Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 1 di 11 123 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 102

Discussione: Galileo Galilei e la Chiesa: qualche verità

  1. #1
    ugo biheller
    visitatore

    Galileo Galilei e la Chiesa: qualche verità

    Sarebbe opportuno per ristabilire la veritá sul caso Galileo e introdurre una nuova discussione. Ho abbastanza materiale per uno studio che ristabilisca un minimo di veritá su questo grande scienziato, dovuto a una ricerca per l'universitá dove insegno.
    Su questo specifico problema, c'é un ricordo di un mio testo di storia: un vecchio distinto che batteva il piede per terra stringendo i pugni.
    Sotto una didascalia: "Il grande astronomo Galileo, condannato dalla Chiesa per aver scoperto la rotazione della terra, dichiara davanti ai suoi giudici, nonostante la pressione psicologica della tortura: Eppur si muove!"
    La storia di Galilo é rimasta impressa nella memoria di milioni di studenti, e determina il ricordo d'una lotta accanita fra un gruppo di ecclesiastici oscurantisti e un infelice scienziato, antesignano della libertá della scienza.
    Si tratta di uno schema semplicista e falso della storia. Della vita dell'intuitivo scienziato, il mito attribuisce anche la frase:"Epur si muove!".
    Molti storici hanno verificato i fatti e i comportamenti del personaggio Galileo. Tuttavia la mancanza di documenti o testimonianze ha ostacolato la ricostruzione con certezza assoluta la catena degli avvenimenti.
    Esiste una tesi del 1983 di Pietro Redondi sulle vere ragioni della condanna di Galileo, per cui sarebbe bene riesaminare le vicende in questo forum. Per ristabilire la veritá storica e riabilitare il ruolo della Chiesa.

    Galileo si orientó verso gli studi di medicina, peró non lo appassionavano affatto e cambió per la matematica e come insegnante di matematica cominció nel 1589: era un posto mal pagato. Non si conoscono i suoi primi lavori scientifici, nei quali impiega il metodo sperimentale per studiare la legge della caduta dei corpi. Si rallegra quando la Serenissima Repubblica di Venezia lo nomina lettore di matematica all'universitá di Padova, dove insegna fino al 1610 quattro materie: geometria, aritmetica, astronomia e musica per via delle leggi numeriche dell'armonia. Per i suoi successi nell'insegnamento lL suo stipendio passava da 80 a 1.000 fiorini all'anno. Mostra in quel periodo un interesse particolare per l'astronomia e probabilmente insegnava i due sistemi quello tolemaico e quello copernicano. Ció lo sappiamo da due lettere datate 1597 a un ex collega di Pisa in cui afferma che quella di Copernico é per lui:" tenuta per lui assai piú probabile dell'altra di Aristotele e Tolomeo"; ed in un'altra a Keplero dice:"Da parecchi anni ho giá accettato la dottrina di Copernico...Ho compreso numerosi studi a suo favore e opposti alle dottrine che gli sono contrarie". Sicuramente un'esagerazione per farsi apprezzare da Keplero, ed aggiunge in modo esagerato che non ha osato a pubblicare quelle ricerche perché era:"Spaventato per la sorte dello stesso Copernico, nostro maestro...che é tuttavia diventato agli occhi di innumerevoli altri- tanto é grande, in effetti, il numero degli sciocchi - oggetto di scherno ed é stato bandito". Il che non corrisponde al vero. Cito questi dati per due motivi: sfatare il mito di uno scienziato, senza dubbio importante nella storia e nello sviluppo della scienza, ma anche un poco egocentrico. Secondo abbattere Dan Brown il quale afferma in Angeli e Demoni che Galileo era esoterico, niente di piú errato, siamo in pieno Rinascimento, e probabilmente quell'autore non lo sa o non lo ricorda. Propendo che non lo sa.
    Ma dobbiamo risalire allo stesso Copernico per capire Galileo, per cui si afferma una nuova concezione dell'universo " La rivoluzione copernicana" che fa crollare il sistema geocentrico ereditato dai Greci e indiscusso nel Medio Evo. Si puó affermare che il De revolutionibus del 1543 segna la demarcazione tra l'etá media e l'epoca moderna. A quel tempo la religione non poteva sentirsi minacciata da Copernico, anche se certi testi biblici sembravano non coincidere e spesso contro Copernico si indicava in Giosué(10,12-13): "IN quel tempo...Giosué parló al Signore, esprimendosi cosí alla presenza d'Israele: <O sole, fermati su Gabaon e tu, o luna, nella valle di Aialon> E il sole si fermó e la luna resistette....il sole rimase fermo in mezzo al cielo e non s'affrettó a tramontare quasi tutto il giorno".
    Com'era possibile che Dio fermasse il Sole, se questo era immobile, come diceva Copernico? e il passo di Gobbe:"(Dio) ordina al sole di non sorgere e mette i sigilli alle stelle"(9,7).
    Copernico era cosciente dello scossone teologico delle sue idee. Ad esempio se la terra è solo un pianeta come gli altri, era possibile che altri pianeti fossero abitati. Dio doveva dunque rivelarsi e la stessa Incarnazione si sarebbe compiuta tra queste altre popolazioni? E se quegli uomini non discendevano da Adamo ed Eva, erano senza peccato originale? Era dunque necessario sottoporre la teologia a una revisione lacerante?. Egli diffidava di confidenze sulle sue scelte intellettuali, era molto riservato e non si atteggiava per nulla da rivoluzionario. Insomma non voleva essere eretico. Si puó parlare di "Rivoluzione Copernicana" come di una rivoluzione fatta da un tradizionalista in materia religiosa.
    La sua idea che il sole é al centro immobile dell'Universo non é dovuto ad una ricerca scientifica, bensí a una convinzione metafisica: la mistica della luce e del sole, gia presente in certi discepoli di Platone. Il sole é un simbolo del divino, perché é piú bello e il piú luminoso degli astri doveva stare al centro.
    l'esempio di questa concezione filosofica-teologica é presente nel primo libro del De revolutionibus:
    " in mezzo a tutto questo, sta il sole. In effetti, in questo tempio splendido, chi osa mettere quest'astro in un luogo diverso, o migliore, di quello dove puó illuminare tutto nello stesso tempo? Ora non a torto alcuni l'hanno chiamato pupilla del mondo, altro spirito, altri governatore...Cosí il sole, assiso sul trono regale, dirige realmente la carola della famiglia degli astri".
    Anche nell'elaborazione matematica XCopernico si convince da notivazioni metafisiche della tradizione platonica.

