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Discussione: Beato JERZY POPIELUSZKO, Sacerdote e Martire(14/09/1947-19/10/1984)

  1. #21
    Vice-Decana dei Cronisti di CR
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    Comunque, ho trovato su internet un trailer del film in lingua originale. Andando su youtube se ne possono trovare altri, per rendersi conto del film (drammatico e purtroppo vero):

    http://www.youtube.com/watch?v=_LuhE...layer_embedded#


  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Angelo F Visualizza Messaggio
    Ha detto "che per un attimo ha pensato ad un film su Giovanni Paolo II",cosa centrano le nuove generazioni?
    Per il fatto che non lo conoscevamo.

  3. #23
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    Ma quindi uscirà nelle sale italiane oppure no?!
    Tu es Petrus !

  4. #24
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    Ho capito *******,saluti

  5. #25
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    Secondo l'agenzia di stampa ASCA, tra i decreti della Congregazione per le Cause dei Santi che dovrebbero a giorni essere promulgati da Benedetto XVI, oltre a quello relativo alle virtù eroiche di Giovanni Paolo II, ci sarebbe anche il decreto di riconoscimento del martirio di Padre Popieluszko. Se così fosse, saremmo davvero vicini alla Beatificazione di questo eroico Sacerdote, in quanto, come si sa, per beatificare un martire non è necessario il riconoscimento di un miracolo, ma basta il martirio.
    «Parate viam Domini, rectas facite semitas eius»
    (Luc. 3, 4)

  6. #26
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    Il 6 giugno in piazza Pilsudski a Varsavia padre Popieluszko proclamato beato

    CRACOVIA. Sarà proclamato beato il 6 giugno a Varsavia padre Jerzy Popieluszko, il cappellano di Solidarnosc ucciso nel 1984 dai servizi segreti del regime comunista. L’annuncio è stato dato ieri dall’arcivescovo della capitale polacca, monsignor Kazimierz Nycz. La solenne cerimonia di beatificazione avrà luogo nella centralissima piazza Pilsudski e sarà presieduta dal prefetto della Congregazione delle cause dei santi, monsignor Angelo Amato. Si prevede la partecipazione di una folla enorme, il che spiega la scelta della più grande piazza di Varsavia, in grado di contenere un milione di persone, e non della piccola chiesa di San Stanislao Kostka dove padre Jerzy è sepolto. Anche la data è molto significativa: ogni anno, la prima domenica di giugno, la Chiesa polacca celebra la «Giornata del ringraziamento per la libertà», in ricordo del primo viaggio compiuto da Giovanni Paolo II in patria nel 1979. Come allora anche il 2010 sarà un anno di grazia per i polacchi: dopo il prete di Solidarnosc tutti s’aspettano che toccherà a papa Wojtyla essere elevato agli onori degli altari. Iniziata nel 1997 la causa di beatificazione di don Jerzy Popieluszko si è conclusa il 19 dicembre scorso con il decreto firmato da Benedetto XVI in cui si attesta che «venne ucciso in odio alla fede». Eroe della libertà e testimone dell’amore di Dio, Popieluszko sarà dunque venerato come il primo martire della Polonia comunista. (L.G.)

    fonte: Avvenire, 16/02/2010
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  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Il 6 giugno in piazza Pilsudski a Varsavia padre Popieluszko proclamato beato

