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Discussione: Il cerimoniere

  1. #371
    Vecchia guardia di CR L'avatar di TGC
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    Sono andato a cercare nell'OGMR ed effettivamente indica come veste "primaria" per i laici il camice, ma ammette che vi possano essere altre vesti legittimamente indicate dalle singole Conferenze Episcopali. Inoltre l'OGMR non tratta del cerimoniere.

    Ad ogni modo sono andato anche a cercarmi una circolare interdicasteriale del 1997 "Ecclesie de mysterio" indicata tra le note dell'OGMR che specifica:

    § 2. Affinché, anche in questo campo, sia salvaguardata l'identità ecclesiale di ciascuno, vanno rimossi gli abusi di vario genere che sono contrari al dettato del can. 907, secondo cui nella celebrazione eucaristica, ai diaconi e ai fedeli non ordinati non è consentito proferire le orazioni e qualsiasi altra parte riservata al sacerdote celebrante — soprattutto la preghiera eucaristica con la dossologia conclusiva — o eseguire azioni e gesti che sono propri dello stesso celebrante. È altresì grave abuso che un fedele non ordinato eserciti, di fatto, una quasi « presidenza » dell'Eucaristia lasciando al sacerdote soltanto il minimo per garantirne la validità.
    Nella stessa linea risulta evidente l'illiceità di usare, nelle azioni liturgiche, da parte di chi non è ordinato, paramenti riservati ai sacerdoti o ai diaconi (stola, pianeta o casula, dalmatica).
    Si deve cercare di evitare accuratamente perfino l'apparenza di confusione che può sorgere da comportamenti liturgicamente anomali. Come i ministri ordinati sono richiamati all'obbligo di indossare tutti i paramenti sacri prescritti, così i fedeli non ordinati non possono assumere quanto non è loro proprio.
    Ad evitare confusioni fra la liturgia sacramentale presieduta da un sacerdote o diacono con altri atti animati o guidati da fedeli non ordinati, è necessario che per questi ultimi si adoperino formulazioni chiaramente distinte.
    L'istruzione in questione non tratta specificatamente dei cerimonieri e sottolinea soprattutto la dovuta differenza tra ordinati e laici sia nei gesti sia nelle vesti principali (casula, stola, dalmatica) non facendo cenno a talare e cotta e quindi non vietandole per i laici in modo diretto, però ritengo che la ratio sottostante alla stessa istruzione possa comunque valere più in generale anche per talare e cotta, infatti se "consiglia" di evitare qualsiasi gesto o veste che possa anche solo dar adito ad equivoci, quale confusione ed equivoco maggiore può creare il vedere un laico indossare la talare, veste tipica dei sacerdoti (che oltretutto oggi indossano sempre meno pure loro)?

  2. #372
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Citazione Originariamente Scritto da TGC Visualizza Messaggio
    Sono andato a cercare nell'OGMR ed effettivamente indica come veste "primaria" per i laici il camice, ma ammette che vi possano essere altre vesti legittimamente indicate dalle singole Conferenze Episcopali. Inoltre l'OGMR non tratta del cerimoniere.

    Ad ogni modo sono andato anche a cercarmi una circolare interdicasteriale del 1997 "Ecclesie de mysterio" indicata tra le note dell'OGMR che specifica:



    L'istruzione in questione non tratta specificatamente dei cerimonieri e sottolinea soprattutto la dovuta differenza tra ordinati e laici sia nei gesti sia nelle vesti principali (casula, stola, dalmatica) non facendo cenno a talare e cotta e quindi non vietandole per i laici in modo diretto, però ritengo che la ratio sottostante alla stessa istruzione possa comunque valere più in generale anche per talare e cotta, infatti se "consiglia" di evitare qualsiasi gesto o veste che possa anche solo dar adito ad equivoci, quale confusione ed equivoco maggiore può creare il vedere un laico indossare la talare, veste tipica dei sacerdoti (che oltretutto oggi indossano sempre meno pure loro)?
    Vero quel che dici... in teoria.
    Perché ora sull'altare spesso c'è un'ammucchiata di gente di tutti i tipi in camice e quindi siamo daccapo e non distinguiamo più tra clero e laici.
    Con un'aggravante: che prima la non distinzione era almeno compensata da un più aggraziato, armonioso ed equilibrato senso estetico; adesso non c'è più neppure quello, ma tante persone con camicioni bianchi che vagolano qui e là.

  3. #373
    Vecchia guardia di CR L'avatar di TGC
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    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Vero quel che dici... in teoria.
    Perché ora sull'altare spesso c'è un'ammucchiata di gente di tutti i tipi in camice e quindi siamo daccapo e non distinguiamo più tra clero e laici.
    Con un'aggravante: che prima la non distinzione era almeno compensata da un più aggraziato, armonioso ed equilibrato senso estetico; adesso non c'è più neppure quello, ma tante persone con camicioni bianchi che vagolano qui e là.
    Però almeno la distinzione "camice=laico" e "camice+stola=sacerdote/diacono" è abbastanza chiara un po' a tutti, mentre la combinazione "talare+cotta" effettivamente genera confusione perché, anche all'occhio esperto, non si sa se chi la indossa sia un ordinato o un laico. Per carità, non casca il mondo, però sono dell'idea che per i laici, qualsiasi funzione ricoprano, il camice (con amitto e cingolo) sia veste liturgica più che sufficiente e dignitosa.

