Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: La legislazione e gli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano

  1. #31
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    Il prof. Dalla Torre presenta in conferenza stampa le nuove leggi penali vaticane

    Le nuove leggi in materia penale e di sanzioni amministrative per lo Stato della Città del Vaticano e la Santa Sede non sono la risposta a Moneyval, il gruppo di lavoro del Consiglio d'Europa che si occupa di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale. E’ quanto emerso oggi alla presentazione delle nuove norme in Sala Stampa vaticana. Ce ne parla Benedetta Capelli:

    Sono in preparazione altre leggi per rispondere alle questioni sollevate da Moneyval ma le norme presentate oggi non sono dunque “la risposta” a tali sollecitazioni. Così il prof. Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale dello Stato Città del Vaticano:

    “Una delle ragioni sono state le osservazioni di Moneyval. Però non tutte le osservazioni di Moneyval riguardano la materia penale: hanno avuto ad oggetto anche altri aspetti della struttura amministrativa, del funzionamento ... Quindi questo è soltanto un intervento nella materia penale. Io penso che subito dopo l’estate, ci saranno degli interventi di nuovo in materia evidentemente non penale, relativi sempre all’attività finanziaria, all’antiriciclaggio, alla lotta al terrorismo e quant’altro”.


    Spiegando le leggi che entreranno in vigore il primo settembre, il professor Dalla Torre ha ribadito che si è voluto “mettere mano” ad alcuni interventi specifici nella direzione dell’integrazione o del rimodellamento delle norme già esistenti. Ad esempio il delitto di divulgazione di documenti riservati è stato ulteriormente precisato:

    “E’ nuovo nella formulazione e nel contenuto. Certo, questo fatto poteva essere ricondotto nel sistema del Codice ad altre fattispecie. Mi pare che si sia voluta dare una configurazione più precisa, più puntuale”.

    Il prof. Dalla Torre ha anche affermato che il processo all’ex assistente di camera di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, potrebbe aver pesato in qualche modo ma non ha inciso in maniera determinate sull’articolo di legge. Ai giornalisti ha poi specificato anche i dettagli:

    “Chiunque si procura illegittimamente o rivela notizie o documenti di cui è vietata la divulgazione è punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni o con la multa da euro 1.000, o da euro 5.000. Se la condotta ha avuto ad oggetto notizie o documenti concernenti gli interessi fondamentali o i rapporti diplomatici della Santa Sede, dello Stato, si applica la pena della reclusione da 4 a 8 anni. Se il fatto, di cui al comma precedente, è commesso per colpa, si applica la pena della reclusione da 6 mesi a 2 anni”.

    Infine una precisazione è giunta anche sulla definizione dei delitti contro i minori introdotti in attuazione della Convenzione a tutela del fanciullo:

    “Erano reati, come in tutti gli ordinamenti, di carattere più generale. Qui è molto più preciso. C’è la pedopornografia, per esempio. E’ chiaro che nel codice del 1889 questo non c’è. Ma se andiamo a prendere il codice italiano troveremo gli stessi dati con scritto bis, bis, ter, quater, perché sono tutti reati, fattispecie più precise, che nascono in attuazione della Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo e dei protocolli aggiuntivi. Quindi non è che non ci fosse”.


    fonte: Radio Vaticana
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  2. #32
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    Entra oggi in funzione codesto motu proprio.
    http://www.vatican.va/holy_father/fr...iziari_it.html

  3. #33
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    COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE: LEGGE N. XVIII DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO IN MATERIA DI TRASPARENZA, VIGILANZA ED INFORMAZIONE FINANZIARIA , 09.10.2013

    1. Ieri, 8 ottobre 2013, la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano ha adottato la Legge N. XVIII, recante norme in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria, con la quale sono confermate in legge le disposizioni del Decreto N. XI del Presidente del Governatorato, dell’8 agosto 2013.

    2. In attuazione del Motu Proprio di Papa Francesco dell’8 agosto u.s. ed in continuità con le norme già vigenti ed introdotte progressivamente a partire dal Motu Proprio di Papa Benedetto XVI del 30 dicembre 2010, per la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario, la Legge N. XVIII rafforza l’attuale sistema interno di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo in linea con i parametri internazionali e, in particolare, con le Raccomandazioni del Gruppo di Azione Finanziaria (GAFI) e le rilevanti fonti dell’Unione Europea.

    3. In particolare, la Legge N. XVIII consolida la disciplina esistente in materia di:

    - Misure di prevenzione e contrasto del riciclaggio e finanziamento del terrorismo;

    - Vigilanza e regolamentazione degli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria;

    - Collaborazione e scambio di informazioni da parte dell’Autorità di Informazione Finanziaria a livello interno e internazionale;

    - Misure contro i soggetti che minacciano la pace e la sicurezza internazionali;

    - Dichiarazione di trasporto transfrontaliero di denaro contante.

    4. La Legge N. XVIII chiarisce e consolida le funzioni, i poteri e le responsabilità dell’Autorità di Informazione Finanziaria nell’esercizio della funzione di vigilanza e regolamentazione ai fini della prevenzione e del contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, della funzione di informazione finanziaria, nonché, come stabilito da Papa Francesco con il Motu Proprio dell’8 agosto u.s., della funzione di vigilanza prudenziale.

