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Discussione: Santa Teresa di Calcutta, vergine (1910-1997)

  1. #1
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    Santa Teresa di Calcutta, vergine (1910-1997)

    Cari amici cattolici,era da tempo che desideravo aprire una discussione su questo argomento che spero vi interessi.
    Giovanni PaoloII e la beata madre Tresa di Calcutta,due persone che hanno insegnato al mondo l'umanità della santità.
    Essi ci hanno insegnato come rendere Dio felice della propria vita e delle proprie opere.
    Loro erano due persone in estrema sintonia,perchè entrambi condividevano lo stesso amore per Gesù,ed erano molto amici.
    Vi basti pensare che Giovanni PaoloII preparava i suoi viaggi nella cappella dove teneva il santissimo e che madre Teresa prima delle sue lunghe giornate di carità faceva due o tre ore di adorazione eucaristica,adorava l'eucarestia,il corpo di Gesù , la carica per affrontare le sue giornate.
    Prego,esprimete pure liberamente i vostri pensieri.

  2. #2
    Due modi diversi di servire Dio; due modi diversi di amare Dio; due modi fra i tanti modi possibili. Il cattolicesimo è una fonte inesauribile di ricchezza e verità. Anche chi non crede è affascinato da questo, ma non lo comprende perché non lo vede con la prospettiva della Fede.

    Due giganti (eppure così spogli di potere e ricchezza) del nostro tempo: abbiamo avuto la fortuna di vivere nello stesso periodo di questi due santi!

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Frsst Visualizza Messaggio
    Due modi diversi di servire Dio; due modi diversi di amare Dio; due modi fra i tanti modi possibili. Il cattolicesimo è una fonte inesauribile di ricchezza e verità. Anche chi non crede è affascinato da questo, ma non lo comprende perché non lo vede con la prospettiva della Fede.

    Due giganti (eppure così spogli di potere e ricchezza) del nostro tempo: abbiamo avuto la fortuna di vivere nello stesso periodo di questi due santi!
    Hai proprio ragione.

  4. #4
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    BEATIFICAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA

    OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II


    Giornata Missionaria Mondiale
    Domenica 19 ottobre 2003



    1. “Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti” (Mc 10,44). Queste parole di Gesù ai discepoli, risuonate poc’anzi in questa Piazza, indicano quale sia il cammino che conduce alla “grandezza” evangelica. E' la strada che Cristo stesso ha percorso fino alla Croce; un itinerario di amore e di servizio, che capovolge ogni logica umana. Essere il servo di tutti!

    Da questa logica si è lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta, Fondatrice dei Missionari e delle Missionarie della Carità, che oggi ho la gioia di iscrivere nell’Albo dei Beati. Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa, che ho sempre sentito accanto a me. Icona del Buon Samaritano, essa si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a fermarla.

    Ogni tanto veniva a parlarmi delle sue esperienze a servizio dei valori evangelici. Ricordo, ad esempio, i suoi interventi a favore della vita e contro l’aborto, anche in occasione del conferimento del Premio Nobel per la pace (Oslo, 10 dicembre 1979). Soleva dire: “Se sentite che qualche donna non vuole tenere il suo bambino e desidera abortire, cercate di convincerla a portarmi quel bimbo. Io lo amerò, vedendo in lui il segno dell’amore di Dio”.

    2. Non è forse significativo che la sua beatificazione avvenga proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale? Con la testimonianza della sua vita Madre Teresa ricorda a tutti che la missione evangelizzatrice della Chiesa passa attraverso la carità, alimentata nella preghiera e nell’ascolto della parola di Dio. Emblematica di questo stile missionario è l’immagine che ritrae la nuova Beata mentre stringe, con una mano, quella di un bambino e, con l'altra, fa scorrere la corona del Rosario.

    Contemplazione e azione, evangelizzazione e promozione umana: Madre Teresa proclama il Vangelo con la sua vita tutta donata ai poveri, ma, al tempo stesso, avvolta dalla preghiera.

    Traduzione italiana della parte di omelia pronunciata in lingua inglese:

    [3. "Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore" (Mc 10, 43). È con particolare emozione che oggi ricordiamo Madre Teresa, grande serva dei poveri, della Chiesa e del Mondo intero. La sua vita è una testimonianza della dignità e del privilegio del servizio umile. Ella aveva scelto di non essere solo la più piccola, ma la serva dei più piccoli. Come madre autentica per i poveri, si è chinata verso coloro che soffrivano diverse forme di povertà. La sua grandezza risiede nella sua abilità di dare senza calcolare i costi, di dare "fino a quando fa male". La sua vita è stata un vivere radicale e una proclamazione audace del Vangelo.

