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Discussione: Chiesa Cattolica e cattolici in Spagna.

  1. #121
    CierRino
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    Citazione Originariamente Scritto da bingen2 Visualizza Messaggio
    https://www.elconfidencialdigital.co...257216965.html


    Primer órdago del Gobierno a los acuerdos España-Santa Sede: que no se nombre arzobispo castrense
    L'ordinariato è ancora vacante dal 28 gennaio, dopo la morte per Covid dell'arcivescovo Del Rio.

    Ha sicuramente influenzato l'ostilità dell'opinione pubblica alla basilica della Valle dei Caduti e la vicenda della traslazione del cadavere del dittatore Francisco Franco.

  2. #122
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Videomessaggio del Santo Padre in occasione dell’inaugurazione della Torre della Vergine Maria della Basilica della Sagrada Família, 08.12.2021


    […].

    Pubblichiamo di seguito il Videomessaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato in occasione dell’inaugurazione della Torre della Vergine Maria della Basilica della Sagrada Família che si tiene oggi, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, con la benedizione della torre e l’accensione di una stella a 12 punte che corona la guglia, al termine della Santa Messa celebrata dall’Arcivescovo di Barcellona, l’Em.mo Card. Juan José Omella Omella:

    […].

    Traduzione in lingua italiana

    Cari fratelli e sorelle che peregrinate nell’arcidiocesi di Barcellona,

    Pace e bene! E con questo cordiale saluto francescano, mi unisco a tutto voi da Roma in questo momento in cui si accende la stella della torre della Vergine Maria nella Basilica della Sagrada Família.

    Desidero anche far giungere il mio saluto in maniera speciale ai più poveri di questa grande città, ai malati, alle persone colpite dalla pandemia del Covid-19, agli anziani, ai giovani che per diverse situazioni vedono compromesso il loro futuro, alle persone che stanno vivendo momenti di prova. Cari amici, per tutti voi risplende oggi la stella della torre di Maria.

    Insieme ai miei fratelli – l’Arcivescovo Cardinale Juan José Omella e i suoi tre vescovi ausiliari – voi “camminate insieme”, cioè, sinodalmente, sia i fedeli laici – bambini, adolescenti, giovani e adulti – sia i membri della vita consacrata, i seminaristi, i diaconi e i sacerdoti. In questo cammino sinodale da oggi vi illumina la stella che il grande architetto Antoni Gaudí sognò che avrebbe coronato la torre della Vergine Maria.

    E di fatto Maria è la “Stella della nuova evangelizzazione”. Perciò, alzando i nostri occhi alla stella che corona la torre, vi invito a contemplare la nostra Madre, “perché ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto” (Evangelii gaudium, n. 288).

    Oggi celebriamo la solennità di Maria Immacolata, lei sì che è un’opera d’arte! In perfetta sintonia con il disegno di Dio per lei, la Vergine Maria divenne la più santa, umile, docile e trasparente dinanzi a Dio. Gaudí volle che questo mistero coronasse il portale della fede – il primo che costruì – affinché, nel recitare la preghiera alla Santissima Trinità, che riscrive in tutta la basilica, imparassimo a essere, come Maria, tempio di questo mistero, e a rendere culto a Dio in spirito e in verità.

    Il Vangelo di san Luca, in effetti, si riferisce a lei come la “piena di grazia” (Lc 1, 28). Anche noi ci rivolgiamo a lei in questo modo in ogni Avemaria che recitiamo, sentendo sempre la sua presenza materna e affettuosa. Lei è piena della presenza di Dio, che si è fatto carne nel suo seno. Perciò Gaudí la colloca anche al centro del portale delle carità, offrendoci il Bambino Gesù sotto l’attento sguardo di san Giuseppe, affinché entriamo nella sua Chiesa ardenti di amore verso Dio e gli uomini.

