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Discussione: Statistiche sulla Chiesa nel mondo: numero di chierici, consacrati, fedeli laici...

  1. #21
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    Battambang, la Chiesa in crescita grazie a educazione e catechismo
    Nella prefettura apostolica di Battambang 100 adulti all’anno vengono battezzati, ma servono più catechisti. Qui, in 10 anni mons. Enrique Figaredo Alvargonzales ha fondato scuole, ospedali e centri per aiutare le classi più emarginate della società. Il vescovo: “La priorità resta l’educazione e dobbiamo fare di più. Direi che in tutte le nostre attività siamo al 50%”.

    Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) – “Vedo che la gente in Cambogia ha bisogno dell’educazione, quindi è questa la nostra priorità”. Parla così mons. Enrique Figaredo Alvargonzales (nella foto), vescovo gesuita spagnolo da 10 anni a capo della prefettura apostolica di Battambang, in un’intervista presente sul sito della Chiesa cattolica cambogiana (http://catholiccambodia.org).
    La Chiesa cambogiana conta circa 19mila fedeli e tre distretti: il vicariato di Phnom Penh, la prefettura di Kompong Cham e quella di Battambang. Il regime comunista di Pol Pot tra il 1975 e il 1979 aveva azzerato la presenza della Chiesa, distruggendo tutti gli edifici sacri e impedendo ogni pratica religiosa. Con la caduta dei Khmer rossi, il paese è tornato alla libertà religiosa. La presenza istituzionale della chiesa ricomincia nel 1992, quando mons. Yves Ramousse diventa vicario apostolico di Phnom Penh.
    “In questi dieci anni - spiega mons. Alvargonzales - ci siamo concentrati sull’educazione dei bambini poveri dall’asilo alla scuola primaria. Almeno possono imparare a leggere e a contare. Ma finanziamo anche alcuni giovani per permettere loro di frequentare la scuola secondaria e l’università. Promuoviamo poi la cultura tradizionale, come le danze tradizionali khmer”.
    Nella prefettura di Battambang vengono battezzati 100 adulti all’anno, ma mancano i catechisti: “Nel 2010 ne abbiamo battezzati già 200 - continua - ma abbiamo bisogno di catechisti. Vorrei costruire una scuola per formarli, ma il problema è che non abbiamo fondi per pagarli. I nostri fedeli sono per lo più agricoltori poveri che guadagnano molto poco”.
    Oltre che nell’educazione, la Chiesa a Battambang è impegnata a sostenere le classi più emarginate della società: “Abbiamo fondato scuole per bambini disabili, per insegnare alle donne a cucire e ospedali per assistere i malati. Alcuni cattolici, anche ex carcerati, li facciamo lavorare nei campi di riso di proprietà della Chiesa, così non devono stare sul ciglio della strada in cerca di lavoro”.
    Per mons. Alvargonzales, il bilancio di questi 10 anni è soddisfacente: “Dobbiamo fare di più, siamo al 50% direi. Voglio che i cattolici sposati siano più coinvolti nella vita della Chiesa, come lo sono i giovani”.

    http://www.asianews.it/notizie-it/Battambang,-la-Chiesa-in-crescita-grazie-a-educazione-e-catechismo-18991.html

  2. #22
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    Cresce la Chiesa cattolica in Malaysia, nonostante le pressioni islamiche
    di Jeremy Lim
    Nell’arcidiocesi di Kota Kinabalu, i cattolici sono quasi il 10% della popolazione. Molte chiese accrescono il numero delle messe per far fronte all’affluenza di fedeli. L’islam si diffonde a maggior velocità, soprattutto per la pressione sociale: i non musulmani sono considerati inferiori.


    Kota Kinabalu (AsiaNews) – Cresce la comunità cattolica nell’arcidiocesi di Kota Kinabalu, capitale del Sabah, dove i fedeli sono più di 180mila, quasi il 10% della popolazione. Il Sabah è uno dei 13 Stati della Malaysia ed è situato nella regione settentrionale del Borneo.
    Molte chiese hanno aaccresciuto il numero delle messe domenicali, per far fronte all’affluenza dei fedeli. La chiesa di Stella Maris, ad esempio, ha deciso di celebrare la domenica una terza funzione in Bahasa Melayu, la lingua locale, insieme ad altre due in inglese.
    Leonard Chin, fedele della parrocchia, dichiara ad AsiaNews che “la popolazione cattolica cresce in modo costante, anche se lento. Abbiamo costruito nuove chiese e a Pasqua sono state battezzate 80 persone, in una parrocchia che conta 5mila fedeli”.
    Insieme alla comunità cattolica, si diffonde anche quella islamica: “Ci sono due motivi - continua Chin - per cui i musulmani crescono con maggiore rapidità. Da una parte fanno più figli, dall’altra molti membri del gruppo etnico Kazadan, che sono cattolici per l’influenza dei missionari del 19° secolo, si convertono per motivi politici”.
    In Malaysia la religione di Stato è l’islam, la libertà religiosa è garantita dalla Costituzione, anche se si sono verificate diverse violazioni di questo diritto. Infatti, afferma Chin, “molte persone sono portate a convertirsi all’islam” a causa della pressione sociale che viene fatta sui non musulmani, che sono considerati inferiori.
    Su una popolazione di 23 milioni di abitanti, in Malaysia il 60,4% sono musulmani e solo il 9,1% sono cristiani, in maggioranza cattolici. La grande maggioranza di questi vive nell’isola del Borneo, dove è situato lo Stato di Sabah.