    CRACOVIA. Sarà proclamato beato il 6 giugno a Varsavia padre Jerzy Popieluszko, il cappellano di Solidarnosc ucciso nel 1984 dai servizi segreti del regime comunista. L’annuncio è stato dato ieri dall’arcivescovo della capitale polacca, monsignor Kazimierz Nycz. La solenne cerimonia di beatificazione avrà luogo nella centralissima piazza Pilsudski e sarà presieduta dal prefetto della Congregazione delle cause dei santi, monsignor Angelo Amato. Si prevede la partecipazione di una folla enorme, il che spiega la scelta della più grande piazza di Varsavia, in grado di contenere un milione di persone, e non della piccola chiesa di San Stanislao Kostka dove padre Jerzy è sepolto. Anche la data è molto significativa: ogni anno, la prima domenica di giugno, la Chiesa polacca celebra la «Giornata del ringraziamento per la libertà», in ricordo del primo viaggio compiuto da Giovanni Paolo II in patria nel 1979. Come allora anche il 2010 sarà un anno di grazia per i polacchi: dopo il prete di Solidarnosc tutti s’aspettano che toccherà a papa Wojtyla essere elevato agli onori degli altari. Iniziata nel 1997 la causa di beatificazione di don Jerzy Popieluszko si è conclusa il 19 dicembre scorso con il decreto firmato da Benedetto XVI in cui si attesta che «venne ucciso in odio alla fede». Eroe della libertà e testimone dell’amore di Dio, Popieluszko sarà dunque venerato come il primo martire della Polonia comunista. (L.G.)

    fonte: Avvenire, 16/02/2010
    Come ci aggiorna l'odierno comunicato della Sala Stampa la beatificazione è confermata per il 6 giugno p.v., alle ore 11 in Piazza Maresciallo J. Piłsudski a Varsavia.

    fonte: http://212.77.1.245/news_services/bu...4.2010&lang=it
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  8. #28
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    29/05/2010 16.00.19
    Proiettato alla Radio Vaticana il film su Popiełuszko: intervista con il regista Rafał Wieczyński



    Si è tenuta ieri pomeriggio, presso la Radio Vaticana, la proiezione del film “Popiełuszko-Non si può uccidere la speranza” sulla vita del sacerdote polacco che sarà beatificato a Varsavia il prossimo 6 giugno. Cappellano del sinadacato “Solidarność”, padre Jerzy Popiełuszko venne brutalmente torturato e ucciso da emissari del regime comunista in Polonia nel 1984: aveva 37 anni. L’uomo che dà testimonianza della verità – diceva - è un uomo libero, anche se non vive in una situazione di libertà. Ha introdotto la proiezione l’ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede, Hanna Suchocka. Presente anche il regista del film, il polacco Rafał Wieczyński. Veronica Scarisbrick gli ha chiesto il motivo che lo ha spinto a fare quest’opera:

    R. – I felt a kind of duty to do this film…
    Ho avvertito come il dovere di fare questo film dopo la liberazione della Polonia. Come prete, come cappellano di Solidarnosc, padre Popiełuszko ha portato le persone in Chiesa, perché lui non combatteva tanto per la libertà esteriore, quanto per quella interiore. Da qui il titolo del film. Giovanni Paolo II ha detto che lui ha dato la vita per noi e deve avere il suo posto in Europa e nel mondo. Io avevo 16 anni quando partecipai ai funerali di padre Popiełuszko insieme a 600 mila persone. Quindi, riuscivo a percepire i sentimenti della gente in quel periodo. E’ diventato una sorta di maestro, una figura con la quale mi confrontavo e volevo che la nuova generazione provasse le sensazioni di quei tempi, quando la gente era unita fondandosi sui valori del Vangelo.


    D. – Da una prospettiva occidentale abbiamo la sensazione che lui fosse molto coinvolto in politica e che il confine tra politica e fede fosse molto sottile…


    R. – No, that’s absolutely not true…
    No, non è assolutamente vero. In realtà, è l’effetto della propaganda comunista, perché lui fu accusato dai comunisti di fare attività politica, attraverso molti tentativi di provocazione, come l’aver collocato materiale illegale all’interno della sua casa. Certo, lui era impegnato nel sostegno alle famiglie o alle persone attive nell’opposizione, ma la sua idea era di dare speranza alla gente, non c’era dietro un programma politico. Il regime comunista continuava ad organizzare provocazioni, ma senza conseguenze, perché in realtà la gente era tranquilla, la gente pregava. Ecco perché, probabilmente, lui era considerato il più pericoloso, perché c’erano tanti, tanti preti attivi in politica, ma lui era sempre molto attento a non toccare la politica: parlava solo del Vangelo. Il suo “potere” stava nel fatto che era molto onesto, molto coerente e molto coraggioso nel dire la verità. Diceva, per esempio, che non puoi cambiare la verità o i valori morali semplicemente varando nuove leggi. Era comunque consapevole dei tentativi dei comunisti di accusarlo di attività politica e per questo era molto attento nelle sue omelie.


