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Discussione: Patrocinare presso i tribunali ecclesiastici regionali

  1. #11
    Iuris Utriusque Doctor
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    Grazie del post, molto utile. Anche io sono laureato in Giurisprudenza, tesi in diritto Canonico e collaborazione occasionale con la Cattedra. Sto per finire il biennio di pratica e dovrei fare l'esame di abilitazione a dicembre. L'idea di fare anche attività legale canonistica mi è sempre piaciuta ma non avevo bene idea di cosa si dovesse fare, anche io ho trovato difficoltà a capire l'iter.
    Ma come fai a collaborare con la cattedra di diritto canonico e non sapere nulla del mondo dell'Accademia e Tribunali della Chiesa?

    Alcune domande è necessario conoscere il latino per svolgere l'attività di avvocato presso i tribunali regionali?
    Diciamo che ci vuole una buona preparazione nel leggere il latino. Il codice (che però è tradotto in italiano) e soprattutto le sentenze e i decreti della Rota Romana sono in latino e non c'è nulla di tradotto.

    Se invece vuoi proseguire con lo Studio Rotale, allora il latino devi anche saperlo scrivere, e bene, perchè gli atti sono tutti in latino.

    E' necessaria la pratica presso uno studio legale canonistico?
    Diciamo che non è obbligatoria, però è consigliata.
    E' anche consigliato lavorare per un certo periodo di tempo come difensore del vincolo.

    Avvocato ecclesiastico e canonista sono la stessa cosa?
    Il canonista è un esperto di diritto canonico, l'avvocato ecclesiastico è colui che patrocina presso i tribunali ecclesiastici.

    E' come dire la differenza fra un giurista e un avvocato.

    Esiste un'avvocatura Diocesana?
    Cosa intendi?
    Ultima modifica di Canonista; 30-04-2010 alle 15:55

  2. #12
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    In effetti è un pò un controsenso il fatto che un "cultore" della materia non conosca nel dettaglio l'iter procedurale per il patrocinio nei tribunali ecclesiastici...se non sono indiscreto, posso chiederti chi è il professore con cui collabori, occasionalmente?

  3. #13
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    Che bella discussione ..colgo l'occasione per "condividere" con voi alcuni miei dubbi

    Sono un laureando in Giurisprudenza (spero per sett/ott di finire) e da tempo è maturata in me questa "attrazione" per il diritto canonico..ho cercato di documentarmi, bienno,triennio a roma ecc.. ma per quanto mi sia impegnato.. i dubbi non sono scomparsi..anzi, piu' si avvicina la fine del mio "percorso giuridico statale"..la paura aumenta e i dubbi si fanno sempre piu' fitti.

    finisco giurisprudenza a 26 anni (sono dell'84)..il biennio posso farlo nella mia città (insieme alla pratica anche se, con i corsi il pom e il tempo dedicato allo studio degli esami, qsta si ridurrebbe ad un mero "prendere" le udienze..).

    vogliamo essere positivi..si finisce il bienno, si supera l'esame di avvocatura.
    laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato, biennio teologico..si parte per roma.

    Altri tre anni di esami (oltre a tanti soldi che vanno via...tasse accademiche, affitto ecc )
    (se tutto va bene tre anni..se nn fai tutti gli esami di un anno nn puoi iscriverti a qllo successivo..)
    Cmq (sempre in ottica positiva:PP) tre anni e prendi la licenza in diritto canonico.

    ecco il mio dubbio (spero di non avervi annoiato troppo ):

    laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato, licenza in diritto canonico..

    dopo 55 esami di giurisprudenza (37 scienze giuridiche, 18 specialistica in giurisprudenza)
    dopo 18 esami del biennio teologico-filosofico
    dopo l'esame di stato (avv)
    dopo gli esami di licenza (dai 25 santa croce, ai 30 e passa della lateranense, ai 28 antonianum)
    senza uno studio "avviato"..che futuro un laico ha?

    come ha detto canonista, stando a roma si seguono i corsi e si studia..qndi, secondo me, inevitabilmente sul profilo pratico perdiamo qlc rispetto a chi dopo la laurea si è buttato nell'attività forense in modo assiduo e dopo 5 anni (i nostri per completare il ciclo formativo) sicuramente saranno piu' appetibili sul mercato.

    quindi vi chiedo (finalmente :P)..dopo tanti anni di sacrifici, i laici oltre a patrocinare che possono fare?

    vi riporto dal sito dell'università urbaniana:

    "La “Licenza in Diritto Canonico” è un attestato ufficiale circa la idoneità non solo a proseguire gli studi accademici, ma anche ad insegnare il diritto nei seminari o a esercitare l’ufficio di assistente in una Università, oppure ad essere idonei a svolgere gli uffici ecclesiastici per i quali la legge canonica richiede tale titolo"

    sapete qlc in piu' ?

