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Discussione: La scomunica ai comunisti è sempre valida?

  1. #41
    Iscritto L'avatar di Enea Silvio Piccolomini
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    Citazione Originariamente Scritto da paololos Visualizza Messaggio
    Se legge il giornale comunista solo una volta NO, se continua sì.
    La prendo come una battuta ironica come anche questa stessa discussione.
    La scomunica ai comunisti non è mai decaduta. Ovvio che nei tempi attuali sia necessario un tipo di discernimento in materia del tutto differente rispetto a quaranta o cinquant'anni fa. Sicuramente la scomunica è ancora effettiva per chi, comunista, è anticlericale e osteggia apertamente la Chiesa.
    Quanto alle letture di quotidiani comunisti, mi pare si rasenti il ridicolo. L'Indice dei libri proibiti è stato eliminato da un pezzo e non credo che l'anima di un buon cattolico raziocinante possa rimanere turbato da certe letture. In questo caso, come in molti altri, vige sicuramente il principio della prudenza e della cautela ma il confronto si alimenta solamente coll'apprendimento e la comprensione anche di punti di vista non coincidenti coi propri.
    Conticuere omnes intentique ora tenebant
    inde toro pater Aeneas sic orsus ab alto:
    "Infandum, regina, iubes renovare dolorem,
    Troianas ut opes et lamentabile regnum
    eruerint Danai quaeque ipsae miserrima vidi".
    (Aeneis, II, vv. 1-5)
    :esp:

  2. #42
    Gran CierRino
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    Assolutamente no. A parte che quel decreto è stato reso non operativo, altrimenti avrebbero dovuto scomunicare mezza Italia, credo si riferisse a chi facesse politica comunista attiva in quell'epoca. Oggi comunque un cattolico può votare od essere iscritto a rifondazione, ciò non comporterà alcuna scominica. E poi l'Unità non è comunista, è il giornale del PD.

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da donato Visualizza Messaggio
    Oggi comunque un cattolico può votare od essere iscritto a rifondazione, ciò non comporterà alcuna scominica.
    Su questo non sono del tutto convinto. O meglio sicuramente non incorre nella sanzione canonica ma la sua coscienza dovrebbe tenere in considerazione la sua appartenenza ad un partito che ha appoggiato (e appoggia?) posizione prettamente anticlericali.
    Inoltre l'orientamento attuale della Chiesa stessa, attraverso i pronunciamenti dei Suoi Pastori, mi sembra proprio da una parte quella di scindere nella vita politica l'essere cattolico all'appartenenza a partiti politici creati ad hoc ma dall'altra di rendere più coerente possibile l'essere cattolico nel mondo e, conseguentemente, nell'operato politico.
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  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da Caorloto Visualizza Messaggio
    A parte la scomunica, che effettivamente sembra cosa d'altri tempi in questi temi, il guaio a mio riguardo è che molto spesso vi sono persone (che arrivano alla ribalta del mondo politico) che si ergono a modelli di cattolicesimo e proprio in virtù di questa auto-qualifica si permettono di indicare al Santo Padre cosa deve o non deve fare (v. Rosi Bindi).
    Hai perfettamente centrato il punto, a mio avviso. Il problema non è l'appartenenza a quello o a tal altro partito (a meno che non sia dichiaratamente anticlericale e qui la soluzione è molto più chiara). Sono molto più pericolosi quei cattolici, che, nonostante si professino tali, non riescono ad essere razionalmente docili agli insegnamenti di Santa Madre Chiesa e non si preoccupano di perseguire con coerenza nella propria vita privata i Suoi dettami. L'uomo politico ha poi un dovere in più: quello di applicare pubblicamente i princìpi che professa privatamente, senza timore, eventualmente, di contestare ciò che va contro la sua coscienza.
    Ma capisco che parlo di un'utopia .
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  5. #45
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Claudine
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    Sono molto più pericolosi quei cattolici, che, nonostante si professino tali, non riescono ad essere razionalmente docili agli insegnamenti di Santa Madre Chiesa e non si preoccupano di perseguire con coerenza nella propria vita privata i Suoi dettami. L'uomo politico ha poi un dovere in più: quello di applicare pubblicamente i princìpi che professa privatamente, senza timore, eventualmente, di contestare ciò che va contro la sua coscienza.
    In questi giorni è un argomento che mi tocca moltissimo. Un mio affine, consigliere comunale di una piccola città ha effettuato un cambio di partito verso sinistra, eppure continua a clamare il fatto di essere un perfetto cattolico. Già questo mi disturba ma se gli si chiede come fa a conciliare allora con le proposte legislative del suo nuovo partito ti risponde che non c'entrano chiesa e politica!

