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Discussione: La dottrina sulle indulgenze: significato

  1. #21
    apg
    visitatore
    Ho un paio di dubbi:

    ma l'acquisto dell'indulgenza è una cosa automatica, oppure è il sacerdote che la offre secondo una particolare formula?

    - inoltre, io possiedo un Rosario benedetto da un Cardinale. Cioè, io ho chiesto una benedizione dell'oggetto, e il Cardinale ha fatto il segno della Croce (non ho capito se professando qualcosa a bassa voce). Mi aspettavo qualche formula particolare. E' ugualmente benedetto?

  2. #22
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Citazione Originariamente Scritto da apg Visualizza Messaggio
    Ho un paio di dubbi:

    ma l'acquisto dell'indulgenza è una cosa automatica, oppure è il sacerdote che la offre secondo una particolare formula?
    Le indulgenze sono dispensate dalla Chiesa (es. la pace di Assisi o la indulgenza pasquale) ma non serve che un sacerdote sia direttamente coinvolto, se si eseguono le pratiche.

    Una indulgenza può essere acquistata attraverso diverse pratiche:
    -Elemosina
    -Una donazione alla Chiesa (e gli abusi di questo metodo furono proprio la grande causa di scandalo)
    -Pelleggrinaggio
    -leggere la bibbia (leggerla tutta corrisponde a indulgenza plenaria... questo anche se la lettura accade in un lungo arco di tempo)
    -Una certa preghiera.

    Solitamente a queste pratiche si aggiunge un 'Pater, Ave , Gloria' per le intezioni del Papa (questo soprattutto per le indulgenze plenarie).

    Quindi (solitamente) l'indulgenza si acquista automaticamente senza bisogno di un sacerdote.

    IL sacerdote è necessario per la confessione dato che per ricevere una indulgenza bisogna essere in grazia di Dio (almeno alla fine della pia pratica)

    Ad esempio confessarsi (se non si è in grazia di Dio) e comunicarsi a Pasqua e dire una preghiera (Pater, Ave & Gloria solitamente) secondo le intenzioni del Papa fa ricevere automaticamente la indulgenza plenaria.

    L'indulgenza in questo caso è dispensata dal Papa, ma non serve che il Papa venga a casa tua

    inoltre, io possiedo un Rosario benedetto da un Cardinale. Cioè, io ho chiesto una benedizione dell'oggetto, e il Cardinale ha fatto il segno della Croce (non ho capito se professando qualcosa a bassa voce). Mi aspettavo qualche formula particolare. E' ugualmente benedetto?
    Solitamente basta anche un mero segno di Croce di un sacerdote con intenzione di benedire l'oggetto.

    Non è un rito magico, quindi non è che occorre un formalismo speciale

    Il Rituale Romano comunque ha diversi riti di benedizioni per persone e cose... solitamente per un rosario basta un segno della Croce e una preghiera che probabilmente può essere anche detta mentalmente.
    Ultima modifica di Ismael; 07-05-2010 alle 11:46
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