    http://www.asianews.it/notizie-it/Cresce-la-Chiesa-cattolica-in-Malaysia,-nonostante-le-pressioni-islamiche-19208.html

  3. #23

  4. #24
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Infatti l'ateismo è proprio una 'malattia' o un 'trend' che colpisce più i "baby Boomers' ovvero quelli nati appena dopo la seconda guerra mondiale e hanno ora tra i 50 e i 60 anni.

    Loro furono anche i maggiori partecipanti ai momvimenti 'hippy' degli anni 60-70, non a caso.

    Le nuove generazioni (la cosidetta 'generazione X') sono relativemanete più religiose. Il problema delle nuove generazioni è che piuttosto che darsi al 'nuovo ateismo' più che altro partecipano al 'Cristianesimo Lite'.

    Lite (tratto foneticamente da 'light'= leggero) nel senso che 'credono in Cristo' ma allo stesso tempo sono vittime del relativismo secolarista che li porta a creare una 'religione fai-da-te'.

    Naturalmente c'è anche un certo risveglio per la religione più organizzata, soprattutto Cattolicesimo ed Evangelismo (almeno in America)
    Ultima modifica di Ismael; 10-09-2010 alle 14:24
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

  5. #25
    Iscritto L'avatar di Panzanella
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    Quello che può apparire un arretramento del mondo religioso di fronte all'assalto della scienza, qualcuno legge, alla rovescia, una rivincita dell'Assoluto e del Sacro su una scienza che nonostante i suoi successi, su molti fronti appare in fase di impasse o di aperta crisi, o comunque incapace di suscitare grandi speranze. Le innegabili conquiste della medicina, della genetica e delle biotecnologie, l'allungamento della vita media, i prodigi dell'informatica e delle telecomunicazioni non bastano a dissipare un senso complessivo di frustrazione. L'emergenza non ancora risolta dell'AIDS, il morbo della mucca pazza e l'influenza aviaria, la ricomparsa della TBC, lo sviluppo di ceppi di batteri resistenti agli antibiotici, i dubbi risultati della terapia genica, gli annunci miracolistici - poi puntualmente smentiti - di cure decisive contro il cancro, la colossale bufala della fusione fredda, gli scenari catastrofici del riscaldamento globale, i livelli insostenibili di inquinamento dell' aria nelle città, le incognite degli OGM: tutti questi elementi, e l'elenco potrebbe continuare, vanno a comporre un quadro di crescente sfiducia verso la scienza, usata (ingiustamente) come arma anticlericale e la tecnologia, che spiega il motivo per cui lo scontro tra scienza e religione vada discapito prima di tutto del mondo dell'anti-religione.
    Tuono di Voce, io sono convinto di una cosa: non è la scienza in sè a causare la perdita della visione cristiana del mondo e delle cose della vita, è la cultura materialista di una certa sinistra erede diretta del marxismo. Di scientifico questa cultura non ha un fico secco, è filosofia sociologica allo stato puro. Poi c'è anche un atteggiamento di comodo improntato al mercantilismo più gretto. Due atteggiamenti solo apparentemente antitetici, di fatto sono due "cazzate mentali", scusatemi questa espressione colorita, ma siamo tutti adulti vaccinati.
    Io sono perito chimico, un tecnologo, se così vogliamo dire, e dove riseiede tutta questa dicotomia insanabile tra fede e tecnologia, io devo ancora capirlo.
    Di fatto quella sinistra di tecnico non ha un bel niente, basta vedere l'elenco delle fesserie degli ecologisti, una sequela di boiate che non stanno nè in cielo nè in terra, che avrebbero una chance di funzionare solo se la natura fosse come il mondo patinato e naif del Mulino Bianco Barilla.
    Ed in quanto al mercantilismo estremo le cui truffe mentali sono il pane delle nuove generazioni................
    Per carità, non è la scienza e la tecnologia la nemica del cristianesimo, semmai è una pseudo-scienza da operetta sbandierata dagli "utili idioti" ormai in liquidazione.

