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Discussione: Messa spiegata ai bambini

  1. #11
    CierRino
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    Citazione Originariamente Scritto da Alain Visualizza Messaggio
    Per me non c'è niente da "fare". Più si inventano artifizi per spiegare in modo semplice (che poi finiscono tutti inevitabilmente per banalizzare la liturgia ancor prima della spiegazione) più i più piccoli se ne allontaneranno. E' la convinzione che ho maturato nella mia esperienza.
    E' vero, ma bisogna comunque prepararli alla realtà del Mistero...


  2. #12
    Citazione Originariamente Scritto da Il Padovano Visualizza Messaggio
    E' vero, ma bisogna comunque prepararli alla realtà del Mistero...
    Magari con i termini esatti, spiegati senza troppi ghirigori, per far loro capire che la Messa è una cosa seria, anzi, una santa gioia.
    Viva il Papa!

  3. #13
    Vecchia guardia di CR L'avatar di SignorVeneranda
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    Prima di spiegare ai bambini come la Chiesa rende presente il grande evnto evento della Pasqua del Signore Gesù, trovo utile, per i catechisti, una riflessione.
    Come è noto il Concilio di Trento emanò due decreti importanti sul Sacramento dell'Eucarestia: il decreto sulla transustanziazione e il decreto sul sacrificio della celebrazione eucaristica.
    Di quest'ultimo decreto riporto la parte centrale in cui, secondo me, c'è tutto quello che la Chiesa Cattolica ha sempre creduto e insegnato su questo sacramento.
    Voglio sottolineare solo quattro punti :
    1) la motivazione, basata sull'amore per la sua chiesa, dell'istituzione dell'Eucarestia
    2) l'importanza dei segni visibili
    3) la virtus salutaris della celebrazione eucaristica (che traduco con l'espressione moderna "forza di salvezza"): l'applicazione a noi, oggi, per i nostri peccati, del perdono ottenuto dal sangue sparso da Cristo sulla croce
    4) il legame tra la Pasqua e la Nuova Pasqua.
    Leggendo questo testo mi pare evidente come già il Concilio di Trento affermasse che la celebrazione eucaristica sia il memoriale della Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo, del suo passaggio da questo mondo al Padre, passaggio che coinvolge anche noi : "ci ha strappato dal potere delle tenebre-ci ha trasferiti nel suo Regno".
    Per inciso, il Concilio di Trento riteneva che Gesù quella notte stava celebrando con i suoi discepoli l'antica Pasqua e in quel contesto istituì la Nuova Pasqua. Ma questo lo dicono anche i Vangeli.




    Potete trovare il testo completo del decreto in italiano nel sito www.monasterovirtuale.it
    Il brano che riporto l'ho tradotto direttamente dal testo latino originale che
    potete comunque trovare facilmente su internet digitando la traduzione latina di "Concilio di Trento"





    Pertanto, questo Dio e Signore nostro era in procinto di offrire se stesso a Dio Padre sull’altare della Croce, anche se una sola volta, per compiere per gli uomini una redenzione eterna, entrando nella morte.
    E poichè, tuttavia, il Suo Sacerdozio non si sarebbe estinto con la morte, nell’ultima cena, la notte in cui fu tradito, per lasciare alla Sua amata sposa, la Chiesa, un sacrificio visibile -come vuole la natura umana - con cui venisse ripresentato quello cruento che avrebbe compiuto una sola volta sulla croce, affinchè ne permanesse la memoria fino alla fine del mondo e affinchè la sua forza di salvezza fosse applicata per la remissione dei peccati che commettiamo ogni giorno, dicendosi costituito Sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedech, offrì a Dio Padre il Suo Corpo e il Suo Sangue sotto le specie del pane e del vino, e sotto questi simboli, Lo diede agli apostoli - che in quel momento costituiva sacerdoti della nuova alleanza - perché Lo prendessero e comandò ad essi, e ai loro successori nel sacerdozio, che l’offrissero, con queste parole: Fate questo in memoria di me ecc., come sempre la Chiesa cattolica ha inteso ed ha insegnato.
    Celebrata, infatti, l’antica Pasqua, - che la moltitudine dei figli di Israele immolava in ricordo dell’uscita dall’Egitto - istituì la nuova Pasqua : Se Stesso, da immolare sotto segni visibili dalla Chiesa per mezzo dei suoi sacerdoti, in memoria del Suo Passaggio da questo mondo al Padre, quando per il Suo Sangue sparso ci redense, ci strappò dal potere delle tenebre e ci trasferì nel Suo Regno.
    Ultima modifica di SignorVeneranda; 14-11-2009 alle 22:43

