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Discussione: Notizie sulla situazione dei cristiani in INDIA

  1. #1
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    Exclamation Notizie sulla situazione dei cristiani in INDIA

    LA CHIESA IN INDIA

    Aggiornamenti sulla situazione dei cristiani (e dei cattolici in particolare) in India.





    18/08/2008 10.54.47
    Brutale assassinio di un padre carmelitano in India


    Nuova drammatica aggressione anticattolica in India, nello Stato dell’Andhra Pradesh: nella notte del 16 agosto è stato barbaramente assassinato il padre carmelitano Thomas Pandippallyil. Lo ha reso noto l’agenzia AsiaNews. Il sacerdote, 38 anni, è stato ucciso a Mosalikunta, sulla strada che collega Lingampet a Yellareddy, a circa 90 km dal capoluogo del distretto. Il cadavere presentava diverse ferite al volto, mani e gambe spezzate e gli occhi strappati dalle orbite. “Padre Thomas è un martire: ha sacrificato la propria vita per i poveri e gli emarginati. Ma egli non è morto invano, perché il suo corpo e il suo sangue feconderanno la chiesa indiana e, in particolare, quella dell’Andhra Pradesh”. Così mons. Marampudi Joji, arcivescovo di Hyderabad e segretario della conferenza episcopale dell’Andhra Pradesh (Stato nel sud-est dell’India), commenta l’uccisione del sacerdote carmelitano. Secondo alcuni testimoni, sabato pomeriggio p. Thomas ha celebrato Messa a Burgida, prima di mettersi in viaggio verso un altro villaggio del distretto dove avrebbe dovuto presiedere la funzione domenicale. Le ultime persone ad averlo visto sono i religiosi di un convento di Lingapetta, dove il sacerdote ha cenato prima di rimettersi in viaggio. “La Chiesa indiana è sotto shock e profondamente addolorata per il barbaro omicidio – ha affermato mons. Marampudi - conseguenza del crescente clima di intolleranza e violenze verso i cristiani nel Paese”. Il prelato si è subito recato in visita nella zona teatro del massacro e racconta di una comunità cristiana “traumatizzata”. Nega con forza attività di “proselitismo e conversione forzate”, visto che vi sono solo “cinque famiglie di fede cattolica” nella parrocchia in cui è avvenuto l’omicidio di padre Thomas. Secondo mons. Marampudi Joji il crimine è il risultato del clima di “gelosia verso la Chiesa cattolica”, colpevole solo di lavorare per lo sviluppo delle zone più povere e abbandonate del Paese e impegnata a sostenere e aiutare quanti sono “vittime di violenze e oppressioni”. “Preti e suore – continua l’arcivescovo di Hyderabad – lavorano da anni al servizio dei meno fortunati e questo li rende un obiettivo da colpire da parte di chi intende mantenere una fetta della popolazione in stato di arretratezza e sottomissione”. Le esequie di p. Thomas Pandippallyil saranno celebrate mercoledì prossimo nella casa provinciale dei Carmelitani a Balampilly, dove verrà sepolto: del padre si ricorda l’intensa attività nel settore dell’istruzione. Entrato nella missione dei carmelitani di Maria Immacolata a Chanda il 24 giugno 1987, ha preso i voti nel 2002. È stato per diverso tempo rettore dell’istituto provinciale e ha lavorato come amministratore nell’ospedale, nella scuola e nel centro missionario locale.

    fonte: Radio Vaticana
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  2. #2
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    20/08/2008 15.48.08
    India: i funerali del padre carmelitano barbaramente ucciso nell'Andra Pradesh