    5. La nuova normativa – da accostare a quelle recenti in materia di diritto penale sostanziale e processuale ed in materia di sanzioni amministrative, nonché al Motu Proprio di Papa Francesco sulla giurisdizione penale, dell’11 luglio 2013 – costituisce un ulteriore importante passo nella direzione della trasparenza e vigilanza delle attività di natura finanziaria ed un contributo alla stabilità e integrità del settore a livello globale.

    [01452-01.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  4. #34
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    ARTICOLO ESPLICATIVO DELLA LEGGE N. XVIII DI S.E. MONS. DOMINIQUE MAMBERTI, SEGRETARIO PER I RAPPORTI CON GLI STATI , 09.10.2013

    In data 8 ottobre 2013 la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano ha approvato la Legge N. XVIII recante norme in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria. Queste norme erano già in vigore perché adottate in via d’urgenza con il Decreto N. XI del Presidente del Governatorato dell’8 agosto 2013 – contestualmente al Motu Proprio di Papa Francesco per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa – e sono state dunque definitivamente confermate in legge acquistando carattere di stabilità.

    Si tratta di un testo molto articolato e complesso – quasi un testo unico in materia finanziaria – che si iscrive nel percorso di adeguamento dell’ordinamento vaticano ai parametri internazionali del Financial Action Task Force – Groupe d’action financière (FATF – GAFI) ed alle raccomandazioni della Divisione Moneyval del Consiglio d’Europa, comunemente indicati come i migliori strumenti normativi al fine di predisporre un’efficace rete di protezione contro le operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

    Data l’ampiezza dei suoi contenuti, la Legge N. XVIII non si limita solo a sostituire in larga parte la Legge N. CXXVII, concernente la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo, del 30 dicembre 2010 (poi modificata dalla Legge N. CLXVI, del 24 aprile 2012), quanto introduce anche discipline ulteriori, che nella precedente normativa erano del tutto assenti o solo abbozzate.

    Una prima e consistente parte della legge è dedicata alle Misure contro il riciclaggio ed il finanziamento del terrorismo, che si sviluppa nel dettaglio dei soggetti obbligati, nelle attività di valutazione dei rischi (generale e particolare), nelle prescrizioni concernenti l’adeguata verifica delle controparti (ordinariamente svolta in maniera proporzionata al rischio connesso alla categoria e al paese o area geografica della controparte e alla tipologia di operazione posta in essere, ma che diventa rafforzata in caso di alto rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo) e nella disciplina del trasferimento internazionale di fondi.

    Particolare attenzione viene dedicata alla segnalazione delle attività sospette, che i soggetti obbligati sono tenuti ad effettuare nei confronti dell’Autorità di Informazione Finanziaria, che a sua volta le analizza ed approfondisce, anche con penetranti poteri istruttori. Qualora poi vi sia un fondato motivo di sospettare un’attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, l’Autorità di Informazione Finanziaria trasmette un circostanziato rapporto al Promotore di giustizia ed ha anche la possibilità di sospendere l’esecuzione delle transazioni ed operazioni sospette, fino a cinque giorni lavorativi.

    Il sistema di prescrizioni in materia di misure contro il riciclaggio ed il finanziamento del terrorismo è poi completato dall’attribuzione, sempre all’Autorità di Informazione Finanziaria, di un generale potere di vigilanza circa l’attuazione delle misure stabilite dalla legge a carico dei soggetti obbligati, nonché da un articolato sistema di sanzioni amministrative che possono essere irrogate dalla stessa Autorità, ovvero nei casi più gravi dal Presidente del Governatorato, previa raccomandazione da parte dell’Autorità di Informazione Finanziaria. La normativa sulle sanzioni amministrative contiene anche un rinvio alla disciplina generale in materia, anch’essa di recente adozione con la Legge N. X, recante norme generali in materia di sanzioni amministrative, dell’11 luglio 2013.

    Un ambito rilevante della disciplina introdotta con la Legge N. XVIII è quello contenuto nel titolo relativo alla Vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria, ovvero che (in base alle definizioni di cui all’art. 1, nn. 1 e 2) svolgono abitualmente in nome e per conto di terzi un’attività finanziaria in forma economica organizzata, al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. L’introduzione di questa peculiare funzione – già attribuita all’Autorità di Informazione Finanziaria con il Motu Proprio per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa, dell’8 agosto 2013 – risponde ad una specifica raccomandazione della Divisione Moneyval del Consiglio d’Europa e la Legge N. XVIII ne detta la disciplina stabilendo in proposito un diffuso potere di regolamentazione della materia da parte dell’Autorità di Informazione Finanziaria, nonché attribuendo alla stessa Autorità la vigilanza sul rispetto degli obblighi e la competenza in materia di sanzioni amministrative.

    Un titolo apposito disciplina le Misure contro i soggetti che minacciano la pace e la sicurezza internazionali. Tali misure erano già state introdotte con la Legge N. CXXVII, ma sono state in questa sede notevolmente dettagliate. La competenza in ordine all’adozione della lista è stata poi attribuita al Presidente del Governatorato, mentre la Segreteria di Stato (in passato competente) continua a svolgere un ruolo di essenziale coordinamento, in ragione della propria fondamentale competenza nelle relazioni diplomatiche con gli Stati e con gli altri soggetti di diritto internazionale (cfr. Costituzione Apostolica Pastor Bonus, art. 46). Nei confronti dei soggetti iscritti nella lista vigono automaticamente i divieti di fornitura di beni, risorse economiche e servizi finanziari, e l’Autorità di Informazione Finanziaria dispone immediatamente il blocco preventivo dei loro beni e risorse, informandone i soggetti che svolgono attività finanziarie. Misure cautelari possono inoltre essere adottate anche nei confronti dei soggetti che non sono ancora iscritti nella lista, sempre che però sussistano fondati motivi per ritenere che un soggetto minacci la pace e la sicurezza internazionale e purché entro il termine di 15 giorni il soggetto sia iscritto nella lista.

