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Discussione: Processioni organizzate dall’ICRSS a Roma a maggio e nella solennità dell’Immacolata

  1. #1
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    Processioni organizzate dall’ICRSS a Roma a maggio e nella solennità dell’Immacolata

    Dopo la straordinaria riuscita della processione mariana dell'Immacolata a via del Corso a Roma, che si è tenuta lo scorso 8 Dicembre dopo decine di anni, e che ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli, è con molto piacere che posso annunciare una seconda processione che si terrà in quella stessa via venerdì prossimo, 29 Maggio. Ad essa parteciperanno numerosi sacerdoti e religiosi provenienti da più parti d'Italia per la chiusura del mese mariano. Posto qui sotto la locandina di presentazione nella speranza che possano partecipare molti di voi (soprattutto quelli che abitano a Roma) per quello che sarà un grande evento religioso nel cuore della nostra Capitale.



    Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, Casa Beato Pio IX, Roma

    Priore: Can. Joseph Luzuy



    Parrocchia Santa Maria in Aquiro, Roma

    Parroco: P. Vincenzo Carucci C.R.S.



    Una fiaccolata con la Madonna



    Venerdì 29 maggio 2009


    per la chiusura del Mese Mariano



    Grande Processione aux flambeaux


    dalla Chiesa parrocchiale di Santa Maria in Aquiro in piazza Capranica, dove si venera la prima rappresentazione iconografica eseguita in Italia della B.V. di Lourdes, per la piazza Colonna e a seguire lungo la via del Corso, fino alla Chiesa dei SS. Nomi di Gesù e Maria dei Rev.di Padri Agostiniani Scalzi, dove da oltre sedici anni si celebra la Santa Messa secondo l’usus antiquior affidata all’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote

    Ore 19,30 Inizio del S.Rosario nella Chiesa di Santa Maria in Aquiro

    Ore 20,00 Partenza della Processione da piazza Capranica

    Ore 21,00 Arrivo della Processione nella Chiesa dei SS. Nomi di Gesù e Maria dei PP. Agostiniani Scalzi(via del Corso, 45)



    In cammino con la Madonna Immacolata,


    venite a pregare la Nostra Madre del Cielo, ad offrire le vostre intenzioni,


    venite a pregare per il Papa, per le vocazioni,


    venite a cantare l’Immacolata!





    Info: Casa Beato Pio IX • Via Aurelia, 565, 00165 ROMA


    Tel/fax 06.6624922 • 06.66481244 • roma@icrsp.org
    Ultima modifica di Traditio Romana; 26-05-2009 alle 00:38

  2. #2
    CierRino d'oro L'avatar di ITER PARA TUTUM
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    Mi congratulo.
    Ogni buona tradizione popolare che viene ripresa, o anche costruita ex novo, è una vittoria.
    Spero e prego che la partecipazione sia buona.

  3. #3
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da ITER PARA TUTUM Visualizza Messaggio
    Mi congratulo.
    Ogni buona tradizione popolare che viene ripresa, o anche costruita ex novo, è una vittoria.
    Spero e prego che la partecipazione sia buona.
    Hai ragione...mi sembra una bella cosa concludere il mese di maggio con una processione mariana....