    Il grido di Gesù sulla croce, "Ho sete" (Gv 19, 28), che esprime la profondità del desiderio di Dio dell'uomo, è penetrato nell'anima di Madre Teresa e ha trovato terreno fertile nel suo cuore. Placare la sete di amore e di anime di Gesù in unione con Maria, Madre di Gesù, era divenuto il solo scopo dell'esistenza di Madre Teresa, e la forza interiore che le faceva superare sé stessa e "andare di fretta" da una parte all'altra del mondo al fine di adoperarsi per la salvezza e la santificazione dei più poveri tra i poveri.

    4. "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25, 40). Questo passo del Vangelo, così fondamentale per comprendere il servizio di Madre Teresa ai poveri, era alla base della sua convinzione, piena di fede, che nel toccare i corpi deperiti dei poveri toccava il corpo di Cristo. Era a Gesù stesso, nascosto sotto le vesti angoscianti dei più poveri tra i poveri, che era diretto il suo servizio. Madre Teresa pone in rilievo il significato più profondo del servizio: un atto d'amore fatto agli affamati, agli assetati, agli stranieri, a chi è nudo, malato, prigioniero (cfr Mt 25, 34-36), viene fatto a Gesù stesso.

    Riconoscendolo, lo serviva con totale devozione, esprimendo la delicatezza del suo amore sponsale. Così, nel dono totale di sé a Dio e al prossimo, Madre Teresa ha trovato il suo più alto appagamento e ha vissuto le qualità più nobili della sua femminilità. Desiderava essere un "segno dell'amore di Dio, della presenza di Dio, della compassione di Dio" e, in tal modo, ricordare a tutti il valore e la dignità di ogni figlio di Dio, "creato per amare ed essere amato". Era così che Madre Teresa "portava le anime a Dio e Dio alle anime", placando la sete di Cristo, soprattutto delle persone più bisognose, la cui visione di Dio era stata offuscata dalla sofferenza e dal dolore".]

    5. “Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10,45). Madre Teresa ha condiviso la passione del Crocifisso, in modo speciale durante lunghi anni di “buio interiore”. E’ stata, quella, una prova a tratti lancinante, accolta come un singolare “dono e privilegio”.

    Nelle ore più buie ella s’aggrappava con più tenacia alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Questo duro travaglio spirituale l’ha portata ad identificarsi sempre più con coloro che ogni giorno serviva, sperimentandone la pena e talora persino il rigetto. Amava ripetere che la più grande povertà è quella di essere indesiderati, di non avere nessuno che si prenda cura di te.

    6. “Donaci, Signore, la tua grazia, in Te speriamo!”. Quante volte, come il Salmista, anche Madre Teresa nei momenti di desolazione interiore ha ripetuto al suo Signore: “In Te, in Te spero, mio Dio!”.

    Rendiamo lode a questa piccola donna innamorata di Dio, umile messaggera del Vangelo e infaticabile benefattrice dell’umanità. Onoriamo in lei una delle personalità più rilevanti della nostra epoca. Accogliamone il messaggio e seguiamone l’esempio.

    Vergine Maria, Regina di tutti i Santi, aiutaci ad essere miti e umili di cuore come questa intrepida messaggera dell’Amore. Aiutaci a servire con la gioia e il sorriso ogni persona che incontriamo. Aiutaci ad essere missionari di Cristo, nostra pace e nostra speranza. Amen!


    fonte: http://www.vatican.va/holy_father/jo...heresa_it.html


  5. #5
    Miriam72
    visitatore

    L'epistolario di Madre Teresa di Calcutta

    L’ultimo appello al suo confessore «Per favore, distruggi tutti quei testi»
    «La salvezza delle anime non mi attrae, il Paradiso non significa nulla...»






