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Discussione: Patrocinare presso i tribunali ecclesiastici regionali

  1. #1
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    Patrocinare presso i tribunali ecclesiastici regionali

    Mi piacerebbe approfondire questo argomento (sul quale ho trovato ben poche informazioni, in giro, molte delle quali anche discordanti tra loro...); partiamo da quello che so: per intraprendere questa attività occorre aver conseguito il dottorato in diritto canonico presso una Università Pontificia, a Roma. Tale dottorato è articolato in un biennio di preparazione teologica (rivolto per lo più ai laici, ed esso può essere sostenuto anche in una qualsiasi facoltà di scienze teologiche), ed un triennio nel quale ci si "addentra" più nel diritto canonico, approfondendo conoscenze giuridiche e processualistiche. Nel triennio, laddove si risulta già laureati in materie giuridiche, è ammessa la convalida degli esami di diritto già sostenuti in precedenza (questo a discrezione dell'Università in cui ci si iscrive, da quello che ho capito). Terminato questo quinquennio con relativa tesi, come in tutte le Università, si è ufficialmente "dottori in diritto canonico"...un "dottore in diritto canonico" può poi patrocinare nei tribunali ecclesiastici regionali per le cause di relativa competenza, e tale qualifica è di per sè sufficiente per l'abilitazione, senza che in questo sia necessaria l'approvazione del vescovo, che al contrario è condicio sine qua non affinché un non-dottore in diritto canonico possa essere abilitato alla medesima mansione : è così?

    Per poi patrocinare dinanzi al tribunale della rota romana occorre continuare gli anni di studio e sostenere un apposito esame finale, ma questo diciamo che non m'interessa...

  2. #2
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    Mi piacerebbe approfondire questo argomento (sul quale ho trovato ben poche informazioni, in giro, molte delle quali anche discordanti tra loro...); partiamo da quello che so: per intraprendere questa attività occorre aver conseguito il dottorato in diritto canonico presso una Università Pontificia, a Roma. Tale dottorato è articolato in un biennio di preparazione teologica (rivolto per lo più ai laici, ed esso può essere sostenuto anche in una qualsiasi facoltà di scienze teologiche), ed un triennio nel quale ci si "addentra" più nel diritto canonico, approfondendo conoscenze giuridiche e processualistiche. Nel triennio, laddove si risulta già laureati in materie giuridiche, è ammessa la convalida degli esami di diritto già sostenuti in precedenza (questo a discrezione dell'Università in cui ci si iscrive, da quello che ho capito). Terminato questo quinquennio con relativa tesi, come in tutte le Università, si è ufficialmente "dottori in diritto canonico"...un "dottore in diritto canonico" può poi patrocinare nei tribunali ecclesiastici regionali per le cause di relativa competenza, e tale qualifica è di per sè sufficiente per l'abilitazione, senza che in questo sia necessaria l'approvazione del vescovo, che al contrario è condicio sine qua non affinché un non-dottore in diritto canonico possa essere abilitato alla medesima mansione : è così?

    Per poi patrocinare dinanzi al tribunale della rota romana occorre continuare gli anni di studio e sostenere un apposito esame finale, ma questo diciamo che non m'interessa...

    No, c'è un po' di confusione.

    Per accedere al corso di laurea in diritto canonico è necessaria una preparazione teologica, ovvero il baccalaureato in teologia o un diploma di un ISSR.
    Coloro che non hanno questi titoli (generalmente i laici che sono avvocati civili) devono frequentare obbligatoriamente un biennio teologico organizzato dalle stesse facoltà di diritto canonico.

    Una volta che si è in regola con la preparazione teologica, inizia il vero e proprio iter di laurea in diritto canonico.

    Il corso di laurea in diritto canonico è composto da un triennio di licenza (in cui si studia il codice ed altre materie complementari) e da un ciclo di dottorato (nel quale si scrive appunto la tesi e si devono seguire alcuni corsi complementari; il tutto in media due anni, ma alcune università rilasciano il titolo di dottore anche solo dopo un solo anno).

    Per patrocinare come avvocati presso i tribunali regionali ecclesiastici è necessaria sempre e comunque l'approvazione del tribunale stesso. Per essere approvati è necessario avere il dottorato, ma ci sono alcune eccezioni per quanto riguarda chi ha solo la licenza.

