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Discussione: La Sagrestia della sezione «Liturgie papali»

  1. #5921
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di SantoSubito
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    Sì, ha la cotta (com’è corretto che sia quando s’indossa il piviale).
    No, il Vescovo che assiste indossa il camice, cfr. CE 176.

    Comunque siamo off topic qui.
    Crediamo in un solo Dio, non in un Dio solo!

  2. #5922
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    Ah Laudà, mi cadi proprio su queste cose così semplici? Da un paladino delle rubriche come te non me lo sarei mai aspettato.
    Tota pulchra es, Maria,
    et macula originalis non est in te

  3. #5923
    CierRino L'avatar di Proculus Ianuarius
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    Ah Laudà, mi cadi proprio su queste cose così semplici? Da un paladino delle rubriche come te non me lo sarei mai aspettato.
    È buon segno. Benvenuto nel regno delle rubriche casual ahahahah
    Fedele al Papa!

  4. #5924
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Ah Laudà, mi cadi proprio su queste cose così semplici? Da un paladino delle rubriche come te non me lo sarei mai aspettato.
    Citazione Originariamente Scritto da Proculus Ianuarius Visualizza Messaggio
    È buon segno. Benvenuto nel regno delle rubriche casual ahahahah
    Eh, lo sapevo che non avrei dovuto rispondere senza andare a controllare prima … avevo detto «ma sì, sarà certamente così!», evidentemente avendo troppa stima della mia memoria . Ma m’avete strappato un grandissimo sorriso!
    Ultima modifica di Laudato Si’; 05-09-2022 alle 14:11
    «Originális mácula cuncta respérsit sæcula;
    sola post Natum vítiis numquam contácta díceris».




  5. #5925
    CierRino L'avatar di Verbum Domini
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    ^^^

    Sarà umano anche lui evidentemente:
    Ultima modifica di Verbum Domini; 05-09-2022 alle 15:35 Motivo: dai, facciamo i buoni!
    Tota Pulchra es Maria et macula originalis non est in te!

  6. #5926
    CierRino L'avatar di Verbum Domini
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    X Regio, settembre 2022 - Mitra cardinalizia della pigna “Torontina" in forma di VIII Moderna. Damasco di pura seta bianco avorio con disegno piazzato, damasco di pura seta rubeo con disegno piazzato e shantung di pura seta. Circulus interno in vera pelle.

    In vari periodi correlati alle creazioni cardinalizie del Santo Padre Giovanni Paolo II, le nuove mitre "della pigna" di confezione decimata sostituirono, a partire dal 2000, le vecchie e gloriose mitre cardinalizie rimaste ancora alla foggia preconciliare. Furono confezionate 300 mitre di cui 299 consegnate all'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice; la trecentesima è custodita per documentazione nell'archivio storico di X Regio. La penultima consegna si situa nel marzo 2006 (25 mitre) e l'ultima nell’agosto 2007 (35 mitre).

    A causa della recente siccità sono riemersi dalla gronda lagunare interi settori degli sterminati archivi decimiani che ormai si credevano perduti. A tali remote collezioni di immagini si riferiscono queste storiche sette risalenti ai primi mesi del 2000 che mostrano M. Michael Bitter delle Soieries TBM di Saint-Symphorien-de-Lay, insieme ai suoi tecnici, alle prese con la rielaborazione grafica del disegno della pigna. Si noti l’antico damasco originale, fornito dall’Ufficio Celebrazioni Liturgiche, versato in una serie di copie fotostatiche poi rielaborate dai giganteschi ordinateurs di quegli anni la cui estetica è simile ai futuribili marchingegni di Star Trek primo periodo.

    Il lavoro – iniziato alle Soieries TBM di Saint-Symphorien-de-Lay, Comune situato nel dipartimento della Loira della regione dell'Alvernia-Rodano-Alpi – che ha curato la grafica digitale dei nuovi disegni della pigna, è poi continuato con l'indimenticabile Don Antonio De Negri dell'Antico Opificio Serico di San Leucio di Caserta che ha creato un tessuto in pura seta in armatura gabardine a disegni piazzati. A tal proposito si informa che la dicitura “damasco” viene usata solo in ossequio alla storica definizione dacché l’antico disegno della pigna era effettivamente un damasco, come quello delle successive che hanno rimpiazzato le decimiane ai tempi della damnatio memoriae. In realtà le Seterie di San Leucio strutturarono una doppia armatura di gabardine e raso atta ad evidenziare potentemente il disegno sul fondo, espediente che conferisce eccezionale risalto all’immagine della pigna; proprietà che né le antiche né le nuovissime possiedono. Il contrasto tra disegno e fondo è ben evidenziato dalla doppia illuminazione di alcune immagini didime in cui la differente illuminazione, zenitale o angolare, rende la pigna in positivo o negativo, oltre a evidenziarne in massimo grado il rilievo.