    Di seguito pubblichiamo alcuni stralci delle lettere di Madre Teresa di Calcutta ora raccolte in un libro che verrà pubblicato a settembre con il

    titolo «Come be my light»

    IL TORMENTO
    «Io non ho niente»
    Per che cosa mi tormento? Se non c’è alcun Dio non c’è neppure l’anima, e allora anche tu, Gesù, non sei vero... Io non ho alcuna Fede. Nessuna Fede, nessun amore, nessuno zelo. La salvezza delle anime non mi attrae, il Paradiso non significa nulla... Io non ho niente, neppure la realtà della presenza di Dio
    (all’arcivescovo di Calcutta Ferdinand Périer, 1956)

    L’AGONIA
    «Una pena sconosciuta»
    Signore, mio Dio, perché mi hai abbandonato? Io ero la figlia del Tuo amore, divenuta ora la più odiata, quella che Tu hai respinto, che hai gettato via come non voluta e non amata. Io chiamo, io mi aggrappo, io voglio, ma non c’è Alcuno che risponda. Nessuno, nessuno. Sola... Dov’è la mia Fede? Perfino quaggiù nel profondo, null’altro che vuoto e oscurità. Mio Dio, come fa male questa pena sconosciuta... Io non ho Fede. Non oso esprimere le parole e i pensieri che si affollano nel mio cuore e mi fanno soffrire un’agonia indicibile. Ho dentro di me così tante domande senza risposta che temo di rivelarle per paura di dire una bestemmia: se ciò accadrà, mio Dio, Ti prego perdonami, quando cerco di elevare il mio pensiero al cielo, è così schiacciante il vuoto, che quegli stessi pensieri ritornano come pugnali acuminati e feriscono la mia anima. Mi vien detto che Dio mi ama. E tuttavia la realtà dell’oscurità, e del freddo e del vuoto, è così grande, che nulla tocca la mia anima. Che abbia fatto un errore, nell’arrendermi così ciecamente alla Chiamata del Sacro Cuore?
    (rivolta a Gesù su consiglio di un confessore, senza data)

    LA DOMANDA
    «Non farai questo per Me?»
    Gesù: Rifiuterai di fare questo per Me? Sei diventata la Mia sposa per amor Mio, sei andata in India per Me. la tua sete di anime ti ha portato così lontano. Adesso hai paura di fare ancora un altro passo per Me — per il tuo sposo, per le tue anime? La tua generosità si è così raffreddata? Non sono più il Primo per te? Teresa: Gesù mio, io sono solo Tua. Non so cosa dire ma Tu fai di me ciò che vorrai, se e per quanto lo vorrai. Maperché non posso essere una perfetta suora qui, perché non posso essere come tutti gli altri? Gesù: Io voglio suore indiane, Missionarie della carità, che siano il fuoco del mio amore tra i poveri, i malati, e i bambini. Tu, lo so, sei la persona più incapace, debole e peccatrice ma proprio per questo voglio usare te per la Mia gloria. Potrai rifiutarti?
    (da un dialogo-preghiera raccontato all’arcivescovo di Calcutta Ferdinand Périer, gennaio 1947)

    LA RESA
    «Accetto tutto fino alla fine»
    Se questo Ti dà gloria, se porta a Te le anime, io accetto tutto con gioia fino alla fine della mia vita
    (a Gesù, senza data)

    IL SILENZIO
    «Ascolto, ma non sento»
    Il silenzio e il vuoto sono così grandi che guardo ma non vedo, ascolto ma non sento
    (al reverendo Michael Van der Peet, suo padre spirituale, settembre 1979)

    LA RICHIESTA
    «Distruggi ogni cosa»
    Per favore distruggi tutte le lettere e ogni cosa che ho scritto
    (al cardinale Lawrence T. Picachy, suo confessore, aprile 1959)




    25 agosto 2007

    www.corriere.it


    Mi ricorda in certi punti gli scritti di santa Teresa di Lisieux, anche lei aveva avuto dei momenti di dubbio molto difficili da superare.

  6. #6
    mdeledda
    visitatore
    Si sono inventati uno scoop per gettar fango su una santa

    Non sono nuove le lettere sui dubbi della mistica. Lo scandalismo non risparmia nessuno.


    di Antonio Socci,
    da Libero (26/08/07)


    Uno scoop che fa sorridere. Il settimanale "Time" lo anticipa e subito i giornali italiani gli vanno dietro. Prima pagina del Corriere della Sera di ieri: "I tormenti di Madre Teresa: non trovo Cristo. Mezzo secolo di dubbi sulla fede". Prima pagina della Stampa: "Teresa, la santa che dubitava di Dio". Parrebbe clamoroso. In realtà la notizia è stravecchia e così è pure presentata a rovescio. Personalmente dedicai a questa straordinaria vicenda una puntata di "Excalibur" nel dicembre 2002 e non su una TV locale, ma su Rai 2, in prima serata, davanti a circa 3 milioni di telespettatori. Si parla di 5 anni fa. Dunque la notizia di ieri non è proprio freschissima... Erano ospiti in studio un giovane indiano che, da bimbo abbandonato, era stato raccolto su una strada di Calcutta da Madre Teresa e da lei "adottato" e cresciuto come un vero figlio naturale. C'era poi Elisabetta Gardini, un missionario, padre Piero Gheddo, che era stato amico della suora. E c'era infine Saverio Gaeta, il giornalista che aveva appena pubblicato "Il segreto di Madre Teresa" (Piemme) il cui sottotitolo recitava: "Il diario e le lettere inedite dei colloqui con Gesù riportati alla luce dal processo di beatificazione". Adesso il libro che sta uscendo, "Come be my light", torna sulla vicenda, ma non alza i veli su un "lato sconosciuto" della suora, come annuncia il Corriere, perché la cosa era nota. "La Stampa" titolando sulle "lettere segrete" mette in evidenza un brano («il sorriso è una maschera o un mantello che copre ogni cosa») che si trova già, ed espresso meglio, a pagina 95 del libro di Gaeta: «Il mio sorriso è un grande mantello che copre una moltitudine di dolori».