  3. #23
    Veterano di CR L'avatar di Lorenzo Perosi
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    Ho sotto mano il Manuale ufficiale delle Indulgenze nella quarta ed ultima edizione (ottobre 1999), ristampa di luglio 2003.
    La concessione n. 5 riporta:
    Giorni dedicati universalmente alla celebrazione di qualche fine religioso
    Si concede l’indulgenza plenaria al fedele che, in uno dei giorni universalmente destinati al conseguimento di qualche fine religioso (per esempio per promuovere le vocazioni sacerdotali e religiose, per dedicare una particolare cura pastorale ai malati e infermi, per aiutare i giovani a rafforzarsi nella vita di fede e a condurre santamente la vita, ecc…), partecipa piamente a tali celebrazioni; il fedele, invece, che prega per le suddette intenzioni consegue l’indulgenza parziale.
    La mia domanda è questa: la Giornata Mondiale della Gioventù, sia quando celebrata a livello mondiale, sia a livello diocesano, può essere considerato un giorno "universalmente destinato per aiutare i giovani a rafforzarsi nella vita di fede e a condurre santamente la vita"?
    Se la risposta è sì, perché in occasione delle GMG di Colonia 2005 e di Sydney 2008 la Penitenzeria Apostolica ha concesso una speciale indulgenza, alle medesime condizioni di cui sopra?
    Vi ringrazio
    P.S. Riporto, a titolo di cronaca, il testo della speciale concessione per la GMG di Sydney 2008:
    Si concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli che, in occasione della "XXIII Giornata Mondiale della Gioventù", confluiranno a Sydney in spirito di pellegrinaggio; potranno anche conseguire l’Indulgenza parziale tutti quelli che, ovunque si trovino, pregheranno per i fini spirituali di questo incontro e per il suo felice esito.
    L’incontro dei giovani tenutosi nell’anno 2005 a Colonia, offrì alla Penitenzieria Apostolica un’opportuna occasione per spalancare ai giovani, con l’autorità del Sommo Pontefice, i tesori spirituali della Chiesa, al fine di raccogliere insigni frutti di santificazione.
    Orbene quest’anno, dal 15 al 20 del prossimo mese di luglio, a Sydney, "nella grande terra australe dello Spirito Santo" (secondo l’espressione di Giovanni Paolo II), si celebrerà la "XXIII Giornata Mondiale della Gioventù", con il tema: "Riceverete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi, e mi sarete testimoni" (At 1, 8).
    Infatti i giovani, riuniti intorno al Vicario di Cristo, parteciperanno alle sacre funzioni e anzitutto si corroboreranno con i sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia. Nei sacramenti ricevuti con cuore sincero e umile, essi arderanno dal desiderio di rafforzarsi nello Spirito Paraclito, e, confermati dal Crisma della salvezza, testimonieranno apertamente davanti agli altri la Fede fino agli estremi confini della terra. Voglia Iddio che la presenza stessa del Sommo Pontefice tra i giovani radunati a Sydney, esprima e propizi tutto ciò.
    Durante l’Udienza concessa dal Santo Padre ai sottoscritti il giorno 21 del corrente mese di giugno, l’Augusto Pontefice ha espressamente confermato alla Penitenzieria Apostolica la speciale facoltà di dichiarare, attraverso il presente Decreto, l’elargizione del dono delle Indulgenze come segue:
    Si concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli che devotamente parteciperanno a qualche sacra funzione o pio esercizio da svolgersi durante la "XXIII Giornata Mondiale della Gioventù", nonché alla sua solenne conclusione, purché, confessati e veramente pentiti, ricevano la Santa Comunione e piamente preghino secondo le intenzioni di Sua Santità.
    Si concede l’Indulgenza parziale ai fedeli, ovunque si trovino durante il predetto incontro, se, almeno con animo contrito, eleveranno le loro preghiere a Dio Spirito Santo, affinché spinga i giovani alla carità e dia loro la forza di annunziare con la propria vita il Vangelo.
    Affinché poi i fedeli possano più facilmente farsi partecipi di questi celesti doni, i sacerdoti, legittimamente approvati per l’ascolto delle confessioni sacramentali, con animo pronto e generoso si prestino a ricevere e propongano ai fedeli pubbliche preghiere, per il buon esito della stessa "Giornata Mondiale della Gioventù".
    Il presente Decreto ha validità per questa ricorrenza. Nonostante qualunque contraria disposizione.
    Dato in Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 28 giugno dell’anno dell’Incarnazione del Signore 2008, vigilia della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
    JAMES FRANCIS S. R. E. Card. STAFFORD
    Penitenziere Maggiore
    + Gianfranco Girotti, O. F. M. Conv.
    Vescovo tit. di Meta, Reggente
    e quello per la GMG di Colonia 2005:
    Si concede l'Indulgenza plenaria alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pontefice), ai fedeli che, con animo distaccato da qualunque peccato, parteciperanno attentamente e devotamente a qualche funzione, durante la "XX Giornata Mondiale della Gioventù" a Colonia e alla sua solenne conclusione. Agli altri fedeli, dovunque si trovino durante il predetto incontro, si concede l'Indulgenza parziale, se, almeno con animo contrito, chiederanno a Dio, con ferventi preghiere, che i giovani cristiani si rafforzino nella professione della Fede, si confermino nell'amore e nel rispetto verso i propri genitori, e si impegnino fermamente a modellare secondo le sante norme del Vangelo e della Madre Chiesa la nuova famiglia che essi stessi formeranno o hanno già formata, oppure la propria vita secondo la vocazione che Dio ha indicata ad ognuno.
    Il presente Decreto ha validità in questa ricorrenza. Nonostante qualunque disposizione contraria.
    Dato a Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 2 Agosto 2005, nella pia memoria della "Porziuncola".
    James Francis Card. di S.R.C. STAFFORD
    Penitenziere Maggiore
    Gianfranco Girotti, O.F.M. Conv.
    Reggente

  4. #24
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    La concessione dell'indulgenza nei giorni dedicati universalmente alla celebrazione di qualche fine religioso, indulgenza che si ottiene secondo le disposizioni descritte nel Manuale ufficiale delle indulgenze, è subordinata all'"accreditamento" di tali giorni come tali.
    Questo "accreditamento" non è automatico ma spetta al Pontefice che, appunto, lo comunica alla Penitenzieria Apostolica.

  5. #25
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    Avrei alcuni dubbi da chiarire.
    I divorziati risposati civilmente non possono ricevere la Comunione eucaristica e il sacramento della Penitenza (se non coloro che si sono pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, e si sono impegnati a vivere in una completa continenza).
    Nel caso un divorziato risposato compia un’opera alla quale è annessa l’indulgenza plenaria, può riceverla o no?
    Se no, può applicarla a un defunto?
    Se no, riceve almeno un’indulgenza parziale o proprio niente?
    Un divorziato risposato civilmente può ricevere il Sacramento dell’Unzione degli Infermi?
    E in punto di morte può riceverlo con annessa l’indulgenza plenaria?
    Vi ringrazio
    P.S. Mi rendo conto solo ora che le domande potrebbero essere interessanti anche per i cosiddetti conviventi, che rifiutano di dare una forma giuridica e pubblica a un legame che implica l'intimità sessuale. In fin dei conti le situazioni sono abbastanza simili.
    Ultima modifica di Lorenzo Perosi; 26-12-2010 alle 20:54

  6. #26
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    Premetto che non conosco documenti che rispondano in maniera specifica alle domande poste, per cui ciò che dirò è quanto personalmente mi consta.
    1) è noto che, per ricevere l'indulgenza plenaria, sono poste condizioni piuttosto strette. Affermò il servo di Dio Paolo VI (Indulgentiarum Doctrina [1967], n. 7): "Per acquistare l’indulgenza plenaria è necessario eseguire l’opera indulgenziata e adempiere tre condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del sommo pontefice. Si richiede inoltre che sia escluso qualsiasi affetto al peccato anche veniale. Se manca la piena disposizione o non sono poste le predette tre condizioni, l’indulgenza è solamente parziale, salvo quanto è prescritto al n. 11 per gli impediti."
    Il n. 11 riguarda semplicemente coloro che risiedono in luoghi in cui non sia possibile (o lo sia con difficoltà) accedere ai sacramenti. Ne consegue che un divorziato risposato che viva in contrasto con le norme ecclesiastiche non può conseguire l'indulgenza plenaria. Del resto, il fatto che si ponga come condizione anche il non avere "qualsiasi affetto al peccato anche veniale" significa che non è poi così semplice ottenere l'indulgenza plenaria, nemmeno per i fedeli che più si sforzano di vivere da buoni cattolici.
    2) Una volta ottenuta l'indulgenza, essa può essere applicata a se stessi oppure ai defunti. Nel caso dei divorziati risposati (ma, in generale, di chiunque viva con un qualche affetto al proprio peccato), non si consegue l'indulgenza plenaria e di conseguenza essa non può essere applicata né a se stessi né ai defunti.
    3) Riguardo all'unzione degli inferni, il can. 1007 (CIC 1983) afferma "Non si conferisca l'unzione degli infermi a coloro che perseverano ostinatamente in un peccato grave manifesto."
    4) Riguardo all'indulgenza plenaria in punto di morte, Paolo VI stabilì che "Al fedele in pericolo di morte, che non possa essere assistito da un sacerdote che gli amministri i sacramenti e gli impartisca la benedizione apostolica con l’annessa indulgenza plenaria [...], la santa madre chiesa concede ugualmente l’indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia bene disposto e abbia recitato durante la vita qualche preghiera. Per l’acquisto di tale indulgenza è raccomandabile l’uso del crocifisso o della croce. Questa stessa indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata dal fedele, che nello stesso giorno abbia già acquistato un’altra indulgenza plenaria." (Indulgentiarum Doctrina [1967], n. 18).
    In punto di morte, quindi, se la persona è ancora in possesso delle proprie facoltà, il percorso normale è quello della Penitenza, Unzione, Viatico.
    Non sono molto sicuro riguardo all'indulgenza parziale, quindi ne taccio. Tuttavia il can. 996 §1 afferma che "È capace di lucrare indulgenze chi è battezzato, non scomunicato, in stato di grazia almeno al termine delle opere prescritte." Questo parrebbe escludere l'accesso anche all'indulgenza parziale.
    Ultima modifica di Fidei Depositum; 27-12-2010 alle 13:27 Motivo: Modificata formattazione di parte del testo
    È ormai tempo di svegliarci dal sonno (Rm 13,11)

  7. #27
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    La concessione n.32 del Manuale delle Indulgenze riporta:
    “Si concede per una volta l'indulgenza plenaria al fedele che, durante la Visita Pastorale, assiste a una funzione presieduta dal Visitatore”.
    Questa concessione è applicabile anche per le Visite Pastorali che il Papa compie nelle diocesi italiane o è valida solamente per il vescovo che visita le parrocchie?
    Vi ringrazio

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Perosi Visualizza Messaggio
    La concessione n.32 del Manuale delle Indulgenze riporta:
    “Si concede per una volta l'indulgenza plenaria al fedele che, durante la Visita Pastorale, assiste a una funzione presieduta dal Visitatore”.
    Questa concessione è applicabile anche per le Visite Pastorali che il Papa compie nelle diocesi italiane o è valida solamente per il vescovo che visita le parrocchie?
    Vi ringrazio
    E' applicabile anche alle Visite Pastorali papali, certamente e ovviamente.
    “Chi non conosce la leggerezza, non conosce nemmeno la fede cristiana” San Aelredo

  9. #29
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    Oggi ragionavo con alcuni amici su sacramenti ed indulgenza plenaria. Stando a quanto riportato nel manuale delle indulgenze la situazione è questa:

    • Battesimo: l'indulgenza plenaria è concessa al fedele che nel giorno anniversario del proprio battesimo rinnova con qualsiasi formula legittimamente approvata le promesse battesimali. Negli altri giorni l'indulgenza è parziale.
    • Confessione: l'indulgenza parziale è concessa al fedele che, specialmente in preparazione alla confessione sacramentale, 1. esamina la propria coscienza con il proposito di emendarsi; 2. piamente recita, mediante qualsiasi formula legittima, l'atto di contrizione (per es. Confesso, salmo De profundis, salmo Miserere, salmi graduali, salmi penitenziali).
    • Comunione eucaristica e spirituale: l'indulgenza plenaria è concessa al fedele che: 1. si accosta per la prima volta alla santa Comunione o assiste devotamente alla prima Comunione di altri; 2. nei singoli venerdì di Quaresima piamente recita, dopo la Comunione la preghiera Eccomi, o mio amato e buon Gesù dinanzi all'immagine di Gesù Crocifisso. L'indulgenza è parziale per il fedele che, con qualche pia formula legittimamente approvata: 1. emette l'atto di comunione spirituale; 2. fa il ringraziamento dopo la comunione (per esempio, Anima di Cristo; Eccomi, o mio amato e buon Gesù).
    • Ordinazione sacerdotale ed episcopale. L'indulgenza plenaria è concessa: 1. al sacerdote che celebra la prima Messa alla presenza del popolo nel giorno stabilito; 2. ai fedeli che devotamente vi assistono. Parimenti l'indulgenza plenaria è concessa: 1. al sacerdote che nel 25°, 50°, 60° e 70° anniversario della sua Ordinazione sacerdotale rinnova dinanzi a Dio il proposito di adempiere fedelmente gli obblighi della sua vocazione; 2. al Vescovo che nel 25°, 40° e 50° anniversario della sua Ordinazione episcopale rinnova dinanzi a Dio il proposito di adempiere fedelmente gli obblighi del suo stato; 3. ai fedeli che devotamente assistono alla celebrazione della Messa giubilare.
    • Unzione degli Infermi. Il manuale delle indulgenze non ne parla ma fa riferimento al "punto di morte" e dice: Il sacerdote che amministra i sacramenti al fedele in pericolo di morte non trascuri di impartirgli anche la benedizione apostolica, con annessa l'indulgenza plenaria. Se non può essere presente un sacerdote, la santa Madre Chiesa concede ugualmente al fedele l'indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera; in questo caso la Chiesa supplisce le tre solite condizioni per l'acquisto dell'indulgenza plenaria. Per l'acquisto di tale indulgenza è raccomandabile l'uso del crocifisso o della croce. Tale indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata anche dal fedele che nello stesso giorno abbia già acquistato un'altra indulgenza plenaria.

    Non ho trovato però riferimento ai sacramenti della Cresima e del Matrimonio.
    L'assenza della Cresima può essere giustificata dal fatto che fino a non molti anni fa la Confermazione avveniva nello stesso giorno della Prima Comunione. Ma oggi?
    E per il Matrimonio, perché c'è questa assenza? Secondo voi quali sono i motivi per cui non è concessa l'indulgenza alle coppie di sposi? Visti i tempi che corrono, concederei anche agli sposi la possibilità di lucrare l'indulgenza plenaria, non solo nel giorno delle nozze, ma anche nel 25°, 50°, 60° e 70° anniversario di matrimonio (esattamente come per i sacerdoti).
    Perché in tutto il manuale delle indulgenze non c'è traccia del sacramento del matrimonio?
    Vi ringrazio
    Ultima modifica di Lorenzo Perosi; 03-08-2012 alle 00:26

  10. #30
    Veterano di CR L'avatar di Lorenzo Perosi
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    Forse ho trovato una (parziale) risposta alle domande che ho posto nel mio messaggio precedente.
    La nota previa n.3 al Manuale delle Indulgenze riporta infatti:
    In conformità alla tradizione, non è indulgenziata la partecipazione alla Santa Messa e ai Sacramenti: essi hanno infatti in se stessi una preminente efficacia quanto alla santificazione e alla purificazione.
    Se, in circostanze straordinarie (prima Comunione, prima Messa solenne del sacerdote novello, Messa a chiusura di un Congresso Eucaristico), si concede una indulgenza, questa non è annessa alla partecipazione alla Messa o al Sacramento, ma alle circostanze straordinarie che accompagnano questa partecipazione. L'indulgenza quindi promuove e premia l'impegno a maggior devozione, che è caratteristico di simili celebrazioni, il buon esempio che si dà agli altri, l'onore che si rende alla Eucarestia e al Sacerdozio.

    Sono invece, conformemente alla tradizione, indulgenziate varie opere di pietà privata e pubblica, e inoltre opere di carità e di penitenza, alle quali ultime oggi si attribuisce una speciale importanza.
    Tutte queste opere indulgenziate, come del resto ogni altra opera buona e ogni sofferenza pazientemente sopportata, non sono tuttavia disgiunte dalla Messa e dai Sacramenti, fonti precipue di santificazione e di purificazione: infatti le opere buone e le sofferenze costituiscono l'offerta personale dei fedeli che si aggiunge a quella di Cristo nella Messa, perché la Messa e i Sacramenti inducono i fedeli a compiere i loro doveri in modo che "esprimano nella vita quanto hanno ricevuto nella fede", e a loro volta i doveri fedelmente compiuti dispongono sempre meglio a partecipare fruttuosamente alla Messa e ai Sacramenti.
    Restano però alcuni aspetti che continuo a non capire. Il Matrimonio (o il suo anniversario) non è, come la Prima Comunione, come la prima Messa di un sacerdote novello, una "circostanza straordinaria" che accompagna la celebrazione del Sacramento? Anche perché, normalmente, ci si sposa una sola volta nella vita...
    Sposarsi in chiesa, specie al giorno d'oggi, non è un "buon esempio che si dà agli altri"?
    Che ne dite? Vi ringrazio.

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