    D. – E’ stato assassinato più di 25 anni fa, nel 1984. I giovani che sono cresciuti dopo quella data non hanno idea di chi sia...


    R. – Young people know it from…
    I giovani lo conoscono dalle lezioni scolastiche, ma la loro conoscenza è molto didattica: non conosceranno mai la sua personalità, le emozioni che procurava. E penso che sia importante sapere che in questi oltre 25 anni, da quando lui è morto, giorno e notte ci sono persone che vegliano sulla sua tomba dandosi il cambio, perché sentono che non sono stati capaci di amarlo a sufficienza. E ora pregano per la sua beatificazione. Immagini il segno che ha lasciato nel cuore delle persone che lo hanno conosciuto...

    fonte: Radio Vaticana
    «Parate viam Domini, rectas facite semitas eius»
    (Luc. 3, 4)

  9. #29
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    Il programma per la beatificazione del Servo di Dio Jerzy Popiełuszko prevede per domani un incontro di preghiera per i giovani e i movimenti ecclesiali a Pola Wilanowskie. Di seguito il programma.

    5 Giugno - Pola Wilanowskie
    Ore 15.00 - Incontro dei giovani e dei movimenti ecclesiali a Wilanowskie.
    Ore 17.30 - Proiezione del film della TV polacca che narra il martirio del P. Popiełuszko.
    Ore 19.00 - Cena di ringraziamento e tempo di adorazione.
    (Sono previsti anche momenti di festa e danze).

    6 Giugno - Piazza Piłsudski in Varsavia
    Ore 7.00 - Apertura dei settori della piazza ai fedeli.
    Ore 9.00 - Programma religioso-artistico.
    Ore 10.45 - Saranno distribuite bandiere polacche e vaticane e sarà cantato l'inno nazionale.
    Ore 11.00 - Santa Messa e beatificazione del Servo di Dio, presieduta dall'Arcivescovo Mons. Angelo Amato, delegato del Papa Benedetto XVI, alla presenza di 120 vescovi e circa 1400 sacerdoti.
    Dopo la celebrazione (alle ore 14.00) le reliquie del P. Popiełuszko saranno portate in processione nella chiesa di Wilanowskie.
    Ore 18.30 - Giunte le reliquie a Wilanowskie sarà celebrata una messa di ringraziamento.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  10. #30
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    Domani beato Popieluszko il cappellano di Solidarnosc
    Polonia in festa a Varsavia per il rito presieduto dall’arcivescovo Amato.
    Un prete umile e coraggioso, lo ricorda l’arcivescovo Nycz: «Ha difeso fino al dono della vita la dignità umana fondata sulla verità e la libertà»


    DI LUIGI GENINAZZI

    La Polonia ha un nuovo martire, padre Jerzy Popieluszko, «un sacerdote semplice e buono, umile e al tempo stesso coraggioso». Così lo definisce monsignor Kazimierz Nycz, l’arcivescovo di Varsavia nella cui diocesi era attivo il prete ucciso ventisei anni fa dagli agenti segreti del regime comunista. Domani (domenica 6 giugno) nella capitale polacca ci sarà la solenne beatificazione, presieduta dal prefetto della Congregazione delle cause dei santi, l’arcivescovo Angelo Amato. La cerimonia si terrà sulla centralissima piazza Pilsudski, la più grande di Varsavia e luogo storico delle grandi manifestazioni religiose. Anche oggi si prevede una folla enorme di fedeli provenienti da ogni angolo del Paese per venerare il «cappellano di Solidarnosc», elevato agli onori degli altari. E già oggi la capitale polacca è in festa, con manifestazioni giovanili, concerti e raduni di preghiera dove prenderà la parola Nycz. Cresciuto alla scuola di Wojtyla, da tre anni alla guida dell’arcidiocesi di Varsavia, ci parla del nuovo beato con affetto e commozione.

