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Discussione: Patrocinare presso i tribunali ecclesiastici regionali

  1. #31
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    Buongiorno a tutti. Avrei un quesito: per diventare avv. ecclesiastici (o canonici, non ho capito se i termini sono equivalenti), che studi bisogna fare, anche di livello minimo, per poter avere l'abilitazione?

    Ho già letto alcuni 3d sull'argomento ma non ho capito bene se ci vuole la laurea o se basta la licenza in dir canonico. Questa è la prima distinzione che gradirei capire.

    Non ho poi capito bene se per poter dire di essere avv ecclesiastici ci vuole anche un iscrizione ad un albo (come per gli avv normali) oppure se basta conseguire gli studi necessari per poter usare tale titolo, o se la cosa dipende da tribunale a tribunale.

    Per gli avv. normali c'è la legge forense che regola il tutto, ma per quelli ecclesiastici?? Il codice di dir canonico non mi pare che sia così preciso al riguardo, tant'è che parla anche di "veramente esperti" come qualifica sostanziale per essere teoricamente abilitati, dunque la cosa mi pare piuttosto elastica.

    spero in un vostro chiarimento grazie

  2. #32
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    Buongiorno a tutti. Avrei un quesito: per diventare avv. ecclesiastici (o canonici, non ho capito se i termini sono equivalenti), che studi bisogna fare, anche di livello minimo, per poter avere l'abilitazione?

    Ho già letto alcuni 3d sull'argomento ma non ho capito bene se ci vuole la laurea o se basta la licenza in dir canonico. Questa è la prima distinzione che gradirei capire.
    Canonista è un termine generico (come dire giurista), avvocato ecclesiastico è colui che può patrocinare avanti i tribunali ecclesiastici.

    La licenza in diritto canonico è il primo grado e per alcuni Tribunali basta questo grado per essere iscritti all'Albo e poter patrocinare. Altri Tribunali richiedono invece il dottorato (laurea).

    I Tribunali di Roma di I e II grado e la Rota romana richiedono il diploma Rotale per poter essere ammessi al patrocinio.

    Non ho poi capito bene se per poter dire di essere avv ecclesiastici ci vuole anche un iscrizione ad un albo (come per gli avv normali) oppure se basta conseguire gli studi necessari per poter usare tale titolo, o se la cosa dipende da tribunale a tribunale.
    Certamente per potersi chiamare avvocati ecclesiastici è necessario essere iscritti all'Albo di almeno un Tribunale ecclesiastico.

    Per poter utilizzare il titolo di Avvocato rotale è necessario aver conseguito il diploma Rotale ed essere iscritti all'Albo della Rota romana.


    Per gli avv. normali c'è la legge forense che regola il tutto, ma per quelli ecclesiastici?? Il codice di dir canonico non mi pare che sia così preciso al riguardo, tant'è che parla anche di "veramente esperti" come qualifica sostanziale per essere teoricamente abilitati, dunque la cosa mi pare piuttosto elastica.
    I Tribunali ecclesiastici italiani non ammettono più i cosiddetti "vere periti" , cioè coloro che sono sprovvisti di un titolo canonico, ma che conoscono ugualmente il diritto canonico.

    Ovviamente il discorso cambia nel resto del Mondo, dove ovviamente è più difficile conseguire una laurea in diritto canonico.

  3. #33
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    grazie molte Canonista, ho capito.
    Dunque se uno avesse compiuto gli studi necessari per diventare avv ecclesiastico, ma non fosse iscritto ad un albo e affermasse ugualmente di essere avv ecclesiastico (proprio perchè formalmente in possesso degli studi necessari per essere abilitato) in cosa potrebbe incorrere?
    Potrebbe essere usurpazione di titoli?

    Ma non c'è una legge precisa che disciplina la professione? Per gli avvocati normali c'è la legge professionale.

    Leggendo nella tua risposta delle precisazioni come "per certi tribunali basta il grado di licenza", oppure "i tribunali non ammettono più i veri periti", mi pare quasi di capire che nel disciplinare la figura dell'avv ecc. vi sia una certa discrezionalità (del Tribunale?), oppure se vi sia comunque una normativa cui riferirsi, o cui i tribunali si riferiscono.

    una curiosità: mi spiegheresti il significato della tua citazione in firma?

    grazie!
    Ultima modifica di igors; 28-02-2014 alle 23:27

  4. #34
    Iuris Utriusque Doctor
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    Dunque se uno avesse compiuto gli studi necessari per diventare avv ecclesiastico, ma non fosse iscritto ad un albo e affermasse ugualmente di essere avv ecclesiastico (proprio perchè formalmente in possesso degli studi necessari per essere abilitato) in cosa potrebbe incorrere?
    Potrebbe essere usurpazione di titoli?
    Usurpazione di titolo mi sembra eccessivo... A meno che il professionista non prenda soldi per fare la causa, pur sapendo di non poterla patrocinare.

    Inoltre l'autorità ecclesiastica potrebbe prendere qualche provvedimento.

    Ma non c'è una legge precisa che disciplina la professione? Per gli avvocati normali c'è la legge professionale.
    Ci sono i canoni del codice, gli articoli della Dignitas e le norme proprie della Rota romana.

    Leggendo nella tua risposta delle precisazioni come "per certi tribunali basta il grado di licenza", oppure "i tribunali non ammettono più i veri periti", mi pare quasi di capire che nel disciplinare la figura dell'avv ecc. vi sia una certa discrezionalità (del Tribunale?), oppure se vi sia comunque una normativa cui riferirsi, o cui i tribunali si riferiscono.
    Certo che discrezionalità dell'autorità ecclesiastica.

    una curiosità: mi spiegheresti il significato della tua citazione in firma?
    è un detto medievale degli utruquisti, cioè di coloro che erano laureati sia in diritto canonico, sia in diritto civile.
    Significa che il civilista senza il diritto canonico vale poco, mentre il canonista senza il diritto civile vale niente.