    NEL TRITACARNE
    Perché dei giornali importanti lanciano come scoop, come «lato sconosciuto della missionaria di Calcutta», qualcosa su cui si discute da anni? Escludo che sia un caso di provincialismo. Escludo pure che non conoscano le buone regole del giornalismo che impongono di fare verifiche e di presentare un fatto con cognizione di causa. Ha prevalso forse un certo scandalismo estivo a buon mercato: la più celebre santa dei nostri tempi che sembra dire di non credere in Dio è ritenuta cosa divertente dal circo mediatico che ha ridotto il mondo a pettegolezzo. E questo spiega qualche superficiale tendenziosità dei giornali (si presenta Madre Teresa come una che diceva una cosa e ne sentiva un'altra). Taluno, in casa cattolica, denuncerà l'emergere qui della nota ostilità ideologica contro la Chiesa. Dirà che si è voluto dare un colpo pesante a una santa che è un simbolo del cattolicesimo per milioni e milioni di persone. Può darsi. Ma francamente dovrebbero dare qualche spiegazione anche gli ecclesiastici che hanno pubblicato un simile libro con questo lancio mediatico che non rende giustizia a Madre Teresa. Sarà stata ingenuità, ma la suora così è finita nel tritacarne scandalistico. Al contrario il libro di Saverio Gaeta, che pure rese noti per primo i brani delle lettere sulla "notte oscura", partiva anzitutto dalla rivelazione degli eventi soprannaturali che hanno dato inizio alla missione di Madre Teresa che, altrimenti, sarebbe del tutto inspiegabile (lei infatti era già una suora missionaria in India: insegnava in istituti per figlie delle famiglie facoltose). Le accadde dicevamo l'irruzione di Cristo nella sua vita. Si trattò di locuzioni interiori, cioè delle voci percepite di Gesù e di Maria e di almeno due visioni. Senza questo sensazionale antefatto non si comprende la "notte oscura". Dunque è il 1946 quando la giovane suora missionaria percepisce chiaramente questa voce dolce, appartenente a Gesù, che le dice: «Desidero suore indiane, vittime del mio amore, che siano Maria e Marta, che siano talmente unite a me da irradiare il mio amore sulle anime. Desidero suore libere, rivestite della mia povertà della Croce; desidero suore obbedienti, rivestite della mia obbedienza della Croce; desidero suore piene di amore, rivestite della carità della Croce. Rifiuterai di fare questo per me?». La Voce comincia a farsi sentire dal 10 dicembre 1946, «innanzitutto nei dieci giorni di ritiro spirituale che la religiosa trascorre nel convento di Darjeeling», scrive Gaeta, «e poi per buona parte del 1947, la Voce si manifesta con sempre maggiore chiarezza. Gesù Cristo in persona le chiede la disponibilità "a lasciare tutto e a raccogliere intorno a sé alcune compagne per vivere la Sua vita, per svolgere il Suo lavoro in India". È l'inizio di un serrato dialogo». Suor Teresa è chiamata da Gesù a lasciare il suo ordine e ad andare a vivere come i più poveri fra i poveri. Gesù le indica perfino il nome dell'opera che deve costruire: «Desidero suore indiane, Missionarie della Carità, che siano il mio fuoco d'amore tra i più poveri, gli ammalati, i moribondi, i bambini di strada. Voglio che tu conduca a me i poveri, e le suore che offriranno le loro vite come vittime del mio amore condurranno a me queste anime». Ed ancora Gesù le dice: «Hai sempre affermato: "Fai di me ciò che vuoi". Ora voglio agire. Lasciami fare, mia piccola sposa, mia piccola cara. Non temere, io sarò sempre con te. Tu soffrirai e stai soffrendo anche ora, ma se sei la mia piccola sposa - la sposa di Gesù Crocifisso - dovrai sopportare questi tormenti nel tuo cuore. Lasciami agire, non respingermi. Confida in me con amore, confida in me ciecamente». E infatti - dopo queste straordinarie grazie mistiche - Madre Teresa sarà attesa da 50 anni di aridità spirituale, di notte oscura, salvo brevi parentesi di sollievo. Chi può dire quale senso di abbandono e di buio sperimenti un'anima quando deve tornare nel mondo dopo essere stata abbracciata dalla bellezza di Dio stesso? È il sentirsi respinti e abbandonati da Dio, una sensazione drammatica che anche padre Pio descrive in tante sue lettere giovanili. È la "notte oscura" che hanno sperimentato anche gli altri mistici. Perché quando l'immedesimazione con Gesù Cristo raggiunge quelle vette, insieme ai doni soprannaturali della sua presenza e della sua bellezza, percepite in modo tangibile, Dio fa sperimentare anche il buio e la croce che visse Gesù. Vuole infatti che le anime da lui privilegiate somiglino in tutto al Figlio. Se ne rende conto la stessa Madre Teresa quando scrive: «Per la prima volta in questi undici anni ho cominciato ad amare l'oscurità. Perché ora credo che essa sia una parte, una piccolissima parte, del buio e del dolore vissuto da Gesù sulla terra. Oggi ho davvero sentito una profonda gioia, perché Gesù non può più vivere direttamente l'agonia, ma desidera viverla attraverso di me. Mi abbandono a lui più che mai. Sì, più che mai sarò a sua disposizione».