    Altre disposizioni della Legge N. XVIII riguardano ancora la disciplina del Trasporto transfrontaliero di denaro contante, in entrata o in uscita dallo Stato, per un importo pari o superiore a 10.000 euro, e le norme in materia di Informazione e cooperazione, in relazione alle quali attività un ruolo centrale è attribuito all’Autorità di Informazione Finanziaria che collabora e scambia informazioni sia con le altre autorità della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, sia con le autorità analoghe di altri Stati, a condizioni di reciprocità e sulla base di protocolli di intesa.

    Per cogliere la completezza dell’intervento normativo realizzato con questa legge occorre leggerne i contenuti alla luce del Motu Proprio di Papa Francesco, dell’8 agosto 2013. Tale provvedimento infatti, oltre all’istituzione ed attribuzione all’Autorità di Informazione Finanziaria della funzione di vigilanza prudenziale ed all’istituzione del Comitato di Sicurezza Finanziaria, ha altresì l’effetto di estendere la disciplina in materia di contrasto al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo anche ai Dicasteri della Curia Romana ed agli altri organismi ed enti dipendenti dalla Santa Sede, nonché alle organizzazioni senza scopo di lucro aventi personalità giuridica canonica e sede nello Stato della Città del Vaticano (art. 1), attribuendo nei loro confronti la giurisdizione in materia agli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano (art. 3). Il combinato disposto della legge vaticana e del provvedimento canonico permette dunque di estendere l’ambito della presente riforma dallo Stato della Città del Vaticano alla Santa Sede.

    Se si considerano anche le recenti normative nella materia del diritto penale sostanziale e processuale (con le Leggi NN. VIII e IX dell’11 luglio 2013), l’introduzione di una legge generale in materia di sanzioni amministrative (Legge N. X, dell’11 luglio 2013) e il Motu Proprio di Papa Francesco sulla giurisdizione degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano in materia penale, dell’11 luglio 2013, appare visibile l’impegno riformatore che ha permesso di raggiungere obiettivi importanti nel percorso intrapreso a partire dal pontificato di Benedetto XVI, con il Motu Proprio per la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario, del 30 dicembre 2010.

    Tale percorso ha raggiunto oggi uno stadio particolarmente avanzato e consente pertanto di guardare con soddisfazione all’impegno profuso, il cui scopo fondamentale è quello di contribuire in modo fattivo alla crescita della Comunità internazionale, nel cui seno la Santa Sede è chiamata a svolgere un ruolo di guida ed esempio.

    [01453-01.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0644-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  5. #35
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    Vaticano. Relazione promotore Giustizia apre anno giudiziario

    Dopo la Messa del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, nell’Aula delle Udienze del Palazzo dei Tribunali, il promotore di Giustizia, Gian Piero Milano, ha tenuto la sua Relazione introduttiva all’Anno giudiziario 2015 del Vaticano. Il servizio di Isabella Piro:

    Riforme avviate da Benedetto XVI e intensificate da Francesco
    Il bilancio dell’anno giudiziario che va dal primo ottobre 2013 al 30 settembre 2014, tracciato dall’avv. Gian Piero Milano, si apre con un riferimento al Magistero di Papa Francesco su un tema di straordinaria attualità: l’inquietante incremento, nei repertori della giurisprudenza, della criminalità finanziaria e della corruzione. “Una vera e propria piaga”, sottolinea il promotore di Giustizia, che colpisce un bene inviolabile dell’individuo: la sua dignità umana. L’avv. Milano si sofferma, quindi, sul processo di riforme avviato da Benedetto XVI ed intensificato da Papa Francesco, ad esempio con l’istituzione del Consiglio e della Segreteria per l’Economia, o con il Motu proprio del luglio 2013 che sanziona alcuni reati commessi contro la sicurezza, gli interessi fondamentali o il patrimonio della Santa Sede e definisce significative innovazioni per l’ambito della giurisdizione dei Tribunali vaticani.

    Delitti contro minori: in corso atti istruttori e accertamenti informatici
    In questo quadro normativo, si inserisce l’iniziativa dell’Ufficio del promotore di Giustizia relativa ai delitti contro i minori perpetrati all’estero da un pubblico ufficiale della Santa Sede, investito di funzioni diplomatiche e rivestito della dignità arcivescovile. Una “fattispecie delicata e inedita”, sottolinea il promotore, sulla quale sono in corso atti istruttori e complessi accertamenti informatici che richiedono massima cautela e riservatezza e si ipotizza di attivare strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale. In questo caso, spiega il promotore, non si può parlare di sovrapposizione con le competenze della Congregazione per la Dottrina della fede, perché per il Tribunale si realizza la giurisdizione dello Stato, mentre per il Dicastero quella sullo status della persona interessata. Quindi, non c’è violazione del principio “ne bis in idem”, ovvero l’impossibilità di giudicare due volte una persona per il medesimo reato, e la Congregazione ha potuto procedere alla condanna, in prima istanza, alla pena della riduzione allo stato laicale, contro cui è stato presentato appello.