    Si sono svolti oggi i funerali di padre Thomas Pandipally, il carmelitano ucciso e mutilato il 16 agosto scorso mentre si stava recando in un villaggio dell’Andra Pradesh per celebrarvi la Messa. Lo riferisce l’agenzia AsiaNews. Il sacerdote era nativo della diocesi di Palai nel Kerala, dove pure è nato il salesiano padre Johnson Prakash Moyalan ucciso in Nepal in luglio. In un comunicato congiunto il Consiglio dei vescovi del Kerala ha espresso “stupore e angoscia” per “il brutale omicidio” di padre Thomas, che “ha dedicato la vita ad aiutare la gente”. E hanno chiesto al governo di proteggere i missionari che lavorano per “gli emarginati e i poveri del Paese”. Padre Anthoniraj Thumma, segretario della Federazione delle Chiese dell’Andhra Pradesh, nota che nella zona dell’omicidio “ci sono già state violenze” anticristiane. Violenze dirette – notano i vescovi – anzitutto contro le istituzioni cristiane come scuole e ospedali per i poveri, invise a chi gestisce analoghe strutture a pagamento. Mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di Cuttack-Bhubanewsawr nell’Orissa, denuncia che le autorità non hanno perseguito gli autori delle violenze di Natale, quando migliaia di estremisti indù hanno scatenato in alcuni villaggi una vera “caccia al cristiano”, in modo organizzato e sistematico, distruggendo e bruciando chiese e decine di abitazioni di cristiani, uccidendoli e costringendoli a fuggire per settimane nella foresta. “I colpevoli sono liberi e fieri della loro impunità”. Mons. Cheenath è stato sentito il 15 luglio dalla Commissione Panigrahi che svolge l’indagine penale e che pure ha già sentito “3 sacerdoti, 2 suore e un diacono”. A tutti la Commissione “ha solo posto domande per accertare se vi siano state conversioni”. In alcuni Stati dell’India, convertire altri dall’induismo ad altra fede è un grave reato punito con il carcere. “La Commissione non ci ha chiesto chi erano gli aggressori, chi ha distrutto chiese e conventi, solo una domanda occasionale circa l’inattività della polizia”, che in molte zone per giorni non è intervenuta. “Sono potuto rientrare nei luoghi devastati solo 42 giorni dopo l’assalto”. Invece è stato chiesto loro “quante persone abbiamo convertito”. “Il governo centrale – prosegue – ci ha garantito un risarcimento, ma finora abbiamo ricevuto solo 1,6 milioni di rupie (circa 24.700 euro) per ricostruire dispensari, centri di computer, eccetera. I danni sono di almeno 30 milioni, ma le autorità non considerano la distruzione di chiese, conventi e altri edifici”. Anche suor Suma, superiora regionale delle Missionarie della Carità, dice ad AsiaNews che “la Commissione ha solo chiesto come ci siamo convertiti. Abbiamo risposto che già i nostri nonni erano cattolici”. Le Missionarie della Carità, per celebrare la nascita di Madre Teresa e il suo battesimo (il 26 e 27 agosto), saranno dal 23 al 30 agosto a Baliguda, dove ci sono state gravi violenze anticristiane, per creare un centro medico e fare visita di casa in casa, sperando di migliorare gli instabili rapporti tra cristiani e indù.

    fonte: Radio Vaticana
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  3. #3
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    India, ondata di violenze contro i cattolici

    NUOVA DELHI - Nell'est dell'India riesplode la guerra di religione. Una suora è stata bruciata viva; un'altra stuprata; forse due religiosi sono stati sequestrati mentre un loro confratello è ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Gli estremisti indù hanno dato fuoco ad un orfanotrofio gestito da missionari cristiani a Khuntapali, nell'est del paese, 400 chilometri a ovest di Bhubaneshwar, capitale dello stato di Orissa. La suora morta bruciata viva era la responsabile dell'istituto.

    "Uccidete i cristiani", è lo slogan ripetuto dagli indù all'assalto dei centri sociali e dei pullmini dei religiosi cattolici. Il distretto di Khuntapali è devastato dalle incursioni di migliaia di tribù induiste inferocite dopo l'assassinio del leader fondamentalista della rivolta contro i cattolici e di cinque suoi adepti.

    La situazione in tutta la diocesi è drammatica. Il recente passato è segnato da violenti episodi di attacchi a missionari cristiani. Nel 1999 il missionario australiano Graham Staines fu ucciso assieme ai due figli da una folla inferocita che diede fuoco alla loro vettura.

    Gli induisti accusano i cattolici di essere i responsabili della morte del principale responsabile della rivolta religiosa, promotore tra l'altro degli attentati dello scorso dicembre contro le chiese. La polizia tenta di arginare la nuova fiammata di disordini ma le incursioni contro gli edifici cattolici prosegue oramai da un paio di giorni. Sono stati assaliti centri sociali, luoghi di culto cattolici e case parrocchiali. Bruciati i pullmini delle suore del Preziosissimo sangue. I radicali indù si oppongono contro l'impegno sociale dei cristiani verso i tribali e verso i fuori casta e accusano vescovi e sacerdoti di fare opera di proselitismo.


