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Discussione: Chiacchiere della sezione «Musica & Arte Sacra»

  1. #581
    Iscritto L'avatar di giovannini
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    Citazione Originariamente Scritto da Prosit Visualizza Messaggio
    Sto cercando di aggiungere alle mie conoscenze di organista lo studio del gregoriano.
    Per quanto riguarda la notazione quadrata non ho alcuna difficoltà, so alla perfezione a quale nota corrisponde ogni singolo neuma e quale è la sua durata.
    Quindi con la melodia non vi è alcun problema.

    Purtroppo non ho la minima idea di come si accompagni con l'organo tale tipo di canto (pur sapendo che in teoria è sbagliato accompagnare, dato che il canto gregoriano lo si canta "a cappella").
    Qualcuno può delucidarmi su questo punto?

    Qualche registro dolce può tranquillamente supplire alle incertezze dei cantori, tanto più che l'idea di un gregoriano strettamente monodico è - come ha detto Ambrosiano - storicamente inesatta: infatti il canto liturgico era (almeno nei centri dotati di una cantoria e fatta esclusione per i tempi penitenziali) sempre "secundatum", ovvero accompagnato, in questo caso da voci che verosimilmente cantavano in organum o in bordone. E' una pratica della quale possiamo trovare testimonianza nella pratica canora liturgica orale specialmente delle regioni meridionali: pensiamo ai falsobordoni su miserere, stabat mater e inni vari.

    Questo libro dà molte indicazioni pratiche: http://www.ccwatershed.org/media/pdf...20-32-09_0.pdf
    Alla pagina http://www.ccwatershed.org/library/ ci sono comunque molte risorse, spesso alquanto antiquate però

  2. #582
    Partecipante a CR L'avatar di Prosit
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    Scusate ma vorrei che mi diceste se ho capito bene, per quanto riguarda le edizioni del Graduale Romano:

    Per la F.S. del Rito Romano è in vigore il Graduale Romano del 1961.
    Per la F.O. del Rito Romano è in vigore il Graduale Romano del 1974 e il Graduale Simplex del 1975.

  3. #583
    seren
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    Citazione Originariamente Scritto da Nikolaus Visualizza Messaggio
    Nuntio vobis gaudium magnum: nella mia parrocchia è arrivato l'UKULELE

    Nella messa della domenica sera, accanto agli strumenti tradizionalmente indicati dai documenti conciliari, la batteria, la chitarra rigorosamente elettrica e le tastiere, abbiamo finalmente questa chicca!
    Devo proprio dire che ci mancava. Plaudo al modernismo del clero che con poche ed oculate scelte liturgiche avvicina tanti giovani ai sacri riti.

    Ad maiora.
    aaaahahahhhaaaahhhhh e vai col banjo, marimba, sitar, balalaike, nacchere, maracas e bombo.

  4. #584
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    Marcia nuziale ed altre musiche.

    Salve,
    Spero di scrivere nella sezione giusta, altrimenti vi chiedo di scusarmi,
    Il prossimo maggio, dovrei suonare in Chiesa, per un matrimonio la marcia nuziale di Mendelssohn,(da un libro prestato). Dovrei pagare alla Siae? Scusate la mia inesperienza, ma è la prima volta che suono in Chiesa. Per quanto riguarda altre musiche (quelle del libretto dei canti), ho trovato solamente gli accordi online, per quelle non bisogna pagare? Vi ringrazio dell'aiuto!

  5. #585
    Veterano di CR L'avatar di Nikolaus
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    Per le funzioni religiose non si paga, sta tranquillo.
    In Te Domine speravi, non confundar in aeternum

  6. #586
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    Ringrazio Nikolaus,
    se invece si tratta di cerimonie religiose (preghiera in ospedale o altri luoghi pubblici) fuori dalla messa invece?