    Prevenzione e contrasto del reato di riciclaggio
    La Relazione cita, poi, la legge n. XVIII dell’8 ottobre 2013, in materia di trasparenza, vigilanza e informazione finanziaria, e il Comitato di sicurezza finanziaria istituito con Motu proprio dal Pontefice nell’agosto di due anni fa: esempi di una “dimensione operativa che sta dando risultati significativi”, soprattutto nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio. Il promotore di Giustizia menziona la condanna per truffa aggravata, con pena in prima istanza a quattro anni di reclusione, di un soggetto avente la gestione di beni ecclesiastici, caso per il quale si attende l’esito del processo di appello. Sempre in questo ambito, sono state cinque le segnalazioni di operazioni sospette giunte al promotore di Giustizia dall’Aif (Autorità di informazione finanziaria) per le quali si sono attuate appropriate norme ed avviate indagini. La legge n. XVIII, inoltre, ha introdotto “prescrizioni rigorose” sul trasporto transfrontaliero di denaro contante, tanto che nell’anno appena trascorso sono stati eseguiti controlli su oltre 4mila persone e 7mila veicoli in entrata o in uscita dal Vaticano.

    Criminalità “globalizzata”. Servono parametri uniformi per le rogatorie

    Strategica, ribadisce l’avv. Milano, è la cooperazione nel campo giudiziario, poiché oggi la criminalità “presenta sempre più i connotati della globalizzazione”, fenomeno al quale “non è estraneo lo Stato Vaticano”. Al riguardo, nell’anno giudiziario appena concluso, il Tribunale della Santa Sede ha ricevuto dieci richieste di rogatoria da autorità straniere, di cui otto dall’Italia. Sette sono state le rogatorie eseguite, tre quelle negate, di cui una italiana, perché la giurisdizione vaticana aveva già avviato procedimenti nei casi a cui esse si riferiscono. Per le rogatorie, inoltre, l’avv. Milano auspica “parametri informativi comuni ed uniformi”, cosa che non sembra avvenuta in un caso concreto. Ad aprile 2013, infatti, il promotore di Giustizia aveva chiesto alla giustizia italiana informazioni finanziare per un caso indagato in Vaticano, ma il materiale ottenuto era lacunoso e evidenziava modalità “improprie” di acquisizione di alcune prove.

    Auspicata l’introduzione di norme specifiche per il reato di usura
    Il promotore di Giustizia riferisce anche di “isolati tentativi”, neutralizzati sul nascere in Vaticano, in relazione al traffico internazionale di stupefacenti, ed auspica l’introduzione di una norma specifica per il reato di usura, attualmente non previsto dal Codice. Ulteriori riflessioni su eventuali modifiche normative vengono avanzate riguardo alle intercettazioni di comunicazioni, definite “strumento di indagine imprescindibile”, e all’attuazione più completa delle norme sul “giusto processo” adottate dal Consiglio d’Europa e dall’Onu.

    Sei arresti disposti nel corso dell’anno

    In ambito civile, l’avv. Milano si sofferma sulle questioni in materia di lavoro ed ipotizza di rendere obbligatorio il tentativo di conciliazione presso l’Ufficio del lavoro. Quindi, il promotore di Giustizia ringrazia il Corpo della Gendarmeria per alcune operazioni compiute nel 2014. Infine, qualche dato statistico: sei gli arresti disposti nel corso dell’anno; uno l’ordine di cattura emesso dal Tribunale; tre invece i decreti di citazione per il rinvio a giudizio.


    fonte: Radio Vaticana
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  6. #36
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    Vaticano, Anno giudiziario: alto livello prevenzione riciclaggio

    Le recenti riforme nell’ordinamento vaticano volute da Papa Francesco e le attività svolte dagli organi giudiziari sono state, stamani, al centro della relazione del Promotore di Giustizia, l’avvocato Gian Piero Milano, per l’inaugurazione in Vaticano dell’Anno giudiziario 2016. Prima della relazione, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha celebrato la Santa Messa nella Cappella di Maria, Madre della Famiglia, nel Palazzo del Governatorato. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

    Nella relazione del Promotore di Giustizia, l’avvocato Gian Piero Milano, si ricorda che le riforme avviate da Papa Francesco incidono profondamente sulla vita interna dello Stato Vaticano, sulla sua attività normativa, giurisdizionale ed amministrativa. “Hanno effetto anche sul piano dei rapporti con gli altri ordinamenti, ai quali la Chiesa e le sue espressioni istituzionali possono offrire un contributo peculiare e significativo” per la soluzione di grandi problemi.

    La giustizia non riguarda solo la singola persona ma l’intera comunità
    La carità verso il prossimo, la pace, la cura del creato, la sollecitudine instancabile per l’eliminazione delle diseguaglianze – si sottolinea nella relazione - sono valori che interpellano anche gli operatori della giustizia, chiamati ad intervenire – come ha affermato Papa Francesco nel discorso rivolto ai membri del Consiglio Superiore della Magistratura italiana – “in presenza di una violazione della regola”. Non è solo un atto che riguarda la singola persona, ma la comunità nel suo insieme.

    La giustizia nell’Anno Santo della Misericordia
    L’inaugurazione dell’Anno giudiziario – l’87.mo del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano – cade nell’Anno Santo della Misericordia. Il ministero della misericordia e quello della giustizia, “che in un’ottica terrena possono apparire solo a tratti coniugabili”, sono legati da “una relazione di inclusione”. “La giustizia – come ha sottolineato il Santo Padre nella bolla Misericordiae Vultus – da sola non basta. Per questo Dio va oltre la giustizia con la misericordia e il perdono”.