  5. #5
    Partecipante a CR L'avatar di Hernestus
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    Credo meriti qualche notazione il significato anche civile che questo evento riveste.
    L’area del Tridente, lungo il cui asse – la via del Corso – si svolgerà la processione, è tra quelle del Centro Storico romano maggiormente degradate (e a maggior rischio di ulteriore degrado, anzi devastazione, grazie anche alle potenzialità operative profilate dalla recente legge per “Roma Capitale”) dalla globalizzazione e dal neoliberismo, che ne hanno stracciato il tessuto sociale ed economico (espellendone i ceti meno abbienti e le categorie artigianali, e cancellandone le botteghe di vicinato) e sconvolto l’assetto urbanistico, per ridurla a spazio commerciale generalizzato e a territorio di saccheggio per la speculazione (giunta a concepire l’inconcepibile come il criminale progetto, poi fortunosamente arrestato, di sventramento del Pincio per realizzarvi un parcheggio multipiano), e secolarizzarne sempre di più il volto e l’anima.
    Emblematiche, a quest’ultimo riguardo, possono considerarsi la cacciata “dietro le quinte” del prospetto di Ripetta delle facciate di San Rocco e di San Girolamo, operata dalla nuova, invereconda teca dell’Ara Pacis, e la chiusura, la cancellazione dalla realtà locale, con un colpo di mano legislativo (regionale) che la strenua battaglia del personale e di Italia Nostra non è purtroppo valsa a contrastare, dell’Ospedale San Giacomo, “funzione” di grande valore simbolico per la cristianità perché testimonianza storica della carità della Chiesa romana, “Luogo Sacro Camilliano” e memoria delle “lezioni” di assistenza agli infermi di San Filippo Neri.
    Ma, al di là degli emblemi, è tutto l’odierno assetto funzionale dell’area ad escludere la dimensione del sacro dagli orizzonti della vita che vi svolge, per confinarla nei recessi del “privato” e consentirne l’esperienza sociale unicamente nel chiuso delle chiese.
    Senza dubbio si tratta di un fenomeno ormai diffuso ovunque, e tutt’altro che peculiare del Tridente, ma altrettanto indubbio è che qui esso risulta eclatante perché determina un radicale stravolgimento dell’identità storico-urbanistica del luogo, strettamente informata ad una concezione del sacro come fonte, alimento e culmine della vita individuale e sociale (si pensi solo al numero e alla dislocazione delle chiese) e ad una concezione della città come comunità e come ambiente pensato e strutturato per lo sviluppo della vita umana in tutte le sue dimensioni.
    Pertanto, questa processione mariana lungo il Corso non può non rappresentare anche una significativa testimonianza civile di fruizione del Centro Storico romano nel rispetto della sua identità, della sua storia, della sua dignità di opera straordinaria ed unica al mondo della fede, della speranza, dell’ingegno delle generazioni che lungo i secoli vi si sono avvicendate.
    E non può non suonare anche di rivendica ai cittadini, e agli ospiti di Roma, del diritto a vivere la città storica come comproprietari, non come anonima massa produttrice e consumatrice ammessa (e costretta) a praticarla nella sola misura e nei soli modi imposti dalle logiche del mercato globale, a poter ricercare insieme nei suoi spazi e nelle sue prospettive una risposta ai propri bisogni di verità e di bellezza, a potervi esprimere e testimoniare ciò che di più alto e di profondo sentono.
    Potrà certo darsi che simili significati esulino, in maggiore o minor misura, dalle consapevoli intenzioni di coloro alla cui sollecitudine pastorale si deve ono l’ideazione e la promozione dell’evento, ma che oggettivamente vi siano non pare negabile: del resto, un maius come un’azione di culto non può non contenere tutti i minus che i significati secondari oggettivamente implicati dalla sua portata concreta rappresentano, e tutto ciò che vale AMDG vale sempre, in primo luogo, ad hominis bonum.
    Ultima modifica di Hernestus; 27-05-2009 alle 21:08 Motivo: correzione ortografica

  6. #6
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Voce mea
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    Citazione Originariamente Scritto da Hernestus Visualizza Messaggio
    Credo meriti qualche notazione il significato anche civile che questo evento riveste.
    L’area del Tridente, lungo il cui asse – la via del Corso – si svolgerà la processione, è tra quelle del Centro Storico romano maggiormente degradate (e a maggior rischio di ulteriore degrado, anzi devastazione, grazie anche alle potenzialità operative profilate dalla recente legge per “Roma Capitale”) dalla globalizzazione e dal neoliberismo, che ne hanno stracciato il tessuto sociale ed economico (espellendone i ceti meno abbienti e le categorie artigianali, e cancellandone le botteghe di vicinato) e sconvolto l’assetto urbanistico, per ridurla a spazio commerciale generalizzato e a territorio di saccheggio per la speculazione (giunta a concepire l’inconcepibile come il criminale progetto, poi fortunosamente arrestato, di sventramento del Pincio per realizzarvi un parcheggio multipiano), e secolarizzarne sempre di più il volto e l’anima.
    Emblematiche, a quest’ultimo riguardo, possono considerarsi la cacciata “dietro le quinte” del prospetto di Ripetta delle facciate di San Rocco e di San Girolamo, operata dalla nuova, invereconda teca dell’Ara Pacis, e la chiusura, la cancellazione dalla realtà locale, con un colpo di mano legislativo (regionale) che la strenua battaglia del personale e di Italia Nostra non è purtroppo valsa a contrastare, dell’Ospedale San Giacomo, “funzione” di grande valore simbolico per la cristianità perché testimonianza storica della carità della Chiesa romana, “Luogo Sacro Camilliano” e memoria delle “lezioni” di assistenza agli infermi di San Filippo Neri.
    Ma, al di là degli emblemi, è tutto l’odierno assetto funzionale dell’area ad escludere la dimensione del sacro dagli orizzonti della vita che vi svolge, per confinarla nei recessi del “privato” e consentirne l’esperienza sociale unicamente nel chiuso delle chiese.
    Senza dubbio si tratta di un fenomeno ormai diffuso ovunque, e tutt’altro che peculiare del Tridente, ma altrettanto indubbio è che qui esso risulta eclatante perché determina un radicale stravolgimento dell’identità storico-urbanistica del luogo, strettamente informata ad una concezione del sacro come fonte, alimento e culmine della vita individuale e sociale (si pensi solo al numero e alla dislocazione delle chiese) e ad una concezione della città come comunità e come ambiente pensato e strutturato per lo sviluppo della vita umana in tutte le sue dimensioni.
    Pertanto, questa processione mariana lungo il Corso non può non rappresentare anche una significativa testimonianza civile di fruizione del Centro Storico romano nel rispetto della sua identità, della sua storia, della sua dignità di opera straordinaria ed unica al mondo della fede, della speranza, dell’ingegno delle generazioni che lungo i secoli vi si sono avvicendate.
    E non può non suonare anche di rivendica ai cittadini, e agli ospiti di Roma, del diritto a vivere la città storica come comproprietari, non come anonima massa produttrice e consumatrice ammessa (e costretta) a praticarla nella sola misura e nei soli modi imposti dalle logiche del mercato globale, a poter ricercare insieme nei suoi spazi e nelle sue prospettive una risposta ai propri bisogni di verità e di bellezza, a potervi esprimere e testimoniare ciò che di più alto e di profondo sentono.
    Potrà certo darsi che simili significati esulino, in maggiore o minor misura, dalle consapevoli intenzioni di coloro alla cui sollecitudine pastorale si deve ono l’ideazione e la promozione dell’evento, ma che oggettivamente vi siano non pare negabile: del resto, un maius come un’azione di culto non può non contenere tutti i minus che i significati secondari oggettivamente implicati dalla sua portata concreta rappresentano, e tutto ciò che vale AMDG vale sempre, in primo luogo, ad hominis bonum.
    Ben detto!
    Speriamo che l'evento sia partecipato.
    Poi sarebbe bello ci diceste, voi romani, com'è andata (e magari cosa si è cantato durante la processione).

