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Discussione: Viaggio Apostolico del Santo Padre in Portogallo (11-14 maggio 2010)

  1. #11
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    AVVISO DI BRIEFING, 29.04.2010

    Si informano i giornalisti accreditati che martedì 4 maggio 2010, alle ore 11.30, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, P. Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, terrà un Briefing per illustrare il Programma del Viaggio Apostolico di Sua Santità Benedetto XVI in Portogallo nel 10° anniversario della Beatificazione di Giacinta e Francesco, pastorelli di Fátima (11-14 maggio 2010).

    [00601-01.01]

    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  2. #12
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    04/05/2010 13.58.26
    Padre Lombardi illustra il viaggio del Papa in Portogallo: una visita all’insegna di Maria e della speranza cristiana



    Si è svolto stamani nella Sala Stampa della Santa Sede, il briefing di padre Federico Lombardi, sul programma del viaggio apostolico di Benedetto XVI in Portogallo, nel decimo anniversario della Beatificazione dei pastorelli di Fatima, Giacinta e Francesco. Il 15.mo viaggio internazionale di Benedetto XVI si svolgerà dall’11 al 14 maggio prossimi. Il Papa visiterà il Santuario mariano di Fatima, la capitale Lisbona e la città di Porto. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    Pellegrino tra i pellegrini, Benedetto XVI sarà il terzo Pontefice a recarsi a Fatima, dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II. In questo viaggio apostolico, ha sottolineato padre Federico Lombardi, emerge immediatamente la dimensione mariana. Ed ha ricordato che, nel 2000, quando fu resa pubblica la terza parte del Segreto di Fatima, fu proprio il cardinale Joseph Ratzinger a svolgere il commento teologico sul documento. Fatima, ha affermato, è dunque un luogo particolarmente significativo per questo Papa:


    “Un santuario mariano in cui ci sono stati degli eventi di cui Benedetto XVI si è occupato in modo molto approfondito, personalmente, anche proprio dal punto di vista della teologia e della spiritualità. E, naturalmente, Fatima è un luogo in cui lo sguardo si allarga per una meditazione sulla storia”.


    All’arrivo al Santuario mariano nel pomeriggio del 12 maggio, ha poi detto il direttore della Sala Stampa vaticana, il Papa ricorderà con parole intense il suo predecessore Giovanni Paolo II e l’attentato che subì il 13 maggio del 1981. Tuttavia, ha proseguito padre Lombardi, anche se Fatima sarà il cuore del viaggio, la visita del Pontefice interesserà tutta la nazione portoghese. Per questo vi saranno importanti eventi anche nella capitale Lisbona e a Porto, seconda città del Paese. Padre Lombardi ha in particolare messo l’accento sul tema del viaggio: “Insieme a te, camminiamo nella speranza”:

    “La scelta da parte dei vescovi insieme al Papa: diamo una speranza e camminiamo nella speranza anche per tutto il popolo portoghese”.

    Proprio per rispondere a questa esigenza di speranza, su proposta dei vescovi portoghesi, il Papa vivrà tre incontri particolari con diverse realtà non solo ecclesiali: il mondo della cultura, i membri del clero e gli operatori della Pastorale sociale nella Chiesa. Nota di cronaca: al Papa verranno consegnate le chiavi della città di Lisbona, in occasione della grande Messa che verrà celebrata nel pomeriggio dell'11 maggio nella capitale portoghese.

    fonte: Radio Vaticana
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  3. #13
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    Il Portogallo si prepara a ricevere il Papa