  4. #14
    dea delle nubi
    visitatore
    Nella mia umilissima esperienza di mamma, di catechista e di animatrice parrocchiale, posso solo dire che a mio figlio cercherò di spiegare che Gesù è un amico e che, come la domenica e le feste "comandate" ci ritroviamo a festeggiare con parenti ed amici, così allo stesso modo è giusto trovarsi a far festa con Lui. Inoltre, cosa più importante in assoluto, sarà quella di dimostrare personalmente quanto noi adulti teniamo a questo incontro settimanale... credo che prima di tante belle parole arrivino maggiormente i fatti.

  5. #15
    Nuovo iscritto L'avatar di Seminarista
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    Io ho icominciato dicendo che la Messa è il Sacrificio incruento di Cristo sulla Croce, poi gli ho dato dei fascicoletti sulla messa.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Seminarista Visualizza Messaggio
    Io ho icominciato dicendo che la Messa è il Sacrificio incruento di Cristo sulla Croce, poi gli ho dato dei fascicoletti sulla messa.
    Naturalmente gli avrai spiegato cosa vuol dire incruento, immagino.

  7. #17
    Vecchia guardia di CR L'avatar di SignorVeneranda
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    Potremmo così spiegare ai bambini come si rende presente a noi, nella Messa, la Pasqua di Cristo

