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Discussione: Sant'Antonio Abate

  1. #21
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    17/01/2009 14.14.52
    Il cardinale Comastri alla Messa di Sant'Antonio Abate: dallo star-system spesso modelli fuorvianti, i Santi veri eroi di umanità



    Il mondo ha bisogno della pulizia interiore dei Santi, le cui gesta sono destinate a incidere nel cuore della gente molto più dei divi mediatici, divenuti oggi modelli di riferimento spesso fuorvianti. Le parole del cardinale Angelo Comastri sono riecheggiate questa mattina nella Basilica di San Pietro, dove il porporato ha presieduto la Messa nel giorno di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e patrono degli allevatori. E come in passato, all’esterno della Basilica, un recinto con cavalli, vitellini e conigli ha trasformato per qualche ora il volto abituale di Piazza San Pietro, in attesa della benedizione agli animali da parte del cardinale Comastri. Il servizio di Alessandro De Carolis:

    Lo spirito contro l’effimero. Gli slanci dell’anima che trasformano vite contro i fumi del glamour che evaporano in fretta dai palcoscenici come i protagonisti che li calcano. Modelli di ieri e di oggi in antitesi: la “scia luminosa” dei Santi che davano il nome a un paese o il patronato a un mestiere, e la luce artificiale delle star di oggi, che incendiano le emozioni senza riempire davvero il cuore. Il cardinale Comastri ha giocato sui binari di questa contrapposizione l’omelia della Messa per la memoria di Sant’Antonio Abate. Una volta, ha detto, erano i Santi le persone considerate “veramente realizzate e, pertanto, da imitare senza esitazione”. Ma oggi, ha constatato, “le cose sono tanto cambiate” e l’ammirazione della gente ora va “alle persone di successo” e “poco importa - ha soggiunto - se quel successo è effimero” o, peggio, senza rispetto nemmeno per il sacro:

    “Il successo, in qualsiasi modo ottenuto, oggi purtroppo accredita le persone come modelli. Allora può accadere, come è accaduto, che sessantamila persone vadano a seguire il concerto di una cantante di successo, anche se il contenuto dello spettacolo era triviale, dissacrante, offensivo: il fatto è veramente deplorevole; e rivelatore del vuoto spirituale della gente e della incapacità di giudizio e di discernimento tra ciò che è bene e ciò che è male e fa male”.

    Questa situazione, ha osservato il cardinale Comastri, “è estremamente pericolosa: infatti se i modelli a cui si guarda sono sbagliati e devianti, ne derivano comportamenti sbagliati e deviati”. E così, "lentamente - ha aggiunto - il livello morale della società si abbassa fino al fango e le persone, quasi inavvertitamente, si ritrovano sporche e senza valori e senza ideali”. Allora, ha insistito il porporato, “dobbiamo ritornare ai Santi”, ai “modelli veri”, che “elevano l’uomo e lo aiutano a far emergere il meglio di sé”:

    “Ritengo che senza difficoltà anche voi siate in grado di capire che se nel mondo c’è ancora un po’ di onestà, dobbiamo ringraziare i Santi. Se nel mondo c’è ancora un po’ di amore per la famiglia e un po’ di passione per l’educazione dei figli, dobbiamo ancora ringraziare i Santi. Quanti si sono spesi per la famiglia. Voglio ricordare per ultimo Giovanni Paolo II: quanto ha lottato per difendere la famiglia! Quanto ha pianto e quanto ha tremato di fronte a tanto sbandamento della famiglia! Se nel mondo c’è ancora amore per gli ammalati, lo dobbiamo ai santi! (…) Se ci fossero più santi, il mondo sarebbe certamente diverso.”

    I Santi “sono una moltitudine”, ha proseguito il cardinale Comastri: sono il frutto della “forza del dolore-amore di Dio” e riempiono anche le nostre giornate, magari dietro i volti ignoti - ha detto - di mamme “capaci di quotidiani gesti eroici”, o di “uomini miti, onesti e pronti a sacrifici grandi e nascosti”, di giovani “generosi e puliti interiormente” dei quali, ha affermato, “un giorno brillerà la santità”:
    “Papa Giovanni XXIII diceva: 'La mia casa era una casa piena di gioia' (...) Io vorrei che, tornando a casa, anche voi, oggi, ricordaste i tesori di quella famiglia: 'Nella mia casa c’era onestà cristallina, lavoro tanto, sentimenti puliti, generosità con tutti'. E’ la via della santità. E’ la via anche della gioia che oggi molti non trovano più perché hanno smarrito la strada. La strada è questa”.
    Al termine della Messa, il cardinale Comastri - che aveva ringraziato i presenti per il loro pellegrinaggio a Roma - ha impartito la benedizione ai molti animali - tra i quali anche uno struzzo - portati fin da stamattina nei pressi di Piazza San Pietro dagli iscritti dell’Associazione italiana allevatori che organizza la giornata.