  2. #2
    ugo biheller
    visitatore

    Non ti preoccupare per la faccia: L&#39;abito non fa il monaco. In piú sono un pacifico, mi piace considerarmi un pacifico delle Beatitudini di Gesú. A questa etá non posso arrabbiarmi, fa male alla salute, al fegato innanzittutto e al cuore, che invece deve sempre essere aperto a ricevere i doni dello Spirito Paraclito e in voi ho scoperto, da vecchio che siete trasmissori di doni.
    Venendo al nostro Galileo, continuiamo un poco con Copernico perché secondo me lá esiste la base dell&#39;equivoco o l&#39;errore voluto, di molti storici " di parte":
    IL De revolutionibus apparve con una prefazione di Retico un giovane collega protestante che riuscí a convincere Copernico a stampare nel 1540 "La Narratio Prima" un primo compendio di quel trattato, e affidó il compito di rivedere l&#39;opera a Oslander un teologo luterano. Questi si spaventó per la temerarietá del contenuto e certo delle reazioni ostili degli ambienti ecclesiastici protestanti(vedete che qui La Chiesa Cattolica non centra per nulla&#33;) redasse un&#39;introduzione per diminuire l&#39;impatto culturale. Egli dice in tono sommesso che il compito dell&#39;astronomia é di " salvare le apparenze", ossia di interpretare i fenomeni osservati. Si tratta di calcolare la posizione degli astri in un dato momento che non hanno la presunzione di essere vere, al contrario sono dei semplici strumenti per permettere di fare altri calcoli futuri. Una presentazione molto astuta e anonima tanto che per un certo tempo fu attribuita allo stesso Copernico. Ma lo scienziato non la pensava proprio cosí in quanto credeva profondamente alla veritá dell&#39;ipotesi eliocentrica. Puó essere una evidenza la dedica di proprio pugno al papa Paolo III, in cui sottolinea la mobilitá della terra. Ma meraviglia che nessuno avesse reagito alle contraddizioni tra l&#39;introduzione e la dedica, il che ci fa intendere un Copernico in un dilemma di coscienza tra la naturale prudenza e l&#39;intima convinzione.
    Egli condivide l&#39;ideale di Platone di pefezione e per la costruzione del suo sistema utilizza dei movimenti soltanto circolari uniformi, perché tradizionalmente quel movimento era considerato perfetto, cosí come per la forma sferica, attribuita agli astri e alla terra si ricollega alla categoria platonica di perfezione. Egli riteneva che i pianeti fossero inseriti in anelli solidi che giravano con movimento uniforme e questi movimenti li considerava naturali, nel senso che hanno bisogno di un motore. Copernico non contesta la fisica di Aristotele e non cotruisce una nuova meccanica.
    L&#39;universo di Copernico, come quello dell&#39;antichitá graca é chiuso, limitato dalla sfera celeste dove sono collocate le stelle, anche se il raggio é calcolato piú grande di quello dei greci. Egli rimane un uomo della propria epoca.
    Tra i dotti Copernico incontró un difensore entusiasta non richiesto, nella persona di Giordano Bruno. Nell&#39;opera " La cena de le Ceneri" 1584, difende l&#39;astronomia dello scienziato polacco. Bruno contesta con astio Aristotele, ma dalla sua visione scaturisce una forma di panteismo inaccettabile in quanto per lui Dio e l&#39;Universo sono infiniti, due espressioni di una medesima realtá. Opinioni inaccettabili a quel tempo come oggi. Certamente oggi non lo avremmo condannato al rogo, peró lo avremmo confutato come facciamo per esempio con il Codice Da Vinci, probabilmente poco, visto che oggi alcuni stregoni parlano del 06/06/06 come il giorno fatidico, comprese alcune sette pseudocristiane fondamentaliste di origine nordamericana. E&#39; un peccato, ma siamo a questi livelli di stupiditá&#33; Peró purtroppo molta gente é impaurita e crede alle fanfaronate di ciarlatani, perché probabilmente hanno una fede superficiale e questo é anche colpa nostra. Mea Culpa&#33; Non sempre viviamo come dobbiamo il messaggio di Gesú&#33;:e soprattutto non lo viviamo completamente e non lo proclamiamo a sufficienza&#33;
    Scusate la digressione, ma giá oggi ho avuto una discussione accesa su questo tema dell&#39;Apocalisse. Seguiró piú tardi perché adesso vado a insegnare.
    Ciao, non vi preoccupate per la faccina

