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Discussione: Inculturazione liturgica

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da SanPietro Visualizza Messaggio
    Noi brasiliani abbiamo ricevuto dalla nostra "scoperta" la Tradizione Liturgica della Chiesa Romana costruita secondo la continuità con il passato (e dobiamo ringraziare i Cieli per questo!)... la liturgia medievale non ha niente da fare con gli scempi che i "'pentecostali cattolici" praticano ogni giorno nel Brasile! ..., secondo te, è preciso scartare la Tradizione milenare della Chiesa?
    I Brasiliani hanno sofferto per secoli l´invasione dei 'conquistadores' e la religione molte volte è servita per giustificare ed incrementare questa causa. Non metto in dubbio la continuità con il passato della tradizione liturgica, solo che per molti secoli si é offuscato il centro del Mistero celebrato, evidenziando aspetti che non sono stati essenziali o addirittura hanno distorto il messaggio cristiano (es: per secoli si è offuscata la centralitá del Mistero Pasquale)

    Se analizzi certe forme celebrative dei movimenti carismatici, ti accorgerai che molte hanno radici nella teologia 'medioevali", solo che sono espresse di forma moderna.

    No, non é questo che intendo dire. Quello che per me e per molti studiosi é importante é ritornare alle fonti primordiali della liturgia dei Padri della Chiesa, perché é li che si può incontrare la genuinitá della liturgia. Alla fonte l´acqua non é inquinata. Chiaro rispetto la tradizione ma nel decorrere dei secoli molte cose si sono aggiunte e spesso hanno oscurato il Mistero. Il Vaticano II é andato in questa direzione.
    Ultima modifica di pelio; 19-04-2010 alle 22:37

  2. #12
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    VOX POPULI, grazie per le indicazioni bibliografiche, che giá ho letto anni fa!
    Dopo, se uno mi cita 10 documenti pre-conciliari e uno post, mi viene il dubbio che la sua sensibilità sia voltata di piú verso il periodo prima del Vaticano II.
    Ultima modifica di pelio; 19-04-2010 alle 22:50

  3. #13
    radulfus
    visitatore
    E notoriamente c'è una frattura fra i due periodi...
    Vox ti ha appena ricordato le parole del Santo Padre al riguardo...

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da pelio Visualizza Messaggio
    I Brasiliani hanno sofferto per secoli l´invasione dei 'conquistadores' e la religione molte volte è servita per giustificare ed incrementare questa causa.
    Ma come hanno sofferto? I brasiliani sono i figli nel sangue e nella fede di questi "conquistadores"!

    Non metto in dubbio la continuità con il passato della tradizione liturgica, solo che per molti secoli si é offuscato il centro del Mistero celebrato, evidenziando aspetti che non sono stati essenziali o addirittura hanno distorto il messaggio cristiano (es: per secoli si è offuscata la centralitá del Mistero Pasquale)
    Scusa, ma cosa intendi per "si è offuscata la centralitá del Mistero Pasquale"?
    Cosa ha offuscato il Mistero Pasquale negli ultimi tempi sonno i "preti di manifestazione", il cattocomunismo, e la Eresia della Liberazione.

    Se analizzi certe forme celebrative dei movimenti carismatici, ti accorgerai che molte hanno radici nella teologia 'medioevali", solo che sono espresse di forma moderna.
    Concordo che alcuni forme forme celebrative dei carismatici, hanno radici (grazie a Dio) più "tradizionali". Per esempio, la devozione Eucaristica e alla Santissima Vergine.

    No, non é questo che intendo dire. Quello che per me e per molti studiosi é importante é ritornare alle fonti primordiali della liturgia dei Padri della Chiesa, perché é li che si può incontrare la genuinitá della liturgia. Alla fonte l´acqua non é inquinata. Chiaro rispetto la tradizione ma nel decorrere dei secoli molte cose si sono aggiunte e spesso hanno oscurato il Mistero. Il Vaticano II é andato in questa direzione.
    Citazione Originariamente Scritto da pelio Visualizza Messaggio
    mi viene il dubbio che la sua sensibilità sia voltata di piú verso il periodo prima del Vaticano II.
    Ma la Chiesa degli Padri non è "pre-conciliare"?