    fonte: Radio Vaticana
    «Sicut dilexi vos, ut et vos diligatis invicem».
    (Io. 13,34)

  2. #22
    Fedelissimo di CR L'avatar di abruzzesenato
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    In Abruzzo si fanno molte feste dedicate a S.Antonio Abate...
    Diffussima,anche nei paesi e città dove nn vengono neanche apposte luminarie per la festa,è Lu Sand' Andonie (leggi Lu Sand' Andonij),in dialetto significa "il Sant'Antonio".
    Che cos'è? Due persone,una vestita dal santo e un'altra da diavolo,ma anche altri che sono i musicisti,girano di casa in casa,recitando le gesta e i miracoli del santo.
    Il santo viene tentato da Satana,ma il santo ammonisce tutti di non credergli e alla fine (dopo che il demone ha fatto qualche marachella al santo e alla gente spettatrice) lo caccia via.
    In compenso,gli altari ricevono porchetta e salsicce,e soldi che saranno devoluti in beneficenza. I canti e le battute sono spesso in dialetto,ma c'è un testo teatrale per il Sand'Andonie scritto da Antonio di Jorio (famoso musicista abruzzese vissuto tra XIX e XX sec.). Questo canto di di Jorio viene recitato,accanto alla versione dialettale,per le case di Atri (TE) in occasione della rappresentazione. Lo stesso Di Jorio stette ad Atri per un certo periodo della sua vita.
    E chi non conosce le "Farchie" di Fara San Martino (CH)? Ma di questo vi parlerò più tardi.

  3. #23
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    quali furono le famose tentazioni di Satana?

  4. #24
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    Il mio Parroco invece, ad ogni richiesta di Benedizioni è sempre disponibile, basta recitare un'Ave Maria, anche se si tratta di benedire l'acqua per le acquasantiere all'ingresso della chiesa.

  5. #25
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    in casa mia c'è l'immagine di San Antonio Abate. d'altra parte,con l'arca di noè che ho in casa, come potrei farne a meno?!? Un tempo quì da noi in ogni stalla, sopra la porta , vi era un piccolo altarino con la statuetta o l'effige del santo, messo lì per proteggere gli animali , le stalle e gli animali venivano fatti benedire regolarmente dal parroco per il quale poi si preparava un bel cestino carico di uova,salame,marmellate fatte in casa e quanto si poteva offrire in quella stagione di frutta e verdura. Purtroppo queste sono usanze che si sono perse e di cui sento la mancanza.......

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da lucachess Visualizza Messaggio
    quali furono le famose tentazioni di Satana?
    Per quel che ne so, le tentazioni a sant'Antonio erano per la maggior parte quelle contro la castità, in cui Satana gli poneva davanti delle donne e lo incitava a peccare. Ma il santo non ha mai ceduto.
    Viva il Papa!

  7. #27
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    Leggevo che gli appariva anche come un mostro orrendo per terrorizzarlo e farlo disperare.

  8. #28
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    PREGHIERA A S. ANTONIO

    (che veniva letta 'un tempo'
    nella mia parrocchia...)

    O Sant'Antonio abate,
    esempio di penitenza
    e di fortezza cristiana,
    continua a proteggerci dal Maligno
    che hai combattuto e vinto
    con le armi della preghiera,
    della penitenza e del digiuno.

    Tu hai lasciato tutto per servire Dio
    nell'umiltà del deserto:
    libera il nostro cuore
    da ogni attaccamento ai beni terreni.

    Continua a guidarci
    con l'esempio delle tue virtù:
    fa’ che sappiamo essere fedeli
    giorno per giorno all'amicizia con Dio.

    Benedici e proteggi:
    le nostre famiglie, il nostro paese,
    i nostri animali e il lavoro dei nostri agricoltori
    che si onorano di averti come loro patrono. Amen.