    La Chiesa è la sposa amata di Cristo. A lei Cristo ha lasciato la possibilità di rendere presente la sua Pasqua. Questa Pasqua è avvenuta una sola volta.
    Il sacramento dell’Eucarestia è un grande dono del Signore: essa rende presente alla Chiesa questo unico sacrificio di Cristo.
    Non siamo solo noi che ritorniamo con la nostra memoria a quel sacrificio, ma è quel sacrificio di Cristo che, attraverso la Messa , viene a noi, con la sua forza capace di salvarci e di perdonarci, ogni volta che viene celebrata la Messa.
    La Messa non è una rappresentazione, non facciamo finta di essere con Gesù sul Calvario o di assistere alla sua morte e alla sua Resurrezione.
    Non ci siamo inventati un modo per rappresentare come in un teatro la Pasqua del Signore e così sentirci vicino a Lui attraverso questo ricordo.
    E’ Gesù Cristo stesso che ci ha detto cosa fare e dire affinché, per il suo Potere, questa Pasqua,il suo sacrificio eterno, si renda presente a noi nella celebrazione Eucaristica.
    Gesù prende del pane. Rende grazie a Dio. Spezza il pane e lo dà ai suoi apostoli dicendo: Prendete e mangiatene tutti :questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi.
    Cosa è questo pane che Gesù prende nell’ultima cena? Era il pane azzimo, senza lievito, che gli ebrei mangiavano nella Pasqua in ricordo del dolore che avevano provato quando si trovavano nella schiavitù dell’Egitto. Ma Cristo con la sua Parola trasforma questo pane nel suo stesso Corpo che sarà spezzato nel dolore, sulla croce, per liberare tutti gli uomini dalla schiavitù del peccato. In questo momento il sacerdote,dopo aver invocato lo Spirito Santo, per il potere di Cristo e nella persona di Cristo prende il pane e per la parola di Cristo il pane viene trasformato nel Corpo di Cristo che si offre in sacrificio per noi.
    Gesù prende il calice del vino. Rende grazie a Dio. Dà ai suoi discepoli il calice dicendo:Prendete e bevetene tutti: Questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.
    Cosa è questo calice di vino che Gesù prende e innalza a Dio? Era il calice di vino che gli ebrei bevevano nella Pasqua per ricordare l’Alleanza, il patto di amore che Dio aveva fatto con loro e che Dio aveva mantenuto facendoli entrare nella terra promessa.
    Ma Cristo con la sua parola trasforma questo vino nel suo stesso Sangue che egli avrebbe versato sulla croce per perdonarci i peccati e trasferirci nel suo Regno eterno, nel Regno del Padre suo.
    In questo momento il sacerdote per il potere di Cristo e nella sua persona prende il vino che viene trasformato nel Sangue di Cristo versato per perdonare i nostri peccati e per farci entrare in una allenza nuova in un patto di amore senza fine con Lui.
    Mangiando il suo Corpo e bevendo il suo Sangue noi diventiamo una sola cosa con Gesù. Con Lui, per Lui e in Lui, rendiamo grazie a Dio Padre uniti in un solo Spirito e veniamo presi dalla Pasqua del Signore per passare anche noi dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dal peccato alla vita eterna.
    Questo è quello che si dovrebbe spiegare.
    Sarebbe anche utile aggiungere che per prepararci a questa alleanza che il Signore ci ripresenta nella Messa abbiamo bisogno di ascoltare la sua Parola (Liturgia della Parola) e di pregare e invocare l’aiuto di Dio per tutti (preghiera dei fedeli).
    Dovremmo anche spiegare che questa alleanza che Cristo fa per noi nel suo Corpo e nel suo Sangue ci riempie di gratitudine e che per tutti i benefici che abbiamo ricevuto e riceveremo non possiamo dire altro se non che il Signore è grande, immenso, che è Santo, Santo, Santo. L’Eucarestia è, infatti, il più grande rendimento di grazie e nello stesso tempo fonte di grazie infinite.
    Ultima modifica di SignorVeneranda; 16-11-2009 alle 08:32

  8. #18
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    Come i discepoli anche noi, davanti al mistero dell'Eucarestia, non possiamo che dire :"Questo linguaggio è duro, chi può intenderlo?". In effetti le parole
    per descrivere un mistero spesso sono insufficienti, nel senso che non lo possono descrivere completamente. Tuttavia questo non significa che non siano vere.
    Non dobbiamo, secondo me, aver paura di parlare della Messa ai bambini pensando che
    in questo modo banalizziamo il mistero. Possiamo in fasi successive della loro crescita
    approfondire il significato dell'Eucarestia. In effetti l'Eucarestia è uno dei sacramenti dell'iniziazione cristiana e l'iniziazione cristiana non si dà tutta in una sola volta ed in un solo momento ma ha una gradualità. Non si sostituisce verità a verità ma si cerca di
    trasmettere loro una verità sempre più grande che includa le precedenti. Queste verità
    però vengono recepite ad un livello profondo dai bambini quanto più sono vere per coloro che gliele trasmettono. Così va benissimo iniziare parlando di Gesù come un amico. Questa semplicissima verità, crescendo, non svanisce ma diventa sempre più grande.
    Nella misura in cui (espressione apparentemente sessantottina ma abbondantemente utilizzata da S.Tommaso) faccio esperienza di potermi fidare di Cristo, la parola amico acquista risonanze più profonde dentro di me, anche quando divento adulto, anche quando divento vecchio. Anzi a volte vediamo degli aspetti che avevamo davanti agli occhi e non abbiamo mai considerato. Ad esempio in questi ultimi tempi io ho riflettuto a quanto Gesù dice su questo. Da bambino, come tutti, sono stato istruito ed invitato a considerare Gesù come un mio amico. Questa è una sacrosanta verità. Ma guarda un po': Gesù oggi sembra dirmi una verità che non contraddice questa verità ma le dà una prospettiva, per me, ancora più grande. Infatti Gesù dice: Voi (io, tu), voi siete i miei amici. Si capisce quello che voglio dire? Non sono tanto io che sono amico di Gesù ma la grandezza sta nel fatto che Gesù, conoscendo i miei limiti, i miei tradimenti, i miei voltafaccia, in una parola la mia inaffidabilità (per usare un termine da formula 1) , ciò nonostante mi dice che sono il suo amico, non dice "voi siete miei amici " , ma "voi siete i miei amici". Quali sono gli amici di Gesù? Sembra strano a me ancora oggi : siamo noi. Non so a voi ma a me viene da piangere. Ovviamente di riconoscenza.
    Ultima modifica di SignorVeneranda; 16-11-2009 alle 19:55