    Il diritto ecclesiale e le sue basi
    Il sistema delle fonti del diritto vaticano – ricorda il Promotore di Giustizia - “individua nell’ordinamento canonico la prima fonte normativa”. Accanto a questo impianto operano poi le fonti principali: la legge fondamentale del 2000 e le leggi promulgate per lo Stato della Città del Vaticano dal Pontefice, dalla Pontificia Commissione. Per le materie in cui non provvedano le fonti principali, si osservano, in via suppletiva, le leggi emanate dallo Stato italiano, se applicabili nell’ordinamento vaticano.

    Apportate varie riforme all’ordinamento vaticano
    Con il Pontificato di Papa Francesco è iniziata una nuova fase legislativa: “la Santa Sede condivide le istanze più urgenti della comunità internazionale, in particolare la tutela dei mercati finanziari ed il contrasto al riciclaggio dei proventi di attività criminose e al finanziamento del terrorismo”. La Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano si sono anche “impegnati ad adottare una serie di misure di adeguamento e recezione di specifiche norme dell’Unione Europea”.

    Adeguamento agli standard europei per materie economiche e finanziarie
    Il processo di assimilazione delle regole europee in materia economico-finanziaria ha determinato “la graduale integrazione nell’ordinamento comunitario” e il “disancoramento” in tale materia dalla legislazione italiana. E’ quanto avvenuto, in modo emblematico, “per il reato di riciclaggio”. Con l’acquisizione degli assetti normativi di matrice comunitaria - si osserva nella relazione - i confini virtuali dello Stato Vaticano si sono dilatati da enclave d’Italia ad enclave d’Europa.

    Modifiche in materia penale
    L’adeguamento alla legislazione sovranazionale ha portato all’individuazione di nuove figure di reato: delitti contro la persona (discriminazione razziale, tratta di persone, tortura); delitti contro i minori (vendita di minori, induzione o gestione della prostituzione minorile, violenza sessuale, pedopornografia, arruolamento di minori); delitti contro l’umanità (genocidio e altri delitti contro la popolazione civile). A questi si aggiungono crimini di guerra e delitti legati al terrorismo e a sostanze stupefacenti.

    Modifiche al codice di procedura penale
    Modifiche radicali riguardano il rifiuto di assistenza giudiziaria che deve essere sempre motivato. “Può essere opposto laddove l’esecuzione della richiesta sia tale da arrecare pregiudizio alla sovranità, sicurezza, ordine pubblico o altri interessi fondamentali della Santa Sede o dello Stato”. Si specifica anche che “nei casi espressamente previsti dalle convenzioni internazionali ratificate, non potrà essere invocato il segreto bancario per respingere una domanda di assistenza giudiziaria”.

    Riforme in materia finanziaria
    L’azione di ammodernamento – scrive il Promotore di Giustizia - ha riguardato soprattutto “il settore della regolamentazione del sistema finanziario”. In questo ambito l’ordinamento vaticano è ormai alla pari con quello europeo. Sono state introdotte varie disposizioni “volte a tutelare e ad incrementare la trasparenza, l’integrità e la stabilità del mercato”. Il fulcro del sistema è costituito dalla “adeguata verifica” che devono svolgere gli operatori finanziari o professionali.

    Alto livello nelle attività di vigilanza
    E’ stato raggiunto “un alto livello di operatività” in politiche di prevenzione del riciclaggio e in altre attività di vigilanza. Nel corso del 2015 l’Autorità di informazione finanziaria (A.I.F.) ha ricevuto circa 350 segnalazioni di attività sospette. Significativo è stato anche lo scambio di informazioni con istituzioni di altri Paesi. Tali segnalazioni hanno portato “ad una serie di provvedimenti di sequestro cautelare di somme per un valore complessivo superiore ad 11 milioni di euro”.

    Il Consiglio per l’Economia e la Segreteria per l’Economia
    Con il Motu proprio “Fidelis dispensator et prudens” del 24 febbraio del 2014 sono stati istituiti il Consiglio per l’Economia e la Segreteria per l’Economia. Il primo ha il compito “di vigilare sulle strutture e sulle attività amministrative e finanziarie dei dicasteri della Curia Romana, delle istituzioni collegate con la Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano”. La seconda ha il compito di attuare “il controllo economico e la vigilanza sui medesimi enti e istituzioni”.

    Verifiche internazionali sul sistema finanziario
    Il processo di graduale applicazione della normativa internazionale – si sottolinea - ha portato anche a controlli e verifiche da parte di organismi europei. In questo quadro assume particolare rilevanza il controllo periodico effettuato da “Moneyval, Comitato di esperti del Consiglio d’Europa, per la valutazione delle misure di lotta al riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo”. Per quanto riguarda la Santa Sede, le verifiche condotte si sono concluse con esito positivo.

    Convenzione tra Santa Sede e Italia in materia fiscale
    Per disciplinare la cooperazione in materia fiscale presso la Segreteria di Stato è stata sottoscritta, il primo aprile del 2015, la Convenzione tra Santa Sede e Repubblica italiana. Tale Convenzione consente “il pieno adempimento, con modalità semplificate, degli obblighi fiscali relativi alle attività finanziarie detenute presso enti che svolgono attività finanziaria nella Santa Sede da alcune persone fisiche e giuridiche fiscalmente residenti in Italia”.