    Questa doppia armatura si sostanzia poi in una certa rigidità del tessuto in piegatura di trama (mentre in ordito è morbidissimo) come si più rilevare da un’immagine del solo tessuto bianco coi disegni piazzati il cui “gonfiore” è dovuto appunto a questa sostenutezza tecnica.
    A parte l'altezza relativa delle mitre il dato più evidente di contrasto con le precedenti è costituito nell'utilizzo, in luogo della frangia rossa al termine delle infule, di due piccoli disegni piazzati composti a modo di formella in damasco rosso che ricalcano precisamente l'antico disegno in uso nel precedente periodo. Le mitre cardinalizie decimiane sintetizzano dunque i due disegni, quello preconciliare e quello di nuova creazione.

    Il periodo deuteromariniano di Benedetto XVI fu caratterizzato da un imponente riflusso di femminino sacro nell’estetica liturgica.
    Abbandonata la quadrata e virile estetica decimiana, così consona a Giovanni Paolo II, furono dischiusi i bauli e se ne trassero i vecchi merletti (insieme ad adeguate dosi di arsenico), quelli rievocati il 9 giugno scorso con fauste espressioni dalla Santità di Nostro Signore all’udienza nella Sala Clementina ai sacerdoti e vescovi della Sicilia.
    Stessa dinamica per l’altezza delle mitre con conseguente produzione aliena di ulteriori generazioni di mitre cardinalizie, simili alle eccelse quote delle antiche preconciliari ma non da tutti ben accolte; sicché attualmente mentre nelle celebrazioni papali si usano le pignate nuovissime nelle proprie diocesi alcuni Eminentissimi persistono nell’uso della foggia decimiana; com'é il caso di quest’ultima realizzazione.


    Fonte: https://www.facebook.com/xregioroma/

    Anche con la mitria della Pigna hanno da criticare!
    Femminino sacro nell'estetica liturgica poi...
    Tota Pulchra es Maria et macula originalis non est in te!

  7. #5927
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    Credo che la definizione "femminino sacro" sia da mettere in relazione al passaggio sui "merletti della nonna" nel discorso del Papa ai vescovi siciliani, cui l'autore del post fa riferimento nella frase seguente e con il quale probabilmente si trova d'accordo.

    A parte quella frecciatina, trovo molto interessanti le foto, specie quella del campione dell'antico damasco fornito dall'Ufficio delle Celebrazioni, e confesso di aver provato un pizzico di nostalgia nel vedere i potenti mezzi tecnologici di fine anni 90 (ok boomer, me lo dico da solo e sono orgoglioso di esserlo ).
    Tota pulchra es, Maria,
    et macula originalis non est in te

  8. #5928
    Fedelissimo di CR L'avatar di Cavariese
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    X Regio, settembre 2022 - Mitra cardinalizia della pigna “Torontina" in forma di VIII Moderna. Damasco di pura seta bianco avorio con disegno piazzato, damasco di pura seta rubeo con disegno piazzato e shantung di pura seta. Circulus interno in vera pelle.

    In vari periodi correlati alle creazioni cardinalizie del Santo Padre Giovanni Paolo II, le nuove mitre "della pigna" di confezione decimata sostituirono, a partire dal 2000, le vecchie e gloriose mitre cardinalizie rimaste ancora alla foggia preconciliare. Furono confezionate 300 mitre di cui 299 consegnate all'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice; la trecentesima è custodita per documentazione nell'archivio storico di X Regio. La penultima consegna si situa nel marzo 2006 (25 mitre) e l'ultima nell’agosto 2007 (35 mitre).

    A causa della recente siccità sono riemersi dalla gronda lagunare interi settori degli sterminati archivi decimiani che ormai si credevano perduti. A tali remote collezioni di immagini si riferiscono queste storiche sette risalenti ai primi mesi del 2000 che mostrano M. Michael Bitter delle Soieries TBM di Saint-Symphorien-de-Lay, insieme ai suoi tecnici, alle prese con la rielaborazione grafica del disegno della pigna. Si noti l’antico damasco originale, fornito dall’Ufficio Celebrazioni Liturgiche, versato in una serie di copie fotostatiche poi rielaborate dai giganteschi ordinateurs di quegli anni la cui estetica è simile ai futuribili marchingegni di Star Trek primo periodo.