  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da SanPietro Visualizza Messaggio
    Ma come hanno sofferto? I brasiliani sono i figli nel sangue e nella fede di questi "conquistadores"!
    Pur essendo brasiliano non mi pare che conosci bene la storia della conquista del Nuovo Mondo e delle atrocità e sofferenze inflitte alle popolazioni indigene presenti nel continente prima della cosiddetta 'scoperta', come la chiami tu.

    Citazione Originariamente Scritto da SanPietro Visualizza Messaggio
    Scusa, ma cosa intendi per "si è offuscata la centralitá del Mistero Pasquale"?
    Cosa ha offuscato il Mistero Pasquale negli ultimi tempi sonno i "preti di manifestazione", il cattocomunismo, e la Eresia della Liberazione.
    A rispetto di questo forse ti do anche ragione, per molti preti per un certo periodo storico (anche se breve) l´azione pastorale della giustizia e l´azione politica sono state usate di forma impropria e a scapito di altri valori importanti del messaggio di Cristo. Ma il periodo politico che stava passando il continente latino-americano di certa forma ne ha giustificato lo scopo (e in quel periodo non è mai giunta una condanna esplicita alla Teologia della Liberazione).
    Ma se conosci la storia del medioevo senza dubbio ti sarai accorto che la centralità del messaggio cristiano si è cristallizzata esclusivamente sulla dimensione della 'passione-sofferenza-morte' di Cristo, che senza dubbio fa parte del Mistero Pasquale ma se si accentua enormemente questo aspetto si mutila il messaggio centrale della resurrezione. La liturgia di questa epoca (1000 anni!) é stata influenzata da questa visione teologica 'del dolore" e da altri aspetti delle stesse teologia medioevali.

    Citazione Originariamente Scritto da SanPietro Visualizza Messaggio
    Concordo che alcuni forme forme celebrative dei carismatici, hanno radici (grazie a Dio) più "tradizionali". Per esempio, la devozione Eucaristica e alla Santissima Vergine.
    Per me i Carismatici di casa nostra sono Pentecostali solo che hanno 3 differenze: le tre cose bianche: papa, eucaristia e la Madonna.



    Citazione Originariamente Scritto da SanPietro Visualizza Messaggio
    Ma la Chiesa degli Padri non è "pre-conciliare"?
    Se leggevi attentamente quello che ho scritto, io parlavo di ritornare alle fonti, ai Padri della Chiesa, perchè é li che si puó trovare l´acqua meno inquinata. Chiaro che sono fonti preconciliari, ma perlomeno sono sorgenti pure e non torbide come quelle del medioevo.