  3. #3
    ugo biheller
    visitatore

    Ricordo gli anatemi d&#39;ordine religioso che impedirono la diffusione delle intuizioni di Copernico.
    A reagire vigorosamente e in maniera intollerante furono le chiese della riforma protestante. Tutti condannarono la nuova astronomia che contrastava con la Sacra Scrittura.
    Lutero lo fece fin dal 1539 in termini verbali particolarmante violenti:
    " Quel folle pretende di sconvolgere tutta l&#39;astronomia&#33; Ma come afferma la Scrittura, é al sole e non alla terra che Giosué ordinó di fermarsi."
    La Chiesa Cattolica invece reagí piú tardi, prima con il gesuita Clavio nel 1581. ossia dopo trent&#39;otto anni dalla morte di Copernico, il quale affermó che le sue idee erano in contrasto con la Bibbia.
    Ma il punto di vista ufficiale della Chiesa é rappresentato dal gesuita cardinal Bellarmino, membro del Sant&#39;Uffizio che scriveva nel 1589:
    "Tutt&#39;al piú si pubblicherá una direttiva per indicare che questi temi si devono intendere come costruzioni atte a descrivere le apparenze" e scrivendo una lettera a Foscarini il 12 aprile 1615, un religioso amico di Galileo raccomanda:
    " Mi pare che V.P. e il Signor Galileo facciano prudentemente ad accontentarsi di parlare ex suppositione e non assolutamente, come io ho sempre creduto che abbia parlato il Copernico. Perché dire che supposto che la terra si muova ed il sole stia fermo si salvano le apperenze, é benissimo detto, e non ha pericolo nessuno, e questo basta al matematico. Ma il voler affermare che realmente il sole sta al centro del mondo... e che la terra giri con somma velocitá intorno al sole, é cosa pericolosa non solo d&#39;irritare tutti i filosofi e teologi scolastici, ma anche di nuocere alla nostra fede con rendere false le Scritture Sante."
    In questo senso l&#39;autorevole cardinale Bellarmino esprime la riflessione di molti gesuiti del tempo che distinguevano tra la fisica tradizionale chiamata "filosofia naturale", che si occupava delle cause e rimaneva dominata dalle concezioni aristoteliche, e le "scienze matematiche", tra le quali l&#39;astronomia che utilizzavano "delle utili finzioni matematiche" che oggi chiameremmo modelli.
    In che senso si parla dunque di rivoluzione copernicana?. Mi pare che Kant la esprima giustamente con umorismo: prima di Copernico si facevano girare le stelle attorno allo spettatore, ora si fa girare lo spettatore attorno alle stelle immobili.
    Se l&#39;opinione corrente é che Copernico é uno dei piú grandi geni della sua epoca e ha conquistato una gloria perenne, io direi che é un&#39;affermazione da attenuare un pochino.
    A questo punto si arriva al nocciolo del dibattito che rappresenta il caso Galilei. Il messaggio che il cardinal Bellarmino rivolge a Galilei é chiaro con l&#39;intento di aiutarlo; porti le prove della vericiditá del sistema copernicano, altrimenti si limiti a parlare per ipotesi&#33; per il cardinale le prove reali non ci sono: "Ne ho grandissimo dubbio". Galileo invece é convinto di avere le prove; la questione nasce dalla differente valutazione.
    L&#39;intervennto di Bellarmino non esprime la terribile intransigenza, chiamato " il martello degli eretici", con il qual esvolse un ruolo decisivo nella condanna di Giordano Bruno, ma il suo atteggiamento verso Galileo é caratterizzato dal rispetto e da una segreta simpatia.
    La sua lettera al Foscarini continuava:
    " ... Ma io no crederó che ci sia tal dimostrazione, fin che non mi sia mostrata: né é l&#39;istesso dimostrare che supposto che il sole stia al centro e la terra nel cielo, si salvino le apparenze, e dimostrare che in veritá il sole stia nel centro e la terra nel cielo; perché la prima dimostratione credo ci possa essre, ma della seconda ho grandissimo dubbio, et in caso di dubbio non si dee lasciare la Scrittura Santa esposta da&#39;Santi Padri..."

  4. #4
    ugo biheller
    visitatore

    Il rapporto di amicizia che deve intercorrere tra la scienza e la fede, secondo la dottrina cattolica, sembra in contraddizione con il fatto storico di Galileo Galilei.

    In realtà il fatto storico di Galilei è stato volutamente male raccontato e male interpretato e questa operazione storica di falsificazione (che continua ai nostri giorni ) è stata costruita per far credere che esiste un&#39;incompatibilità fra la scienza e la sua ricerca, da una parte, e la fede cristiana dall&#39;altra parte.

    La leggenda di Galileo Galilei, "martire" della scienza moderna per colpa della Chiesa Cattolica, è un vero e proprio attacco ideologico, un&#39;operazione di intenzionale disinformazione nata in epoca illuminista ad opera degli intellettuali illuministi e massoni dell&#39;Enciclopedia. Essi vollero trasformare una vicenda umana e disciplinare in un "mito", che doveva diffondere e radicare nella cultura europea l&#39;idea della inconciliabilità tra la fede cristiana e la ragione, tra la religione e la scienza, tra le verità soprannaturali e le verità scientifiche.

    Ha detto Giovanni Paolo II: "[...] a partire dal secolo dei lumi fino ai nostri giorni, il caso Galileo ha costituito una sorta di mito, nel quale l&#39;immagine degli avvenimenti che ci si era costruita era abbastanza lontana dalla realtà. In tale prospettiva, il caso Galileo era il simbolo del preteso rifiuto, da parte della Chiesa, del progresso scientifico, oppure dell&#39;oscurantismo dommatico opposto alla libera ricerca della verità. Questo mito ha giocato un ruolo culturale considerevole; esso ha contribuito ad ancorare parecchi uomini di scienza in buona fede all&#39;idea che ci fosse incompatibilità tra lo spirito della scienza e la sua etica di ricerca, da un lato, e la fede cristiana, dall&#39;altro6.

