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Discussione: Stemmi dei Vescovi e delle Diocesi

  1. #4061
    Iscritto L'avatar di Doctor Subtilis
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    Non c'è di che, caro Laudato.... Comunque una cosa la devo dire...lo stemma del cardinale Kutwa e pressoché identico a quello di mons. Elio Tinti...
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  2. #4062
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    Comunque una cosa la devo dire...lo stemma del cardinale Kutwa e pressoché identico a quello di mons. Elio Tinti...
    In effetti è vero: differiscono soltanto per il bordo dorato dello scudo, per la differente quantità di raggi e per il nomen sacrum lievemente scritto in maniera diversa.
    «Famiglia, via di santità, sei segno dell’amore;
    tu doni la speranza, la gioia. Alleluia».




  3. #4063
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    Non credo che sia un problema né da parte nostra né tua, semplicemente il tuo termine "impersonale", può essere percepito in tanti modi, a seconda della psicologia di ciascuno, quindi ad esempio può significare "di chi non ha personalità", in questo caso nella scelta dello stemma, e quindi di una personalità irrilevante, di poco conto, "insignificante" appunto. Poi può significare non legato alla propria vita, alla propria esperienza personale o alle proprie origini. Inoltre può significare "standard", cioè che non esprime alcuna devozione, legame, orientamento verso Dio oppure la Madonna o i Santi. Spero che possa bastarti come spiegazione.
    L'ermeneutica di un termine va letta nel contesto della frase. Nella mia frase era chiaramente un aggettivo di stemma, tu, invece, lo fai diventare aggettivo di "cardinale".

    Il termine impersonale indica:
    1. Cosa indefinibile mediante i caratteri e i criteri distintivi della personalità.
    Privo di riferimenti a una determinata persona.
    2. Mancante dell'impronta di originalità conferita dall'esperienza individuale e soggettiva.

    Sono queste le accezioni del termine che non contempla le altre due che tu hai riportato, ovvero "di chi non ha personalità" e "standard".
    Nel primo caso tu mi fai spostare l'aggettivo da stemma a cardinale e io non solo non l'ho fatto ma non lo farei mai, dato che non conosco affatto il succitato prelato.
    La seconda accezione che hai dato, poi, ossia standard, è totalmente priva di qualunque afferenza linguistica ed ermeneutica con il termine impersonale, perché standard significa uniformato, tipico, modello. Non ha affatto il significato che gli dai tu di una cosa che non esprime niente, anzi una cosa standard esprime proprio il modello generale di un concetto, tanto da portesi applicare in maniera indistinta a tutte le realtà che hanno a che fare con quell'oggetto.

    In sostanza il termine "impersonale" ha proprio l'accezione opposta a quelle da te proposte, perché significa che non dice proprio nulla del cardinale, né in bene né in male, dato che è un simbolo applicabile in maniera indistinta a qualunque cristiano, dall'ultimo battezzato al Papa, e considerando anche la totale mancanza di attinenza con il motto, che, anche se non l'unico caso di motto fuori contesto, in questo caso sarebbe stato assai utile per l'ermeneutica dello stemma.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  4. #4064
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Non c'è di che, caro Laudato.... Comunque una cosa la devo dire...lo stemma del cardinale Kutwa e pressoché identico a quello di mons. Elio Tinti...
    Nel caso di Elio Tinti, ad esempio, il motto esplicava la scelta dello stemma: Omnia in Christo. La logica è chiara: "ogni cosa in Cristo, quindi non è necessario aggiungere altro"; ha più senso così una scelta del genere.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  5. #4065
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    Nel caso di Elio Tinti, ad esempio, il motto esplicava la scelta dello stemma: Omnia in Christo. La logica è chiara: "ogni cosa in Cristo, quindi non è necessario aggiungere altro"; ha più senso così una scelta del genere.
    Sì, in questo era facilmente intuibile il legame tra lo stemma e il motto, però rimane comunque curiosa ed interessante la somiglianza tra i 2 stemmi sia nella forma sia nel simbolo scelto da entrambi.
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  6. #4066
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    Citazione Originariamente Scritto da Abbas S:Flaviae Visualizza Messaggio
    L'ermeneutica di un termine va letta nel contesto della frase. Nella mia frase era chiaramente un aggettivo di stemma, tu, invece, lo fai diventare aggettivo di "cardinale".