  6. #16
    Fidei Depositum
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da pelio Visualizza Messaggio
    Mi accorgo che nelle tue citazioni fai sempre riferimento a documenti e a pontefici prima del Concilio Vaticano II, e questo mi induce a pensare che il tuo pensiero sia voltato a una sorta di nostalgia di tipo tridentino-medioevale-tradizionalista.
    Mi limito ad osservare che alle obiezioni che ho posto si preferisce rispondere con un tentativo di squalificare l'altra parte. Comunque per comprendere come il venerabile Pio XII e il Concilio Ecumenico Vaticano II siano molto più collegati di quanto talvolta si creda, consiglio la lettura, per esempio, di questo articolo.
    Citazione Originariamente Scritto da pelio Visualizza Messaggio
    Il Vaticano II é stato un Concilio che ha portato freschezza alla Chiesa e soprattutto ha dato nuove linee guida nei vari ambiti ecclesiali come nella liturgia, cercando di portare il Popolo di Dio (e non solo la gerarchia!) alla genuinità delle fonti originali del cristianesimo. Uso la parola fonte perché se si beve l´acqua direttamente alla fonte si ha la certezza che non é inquinata.
    Vorrei sapere chi ha contestato il Concilio. Anzi, io vorrei chiedere dove il Concilio afferma l'esclusività del ricorso alle fonti paleocristiane per l'opera di inculturazione.
    Citazione Originariamente Scritto da pelio Visualizza Messaggio
    VOX POPULI, grazie per le indicazioni bibliografiche, che giá ho letto anni fa!
    Dopo, se uno mi cita 10 documenti pre-conciliari e uno post, mi viene il dubbio che la sua sensibilità sia voltata di piú verso il periodo prima del Vaticano II.
    Beh, io vorrei sapere per quale motivo un cattolico dovrebbe privarsi di un tesoro accumulato nel corso di quindici secoli (quando i Sommi Pontefici, tutti, hanno affermato il contrario).
    Citazione Originariamente Scritto da pelio Visualizza Messaggio
    Pur essendo brasiliano non mi pare che conosci bene la storia della conquista del Nuovo Mondo e delle atrocità e sofferenze inflitte alle popolazioni indigene presenti nel continente prima della cosiddetta 'scoperta', come la chiami tu.
    http://www.cattoliciromani.com/forum....html?p=794256
    Citazione Originariamente Scritto da pelio Visualizza Messaggio
    A rispetto di questo forse ti do anche ragione, per molti preti per un certo periodo storico (anche se breve) l´azione pastorale della giustizia e l´azione politica sono state usate di forma impropria e a scapito di altri valori importanti del messaggio di Cristo. Ma il periodo politico che stava passando il continente latino-americano di certa forma ne ha giustificato lo scopo (e in quel periodo non è mai giunta una condanna esplicita alla Teologia della Liberazione).
    http://www.cattoliciromani.com/forum...one-26635.html
    Citazione Originariamente Scritto da pelio Visualizza Messaggio
    Ma se conosci la storia del medioevo senza dubbio ti sarai accorto che la centralità del messaggio cristiano si è cristallizzata esclusivamente sulla dimensione della 'passione-sofferenza-morte' di Cristo, che senza dubbio fa parte del Mistero Pasquale ma se si accentua enormemente questo aspetto si mutila il messaggio centrale della resurrezione. La liturgia di questa epoca (1000 anni!) é stata influenzata da questa visione teologica 'del dolore" e da altri aspetti delle stesse teologia medioevali.
    Mancano solo le oscure segrete di Torquemada e siamo a posto. A parte le battute, durante le udienze del mercoledì, il Santo Padre si sta dedicando da oramai diversi anni a presentare figure di santi e teologi medievale: sono molto belle e il Santo Padre ne presenta il messaggio come attuale (e qui giova forse sottolineare che è "medievale" anche san Francesco d'Assisi, per citare un santo molto amato). E comunque presuppore di etichettare dieci secoli in qualche riga è quantomeno un po' azzardato: si può sostenere, forse, che si sia privilegiato un aspetto piuttosto che un altro, ma non che ci sia cristallizzati esclusivamente su uno di essi.
    Citazione Originariamente Scritto da pelio Visualizza Messaggio
    Per me i Carismatici di casa nostra sono Pentecostali solo che hanno 3 differenze: le tre cose bianche: papa, eucaristia e la Madonna.
    Non mi pare poco.
    Citazione Originariamente Scritto da pelio Visualizza Messaggio
    Se leggevi attentamente quello che ho scritto, io parlavo di ritornare alle fonti, ai Padri della Chiesa, perchè é li che si puó trovare l´acqua meno inquinata. Chiaro che sono fonti preconciliari, ma perlomeno sono sorgenti pure e non torbide come quelle del medioevo.
    Che dire? Medioevo=fonti torbide: io vorrei che questa idea venisse argomentata un po'.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Fidei Depositum Visualizza Messaggio
    Che dire? Medioevo=fonti torbide: io vorrei che questa idea venisse argomentata un po'.
    Anch'io. Detta così è solo uno slogan privo di senso.
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  8. #18
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    Qui in basso la traduzione di un testo di Joan Llopis. Purtroppo è in portoghese. È un punto di vista della liturgia nel corso dei secoli. Discutibile ma credo interessante. Buona lettura.

    A L I T U R G I A

    A T R A V É S D O S S É C U L O S

    Joan Llopis




    Traduzido do espanhol
    La Liturgia a través de los siglos
    (= Emaús 6),
    Centre de Pastoral Litúrgica, Barcelona 1993,
    por Frei José Ariovaldo da Silva

    --------------------------------------------------------------------------------------
    V. AS CRISES MEDIEVAIS[/B]


    A Idade Média é um período de uma grande vitalidade em todas as ordens da vida eclesial, mas também uma época de crises profundas. A Liturgia se viu muito afetada pelas crises medievais, tanto nos séculos que constituem a chamada Idade Média (VIII-XII como nos que formam a baixa Idade Média (XIII-XV).


