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Discussione: Chiacchiere della sezione «Musica & Arte Sacra»

  1. #981
    CierRino L'avatar di Proculus Ianuarius
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    L' asperges me si può cantare anche nella F.O. come nella F.S.? Perché ho letto da qualche parte che è stato modificato...tipo è stato abolito il Gloria Patri finale
    Vorrei saperne qualcosa in più. Grazie anticipatamente
    Fedele al Papa!

  2. #982
    CierRino L'avatar di Proculus Ianuarius
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    Citazione Originariamente Scritto da Proculus Ianuarius Visualizza Messaggio
    L' asperges me si può cantare anche nella F.O. come nella F.S.? Perché ho letto da qualche parte che è stato modificato...tipo è stato abolito il Gloria Patri finale
    Vorrei saperne qualcosa in più. Grazie anticipatamente
    Qualcuno può aiutarmi o semplicemente ho sbagliato discussione?
    Fedele al Papa!

  3. #983
    CierRino di platino L'avatar di Pellegrina
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    Un parere di Aurelio Porfiri:
    Il sentimentalismo, l'eresia della musica liturgica


    http://www.lanuovabq.it/it/il-sentim...sica-liturgica
    Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla (Salmo 23)

  4. #984
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    Mah! E' un articolo che si legge volentieri, ma, sotto sotto, poi ci si chiede cosa avrà voluto dire.

    A meno che non valga l'uguagliaza "Musica leggera = Sentimentalismo" (e secondo me non vale) non capisco proprio cosa voglia dire.

    Poi, per carità, sono anch'io il primo a dire che il sentimentalismo è deleterio sempre, non solo in musica.

    Ma volte nelle liturgie si sentono cose che di sentimentalistico non hanno niente, anzi ci si potrebbe addirittura augurare, proprio per pietà cristiana, che ne avessero almeno un po': invece sono solo brutte, sgangherate e fuori contesto, ma non sentimentalistiche.

  5. #985
    Iscritto L'avatar di Anna_91
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    Questo tizio (Porfiri) non perde mai occasione per stare zitto. Dopo aver letto decine delle sue filippiche interminabili, ancora devo capire se mai sia esistita, nella storia della musica, una composizione che lui reputa "liturgica" - ad eccezione dei pacciughi new-age scritti da lui e dai suoi compagni di merende, ovviamente.

  6. #986
    Veterano di CR L'avatar di Nikolaus
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    Aaaahh! Grandioso questo intervento😆.
    Sono d'accordo con te. È un pezzo che leggo gli interventi di Porfirio e ho anch'io l'impressione di uno che vuole auto promuoversi.
    In Te Domine speravi, non confundar in aeternum

  7. #987
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    Citazione Originariamente Scritto da Anna_91 Visualizza Messaggio
    Questo tizio (Porfiri) non perde mai occasione per stare zitto. Dopo aver letto decine delle sue filippiche interminabili, ancora devo capire se mai sia esistita, nella storia della musica, una composizione che lui reputa "liturgica" - ad eccezione dei pacciughi new-age scritti da lui e dai suoi compagni di merende, ovviamente.
    Citazione Originariamente Scritto da Nikolaus Visualizza Messaggio
    Aaaahh! Grandioso questo intervento.
    Sono d'accordo con te. È un pezzo che leggo gli interventi di Porfirio e ho anch'io l'impressione di uno che vuole auto promuoversi.
    Concordo: articoli a getto continuo su qualunque argomento possibile (sutor, ne ultra crepidam…), di un vuoto imbarazzante, penosamente oscillanti tra autocommiserazione e autoesaltazione, oltretutto scritti in un italiano a dir poco stentato.

    Per non parlare della produzione musicale che è banale e dilettantesca, tipica del resto di molti allievi di Bartolucci, più o meno abili ripetitori del già detto in ogni salsa, i quali – evidentementeprivi di personalità propria, ma appoggiati dal mondo tradizionalista cui strizzano l'occhio – continuano a sbandierare ai quattro venti la propria discendenza artistica quasi che la musica si impari per contatto, dimenticando che “rade volte risurge per li rami l’umana probitate…”.

  8. #988
    Veterano di CR L'avatar di Nikolaus
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    Concordo con l'analisi.
    In Te Domine speravi, non confundar in aeternum

  9. #989
    Iscritto L'avatar di giovannini
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    Registrazione nostra di O magnum mysterium (pontificale della notte di Natale, verso le 23.45 e faceva FREDDO - quest'anno si è risparmiato sui caloriferi).

    Se vi va ditemi che ne pensate

    https://vocaroo.com/i/s1MpRGZTrcif
    Ultima modifica di giovannini; 08-02-2018 alle 19:11

  10. #990
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    Messa della Gioia

    Porto all'attenzione del Forum una messa (si, la m minuscola è voluta) di cui non ero al corrente e che mi è stata recentemente segnalata da uno dei miei coristi. In questi giorni c'è stata una certa attenzione mediatica sulla questione, ne hanno già parlato siti, blog dedicati ed anche qualche quotidiano.

    Si tratta della "Messa della Gioia" commissionata dall'Ufficio per la pastorale giovanile della Diocesi di Bergamo in vista del Sinodo dei giovani che si chiuderà domani.

    Dopo aver ascoltato tutti i pezzi che compongono questa messa sono rimasto allibito, per tutta una serie.