    Riforme degli organi giudiziari
    Le riforme hanno riguardato anche l’ordinamento giudiziario. Sono state concesse, in particolare, “più ampie prerogative ai Tribunali vaticani”. I nuovi assetti, determinati dalle recenti riforme di Papa Francesco, assicurano “una interlocuzione e rapporti di cooperazione con altri ordinamenti, per una più efficace adozione di tutti gli strumenti giuridici e di prevenzione e contrasto sviluppati dalla comunità internazionale, a presidio del bene comune”.

    Attività della Gendarmeria
    Sono molteplici le attività svolte dalla Gendarmeria. Tra quelle legate alle recenti riforme – ricorda il Promotore di Giustizia - i controlli sul trasporto transfrontaliero di denaro contante hanno portato ad una media di 30 verifiche al giorno per un totale di 11 mila all’anno. Più in generale, nel corso del 2015 sono stati disposti 8 arresti e 53 fermi. Le denunce di furto sono state 58. Sono state elevate 88 contravvenzioni. Sono stati accertati 64 incidenti stradali. Sono inoltre stati 3 i tentativi di truffa.

    Crimini informatici
    Tra le attività della polizia giudiziaria rientrano le azioni di contrasto dei crimini informatici. Sono stati oscurati siti web con contenuti diffamatori dello Stato del Vaticano e della Santa Sede. Sono stati chiusi account di posta elettronica “per reati di truffa, ovvero di furto di identità virtuale”. In questa materia, in particolare, emerge “il ruolo strategico della cooperazione sia a livello interno sia soprattutto in ambito internazionale tra omologhe istituzioni operanti nei vari Stati”.

    Le attività degli organi giudiziari
    Nel corso dell’anno giudiziario – si legge infine nella relazione - si è registrato “un significativo incremento del carico giudiziale”. In particolare, il giudice unico, in materia civile, ha avviato una procedura “per constatazione e prelievo di documenti”. Ha inoltre apposto 250 vidimazioni sui registri matrimoniali, 112 sui registri di cittadinanza, 6 in quelli di residenza e 14 nei registri dei decessi. In sede penale, ha esaminato 2 segnalazioni di infortunio avvenuti nella Città del Vaticano.


    fonte: Radio Vaticana
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    Tribunale Vaticano, inaugurato anno giudiziario 2018
    Inaugurato l'anno giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. La giornata è stata aperta dalla Messa celebrata dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin.

    Amedeo Lomonaco - Città del Vaticano

    Con la relazione del promotore di giustizia, Gian Piero Milano, si è inaugurato oggi l'ottantanovesimo anno giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. La giornata è stata aperta dalla Messa celebrata dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, nella cappella di Maria Madre della famiglia nel palazzo del Governatorato.

    Lotta alla criminalità finanziaria e riduzione della clientela dello Ior
    Nella relazione si sottolinea che sono stati “compiuti significati passi in avanti” nella trasparenza e nella lotta alla criminalità finanziaria con l’adeguamento alle leggi internazionali. E prosegue “l’impegno della Santa Sede a recepire principi e strumenti giuridici adottati dalla Comunità internazionale in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”. Il promotore di giustizia, Gian Piero Milano, rende noto che nel quinquennio 2013-2017 è stato disposto il sequestro complessivo di 21 milioni 847 mila euro e 4.milioni oltre a somme ingenti in altre valute. Per quanto riguarda l’Istituto per le opere di religione (Ior), il processo di selezione riduttiva della clientela avviato dall’Istituto – scrive inoltre il promotore di giustizia – “ha certamente ridotto enormemente eventuali spazi per pratiche di riciclaggio”.

    Diversi i casi esaminati dal Tribunale dello Stato della Città del Vaticano
    Nell’Anno Giudiziario 2016-2017 – si legge nella relazione del promotore di giustizia - il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano si è occupato di due casi di diversa gravità e contenuti, “giungendo in un caso ad una sentenza di condanna per appropriazione indebita (così derubricata rispetto all’originaria accusa di peculato) a carico di uno dei due coimputati, e all’assoluzione dell’altro”. Il secondo caso “riguardava un tentativo di corruzione, dal quale l’imputato è stato assolto”. Si è concluso poi nello scorso anno “un processo molto seguito mediaticamente, riguardante la sottrazione e pubblicazione a mezzo stampa di documenti riservati riguardanti l’attività e i lavori di organismi della Santa Sede”. Sono inoltre recentemente giunti all’attenzione dell’Ufficio del Promotore di Giustizia “due casi di differente configurazione e rilevanza rientranti nell’ambito dei delitti contro la persona, in particolare contro i minori”. Gli accertamenti avviati sono “alla fase preliminare e si svolgono, doverosamente, nel riserbo più assoluto, per rispetto di tutti i soggetti coinvolti”.

    Opera di contrasto di reati predatori
    Nella relazione si menziona anche “la vicenda giudiziale avviata in sede civile nei confronti di dirigenti apicali dell’Istituto per le opere di religione, citati per mala gestio”. Si è in attesa della sentenza, di imminente pubblicazione. Nella relazione si ricorda infine anche l’opera di contrasto “di reati predatori all’interno della Basilica Vaticana, dei Musei, della farmacia e dell’Economato, con significativi risultati operativi”. In riferimento a questi reati, sono state arrestate 5 persone.


    fonte: Vatican News
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    Apertura del 91° Anno Giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, 15.02.2020


    Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha presieduto l’inaugurazione del 91° Anno Giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, alla presenza del Presidente del Tribunale, del Promotore di Giustizia, dei Prelati Uditori, degli Officiali, degli Avvocati e dei Collaboratori del Tribunale.