    Eccellenza, che significato ha per la Polonia d’oggi la beatificazione di don Jerzy Popieluszko, martire del regime comunista?

    Don Popieluszko ha dato la vita per difendere princìpi e valori che il regime comunista negava. In questo modo ci ha indicato quale sia la cosa più importante che ognuno dovrebbe difendere a tutti i costi: la dignità dell’uomo che si fonda sulla verità e sulla libertà. Per questo vale la pena sacrificarsi fino al punto di perdere la propria vita. Ne va della nostra identità. Ma, come ricordava spesso Giovanni Paolo II, è necessaria la memoria per conservare l’identità. Don Popieluszko ci ha riproposto questo messaggio nelle sue omelie e nella sua vita: senza memoria non c’è identità, né della persona né di un popolo. E ora la sua beatificazione diventa un momento essenziale nella costruzione di questa identità per ognuno di noi.

    Popieluszko viene proclamato beato alla fine dell’Anno Sacerdotale. Un anno che ha visto esplodere tante polemiche e scandali per i casi di pedofilia nel clero. La figura di padre Jerzy può essere un modello di sacerdote per la Chiesa universale?

    Grazie a Dio di preti come don Jerzy Popieluszko ce ne sono stati molti durante il periodo del regime comunista, e ce ne sono tanti anche oggi. E lui, salendo agli onori degli altari come martire, li rappresenterà un po’ tutti. Nell’Anno Sacerdotale la Chiesa ha mostrato il lavoro di centinaia di migliaia di sacerdoti; un lavoro silenzioso, importante, spesso sottovalutato, a volte eroico. Certo, non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte a quei sacerdoti che hanno sbagliato gravemente facendo del male. Credo, però, che la beatificazione di don Popieluszko costituisca una buona risposta di fronte alle ingiuste generalizzazioni. Lui si è posto come una coraggiosa sentinella del confine tra il bene ed il male. In questo senso è davvero un esempio per tutta la Chiesa; questo «confine », infatti, rischia oggi di essere relativizzato se non addirittura cancellato.

    La cerimonia di beatificazione avverrà domenica 6 giugno. C’è un motivo speciale per la scelta di questa data?

    Prima di tutto, come lei stesso ha ricordato, ci troviamo alla fine dell’Anno Sacerdotale e ci è sembrato giusto coronarlo con la solenne beatificazione del nostro martire. Inoltre nell’arcidiocesi di Varsavia, nella prima domenica di giugno, ricorre la Giornata del Ringraziamento, in ricordo della prima visita pastorale di Giovanni Paolo II in Polonia nel 1979. E quest’anno ringrazieremo la divina Provvidenza anche per il dono del nuovo beato.

    Le reliquie di don Popieluszko saranno portate al Tempio della Divina Provvidenza. Perché lì e non invece nella chiesa di San Stanislao Kostka dove c’è la sua tomba?

    Nel santuario della Divina Provvidenza, dove si troverà una speciale cappella dei martiri, verrà collocata solo una parte delle reliquie del beato. Dopo la ricognizione canonica il corpo di don Jerzy, nella sua interezza, è rimasto per ventisei anni nella tomba originaria presso la chiesa di San Stanislao Kostka, nel quartiere di Zoliborz. Qui, nel corso degli anni, sono venuti a pregare oltre 18 milioni di fedeli. E questo continuerà a essere il luogo centrale per il culto del nostro grande martire.

    fonte: Avvenire, 05/06/2010
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