    Vi incoraggio a seguire anche voi l’esempio della Vergine Maria con gesti quotidiani di amore e di servizio. La bellezza immacolata della nostra Madre è inimitabile. E, al tempo stesso, ci attrae. Che questa stella che brilla da oggi vi illumini affinché, sgranando le perle del rosario, diciate “sì” una volta per tutte alla grazia del Signore e diate un “no” deciso al peccato. Pregando con Maria meditiamo i misteri della vita di Gesù, ma discerniamo anche il cammino che Lui ci indica e riceviamo la forza per rifiutare le tentazioni della violenza o del beneficio immediato.

    Anch’io mi unisco alle vostre preghiere che, come innumerevoli rose, si raffigurano ai piedi di Maria in questa bella basilica. Prego affinché ognuno di voi faccia sì che Barcellona sia più vivibile e accogliente per tutti. Affido in modo particolare quelle persone che svolgono ruoli di maggiore responsabilità. Che la Vergine Maria ottenga per loro saggezza, prontezza nel servizio e ampiezza di vedute. Che Santa Maria vegli con la sua stella luminosa sulle famiglie. Lei, formando la Santa Famiglia di Nazareth, insieme al Bambino Gesù e a san Giuseppe, visse situazioni simili a tante famiglie come le vostre. Gaudí lo rappresentò nel portale della speranza, esprimendo con il volto degli operai le sofferenze e le difficoltà che li mettevano in comunione con quelle che subì la Santa Famiglia, l’esilio in Egitto di tanti poveri che cercano un futuro migliore e sfuggono dal male; la morte di tanti innocenti che si uniscono a quelli di Betlemme. Che la Vergine Maria vegli sulle vostre case, sulle vostre scuole, università, uffici, negozi, ospedali, carceri. Sgranando la corona dei dolori della Vergine non smettete di pregare per i poveri, gli esclusi, perché loro sono nel cuore di Dio. E tante volte noi siamo responsabili della loro povertà e della loro esclusione. Cogliamo l’occasione per esaminarci, quanta responsabilità abbiamo in tutto ciò.

    Che questa stella accesa della torre della Vergine Maria illumini anche noi per continuare a rendere realtà il Piano Pastorale Diocesano, irradiando ovunque la gioia del Vangelo. Che, a partire dall’incontro con Cristo, cresciate in fratellanza, nell’annuncio della Buona Novella del Vangelo ai giovani, nell’accoglienza ai poveri e agli emarginati, partendo dal discernimento proprio di chi ha l’udito molto fino per sapere ascoltare lo Spirito e un cuore totalmente disposto a compiere ciò che Lui ci chiede. Non dimenticatevi dell’albero, non dimenticatevi degli anziani. L’albero senza radici non cresce, non fiorisce. Non scartiamo gli anziani, non sono materiale da scarto, sono memoria viva. Da loro viene la linfa che fa crescere tutto. Aiutiamo il dialogo tra giovani e anziani, affinché si trasmessa questa saggezza che li farà crescere e sbocciare.

    Che Dio vi benedica e che la Vergine Santa, nostra Madre Immacolata, si prenda cura di voi. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie.

    [01743-IT.01] [Testo originale: Spagnolo - Traduzione di lavoro]

    [B0829-XX.02]


    [Fonte, dal Bollettino quotidiano del: 08.12.2021 della Sala Stampa della Santa Sede.
    © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana.
    Citazioni bibliche:
    La Sacra Bibbia, Conferenza Episcopale Italiana, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, 2008].
    «Spiritus Sanctus, quem mittet Pater in nomine meo,
    ille vos docebit omnia et suggeret vobis omnia, quae dixi vobis»
    (Io. 13, 26).




  3. #123
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  4. #124
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    Qualcuno sa con quale scansione le varie province ecclesiastiche spagnole saranno ricevute in Udienza "ad limina" in questo periodo?