    Santità ed evangelizzazione
    sulla rotta del Vaticano II


    di Eugénia Tomaz

    Universidade autónoma di Lisbona

    La notizia della visita di Benedetto XVI in Portogallo è stata ben accolta nel cuore della maggioranza dei portoghesi. Questo atteggiamento si deve a ciò che ci caratterizza come popolo: siamo ospitali. Il modo con cui il nostro Paese si prepara a ricevere il Papa ha come base due prospettive che si completano: uno sguardo retrospettivo e, allo stesso tempo, di prospettiva.
    La visione retrospettiva si riferisce alla visita ad limina compiuta dai vescovi all'inizio di novembre 2007. In quell'incontro le direttive del Pontefice sono state chiare: "La parola d'ordine è stata, ed è, costruire cammini di comunione. È necessario cambiare lo stile di organizzazione della comunità ecclesiale portoghese e la mentalità dei suoi membri per avere una Chiesa in sintonia con il concilio Vaticano II". I presuli del Paese hanno tratto le seguenti conclusioni: "La Conferenza episcopale portoghese considera una priorità investire nella formazione dei cristiani, con la valorizzazione dello stile catecumenale e delle dimensioni comunitaria e spirituale; l'innovazione nella pastorale giovanile; il chiarimento della missione specifica dei sacerdoti; la promozione delle iniziative che permettano di conoscere il Dio cristiano, pensare alla Chiesa nella sua libertà profetica e prepararla a essere serva e povera".
    All'inizio di febbraio del 2009, sul giornale diocesano di Lisbona, il patriarca cardinale José da Cruz Policarpo, ha dichiarato: "La Chiesa deve incontrarsi con il proprio mistero; deve riscoprire che la vita umana è qualcosa in cui Dio interviene continuamente; la società è un'armonia delle libertà individuali". A suo parere, la Chiesa fa la differenza nel rapporto con il mondo in cui è inserita a partire dall'esperienza vissuta in Gesù e dal Vangelo delle beatitudini. A una domanda circa la sua visione del futuro ha risposto: "Riservo una grande apertura a ciò che io non so neanche immaginare del futuro e che è nel silenzio di Dio. Il grande contributo che possiamo dare alla costruzione della comunità, della Chiesa nel suo insieme e dell'umanità come realtà globale, è proprio credere profondamente, non desistendo mai da ciò in cui crediamo".
    L'annuncio e la pubblicazione della Caritas in veritate, nel giugno del 2009, hanno suscitato grande aspettativa ed entusiasmo, anche se - si legge sullo stesso giornale diocesano - "dopo la sua pubblicazione pochi sono stati i commentatori e i media che hanno riportato le idee principali esposte da Benedetto XVI. I critici sono rimasti in silenzio e hanno preferito non dire molto circa le proposte fatte dal Papa". Questo significa che i documenti del Papa non vengono sufficientemente valorizzati, forse perché una delle caratteristiche del popolo portoghese è la sua resistenza ai cambiamenti. Non solo per quello che riguarda gli insegnamenti della Chiesa ma anche nell'aspetto sociale e, ancora di più, nell'ambito della cultura. I documenti e gli scritti di Giovanni Paolo II sono sempre stati considerati di difficile comprensione. Lo stesso sta avvenendo con quelli del successore. È necessario approfondire, a livello delle comunità locali, il contenuto dei documenti pontifici, in modo da inserire sempre più i cristiani nei linguaggi della fede e della cultura cristiana. Del resto, sono gli stessi responsabili della Chiesa in Portogallo a riconoscere che la dottrina del concilio Vaticano II è stata promossa poco nel nostro Paese.
    Quanto all'effettiva preparazione della visita, i media cattolici hanno concentrato le aspettative sul tema "Santità ed evangelizzazione". Tre in particolare sono le realtà che il Papa incontrerà: i responsabili della pastorale sociale, il mondo della cultura, della scienza e dell'arte, i sacerdoti. In Portogallo la pastorale sociale e della salute è un settore con un'intensa attività, che sta svolgendo e consolidando iniziative considerevoli. Per quanto riguarda il mondo della cultura e delle arti non sta avvenendo la stessa cosa: "La Chiesa in Portogallo ha bisogno di voltare pagina in questo campo", ha affermato di recente padre José Tolentino Mendonça, direttore del segretariato della pastorale della cultura, sottolineando che "sulla scia dei suoi predecessori, Papa Benedetto XVI ha dichiarato che la Chiesa ha bisogno di celebrare un nuovo patto creativo con il mondo delle arti".
    Con l'avvicinarsi della visita, il clima di festa si intensifica. Il Pontefice viene "essenzialmente come pellegrino di Fatima", ma "i vescovi non vogliono che la sua visita sia un evento passeggero". Per questo, il Patriarca di Lisbona ha sfidato tutti a "lasciarsi invadere da questo desiderio di cambiare il cuore, per essere "giusti" e operatori di giustizia". Questo senso della giustizia è in rapporto diretto con il modo in cui i media tratteranno l'evento. In questa prospettiva, monsignor Carlos Azevedo - coordinatore generale della visita - ha chiesto ai giornalisti "senso critico e onestà". Egli sa che la venuta del Papa implica "una sfida a pensare il Portogallo" ma anche a "ripensare la Chiesa, quasi cinquant'anni dopo l'inizio del concilio Vaticano II". Questo aspetto chiama a collaborare tutti i cristiani e soprattutto i giovani, che "avranno un ruolo attivo nella visita".
    Con te camminiamo nella speranza! Sarà questo il grido delle migliaia di persone che daranno il benvenuto a Benedetto XVI. Un Papa per il quale "la speranza è una persona viva, Gesù Cristo".