    A alta Idade Média

    Uma série de causas configuram a situação crítica da liturgia no início da época medieval, entre as quais estão as culturais, as políticas e especialmente as eclesiásticas. As causas culturais estão relacionadas na história do Ocidente com a entrada de novos povos, os bárbaros, com outra mentalidade e com línguas que não são a latina. A liturgia romana é fraca para enfrentar o choque com este novo mundo. Mantém-se o latim, mas o povo não entende mais, e assim a liturgia perde uma de suas dimensões mais importantes: a capacidade de evangelização popular. Por outro lado, a mentalidade religiosa dos povos bárbaros, caracterizada por um terror diante da divindade, um grande individualismo e um forte sentimento de culpabilidade, motivará que todos estes elementos vão impregnando toda a liturgia.

    Entre as causas políticas, temos que assinalar o fracionamento do Império romano no Ocidente, que dá lugar à formação das futuras nacionalidades européias e produz um enfraquecimento notável do prestígio de Roma. A invasão dos árabes contribui ainda mais para o afastamento de grandes setores do Ocidente da influência romana, enquanto que as lutas contínuas entre príncipes cristãos e contra os invasores muçulmanos não favorecem o desenvolvimento da vida litúrgica.

    Entre as causas especificamente eclesiásticas, temos que destacar a perda do prestígio da instituição papal por culpa da indignidade de muitos dos ocupantes da sede de Pedro, ao lado de uma decadência geral da vida cristã em todos os estamentos. Ao mesmo tempo se produz uma mudança de mentalidade teológica no que se refere à compreensão da essência e finalidade da Igreja. Como conseqüência das lutas antiarianas, a reflexão teológica insiste na divindade de Cristo, mas, de certo modo, Cristo fica deslocado da Igreja: esta não é mais o corpo de Cristo, que na liturgia dá culto ao Pai por meio do mesmo Cristo, mas uma espécie de sociedade religiosa – dirigida pela hierarquia – que adora a Cristo. A conseqüência mais clara de tudo isso é que a liturgia se clericaliza, os ritos se complicam e ficam estereotipados, o povo se converte em sujeito passivo.

    Outras conseqüências negativas para a liturgia é que perde o sentido da unidade do mistério cristão e o sentido de assembléia ou comunidade: por culpa do obscurecimento da presença de Cristo na comunidade litúrgica dos fiéis, se esquece a integração de cada cristão no corpo de Cristo, e a missa, por exemplo, deixa de ser um ato comunitário para converter-se numa devoção privada do sacerdote ou de cada um dos fiéis assistentes. Também se perde o sentido pascal da celebração cristã: não domina mais a ação salvadora de Deus mas o esforço humano de tipo devocional, e se dá mais importância aos aspectos sentimentais da meditação da Paixão de Cristo do que à dimensão mistérica da fé na ressurreição.

    A evolução histórica da liturgia nesta época segue os passos seguintes: plenamente decadente em Roma, a liturgia romana é adotada no Império franco-germânico (séculos VIII-IX) por Pipino I e Carlos Magno. Flexível como é, recebe profundas influências galicanas nos ritos e nas orações (séculos IX-X). Esta nova liturgia franco-romana se imporá outra vez a Roma (séculos X-XI) e daí em todo o Ocidente. E é esta liturgia romana, modificada pela mentalidade franco-germânica, que perdurará até a reforma do Concílio Vaticano II.

    Uma descrição rápida das principais características da liturgia desta época chama a atenção sobre os aspectos seguintes: a missa se enche de "apologias", isto é, de confissões de indignidade por parte do sacerdote celebrante, recitadas antes de começar a missa, ao ir ler o evangelho, no momento do ofertório e antes de comungar; abandona-se o catecumenato, por culpa da generalização do batismo de crianças; a partir do século VII nasce e se difunde a penitência privada, devido ao abandono da pública, considerada demasiado rígida, e pela nova mentalidade dos povos bárbaros; o matrimônio começa a cair sob o controle jurídico da Igreja; a liturgia pontifical, sobretudo por ocasião das ordenações, se dramatiza e complica extraordinariamente; o ofício divino, por influência monástica, abarca todas as horas canônicas, se enriquece e complica, mas o que ganha em longitude e solenidade perde em popularidade, de modo que cada vez mais se considera exclusivo dos monges e dos clérigos, até converter-se numa obrigação individual para eles. Em aparência as celebrações litúrgicas são solenes e ricas, mas na realidade são uma espécie de andaime sem base popular.