    Ormai non ci sono più approvazioni per chi non possiede almeno la licenza, visto anche l'alto numero in Italia di dottori in diritto canonico.

    Per quanto riguarda il titolo di "Avvocato Rotale", esso si consegue frequentando i 3 anni dello Studio Rotale presso il Tribunale della Rota Romana.
    Per accedere allo Studio, è necessario avere conseguito almeno la licenza in diritto canonico e avere conseguito il dottorato prima dell'esame finale che si sostiene al termine dei 3 anni.

    Riassumendo:

    1) Titolo ecclesiastico in teologia o biennio teologico propedeutico.
    2) Licenza - 3 anni
    3) Dottorato - 1/2 anni

    Eventualmente

    4) Diploma rotale - 3 anni

  3. #3
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    Per patrocinare come avvocati presso i tribunali regionali ecclesiastici è necessaria sempre e comunque l'approvazione del tribunale stesso. Per essere approvati è necessario avere il dottorato, ma ci sono alcune eccezioni per quanto riguarda chi ha solo la licenza.
    Ti ringrazio per avermi chiarito le idee. Un'unica perplessità: cosa s'intende per "approvazione del tribunale"? So che, così come avviene per gli avvocati di "diritto civile", anche in questo caso è previsto un apposito albo professionale per gli avvocati abilitati al patrocinio presso i tribunali ecclesiastici regionali. Sostanzialmente in cosa consiste il "nihil obstat" per essere iscritti all'albo (dopo aver conseguito il dottorato di diritto canonico, intendo)? Accertamento di qualità morali e spirituali (sacramenti, rettitudine...), oppure quest' autorizzazione viene rilasciata in maniera totalmente discrezionale?

    Come si è già capito, a me piacerebbe intraprendere questo percorso; lo farei per una profonda passione della materia, e anche (e soprattutto) perchè sono cattolico, e pertanto credo anche nel diritto della Chiesa, e un domani mi piacerebbe applicare le mie conoscenze giuridiche in tale ambito.

  4. #4
    Iuris Utriusque Doctor
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    Ti ringrazio per avermi chiarito le idee. Un'unica perplessità: cosa s'intende per "approvazione del tribunale"? So che, così come avviene per gli avvocati di "diritto civile", anche in questo caso è previsto un apposito albo professionale per gli avvocati abilitati al patrocinio presso i tribunali ecclesiastici regionali. Sostanzialmente in cosa consiste il "nihil obstat" per essere iscritti all'albo (dopo aver conseguito il dottorato di diritto canonico, intendo)? Accertamento di qualità morali e spirituali (sacramenti, rettitudine...), oppure quest' autorizzazione viene rilasciata in maniera totalmente discrezionale?

    Come si è già capito, a me piacerebbe intraprendere questo percorso; lo farei per una profonda passione della materia, e anche (e soprattutto) perchè sono cattolico, e pertanto credo anche nel diritto della Chiesa, e un domani mi piacerebbe applicare le mie conoscenze giuridiche in tale ambito.
    L'accertamento verte sulle qualità morali e spirituali; esse devono essere in linea ovviamente con il Magistero della Chiesa.

    Comunque, visto il lungo percorso di 6 anni per ottenere il dottorato, ti consiglio di parlarne prima con il tuo Vescovo. Il prossimo anno accademico inizia ad ottobre, quindi hai tempo per organizzarti bene anche perchè, a differenza delle Università italiane, vige l'obbligo di frequenza alle lezioni e quindi è necessario vivere a Roma.

    Inoltre consiglio sempre ai laici di aver prima conseguito il titolo di avvocato "statale", perchè ormai con il solo diritto canonico non è più possibile guadagnare abbastanza per vivere.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Canonista Visualizza Messaggio
    Inoltre consiglio sempre ai laici di aver prima conseguito il titolo di avvocato "statale", perchè ormai con il solo diritto canonico non è più possibile guadagnare abbastanza per vivere.
    Sono laureando in giurisprudenza, ed intendo comunque sostenere l'esame di stato di avvocato

  6. #6
    Iuris Utriusque Doctor
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    Sono laureando in giurisprudenza, ed intendo comunque sostenere l'esame di stato di avvocato

    Allora segui il mio consiglio: finisci giurisprudenza, e fai BENE la pratica, specialmente in vista dell'esame di Stato.
    Una volta che sarai avvocato, allora potrai poi dedicarti anche agli studi canonistici.

