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Discussione: Pasqua gregoriana e pasqua ortodossa

  1. #61
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Ottima risposta!
    Ma dai!

    Una risposta boriosa e contraddittoria in sè.
    Se il plenilunio di primavera è la base di tutto, si inizi a considerarlo realmente.
    Quindi si prende un astronomo e gli si chiede quando è il plenilunio di primavera, invece di prendere delle tabelle astruse ed incorrette, slegate dalla realtà, e calcolare il plenilunio da queste.

    Fatto ciò, per il resto si può parlarne!
    Quanto sopra è uno dei tipici casi in cui la forma ha preminenza sulla sostanza. Fariseismo puro!

    PS: Ho letto un articolo segnalato non so da chi, in cui uno di quei boriosi signori diceva che in fin dei conti se anche il calendario non segue più la realtà astronomica, poco importa.
    E per giustificarlo faceva osservare che anche in Australia ad esempio festeggiano la Pasqua in autunno.
    Cosa non si va a tirar fuori per sostenere una tesi assurda!

    Mi parrebbe che un pensare corretto è fare riferimento a Gerusalemme dove gli avvenimenti che si ricordano sono avvenuti.
    Ed il plenilunio di primavera, quello vero, deve avere come base di calcolo quella località.

  2. #62
    Nuovo iscritto L'avatar di Quaerens Deum
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    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Ma dai!

    Una risposta boriosa e contraddittoria in sè.
    Se il plenilunio di primavera è la base di tutto, si inizi a considerarlo realmente.
    Quindi si prende un astronomo e gli si chiede quando è il plenilunio di primavera, invece di prendere delle tabelle astruse ed incorrette, slegate dalla realtà, e calcolare il plenilunio da queste.

    Fatto ciò, per il resto si può parlarne!
    Quanto sopra è uno dei tipici casi in cui la forma ha preminenza sulla sostanza. Fariseismo puro!

    PS: Ho letto un articolo segnalato non so da chi, in cui uno di quei boriosi signori diceva che in fin dei conti se anche il calendario non segue più la realtà astronomica, poco importa.
    E per giustificarlo faceva osservare che anche in Australia ad esempio festeggiano la Pasqua in autunno.
    Cosa non si va a tirar fuori per sostenere una tesi assurda!

    Mi parrebbe che un pensare corretto è fare riferimento a Gerusalemme dove gli avvenimenti che si ricordano sono avvenuti.
    Ed il plenilunio di primavera, quello vero, deve avere come base di calcolo quella località.
    ... e non è più 'borioso' ancora pensare di poter cambiare continuamento tutto, rispetto a ciò che abbiamo ricevuto? Liturgia, disciplina, dottrina ... Chi siamo noi per poter cambiare secoli e secoli di storia?

    Io ho sotto i miei occhi continue trasformazioni che si sono accelerate negli ultimi due anni.
    Forse i media enfatizzano certi discorsi di Francesco ... Forse.
    Forse gli fanno dire cose che effettivamente non dice ... Forse.
    Ma certo l'impressione che l'uomo comune ne riceve e che ricevo anch'io, è che stiamo andando verso una nuova religione che non è più quella di prima.
    Forse non è vero ... Forse.
    Probabilmente molti si trovano d'accordo. Altri no. Ma l'impressione che riceviamo è questa: che la Chiesa stia cambiando, sia nelle sue forme esteriori sia e anche più profondamente nei suoi insegnamenti dottrinali e morali, basti pensare alle tesi che alcuni cardinali e vescovi hanno presentato e sostenuto al Sinodo e che son pronti a sostenere in futuro, e ormai si pensa che il Papa possa cambiare la disciplina della Chiesa e anche la sua dottrina. Questa della data della Pasqua è solo un esempio di questo radicale cambiamento.
    Per questo mi trovo più d'accordo con gli ortodossi, in questo campo, che con Francesco.
    Mi dispiace dirlo, ma se la proposta di celebrare la Pasqua in una data fissa, fosse venuta, che so?, sessanta, settanta anni fa dai lutertani, piuttosto che dagli anglicani o da qualcun'altra delle varie sette protestanti, la risposta della Santa Sede probabilmente sarebbe stata su per giù quella che ora è giunta dal patriarcato di Mosca.
    In questo ambito come in altri, per esempio il patriarcato di Mosca ha anche rotto i rapporti 'ecumenici' - non so qual è la dizione giusta - con altre conventicole sedicenti cristiane, che ormai hanno sdoganato i matrimoni fra persone dello stesso sesso.
    Per questo sono d'accordo con ciò che ha detto questo rappresentante del patriarcato di Mosca. E per questo la sua risposta non mi sembra 'boriosa', come mi invece mi sembrano altri atteggiamenti.