    EROISMO
    Questa è la fede eroica per cui Madre Teresa è stata elevata agli onori degli altare. Paradossalmente la vicenda è un'occasione preziosa per riflettere sul cristianesimo. Che non è affatto un'attività sociale o umanitaria, né un sistema astratto di dottrine e di morale, né un ragionamento umano o una civiltà, né un insieme di riti o sentimenti. Ma è l'incontro con una persona, Gesù Cristo, che sceglie e chiama, senza alcun nostro merito. È l'appassionata e drammatica storia d'amore con lui, che si manifesta in modalità speciali nella vita dei mistici. Per tutti però il cristianesimo è l'avventura più straordinaria, perché attraverso questo cammino Dio divinizza le creature umane che gli dicono liberamente "sì". Questo infatti è lo scopo della creazione (anche il nostro corpo sarà divinizzato). S. Agostino ha scritto: «Colui che era Dio si è fatto uomo, facendo dèi coloro che erano uomini». E questa trasformazione, che s'intravede già nei santi, regala una felicità senza fine già sulla terra, ma passa sempre attraverso il Getsemani e la Croce. Anche per Madre Teresa.

    ***************************

    Intervista con P. Brian Kolodiejchuk, M.C., Postulatore

    da Diario di bordo

    Durante il processo di beatificazione sono emersi aspetti sconosciuti della vita interiore di Madre Teresa. Tra questi il più sorprendente è l’esperienza di oscurità che ha segnato 50 anni della sua esistenza. Lei, che si era donata totalmente a Gesù , ha vissuto tutti i dubbi che travagliano la coscienza degli uomini del nostro tempo, sperimentando la percezione dell’assenza di Dio e affrontando perfino la tentazione del pensiero che Dio non esista. Nonostante questa esperienza sta per essere annoverata tra i beati. Qual è allora la differenza tra i dubbi sull’esistenza di Dio di tanti uomini e l’esperienza vissuta da Madre Teresa?
    Penso che la chiave di tutta la vita della Madre - in ogni aspetto, compreso anche il periodo dell’oscurità - sia nel fatto che era una donna appassionatamente innamorata di Gesù. Lei stessa ha scritto che, fin da quando era bambina, Gesù è stato il suo primo ed unico amore. Come tutte le persone innamorate che desiderano e cercano una profonda unione con l’amato, così anche Madre Teresa ha desiderato un’unione completa con Gesù, non soltanto con il cuore ma anche con la volontà. Per questo non si può capire l’esperienza di oscurità vissuta dalla Madre se non si considerano insieme altri due momenti fondamentali della sua vita spirituale: il voto di non negare nulla a Gesù, formulato nel 1942, e le locuzioni interiori del 1946, che hanno rappresentato il momento in cui Gesù si è donato alla Madre. C’è una grande differenza tra il pensare, durante una preghiera o una meditazione, che Gesù chieda di fare questo o quello e dire invece : “ho sentito in modo chiaro la voce di Gesù”. Con Lui Madre Teresa ha avuto un vero dialogo, ha posto le sue obiezioni a quello che le veniva chiesto e più volte Gesù, insistendo, ha fatto riferimento proprio al voto che la Madre aveva formulato: “Rifiuterai di fare questo per me?”. È stata una esperienza di unione così forte da segnarla per sempre.