    (©L'Osservatore Romano - 8 maggio 2010)
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  4. #14
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    09/05/2010 10.19.50
    Il Papa si prepara al viaggio apostolico a Lisbona e Fatima, nel decimo della Canonizzazione di Giacinta e Francesco. Intervista col cardinale Saraiva Martins



    Per Benedetto XVI quelle di oggi sono ore di vigilia prima della partenza per Fatima. Il Papa partirà martedì mattina alle 8.50 per Lisbona, dove giungerà verso le 11, ora locale. Dopo una serie di appuntamenti nella capitale portoghese, il Pontefice si trasferirà mercoledì pomeriggio a Fatima, per poi presiedere il giorno successivo, 13 maggio, la Messa solenne nel Santuario mariano, nel decimo anniversario della canonizzazione dei due veggenti, Giacinta e Francesco. Prima della partenza di questo 15.mo viaggio apostolico internazionale, il nostro inviato in Portogallo, Roberto Piermarini, ha domandato al cardinale José Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi, quale sia il legame che unisce Benedetto XVI alla Vergine di Fatima:

    R. – C’è un grande legame tra Benedetto XVI e Fatima. E questo perché, tra l’altro, il cardinale Ratzinger è stato già a Fatima per presiedere il pellegrinaggio mondiale, che vede a Fatima centinaia di migliaia di persone. In un’altra occasione, poi, il cardinale Ratzinger ha tenuto una conferenza nella sede di Porto dell’Università Cattolica portoghese. Ci sono dunque molti legami tra Benedetto XVI, Fatima e il Portogallo. Bisogna anche ricordare che è stato proprio il cardinale Ratzinger a preparare la pubblicazione dell’ultima parte del "segreto" di Fatima. Allora era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e il documento che fu letto a Fatima alla fine della Messa di beatificazione di Giacinta e Francesco fu preparato proprio dal cardinale Ratzinger insieme con i suoi collaboratori.

    D. – Nel 2000, lei ha accompagnato a Fatima Giovanni Paolo II. Che ricordo le è rimasto di quella visita?

    R. – Io ho molti ricordi, ma ce ne è soprattutto uno al quale mi voglio riferire e che è stato per me veramente molto commovente. Giovanni Paolo II mi aveva voluto con molta, molta intensità assieme a lui alla Beatificazione dei due veggenti di Fatima, per portarli alla gloria degli altari, per mettere un candelabro che illuminasse l’uomo di oggi e soprattutto i bambini di oggi. Dopo la Beatificazione di Giacinta e Francesco, rientrando a Roma in aereo, Giovanni Paolo II parlava con grande calore di quanto avvenuto: un calore che era chiaramente l’espressione di una persona che era riuscita finalmente a realizzare ciò che da tempo desiderava, beatificare i due pastorelli. Mai mi dimenticherò di quella reazione di Papa Giovanni Paolo II: era un uomo felice. "Finalmente – pensava tra sé – ho fatto quello che da molto tempo avrei voluto fare!”. Non dimentichiamo che Giovanni Paolo II era intimamente legato a Fatima per tanti motivi, non ultimo in riferimento all’attentato. Lui ha detto chiaramente e più di una volta che è stata la Madonna di Fatima a salvargli la vita, perché – secondo lui – è stata proprio la Madonna di Fatima a deviare la pallottola che avrebbe dovuto ucciderlo. Tanto era convinto di questo, che offrì alla Madonna di Fatima quella stessa pallottola che avrebbe dovuto ucciderlo e che è ora nella Corona della Bianca Signora della Cova di Iria.

    D. – In occasione della visita di Giovanni Paolo II, culminata con la Beatificazione dei pastorelli Giacinta e Francesco, venne data lettura della terza parte del “segreto” di Fatima, che secondo la Santa Sede si era compiuto con l’attentato allo stesso Pontefice il 13 maggio del 1981. Cosa risponde a chi parla di una “quarta parte” del segreto, che sarebbe tenuta nascosta?

    R. – Certamente, si parla di una quarta parte del segreto di Fatima, ma secondo me questa quarta parte non esiste. Si tratta piuttosto di una affermazione gratuita, che non ha alcun fondamento nella realtà delle cose. La terza parte è l’ultima parte del messaggio del segreto di Fatima. Non c’è alcuna ragione valida per poter affermare che esista una quarta parte. So bene che molto se ne è parlato e che qualcuno ha pure scritto un libro sull’argomento, ma io non trovo alcun fondamento in tale affermazione.

    D. – Lei ha incontrato numerose volte nel suo monastero di Coimbra la terza veggente, suor Lucia. Cosa ricorda di quegli incontri?