    Il lavoro – iniziato alle Soieries TBM di Saint-Symphorien-de-Lay, Comune situato nel dipartimento della Loira della regione dell'Alvernia-Rodano-Alpi – che ha curato la grafica digitale dei nuovi disegni della pigna, è poi continuato con l'indimenticabile Don Antonio De Negri dell'Antico Opificio Serico di San Leucio di Caserta che ha creato un tessuto in pura seta in armatura gabardine a disegni piazzati. A tal proposito si informa che la dicitura “damasco” viene usata solo in ossequio alla storica definizione dacché l’antico disegno della pigna era effettivamente un damasco, come quello delle successive che hanno rimpiazzato le decimiane ai tempi della damnatio memoriae. In realtà le Seterie di San Leucio strutturarono una doppia armatura di gabardine e raso atta ad evidenziare potentemente il disegno sul fondo, espediente che conferisce eccezionale risalto all’immagine della pigna; proprietà che né le antiche né le nuovissime possiedono. Il contrasto tra disegno e fondo è ben evidenziato dalla doppia illuminazione di alcune immagini didime in cui la differente illuminazione, zenitale o angolare, rende la pigna in positivo o negativo, oltre a evidenziarne in massimo grado il rilievo.

    Questa doppia armatura si sostanzia poi in una certa rigidità del tessuto in piegatura di trama (mentre in ordito è morbidissimo) come si più rilevare da un’immagine del solo tessuto bianco coi disegni piazzati il cui “gonfiore” è dovuto appunto a questa sostenutezza tecnica.
    A parte l'altezza relativa delle mitre il dato più evidente di contrasto con le precedenti è costituito nell'utilizzo, in luogo della frangia rossa al termine delle infule, di due piccoli disegni piazzati composti a modo di formella in damasco rosso che ricalcano precisamente l'antico disegno in uso nel precedente periodo. Le mitre cardinalizie decimiane sintetizzano dunque i due disegni, quello preconciliare e quello di nuova creazione.

    Il periodo deuteromariniano di Benedetto XVI fu caratterizzato da un imponente riflusso di femminino sacro nell’estetica liturgica.
    Abbandonata la quadrata e virile estetica decimiana, così consona a Giovanni Paolo II, furono dischiusi i bauli e se ne trassero i vecchi merletti (insieme ad adeguate dosi di arsenico), quelli rievocati il 9 giugno scorso con fauste espressioni dalla Santità di Nostro Signore all’udienza nella Sala Clementina ai sacerdoti e vescovi della Sicilia.
    Stessa dinamica per l’altezza delle mitre con conseguente produzione aliena di ulteriori generazioni di mitre cardinalizie, simili alle eccelse quote delle antiche preconciliari ma non da tutti ben accolte; sicché attualmente mentre nelle celebrazioni papali si usano le pignate nuovissime nelle proprie diocesi alcuni Eminentissimi persistono nell’uso della foggia decimiana; com'é il caso di quest’ultima realizzazione.


    Fonte: https://www.facebook.com/xregioroma/

    Anche con la mitria della Pigna hanno da criticare!
    Femminino sacro nell'estetica liturgica poi...
    Ah quelle mitrie basse avevano una pigna, viste le proporzioni a me è sempre parsa una trataruga dalle orecchie rosse.
    Sul femminino evito commenti, solo rimandi tendineschi e alla mia canzonatoria approvazione per i capi pizzosi, così deliziosamente gender fluid. Probabilmente il piviale tecnicolor del Giubileo sprizzava testosterone e virile patriarcarto da ogni brillio, che strano, non me ne ero accorto, eppure di virilità me ne intendo.
    Comunque è ammirevole come la X regio prenda sportivamente i cambi di gusto.
    Se poi avessero criticato anche divanate e serponiane magari avrebbero preso un po' più nel segno la peggior onta del maestro Guido Marini, la ridondanza nello spreco (casule bianche e rosse più che solenni in sacrestia ce ne erano).

  9. #5929
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    Sinceramente trovo vergognosi certi commenti della X Regio…forse un po’ di risentimento per non essere stati presi molto in considerazione nel corso degli ultimi quindici anni? Non so quanto questa mediocre captatio benevolentiae possa essere apprezzata a Santa Marta
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  10. #5930
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    Secondo me – ma spero che non sia così – cercano di parlare a favore del Santo Padre per piaggeria, sperando d’essere, in virtù di ciò, presi in considerazione nelle sue liturgie…
    Ultima modifica di Laudato Si’; 07-09-2022 alle 00:03
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