  7. #587
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    "Astro del ciel"

    Chiedo agli esperti musicologi e musicisti del Forum di illuminarmi sul valore non tanto liturgico, ma almeno artistico (letterario) del noto canto Astro del ciel, che, in questi giorni, risuona nelle nostre chiese.
    Per quel che mi riguarda, mal digerisco tutte quelle parole tronche e quelle espressioni che definire desuete è un’opera di misericordia (“i vati da lungi sognar”, per esempio).
    Lo stesso si può dire di molti canti popolari natalizi che, pur accompagnando le funzioni liturgiche, c’entrano ben poco con il contesto, assomigliando più a delle stucchevoli ninne nanne, che a delle meditazioni sul mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio.

  8. #588
    Partecipante a CR L'avatar di artaxerse
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    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    Chiedo agli esperti musicologi e musicisti del Forum di illuminarmi sul valore non tanto liturgico, ma almeno artistico (letterario) del noto canto Astro del ciel, che, in questi giorni, risuona nelle nostre chiese.
    Per quel che mi riguarda, mal digerisco tutte quelle parole tronche e quelle espressioni che definire desuete è un’opera di misericordia (“i vati da lungi sognar”, per esempio).
    Lo stesso si può dire di molti canti popolari natalizi che, pur accompagnando le funzioni liturgiche, c’entrano ben poco con il contesto, assomigliando più a delle stucchevoli ninne nanne, che a delle meditazioni sul mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio.
    Astro del Ciel è una versione italiana del canto Stille Nacht. E' una versione elaborata nel 1938. Per la stessa musica ci sono altre versioni una della quali la trovi nella raccolta Nella casa del Padre. Una delle più carine che ho trovato è Santa notte, testo penso ancora più vecchio.
    Parole tronche dovute a ragioni di metrica, a meno di non stravolgere completamente il brano.
    Essendo appunto canti popolari natalizi, il popolo si è sempre legato a nenie, ninne nanne e zampognate di pastori, almeno nella tradizione agreste italiana.
    Il fatto che c'entrino poco con il contesto mi sembra strano, almeno per i canti che conosco.
    Di certo non si può ricercare la profonda bellezza di un O magnum Mysterium in Oggi è nato in una stalla...
    sono cose diverse. Si potrebbe fare una riflessione generale sui canti che dovrebbero essere introdotti nella celebrazione liturgica e quali no, ma sarebbe un lunghissimo discorso.
    Più che altro sarei curioso di sapere quali reconditi capolavori conosci ed introdurresti...

  9. #589
    Iscritto L'avatar di Magister Chori
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    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    Chiedo agli esperti musicologi e musicisti del Forum di illuminarmi sul valore non tanto liturgico, ma almeno artistico (letterario) del noto canto Astro del ciel, che, in questi giorni, risuona nelle nostre chiese. [...]
    A proposito di "Stille nacht" e del suo più noto testo italiano:
    http://www.fondazionemia.it/files/do...bergamasco.pdf

  10. #590
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    Citazione Originariamente Scritto da artaxerse Visualizza Messaggio
    Di certo non si può ricercare la profonda bellezza di un O magnum Mysterium in Oggi è nato in una stalla...
    sono cose diverse. Si potrebbe fare una riflessione generale sui canti che dovrebbero essere introdotti nella celebrazione liturgica e quali no, ma sarebbe un lunghissimo discorso.
    Più che altro sarei curioso di sapere quali reconditi capolavori conosci ed introdurresti...
    Limitatamente ai canti popolari in italiano, credo che si possa trovare qualcosa di buono tra i dodici titoli proposti dal Repertorio Nazionale, almeno per quel che riguarda il testo e il messaggio da esso veicolato (musicalmente, ne conosco solo tre o quattro).
    Senza scomodare il Graduale (sia quello completo, sia il simplex), trovo molto appropriato Puer natus in Bethlem: brevi frasi densissime di reminiscenze bibliche e liturgiche. Molti anni fa, nella mia parrocchia, ne cantavamo una versione a più voci, limitata a due sole strofe, ma molto "fiorita" nell'arrangiamento e nell'esecuzione.

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