  4. #374
    Iscritto L'avatar di Matthaeus
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    Ciao a tutti !! Ho scritto questo appunto anche nella discussione "Abiti dei Chierichetti/Ministranti", ma dal momento che tocca anche la figura del "Cerimoniere", lo ripropongo anche in questa discussione. A fronte dei tanti commenti sul tema, ho interpellato l'Ufficio per la pastorale liturgica della Diocesi di Milano (dunque interesserà più gli utenti ambrosiani) e mi hanno risposto in maniera. Sono dunque a condividere con voi le risposte ai dubbi:

    Q 1- Se un laico che presta il suo servizio all'altare come "ministro inferiore al diacono" (cfr. PNMA 314) ovvero svolge le funzioni di accolito ma non è istituito, può indossare la veste talare nera (completa di fascia e colletto) e la cotta.

    R- Come richiamato da PNMA 314, l’abito liturgico può essere il camice «o altra veste legittimamente approvata nella nostra regione». Tra gli abiti legittimamente approvati dalla consuetudine vi sono la veste talare e la cotta, in uso a molti gruppi di ministranti. L’uso della fascia e del colletto caratterizza l’abito ecclesiastico, indossato dai candidati al sacramento dell’Ordine e dai ministri ordinati. Come abito liturgico, i candidati all’Ordine e i ministri ordinati usano la cotta o il camice sopra l’abito ecclesiastico.

    Q 2- Se un laico che presta il suo servizio all'altare come "ministro inferiore al diacono", non istituito, facente funzione di "Maestro delle Cerimonie" ovvero "Cerimoniere", può indossare la veste talare paonazza (completa di fascia e colletto) e la cotta.

    R- È del tutto da escludere l’uso della veste paonazza e della fascia a qualsiasi ministro che non ne abbia facoltà; il Capitolo Metropolitano Maggiore e Minore ha i propri statuti che non possono essere considerati “estensibili”. Anche per il Cerimoniere di una parrocchia vale quanto detto sopra per il numero 1.
    Extra Ecclesiam nulla salus

  5. #375
    Veterano di CR L'avatar di Pivialista
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    Come si fa a portare una talare ambrosiana senza fascia? La fascia fa parte in maniera intrinseca dell'abito talare ambrosiano. Per quanto riguarda colletto e talare paonazza io ricordavo che Monsignor Mellera, invece, dicesse che quest'uso è autorizzato anche per i laici nell'Arcidiocesi ambrosiana. Ho in mente diversi laici che portano il colletto (tra cui io) e che portano la talare paonazza. Tutto questo con l'approvazione o, per lo meno, la non-protesta del Cardinale Scola e di alcuni monsignori.
    Viva il Papa!

  6. #376
    CierRino L'avatar di Proculus Ianuarius
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    Bhe Pivialista anche se una cosa è tollerata non vuol dire sempre che è consentita. Magari se togli il colletto per tua iniziativa è meglio anzi dai l'esempio
    Fedele al Papa!

  7. #377
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    Io ho riportato la risposta che mi è stata scritta in modo ufficiale dall'Ufficio della Curia di Milano.

    Riguardo all'uso della talare senza fascia, io ricordo che da bambino nel mio paese ogni tanto ci facevano mettere delle vesti nere o rosse, una sorta di "talarine", con la cotta... e nessuno si è mai fatto problemi !

    Poi ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma le risposte date dalla Curia in proposito sono queste...
    Extra Ecclesiam nulla salus

  8. #378
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    Citazione Originariamente Scritto da Pivialista Visualizza Messaggio
    Come si fa a portare una talare ambrosiana senza fascia?
    I primi tempi che ero su questo forum domandai la stessa cosa, mi fu risposto che chi non è sacerdote/diacono e indossa la talare ambrosiana, la chiude con un cingolo.

  9. #379
    Iscritto L'avatar di Matthaeus
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    Citazione Originariamente Scritto da ******* Visualizza Messaggio
    I primi tempi che ero su questo forum domandai la stessa cosa, mi fu risposto che chi non è sacerdote/diacono e indossa la talare ambrosiana, la chiude con un cingolo.
    Ma sì infatti, le soluzioni si trovano, non ne farei una tragedia ! D'altra parte, se non si ha diritto... inutile incaponirsi e aggrapparsi su opinioni di circostanza, o per sentito dire.
    Extra Ecclesiam nulla salus

  10. #380
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da Lumen Christi Visualizza Messaggio
    quali sono i requisiti minimi sufficienti per questo genere di "lavoro liturgico".
    Avere voglia di rimboccarsi le maniche, aver interesse per la cura e la dignità della liturgia e..... essere sufficientemente "svegli" per poter tenere tutto sotto controllo intervenendo velocemente (e discretamente) in caso di imprevisti

    Citazione Originariamente Scritto da Lumen Christi Visualizza Messaggio
    Inoltre, da cosa bisogna studiare e mediamente quanto tempo ci vuole?
    Non c'è una risposta: dipende da come siete organizzati. Dovresti chiedere al tuo parroco.

    Citazione Originariamente Scritto da Lumen Christi Visualizza Messaggio
    E i vestiti che vengono indossati da questa figura quali sono?
    Anche qui, dipende da come siete organizzati. Ma in linea di principio il cerimoniere nelle parrocchie non si distingue per l'uso di una veste particolare.

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