    A baixa Idade Média

    Em linhas gerais, os defeitos litúrgicos nascidos na alta Idade Média (formalismo, confusão doutrinal, rubricismo, clericalismo) continuam ao entrar na época conhecida como baixa Idade Média e, de certo modo se convertem em mais perniciosas até o ponto que, no final deste período, se chega a uma situação lamentável, marcada pelas superstições e os abusos. Esta situação é a que denunciarão os reformadores protestantes e a que o Concílio de Trento tentará superar.

    Quanto ao estado da missa, observamos que decai totalmente a participação do povo, que é suprida pela simples contemplação e adoração da hóstia no momento da elevação. Todos os historiadores da liturgia se surpreendem da audácia que supôs nos inícios do século XIII a introdução do rito espetacular da elevação da hóstia e, bastante tempo depois, a do cálice. Era um rito que rompia o ritmo interno da oração eucarística e fazia mudar o sentido profundo da celebração da missa, ao colocar o centro de atenção não na ação de graças tributada ao Pai por meio de Cristo na unidade do Espírito Santo, mas na adoração de Cristo presente sob as espécies eucarísticas. E tanto mais audaz era a inovação quanto mais provinha, de fato, da vontade de satisfazer um desejo mais bem supersticioso do povo. Seja como for, este rito se consolidou e, aos olhos do povo, se converteu no momento realmente culminante da missa, o único verdadeiramente sagrado e digno de ser vivido no silêncio e atenção mais respeitosos. O que antes era assembléia, caridade, sacrifício e comunhão se reduz agora a adoração das espécies eucarísticas. De modo similar, Corpus Christi se converte na festa mais importante do ano litúrgico, superior na solenidade à própria festa da Páscoa, e se começa a desenvolver a "piedade eucarística" num sentido muito distante do primitivo.

    Outras características da celebração da missa é que se conservam com esplendor exterior, mas sem a participação ativa do povo, as missas conventuais e paroquiais e, por outro lado, a devoção acentua as missas privadas em sufrágio dos defuntos, em honra dos santos e por diversas intenções particulares. A abundância e variedade das apologias recitadas na missa é enorme e confusa. A dramatização de certos gestos torna-se exagerada, até ao ponto que na verdade vão se separar da liturgia propriamente dita e se converter no germe do teatro religioso medieval. Os abusos dos estipêndios (esmola para a celebração de uma missa), na multiplicação de missas e nos aspectos supersticiosos se tornam francamente intoleráveis. O culto litúrgico continua sendo pomposo e solene, mas o povo se encontra em plena ignorância e no meio de um grave abandono pastoral.

    Quanto aos sacramentos, desaparece na prática o batismo de adultos e, com ele, o catecumenato. Suprime-se a entrega do Pai-nosso, do Credo e dos Evangelhos. A confirmação, que a partir do século IX havia começado a se separar do batismo, ao ficar no Ocidente reservado para o bispo, cada vez se celebra mais como um sacramento independente, e em sua realização fica mais destacada a unção do que a imposição das mãos. A penitência privada se consolida e se vai convertendo na maneira mais habitual e normal de celebração deste sacramento. Os ritos das ordenações, por influência da mentalidade galicana, se dramatizam e complicam enormemente, com uma particular insistência sobre os ornamentos, as unções e a entrega dos instrumentos próprios de cada ministério. O matrimônio, em cuja regulamentação jurídica a Igreja se sente autorizada a intervir, se celebra na porta da igreja, com uma investigação prévia e com pedido expresso do consentimento; o uso germânico introduz o anel com seu simbolismo de aliança e de sujeição ao mesmo tempo, se bem que conservando uma grande variedade de ritos locais.