    Per la teoria eliocentrica i pianeti si muovono intorno al Sole. I primi ad ipotizzare tale teoria, considerando pure la sfericità della Terra, sembra siano stati i pitagorici ma la loro cosmografia era concepita a priori, si trattava di una teoria filosofica funzionale all&#39;interno di una concezione magica del mondo. Aristarco di Samo, vissuto nel 310 avanti Cristo, della scuola di Alessandria, ipotizza in modo esplicito la teoria eliocentrica. Tale idea di Aristarco sarà ripresa dal vescovo di Lisieux, Nicolas Oresme, nel 1337 e dal cardinale Nicolò Cusano nel 1440. L&#39;astronomo e prete cattolico polacco, Niccolò Copernico, riprende tale idea nel 1543. Lo scienziato cattolico, Galileo Galilei, usando le lenti da avvicinamento di un occhialaio olandese costruisce il cannocchiale e scopre: 1) gli usi militari del cannocchiale; 2) i satelliti di Giove; 3) le macchie del Sole; 4) i monti della Luna; 5) la tricorporeità di Saturno; 6) le fasi di Venere.

    Galileo viene ricevuto con grande onore dal Papa Paolo V e dalla corte pontificia. I dotti matematici del Collegio romano, richiesti dal cardinale Roberto Bellarmino, confermano le scoperte astronomiche di Galileo e riconoscono i meriti della scienza sperimentale. Al Collegio Romano si dà pubblica lettura del Sidereus Nuncius, dove Galileo riferisce le sue scoperte astronomiche ed espone anche le proprie ipotesi sulla rotazione della Terra.

    Galileo, in quell&#39;epoca, conviveva apertamente con una donna, la veneziana Marina Gamba, che non volle sposare, ma dalla quale ebbe un figlio maschio e due femmine. Lasciata Padova, per ritornare in Toscana dove gli era stata promessa maggior possibilità di far carriera universitaria, abbandonò in modo spiccio la sua fedele compagna e le tolse anche tutti i figli. Per liberarsi delle figlie pensò di chiuderle in convento e nonostante che le leggi ecclesiastiche vietassero che delle bambine facessero i voti, Galileo aggirò la legge e ricorse alla potente raccomandazione di alti prelati per farle entrare ugualmente in convento. Così, nel 1613, l&#39;ingiustizia fu realizzata e le due bambine, una di 13 e l&#39;altra di 12 anni, entravano nel Monastero di S. Matteo d&#39;Arcetri e poco dopo vestivano l&#39;abito.

    Virginia, con il nome di suor Maria Celeste, riuscì a portare cristianamente la sua croce. Livia, divenuta suor Arcangela, crollò sotto il peso della violenza subìta e visse nevrastenica e malaticcia. Sul piano morale e privato nessun ecclesiatico gli rinfacciò la sua posizione di convivente né questa gli impedì di svolgere la sua carriera universitaria e di avere grandi riconoscimenti per le sue scoperte: ben diversa sarebbe stata la sua sorte nella Ginevra di Calvino, dove i concubini come lui venivano decapitati.

    Galileo sosteneva pure lui l&#39;ipotesi eliocentrica del prete cattolico Copernico: poiché Copernico sosteneva che la terra ruotava ma le stelle erano fisse, Galileo, per sostenere la fissità delle stelle, diceva che le comete erano illusioni ottiche e attaccava duramente e con arroganza gli astronomi gesuiti della Specola romana che invece, e giustamente, sostenevano che quelle comete erano oggetti celesti reali. Sbagliava ancora sostenendo il moto della Terra ma la fissità assoluta del Sole, mentre in realtà anche il Sole è in movimento e ruota al centro della Galassia. A sostegno della rotazione terrestre egli portava come prova l&#39;esistenza delle maree, ma tale prova era sbagliata: infatti gli astronomi gesuiti, giustamente, sostenevano che le maree erano dovute all&#39;attrazione lunare e non alla rotazione della Terra.

    Solo Isaac Newton fornirà le prove matematiche della teoria eliocentrica nel 1687 e James Bradley (astronomo inglese) fornirà nel 1748 le prove sperimentali della rotazione della Terra.

    L&#39;ultima ipotesi eliocentrica, quella di Copernico, a cui si rifaceva Galileo, sembrava, all&#39;epoca, una concezione filosofica del mondo più che una teoria scientifica. Infatti, il sistema dell&#39;astronomo alessandrino Claudio Tolomeo era lontano dalla realtà (considerava la Terra immobile al centro dell&#39;Universo con gli altri pianeti che ruotavano intorno) ma pur essendo errato permetteva, attraverso calcoli complicati di prevedere le posizioni dei pianeti nei loro movimenti e pertanto sembrava, in quel periodo storico, scientificamente esatto.

    Giordano Bruno e la mnemotecnica

    A causa della rivoluzione protestante che dilagava in Europa con le sue eresie e le sue violenze, la Chiesa aveva timore che l&#39;ipotesi, non provata sperimentalmente, di Copernico potesse essere interpretata come una eresia, anche perché Martin Lutero aveva già condannato per eresia la teoria del prete cattolico Copernico e Giordano Bruno se ne serviva per le sue teorie filosofico-magiche.

    Bruno era praticamente ateo in quanto a Dio sostituiva l&#39;Universo inteso come forza e attraverso le pratiche magiche sosteneva che l&#39;uomo poteva acquisire la forza dell&#39;universo e dare origine ad una sorta di super-uomo senza morale oggettiva e quindi al di sopra del bene e del male. Sembra che Bruno abbia svolto il lavoro di spia della regina Elisabetta per far massacrare i cattolici inglesi. Egli spillava soldi per insegnare l&#39;arte della memoria senza insegnare nulla: ne fece le spese un nobile veneziano a cui aveva promesso di insegnare la sua millantata arte ma, invece di insegnare, prendeva continuamente tempo, spillava al suo alunno molti denari e anche le grazie della di lui moglie. Fu così che il cornuto e bastonato veneziano decise di denunciarlo.