    Dopo l’indirizzo di omaggio del Promotore di Giustizia, Prof. Gian Piero Milano, il Papa ha rivolto ai presenti il discorso che pubblichiamo di seguito:

    Discorso del Santo Padre

    Illustri Signori,

    sono lieto di incontrarvi, così numerosi, alla cerimonia di apertura dell’Anno Giudiziario.

    So che molti di voi sono impegnati in Istituzioni preposte alla amministrazione della Giustizia ed alla tutela dell’ordine pubblico. Proprio per questo il vostro lavoro assume un valore prezioso, perché è garanzia non solo di ordine, ma soprattutto di responsabilità nella qualità delle relazioni interpersonali vissute nel nostro territorio.

    Vi chiedo di perseguire, con sempre più convinzione, la via della giustizia, come via che rende possibile un’autentica fraternità in cui tutti sono tutelati, specie i più deboli e fragili.

    Il primo punto che vorrei sottolineare in questo incontro è il Vangelo. Esso ci insegna uno sguardo più profondo rispetto alla mentalità mondana, e ci mostra che la giustizia proposta da Gesù non è un semplice insieme di regole applicate tecnicamente, ma una disposizione del cuore che guida chi ha responsabilità.

    La grande esortazione del Vangelo è quella di instaurare la giustizia innanzitutto dentro di noi, lottando con forza a emarginare la zizzania che ci abita. Per Gesù è da ingenui pensare di riuscire a togliere ogni radice di male dentro di noi senza danneggiare anche il grano buono (cf Mt 13,24-30). Ma la vigilanza su noi stessi, con la conseguente lotta interiore ci aiuta a non lasciare che il male prenda il sopravvento sul bene.

    Davanti a questa situazione nessun ordinamento giuridico potrebbe salvarci. In questo senso invito ciascuno a sentirsi coinvolto non solo in un impegno esterno che riguarda gli altri, ma anche in un lavoro personale dentro ognuno di noi: la nostra personale conversione. È solo questa la giustizia che genera giustizia!

    C’è però da dire che la giustizia da sola non basta, ha bisogno di essere accompagnata anche dalle altre virtù, soprattutto quelle cardinali, quelle che fungono da cardine: la prudenza, la fortezza e la temperanza.

    La prudenza, infatti, ci dà la capacità di distinguere il vero dal falso e ci consente di attribuire a ciascuno il suo.

    La temperanza come elemento di moderazione ed equilibrio nella valutazione dei fatti e delle situazioni ci rende liberi di decidere in base alla nostra coscienza.

    La fortezza ci consente di superare le difficoltà che incontriamo, resistendo alle pressioni ed alle passioni. In special modo a voi può esservi di aiuto nella solitudine che spesso sperimentate nel prendere delle decisioni complesse e delicate.

    Per favore, non dimenticate che nel vostro impegno quotidiano vi trovate spesso di fronte a persone che hanno fame e sete di giustizia, persone sofferenti, talora in preda ad angosce e disperazione esistenziale.

    Al momento di giudicare dovete essere voi, scavando nella complessità delle vicende umane, a dare risposte giuste, coniugando la correttezza delle leggi con il di più della misericordia insegnataci da Gesù. Infatti, la misericordia non è la sospensione della giustizia, ma il suo compimento (cf Rm 13,8-10), perché riporta tutto in un ordine più alto, dove anche i condannati alle pene più dure trovano il riscatto della speranza.

    È un compito, quello di giudicare, che richiede non solo preparazione ed equilibrio, ma anche passione per la giustizia e consapevolezza delle grandi e doverose responsabilità legate al giudizio.

    Il vostro compito non può trascurare l’impegno costante a comprendere le cause dell’errore, e la fragilità di chi ha violato la legge.

    Un secondo punto della nostra riflessione sulla giustizia è costituito dalle leggi che regolano i rapporti interpersonali e dunque la loro legalità, ma anche dai valori etici che ne fanno da sfondo.

    A questo proposito, la legislazione vaticana ha subito, soprattutto nell’ultimo decennio, e in particolare nel settore penale, significative riforme rispetto al passato.

    Alla base di queste importanti modifiche non vi è stata solo una naturale esigenza di ammodernamento, ma anche e soprattutto la necessità di rispettare impegni internazionali che la Santa Sede ha assunto anche per conto dello Stato Vaticano. Impegni riguardanti soprattutto la protezione della persona umana, minacciata nella sua stessa dignità, e la tutela dei gruppi sociali, spesso vittime di nuove, odiose, forme di illegalità.

    Lo scopo principale di queste riforme va, dunque, inserito all’interno della missione della Chiesa, anzi fa parte integrante ed essenziale della sua attività ministeriale. Ciò spiega il fatto che la Santa Sede si adoperi per condividere gli sforzi della comunità internazionale per la costruzione di una convivenza, giusta ed onesta, e soprattutto attenta alle condizioni dei più disagiati e degli esclusi, privati di beni essenziali, spesso calpestati nella loro dignità umana e ritenuti invisibili e scartati.

    Per dare concretezza a questo impegno, la Santa Sede ha avviato un processo di conformazione della propria legislazione alle norme del diritto internazionale e, sul piano operativo, si è impegnata in modo particolare a contrastare l’illegalità nel settore della finanza a livello internazionale.

    A tal fine, ha alimentato rapporti di cooperazione e condivisione di politiche ed iniziative di contrasto, creando presidi interni di sorveglianza e di intervento capaci di effettuare severi ed efficaci controlli.