    Innanzitutto siamo di fronte ad una contraddizione in termini: "Messa della Gioia", è veramente gioia quella che si sente? Non credo proprio. La musica è un mezzo potentissimo per comunicare immagini e suggestioni senza bisogno di parole e figure. La mia sensibilità di musicista e di cattolico mi dice che questa musica non comunica gioia, o meglio, non comunica la gioia cristiana. Quando i toni non sono melensi e un po' pedanti (ma questa non è una novità nel panorama della sedicente musica liturgica in uso presso troppe chiese) si percepisce qualcosa che lascia con l'amaro in bocca. Ammesso che ci sia della gioia in questa musica è una gioia sboccata, sguaiata, superficiale e, soprattutto, estremamente immanente. Ma trattandosi di una Messa non bisognerebbe cercare di esprimere la gioia interiore e profonda e la sacra esultanza?

    Posto che non c'era la necessità di commissionare l'ennesimo capolavoro della sciatteria musicale liturgica e di sferrare un altro colpo basso alla Musica sacra (che certo non gode di buona salute) mi chiedo come si possa non capire quanto questo lavoro sia anacronistico. La messa beat, come tutti sappiamo, è stato un fenomeno causato nell'immediato post Concilio dall'errata interpretazione delle costituzioni conciliari che, a quell'altezza cronologica, le ali più progressiste della Chiesa hanno pensato di adottare per incarnare l'intento di modernizzare la liturgia. Non lo giustifico, ma posso comunque capire - in questo contesto - la celeberrima messa di Giombini che, nel 1968/69, rappresentava davvero lo spirito dei tempi. Ma a cinquant'anni di distanza cosa dice a noi una messa che è una brutta copia di un esperimento di cui la storia ha dimostrato il fallimento? che senso ha parlare ai giovani del 2018 con il linguaggio dei tempi dei loro nonni? La "Messa della Gioia", pensata per i giovani, è vecchia! L'abbiamo già sentita e abbiamo già sperimentato quanto sia un progetto fallimentare e non duraturo. Si potrebbe liquidare la questione dicendo che sentendo questa musica è logico che i giovani scappano dalle chiese, e come dargli torto? Se già una somministrazione parzialmente contraffatta e distorta della dottrina e una Liturgia impoverita e afflitta dalle angherie del clero porta i giovani a non sentirsi toccati dal messaggio del Vangelo questa musica è la ciliegina sulla torta. Quando ormai le omelie si sono svuotate di contenuti e la Liturgia è ormai il fantasma di se stessa ci vuole, giustamente, una degna colonna sonora: ecco la "Messa della Gioia", la Messa di cui nessuno sentiva la necessità. Perchè il clero continua a non capire - o vuol far finta di credere - che questa sciatteria riesca a trattenere i giovani in chiesa? Questa musica è un insulto alla Maestà di Dio e alla fede sincera dei poveri fedeli che sentono questa roba durante la celebrazione della Messa. Ricordiamoci che il fine della Musica sacra (Sacrosanctum Concilium) è rendere gloria a Dio ed edificare i fedeli.
    Sul fatto che questa musichetta non renda gloria a Dio credo che siamo tutti d'accordo, sul fatto che non contribuisca all'edificazione ed alla crescita spirituale dei fedeli pure. Come si fa ad implorare la misericordia di Dio o a cantarne la gloria e la potenza quando un ritmo che strizza l'occhio al pop delle peggiori specie distrae?
    Bisogna uscire dalla logica dell'immanente e tornare, se davvero si vuol parlare ai giovani (non solo ai giovani ma a tutti), al linguaggio dell'Eterno, che è linguaggio di bellezza. Ci vuole musica solennemente semplice, dignitosamente bella e, soprattutto, composta pensando solo che la musica è mezzo per render gloria a Dio e per aiutare i fedeli a crescere nello spirito.

    Dopo questa introduzione vi propongo degli ascolti dalla "Messa della Gioia": Gloria, Alleluia, Credo, Padre nostro, Canto finale.

    Si noti il Gloria in cui, su un accompagnamento da jiingle pubblicitario, il coro declama - spostando l'accento tonico e rendendo il tutto macchiettistico - Glorià! Glorià! Si è persa una buona occasione per non scrivere un gloria con struttura strofa-ritornello. Inoltre le strofe risultano difficilmente cantabili per via di un ritmo estremamente complicato che mal si concilia con il testo del gloria. E non si venga a dire - come si legge sul sito della Diocesi di Bergamo - che i testi della Messa non sono pensati per essere cantati...

    Alleluia, o meglio, "Gioia e Alleluia". La tradizione non ci ha consegnato, come acclamazione al Vangelo, il solo Alleluia? Il tutto su uno sculettante (ed insopportabile) ritmo da cha cha cha.

    Credo, o meglio, "Professione di fede". Anche qui, si è persa una buona occasione per scrivere un credo facile ed agile che si possa far cantare a tutta l'assemblea. Che senso ha invece pensare una composizione in cui il coro ripete allo sfinimento "credo, credo, credo..." (senza crederci davvero) mentre il solista e verosimilmente anche l'assemblea declama il testo del credo? Non penso che la resa - in una vera esecuzione liturgica, e non come registrato nel CD - sia buona.

    Padre nostro: non c'era nessuna necessità di una nuova melodia per cantare il Padre nostro, per lo più inutilizzabile perchè tutta in controtempo e irrispettosa dei naturali accenti tonici.

    Chiude degnamente la carrellata il canto finale "Andiamo, corriamo", che nel testo sembra invitare i malcapitati che si sono dovuti sorbire l'intera esecuzione di questo insulto musicale in liturgia a scappare a gambe levate dalla chiesa per non tornarci più. Se avete avuto la pazienza di leggere tutto il mio intervento vi chiederei ancora un favore: riascoltate "Andiamo, corriamo" e poi ascoltate questo: notate qualche differenza?
    Laudate Dominum in chordis et organo

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