  5. #125

  6. #126

  7. #127

  8. #128

  9. #129
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    Non c’è nessuna maxi-inchiesta sugli abusi della Chiesa in Spagna
    Denunce anonime, accuse non verificate. Ecco perché la maggior parte dei casi arrivati alla email del País non finirebbe in tribunale, spiega José Luis Restán, direttore del gruppo Cope

    Il 19 dicembre i titoli dei giornali italiani erano tutti uguali: a poche settimane dall’uscita del rapporto “choc” sugli abusi sessuali della chiesa francese la notizia era “Pedofilia, il Papa (o il Vaticano) apre una maxi-inchiesta sugli abusi in Spagna”.
    Un’inchiesta «senza precedenti», ha scritto Il Fatto Quotidiano, «su 251 membri del clero e alcuni laici di istituzioni religiose accusati di abusi su minori documentati», e «che rischia di terremotare la Chiesa spagnola», sottolineava Repubblica, grazie al «lavoro approfondito, minuzioso, di un gruppo di reporter di El País per rompere il muro di omertà».

    Cosa è successo? Per mettere ordine nella vicenda bisogna partire proprio da qui, dalla “banca dati” allestita dal quotidiano spagnolo con tanto di casella mail dedicata alle segnalazioni di abusi da parte del clero (abusos@elpais.es) e sezione online per consultare «l’elenco delle 251 denunce di abuso che El País ha consegnato al Vaticano e alla Chiesa spagnola raccolti in tre anni con imputati, data e luogo dei fatti», violenze avvenute tra il 1943 e il 2018 che porterebbero a 602 il numero di “mostri” noti in tonaca nella storia di Spagna e 1.237 vittime complessive.

    Si parte da qui perché a dispetto delle allusioni dei titoli e del rapporto richiesto a una commissione indipendente dalla Chiesa cattolica di Francia stessa, nel caso della Spagna «né il Papa, né alcun organismo vaticano, hanno ordinato questa fantasiosa maxi-inchiesta.
    Il dossier delle denunce raccolto da El País è stato consegnato a una persona dell’entourage del papa durante il suo viaggio in Grecia», ricorda a Tempi José Luis Restán, direttore editoriale del gruppo Cope.

    E poi cosa è successo?
    La Santa Sede ha ovviamente trasferito queste denunce alla Conferenza episcopale spagnola, che le ha affidate ai rispettivi destinatari: le diocesi e gli ordini religiosi interessati. Ora sarà possibile indagare, purché ci siano sufficienti riferimenti e dati. Teniamo presente che alcune denunce non riportano il nome del presunto colpevole, altre sono anonime, altre ancora non specificano nemmeno la data dell’abuso. La Chiesa ha detto chiaramente che indagherà per quanto possibile, anche se la maggior parte dei casi è caduta in prescrizione o i suoi protagonisti sono morti.

    Si sapeva a cosa stava lavorando El País, la pubblicazione del dossier era attesa?
    Sono tre anni che El País svolge la sua indagine sviluppando la narrazione secondo la quale la Chiesa spagnola non vuole assumersi le proprie responsabilità in materia di abusi. È vero che poco prima di consegnare il dossier all’entourage del Papa hanno avvisato la Conferenza episcopale: in questo senso sì, la pubblicazione era attesa, tuttavia il contenuto delle denunce era sconosciuto ai vescovi e agli ordini religiosi fino al momento in cui sono state pubblicate.

    Come si è svolta l’inchiesta giornalistica? Queste accuse sono verificate e attendibili?
    Il giornale ha creato una casella di posta elettronica cui indirizzare denunce e reclami, raccogliendo in tre anni varie storie. Dicono di aver vagliato le segnalazioni e tralasciato quelle meno credibili, eppure la gran parte delle denunce resta anonima. E molte sarebbero difficili da sostenere in un tribunale. Ciò non toglie che, una volta che Chiesa ne sia venuta a conoscenza, tutti i casi siano oggetto d’indagine, per quanto possibile.