  5. #35
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    Grazie ancora Canonista. Bella la citazione grazie

    Vorrei approfondire. L'usurpazione di titoli punisce chi si arroga titoli che non ha (e non solo come sappiamo, ma in questo caso direi che si tratterebbe solo di titoli).

    Parlo dell'ordinamento tradizionale: so che un soggetto in possesso dell'abilitazione alla professione forense (avv. tradizionale intendo) ma non iscritto all'albo, se spendesse il titolo di avvocato, commetterebbe il reato di cui sopra in quanto per la legge forense del 1933 "Nessuno può assumere il titolo, né esercitare le funzioni di avvocato o di procuratore se non è iscritto nell'albo professionale". La legge f. specifica poi che la violazione è punita, se non è più altro reato, o come usurpazione di titoli o, in caso il soggetto eserciti, come esercizio abusivo della professione. Poca che sia la pena, quello che mi interessa è se venga o meno ritenuto responsabile di tale reato, e pare proprio che lo sarebbe.

    Questo lo si ricava dall'art 348 c.p., che espressamente dice "si arroga" titoli, ed inoltre è poi specificato dalla legge forense.

    Non riesco però ancora a capire se questo possa valere anche per gli avv. ecclesiastici, dal momento che non ho ancora trovato una normativa precisa (gli articoli del cod. canonico li ho letti. Mi mancherebbe la Dignitas e le norme della Rota romana).

    Certamente il codice penale farebbe fare lo stesso ragionamento che ho appena fatto, ma mi chiedevo se l'argomento era riproposto anche in una legge dell'ordinamento canonico, come fa quella dell'ordin. forense.

    Gentilmente (se non chiedo troppo perchè sei già stato molto cortese a dedicarmi il tuo tempo), sapresti indicarmele? Dignitas e R ota romana non le ho trovate.
    Ultima modifica di igors; 01-03-2014 alle 13:25

  6. #36
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    Vorrei approfondire. L'usurpazione di titoli punisce chi si arroga titoli che non ha (e non solo come sappiamo, ma in questo caso direi che si tratterebbe solo di titoli).

    Parlo dell'ordinamento tradizionale: so che un soggetto in possesso dell'abilitazione alla professione forense (avv. tradizionale intendo) ma non iscritto all'albo, se spendesse il titolo di avvocato, commetterebbe il reato di cui sopra in quanto per la legge forense del 1933 "Nessuno può assumere il titolo, né esercitare le funzioni di avvocato o di procuratore se non è iscritto nell'albo professionale". La legge f. specifica poi che la violazione è punita, se non è più altro reato, o come usurpazione di titoli o, in caso il soggetto eserciti, come esercizio abusivo della professione. Poca che sia la pena, quello che mi interessa è se venga o meno ritenuto responsabile di tale reato, e pare proprio che lo sarebbe.

    Questo lo si ricava dall'art 348 c.p., che espressamente dice "si arroga" titoli, ed inoltre è poi specificato dalla legge forense.

    Non riesco però ancora a capire se questo possa valere anche per gli avv. ecclesiastici, dal momento che non ho ancora trovato una normativa precisa (gli articoli del cod. canonico li ho letti. Mi mancherebbe la Dignitas e le norme della Rota romana).

    Certamente il codice penale farebbe fare lo stesso ragionamento che ho appena fatto, ma mi chiedevo se l'argomento era riproposto anche in una legge dell'ordinamento canonico, come fa quella dell'ordin. forense.

    Gentilmente (se non chiedo troppo perchè sei già stato molto cortese a dedicarmi il tuo tempo), sapresti indicarmele? Dignitas e R ota romana non le ho trovate.

    No, nell'ordinamento canonico non esiste nulla del genere.

    E, a mio parere, nell'ordinamento italiano, il pubblico ministero prima di procedere, cercherebbe di valutare se il professionista sprovvisto di titolo si vanta di essere un "avvocato ecclesiastico" senza esercitare la professione, oppure se cerca di accaparrarsi cause (e soldi), vantando il titolo che non ha.

    Comunque per il diritto canonico, se non si è iscritti almeno in un Tribunale ecclesiastico come avvocati, non si è avvocati.
    Però non c'è alcuna sanzione in merito, se ci si fa chiamare come tali e non lo si è.

    La Dignitas la trovi qui: http://www.vatican.va/roman_curia/po...nnubii_it.html

    Le norme proprie della Rota non sono in rete.

  7. #37
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    ciao e grazie come sempre.
    Per l'ordinamento della Chiesa non esiste comunque la possibilità di esercitare ad acta volta x volta previa autorizzazione del tribunale?

  8. #38
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    ciao e grazie come sempre.
    Per l'ordinamento della Chiesa non esiste comunque la possibilità di esercitare ad acta volta x volta previa autorizzazione del tribunale?

    Si, è possibile esercitare ad acta, e di solito è ciò che viene proposto all'inizio della propria carriera, visto che non esiste il praticantato come per l'avvocatura civile.

    P.S.

    Vedo che sei di Lugano. Ma studi in Svizzera o in Italia?

  9. #39
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    Ho studiato in Italia, giurisprudenza, e per piacere personale mi stavo interessando all'ordinamento della Chiesa visto che quanto appreso a giurisprudenza è stato di contenuto molto basilare.

    ciao, grazie infinite.

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