  9. #29
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    Sant'Antonio Abate: una tradizione millenaria
    La festa che ricorre oggi è in assoluto la più studiata sul piano etno-antropologico

    di Pietro Barbini
    ROMA, martedì, 17 gennaio 2012 - Il 17 gennaio, come da tradizione, in moltissimi paesi, comuni e province d’Italia si festeggia Sant’Antonio Abate. Eremita egiziano, conosciuto anche come Sant’Antonio l’Anacoreta o Sant’Antonio del Deserto, fondatore del monachesimo, è considerato il primo degli abati.
    Sant’Antonio Abate, da non confondere con il Santo di Padova, è uno dei Santi più autorevoli della storia, talmente importante da essere celebrato non solo dalla Chiesa Cattolica, ma anche dalla Chiesa Luterana e da quella Copta. La sua vita ci è stata tramandata da Sant’Atanasio d’Alessandria, che fu suo fedele discepolo e compagno di lotta contro l’arianesimo.
    Funzioni, veglie, processioni, benedizioni speciali, parate e giganteschi falò; prodotti gastronomici tipici del posto consumati all’aperto, canti, balli, musiche e rievocazioni storiche che narrano la vita e i miracoli del santo: tutto questo si svolge normalmente tra il 16 e il 17 gennaio. I festeggiamenti sono soliti aprirsi con la tradizionale veglia contadina la sera precedente, a cui fa seguito l’apertura degli stand gastronomici. La mattina seguente, dopo la funzione religiosa, vengono accesi i giganteschi falò, preparati precedentemente, naturalmente dopo esser stati benedetti dal parroco; mentre la catasta brucia, si balla, si canta e si degustano i piatti tipici del posto fino a tarda notte, accompagnati da musiche folkloristiche e spettacoli di vario genere, come ad esempio la lettura di poesie che parlano del Santo, ma anche l’esposizione di racconti popolari e contadini.
    Questa singolare festa è considerata una delle più interessanti, ed è sicuramente la più studiata, dal punto di vista etno-antropologico; ricca di folklore e religiosità popolare, di antiche tradizioni, affascina non poco chi vi prende parte. Dopotutto la vita stessa del Santo, che morì all’età di ben 106 anni, come la sua figura, ha da sempre affascinato fedeli e miscredenti.
    Oltre ai falò e al fuoco, la tradizione vuole che, dopo la messa, il parroco imponga la benedizione ai campi, al bestiame e al raccolto. L’Abate, infatti, è Patrono dei macellai, dei contadini, degli allevatori e degli animali domestici. È interessante come in alcune località questa festa venga associata alla smettitura del maiale. Il maiale, infatti, è l’animale che nell’iconografia tradizionale accompagna, da sempre, l’Abate. Ciò deriva dal fatto che all’ordine degli Antoniani fu dato il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, i quali scorazzavano liberamente con attaccato al collo un campanello; dal grasso di questi animali i monaci ricavavano un unguento che veniva usato sulle persone colpite da varie malattie della pelle, in particolare da ergotismo ed herpes zoster, non a caso malattie conosciute meglio con il nome di “fuoco di Sant’Antonio”.
    Al Santo sono inoltre riconosciute grandi capacità taumaturgiche e molti si affidano alla sua grazia, chiedendo guarigioni da qualsiasi male, soprattutto chi è stato “colpito dal fuoco”, ma anche per chiedere liberazioni dal demonio. Sant’Antonio nell’arte sacra è conosciuto come “il santo delle tentazioni demoniache”; nella sua vita, infatti, venne continuamente attaccato, tentato e tormentato dal demonio, addirittura percosso fisicamente fino a ridurlo allo stremo. Insomma l’Abate era continuamente in lotta con il diavolo. Ecco perché la sua associazione al fuoco; a riguardo poi, si narra che il Santo per strappare più anime possibili al demonio si sia recato addirittura all’inferno.
    È interessante osservare che in mezzo ai molti simbolismi e rituali che richiamano alla memoria il Santo Abate, persistono alcune usanze tra la popolazione che si è soliti identificare con antiche tradizioni pagane, in uso presso gli antichi romani. Taluni studiosi sostengono anche che la festa del Santo abbia preso origine da culti pagani, come spesso viene asserito riferendosi al Santo Natale, sostenendo, erroneamente, che non esistono documenti e prove sulla data di nascita di Gesù Cristo, ma che sia stata solamente un’invenzione della Chiesa per estirpare il culto pagano del Sol Invivtus. Teoria erronea, se si va alle fonti della storia e si esaminano seriamente i documenti pervenutici (come ad esempio il Libro dei Giubilei, un testo del II secolo a.C., rinvenuto nel 1947 in una grotta del deserto di Qumran). Come per il Natale, oggi, dai documenti e dagli ultimi studi effettuati, si può ben affermare che le tradizioni contadine, parte importante del folklore popolare e molto interessanti dal punto di vista etno-antropologico, non hanno nulla a che vedere con i rituali dedicati al Santo Abate, il 17 gennaio.

    http://www.zenit.org/article-29273?l=italian

  10. #30
    Fedelissimo di CR L'avatar di Cavariese
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    in onore di sant'Antonio abate è stato dipinto il magnifico altare di Isenheim per monaci antoniani.
    qui alcune immagini.

    http://www.settemuse.it/arte_bio_G/g...d_matthias.htm

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