    Giordano Bruno era un frate domenicano e la Chiesa aveva diritto di chiedergli conto di quanto andava predicando. Oggi può sembrare eccessivo processare qualcuno per quello che predica, ma alla fine del Cinquecento la situazione e la mentalità erano molto diverse. Non bisogna dimenticare che, proprio in quell&#39;epoca, le prediche di monaci come Lutero e di preti come Calvino avevano scatenato sanguinose guerre di Religione: "[...] checché ne dica la scuola storiografica-economico-sociale , in certi momenti della storia è la decisione di un singolo a mettere in moto processi epocali. Del resto, proprio quelli che sono convinti di aver trovato le "leggi" della storia, devono tutto all&#39;opera di un solo uomo, Marx".

    Pochi mesi prima della conclusione del processo a Bruno, durato 8 anni, esplode in Calabria la rivolta organizzata da un frate domenicano come Bruno: Tommaso Campanella. Frances A. Yates, una delle maggiori autorità negli studi sull&#39;età del Rinascimento e sull&#39;opera di Giordano Bruno, pone in relazione l&#39;esecuzione del Bruno con la rivolta calabrese: "[...] l&#39;esecuzione di un domenicano ribelle come Bruno, al tempo in cui la rivolta calabrese, guidata da un altro domenicano ribelle, era stata a pena domata, può aver avuto l&#39;aria di un avvertimento".

    Per quanto riguarda l&#39;ipotesi di Copernico, prima che nascessero i problemi del fondamentalismo protestante e le interpretazioni magiche del Bruno, la Chiesa, attraverso il vescovo Tiedemann Giese di Kulm e il cardinale domenicano Niccolò Schonberg, arcivescovo di Capua (preside della commissione per la riforma del calendario, al Concilio lateranense V), aveva spinto Copernico a pubblicare la sua teoria, il Papa Paolo III aveva accettato che Copernico gli dedicasse la sua opera e il Papa Gregorio XIII aveva attuata la riforma del calendario sulla base dei calcoli di Copernico.

    Presso l&#39;Università cattolica di Salamanca, nel 1561, si insegnava tanto l&#39;astronomia di Tolomeo che quella di Copernico. A Paolo III succedettero altri 12 papi (Giulio III, Marcello II, Paolo IV, Pio IV, San Pio V, Gregorio XIII, Sisto V, Urbano VII, Gregorio XIV, Innocenzo IX, Clemente VIII, Leone XI) ed è certo che nessuno si oppose alla diffusione della teoria Copernicana. Il protestante Keplero, fautore della teoria copernicana, accusato di eresia dai luterani, dovette fuggire dalla Germania. Un particolare interessante: mentre i protestanti perseguitavano Keplero, i cattolici, addirittura, lo invitarono ad insegnare nei territori pontifici, nella prestigiosissima università di Bologna.

    In seguito, a causa del furore di Lutero, che imponeva un&#39;interpretazione letterale della Bibbia, e a causa delle interpretazioni magiche del Bruno, i teologi si fecero più prudenti.

    Il processo disciplinare a Galileo

    Gli avversari di Galileo fecero circolare certe sue lettere, nelle quali egli diceva che la Chiesa doveva decidersi ad ammettere che il passo dell&#39;antico testamento in cui Giosuè ferma il Sole per poter sconfiggere gli Amorrei era sbagliato (Gs 10,12-13). I teologi, quando si produce una discrepanza tra un&#39;affermazione della scienza e una della Bibbia, solo di fronte ad un dato sperimentalmente accertato sono autorizzati a dire che in quel caso la Sacra Scrittura si è espressa per metafore.

    Le autorità curiali subordinate, che non sono organi del magistero infallibile della Chiesa (come la Congregazione dell&#39;indice), chiesero a Galileo di non presentare all&#39;Università il sistema di Copernico come fosse vero e provato ma di esporlo e discuterne come ipotesi fino a quando non si fossero trovate le prove sperimentali che ne avessero confermata la validità. Galileo, che in un primo tempo aveva accettato tale disposizione, si comportò in modo diverso e con atteggiamenti arroganti e irrispettosi verso gli scienziati a lui contrari: pretendeva di dimostrare la verità della teoria di Copernico senza prove sperimentali valide.

    Per tale motivo egli fu condannato, per motivi disciplinari, ad abitare ad Arcetri dove possedeva una bellissima villa detta il Gioiello: la pena del domicilio ad Arcetri terminò dopo tre anni insieme all&#39;obbligo di recitare una volta alla settimana i sette salmi penitenziali.

    San Roberto Bellarmino, che aveva partecipato al processo disciplinare di Galileo, aveva detto che, quando ci sarebbe stata la dimostrazione scientifica della nuova teoria, sarebbe stato necessario dire che certi testi della Bibbia, che sembrano contrari, non siamo riusciti a capirli invece di dire che è sbagliato quello che viene scientificamente dimostrato. San Roberto Bellarmino ripete sostanzialmente l&#39;insegnamento di Sant&#39;Agostino, vissuto 1212 anni prima di Galileo. Egli spiegava che ad una ragione evidentissima non si deve e non si può contrapporre l&#39;interpretazione della Bibbia, perché chi fa questo oppone alla verità dimostrata non il vero significato della Bibbia ma il proprio pensiero, che non è riuscito a capire ciò che la Bibbia voleva dire.

    San Tommaso d&#39;Aquino, vissuto 368 anni prima di Galileo, nella sua opera principale dedicata alla fede cattolica (La Summa teologica), a proposito della teoria scientifica di Tolomeo, dice chiaramente che questa teoria non è apodittica, cioè non è una verità che non ammette contraddizioni, perché al pari di ogni teoria scientifica deve essere accettata solo come ipotesi che può essere sempre sostituita da altre ipotesi dotate di maggior probabilità e ragionevolezza (Summa I, q.32 a. 1).