    Il termine impersonale indica:
    1. Cosa indefinibile mediante i caratteri e i criteri distintivi della personalità.
    Privo di riferimenti a una determinata persona.
    2. Mancante dell'impronta di originalità conferita dall'esperienza individuale e soggettiva.

    Sono queste le accezioni del termine che non contempla le altre due che tu hai riportato, ovvero "di chi non ha personalità" e "standard".
    Nel primo caso tu mi fai spostare l'aggettivo da stemma a cardinale e io non solo non l'ho fatto ma non lo farei mai, dato che non conosco affatto il succitato prelato.
    La seconda accezione che hai dato, poi, ossia standard, è totalmente priva di qualunque afferenza linguistica ed ermeneutica con il termine impersonale, perché standard significa uniformato, tipico, modello. Non ha affatto il significato che gli dai tu di una cosa che non esprime niente, anzi una cosa standard esprime proprio il modello generale di un concetto, tanto da portesi applicare in maniera indistinta a tutte le realtà che hanno a che fare con quell'oggetto.

    In sostanza il termine "impersonale" ha proprio l'accezione opposta a quelle da te proposte, perché significa che non dice proprio nulla del cardinale, né in bene né in male, dato che è un simbolo applicabile in maniera indistinta a qualunque cristiano, dall'ultimo battezzato al Papa, e considerando anche la totale mancanza di attinenza con il motto, che, anche se non l'unico caso di motto fuori contesto, in questo caso sarebbe stato assai utile per l'ermeneutica dello stemma.
    Caro Abbas, ti invito a leggere attentamente quello che io ho scritto e cioè che il termine "impersonale" che tu hai utilizzato, così come tutti i termini che esistono, non vanno letti solo secondo le definizioni del dizionario della lingua italiana, ma soprattutto secondo la percezione psicologica di ciascuno, perché alla fin fine le vere definizioni siamo noi a fornirle, anzi quelle presenti nel vocabolario derivano proprio da un sentire comune, da una percezione e definizione delle cose che accomuna un certo popolo. Ovviamente con questo non voglio sovvertire la lingua italiana, ma anzi voglio andare all'essenza delle parole e del loro significato.
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  7. #4067
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    Intervengo sommessamente, visto che l'araldica non è mio diretto campo di conoscenza (non che altro invece mi riesca meglio ) per fare notare che Abbas non ha assolutamente detto una cosa scorretta nè dal punto di vista psicologico, né della lingua italiana, né soprattutto della scienza araldica.

    Invito tutti noi a capire cosa sia e a cosa serva uno stemma, e cioè un insieme di simboli o immagini che servono per descrivermi/presentarmi/identificarmi univocamente. Se io pubblico un paio di stemmi qui, senza scrivere a chi appartengano, subito si riconosce di chi siano. E qui ancora non sto parlando del livello emozionale, della bellezza o a maggior ragione della correttezza araldica dello stemma. Uno stemma, per essere efficace, deve parlare della persona, o quantomeno indicarla, ripeto, univocamente. Di qui, tutte le analisi che arricchiscono questa discussione sui simboli usati, sulla loro disposizione, sulla forma e sul colore dello scudo ecc.