    (FONTE: Repubblica)

    Preghiamo per tutti coloro che , nel mondo, sono perseguitati a causa di Gesù.....<< Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
    Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli ».

  4. #4
    JHS
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    Madre Teresa veglia da lassù la tua India.

  5. #5
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    Senza parole........."Tutta colpa dei missionari che vogliono convertirci"

    Parla S. H. Vedantam, presidente del Vhp, il «Consiglio» hindu

    PABLO TRINCIA

    «La suora bruciata viva? Le missioni attaccate dalla folla? Beh, noi hindu non c’entriamo un bel nulla, sono tutte bugie. I cristiani se lo sono fatto da solo, questo macello, in modo da poterci accusare liberamente. Si fidi di me, sono maestri in questo genere di cose. Sono dei truffatori assassini».
    S.H.Vedantam, presidente dell’organizzazione radicale hindu Vishwa Hindu Parishad non usa mezzi termini, mentre si sfoga al telefono dalla sua residenza di Chennai, nel Sud dell’India.

    E’ furibondo. Urla, impreca e sbuffa dall’altra parte della cornetta, vomitando veleno. I cristiani non li può vedere. Ne ha per tutti. E poco importa, se parla per un’organizzazione che alle spalle ha un curriculum di violenze interreligiose di tutto rispetto, tra cui quelle di sei anni fa in Gujarat, quando 790 musulmani e 254 hindu vennero massacrati. Senza contare un lungo elenco di missionari minacciati e massacrati di botte, a volte persino torturati e uccisi. Le vere vittime, secondo lui, sono gli hindu. Vittime di un complotto in questo caso orchestrato da missionari cristiani senza scrupoli.

    Signor Vedantam, ma davvero è convinto che i cristiani si siano fatto tutto da soli?

    «Certamente. Lei non sa di cosa è capace quella gente. Hanno ucciso il nostro leader sabato scorso e ora ci accusano di averli presi di mira. In realtà si sono bruciati le chiese per poterci incolpare e fare la parte delle vittime».

    La polizia dice che a uccidere il vostro leader sarebbero stati i guerriglieri maoisti. Come fa a essere dire con certezza che siano stati i cristiani?

    «Lo so e basta. Ho anch’io i miei informatori e non dubito delle loro parole. Sono anni che ci fanno una guerra senza esclusione di colpi. A volte usano l’astuzia, altre volte la violenza. Ma le ripeto, noi siamo contrari alla violenza e crediamo nel dialogo e nella convivenza».

    Veramente non si direbbe, a leggere i rapporti di diverse organizzazioni in India e all’estero. Negli ultimi anni, dove c’è stata una violenza interreligiosa, spesso si fa il vostro nome.

    «Non c’è niente di vero, in questo. E’ tutta propaganda politica che ha il solo scopo di denigrarci. E’ una vera cospirazione, e i cristiani sono tra i principali responsabili».

    E cosa vi avrebbero fatto?

    «Sono anni che tentano di convertire migliaia di poveri hindu innocenti. Li attirano con l’inganno e poi cominciano con il lavaggio del cervello. Molti ci cascano, dopotutto provengono dalle fasce più povere della popolazione. Li pescano tra gli intoccabili e le popolazioni tribali e li portano in chiesa, con la promessa di soldi e assistenza medica».

    Voi però siete accusati di aizzare la popolazione nei loro confronti. Ieri delle persone sono morte.

    «Però noi non convertiamo nessuno. Non facciamo proselitismo. Ma se qualcuno ci impedisce di pregare le nostre divinità nel nostro Paese, ci arrabbiamo».

    Come in Gujarat, nel 2002. Più di mille morti, la maggior parte dei quali musulmani. Diverse inchieste hanno puntato il dito contro il Vishwa Hindu Parishad.

    «Ma quella è stata una reazione a un attacco da parte dei musulmani. E anche in questo caso, siamo stati vittime della propaganda contro di noi, che non c’entriamo nulla. Le ripeto, siamo un’organizzazione pacifica».

    Pensa che sia possibile raggiungere un accordo di convivenza con i cristiani?

    «Certo, ma devono smetterla subito con questa campagna di conversioni. Altrimenti i problemi si riproporranno in futuro».

    ( Fonte : La Stampa)

  6. #6
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    Un lutto per la cristianità

    Citazione Originariamente Scritto da ticanino86 Visualizza Messaggio
    NUOVA DELHI - Nell'est dell'India riesplode la guerra di religione.