  4. #14
    Iuris Utriusque Doctor
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    Citazione Originariamente Scritto da pax hominibus Visualizza Messaggio
    Che bella discussione ..colgo l'occasione per "condividere" con voi alcuni miei dubbi

    Sono un laureando in Giurisprudenza (spero per sett/ott di finire) e da tempo è maturata in me questa "attrazione" per il diritto canonico..ho cercato di documentarmi, bienno,triennio a roma ecc.. ma per quanto mi sia impegnato.. i dubbi non sono scomparsi..anzi, piu' si avvicina la fine del mio "percorso giuridico statale"..la paura aumenta e i dubbi si fanno sempre piu' fitti.

    finisco giurisprudenza a 26 anni (sono dell'84)..il biennio posso farlo nella mia città (insieme alla pratica anche se, con i corsi il pom e il tempo dedicato allo studio degli esami, qsta si ridurrebbe ad un mero "prendere" le udienze..).


    laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato, licenza in diritto canonico..

    dopo 55 esami di giurisprudenza (37 scienze giuridiche, 18 specialistica in giurisprudenza)
    dopo 18 esami del biennio teologico-filosofico
    dopo l'esame di stato (avv)
    dopo gli esami di licenza (dai 25 santa croce, ai 30 e passa della lateranense, ai 28 antonianum)
    senza uno studio "avviato"..che futuro un laico ha?

    come ha detto canonista, stando a roma si seguono i corsi e si studia..qndi, secondo me, inevitabilmente sul profilo pratico perdiamo qlc rispetto a chi dopo la laurea si è buttato nell'attività forense in modo assiduo e dopo 5 anni (i nostri per completare il ciclo formativo) sicuramente saranno piu' appetibili sul mercato.

    quindi vi chiedo (finalmente :P)..dopo tanti anni di sacrifici, i laici oltre a patrocinare che possono fare?
    Non voglio scoraggiare nessuno, ma voglio semplicemente essere il più franco possibile.

    Innanzitutto per i laici il dottorato è un obbligo, perchè ormai con la sola licenza non puoi più patrocinare.
    Quindi devi mettere in conto uno o due anni in più per quello.

    Se hai 26 anni, significa che al termine della pratica ne avrai 28 e se l'esame ti va bene al primo colpo ne avrai 29.
    A quel punto iniziano i 6 anni per arrivare al dottorato, che significa 35 anni...

    Io sconsiglio fortemente di iniziare il percorso canonistico contemporaneamente alla pratica perchè si mischiano le 2 cose e la pratica va fatta bene perchè è inutile avere l'abilitazione senza essere capaci a lavorare.

    Ora, ognuno in casa sua si fa i proprio conti, ma vuol dire che ti devi far mantenere fino a quando avrai circa 40 anni... (perchè non è che a 35 anni, quando hai finito, ti si riempe lo studio di clienti...)

    Per quanto riguarda le altre possibilità di lavoro, ci sarebbero, sia nelle Curie diocesane che l'insegnamento nei seminari/università ecclesiastiche, però giustamente i sacerdoti/religiosi sono preferiti per vari motivi, uno su tutti quello economico e visto che le casse delle diocesi non sono floride, bisogna stare attenti quando si assume un laico. (c'è poi anche tutto il problema del diritto del lavoro statale italiano, ma è un discorso più complicato.)

    Ricordo sempre che lavorare per la Chiesa è una missione e non un obbligo.
    Se vuoi studiare il diritto canonico, va bene, ma non puoi andare dal Vescovo e "pretendere" un lavoro.
    I sacerdoti che studiano lo fanno su richiesta del Vescovo (è il Vescovo che li manda).
    Ovviamente il Vescovo potrebbe anche mandare un laico e in quel caso allora il discorso sarebbe diverso.

    E' per questo che io consiglio prima di avere un colloquio con il proprio Vescovo prima di iniziare un percorso di 6 anni che blocca anche la tua crescita professionale come avvocato.

    Se hai altri dubbi, scrivi pure.

  5. #15
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    Il dottorato in DC non apre chissà quali prospettive oltre al patrocinio presso i Tribunali Eccl: a quanto già scritto da Canonista potresti aggiungere il cancelliere al tribunale o lavorare come notaio/attuario alle cause dei santi.
    Considera poi che in certe zone anche per fare l'avvocato il mercato è saturo.
    Per quanto sarebbe molto bello che uno si dedicasse esclusivamente al foro ecclesiastico, per campare avere il titolo di avvocato nell'ordinamento statale resta una necessità quale attività principale, "arricchita" da una professionalità in ambito canonistico.

