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Discussione: La mitria e il pastorale del vescovo o dell'abate

  1. #251
    Veterano di CR L'avatar di Lorenzo Perosi
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    In merito a quanto detto sopra vi chiedo:
    Durante il rito di ingresso di un vescovo nella sua cattedrale durante la processione di ingresso chi reca il pastorale? Io penso sia il metropolita che guida la processione e poi presenta il nuovo episcopo.
    La domanda si fa interessante specialmente nel caso in cui il vescovo ad entrare in cattedrale sia un arcivescovo metropolita. In questo caso chi reca il pastorale? Il Nunzio Apostolico?
    Sto ad esempio pensando al prossimo ingresso del nuovo Patriarca di Venezia mons. Francesco Moraglia. E' metropolita e il suo predecessore (il card. Angelo Scola) non c'è. Ha senso che il nuovo Patriarca entri in processione già con il Pastorale? Non sarebbe meglio che lo usasse dopo la lettura della bolla di nomina e l'insediamento sulla cattedra?

    Infine un'ultima domanda. Sappiamo che il passaggio del pastorale è stato vietato nel 2010, come abbiamo visto qualche messaggio precedente. Nel caso di mons. Moraglia sarebbe secondo voi possibile che il pastorale gli venisse consegnato dal cardinale Marco Cè? In questo caso non si tratterebbe di un passaggio, ma di una consegna. Non mi direte che è preferibile che a consegnare il pastorale sia un ministrante con le vimpe, vero? Sono certo che la consegna da parte del card. Cè sarebbe graditissima dai veneziani. Specifico che non sto dicendo che il card. Cè dovrebbe entrare in processione con il pastorale e poi cederlo al nuovo Patriarca (come si fece con Scola). Sto solo chiedendo se è possibile che sia lui a consegnarlo a mons. Moraglia subito dopo l'insediamento in cattedra, come se fosse un chierichetto.
    Vi ringrazio
    Ultima modifica di Lorenzo Perosi; 15-02-2012 alle 01:09

  2. #252
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Perosi Visualizza Messaggio

    Infine un'ultima domanda. Sappiamo che il passaggio del pastorale è stato vietato nel 2010, come abbiamo visto qualche messaggio precedente. Nel caso di mons. Moraglia sarebbe secondo voi possibile che il pastorale gli venisse consegnato dal cardinale Marco Cè?
    Dal Caerimoniale Episcoporum:

    1141. Se il vescovo è stato trasferito da un’altra Chiesa, o non ha ricevuto
    l’ordinazione episcopale nella sua chiesa cattedrale, in occasione della sua prima
    venuta nella sua Chiesa, viene convocata la comunità diocesana e si accoglie il
    vescovo celebrando la messa stazionale.
    1142. Il vescovo viene ricevuto alla porta della chiesa cattedrale dalla prima
    dignità del capitolo oppure, se manca il capitolo, dal rettore della stessa chiesa,
    rivestito dei piviale. Questi presenta al bacio del vescovo l’immagine del crocifisso;
    quindi gli porge l’aspersorio con l’acqua benedetta e con essa il vescovo asperge
    sé stesso e i presenti. Successivamente il vescovo viene condotto alla cappella
    del ss. sacramento, dove, genuflesso, fa una breve adorazione, poi al secretarium,
    dove il vescovo, i presbiteri concelebranti, i diaconi e gli altri ministri indossano
    le vesti sacre per la messa
    , che viene celebrata con il rito stazionale.
    1143. Dopoché, venerato l’altare, il vescovo ha raggiunto la cattedra, al termine
    del canto di ingresso, il vescovo saluta il popolo, quindi si siede e riceve la
    mitra. Uno dei diaconi o dei presbiteri concelebranti esibisce la lettera apostolica
    al collegio dei consultori, alla presenza dei cancelliere della curia che redigerà il
    verbale. Quindi la legge dall’ambone; tutti la ascoltano seduti e alla fine acclamano,
    dicendo: Rendiamo grazie a Dio, o un’altra acclamazione adatta. Invece
    nelle diocesi di nuova erezione, la comunicazione della lettera apostolica viene
    fatta al clero e al popolo presenti nella chiesa cattedrale, mentre il presbitero più
    anziano tra i presenti redige il verbale.
    Quindi, se il vescovo ha diritto al pallio, gli viene imposto, con il rito descritto
    più sotto ai nn. 1149-1155.
    Poi, secondo le consuetudini, il vescovo riceve il saluto dalla prima dignità
    del capitolo, oppure, se manca il capitolo, dal rettore della chiesa.
    Quindi, secondo le consuetudini locali, il capitolo o almeno parte del clero
    nonché alcuni fedeli e, secondo l’opportunità, anche l’autorità civile eventualmente
    presente, si avvicinano al loro vescovo per manifestargli obbedienza e riverenza.
    La consegna del pastorale, seppure suggestiva e non priva di un suo significato, non è prevista per l'ingresso del Vescovo in Diocesi perché egli porta il pastorale in virtù dell'Ordinazione episcopale e non del governo di una chiesa locale.
    La "forma liturgica" della presa di possesso della diocesi si ha quando il nuovo Vescovo siede per la prima volta sulla cattedra.
    Il Cerimoniale al n. 1143 dice che egli può farlo autonomamente.
    Mi pare, però, che sia prassi che venga invitato a farlo dal Vescovo emerito o dall'Amministratore Diocesano (ma non ho trovato riscontri nel Cerimoniale).