    Uno stemma significativo, bello, emozionale come lo stemma in oggetto è, concordo, ricco di significato: dovremmo ricordarci tutti che "nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi", o che "nel suo nome siamo salvati", ma quanto di questo descrive univocamente il Cardinale Kutwa? Lo stesso stemma, per dire, definisce univocamente il Papa regnante (al di là ovviamente degli elementi propri del pontificato come le chiavi). Sappiamo che il Papa è un gesuita, devoto a San Giuseppe (il nardo) e alla Madonna, e come motto ha scelto una frase delle omelie di San Beda Venerabile. Ecco, magari uno stemma del genere è brutto, scorretto dal punto di vista araldico, disposto male, ma è univoco (E lo stemma del Papa non è niente di tutto ciò, sto parlando in generale).

    Penso allo stemma del Card. Bartolucci: l'arpa, il giglio fiorentino, la stella ad 8 punte. Come motto "Psallam tibi Deo meo". Qualcuno potrà mai pensare un destinatario diverso per questo stemma? E lo ribadisco, qui non si sta parlando ancora di correttezza dello stemma, di bellezza o di bruttezza, di efficacia, di significatività.

    Conclusione del tema: concordo con Doctor Subtilis per quanto riguarda l'attenzione di chi scrive nel farsi "interpretare". Ma la base di partenza della discussione deve essere, anche in questo caso, unica. Altrimenti non ci comprenderemo mai, nemmeno se avessimo la stessa psicologia.
    Ultima modifica di SantoSubito; 13-05-2022 alle 07:43
    Crediamo in un solo Dio, non in un Dio solo!

  8. #4068
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Caro Abbas, ti invito a leggere attentamente quello che io ho scritto e cioè che il termine "impersonale" che tu hai utilizzato, così come tutti i termini che esistono, non vanno letti solo secondo le definizioni del dizionario della lingua italiana, ma soprattutto secondo la percezione psicologica di ciascuno, perché alla fin fine le vere definizioni siamo noi a fornirle, anzi quelle presenti nel vocabolario derivano proprio da un sentire comune, da una percezione e definizione delle cose che accomuna un certo popolo. Ovviamente con questo non voglio sovvertire la lingua italiana, ma anzi voglio andare all'essenza delle parole e del loro significato.
    No, non è affatto così, mi spiace, se la lingua si interpretasse "secondo la percezione psicologica di ciascuno" non esisterebbe il linguaggio, che è proprio la codificazione di un bagaglio culturale comune, fatta in modo tale che, parlando o scrivendo, tutti intenda ciò che si dice.
    E' possibile che, nell'ambito di codificazioni linguistico-culturali differenti, una medesima parola abbia significato diverso, ma quello è un altro discorso. Ad esempio il verbo muoversi se rapportato alla lingua siciliana non significa muoversi ma rimanere in un luogo (a.d. "tu moviti intra - tu rimani a casa"), quindi l'opposto di ciò che significa in italiano. In quel caso il fraintendimento, che nasce da una differente cultura, si supera ricordandosi che siamo in un sistema linguistico differente.
    Ciò che tu chiami "percezione psicologica di ciascuno" ha un nome preciso in italiano, che è fraintendimento, che può nascere da tre motivazioni: o chi parla ha utilizzato un termine troppo generico; o chi ascolta non ha sufficienti conoscenze per interpretare il significato del termine; o gli interlocutori stanno su due piani culturali diversi.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  9. #4069
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
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    Non c'è di che, caro Laudato.... Comunque una cosa la devo dire...lo stemma del cardinale Kutwa e pressoché identico a quello di mons. Elio Tinti...
    Lo stemma del caro Mons. Elio Tinti, Vescovo emerito di Carpi, è un chiaro riferimento a San Bernardino da Siena, patrono di Carpi.
    Virtus ex Alto

  10. #4070
    Cronista di CR L'avatar di Carpense
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    Vorrei anche aggiungere che se ti sembra impersonale questo stemma ti invito a vedere quelli del cardinale Tolentino Mendonça e del cardinale Giacomo Biffi....vedi tu
    Lo stemma del Cardinale Giacomo Biffi riprende un ben noto simbolo scolpito nel duomo di Milano e riveste un preciso significato cristologico.
    Virtus ex Alto

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