    R. – Ho tanti ricordi e tutti commoventi. Io incontravo suor Lucia, ogni anno, in agosto e precisamente il 15 agosto, Festa dell’Assunta. Quel giorno, infatti, le suore del Monastero di Coimbra, sapendo che io ero in vacanza in Portogallo, a Lisbona, mi invitavano a celebrare la messa per la Festa dell’Assunta. In quell’occasione, avevo sempre un incontro con suor Lucia e con tutte le altre suore del Monastero. Suor Lucia mi ha sempre dato l’impressione di essere una persona semplice, una persona anche molto intelligente, molto pratica, ma soprattutto una persona santa. Il suo modo di parlare e il suo modo di muoversi esprimevano molto chiaramente – secondo me – la sua santità. Era veramente una santa. Questa era l’impressione che mi rimaneva sempre dopo aver parlato con Lucia. Era di una semplicità straordinaria, la semplicità del Vangelo. Proprio per la sua intelligenza e praticità è stata l’economa del Monastero di Coimbra. Quando le Suore carmelitane di clausura hanno avuto bisogno di erigere un altro monastero nella città di Guarda, fu proprio suor Lucia che da Coimbra andò a Guarda per parlare con gli architetti e dire loro come dovevano fare il nuovo monastero. I santi sono sempre pratici, realistici, concreti.

    D. – Eminenza, cosa ha rappresentato e cosa rappresenta oggi Fatima per la sua vita?

    R. – Fatima ha rappresentato sempre molto nella mia vita, fin da bambino. E questo perché, come succede con tutte le mamme portoghesi – almeno con la maggior parte delle mamme portoghesi – la mia mamma mi ha sempre parlato della Madonna di Fatima sin dalla tenera età. Ho quindi imparato ad amare la Madonna di Fatima e a venerare i pastorelli. Per me, quindi, come penso per la maggior parte dei portoghesi, amare la Madonna di Fatima, essere devoti della Madonna di Fatima è qualcosa di naturale. Lo abbiamo imparato dalla mamma, tutti noi.

    fonte: Radio Vaticana
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  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    09/05/2010 10.19.50Il Papa si prepara al viaggio apostolico a Lisbona e Fatima, nel decimo della Canonizzazione di Giacinta e Francesco.
    Ma non è il decimo anniversario della Beatificazione?

  6. #16
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    ''Cari amici, nel cuore di questo mese mariano, avrò la gioia di recarmi nei prossimi giorni in Portogallo. Visiterò la capitale Lisbona e Porto, seconda città del Paese. Meta principale del mio viaggio sarà Fatima, in occasione del decimo anniversario della beatificazione dei due pastorelli Giacinta e Francesco.
    Per la prima volta come successore di Pietro mi recherò a quel santuario mariano, tanto caro al venerabile Giovanni Paolo II. Invito tutti ad accompagnarmi in questo pellegrinaggio, partecipando attivamente con la preghiera: con un cuore solo e un'anima sola invochiamo l'intercessione della Vergine Maria per la Chiesa, in particolare per i sacerdoti, e per la pace nel mondo''.

    (Regina Coeli, 9 maggio 2010)
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  7. #17
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  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da ******* Visualizza Messaggio
    Ma non è il decimo anniversario della Beatificazione?
    Esatto
    Infatti poi il titolo dell'intervista è stato modificato, anche se il termine "canonizzazione" è ancora presente nel corpo dell'articolo (correggere tutto era troppo difficile? )
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  9. #19
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    «Fatima svela il senso della storia»
    Alla vigilia del viaggio del Papa intervista al patriarca di Lisbona Josè da Cruz Policarpo: con Maria ci riporterà all’essenza del Vangelo

    DAL NOSTRO INVIATO A LISBONA
    LUIGI GENINAZZI


    Ma lei lo sa che ben 500 diocesi nel mondo hanno avuto origine da una missione portoghese? ». Il patriarca di Lisbona, cardinale José da Cruz Policarpo, ci tiene a presentasi come l’erede di una grande tradizione missionaria che continua ancora oggi. Sarà lui ad accogliere dopodomani Benedetto XVI che, subito dopo l’arrivo, celebrerà una Messa sulle rive del Tago e pronuncerà un’omelia, non a caso, su «santità e missione». 74 anni, fisico robusto e intelligenza vivace, Policarpo è noto per la sua capacità di dialogo unita alla difesa intransigente delle ragioni della fede. Uomo di vasta cultura è stato docente e rettore dell’Università cattolica del Portogallo. Dal 1998 è patriarca di Lisbona.