  3. #253
    Veterano di CR L'avatar di Lorenzo Perosi
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    Però, leggiamo attentamente:
    Successivamente il vescovo viene condotto alla cappella del ss. sacramento, dove, genuflesso, fa una breve adorazione, poi al secretarium, dove il vescovo, i presbiteri concelebranti, i diaconi e gli altri ministri indossano le vesti sacre per la messa, che viene celebrata con il rito stazionale.
    Qui si parla di vesti sacre, non di insegne. Il pastorale non fa parte delle vesti ma delle insegne. Infatti la mitra viene indossata dopo:
    1143. Dopoché, venerato l’altare, il vescovo ha raggiunto la cattedra, al termine del canto di ingresso, il vescovo saluta il popolo, quindi si siede e riceve la mitra.
    La processione d'ingresso andrebbe quindi condotta senza mitra e, credo, anche senza pastorale.

  4. #254
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Perosi Visualizza Messaggio
    La processione d'ingresso andrebbe quindi condotta senza mitra e, credo, anche senza pastorale.
    Mi sembra un'interpretazione un po' fantasiosa della rubrica, che non trova riscontro in alcuna immagine o video di prese di possesso.
    La spiegazione è semplice: come ben sappiamo, il Vescovo quando bacia e incensa l'altare è senza mitra, avendola tolta una volta arrivato ai piedi dello stesso. Poi, invece che indossarla, come avviene di solito, per la liturgia della Parola, la assume subito dopo il saluto, per ascoltare la lettura della bolla di nomina e ricevere successivamente l'omaggio di clero e fedeli
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  5. #255
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Perosi Visualizza Messaggio
    Però, leggiamo attentamente:

    Qui si parla di vesti sacre, non di insegne. Il pastorale non fa parte delle vesti ma delle insegne. Infatti la mitra viene indossata dopo:

    La processione d'ingresso andrebbe quindi condotta senza mitra e, credo, anche senza pastorale.
    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Mi sembra un'interpretazione un po' fantasiosa della rubrica, che non trova riscontro in alcuna immagine o video di prese di possesso.
    La spiegazione è semplice: come ben sappiamo, il Vescovo quando bacia e incensa l'altare è senza mitra, avendola tolta una volta arrivato ai piedi dello stesso. Poi, invece che indossarla, come avviene di solito, per la liturgia della Parola, la assume subito dopo il saluto, per ascoltare la lettura della bolla di nomina e ricevere successivamente l'omaggio di clero e fedeli
    Infatti. Poiché, come dice il Cerimoniale, la Messa viene celebrata con rito stazionale, il Vescovo porta tutt le insegne fin dalla processione d'ingresso.
    L'unica eccezione è prevista per il pallio (Cerimoniale, capitolo V) che viene imposto durante i riti di introduzione, se non si è provveduto diversamente (come è avventuo, ad esempio, per il Card. Scola).

  6. #256
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    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    L'unica eccezione è prevista per il pallio (Cerimoniale, capitolo V) che viene imposto durante i riti di introduzione, se non si è provveduto diversamente
    Questa norma non è più stata osservata da quando Giovanni Paolo II e dopo di lui Benedetto XVI impongono il pallio personalmente il 29 giugno o (come nei casi di Tettamanzi e Scola) in altra data.
    A tal proposito vorrei fare una considerazione, ma non qui, in quanto sarei off topic. Lo farò nell'apposita discussione.
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  7. #257
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    Scusate, per la benedizione finale il vescovo indossa la mitria, o sta solo col zucchetto e la indossa in seguito, dopo il bacio dell'altare?

  8. #258
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    Citazione Originariamente Scritto da Nick Name Visualizza Messaggio
    Scusate, per la benedizione finale il vescovo indossa la mitria
    Sì.
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  9. #259
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    Ma dopo la benedizione, il bacio all'altare con la mitria in testa lo da quindi?

  10. #260
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    Immagino che quindi la si deve porre sul capo del vescovo, dopo le tre formule della benedizione solenne, insieme al pastorale, giusto?
    Ma dopo la benedizione, il bacio all'altare con la mitria in testa lo da?
    Sbagliato, la mitra si pone sul capo (del vescovo) dopo l'orazione conclusiva, cioè prima del saluto del vescovo (il Signore sia con voi) che precede la triplice formula di benedizione; il pastorale viene consegnato al vescovo nel momento in cui dice: vi benedica Dio onniponte...
    Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore (salmo 89).

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