  7. #7
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    La processione di venerdi scorso è andata molto bene: è stata presieduta da Mons. Wach, priore generale dell'Istituto di Cristo Re, e ha visto la partecipazione dei seminaristi del primo anno di Gricigliano, di alcuni sacerdoti diocesani sardi, di altri religiosi e religiose e di qualche centinaia di fedeli. Dopo il rosario recitato da padre Vincenzo Carrucci nella Chiesa di Santa Maria in Aquiro, la processione si è snodata per le vie del centro passando per piazza Montecitorio, piazza Colonna, via del Corso fino alla chiesa di Gesù e Maria, dove c'è stata l'adorazione e la benedizione eucaristica.

    Posto alcune foto di questo bellissimo evento mariano:

















  8. #8
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    8 dicembre 2010

    Grazie sempre all’impegno del Priorato di Roma dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, e alla generosa ccllaborazione della Rettoria della Basilica di Santa Maria sopra Minerva, si rinnova anche quest’anno la

    Processione aux flambeaux
    in onore della Beata Vergine Immacolata
    lungo la via del Corso

    h 19.15: partenza dalla Chiesa dei Ss. Nomi di Gesù e Maria
    h 20,15: arrivo alla Basilica di S. Maria sopra Minerva
    Benedizione Eucaristica
    conclusione

    Non serve sottolineare ancora quanto sia significativa, preziosa, questa umile testimonianza di fede e di speranza lungo il mezzo miglio più calpestato del centro storico romano, al cospetto dei palazzi del potere.

  9. #9
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    E’ stata splendida, come spero documenteranno le immagini di JP Sonnen e di Traditio.
    Incredibile come ogni anno che passa riesca ad essere sempre più un’esperienza unica: credetemi!
    Di certo, è una testimonianza della potenza dell’umiltà e della dedizione al proprio ministero, perché appunto solo all’umile, umilissima (tanto da far pensare che a Gricigliano l’umiltà sia oggetto di uno specifico, e durissimo corso di insegnamento) dedizione al proprio ministero di un giovane sacerdote non romano, e nemmeno italiano, ma francese (!), essa si deve.

  10. #10
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    E’ stata splendida, come spero documenteranno le immagini di JP Sonnen e di Traditio.
    Incredibile come ogni anno che passa riesca ad essere sempre più un’esperienza unica: credetemi!
    Di certo, è una testimonianza della potenza dell’umiltà e della dedizione al proprio ministero, perché appunto solo all’umile, umilissima (tanto da far pensare che a Gricigliano l’umiltà sia oggetto di uno specifico, e durissimo corso di insegnamento) dedizione al proprio ministero di un giovane sacerdote non romano, e nemmeno italiano, ma francese (!), essa si deve.

    Ben detto!
    Non vedo l'ora di vedere le foto!

    M. Ph.

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