    Anche l’esperienza dell’abbandono, dell’assenza dell’Amato, deve essere stata molto forte se Madre Teresa confessa nei suoi scritti di avere a volte il dubbio che Dio non esista. Ha vissuto anche la tentazione di ribellarsi?
    Sì, è stata così forte che la Madre è stata più volte sul punto di dire no, di cedere nella sua volontà di offrire tutto a Gesù, anche la sua sofferenza, la sua lotta interiore, ma lei stessa ha scritto che pensando al voto che aveva fatto, si era subito ripresa. Nelle stesse righe c’è la tentazione (“a volte penso che Dio non esista”) e la preghiera di perdonarla (“perdona Gesù la mia blasfemia ”).Qui c’è la differenza con una persona che ha veramente dubbi e niente più che dubbi : in lei c’era l’oscurità, la sensazione di essere abbandonata, di non essere amata, ma anche e sempre il desiderio di essere unita a Gesù, “di amarLo come non è mai stato amato prima”. E la lontananza era percepita in modo così doloroso proprio perché era così forte il desiderio. L’amore che provava per Gesù ha “armato” la sua volontà ed anche nei momenti più difficili, di aridità totale, di quasi insensibilità dell’anima, ha piegato le ginocchia e pregato anche se la preghiera le appariva solo una ripetizione meccanica. È stata invece “l’ancora” che l’ha tenuta dentro l’amore di Cristo. Negli anni questa esperienza l’ha purificata e l’oscurità è diventata una condivisione consapevole dell’abbandono e dell’angoscia vissute da Gesù sulla Croce e insieme una immedesimazione ancora più profonda nella condizione dei suoi poveri. Si può dire che della sua vocazione ha fatto parte non soltanto il servire i poveri e l’essere lei stessa povera, ma anche la condivisione di ciò che prova chi e’ povero: la desolazione, la solitudine, il sentirsi rifiutati e non amati.

    Questi sentimenti non appartengono esclusivamente ai poveri. Sono anche parte costitutiva di quel disagio esistenziale così diffuso nel nostro tempo.
    Per la Madre la povertà non era soltanto materiale, ma anche spirituale.
    Quando veniva una persona, a Calcutta o in altri luoghi, e diceva di voler incontrare Madre Teresa, né le suore né la Madre si informavano sulla sua condizione, se era povera o quanti soldi aveva. In quel momento quella persona, come tutti gli altri che bussavano alla sua porta, era Gesù ed aveva bisogno di una parola, una consolazione di Dio, un messaggio di amore attraverso la Madre. Le persone hanno visto in questa donna la presenza di Gesù, che lei non sentiva, ma che c’era. E tutto il mondo veniva dalla Madre.

    Madre Teresa viene spesso associata a padre Pio da Pietrelcina, il frate delle stimmate che il Papa ha proclamato santo quest’anno. Comune ad entrambi è la forte attrazione che hanno suscitato nelle persone ed una fama di santità diffusa e popolare. Che cosa invece li differenzia?
    Padre Pio faceva delle cose straordinarie, aveva visibili sulla mano le stimmate che lo associavano alla Passione di Cristo sulla Croce, operava miracoli, poteva trovarsi contemporaneamente in luoghi diversi. Il misticismo della Madre è invece ordinario. La povertà ha segnato tutta la sua vita e le stimmate le ha portate impresse nell’anima, nascoste a tutti, condividendo l’angoscia di Gesù nell’orto del Getsemani ma anche il Suo arrendersi alla volontà del Padre (“sia fatta non la mia, ma la tua volontà”). In questo senso ha sperimentato anche la malattia dello spirito che contraddistingue il mondo contemporaneo e ne ha portato il peso. Il suo amore e il suo servizio ai più poveri fra i poveri sono stati sotto gli occhi di tutti. Non sapevamo fino a che punto avesse condiviso e servito anche la povertà spirituale di tanti uomini. Credo che Madre Teresa abbia in qualche modo rinnovato il concetto di santità, non perché le sia accaduto qualcosa di diverso da altri santi (la notte oscura dell’anima non è certo una novità), ma perché ha riproposto con forza che la santità non si misura dal grado di perfezione umana, ma dalla capacità di restare aggrappati all’amore di Gesù Cristo, accettando la croce della propria povertà. Madre Teresa ricorda al mondo intero che i santi sono uomini e donne come tutti gli altri e che la santità è accessibile a tutti. Come lei stessa diceva “la santità non è un lusso per pochi, ma un semplice dovere per te e per me”. Ed è anche la strada che Madre Teresa ha riaperto per gli uomini e le donne dei nostri tempi.