  6. #46
    Gran CierRino
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    Citazione Originariamente Scritto da Miletto Visualizza Messaggio
    Il "partito dei Cattolici", che dovrebbe essere l'UdC, già ha come presidente un divorziato e risposato. Il che (e lo dice il Catechismo, non Miletto), significa che è un "peccatore pubblico".. Sono anch'io peccatore e quindi non condanno la persona, e ovviamente è libero di fare quello che vuole, ma francamente mi irrita che costui si consideri la roccia dei Cattolici in politica (che poi giustamente magari votano PdL dove almeno c'è gente come Formigoni o Maurizio Lupi (o un pò meno giusto ancora PD)) e che si comporti come se loro fossero i "veri" Cattolici.. Almeno un pò di coerenza "pubblica" non guasterebbe..

    M.
    Ti ricordo che anche il capo del PDL è divorziato e risposato; il presidente della camera Gianfranco Fini è separato ed ora convive con una ex valletta da cui ha avuto un figlio. Il senatur poi, anch'egli è divorziato e risposato. Che coerenza eh?

  7. #47
    Iscritto L'avatar di Enea Silvio Piccolomini
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    Citazione Originariamente Scritto da Miletto Visualizza Messaggio
    Il "partito dei Cattolici", che dovrebbe essere l'UdC, già ha come presidente un divorziato e risposato.
    Ma c'è pure di peggio: c'è chi nonostante sia cattolico praticante, nel momento in cui indossa la veste politica, crede di poter fare a meno del proprio Credo e approva o promuove leggi contrarie ai dettami della Chiesa. Tutto sommato, mi brucia di più l'incoerenza pubblica che quella privata.
    Detto ciò rimaniamo in tema e parliamo pure del momento storico della scomunica ai comunisti.
    Vorrei precisare peraltro che il decreto che la Congregazione del Sant'Uffizio pubblicò e Pio xii approvò il primo luglio 1949 non è propriamente una scomunica ma una dichiarazione ufficiale che i cristiani che professano, difendono e propagano la dottrina comunista sono considerati apostati e ipso facto si trovano in situazione di scomunica.
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  8. #48
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    a quando la scomunica per i nazisti e i fascisti?

  9. #49
    Senatore del Forum Metafisica L'avatar di Marcus2007
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    Allora dovrei essere scomunicato, perchè ho letto spessissimo giornali quali il Manifesto, studiato Marx, e letto "Il Capitale", anche se non appoggio la dottrina morale comunista?

    Questa è una delle più belle barzellette che abbia mai sentito.

  10. #50
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    c era la scomunica per i comunisti ad opera del cardinale ottaviani....

    sento parlare di fascismo...non c entra nulla....il fascismo è perfettamente conciliabile col cattolicesimo.
    Per la precisione lo è nel regime franchista spagnolo.Lo stesso ottaviani affermava che quello è l esempio di stato confessionale da seguire.

    Ora tuttavia quella scomunica è carta straccia....il concilio vaticano si è addirittura rifiutato di condannarlo il comunismo....oltre al fatto che il catto-comunismo dilaga.

    Sarei d accordo alla scomunica dei comunisti solo e solo se la chiesa ammette che nessun partito liberale,liberista e democratico,qualsiasi esso sia(psi,dc,forza italia,an,udc,radicali,pd etc)è del tutto inconciliabile col cattolicesimo integrale e quindi chi ne fa parte automaticamente scomunicato...
    Se si compiesse un atto di estrema(in tutti i sensi) coerenza come questo allora sarei d accordo con la scomunica ai comunisti.

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