    L’abbiamo incontrato nella sua residenza privata alla periferia della capitale, un antico palazzo decorato con magnifici azulejos (le bellissime formelle decorative), dove il cardinale abita insieme con tutti i suoi vescovi ausiliari.

    Eminenza, il Papa arriva in Portogallo in un momento particolarmente difficile, segnato da una grave crisi che suscita forti preoccupazioni ed anche paura per il futuro. Cosa si aspetta dalla visita di Benedetto XVI?

    Non so se il Papa si riferirà esplicitamente a questa situazione che non riguarda solo il Portogallo ma tutta l’Europa. Io penso che la sua visita rappresenterà un momento intenso di spiritualità e di fede che potrà dare un soffio nuovo, una ripresa di dinamismo interiore per essere più uomini e più cristiani. E spero proprio che il mio Paese sappia aprirsi a questo messaggio di speranza.

    A suo avviso il Portogallo può ancora essere definito come uno dei Paesi più cattolici d’Europa?

    Le statistiche affermano che poco meno del 90 % dei portoghesi si dice cattolico. Ma c’è un paradosso. Nella città di Lisbona è risultato che la frequenza alla Messa domenicale è del 13 %. Ma quando si è andati a chiedere ai cittadini della capitale se si definiscono cattolici praticanti il 33 % ha risposto di sì. Vuol dire che lo stesso concetto di pratica religiosa sta cambiando: se uno si reca al santuario di Fatima una volta l’anno, (e questo è molto diffuso da noi), gli basta per definirsi come buon cattolico. Qui emerge in tutta la sua gravità la sfida della secolarizzazione che ha investito anche il nostro Paese.

    Dopo la liberalizzazione dell’aborto e il divorzio veloce adesso è in arrivo il matrimonio omosessuale, tutte leggi volute dal governo socialista. C’è un conflitto tra Chiesa e potere in Portogallo?

    Sui contenuti certamente esiste un conflitto. Ma questo non significa che si siano rotti i ponti del dialogo. Io sono a favore di un rapporto franco e schietto su tutti i problemi. Ovviamente questo non significa negare ai cattolici il diritto di protestare. Io però come vescovo non scendo in piazza a manifestare.

    E questa strategia funziona?

    Io ci credo e sono convinto che sia più feconda della manifestazioni di protesta. Anche perché i governi eletti democraticamente risultano ormai vaccinati contro dimostrazioni e cose di questo genere. Naturalmente non escludo che in situazioni limite anche l’episcopato possa scendere in piazza. Ma la via maestra resta quella del dialogo nella verità. La Chiesa riconosce l’autonomia dello Stato ma fa appello perché questo non diventi una laicità negativa che mette a rischio i fondamenti della nostra civiltà, come c’insegna continuamente Benedetto XVI.

    Tra il Santuario mariano di Fatima e la figura del Papa c’è un legame molto speciale. Lo si è visto con Giovanni Paolo II. Cosa rappresenta per Benedetto XVI?

    Credo che sarà lui stesso a spiegarlo nel corso della visita. Io noto due cose. La prima è che Benedetto XVI, fin dal giorno della sua elezione a Pontefice, ha desiderato venire a Fatima. Ed anche quando in Portogallo circolavano dubbi sul suo viaggio, dal Vaticano mi hanno fatto sapere che il Papa ci teneva moltissimo e, appena possibile, l’avrebbe compiuto. L’altra cosa riguarda il terzo segreto di Fatima di cui l’allora cardinale Ratzinger si è occupato personalmente, producendo un bellissimo commento teologico che resta il punto più alto di tutto quanto è stato scritto sull’argomento.

    Il messaggio di Fatima è ancora attuale?

    Certamente. E Benedetto XVI ce lo ridirà con la profondità di pensiero che lo caratterizza. A Fatima la Madonna ha avuto l’arte, che spesso noi non abbiamo, di presentare l’essenza del Vangelo in modo semplice e immediato. Invita tutti alla conversione e svela il senso delle sofferenze della Chiesa e del Vicario di Cristo. Oggi vediamo che anche Benedetto XVI viene colpito, sottoposto ad attacchi e calunnie da parte di coloro che vogliono distruggere la credibilità della Chiesa e l’autorità del Pontefice. Ancora una volta Fatima ci svela il senso della storia.

    fonte: Avvenire, 10/05/2010
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  10. #20
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    Esatto
    Infatti poi il titolo dell'intervista è stato modificato, anche se il termine "canonizzazione" è ancora presente nel corpo dell'articolo (correggere tutto era troppo difficile? )
    Tant'è che per una frazione di secondo credevo che il Papa li Canonizzasse.

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