    Come hanno reagito i vescovi e le congregazioni coinvolte, e cosa succede ora a livello procedurale?
    I vescovi e gli ordini sono rimasti stupiti che le denunce non siano state presentate negli oltre 70 uffici per la tutela dei minori e la prevenzione degli abusi aperti dalle diocesi spagnole proprio per accogliere e indagare ogni segnalazione, denuncia o reclamo. Hanno anche sottolineato che le denunce avanzate da El País sono di natura molto diversa, cosa che rende difficili le indagini: ripeto, il fatto che manchino i nomi degli accusati o l’indicazione degli anni in cui si sono verificati gli abusi, o il fatto stesso che si riferiscano a persone decedute complica certamente le cose. In ogni caso, vescovi e congregazioni hanno insistito per incoraggiare tutte le vittime a presentare le loro denunce nelle istituzioni legali, canoniche o sociali che meglio corrispondano alla loro volontà.

    In Francia, in seguito al rapporto «scioccante», come l’ha definito lo stesso episcopato, si è scatenato un dibattito e la Chiesa ha messo in vendita immobili per risarcire le vittime di abusi. Tuttavia il rapporto Sauvé – è la denuncia di molti intellettuali – è pieno di vizi metodologici, pregiudizi evidenti e poco rigore scientifico. In Spagna l’inchiesta ha provocato un dibattito tra laici e cattolici?
    Non esiste un dibattito tra laici e cattolici a riguardo.
    Esiste però una campagna di El País per costruire un grande “caso”, in cui la Chiesa appare responsabile di un massiccio occultamento di abusi al suo interno negli ultimi cinquanta o sessant’anni.
    Il problema è che hanno cercato di costruirlo per molto tempo e con scarsi risultati. E sta di fatto che esistono studi indipendenti, come quello della Fondazione Anar, che indicano che solo lo 0,2 per cento degli abusi che si commettono nel nostro Paese è attribuito a sacerdoti o religiosi. Ovviamente gli abusi che ci sono stati, sempre troppi, restano in ogni caso per la Chiesa motivo di vergogna, di pentimento e, naturalmente, sono stati all’origine di una conversione, un cambio di mentalità e di procedure per affrontarli in atto da più di dieci anni. Non si può certo dire che la Chiesa in Spagna sia stata negligente o pigra, o che abbia trascurato le vittime. Quello che è certo è che nonostante la pressione di gruppi come El País, i vescovi spagnoli non seguiranno la “via francese”. A loro non interessa uno studio sociologico-statistico sugli abusi degli ultimi settant’anni che offra un titolo appariscente: vogliono affrontare ogni denuncia guardando negli occhi e nella storia delle vittime di questa tragedia, chiedendo perdono e cercando di accompagnare e curare le ferite.

    Quali conseguenze avrà sulla Chiesa, già provata da tante questioni eticamente delicate (si pensi alla legge trans, alla legge sull’eutanasia e alla riforma della legge sull’aborto) in Spagna?
    Ovviamente la pubblicazione di questo dossier tende a erodere l’immagine pubblica della Chiesa e, in parte, ci riesce. Ma non credo che sarà decisivo. Si parla molto della cattiva immagine e del discredito della Chiesa nella società spagnola, e senza negare che esista anche questo, il paradosso è che un’altissima percentuale di spagnoli continua a puntare sulla Chiesa quando educa i propri figli, praticando la solidarietà con i più poveri, o contribuendo gratuitamente con una parte delle proprie tasse per sostenerne l’attività. Quel che è certo è che la Chiesa deve cercare nuove forme di presenza nella società spagnola e non restare prigioniera di vecchi schemi. Deve mostrare la novità di vita che porta con sé, una novità che si manifesta attraverso la carità e una nuova cultura. Quello degli abusi non è un problema di strategia di autodifesa, ma un problema da affrontare con umiltà, determinazione e verità.

    https://www.tempi.it/spagna-abusi-chiesa-el-pais/

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