    Magari potresti fare la tesi di laurea (di giurisprudenza) in diritto canonico, così inizi già ad avvicinarti allo studio del codice.

  7. #7
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    In alcune città si è avviato il biennio teologico propedeutico al diritto canonico. Normalmente è organizzato per favorire coloro che sono già avviati alla professione forense tenendo i corsi il fine settimana. Verifica se presso l'ISSR o la facoltà teologica vicino a casa tua tale corso è attivato.

    Importantissima l'avvertenza di Canonista quando dice che se non diventi avvocato nell'ordinamento statale, con il solo patrocinio in foro canonico non si vive.
    Un incontro con il vicario giudiziale del tuo tribunale ti può dire quali sono le prospettive professionali nella tua zona.

  8. #8
    Iuris Utriusque Doctor
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    Citazione Originariamente Scritto da alexbenax Visualizza Messaggio
    In alcune città si è avviato il biennio teologico propedeutico al diritto canonico. Normalmente è organizzato per favorire coloro che sono già avviati alla professione forense tenendo i corsi il fine settimana. Verifica se presso l'ISSR o la facoltà teologica vicino a casa tua tale corso è attivato.
    E' vero, il biennio teologico lo puoi anche fare vicino a casa in una facoltà teologica o in un ISSR.
    Però per la parte più importante, cioè la licenza in diritto canonico, devi seguire tutti i corsi a Roma e quindi è necessario trasferirsi perchè l'obbligo di frequenza lo richiede inesorabilmente.

    Quindi valuta bene anche prima di iniziare il biennio teologico anche se ce l'hai vicino a casa.

    Importantissima l'avvertenza di Canonista quando dice che se non diventi avvocato nell'ordinamento statale, con il solo patrocinio in foro canonico non si vive.
    Un incontro con il vicario giudiziale del tuo tribunale ti può dire quali sono le prospettive professionali nella tua zona.
    Io ritengo anche che la professione di avvocato ecclesiastico non deve essere vista come un "di più" dell'avvocato civilista, ma come una missione e un servizio verso la Chiesa.

    Certamente come ogni prestazione va remunerata, ma prendo l'occasione per ricordare a tutti che la CEI ha stabilito un tariffario obbligatorio per gli avvocati ecclesiastici e vi assicuro che patrocinare una causa di nullità matrimoniale costa MOLTO MENO di una causa civile per separazione/divorzio.

    Ricordo anche la figura del patrono stabile che è un avvocato ecclesiastico pagato dal Tribunale e che ha l'ufficio nel Tribunale al quale tutti si possono rivolgere, in special modo coloro che hanno reddito basso, in quanto è diritto di ogni fedele verificare il proprio status matrimoniale.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Canonista Visualizza Messaggio
    Magari potresti fare la tesi di laurea (di giurisprudenza) in diritto canonico, così inizi già ad avvicinarti allo studio del codice.
    Sì, è proprio quello che intendo fare, anche perchè questa è una materia che mi appassiona molto (a tal punto da prendere seriamente in considerazione la possibilità di intraprendere questo percorso...);

    Riguardo la possibilità di frequentare il biennio teologico a Bari me ne aveva già parlato un amico avvocato.

  10. #10
    Nuovo iscritto L'avatar di DarioP
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    Grazie del post, molto utile. Anche io sono laureato in Giurisprudenza, tesi in diritto Canonico e collaborazione occasionale con la Cattedra. Sto per finire il biennio di pratica e dovrei fare l'esame di abilitazione a dicembre. L'idea di fare anche attività legale canonistica mi è sempre piaciuta ma non avevo bene idea di cosa si dovesse fare, anche io ho trovato difficoltà a capire l'iter.
    Alcune domande è necessario conoscere il latino per svolgere l'attività di avvocato presso i tribunali regionali? E' necessaria la pratica presso uno studio legale canonistico? Avvocato ecclesiastico e canonista sono la stessa cosa? Esiste un'avvocatura Diocesana?
    Sono l'asinello di Gesù!

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