  3. #63
    Vecchia guardia di CR L'avatar di TGC
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    Concordo appieno con Ambrosiano. Una grande caratteristica della Chiesa cattolica e della nostra Fede è che la nostra è una religione che si basa su un Uomo, su un'Esperienza, non su semplici dogmi calati dall'alto. E la nostra Fede, come ha dimostrato la Chiesa nel tempo, nonostante certa pseudo-storiografia moderna che cerca di mascherare, è sempre stata una sostenitrice della scienza e dell'intelletto umano. Pertanto se dal lato astronomico si determina che i calcoli per stabilire la Pasqua sono errati, non c'è nulla di antireligioso né immorale nell'accettarlo e adattarsi a quanto l'intelletto che Nostro Signore ci ha donato, ha scoperto. Io appoggio l'idea del mantenimento della Pasqua secondo i canoni del Concilio di Nicea e non sono molto d'accordo a stabilire un giorno fisso (per carità, non si violerebbe nessun dogma di fede, però l'attuale tradizione plurisecolare mi pare abbia basi teologiche importanti), ma questo non significa coprirsi gli occhi col prosciutto e pretendere di usare una logica fideistica a concetti astronomici. Il calendario giuliano è astronomicamente errato. Siccome il calendario giuliano non è un dogma di fede, ma è un'invenzione umana, si può tranquillamente cambiare ed anzi.
    Io sono il primo che non ama cambiamenti continui ed è rispettoso delle tradizioni, ma se esse rappresentano un valore aggiunto al mio cammino, non solo perchè esistono e "guai a chi le tocca" trasformandosi in macigni che ci intralciano il cammino anzichè agevolarlo. In questo caso il cambiamento è opportuno (da parte ortodossa, non nostra) e il capirlo dimostrerebbe proprio la capacità della chiesa ortodossa di unire Fede e scienza.

    P.S. dal lato "emotivo" anche io apprezzo la risposta della chiesa ortodossa perchè denota decisione e saldezza ai propri principi, però questo solo di primo acchito. Ragionandoci su, sulle basi di tale risposta, essa dimostra solo chiusura mentale e fariseismo.


  4. #64
    Cronista di CR L'avatar di Salvator mundi
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    Per ortodossi e cattolici greci Pasqua nella stessa data

    31 marzo 2021


    di: Francesco Papamanolis

    Noi cattolici presenti in Grecia, che dal 1968 celebriamo la Pasqua con i nostri fratelli ortodossi, festeggeremo la Pasqua il 2 maggio. Questa distanza di quasi un mese è la più grande dalla Pasqua del calendario romano. Altre volte la distanza è di una settimana; talvolta – raramente – capita che festeggiamo la Pasqua insieme ai cristiani di tutto il mondo.

    L’ispirazione a celebrare la Pasqua nella stessa data con i fratelli ortodossi è stata dell’arcivescovo di Corfù, Antonio Varthalitis. L’idea è stata fatta propria dalla Conferenza episcopale, la quale ha fatto richiesta alla Congregazione per le Chiese orientali per ottenerne il benestare. Colui che ha difeso questa scelta è stato Paolo VI di venerata memoria, che si è congratulato con i vescovi di quel tempo per questa idea e li ha incoraggiati a farla diventare realtà.

    Così si è risolto un problema per le famiglie di religione mista. Pensiamo alla famiglie miste. Il padre cattolico e la mamma ortodossa, con i figli cattolici; o viceversa, il padre ortodosso con i figli ortodossi e la mamma cattolica perché, secondo la linea che si segue, i figli sono battezzati nella Chiesa alla quale appartiene il padre di famiglia. Quindi problemi in famiglia.

    Ma problemi anche a scuola, perché certe date sono regolate secondo il calendario della Chiesa ortodossa. E succedeva per la Pasqua cattolica. La Settimana Santa dei cattolici non prevedeva nessuna vacanza, così che gli alunni cattolici godevano delle vacanze pasquali in occasione della Pasqua ortodossa. Quando questa non è celebrata insieme, la Pasqua ortodossa è festeggiata da una a quattro settimane dopo la Pasqua della Chiesa cattolica.

    E nascevano tanti altri problemi anche nella società, per es. nelle Banche, che in Grecia seguono obbligatoriamente le date della Chiesa ortodossa.

    Non mi prolungo oltre. Prendiamo atto comunque che, anche se noi cattolici celebriamo la Pasqua con i fratelli ortodossi, non tutti i problemi sono risolti. Penso ai turisti che vengono in Grecia convinti di poter celebrare la Pasqua cattolica e che, invece, ci trovano ancora in piena Quaresima…

    Ma godiamo del buon cammino che è stato fatto.

    • Francesco Papamanolis, vescovo emerito di Syros, Santorini e Creta in Grecia.



    fonte: Settimana News

  5. #65

  6. #66
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di SantoSubito
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    Queste si che sono notizie da commentare. Diciamo che il problema non è tanto la data comune in sé, ma il fatto che le due confessioni seguano culturalmente due calendari differenti. Sarebbe un bel segno di comunione, a 17 secoli da Nicea.
    Crediamo in un solo Dio, non in un Dio solo!

  7. #67
    CierRino L'avatar di Verbum Domini
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    Speriamo che si riesca a fare per il Giubileo
    Maranathà, vieni Signore Gesù!

  8. #68
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di SantoSubito
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    Di farlo, lo faranno. Il rischio grosso è che l'abbandono del calendario Giuliano (parliamo fuori dai denti) potrebbe non essere accolto da tutti e li si rischierebbe un altra sorta di scisma.
    Crediamo in un solo Dio, non in un Dio solo!

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