    Giovanni Paolo II, che ha fatto riesaminare il caso Galileo dalla Pontificia Accademia delle scienze, ha riconosciuto che i fatti sono stati deformati dalla storiografia illuminista, ma ha pure riconosciuto i torti di quei teologi che si sono serviti della Sacra Scrittura per interpretare il mondo fisico; interpretazione letterale e non spirituale della Bibbia, di tipo protestante, che non deve essere fatta per confutare gli errori della scienza: gli errori della ricerca scientifica devono essere confutati sul piano scientifico, con i metodi della scienza e senza ricorrere a provvedimenti di tipo disciplinare.

    Al tempo di Galileo, era inconcepibile rappresentarsi un mondo senza un punto di riferimento fisico assoluto. Poiché il cosmo allora conosciuto era contenuto nel solo sistema solare, questo punto di riferimento doveva essere posto o sulla Terra o sul Sole. Oggi, dopo Einstein e nella prospettiva della cosmologia contemporanea, nessuno di questi punti di riferimento riveste l&#39;importanza che aveva allora. Il Papa dice che questa vicenda deve insegnare che spesso, al di là di due visioni parziali e contrastanti, esiste una visione più larga che entrambe le include e le supera.

    La teologia e la scienza sperimentale, anche se si muovono in due settori autonomi e con metodologie proprie che mettono in evidenza aspetti diversi della realtà, finiscono per avere dei punti d&#39;incontro: la distinzione fra i due campi del sapere non deve essere intesa come un&#39;opposizione perché essi non sono del tutto estranei ma hanno dei punti d&#39;incontro.

    I conflitti tra i due settori, qualora si producessero, sono solo apparenti e momentanei in quanto dovuti alla provvisorietà del nostro sapere che è soggetto ad un processo di ricerca e di svolgimento per la sempre migliore comprensione e della realtà e delle parole trasmesse.

    Spero di aver umilmente contribuito a ristabilire un po&#39; di veritá e a discernere tra la propaganda anticattolica e la ricerca storica.

  5. #5
    Purtroppo il caso Galileo è molto strumentalizato tra i negatori del Magistero cattolico (ovvero della sua infallibilità) e tra coloro che negano il valore storico della Scrittura (i moderni esegeti razionalisti).
    Questi ultimi rigettano validi stubi biblici che risalgono alla prima metà del XX secolo e li classificano come "concordismo". Per sostenere questo molti si rifanno alla condanna di Galileo da parte del Sant'Uffizio. Nel documento veniva condannata come contro la Scrittura la teoria che è la terra a girare attorno al sole e non il contrario.

    Il documento è questo:

    ...Diciamo, pronuntiamo, sententiamo e dichiariamo che tu, Galileo sudetto, per le cose dedotte in processo e da te confessate come sopra, ti sei reso a questo S. Off.o vehementemente sospetto d'heresia, cioè d'haver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture, ch'il sole sia centro della terra e che non si muova da oriente ad occidente, e che la terra si muova e non sia centro del mondo, e che si possa tener e difendere per probabile un'opinione dopo esser stata dichiarata e diffinita per contraria alla Sacra Scrittura; e conseguentemente sei incorso in tutte le censure e pene dai sacri canoni et altre constitutioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Dalle quali siamo contenti sii assoluto, pur che prima, con cuor sincero e fede non finta, avanti di noi abiuri, maledichi e detesti li sudetti errori et heresie et qualunque altro errore et heresia contraria alla Cattolica ed Apostolica Chiesa, nel modo e forma che da noi ti sarà data. Et acciocché questo tuo grave e pernicioso errore e transgressione non resti del tutto impunito, et sii più cauto nell'avvenire et essempio all'altri che si astenghino da simili delitti, ordiniamo che per pubblico editto sia prohibito il libro de' Dialoghi di Galileo Galilei. Ti condaniamo al carcere formale in questo S.° Off.° ad arbitrio nostro; e per penitenze salutari t'imponiamo che per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitentiali: riservando a noi facoltà di moderare, mutare, o levar in tutto o parte le sodette pene e penitenze. Et così diciamo, pronuntiamo, sententiamo, dichiariamo, ordiniamo e reservamo in questo et in ogni altro meglior modo e forma che di ragione potevo e dovemo.
    Inoltre c'è anche la lettera di lettera del cardinale Belarmino indirizzata a Foscarini

    ""....Primo, dico che V. P. et il Sig.r Galileo facciano prudentemente a contentarsi di parlare ex suppositione e non assolutamente, come io ho sempre creduto che habbia parlato il Copernico. Perché il dire, che supposto che la Terra si muova e il Sole sia fermo si salvano tutte le apparenze meglio che con porre gli eccentrici et epicicli, è benissimo detto, e non ha pericolo nessuno; e questo basta al mathematico: ma volere affermare che realmente il Sole stia nel centro del mondo e solo si rivolti in sé stesso senza correre dall'oriente all'occidente, e che la Terra stia nel 3° cielo e giri con somma velocità intorno al Sole, è cosa molto pericolosa non solo d'irritare i filosofi e theologici scolastici, ma anco di nuocere alla Santa Fede con rendere false le Scritture Sante....Secondo, dico che, come lei sa, il Concilio prohibisce le scritture contra il commune consenso de' Santi Padri; e se la P. V. vorrà leggere non dico solo li Santi Padri, ma li commentarii moderni sopra il Genesi, sopra li Salmi, sopra l'Ecclesiaste, sopra Giosuè, troverà che tutti convengono in esporre ad literam ch'il Sole è nel cielo e gira intorno alla Terra con somma velocità, e che la Terra è lontanissima dal cielo e sta nel centro del mondo, immobile. Consideri hora lei, con la sua prudenza, se la Chiesa possa sopportare che si dia alle Scritture un senso contrario alli Santi Padri et a tutti li espositori greci e latini...."
    Come rispondere alle critiche dei negatori dell'infallibilità del Magistero e degli esegeti razionalisti che negano la storicità della Bibbia e la sua inerranza?