  6. #26
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    Per carità, non è la scienza e la tecnologia la nemica del cristianesimo, semmai è una pseudo-scienza da operetta sbandierata dagli "utili idioti" ormai in liquidazione.
    Sono perfettamente d'accordo con te. Il problema è che loro sono bravi a saper mistificare la realtà.

  7. #27
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    TIMOR EST - “Troppi” seminaristi e una “raccolta di pietre”: le sfide del mese missionario

    Dili (Agenzia Fides) – Boom di vocazioni a Timor Est: nel piccolo paese asiatico a maggioranza cattolica, la Chiesa locale sorride per la crescita esponenziale di seminaristi, che va oltre le più rosee previsioni. Come riferito a Fides dalla Chiesa locale, il Seminario Maggiore di San Pietro e Paolo a Dili oggi contiene a fatica i 126 seminaristi che stanno completando il loro corso di studi e già si pensa a dover adeguare le strutture per dare a tutti i giovani spazi adeguati dove poter ascoltare le lezioni, studiare, condividere i pasti, fare ricreazione. Per questo le Pontificie Opere Missionarie, in particolare in Australia, hanno lanciato un progetto di sostegno nel mese missionario, per aiutare la crescita di nuovi sacerdoti, leader ecclesiali e missionari a Timor Est.
    Con il seminario che viaggia a gonfie vele, anche le ordinazioni sacerdotali sono fiorenti: 36 fra il 2006 e il 2008. La Chiesa a Timor Est è sempre stata un simbolo di coraggio, di forza e di speranza, e ricopre ancora oggi un ruolo fondamentale nella ricostruzione morale, civile e sociale di una nazione sconvolta da un conflitto che ha portato all’indipendenza dopo il referendum del 1999, e che ha dovuto costruire ex novo tutto il sistema e le strutture statali.
    Per questo la popolazione, composta per il 75% da giovani sotto i 30 anni, continua ad avere nella Chiesa cattolica un solido punto di riferimento e a un “porto sicuro” per la ricerca di identità. Come si vede fra i giovani che “fanno a gara” alla ricerca di pietre per le fondamenta di una nuova chiesa che sorgerà nel villaggio di Ossu, poco a Sud di Baucau. Nella parrocchia di Santa Teresina, che abbraccia un territorio con oltre 20mila fedeli, p. Tiago Soares da Costa, parroco locale da tre anni, ha visto crescere in modo esponenziale la partecipazione alla Santa Messa domenicale e alle attività pastorali: nella chiesetta attualmente esistente, entrano, però, solo 150 persone mentre, in occasione delle celebrazioni liturgiche, migliaia di fedeli si assiepano al di fuori dell’edificio, senza nemmeno che vi sia un adeguato impianto di amplificazione. Per questo P. Tiago ha iniziato la “raccolta di pietre” e di offerte per la costruzione di una nuova chiesa e i fedeli stanno rispondendo con entusiasmo all’iniziativa. P. Tiago continua la sua raccolta e riceve il sostegno dalle Pontificie Opere Missionarie dell’Australia, che hanno messo i progetti di aiuto a Timor Est fra quelli in evidenza nell’ottobre missionario.

    http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=34733&lan=ita

  8. #28
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    La Chiesa e le vocazioni crescono abbondanti anche in Guinea-Bissau.


    Cresce la Chiesa locale, crescono le vocazioni sacerdotali e cresce l'adesione della comunità cristiana verso la Chiesa e il catechismo.

    http://antiuaar.wordpress.com/2010/1...guinea-bissau/

  9. #29
    Nuovo iscritto L'avatar di Nicolaus
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    Impennata di vocazioni sacerdotali in Inghilterra e Galles.


    "Mentre la Chiesa e le vocazioni stanno aumentando velocemente nel resto del mondo, l’Europa occidentale rappresenta un’eccezione. Eppure sembra ci sia una ripresa [...]"

    http://antiuaar.wordpress.com/2010/1...erra-e-galles/
    † In Hoc Signo Vinces

  10. #30
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    E' notizia di oggi che in Italia i seminaristi sono diminuiti del 10,6% in 10 anni in Italia.


    http://blog.panorama.it/italia/2010/12/14/ok-noi-che-vogliamo-farci-preti-come-cambiano-i-seminari/

    Crisi delle vocazioni e scandali svuotano i seminari italiani. Dal 1998 al 2008 i seminaristi in Italia, religiosi e diocesani, sono diminuiti del 10,6 per cento, passando da 6.315 a 5.646, e sempre più sono gli stranieri.

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