    Voi che avete vissuto accanto a lei non avete davvero mai immaginato che cosa si nascondeva nella sua anima?
    Mai, è stata una sorpresa per tutti leggere le sue lettere. Del resto già negli anni 50 Madre Teresa aveva scritto: “Il mio secondo proposito è quello di diventare un’apostola della gioia, di consolare il Cuore di Gesù mediante la gioia. Per favore, chieda a Maria di donarmi il Suo Cuore perché io possa più facilmente portare a compimento il Suo desiderio per me. Voglio sorridere persino a Gesù, così da nascondere anche a Lui, se è possibile, la sofferenza e l’oscurità della mia anima.” Tutti guardavano la sua gioia e il suo sorriso. La Madre ha portato da sola la sua croce come sa fare chi è veramente “madre” e non pone sulle spalle dei suoi figli il peso delle sue sofferenze e delle sue preoccupazioni. È un buon esempio della profondità che la sua semplicità nascondeva.




  7. #7
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    Madre Teresa, uno scoop lungo 5 anni

    di Andrea Tornielli - domenica 26 agosto 2007

    Le notizie provenienti d’Oltreoceano, si sa, hanno sempre un tocco di autorevolezza in più. Se poi c’è di mezzo addirittura «un’anticipazione» del Time, la questione si fa davvero seria. Ed ecco che lo scoop sulle «lettere inedite» che rivelano la «notte oscura» di Madre Teresa di Calcutta, il «vuoto spirituale» che per decenni ha attanagliato la religiosa vicina ai più poveri tra i poveri, rilanciata dalle agenzie internazionali, ottiene l’onore di molte prime pagine anche in Europa e in Italia, con immancabili ricadute nei Tg di casa nostra. In sintesi: un nuovo libro avrebbe «gettato ombre» sulla figura della suorina di origine albanese, nata Agnese Gonxha Bojaxhiu, morta nel settembre di dieci anni fa e beatificata a tempo record da Papa Wojtyla nel 2003. Un «libro-choc» curato nientemeno che dal postulatore del processo canonico, nel quale sarebbero state finalmente «rivelate» missive spedite da Madre Teresa al direttore spirituale in un arco di oltre cinquant’anni e dalle quali emerge «l’assenza di Dio» di cui fu vittima la futura beata. Attenzione: è tutto vero. Quelle lettere esistono e raccontano proprio questa prolungata aridità spirituale, un’esperienza peraltro vissuta da molti altri santi, in particolare mistici, come Teresa d’Avila e Giovanni della Croce. Le presunte «ombre», che hanno fatto ripetere in queste ore a qualche ateo che «la religione è un’invenzione umana» provocando qualche insinuazione su una presunta doppiezza di Madre Teresa, non sono affatto «ombre» ma sono invece prove ben conosciute, che i teologi ritengono consentite da Dio per purificare certe anime. Appartengono infatti alla biografia di uomini e donne elevati all’onore degli altari dalla Chiesa cattolica nel corso della sua storia.