    Per "peggiorare" il quadro aggiungi che fino a pochi anni fa c'era un alto numero di avvocati che dopo il dottorato in DC conseguiva il diploma di Avvocato Rotale presso il Tribunale della Rota Romana (altri tre anni, tutti in latino). Oggi la selezione è molto più dura, ma coloro che hanno conseguito il titolo sono tanti e ancora sul mercato.

    Resto dell'idea che una chiacchierata con il Vicario giudiziale del tuo tribunale ti potrà dare un'idea sulle prospettive future nella tua regione.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da alexbenax Visualizza Messaggio
    Il dottorato in DC non apre chissà quali prospettive oltre al patrocinio presso i Tribunali Eccl: a quanto già scritto da Canonista potresti aggiungere il cancelliere al tribunale o lavorare come notaio/attuario alle cause dei santi.
    ...bè, chiamalo poco...è vero sì, potrà pur esserci un problema di saturazione alla base, ma ritengo che per intraprendere un percorso simile (scegliendo di "rimettersi in gioco" nello studio...per ben cinque-sei anni, in un ambito molto "settoriale" -che pertanto o piace, o non piace-)... io credo che alla fine ci voglia una forte motivazione, sacrificio e disponibilità economica.

    Se avessi dato ascolto alle voci che mi dicevano di lasciar perdere un determinato settore perchè troppo inflazionato, a quest'ora molto probabilmente sarei un ingegnere o un infermiere...

  7. #17
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    grazie a tutti per le risposte e i consigli

    frequento una piccola università "penalizzata" da un/a prof. di diritto canonico/ecclesiastico che non sa praticamente nulla ( Dio mi perdoni )
    ho amici che hanno intrapreso questa difficile strada ma la loro esperianza è diversa perchè hanno le "spalle" ben coperte (fortunati loro )
    quindi i vostri consigli per me sono molto utili

    a fine mese farò l'ultimo esame pesantuccio (proc penale II) dopo andrò a chiedere info sia all'istituto di sc. religiose della mia città (dov'è attivo il biennio in diritto canonico) sia al Vicario giudiziale..proprio per non avere rimpianti .

    chiederò senza farmi "castelli in aria", senza pretese, io propongo.. realizzarsi professionalmente servendo la Chiesa in ambito canonistico per me è il massimo..se il Signore mi indicherà questa strada sarò felice, se non sarà così..sarò felice lo stesso .

    Approfitto ancora di voi chiedendovi cosa ne pensate di questo master che si tiene a lugano :

    http://www.teologialugano.ch/pdf/Mas...Com2009-10.pdf

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da pax hominibus Visualizza Messaggio

    Approfitto ancora di voi chiedendovi cosa ne pensate di questo master che si tiene a lugano :

    http://www.teologialugano.ch/pdf/Mas...Com2009-10.pdf

    So che a Lugano stanno tentando di creare una facoltà di diritto canonico, ma per ora offrono solo questo tipo di master, che è un titolo statale svizzero, non ecclesiastico.

    Ovviamente in Italia non ci fai niente con quel titolo; forse potresti lavorare nella Svizzera italiana come avvocato ecclesiastico, ma ti dovresti informare.

    Con tutto il rispetto per Lugano, te lo sconsiglio!

  9. #19
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    Anch'io tempo fa, cercando un master in diritto canonico e/o ecclesiastico trovai come unica soluzione quella di Lugano, che scartai a priori. A quanto pare se si vogliono approfondire le conoscenze in tale ambito, conseguendo un titolo accademico, le opzioni sono solo due: dottorato di ricerca o facoltà di diritto canonico.

  10. #20
    Iuris Utriusque Doctor
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    Citazione Originariamente Scritto da didymus Visualizza Messaggio
    A quanto pare se si vogliono approfondire le conoscenze in tale ambito, conseguendo un titolo accademico, le opzioni sono solo due: dottorato di ricerca o facoltà di diritto canonico.

    Il dottorato di ricerca in un'università italiana non ti dà alcun riconoscimento nel mondo ecclesiastico, serve "solamente" per un'eventuale carriera nel mondo accademico italiano.

    Inoltre con il dottorato di ricerca si approfondisce esclusivamente l'argomento della tesi che si scrive, non si può certo paragonare al curriculum delle università pontificie.

    E poi ci si approccia al diritto canonico con il metodo delle facoltà di giurisprudenza, che è assolutamente errato poichè si tralascia la base teologica che è il fondamento del diritto della Chiesa.
    Infatti io sconsiglio sempre i testi di d.c. che non provengono da professori di università pontificie, poichè creano solo confusione e sono del tutto inutili per i canonisti.

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