    "Uccidete i cristiani", è lo slogan ripetuto dagli indù all'assalto dei centri sociali e dei pullmini dei religiosi cattolici. Il distretto di Khuntapali è devastato dalle incursioni di migliaia di tribù induiste inferocite dopo l'assassinio del leader fondamentalista della rivolta contro i cattolici e di cinque suoi adepti.

    I radicali indù si oppongono contro l'impegno sociale dei cristiani verso i tribali e verso i fuori casta e accusano vescovi e sacerdoti di fare opera di proselitismo.


    (FONTE: Repubblica)
    Bisogna pregare per le anime dei fratelli. Uccidere innocenti è orribile e disumano.
    Una volta però piante le vittime,si deve dare spazio alla ragione.
    La notizia parla di ritorsione dopo l'assassiono di un leader fondamentalista. Che legame c'è tra il comportamento dei cattolici e questo massacro efferato? Forse la disinvoltura teologica basata su archetipi occidentali usata in modo troppo manifesto ha causato in un paese ospitante odii e rancori?
    L'impegno sociale svolto in dispregio della cultura locale e con spirito coloniale non dovrebbe essere temperato da quell'umiltà che spesso noi cristiani non abbiamo nei paesi del terzo mondo?
    Oggi è giornata di lutto non solo per le vittime di cotanto scempio, ma ache per una operazione pastorale fallita.

  7. #7
    Partecipante a CR L'avatar di Lightcreek
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    Citazione Originariamente Scritto da farscape Visualizza Messaggio
    Bisogna pregare per le anime dei fratelli. Uccidere innocenti è orribile e disumano.
    Una volta però piante le vittime,si deve dare spazio alla ragione.
    La notizia parla di ritorsione dopo l'assassiono di un leader fondamentalista. Che legame c'è tra il comportamento dei cattolici e questo massacro efferato? Forse la disinvoltura teologica basata su archetipi occidentali usata in modo troppo manifesto ha causato in un paese ospitante odii e rancori?
    L'impegno sociale svolto in dispregio della cultura locale e con spirito coloniale non dovrebbe essere temperato da quell'umiltà che spesso noi cristiani non abbiamo nei paesi del terzo mondo?
    Oggi è giornata di lutto non solo per le vittime di cotanto scempio, ma ache per una operazione pastorale fallita.
    nessuno è perfetto ma ti assicuro che da decenni i Cattolici in India operano con grande attenzione e rispetto per la cultura autoctona.
    Non mi risulta ci sia un'azione politica in corso da parte dei Cattolici e l'uccisione del leader locale è legata a questioni politiche interne che nulla hanno a che fare con la religione. Il problema è che la testimonianza in India è spesso autentica e l'attenzione ai poveri è letta come una minaccia ai privilegi delle caste dominanti. I Sikh - ad esempio - spesso sono odiati (stiamo comunque parlando di minoranze di esaltati) perchè non mancano di sottolineare la pari dignità di tutti gli uomini. Dignità che viene prima che dal diritto dal fatto di essere tutti figli della Carità divina.

    Prego per i martiri, per gli assassini e per tutti i fratelli che vivono la loro fede in condizioni così difficili. Che Dio li aiuti.

    Pace a voi, Lightcreek.

  8. #8
    CierRino d'oro L'avatar di ITER PARA TUTUM
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    Onore ai Martiri che ora dal Cielo proteggono la Chiesa Cattolica. Non hanno loro bisogno delle nostre preghiere, siamo semmai noi che abbiamo bisogno della loro intercessione.

    E come al solito le persecuzioni finiranno per ottenere l'effetto contrario: SANGUIS MARTYRUM SEMEN CHRISTIANORUM.

  9. #9
    Vecchia guardia di CR L'avatar di WIlPapa
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    Sale a 14 morti il bilancio delle violenze anti-cristiane in India


    In India, centinaia di persone hanno lasciato le loro case nell’est del Paese a seguito delle violenze contro i cristiani. Il bilancio delle vittime, ancora provvisorio, è di 14 morti. Migliaia di scuole cristiane domani rimarranno chiuse in segno di protesta contro le violenze dei giorni scorsi nello Stato di Orissa. “E’ in gioco non solo la libertà di coscienza di una minoranza - ha dichiarato Madhu Chandra, segretario regionale dell’All India Christian Council (AICC) - ma anche la democrazia laica dell’India”. Nel Paese asiatico è minacciato, soprattutto, il sistema di valori fondato sulla persona, sulla dignità umana. E’ quanto sottolinea, al microfono di Amedeo Lomonaco, padre Piero Gheddo, missionario del PIME:

    R. – Questi assalti alle missioni cristiane in India mi preoccupano molto più che non quelle nei Paesi musulmani o comunisti. Mi preoccupano perché l’India è un grandissimo Paese e, penso che tra gli Stati non cristiani sia quello più vicino a Gesù Cristo. E la stessa presenza delle comunità cristiane, nelle strutture sociali indiane, nelle campagne, fondate tutte sulle caste, diffonde quelle virtù che sono proprie del cristianesimo. Sono proprio queste virtù che scatenano l’opposizione. Speriamo che in India non trionfino questi partiti dell’ideologia induista che considerano gli assalti alle missioni cristiane come assalti all’Occidente.


    D. – L’India è un grande Paese, è un po’ lo specchio del mondo. Come spiegare questi ultimi deformati riflessi delle violenze?

    R. – La radice fondamentale di queste violenze è la rinascita dell’induismo. In un Paese che si sviluppa rapidamente, la religione tradizionale acquista sempre più valore, come la cultura. L’identità indiana è fondata sulla religione indù, che è molto nobile. Però, nel mondo moderno, questa religione, queste culture si trovano spiazzate. Molti loro principi, il loro modo di organizzare la società, sono obsoleti. C’è quindi una reazione che ha dato origine a diversi partiti. Partiti che, naturalmente, strumentalizzano questa coscienza religiosa e culturale del popolo, per aizzarla contro le minoranze religiose. E tra queste ci sono soprattutto l’islam, seconda grande religione del Paese, e poi il cristianesimo.

    --------------------------------------------------------------------------


    Gli attacchi contro i cristiani nello Stato di Orissa sono iniziati dopo l’assassinio di un leader del movimento estremista indù. Secondo i fondamentalisti, ad orchestrare l’assassinio sarebbero stati dei cristiani perchè l'esponente radicale indù era impegnato in una campagna contro le conversioni al cristianesimo. In base alle prime indagini della polizia, il leader indù è stato in realtà ucciso da ribelli maoisti. Sulla presenza del cristianesimo nello Stato di Orissa, si sofferma, al microfono di Amedeo Lomonaco, padre Anthony Thota, missionario indiano del PIME originario dello Stato dell’Andhra Pradesh:

    R. – I responsabili sono gli appartenenti ad un gruppo di estremisti indù. In questa zona dell’India ci sono 600 mila abitanti. Almeno 500 mila sono indù e 100 mila sono diventati cristiani cattolici. Quelli che sono diventati cristiani, sono aiutati dai missionari. I fondamentalisti indù non vogliono che i missionari facciano queste opere buone per il popolo.


    D. – Padre Anthony, essendo indiano conosce bene la realtà dell’Orissa. Ci può spiegare perché il fondamentalismo trova consensi anche in parte della popolazione?

    R. – Come per noi il Vaticano è il centro del cristianesimo, nell’Orissa esiste una città che si chiama Puri, centro dell’induismo; gli indù delle caste alte temono che tramite l’educazione portata dai missionari cristiani, possano perdere il potere politico. Per questo gli estremisti indù fanatici vengono anche dagli Stati vicini fondamentalisti in difesa dell’induismo. Estremisti che fanno tanto male ai nostri cristiani e ai poveri.


    D. – Quindi, aumentano le sofferenze dei cristiani...

    R. – Sì, loro soffrono tutto questo per la fede in Gesù. Alcuni estremisti dicono: “India vuol dire indù, indiano vuol dire essere indù”. Questi sono alcuni dei loro slogan politici.


    D. – Invece, l’India è un Paese dalle mille facce e tra queste facce c’è il cristianesimo che fa del bene ...

    R. – Noi cristiani siamo conosciuti per fare opere di carità, lavorare per la dignità della persona. Molti sono dalit, fuoricasta e senza diritti in base al sistema delle caste. Altri sono tribali.

    fonte:Radio Vaticana
    "Vi scongiuro, sosteniamoci in questo cammino" Card.Angelo Scola

  10. #10
    Card. Richelieu
    visitatore
    Mi unisco alle preghiere comuni.. Una carissima suora ho in india e mi auguro che queste atrocità si palchino in breve tempo.

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