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Padovano Visualizza Messaggio
    La Messa, la Liturgia secondo il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice è "culmine della nostra vita" "culmine, vale a dire punto di arrivo del nostro cammino, proprio perché è anche fonte da cui scaturisce la possibilità di quel cammino"... come riuscire a spiegare concetti tali ai più piccoli? Come avvicinare i bambini in modo semplice e comprensibile alla grandiosità del Mistero Eucaristico? Come preparare i bambini alla Messa?
    In realtà credo sia un pò difficile da far comprendere nella società moderna, dove, noto sempre più che, i bambini sono precocemente individualisti, preferiscono Winning Eleven ad una partita di calcetto con gli amici per strada e sentono maggiori emozioni guardando la TV che cenando con i propri genitori.

    Sono cosciente del fatto che la stia prendendo alla larga, ma credo che il primo passo per avvicinare i bambini alla messa sia avvicinare i bambini ai rapporti interpersonali corretti in famiglia e con gli amici. Tentare di fare almeno colazione e cena insieme, accompagnarli a fare attività sportive di gruppo (per fargli sentire l'interesse e la presenza, ma senza essere però troppo protettivi, poichè devono imparare dalle difficoltà).

    Iniziare a parlargli degli insegnamenti del Vangelo, come il rispetto reciproco, il rispetto verso i genitori e l'austerità.

    Poi spiegargli che le persone si riuniscono attorno ad un maestro per imparare qualcosa di più circa quegli insegnamenti, per poter avere un confronto tra di loro sugli insegnamenti che sono stati trasmessi ricordando un Maestro che è morto molti anni fa per i suoi ideali. Tale riunione si chiama Messa.

    Questa è la mia idea.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da fabio Visualizza Messaggio
    In realtà credo sia un pò difficile da far comprendere nella società moderna, dove, noto sempre più che, i bambini sono precocemente individualisti, preferiscono Winning Eleven ad una partita di calcetto con gli amici per strada e sentono maggiori emozioni guardando la TV che cenando con i propri genitori.

    Sono cosciente del fatto che la stia prendendo alla larga, ma credo che il primo passo per avvicinare i bambini alla messa sia avvicinare i bambini ai rapporti interpersonali corretti in famiglia e con gli amici. Tentare di fare almeno colazione e cena insieme
    Questo è certamente un primo passo. Aggiungerei l'importanza, almeno nel giorno della Domenica, di un momento di dialogo tra genitori e bambini circa la settimana che è passata, le difficoltà e le gioie incontrate e quindi di cercare di mettere queste difficoltà nelle mani di Dio, con una piccola preghiera di ringraziamento prima del pranzo. La Messa infatti è come una porta per vivere pienamente il giorno del Signore, giorno di riposo fisico e spirituale, in cui possiamo riappropriarci di tutte quelle dimensioni trascurate per la fretta, quali appunto soprattutto il parlare di noi stessi e dei nostri problemi. Tra queste dimensioni metterei anche il gioco. Io ricordo con grande riconoscenza il tempo che passava mio padre, la domenica, a giocare con noi. Del resto il grande teologo Romano Guardini parlava della liturgia come un gioco. Gioco molto serio, si intende, nel senso di un momento in cui il tempo, la fretta non è più la dominatrice della nostra vita.

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