    No campo da oração litúrgica, se produz o fenômeno de que o ofício divino, como celebração comunitária, entre em crise. Enche-se de acréscimos (ofícios da Virgem e de defuntos, preces litânicas, salmos penitenciais, etc.) e se converte numa pesada carga para os clérigos que, progressivamente vão abandonando a recitação comunitária. São Francisco de Assis introduz a norma de rezar o ofício inclusive fora do coro, de uma forma plenamente individual e, para facilitar este costume, se publicam os "breviários" que, por um lado, representem a união num só volume os diferentes livros necessários para a recitação coletiva e, por outro, significam uma notável redução e simplificação do ofício divino. Os breviários franciscanos se espalharão por todas as partes e se converterão em modelo para todos os futuros livros de horas dos religiosos e clérigos.

    Com tudo isto, a vida espiritual do povo cristão caminha à margem e fora do marco litúrgico. Há um aumento notável das devoções privadas, algumas das quais se popularizam – como, por exemplo, o rosário e a via-crucis e servem para alimentar e manter a piedade dos cristãos, tanto dos leigos como dos clérigos e religiosos. De certo modo, inclusive a própria liturgia se converte em uma devoção, como pode se deduzir da afeição pelas missas votivas, pelas missas em honra de santos determinados, pelas séries de missas aplicadas por intenções particulares. Na época medieval há um florescimento exuberante da mística, mas reduzida a minorias muito pequenas e, em geral, distantes das formas litúrgicas da oração.

    Uma avaliação de conjunto desta época nos permite observar que o povo está sumido na ignorância, na superficialidade e na superstição. Todos estes elementos originarão uma forte crise, que dará lugar à reação da Reforma protestante.

  9. #19
    Fidei Depositum
    visitatore
    Premetto che non comprendo il portoghese, per cui mi sono affidato al traduttore online di Google. In secondo luogo, vorrei comunque far notare che si tratta dell'opinione di uno studioso (peraltro di un teologo, da quanto riesco a capire sul web, non di un liturgista) e come tale rispettabilissima, ma che rimane nel campo delle personali opinioni.
    Riguardo al testo in sè, l'autore certo non nasconde le sue posizioni fortemente critiche verso la liturgia medievale. Emblematica la penultima frase:
    Uma avaliação de conjunto desta época nos permite observar que o povo está sumido na ignorância, na superficialidade e na superstição.
    Insomma, l'epoca liturgica medievale sarebbe caratterizzata da "ignoranza, superficialità e superstizione". Liquidare in tal senso mille anni di storia liturgica mi pare quantomeno un po' azzardato: dare addosso al Medioevo è uno sport piuttosto facile, ma raramente si raggiungono risultati conformi alla verità storica. Del resto, la stessa riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II ha utilizzato come fonti, se non ricordo male, Sacramentari e Ordines Romani risalenti, in massima parte, alla Tarda Antichità (quindi IV-VI secolo) e all'Alto Medioevo (in questo caso, VII-X secolo). Questo perché, come ho già avuto modo di affermare in precedenza, mi risulta che i testi liturgici precedenti, risalenti alle origini paleocristiane, sono piuttosto rari.
    Nel testo citato non si trova praticamente un solo apprezzamento per quanto riguarda lo sviluppo liturgico medievale e pertanto mi pare sia lecito esprimere qualche dubbio: che dieci secoli (se non di puù) siano stati caratterizzati da una preponderante decadenza liturgica rischia di essere più una caricatura del periodo che non un'analisi obiettiva.
    Concludo con un'affermazione dell'allora cardinal Ratzinger, tratta da Rapporto sulla fede (traggo la citazione da questo sito):
    Ma è sotto accusa, per lui [l'allora cardinal Ratzinger, nota mia], anche quello che definisce l’archeologismo romantico di certi professori di liturgia, secondo i quali tutto ciò che si è fatto dopo Gregorio I Magno sarebbe da eliminare come un’incrostazione, un segno di decadenza. A criterio del rinnovamento liturgico non hanno posto la domanda: “Come deve essere oggi? “, ma l’altra: “Come era allora? “. Si dimentica che la Chiesa è viva, che la sua liturgia non pùò éssere pietrificata in ciò che si faceva nella città di Roma prima del Medio Evo. In realtà, la Chiesa medievale (o anche, in certi casi, la Chiesa barocca) hanno proceduto a un approfondimento liturgico che occorre vagliare con attenzione prima di eliminare. Dobbiamo rispettare anche qui la legge cattolica della sempre migliore e più profonda conoscenza del patrimonio che ci è stato affidato. Il puro arcaismo non serve, così come non serve la pura modernizzazione »

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