Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 6 di 6 PrimaPrima ... 456
Risultati da 51 a 53 di 53

Discussione: La Risurrezione è un fatto storico.

  1. #51
    Nuovo iscritto
    Data Registrazione
    Apr 2021
    Località
    MARTINA FRANCA
    Età
    35
    Messaggi
    13

    La risurrezione è un fatto storico

    La risurrezione è un fatto storico accaduto realmente così come è dimostrato dalla Sacra Scrittura che contiene degli elementi importanti. Il sudario che avvolgeva il capo di Gesù la Scrittura fa notare che è ben piegato perchè dice questo elemento? La risposta è molto semplice la si trova nei costumi ebraici ripiegare il tovagliolo significava dire al servo che il padrone sarebbe ritornato per finire il pranzo. Ebbene quel sudario ripiegato indica il ritorno di Gesù. Inoltre l'annuncio della risurrezione viene dato dalle donne ritenute per gli ebrei poco credibili

  2. #52
    Nuovo iscritto
    Data Registrazione
    Jun 2021
    Località
    Prato
    Messaggi
    32

    Le fasce distese

    Qualche giorno fa avevo letto riguardo una traduzione dal greco che, secondo un parroco, risulterebbe leggermente inesatta e farebbe perdere un po' il senso della descrizione che nel Vangelo di Giovanni viene fatti. Questo parroco ha fatto una attenta analisi e ci ha lavorato su nel corso di 20 anni. È un'analisi certosina di ciò che Giovanni racconta. Quel: "vide e credette" è stato ciò che ha creato tante domande in questo sacerdote. La sua argomentazione ampia ve la lascio alla fine del messaggio.
    In ogni caso, se questa traduzione greca è giusta (e io credo di sì), Giovanni ha visto che le fasce che avvolgevano il Maestro erano distese e non cadute a terra come la versione Cei traduce. Questa parola è molto importante perchè era infatti assolutamente impossibile che il corpo di Gesù fosse uscito dalle fasce, semplicemente rianimato, o che fosse stato asportato, sia da amici che da nemici, senza svolgere quelle fasce o, comunque, senza manometterle in qualche maniera.
    Comunque a parte questo ci sono tante altre prove che dimostrano che Gesù è risorto. Gli apostoli avevano paura e poi non ne hanno avuta tant'è da venire picchiati e quasi tutti uccisi. Materialmente non ci guadagnavano niente quindi la truffa è impossibile. Non potevano immaginarsi tutti la stessa cosa e non avrebbero potuto mantenere la convinzione così tanto. Non potevano neanche essere dei pazzi perché non avrebbero avuto futuro, anche perchè i pazzi venivano tenuti alla larga e considerati anche indemoniati perciò è una ipotesi da escludere. Il racconto della Resurrezione porta come prime testimoni delle donne, che a quei tempi non avevano importanza. Quindi ciò avvalora la veridicità perché se avessero inventato tutto avrebbero raccontato la vicenda in un modo conveniente per l'epoca.
    https://www.voltosanto.net/?page_id=499
    Il sacerdote in questione è Don Persili.

  3. #53
    Gran CierRino
    Data Registrazione
    Mar 2013
    Località
    vinci
    Età
    61
    Messaggi
    8,042
    Di fronte alla sorprendente scoperta della tomba vuota del cadavere, con la sola presenza del rivestimento di lino, l’evangelista Giovanni introduce una stupefacente reazione del «discepolo amato»: eíden kaì epísteusen, «vide e credette». Perché mai i lini abbandonati sul fondo del sepolcro diventano un segno della risurrezione di Cristo, cuore della fede cristiana? La risposta alla domanda non è, però, da cercare in un aspetto fenomenico di quei reperti, come si è spesso tentato di fare con varie ipotesi modulate sul dettato giovanneo che, tra l’altro, offre una descrizione non del tutto perspicua della disposizione di quei lini funerari. Ad esempio, l’esegeta tedesco Eberhard Gottfried Auer rischiava di “materializzare” l’evento della risurrezione – che, come è noto, non è direttamente descritto dai Vangeli – immaginando che davanti agli occhi del «discepolo amato» gli othónia, impregnati dell’olio aromatico con cui era stata trattata la salma di Gesù, sarebbero apparsi rigidi e diritti, conservando quasi la forma del corpo che ne era scivolato fuori!
    In realtà, nel linguaggio raffinato del quarto evangelista il “vedere” che genera il “credere” è un’esperienza ben più profonda, così come la risurrezione è ben più di una rianimazione di un cadavere, ma è il ritorno di Cristo alla pienezza della vita umana e divina, col corpo irradiato di eternità e di trascendenza. Il discepolo che è “amato” e ama, ossia il credente puro, riesce a comprendere che i dati certamente storici della sindone e del sudario abbandonati, così come la pietra ribaltata del sepolcro, sono il segno di un evento che non è solo storico ma anche trascendente, destinato a rivelare la vittoria di Dio sulla morte, il trionfo dell’eternità sulla caducità e sulla finitudine umana.
    Davanti al segno evangelico della sindone il nostro sguardo può, certo, ritrovare un emblema che ci rimanda alla radicale fraternità del Figlio di Dio con la nostra realtà di esseri mortali e limitati (è quella che chiamiamo l’«incarnazione»), con le stimmate di una sofferenza lacerante e di una morte tragica. Ma lo sguardo interiore e trascendente della fede è invitato ad andare oltre il lenzuolo in sé e a cercare il Cristo glorioso, colui che vive per sempre. Anche allo spettatore di oggi è, perciò, rivolto lo stesso appello angelico indirizzato alle donne poste di fronte al sepolcro vuoto e, quindi, anche al lenzuolo funerario: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!» (Luca 24,5-6).
    Il discorso sulla sindone, perciò, ammessa la sua autenticità, invita a risalire a una dimensione trascendente che va oltre la sua materialità. Come scriveva il filosofo tedesco Friedrich W.J. Schelling (1775-1854), lo storico deve «custodire castamente la sua frontiera», senza pretendere di varcarla dimostrando o negando l’altro territorio che è quello della teologia e della fede (e naturalmente anche viceversa).

    RAVASI CARDINAL GIANFRANCO

    https://www.alzogliocchiversoilcielo...a-sindone.html

Discussioni Simili

  1. Che fine ha fatto l'harmonium?
    Di Ciloster82 nel forum Musica ed Arte Sacra
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 20-08-2008, 16:52
  2. Risurrezione e Vita Eterna
    Di Ismael nel forum Dottrina della Fede
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 12-11-2007, 13:53
  3. Il passaggio del Mar Rosso è stato un evento storico?
    Di gilles2777 nel forum Sacra Scrittura
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 31-10-2007, 12:48

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •