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Discussione: La Chiesa Cattolica in Brasile e la situazione dei cattolici brasiliani

  1. #11
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    Il panorama non sarebbe completo se non si dice che, contrapposta alla Teologia eretica della liberazione, nacque già nel 1960 l'associazione tradizionalista Tradizione Famiglia Proprietà, che ebbe anche lei il suo seguito finchè, alla morte del fondatore, Plinio Correa de Oliveira (1908-95), l'eccessiva concentrazione sulle polemiche politiche ed ideologiche non ha provocato una scissione di chi ricercava messaggi più spirituali, gli attuali Araldi del Vangelo (riconosciuti dalla Santa Sede nel 2004).

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da SanPietro Visualizza Messaggio
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    Secondo l'ultimo Censimento brasiliano (anno 2000), 40% degli brasiliani sono Cattolici non praticanti.

    Le degli più grandi tradizioni religiosi brasiliane, sono le pellegrinazioni allo Santuario di Aparecida e la grande processione del Círio de Nazaré (foto) in Belém do Pará.
    La Rinnovazione Carismatica Cattolica ha una forte presenza nella vita dei fedeli praticanti.

    Fonte: Wikipedia. La traduzione dal portoghese all'italiano è mia.
    Mi interessa sapere, se possibile, quanta importanza e peso hanno, nel contesto attuale della situazione religiosa del Brasile, i messaggi e le apparizioni di Nostra Signora di Anguera.
    Si tratta solo di un movimento carismatico locale oppure ha risonanza anche in ambienti dei non praticanti?

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Nistasio Visualizza Messaggio
    Mi interessa sapere, se possibile, quanta importanza e peso hanno, nel contesto attuale della situazione religiosa del Brasile, i messaggi e le apparizioni di Nostra Signora di Anguera.
    Si tratta solo di un movimento carismatico locale oppure ha risonanza anche in ambienti dei non praticanti?
    Le "apparizioni" di Anguera non hanno un'effetto molto forte nella società brasiliana in generale. Questi eventi sono più limitati al Nordest del Brasile (io vivo nello Stato di São Paulo e non avevo mai sentito parlare di queste "apparizioni" prima di leggere la discussione apposita in questo Forum).


  4. #14
    Vecchia guardia di CR
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    Il Papa ai vescovi della regione Norte 2 della Conferenza episcopale del Brasile in "visita ad limina"

    L'Eucaristia centro e fonte del ministero petrino

    Il culto non può mai nascere dalla fantasia

    Nella celebrazione della messa Cristo è realmente vivo, per questo "il culto non può mai nascere dalla nostra fantasia". Lo ha ribadito il Papa rivolgendosi ai presuli della regione Norte2 della Conferenza episcopale del Brasile ricevuti in udienza, nella mattina di giovedì 15 aprile, in occasione della visita "ad limina". Nella liturgia, ha aggiunto Benedetto XVI, non si possono aggiungere, in nome dell'inculturazione, riti propri di altre religioni o particolarismi culturali senza correre il rischio di cadere nel sincretismo.


    -------------------------------

    La traduzione italiana del discorso del Papa:


    Amati Fratelli nell'Episcopato,
    La vostra visita ad limina ha luogo nel clima di lode e giubilo pasquale che avvolge la Chiesa intera, adornata dalla luce sfolgorante di Cristo Risorto. In lui, l'umanità ha superato la morte e ha completato l'ultima tappa della sua crescita entrando nei Cieli (cfr Ef 2, 6). Ora Gesù può liberamente ritornare sui suoi passi e incontrare, come, quando e dove vuole, i suoi fratelli. In suo nome, sono lieto di accogliervi, devoti pastori della Chiesa di Dio che peregrina nella Regione Norte 2 del Brasile, con il saluto fatto dal Signore quando si presentò risorto agli Apostoli e compagni: "Pace a voi" (Lc 24, 36).
    La vostra presenza qui ha un sapore familiare, poiché sembra riprodurre il finale della storia dei Discepoli di Emmaus (cfr Lc 24, 33-35): siete venuti per narrare quello che è accaduto lungo il cammino fatto con Gesù dalle vostre diocesi disseminate nell'immensità della regione amazzonica, con le loro parrocchie e le altre realtà che le compongono, come i movimenti, le nuove comunità e le comunità ecclesiali di base in comunione con il loro vescovo (cfr Documento di Aparecida, n. 179). Nulla potrebbe rallegrarmi maggiormente del sapervi in Cristo e con Cristo, come testimoniano i resoconti diocesani che avete inviato e per i quali vi ringrazio. Sono riconoscente in modo particolare a monsignor Jesus Maria Cizaurre per le parole che mi ha appena rivolto a nome vostro e del popolo di Dio a voi affidato, sottolineando la sua fedeltà e la sua adesione a Pietro. Al vostro ritorno, assicuratelo della mia gratitudine per questi sentimenti e della mia benedizione, aggiungendo: "davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!" (Lc 24, 34).
    In quell'apparizione, le parole - se ci sono state - sono sfumate nella sorpresa di vedere il Maestro redivivo, la cui presenza dice tutto: ero morto, ma ora sono vivo e voi vivrete attraverso di me (cfr Ap 1, 18). E, essendo vivo e risorto, Cristo può divenire "pane vivo" (Gv 6, 51) per l'umanità. Per questo sento che il centro e la fonte permanente del ministero petrino sono nell'Eucaristia, cuore della vita cristiana, fonte e culmine della missione evangelizzatrice della Chiesa. Potete così comprendere la preoccupazione del Successore di Pietro per tutto ciò che può offuscare il punto più originale della fede cattolica: oggi Gesù Cristo continua a essere vivo e realmente presente nell'ostia e nel calice consacrati.
    La minore attenzione che a volte si presta al culto del Santissimo Sacramento è indice e causa dell'oscuramento del significato cristiano del mistero, come avviene quando nella Santa Messa non appare più preminente e operante Gesù, ma una comunità indaffarata in molte cose, invece di essere raccolta e di lasciarsi attrarre verso l'Unico necessario: il suo Signore. Ora l'atteggiamento principale e fondamentale del fedele cristiano che partecipa alla celebrazione liturgica non è fare, ma ascoltare, aprirsi, ricevere... È ovvio che, in questo caso, ricevere non significa restare passivi o disinteressarsi di quello che lì avviene, ma cooperare - poiché di nuovo capaci di farlo per la grazia di Dio - secondo "la genuina natura della vera Chiesa. Questa ha infatti la caratteristica di essere nello stesso tempo umana e divina, visibile ma dotata di realtà invisibili, fervente nell'azione e dedita alla contemplazione, presente nel mondo e tuttavia pellegrina; tutto questo, in modo tale, però, che ciò che in essa è umano sia ordinato e subordinato al divino, il visibile all'invisibile, l'azione alla contemplazione, la realtà presente alla città futura, verso la quale siamo incamminati" (Sacrosanctum Concilium, n. 2). Se nella liturgia non emergesse la figura di Cristo, che è il suo principio ed è realmente presente per renderla valida, non avremmo più la liturgia cristiana, completamente dipendente dal Signore e sostenuta dalla sua presenza creatrice.
    Quanto sono distanti da tutto ciò coloro che, a nome dell'inculturazione, incorrono nel sincretismo introducendo nella celebrazione della Santa Messa riti presi da altre religioni o particolarismi culturali (cfr Redemptoris Sacramentum, n. 79)! Il mistero eucaristico è un "dono troppo grande - scriveva il mio venerabile predecessore Papa Giovani Paolo ii - per sopportare ambiguità e diminuzioni", in particolare quando, "spogliato del suo valore sacrificale, viene vissuto come se non oltrepassasse il senso e il valore di un incontro conviviale fraterno" (Ecclesia de Eucharistia, n. 10). Alla base delle varie motivazioni addotte, vi è una mentalità incapace di accettare la possibilità di un reale intervento divino in questo mondo in soccorso dell'uomo. Questi, tuttavia, "si trova incapace di superare efficacemente da sé medesimo gli assalti del male, così che ognuno si senta come incatenato" (Costituzione Gaudium et spes, n. 13). La confessione di un intervento redentore di Dio per cambiare questa situazione di alienazione e di peccato è vista da quanti condividono la visione deista come integralista, e lo stesso giudizio è dato a proposito di un segnale sacramentale che rende presente il sacrificio redentore. Più accettabile, ai loro occhi, sarebbe la celebrazione di un segnale che corrispondesse a un vago sentimento di comunità.
    Il culto però non può nascere dalla nostra fantasia; sarebbe un grido nell'oscurità o una semplice autoaffermazione. La vera liturgia presuppone che Dio risponda e ci mostri come possiamo adorarlo. "La Chiesa può celebrare e adorare il mistero di Cristo presente nell'Eucaristia proprio perché Cristo stesso si è donato per primo ad essa nel sacrificio della Croce" (Esortazione apostolica Sacramentum caritatis, n. 14). La Chiesa vive di questa presenza e ha come ragion d'essere e di esistere quella di diffondere tale presenza nel mondo intero.
    "Resta con noi, Signore!" (cfr Lc 24, 29): così pregano i figli e le figlie del Brasile in vista del XVI Congresso eucaristico nazionale, che si terrà fra un mese a Brasilia e che in tal modo vedrà il giubileo aureo della sua fondazione arricchito con l'"oro" dell'eternità presente nel tempo: Gesù Eucaristia. Che egli sia veramente il cuore del Brasile, da dove proviene la forza per tutti gli uomini e le donne brasiliani di riconoscersi e di aiutarsi come fratelli, come membri del Cristo totale. Chi vuole vivere, ha dove vivere, ha di che vivere. Si avvicini, creda, entri a far parte del Corpo di Cristo e sarà vivificato! Oggi, e qui, tutto questo auguro a quella porzione speranzosa di questo Corpo che è la Regione Norte 2, nell'impartire a ognuno di voi, a quanti collaborano con voi e a tutti i fedeli cristiani, la Benedizione Apostolica.

    (©L'Osservatore Romano - 16 aprile 2010)


  5. #15
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    Ultimamente mi sto interessando al Brasile e alla situazione della Chiesa in quel paese.
    Alcune domande.
    Per quanto ne so il tasso di secolarizzazione tra i cattolici è abbastanza alto, anche se non ai livelli europei, mentre gli evangelici, anche se teoricamente in numero inferiore sono molto attivi e partecipanti. E' così?
    Quali sono le manifestazioni cattoliche più importanti a livello nazionale? Quali le devozioni popolari più radicate? I santuari più frequentati?
    Molto spesso si sente parlare di sincretismo, cioè di persone nominalmente cattoliche che praticano contemporaneamente (o esclusivamente) altri culti di origine tribale o afro-brasiliana (Candomblé, Umbanda). Che dimensioni ha il fenomeno? E' radicato particolarmente in alcune regioni (Nord-est) o è maggiormente esteso?
    Che peso ha ad oggi la Teologia della liberazione sul clero brasiliano e sui fedeli? Ha ancora influenza sull'Episcopato? Come si pone la Chiesa nei confronti del governo di Lula che, come sappiamo, ha una connotazione decisamente di sinistra anche marxista?
    Mi rendo conto di aver fatto molte domande, ma mi pare di capire che abbiamo interlocutori davvero preparati. (nonché autoctoni...)
    Non est libertas sine Veritate.

  6. #16
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    Alcune domande.
    Per quanto ne so il tasso di secolarizzazione tra i cattolici è abbastanza alto, anche se non ai livelli europei, mentre gli evangelici, anche se teoricamente in numero inferiore sono molto attivi e partecipanti. E' così?
    Purtroppo sì. Secondo l'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica, 73% della popolazione si dichiara cattolica, ma 40% si dice "non praticante".
    Come esagerava un vecchio prete: "oggi i poveri sono protestanti, il cetto medio è spirita, i ricchi sono agnostici e il grande parte del clero è comunista..."

    Quali sono le manifestazioni cattoliche più importanti a livello nazionale? Quali le devozioni popolari più radicate?
    Sono quelle che ho postato nella prima pagina di questa discussione. La devozione alla Vergine di Aparecida è difusa in tutto il Paese e la devozione alla Madonna di Nazareth (Regina di Amazonia) è più difusa nel Nord. Esiste anche una grande devozione per il Divino Padre Eterno diffusa dai Redentoristi nella televisione.

    I santuari più frequentati?
    Sicuramente il Santuario di Aparecida è il più visitato.

    Molto spesso si sente parlare di sincretismo, cioè di persone nominalmente cattoliche che praticano contemporaneamente (o esclusivamente) altri culti di origine tribale o afro-brasiliana (Candomblé, Umbanda).
    Questa è, secondo me, una grande arma del demonio per confondere le anime dei fedeli. Se vede allo stesso tempo persone che pregano la Immacolata Concezione nel 8 dicembre e dopo vano al mare fare le offerte alla deusa pagana Iemanjá. Si vede anche molta confusione rispetto all spiritismo: per alcuni è pienamente ragionavole credere nella reincarnazione e comunicare nella Domenica di Pasqua.

    Che dimensioni ha il fenomeno? E' radicato particolarmente in alcune regioni (Nord-est) o è maggiormente esteso?
    Questa piagha è molto difusa in tutto il Paese, specialmente nella Bahia.
    In alcuni luoghi in nome dell'inculturazione, anche la Santa Messa si trasforma in un rito quasi-pagano. Per esempio:

    [YOUTUBE]whHx3HXz_3s[/YOUTUBE]

    Che peso ha ad oggi la Teologia della liberazione sul clero brasiliano e sui fedeli? Ha ancora influenza sull'Episcopato? Come si pone la Chiesa nei confronti del governo di Lula che, come sappiamo, ha una connotazione decisamente di sinistra anche marxista?
    Grazie a Dio, il "nuovo clero" ordinato negli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II non è molto influenzato dall'Eresia della Liberazione. Purtroppo abbiamo ancora quelli (vescovi, preti e laici) che "vogliano trasformare il Regno di Dio in Repubblica Socialista".

    Riguardo a Lula (che non è cattolico ma caotico), un settore dell'episcopato lo difende, mentre l'altro è quasi sempre timido per criticarlo.


  7. #17
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    Grazie mille per le risposte chiare ed esaurienti.
    Approfitto delle tue conoscenze per porre un altro quesito.
    Quali sono oggi gli ordini religiosi più importanti in Brasile, per numero e influenza? E soprattutto quali sono i movimenti ecclesiali e le associazioni cattoliche più diffuse?
    Anche in questo caso ci sono delle differenze regionali?
    Non est libertas sine Veritate.

  8. #18
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    BRASILE - “Vogliamo essere missionari sacerdoti e non sacerdoti missionari”: il Messaggio finale del 1° Congresso Missionario Nazionale dei Seminaristi

    Brasilia (Agenzia Fides) – Si è chiuso la mattina di sabato 10 luglio, a Brasilia, il 1° Congresso Missionario Nazionale dei Seminaristi, che ha trattato il tema della formazione missionaria dei futuri sacerdoti (vedi Fides 5/7/2010). Nel Messaggio finale, di cui è pervenuta copia all’Agenzia Fides, i partecipanti propongono che il tema della missione sia maggiormente studiato nei seminari.
    “Illuminati dallo Spirito di Dio e guidati dallo spirito di Aparecida – è scritto nel testo -, vogliamo che questa realtà (la vocazione sacerdotale missionaria, ndr) sia trasformata e trasfigurata secondo la volontà di Dio per il nostro tempo, nella Chiesa in Brasile. Vogliamo migliorare l'ambiente dei rapporti strutturali del seminario perché, come autentica comunità cristiana, formatori e formati si uniscano a vantaggio della vocazione primaria della Chiesa: la missione, a servizio del Regno di Dio. Vogliamo essere missionari sacerdoti e non sacerdoti missionari.”
    Il Messaggio prosegue: “Consapevoli della necessità di formare nei Seminari vocazioni veramente missionarie, per mezzo di questa lettera chiediamo ufficialmente ai Vescovi, ai formatori e ai seminaristi, di organizzare e sviluppare nei Seminari e negli Istituti una formazione mirata alla missione (aldilà delle frontiere), oltre i confini. Crediamo che se riusciremo a realizzare questo investimento, germoglieranno numerose vocazioni missionarie all'interno dei seminari, a partire da noi che abbiamo partecipato a questo primo Congresso Missionario” afferma il testo del Messaggio.
    Il Congresso, che si è svolta dal 4 al 10 luglio, è stato organizzato dalle Pontificie Opere Missionarie del Brasile, dal Centro Culturale Missionario (CCM), dalla Commissione Episcopale per l'Animazione Missionaria e la Cooperazione Interecclesiale e dalla Commissione Episcopale per il ministero ordinato e la vita consacrata della Conferenza Episcopale Brasiliana (CNBB). L'evento ha riunito circa 160 seminaristi provenienti da tutto il Brasile, insieme a tre Vescovi ed alcuni sacerdoti che lavorano nella formazione dei seminaristi.

    http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=34152&lan=ita

  9. #19
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    In Brasile la Chiesa soffre della arrembante concorrenza delle Chiese protestanti, in particolare dei Pentecostali.

    Il loro successo negli ultimi anni è dilagante, particolarmente negli strati bassi della popolazione, grazie al loro proselitismo e alle attività caritatevoli.

    Il Cattolicesimo in Brasile, e in generale nell'America Latina, è visto come la religione imposta dai Conquistadores e delle élites bianche di discendenza europea.

    Protestanti in Brasile. Purtroppo non ho statistiche più aggiornate

    1940: 3,0%
    1971: 5,3%
    1980: 6,6%
    1991: 9,0%
    2002: 15,0%
    2003: 15,6%

  10. #20
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    Sul sincretismo io non ho esperienza diretta ma penso che sia un fenomeno analogo a quello che ho potuto vedere in prima persona in Messico, dove il Cattolicesimo è una specie di trasformazione delle antiche credenze Maya e Incas.

    In alcune regioni del sud del Messico ho potuto assistere a riti di derivazione Maya nelle chiese delle comunità contadine che non hanno niente a che vedere col cristianesimo.

    Anche in Messico il cattolicesimo è sostanzialmente la religione dei conquistatori e gli strati bassi della popolazione, specialmente quelli contadini, praticano largamente culti precolombiani, non senza subire il fascino dei Pentecostali e di altre confessioni protestanti.

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