qualcosa: che "non fanno solo scena", ma che vivono questa esperienza con grande motivazione. E questa è stata per me una bella sorpresa!

    D. – Dopo l’esperienza di servizio nella Guardia Svizzera pontificia, dopo l’esperienza di essere stato protagonista di un film sulla Guardia Svizzera, che cosa rimarrà, René, come esperienza nella tua vita?

    R. – Ich denke, dass mich diese Erfahrung, in der Nähe von Papst Franziskus Dienst leisten zu dürfen, …

    Credo che questa esperienza di poter rendere servizio in prossimità di Papa Francesco mi avrà forgiato. Essere vicino a lui e osservare come egli rende il suo servizio alla Chiesa, con quale semplicità e determinazione, con quanta energia lo fa … credo che questo lascerà l’impronta su di me, quando affronterò lo studio della teologia: sicuramente sarà così! Ho anche già qualche idea sullo svolgimento della mia tesi di laurea, sulle sue Encicliche … Penso che porterò con me tanto di questa esperienza: penso semplicemente che tutto quello che Papa Francesco sta facendo in questi anni, lo porterò con me quando tornerò in Svizzera e affronterò lo studio della teologia.

    Che cosa ha significato per il Centro televisivo Vaticano produrre questo film oggi portato alla Mostra del Cinema? Lo abbiamo chiesto a Stefano D'Agostini:

    R. – Intanto, il Centro televisivo vaticano ha prodotto negli anni diversi documentari storici e artistici; in questa occasione abbiamo seguito un intuito: avevamo capito subito che poteva essere una produzione di cui potevamo occuparci quasi esclusivamente noi. Un po’ per il discorso di delicatezza, di discrezione che è un termine che è ricorso spesso durante le varie riunioni di produzione; e un po’ per una ricerca di crescita delle nostre professionalità, lavorando in un ambiente cinematografico, quindi con un set cinematografico ma un po’ particolare: appunto, discreto e delicato.

    D. – Potrà essere un percorso che intraprende, da questo film sulle Guardie Svizzere in poi?R. – Direi assolutamente sì: dal 2013, con l’arrivo come direttore di mons. Dario Edoardo Viganò, si è dato proprio un nuovo impulso a questa vena documentaristica, e si sta proseguendo: la prossima settimana inizieranno le riprese di un documentario sulle quattro Basiliche papali, in coproduzione con Sky 3D, e ci sono tanti altri progetti.



  7. #67
    CierRino L'avatar di Heribert Clemens
    Data Registrazione
    Oct 2014
    Località
    Italia
    Messaggi
    5,469

    - Tg2000 il Post:"L'esercito più piccolo del mondo" di Fabio Falzone -


  8. #68
    CierRino L'avatar di Heribert Clemens
    Data Registrazione
    Oct 2014
    Località
    Italia
    Messaggi
    5,469


    Musei vaticani:

    venerdì 1 aprile inaugurazione della mostra fotografica

    “The life of a swiss guard. A private view”



    http://agensir.it/quotidiano/2016/3/...-private-view/


    SpazioIncontro
    L'antico corpo della Guardia Svizzera Pontificia immortalato nei più noti momenti di ufficialità, così come in quelli di inattesa e sorprendente quotidianità, nei suggestivi scatti del fotografo Fabio Mantegna per una mostra itinerante, The life of a Swiss guard. A private view, che dal 2 aprile svelerà al pubblico dei Musei Vaticani dettagli inediti di vita vera del più "piccolo esercito del mondo".

    L'accesso alla mostra è compreso nel biglietto d'ingresso dei Musei

    Comunicato stampa

    http://www.museivaticani.va/2_IT/pages/MV_Home.html

  9. #69
    CierRino L'avatar di Heribert Clemens
    Data Registrazione
    Oct 2014
    Località
    Italia
    Messaggi
    5,469


    Un momento della Messa per le Guardie Svizzere presieduta in San Pietro dal card. Parolin - OSS_ROM


    Parolin alle nuove Guardie Svizzere:

    siate testimoni di Cristo


    In un clima di gioia per il solenne Giuramento di 23 nuove guardie svizzere pontificie, questo pomeriggio nel Cortile San Damaso del Palazzo Apostolico, è stata celebrata questa mattina dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, la Santa Messa animata dal Cäcilienchor di Netstal presso l'Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro. A seguire, la cerimonia di commemorazione del caduti con conferimento delle onorificenze nel Cortile d’Onore del Quartiere Svizzero. Il servizio di Roberta Barbi:


    La gioia dell’incontro con Gesù è una gioia profonda e duratura, una gioia che ci accompagna, ci dona la forza per affrontare le difficoltà e il coraggio di annunciare il Vangelo con la nostra vita. È la vocazione di ogni battezzato – sottolinea il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin nell’omelia di oggi – essere testimone di Cristo ogni giorno, nella concretezza della propria esistenza, un augurio che in questa giornata di festa è rivolto in particolare alle nuove guardie, affinché rafforzate dai doni dello Spirito e sostenute dalla fede, proseguano nel loro servizio al Papa:

    “Siate testimoni di Cristo – qui a Roma, nella vostra patria Svizzera e dovunque andiate – e in un mondo che desidera la luce e la vita ma non ha spesso il coraggio di accoglierla, in mezzo ai giovani vostri coetanei, i quali sono affamati di senso e pienezza, perché possiate dire loro che vale la pena proporsi cose grandi e belle, pur comportando impegno e dedizione ed essendo accompagnate da qualche fatica”.

    Un compito non sempre facile, quello della testimonianza, che richiede fedeltà e va incontro alla fatica, a volte estrema come nel caso di San Paolo o delle persecuzioni contro i cristiani che si perpetuano ancora nel nostro tempo. Il pensiero va alle 147 guardie che durante il Sacco di Roma del 1527 donarono la propria vita in difesa del Successore di Pietro: eroi che rappresentano un esempio da seguire senza indugiare, come evidenzia ancora il porporato:

    “Care guardie, non aspettate. Cominciate già oggi a testimoniare – con la vostra fedeltà nel servizio quotidiano per il Santo Padre, con la vostra fraternità e con i buoni rapporti tra voi, con il vostro esempio nella fede – che il Signore è vivo, ha compassione ed è misericordioso, che si avvicina agli uomini, che vuole donare pace, gioia e vera pienezza per guarire ogni ferita”.

    Ogni persona è anche chiamata a riconoscere e amare Dio per essere con Lui per sempre: in una parola, è chiamata alla felicità e per raggiungere questa ognuno si fa partecipe del disegno, si fa strumento nelle Sue mani, come la piccola matita di cui parlava Madre Teresa o come i Santi Patroni delle guardie svizzere:

    San Martino, San Sebastiano e San Nicola della Flüe che come soldati o vescovi, guardie e martiri, padri di famiglia, eremiti o consiglieri di pace hanno seguito il Signore ovunque li abbia condotti, come ricorda il card. Parolin:

    “Guardiamo, infine, ai vostri Santi Patroni che oggi, al momento del giuramento, con la mano destra alzata verso il Cielo, invocherete di assistervi sempre nell’adempiere ciò che promettete. I loro cuori erano colmi di quella gioia del Signore, che nessuno può togliere”.



  10. #70
    CierRino L'avatar di Heribert Clemens
    Data Registrazione
    Oct 2014
    Località
    Italia
    Messaggi
    5,469



    "Combat rosary", la vera arma delle Guardie Svizzere


    CITTÀ DEL VATICANO , 07 maggio, 2016

    “Al momento giusto, all'inizio dell'anno, un generoso donatore ci ha sorpresi con un regalo. Egli ha fatto pervenire alla Guardia Svizzera Pontificia l'arma più efficace che esista sul mercato: il "combat Rosary", letteralmente, il rosario per il combattimento. Subito è stato dato in dotazione a tutte le guardie.

    È importante che ritroviamo la via della preghiera,soprattutto la preghiera del Rosario.

    La nostra vita, le nostre opere e le nostre azioni sono nelle mani di Dio. Questo però non significa che possiamo rinunciare alle armi e alle esercitazioni. Dio ci usa come strumenti per scongiurare il male in alcune situazioni. Per questo servono una fede salda, fiducia in Dio e preghiera”.

    Così il Colonnello Christoph Graf, Comandante della Guardia Svizzera Pontifica, ha salutato il Giuramento delle nuove reclute, ieri pomeriggio nel Cortile di San Damaso.

    http://www.acistampa.com/story/comba...-svizzere-3248

Discussioni Simili

  1. Risposte: 103
    Ultimo Messaggio: 23-10-2021, 18:39
  2. Festa della Madonna Della Guardia (Catania)
    Di 88paxetbonum nel forum Principale
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 15-05-2011, 19:40

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
>