    CIAO

  6. #6
    Iscritto L'avatar di portodimare
    Data Registrazione
    Aug 2006
    Località
    Taranto, la città dei Riti della Settimana Santa
    Età
    47
    Messaggi
    436
    mi permetto di aggiungere come contributo (per chi non li conoscesse) il consiglio di leggere gli ottimi articoli su Galileo del buon Messori in
    "Pensare la storia"
    Sub Christi vexillo gloriamur militare

  7. #7
    Grazie della risposata Fiat Pax

    Nel caso della condanna del Sant'Uffizio ovviamente non è stato fatto uso del carisma dell'Infallibilità. E' proprio il campo ad essere diverso: fuori dalla Fede e Morale? Perché viene usato il termine eresia? Oppure si tratta solo di un pronunciamento del Papa come dottrore privato e non come dottore universale?
    Mi pare che la condanna sia stata firmata dal Papa altrimenti non si porrebbe neanche il problema dell'Infallibilità.

    Ho trovato qualcosa di interessante anche sul sito di ******:

    6.2.3 Passi difficili della Bibbia
    Nelle Sacre Scritture Dio ha avuto per scopo la nostra salvezza spirituale, e infatti il significato religioso del testo è sempre chiaro, sia pur attraverso la mediazione della Chiesa, custode e interprete del Deposito della Fede.
    Quanto a ciò che non ha attinenza con la salvezza eterna, esso non contiene errori, (come abbiamo visto nel paragrafo precedente sulla ispirazione delle Sacre Scritture), tuttavia esso può apparirci meno chiaro per due motivi. Il primo motivo è che Dio non ha avuta intenzione di fare della Bibbia anche un testo di scienze naturali, non essendo queste conoscenze necessarie alla salvezza dell'anima. Il secondo motivo è che quanto crediamo di comprendere sui fenomeni naturali leggendo le Sacre Scritture a volte è diverso da quanto crediamo di comprendere, sugli stessi fenomeni, attraverso l'indagine scientifica. In nessun caso, però, le difficoltà di comprensione del significato fisico sono tali da impedire o modificare la comprensione del significato religioso. Già nel paragrafo sulla ispirazione divina abbiamo visto come Sant'Agostino abbia indicata la strada da seguire in questi casi, tuttavia, siccome la ragione non ama le contraddizioni, e affinché il contrasto fra le interpretazioni non generi dubbi sulla verità delle Scritture, e al fine di poter rispondere alle obiezioni che si fanno sulla nostra Fede, approfondiremo un poco l'argomento, in particolare per quanto riguarda i fenomeni naturali e il libro della Genesi.


    6.2.3.1 Problemi di didattica dei fenomeni naturali
    Le obiezioni al racconto della Creazione contenuto nella Genesi che i dotti di millecinquecento anni fa facevano a S. Agostino non sarebbero, nella maggior parte, considerate valide dagli scienziati di oggi. È verosimile che la maggior parte delle obiezioni degli scienziati di oggi non saranno considerate valide dagli scienziati che verranno fra millecinquecento anni, (si pensi ad esempio a quale opinione abbiamo oggi della scienza medica anche solo di duecento anni fa, scienza che ignorava i microbi). Cosí, se S. Agostino avesse voluto confutare in campo scientifico i dotti del suo tempo in materia cosmologica, egli avrebbe dovuto quanto meno cominciare non spiegando la Bibbia, ma spiegando la scienza, ad esempio la relatività di Einstein, per fermarci al 1915.
    D'altra parte, se uno scienziato di oggi dovesse spiegare la relatività generale, non dico ai dotti di millecinquecento anni fa, (per non parlare degli uomini del tempo in cui fu scritta la Genesi), ma alle persone colte ma non specialiste sue contemporanee, non potrebbe fare altro che usare solo concetti e immagini familiari all'uomo comune, cercando di salvare la sostanza, a scapito della esattezza nei particolari, tuttavia né i colleghi di questo scienziato penserebbero che è un pasticcione ignorante, né gli uditori non specialisti penserebbero che loro eventuali difficoltà e obiezioni indicassero errori dello scienziato, e non piuttosto una loro limitata comprensione, e semplificazioni necessarie per venire incontro alla loro ignoranza : penserebbero anzi e comunque di avere imparato qualcosa in piú.
    Ancora: nemmeno la scienza di oggi può spiegare fatti che sperimentiamo ogni giorno, indispensabili alla comprensione dell'universo, come ad esempio la forza di gravità. Come potrebbero spiegarceli gli scienziati del futuro, (o Dio stesso), servendosi solo di quello che sappiamo ora?
    Cosí, a chi scrive, che è ingegnere, sembra certo che anche il semplice racconto della Genesi, per esempio, conserva anche per gli scienziati di oggi una parte di verità che non siamo in grado di comprendere, e che, magari, contrasta con i risultati dei nostri studi umani, ma non per questo è meno vera. Prendendo letteralmente le semplificazioni scelte per gli uomini di tutti i tempi dalla didattica del Divino Creatore saremo, paradossalmente, piú vicini alla comprensione del tutto di quanto riusciamo a scoprire in qualche parte con le limitate e fallibili forze umane.


    6.2.3.2 La Bibbia e la descrizione dei fenomeni naturali
    Il Papa LEONE XIII , nella enciclica Providentissimus, (1893), dedicata allo studio delle Sacre Scritture, dice:
    «…essi, [gli autori sacri], descrivevano e trattavano le cose, [della natura], occasionalmente, o in stile figurato, o secondo la maniera di parlare corrente ai loro tempi, quella che ancora oggi, a proposito di molte cose, è usata nella vita di ogni giorno anche dalle persone piú dotte. Come per il linguaggio popolare vengono espresse primamente e propriamente quelle cose che cadono sotto i sensi, cosí, non diversamente, lo scrittore sacro, (come dice anche il Dottore Angelico), si è riferito alle apparenze sensibili, o, per meglio dire, a quelle cose che Dio stesso, parlando agli uomini, ha espresso secondo l'uso umano in maniera proporzionata alla loro forza intellettiva…» (Denzinger-Schönmetzer 3288).