    Tali azioni hanno recentemente portato alla luce situazioni finanziarie sospette, che al di là della eventuale illiceità, mal si conciliano con la natura e le finalità della Chiesa, e che hanno generato disorientamento e inquietudine nella comunità dei fedeli.

    Si tratta di vicende all’attenzione della magistratura, e devono essere ancora chiarite nei profili di rilevanza penale. Su di esse perciò non ci si può pronunciare in questa fase.

    In ogni caso, premessa la piena fiducia nell’operato degli Organi giudiziari ed investigativi, e fermo restando il principio della presunzione di innocenza delle persone indagate, un dato positivo è che proprio in questo caso, le prime segnalazioni sono partite da Autorità interne del Vaticano, attive, sia pure con differenti competenze, nei settori della economia e finanza. Questo dimostra l’efficacia e l’efficienza delle azioni di contrasto, così come richiesto dagli standard internazionali.

    La Santa Sede è fermamente intenzionata a proseguire nel cammino intrapreso, non solo sul piano delle riforme legislative, che hanno contribuito ad un sostanziale consolidamento del sistema, ma anche avviando nuove forme di cooperazione giudiziaria sia a livello di organi inquirenti che di organi investigativi, nelle forme previste dalle norme e dalla prassi internazionale.

    In questo campo si è distinto anche il Corpo della Gendarmeria per la sua attività investigativa a supporto dell’Ufficio del Promotore di Giustizia.

    Occorre rilevare che le pur apprezzabili riforme introdotte nel tempo e che stanno dando concreti risultati, restano comunque ancorate e dipendenti dall’operato dell’uomo.

    E, infatti, al di là delle specificità dei materiali normativi di cui disponga, chi è chiamato alla funzione di giudicare, deve comunque operare secondo criteri umani, prima ancora che giuridici, perché la giustizia, come ricordavo prima, non scaturisce tanto dalla perfezione formale del sistema e delle regole, quanto dalla qualità e rettitudine delle persone, in primis dei giudici.

    Occorre, dunque, una particolare attitudine degli operatori, non solo sul piano intellettuale, ma anche morale e deontologico. In questo senso, la promozione della giustizia richiede il contributo da parte di persone giuste.

    Possono aiutarci qui le parole esigenti e forti di Gesù: “Con la misura con cui giudicate, sarete giudicati” (cf. Mt 7,2). Il Vangelo ci ricorda che i nostri tentativi di giustizia terrena hanno sempre come orizzonte ultimo l’incontro con la giustizia divina, quella del Signore che ci aspetta. Queste parole non devono spaventarci, ma solo spronarci a compiere il nostro dovere con serietà e umiltà.

    Vorrei concludere esortandovi a continuare nella realizzazione della vostra vocazione e missione essenziale nello sforzo quotidiano di stabilire la giustizia.

    Impegnatevi nella consapevolezza delle vostre importanti responsabilità.

    Aprite spazi e nuovi percorsi per attuare la giustizia a vantaggio della promozione della dignità umana, della libertà, in definitiva, della pace.

    Sono certo che onorerete questo impegno, e prego perché il Signore vi accompagni in questo vostro cammino. E vi chiedo di pregare anche per me. Grazie.

    E chiediamo insieme, prima della benedizione, la protezione della Madonna: che come Madre ci aiuti in questo impegno di giustizia.

    Ave o Maria, …

    [Benedizione]

    [00217-IT.02] [Testo originale: Italiano]

    [B0100-XX.02]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  10. #40
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    Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede: Legge N. CCCLI sull’ordinamento giudiziario dello Stato della Città del Vaticano, 16.03.2020


    In data odierna, 16 marzo 2020, il Santo Padre ha promulgato la Legge N. CCCLI sull’ordinamento giudiziario dello Stato della Città del Vaticano, aggiornando la Legge N. CXIX del 21 novembre 1987 e la sua successiva modifica avvenuta con Legge N. LXVII del 24 giugno 2008.

    In particolare, adeguandosi all’attuale contesto storico e istituzionale che richiede un’efficienza sempre maggiore, la nuova legge:

    1. provvede a meglio garantire l’indipendenza degli organi giudiziari e dei magistrati che dipendono soltanto dal Sommo Pontefice che li nomina e sono soggetti alla legge, esercitando le loro funzioni con imparzialità e disponendo direttamente della polizia giudiziaria;

    2. esige specifici requisiti per la nomina dei magistrati che sono scelti tra professori universitari e comunque tra giuristi di chiara fama, con una comprovata esperienza, giudiziaria o forense, in ambito civile, penale o amministrativo;

    3. dispone una semplificazione del sistema giudiziario, e, al contempo, provvede ad un rafforzamento dell’organico del Tribunale, che viene aumentato di una unità, prevedendo inoltre un regime di tempo pieno ed esclusività per almeno uno dei giudici;

    4. presenta un capo autonomo per l’Ufficio del Promotore di Giustizia, ben distinto da quello riguardante il Tribunale;

    5. prevede una tipizzazione, finora mancante, dei possibili provvedimenti disciplinari a carico degli avvocati iscritti all’albo.

    La legge in parola si inserisce sulla scia delle riforme normative in materia economico-finanziaria e penale, dovuta anche all’adesione a importanti convenzioni internazionali, e, al contempo, conserva e assicura la specificità del diritto vaticano che riconosce nell’ordinamento canonico la prima fonte normativa e il primo criterio di riferimento interpretativo.

    [00351-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0162-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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