    Dove sta, allora, il problema? Sta nel fatto che la presunta «rivelazione» era già nota da ben cinque anni. Quelle lettere, agli atti della causa di beatificazione di Madre Teresa (lei avrebbe desiderato venissero bruciate), erano state visionate e rese pubbliche da un giornalista italiano, Saverio Gaeta, nel libro «Il segreto di Madre Teresa» (Edizioni Piemme, 2002), dal significativo sottotitolo: «Il diario e le lettere inedite dei colloqui con Gesù riportati alla luce dal processo di beatificazione». Già allora si parlò ampiamente della «notte oscura». Già cinque anni fa, dunque, si discusse largamente dei dubbi che accompagnarono l’intera l’esistenza della piccola grande religiosa e non soltanto qualche raro o passeggero momento di buio. Già allora vi furono titoli sui quotidiani, ampi servizi sui rotocalchi nostrani e persino, nel dicembre di quell’anno, un’intera serata televisiva di approfondimento dedicata proprio su questo argomento nella trasmissione «Excalibur» condotta da Antonio Socci su Raidue. Dubbi e tormenti, aridità spirituale furono esperienze così costanti nella vita della beata Madre Teresa che la religiosa, già in età avanzata, venne persino sottoposta a dei riti di benedizione molto vicini all’esorcismo, come si leggeva fin da allora negli articoli pubblicati dai quotidiani italiani.
    Il «lancio» in grande stile del nuovo volume, curato da padre Brian Kolodiejchuk e intitolato «Mother Teresa: Come Be My Light», in uscita il 4 settembre negli Stati Uniti, ha dunque fatto fare il giro del mondo a una notizia vecchia di cinque anni, peraltro rintracciabile sul Web in un saggio messo online dallo stesso padre Brian un anno dopo l’uscita del libro di Gaeta, in occasione della beatificazione del 2003, dov’era nuovamente e puntualmente descritta con dovizia di citazioni proprio la lunghissima crisi spirituale di Madre Teresa. Queste righe possono rappresentare un utile promemoria per i nostri lettori, quando, fra due o tre anni, forse in occasione della canonizzazione della beata, risentiranno parlare di lettere «inedite» sulla «santa che dubitava di Dio», magari questa volta «rivelate» da un’anticipazione di Newsweek.

    Andrea Tornielli

    fonte: www.ilgiornale.it

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Cristoforo Visualizza Messaggio
    mi ha fatto riflettere molto e modificato la mia opinione su Madre Teresa.
    Per me invece non cambia nulla. Il Servo di Dio Giovanni Paolo II, con la beatificazione ha proclamato le virtù eroiche di Madre Teresa, e questo mi basta.

    Citazione Originariamente Scritto da Cristoforo Visualizza Messaggio
    Cercare di nascondere la verità non è mai bello per un cristiano.
    Nascondere cosa, se queste lettere erano note fin dal 2002?

  9. #9
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    roba da matti...

    MA TU GUARDA SE QUESTA GENTE DEVE RIUSCIRE A INFANGARE ANCHE UNA PERSONA STRAORDINARIA COME MADRE TERESA...


    infangare una beata,, dire che non ha fede ,,..

    e come dire che san PIETRO non ha fede...


    questa è opera di gente perversa...


    tutti possiamo dubitare alle volte...

    dove sta la novità?????????????????????? perchè gli apostoli non dubitarono...?

    poi queste lettere sono mal interpretate secondo me...

    perchè non si dice allora che gli apostoli non sono dei santi perchè dubitarono di GESù?????

    ed anche qui ho visto dei cattolici che credono a queste fandonie....



    MADRE TERESA è UNA BEATA E PRESTO DIVENTERà SANTA... QUESTO è SICURO...


    MADRE TERESA è UNA PERSONA STRAORDINARIA-........

    CHI NE DUBITA è DALLA PARTE DI satana....

  10. #10
    VTR
    visitatore
    Quello che ha passato madre Teresa comprova la sua santità.
    E' la cosiddetta "purificazione passiva", cioè le prove che Dio procura per la nostra crescita spirituale.
    • Tale purificazione, a certi gradi di santità, provoca la "notte dei sensi": la privazione delle consolazioni spirituali che Dio offre ai sensi interni. Ciò avviene per far capire che non bisogna cercare Dio per le consolazioni personali e le consalozioni non sono Dio.
    • La purificazione comporta anche il "dolore morale": incomprensioni, assenza di consenso, apparente insuccesso, persecuzioni, diffamazioni, emarginazione ed isolamento.
    • Vi è anche la "notte dello spirito", cioè la completa aridità anche nella adesione della mente alla fede, alla presenza di Dio. Sembra sul punto di diventare atei.
    Come qualcuno ha detto, tali prove sono state affrontate e superate, per esempio, da Santa Teresina di Lisieux, nell'ultimo anno dell asua vita.
    In ogni, vi sono dei criteri per discernere se tali prove rientrano nei casi della "purificazione passiva":
    1. non c'è il gusto per le cose create;
    2. la memoria, malgrado tutto, rimane fissa in Dio;
    3. la preghiera è sempre presente, nella convinzione che, malgrado tutto, si è fermamente in comunione con Dio.
    Superate queste prove, rimanendo nella fedeltà di Cristo, si diventa santi!
    Credo che Madre Teresa sia tutto questo.

    Grazie a Padre Paolo Scarafoni, LC, che ci ha fatto capire nel suo corso tutto ciò.
    Vedi anche "I frutti dell'albero buono - santità e vita spirituale cristocentrica", di Paolo Scarafoni.

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