    Georges Salet, in un articolo che riporteremo in parte nei prossimi paragrafi, cosí spiega :

    «…Dio ha scritta la Bibbia in modo tale che il suo senso letterale possa essere compreso nel medesimo modo in ogni epoca, qualunque siano le ipotesi scientifiche considerate come certe nelle varie epoche.
    Quando leggo in un almanacco che, in un certo giorno, in un certo luogo, il sole sorgerà a una certa ora, io capisco che, quel giorno, io vedrò il sole sorgere all'ora indicata, (se il cielo non sarà nuvoloso),…
    In altri termini: quando parla di fenomeni naturali, la Bibbia ci dice quello che avremmo potuto constatare con i nostri sensi, in particolare con la vista e l'udito.
    Per esempio, la Bibbia racconta che, nel corso di una battaglia: «… [Giosuè disse] "O sole, fermati su Gabaon, e tu, luna, sulla valle di Aialon!". Il sole si fermò e la luna restò immobile finché il popolo non si fu vendicato dei suoi nemici. Non sta scritto forse nel libro del Giusto? Il sole restò immobile in mezzo al cielo e non si affrettò al tramonto quasi un giorno intero…» (Giosuè, X, 12,13) .
    Ciò non significa niente altro che quello che avremmo visto noi stessi se fossimo stati là: il sole interruppe il suo corso apparente sulla volta celeste: è un fenomeno oggettivo, indipendente da qualsiasi teoria astronomica o meccanica.…
    Di conseguenza, salvo in caso di impossibilità manifesta, si deve intendere il racconto biblico, [in particolare quello della Creazione], …come quello che avremmo visto dalla Terra, (a partire da quel momento in cui ha cominciato ad esistere), se noi fossimo stati là…» (9)
    Quanto a quello che ci mostrano i sensi occorre tenere presente che essi non ci ingannano, ma che le sensazioni vanno interpretate alla luce dell'esperienza aiutata dalla ragione. Con questa avvertenza possiamo parlare, ad esempio, della "volta celeste", del "firmamento", anche se si tratta di una illusione ottica e non di un oggetto materiale.
    Notiamo ancora di sfuggita che anche la Bibbia usa espressioni figurate e significati traslati. In particolare la parola "giorno" può essere intesa in senso "dilatato", come quando diciamo "al giorno d'oggi le cose sono diverse", o quando intendiamo un periodo di tempo indefinito ma composto da piú giorni, come fece Nostro Signore nel Vangelo di S. Luca, in cui "giorno" sta piuttosto per "anno":
    «…ecco io scaccio i demoni e guarisco gli ammalati oggi e domani, e al terzo giorno avrò finito. Ma oggi, domani e doman l'altro bisogna che io cammini…» (Luca, XIII, 31-35).


    CIAO

  8. #8
    Segnalo anche questo sito sull'argomento:

    http://www.storialibera.it/epoca_mod...a_moderna.html

    CIAO

  9. #9
    Nuovo iscritto L'avatar di Giovanni da Rho
    Data Registrazione
    Oct 2006
    Località
    "Deus, propitius esto mihi peccatori".
    Messaggi
    40

    QUALCHE VERITA' SUL CASO GALILEO

    Segnalo un'opera introduttiva/divulgativa ma di ottimo livello: p. Enrico ZOFFOLI, Galileo. Fede nella ragione, ragioni della feda, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1990, pp.186, 9.30 euri.

    Questa la presentazione che se ne legge sul sito dell'editore:
    Attraverso una ricostruzione storica documentata, l'autore ridisegna il profilo di un'epoca e dei suoi protagonisti, cercando di scavalcare i luoghi comuni di una tradizione formatasi a partire dal secolo illuminista. Ripercorrendo brevemente la storia dell'astronomia, dopo un esauriente profilo biografico di Galileo, l'autore passa a esaminare i suoi scritti, la conseguente ammonizione del 1616 e il famoso processo del 1633, pubblicando i documenti del tribunale accanto a brani dell'epistolario dell'inquisito.

  10. #10
    Fedelissimo di CR L'avatar di a_ntv
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Milano
    Età
    53
    Messaggi
    4,242
    Comunque da un punto di vista scientifico moderno, Galileo aveva torto nella famosa questione sul centro dell'universo.

    In fatti Galileo sosteneva che il sole fosse il centro dell'universo, e che tutti i conti (ovvero le previsioni di quando e dove dovevano passare i pianeti in cielo) dovevano essere calcolati con delle coordinate centrate sul sole.

    Al di là che all'epoca di Galileo il suo nuovo modo di dare le coordinate dava risultati meno precisi di quelli calcolati con l'antico metodo tolemaico, e che Galileo aveva fornito come prova una teoria sulle maree completamente e vistosamente errata, il punto è che la fisica moderna (in accordo con quanto sostenuto dal cardinale Bellarmino) rigetta l'idea che ci debba essere un sistema di coordinate unico, ma afferma che si può scegliere un sistema di coordinate a piacere, ed esprimere il moto dei corpi in funzione di tale arbitrario sistema di coordinate.

    Non è corretto dire, come diceva Galileo che il Sole sta al cento dell'universo, ma si può solo dire che per fare certi conti è più semplice scegliere arbitrariamente un sistema di coordinate posto sul sole.

    Sola Scriptura has hindered rather than helped the understanding of Christianity
    Margaret Barker, Biblical scholar



Discussioni Simili

  1. La Chiesa Cattolica ha la verità tutta intera.
    Di Gerusalemme nel forum Principale
    Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 25-08-2008, 19:09
  2. Risposte: 31
    Ultimo Messaggio: 11-01-2008, 22:55

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
>